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martedì 22 aprile 2008

Omaggio (in ritardo) a Bobby Fisher.

Non sono uno informatissimo, ma nemmeno completamente ignorante.
Ho saputo con larghissimo ritardo che quest’anno è morto in Islanda Bobby Fisher il grande campione del mondo di scacchi.
In base a cosa posso dire di non essere completamente ignorante?
In base al fatto che sapevo già chi era Bobby Fisher prima di guardarlo per caso su Wikipedia o leggerlo come molti di voi dopo aver letto questo post.
Fatto sta che Fisher è morto questo 17 gennaio.
E facile spiegare perché questa notizia sia passata in sordina.
Il primo punto l’ho già detto: siamo un mondo di ignoranti o poche persone sanno chi è Bob Fisher.
Il secondo punto consiste nel fatto che in quell’ormai lontano 17 gennaio purtroppo (purtroppo che vale doppio) stava iniziando a crollare il Governo Prodi.
Inutile dire che una notizia come la morte di uno scacchista sconosciuto per i più sia andata sepolta dai casini e inutili polemiche che sono scattate di lì a poco.
Non sono un appassionato di scacchi, ma ho sempre ammirato questo personaggio.
Era un misogino, un paranoico, un antisemita, un monomaniaco, un ossessivo compulsivo, un perfezionista, un testardo, un prepotente, un esibizionista e un solitario.
Non avrei avuto mai nessuna voglia di conoscerlo, doveva essere una persona piuttosto spiacevole al di fuori degli scacchi. Ma era un genio e, specialmente, una persona in grado di essere controcorrente in senso autentico.
Non mi importa se fu una scelta programmata o un’azione d’istinto quel suo gesto che attirò su di lui l’ira dell’America. Resta comunque il fatto che fu un gesto straordinario, parto di un individuo esibizionista, ma coraggiosa e straordinaria: uno sputo sul documento del Dipartimento degli Stati Uniti che gli proibiva di giocare a scacchi nei Paesi balcanici durante la guerra in Jugoslavia. Un’azione semplice, ma sconvolgente, mentre si esibiva in quello sputo davanti alle telecamere si vedeva mentre caricava la giusta quantità di saliva, magari pure un po’ di catarro.
Quel gesto gli è costato una condanna di 10 anni in patria e, da allora, non ci è più tornato.
E’ un grande!
Perché per rimanere impressi nella storia di qualsiasi disciplina non basta essere solo delle persone eccentriche e capricciose, bisogna anche avere delle qualità eccezionali in quel campo.
E Bobby le aveva!
Non mi resta che augurargli che esista il Paradiso e che viva lassù per l’eternità in una casa a forma di torre come l’ha sempre desiderata.




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1 commento:

Barabba ha detto...

molti i campioni di scacchi sono paranoici

molti passano le notti a pensare alle mosse da fare nelle varie partite al posto che dormire

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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