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martedì 29 aprile 2008

Donne in politica.

Alemanno vince, lo spettacolo è finito almeno.
Per un po’ di tempo smetteremo di vedere in giro tutti questi sfottuti manifesti elettorali, se non altro. Alcuni di questi erano carini, va detto. Mi riferisco a tutti quei manifesti che ritraevano i bei visini di assessori donne, esteticamente piacevoli. Assessora suona decisamente male.
Già il fatto che nella lingua italiana molti mestieri tipicamente maschili suonino tanto male nell’omologa controparte femminile è un indizio di come la nostra sia una cultura terribilmente maschilista e arretrata. Certo, se poi ci sono tutte queste illuse che votano a Destra sperando di ottenere posti di rilievo, non si lamentino se alla fine rimarranno semplicemente inculate (in tutti i sensi) perché i posti che contano li hanno tutti i maschietti e loro. Nel migliore dei casi si prenderanno una pacca sul sedere.
L’Italia è un paese maschilista e arretrato e se vai a votare a Destra di sicuro le cose non cambiano granchè. Sicuramente le varie assessoresse (o come cazzo si dice) avranno le loro scrivanie.
Staranno sotto!
Detto questo passiamo al sondaggio.
Se alcune donne sono arrivate così in alto ci sarà un motivo non credete?
E siccome a sentirle puoi stare certo che né l’intelligenza né la simpatia è il loro forte, va a finire che inevitabilmente ti vengono strani pensieri su come possano essere arrivate dove sono.
Una spintarella se la saranno pur dovuta prendere no?
Anche due.
Le alternative nel sondaggio sono
- Stefania Prestigiacomo = Dietro a quel visino da angioletto sono sicuro che ci sia una scolaretta perversa professionista nelle entrate da dietro.
- Michela Vittoria Brambilla = Ha la faccia che mi ispira...
- Valdimir Luxuria = Ma non era una donna...OMMIODDDIOOOO!!
- Giovanna Melandri = Lei e la sua faccia da primina della classe. Magari sotto sotto ha una seconda vita, chissà?
- Paola Binetti = Se qualcuno ha dei gusti un po' strani questa ragazza con la frusta ci sa fare!
- Daniela Santanchè = Ha quell'aria da sergentessa di ferro, ma con un paio di drink, secondo me quella si scioglie che è una meraviglia e ti fa fare i fuochi d'artificio!

La Mussolini l’ho esclusa.
Riceverebbe più voti di tutte nel sondaggio, non ci sarebbe competizione.

domenica 27 aprile 2008

Elezioni a Roma.

Giorno di voto.
In Italia, l’unica cosa che funziona in maniera efficiente e al passo coi tempi è la propaganda elettorale: in un paio di giorni decine di manifesti elettorali aggiornati alla data del ballottaggio sono spuntati qua e là a imbrattare i muri di Roma.
La sinistra presenta il voto di Rutelli come la salvezza dell’Italia dalle grinfie della Destra, pare che Roma sia diventata una specie di Stalingrado, la battaglia decisiva per le sorti del paese.
Francamente, non mi sembra che cambierà le sorti dell’Italia la scelta del sindaco di Roma.
Tantomeno il voto a Rutelli.
Certo, in alternativa ci sta Alemanno che è pure peggio.
L’ho visto di sfuggita a un comizio a via del Corso l’altro giorno.
Tanto per dare il buon esempio le auto del suo staff erano parcheggiate in luoghi palesemente vietati. Cominciamo bene!
Comunque vada, devo dire che qualcosa mi ha fatto sorridere.
Finalmente la propaganda elettorale di sinistra è più aggressiva del solito: mettono in chiaro che un voto a destra significa dare il potere a teste di cazzo come quelli della Lega. Certo, l’Italia non ha problemi solo per colpa della Lega, ma la politica e gli elettori in maggiorparte ragionano per capri espiatori, non ci sono santi e se Berlusconi continua a gettarci in faccia questo fottuto spauracchio dei comunisti italiani (realtà poco più concreta del Bau-Bau) la sinistra dovrebbe reagire con un altro capro espiatorio e la Lega, oltre a esserci per davvero è un capro espiatorio perfetto!
Naturalmente, la propaganda di destra sarà sempre superiore in quanto ad aggressività e efficacia.
Ora gira un manifesto che mostra Prodi e Rutelli faccia a faccia: sembra siano due omosessuali che stanno per pomiciare.
Forse è un fotomontaggio o uno scatto particolarmente fortunato, fatto sta che è efficace, perché l’immagine che passa risulterebbe sminuente anche per le persone più aperte di mente.

Per chiudere ecco un fatto che ha suscitato qualche polemica su questioni di strumentalizzazione. Non mi piacciono tanto le teorie complottiste, ma finchè sono citate in un giornale serio e non sul blog di un quattordicenne invasato fanno quantomeno pensare.
Le coincidenze esistono, ma fatti di cronaca simili, così vicini alle elezioni e che coinvolgono personaggi politici di destra e proprio alle porte di leggi sulla sicurezza, mi sembrano quantomeno strane...
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giovedì 24 aprile 2008

Giovedì: gnocca!

In rispetto all'ormai persa tradizione culinaria romana il blog propone la tradizionale sequenza dei piatti nelle famiglie della città eterna.
Il giovedì il menù prevede gli gnocchi...

martedì 22 aprile 2008

Omaggio (in ritardo) a Bobby Fisher.

Non sono uno informatissimo, ma nemmeno completamente ignorante.
Ho saputo con larghissimo ritardo che quest’anno è morto in Islanda Bobby Fisher il grande campione del mondo di scacchi.
In base a cosa posso dire di non essere completamente ignorante?
In base al fatto che sapevo già chi era Bobby Fisher prima di guardarlo per caso su Wikipedia o leggerlo come molti di voi dopo aver letto questo post.
Fatto sta che Fisher è morto questo 17 gennaio.
E facile spiegare perché questa notizia sia passata in sordina.
Il primo punto l’ho già detto: siamo un mondo di ignoranti o poche persone sanno chi è Bob Fisher.
Il secondo punto consiste nel fatto che in quell’ormai lontano 17 gennaio purtroppo (purtroppo che vale doppio) stava iniziando a crollare il Governo Prodi.
Inutile dire che una notizia come la morte di uno scacchista sconosciuto per i più sia andata sepolta dai casini e inutili polemiche che sono scattate di lì a poco.
Non sono un appassionato di scacchi, ma ho sempre ammirato questo personaggio.
Era un misogino, un paranoico, un antisemita, un monomaniaco, un ossessivo compulsivo, un perfezionista, un testardo, un prepotente, un esibizionista e un solitario.
Non avrei avuto mai nessuna voglia di conoscerlo, doveva essere una persona piuttosto spiacevole al di fuori degli scacchi. Ma era un genio e, specialmente, una persona in grado di essere controcorrente in senso autentico.
Non mi importa se fu una scelta programmata o un’azione d’istinto quel suo gesto che attirò su di lui l’ira dell’America. Resta comunque il fatto che fu un gesto straordinario, parto di un individuo esibizionista, ma coraggiosa e straordinaria: uno sputo sul documento del Dipartimento degli Stati Uniti che gli proibiva di giocare a scacchi nei Paesi balcanici durante la guerra in Jugoslavia. Un’azione semplice, ma sconvolgente, mentre si esibiva in quello sputo davanti alle telecamere si vedeva mentre caricava la giusta quantità di saliva, magari pure un po’ di catarro.
Quel gesto gli è costato una condanna di 10 anni in patria e, da allora, non ci è più tornato.
E’ un grande!
Perché per rimanere impressi nella storia di qualsiasi disciplina non basta essere solo delle persone eccentriche e capricciose, bisogna anche avere delle qualità eccezionali in quel campo.
E Bobby le aveva!
Non mi resta che augurargli che esista il Paradiso e che viva lassù per l’eternità in una casa a forma di torre come l’ha sempre desiderata.




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lunedì 21 aprile 2008

6 cose che mi piacciono.

Partecipo a una catena passata da Barabba.
Non sono un gran fan delle catene in generale, ma, siccome questa è una cosa frivola e non ha a che vedere con catene della fortuna o politiche, sto al gioco. Inoltre devo avere qualcosa da scrivere per il 100mo post e dimostrare al tempo stesso che nella mia vita non c'è solo odio, ma che so apprezzare alcune cose.
A quanto credo di aver capito col mio limitato cervellino devo dire sei cose che mi piacciono e incastrare 6 blog per questa catena.
Mi piace.
- Scrubs
- Le persone coerenti (merce rara di questi tempi)
- Le persone intelligenti (vedi sopra)
- Leggere libri ben scritti e interessanti quando ne ho tempo (purtroppo ultimamente non ne ho)
- Chi ha il coraggio di esprimere le proprie opinioni e accettarne le conseguenze
- Giocare ai giochi della serie Total War vedendo i miei soldati che crepano per eseguire i miei folli ordini o massacrare le popolazioni delle città che si oppongono al mio potere (MUHAHAHAHAHA!!!!)
Passo la patata bollente a
- Magari sul tardi
- TL; DR
- Lady M
- Dream Away
- Bloodrayne89
- Lo sgomberonte
E ora tocca a loro...

domenica 20 aprile 2008

Bondi all'Istruzione. Si salvi chi può!


Le prime belle notizie.
Non sto parlando di un cugino con o parente coi testicoli, sto parlando di Sandro Bondi!

L’allegro pupillo del nostro presidente del Consiglio proporrà un cambio nel processo formativo.
Alfabeto = L’alfabeto non comincerà più dalla A, inizierà dalla B, Iniziale di Berlusconi per l'appunto.
Sintassi e ortografia. = Attenzione alle maiuscole. Mai mettere il Suo nome con una minuscola, pena l’annullamento di qualsiasi compito. La maiuscola va messa anche quando si scrivono pronomi che si riferiscono a Lui e ogni volta che viene nominato dovrà essere seguito da aggettivi quali Sommo o Eccelso.
Religione = Introduzione dell’ora di religione obbligatoria nelle classi. Verrà inserito l’insegnamento di una nuova religione in particolare. Indovinate quale…
Storia = Verrà presentata una revisione critica dei libri di storia storpiati dagli storici stalinisti italiani durante il periodo buio in cui L’Italia era uno Stato fantoccio dell’Ucraina, dettaglia che verrà finalmente reintrodotto da intellettuali obiettivi e imparziali che ne hanno provato l’esistenza dopo decenni di occultamento della censura trozkista.
Verrà anche presentata la vera versione che riguarda i fatti della Prima e della Seconda Guerra Mondiale: la prima scatenata dall’omicidio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria a opera di Nikolaj Lenin e la Seconda in seguito allo sganciamento della bomba atomica a opera di Bin Laden.
Finalmente verrà ridimensionato il programma sul periodo che intercorre fra i due conflitti mondiali, periodo ingiustificatamente gonfiato dagli storici delle lobby giudaico-massoniche-marxiste-omosessuali.
Fra gli anni ’20 e ’40 non è successo in realtà un bel niente!
Didattica = Verranno introdotte alcune nuove materie: bugie, leccamento di culo, vittimismo. E’ previsto anche un voto sull’orale.
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venerdì 18 aprile 2008

L'albero della vita.

Triste, indubbiamente molto triste questo film. Però profondo.
Thos Creo (Hugh Jackman) è un medico che sta cercando di trovare una cura per il cancro.
Il cancro che ha colpito anche sua moglie Isabel (una Rachel Weisz un po’ meno fica del solito, dovendo sembrare una malata terminale ) ed è quindi spinto da un urgenza impellente: deve salvare la vita di sua moglie prima che la malattia abbia la meglio. Isabel è una scrittrice che sta scrivendo un romanzo che parla delle avventure di un conquistador alla ricerca dell’Albero della Vita, l’albero che stava nell’Eden insieme a quello della Conoscenza del Bene e del Male. Adamo ed Eva scelsero il secondo, giocandosi l’immortalità.
Il conquistador ha le fattezze di Thomas e la regina che serve è Isabel.
Il film si divide quindi in sequenze che descrivono le avventure del conquistador, quelle che vedono il medico che ricerca la cura del cancro e le vicende di Thomas che impersona un viaggiatore nello spazio, in viaggio su un pezzo di terra che ospita l’Albero della Vita, dal quale trae l’immortalità necessaria a sopravvivere durante il viaggio che lo porta a Shibalba, la Stella morente che è anche il regno dei morti per i Maya.
Tutte le sequenze sono volutamente frammentarie, scattose, saltano da una descrizione all’alta in modo da tenere lo spettatore dall’inizio alla fine, a volte vengono ripetute, riuscendo ad aumentare la tensione e la voglia di capire cosa sta succedendo.
Molto visionarie e suggestive le immagini di Thomas che naviga nello spazio.
Quando il film descrive invece la sua vera vita, quella di medico che combatte contro la Morte, vengono comunicati una lunga serie di messaggi molto profondi.
Isabel sta morendo e sa che morirà presto. Ma è appagata, è pronta a morire, al contrario di Thomas che fa di tutto per impedirlo. Lei ha scelto il secondo albero, quella della Conoscenza, una voglia di conoscenza che l’ha sempre spinta a cercare in vita un modo per riempirla, di conoscere il più possibile, di lasciare qualcosa di sé, anche se in un tempo molto limitato. E ci è riuscita.
Thomas invece cerca l’altro albero, quello della Vita, quello dell’immortalità, per lui l’importante è vivere a lungo, forse anche per sempre, anche se senza avere una vita piena.
Isabel chiederà a Thomas di finire il suo romanzo, trovando il finale che non è riuscita a trovare e Thomas vivrà questo romanzo attraverso il conquistador e gli intermezzi di lui immortale nello spazio, essendo diventato una specie di identità immortale e divina.
Oltre a questo ragionamento - molto filosofico, quasi teologico - c’è tutta una serie di tematiche aperte, quale quella che vede un medico combattuto perché vive la doppia identità di medico e familiare del paziente, da una parte dev’essere lucido e distaccato, ma dall’altra è disposto a tutto pur di salvare la sua amata.
I messaggi sono tantissimi e le allegorie pure, è un film profondissimo.
Ma, ripeto, triste. E a tratti pesante.
Personalmente mi sono fatto ingannare (tipico di me) dall’introduzione che rappresentava le avventure del conquistador, quelle che trovavo onestamente più interessanti. Ma praticamente, c’era solo quella scena. Avrebbero dovuto dedicare più spazio alle avventure di questo conquistador, di cui ne è praticamente descritto solo l’inizio e la fine, è stato stupido non approfondire quei punti. Io avrei tagliato almeno qualche pezzo del melodramma del medico e l’avrei sostituito con qualche massacro in più di indios.
Meno lacrime, più azione e sangue!

Voto 7/10

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mercoledì 16 aprile 2008

Fine elezioni.

Elettore al telefono: Basta! Il governo Prodi ha fatto schifo! Ora esco e voto il primo partito del cazzo che mi viene in mente!

Berlusconi: BUONASEEEEERA!

lunedì 14 aprile 2008

Vota Fonzie!

Mentre l'Italia inizia a raccogliere enormi scorte di vaselina beccatevi questo intervento del nostro amato predicatore. Non fa parte dei membri del blog, ma continua a scrivere e a indignarsi come noi: è FONZIEEE!

L’INUTILITA’ DELLA PROPAGANDA ELETTORALE
Immagino che in questi giorni passati tutti abbiamo letto a ripetizione carissimo amico/a, gentile signore, signora e slogan simili. Che dire questa campagna elettorale è stata massiccia, ognuno vuole vincere, poi a Roma mettici pure le elezioni del sindaco, comune, circoscrizione…è una giungla dove ti giri c’è della propaganda. Ma che dicono i cittadini di questo!? Cioè loro che dovrebbero rappresentare il popolo, che ne pesa quest’ultimo di tutta questa campagna elettorale?
Ecco cosa pensa la gente:
“Oggi tutti che si ricordano di noi, tutti che sono amici….domani non siamo nessuno” e inoltre “tanto tutto questo lo paghiamo noi”
Allora mi chiedo:
1- Il cittadino non vuole ricevere nella sua buca delle lettere la propaganda elettorale
2- Il cittadino sa benissimo che la propaganda elettorale è uno spreco di risorse pubbliche, ne testimonia il fatto che inviano pubblicità elettorale a gente morta da 10 anni

Quindi POLITICI chi cavolo rappresentate!? Già non siete il popolo italiano prima delle elezioni , quindi come fate a rappresentarci dopo le elezioni!?

Ma perché invece di inviarmi la foto di una persona e un nome da votare non avete inviato 100 euro!? Fate tanta acclamazione per alzare gli stipendi e poi sprecate banalmente i soldi, sareste stati molto più utili e sicuramente RAPPRESENTANTI DEI BISOGNI DEI CITTADINI ITALIANI che “NON ARRIVANO A FINE MESE”!



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domenica 13 aprile 2008

Epilogo.

Vorrei che venisse eletto il male minore, ma purtroppo sono molto pessimista.
Non puoi sperare di vincere se su internet si trovano foto che ti ritraggono così.
Nelle cabine elettorali l’elettore italiano medio oggi si esibirà in un bel ambarabà ciccì coccò che durerà parecchio.
Silvio Berlusconi, dopo tante promesse e acrobazie si giocherà oggi l’ultimo asso nella manica promettendo agli italiani che, se verrà eletto, verrà trasmessa a reti unificate la sua figura senza veli. Inizialmente aveva proposto di trasmettere la Prestigiacomo e la Brambilla che fanno un'epica lesbo-pomiciata, ma Bondi si è opposto e ha detto che avrebbe avuto più successo l'altra proposta, giocandosi almeno il mio voto.
Gli sfigati che non vinceranno mai avranno in ogni caso da festeggiare, esaltandosi perché hanno raggiunto il 5,3% invece del 5,1.
Contenti loro.
Comunque potrò dire che la mia presenza è stata significativa in queste elezioni: prima di uscire ho scorreggiato nella cabina elettorale (sperando che l'elettore dietro me avrebbe votato PdL).
Se volete che la vostra partecipazione venga ricordata in modo concreto, vi consiglio di fare altrettanto.

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sabato 12 aprile 2008

Io socialista?

Per qualche sadica e misteriosa ragione nella mappa politica sono inquadrato come socialista.
Bhe, forse socialista come Zapatero, non come Boselli.
Sembra una cosa scontata per una persona con un minimo di cervello.
Ma purtroppo, il mondo è strapieno di idioti. E di furbetti che li fregano.
Ripeto, una cosa è Boselli; l’altra è Zapatero.
Una cosa è l’Italia, che si oppone all’ingresso in Europa alla Turchia perché ha paura che presto perfino loro inizieranno a guardarci dall’alto in basso; un’altra è la Spagna che, scherzando scherzando, ci ha ormai decisamente superati.
Boselli potrà pure (giustamente) inneggiare al socialismo di Zapatero, ma tifare per una persona non significa essere come questa.
In questo caso, oltretutto, Boselli e Zapatero non sono separati solo da qualche migliaio di chilometri, c’è anche una bella differenza in termini di attributi.
E di credibilità.
Perché nei tempi in cui in Italia i socialisti trafficavano con la P2 e facevano girare mazzette a destra e a manca, in Spagna avevano problemi ben diversi dai nostri e stavano peggio,erano usciti da poco dai disordini in seguito alla caduta di un governo fascista, governo dove i socialisti non esistevano proprio.
Siccome ora, invece la Spagna sta vivendo i benefici di cui l’Italia ha goduto negli anni ’60 (loro però il boom se lo sono costruito senza piani Marshall o investimenti stranieri come da noi), va a finire che loro stanno meglio di noi e che i loro socialisti sono molto più apprezzate, essendo una novità relativamente recente e non essendosi smerdati come da noi.
Certo, Boselli avrà pure di fronte una situazione non favorevole.
Ma se l’è pure giocata male.
Innanzitutto, ha proposto inciuci con Mastellone e chiunque voglia avere un minimo di credibilità dovrebbe sapere che a schifosi simili non andrebbe nemmeno prestata una penna.
E poi, coerentemente allo spirito tutto italiano del voler a tutti i costi sleccazzare i culi dei credenti, ha voluto tirare fuori questa perla.
Gesù socialista?
Forse.
Ma CHISSENEFREGA!
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venerdì 11 aprile 2008

Forza Nuova (al massimo un po' usata).

Cosa puoi dire di un partito che avrà sì e no Il 5%?
I soliti 4 frustrati, frustrati nella vita, frustrati nel lavori, frustrati pure dalla politica. Fanno quasi tenerezza.
Decidono di riversare tutta questa frustrazione mettendo la X sul partito che meglio si presta per sfogare tutta questa rabbia repressa, un partito che ragiona per capri espiatori.
Ce n’è per tutti i gusti: mafia, stranieri, ebrei, zingari, omosessuali, massoni, arabi, atei, cinesi, almeno uno di questi è odiato da chiunque!
Peccato che poi, oltre all’opinabilità di alcuni di questi capri espiatori, Forza Nuova in sé non andrà mai al potere perché, per fortuna, non vincerà mai le elezioni. E’ il corrispondente dei partitini di sinistra, il ragionamento di fondo è lo stesso.
Sai che non andrai mai al potere e, siccome per soddisfare i tuoi elettori devi sostenere un certo tipo di lotta, sostieni la tua ideologia a spada tratta, tanto a parole sono tutti degli idealisti da paura.
La cosa che più mi ha sempre spaventato Forza Nuova è che non sono dei semplici fascisti.
No, perché i fascisti di Salò, quelli che mandavano gli ebrei ai forni, almeno non erano così schifosamente bigotti, Mussolini non aveva più bisogno come prima di avere i consensi dei cattolici, aveva ripreso la vecchia maschera del fascismo dei primi tempi, quello che non riconosce il cattolicesimo e il clero.
E invece quelli di Forza Nuova no.
Non solo sono il rigurgito della destra più xenofoba e vergognosa
Sono anche portatori del cattolicesimo brutale e reazionario, il cattolicesimo contro il quale il Puzzone aveva inizialmente combattuto (per poi cambiare idea e cominciare a baciare le ciabatte papaline per ingraziarsi gli idioti d’italia).
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giovedì 10 aprile 2008

Donna, partorirai con dolore!

L’8 gennaio 1956 Papa Pio XII, nel suo “discorso ai ginecologi”, giudica “moralmente ammissibile” il parto indolore, chiudendo una polemica nata nell’800 per l’avversione della Chiesa nei confronti dell’anestesia nella gravidanza. Nel 1847 il cloroformio era stato introdotto da James Simpson come anestesia durante la gravidanza, la Chiesa ne ha accettato l’uso con un ritardo di 100 anni e passa. A voi gli amari commenti.
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mercoledì 9 aprile 2008

Sondaggio elezioni. Chi vincerà?

Qualcuno di questi dovrà pur vincere, vediamo almeno di farci sopra un sondaggio, chi ci azzecca almeno avrà la soddisfazione di averci preso.
Riporto a destra il sondaggio e sotto l'elenco dei partiti con relativi slogan.

PdL = Aboliremo, l’ICI, il cuneo fiscale, libereremo l’Alitalia dal giogo francese, le tette piatte, i comunisti, la Morte, l’herpes, la falce, il martello, l’AIDS e faremo in modo che tutti gli italiani abbiano un pene di 40 cm.
Lega nord = Noi della lega ce l’abbiamo duro. E anche le nostre donne!
PD = Yes we can. Ma anche no, forse che sì forse che no.
Partito della vita = La vita è come il maiale: non si butta niente.
Sinistra arcobaleno = Laici, atei, credenti, ambientalisti, statalisti, terzomondisti, autostoppisti, fancazzisti, legalisti, liberisti, scambisti, pacifisti, castristi, maosti, filo-palestinesi, filo-transessuali, filo-credenti, filo-islam, filo-cristiani, pizza, ricotta, oreste e bum.
Partito di Coccolino = Vi rompo il culo a tutti!
La destra = Bossi e Fini? Comunisti!
Partito Socialisti = Gesù era un socialista. Craxi pure. Sono uguali no?
Italia dei valori = Andate tutti…in prigione!
Udc = Qualcosa di nuovo: Democrazia Cristiana. Papa rulez!
Unione Democratica Consumatori = A quanto me la metti al chilo?
Sinistra Critica = Alla faccia di quei fascisti dei comunisti italiani!
Autonomia del Sud = L’Italia deve pensare di più al sud! Per questo siamo alleati con quelli della Lega.
Partito comunista dei Lavoratori = A quando l’unione con quello delle casalinghe?
Forza Nuova = Dobbiamo cambiare l’Italia e combattere gli unici mali che la rovinano: l’aborto, gli immigrati, gli ebrei, i comunisti, gli alieni e i massoni!
PLI (Partito Liberale Italiano) = in Italia ci sono troppi comunisti
Per il bene comune = I politici italiani si sacrificano in nome del bene comune. Dobbiamo aiutarli!
Lista Grilli parlanti = Fanculo a tutti.
Sinistra Alternativa = Noi siamo comunisti alternativi! I bambini li mangiamo per davvero e col sushi!

martedì 8 aprile 2008

Io non c'entro.

La vita del suo presidente è insignificante in una maniera imbarazzante, l’unico suo grande successo in vita è stato quello di sposare una donna ricca. E per farlo ha dovuto divorziare da quella precedente. Fin qui vedo solo la meschina esistenza di una persona mediocre, ma arrivista. Peccato che quest’uomo, un mediocre, non avendo qualità, ha cercato di dipingere la sua esistenza come un esempio morale, proclamandosi protettore della cristianità in Italia. Ed essendo cristiano, lo vediamo farsi paladino della famiglia e nemico del divorzio, la solita pappa che piace ai bigotti d’Italia che ahimè, sono tanti. Un divorziato che difende la famiglia sacra? Non mi dà fastidio, in fondo è un cattolico, l’ipocrisia fa parte della buona pratica di molti cattolici. Mi fa ridere il fatto che quest’uomo, cercando di dimostrare di valere qualcosa, cerca di avere quella qualità che in genere hanno le persone insignificanti: essere un bravo ragazzo. E non riesce a essere nemmeno quello! A questo punto, come si fa a credere alle decine di manifesti elettorali che sbandierano coerenza, moralità, difesa della famiglia e onestà? Con quale faccia di bronzo quest’uomo propone il voto del suo partito come un’idea diversa quando sono cinquant’anni che abbiamo la democrazia cristiana incollata al culo? I manifesti elettorali di questo partito in questi giorni stanno imbrattando i muri di tutt’Italia e oltretutto mi stupisce il fatto che ce ne siano così tanti, contando che stiamo parlando di un partito che (per fortuna) non ha consensi colossali. Forse hanno qualche finanziamento extra dal papa? Chissà? Fatto sta che questo partito, che propone la solita, stanca sbobba ribollita DC dei valori cristiani, della famiglia e della libertà (di non andare tutti i giorni a messa, ma solo la domenica) è composto da individui che, come lui, sono tutto meno che dei modelli morali. Non solo divorziati come lui, ma anche mafiosi e puttanari cocainomani. Gente che io sarei pure pronto a stimare se avessero almeno una mezza qualità che riguarda la simpatia, la competenza o l’intelligenza, ma che invece disprezzo, perché oltre a non avere nessuna abilità, vanno contro quelli stili di vita di cui si dicono difensori.

lunedì 7 aprile 2008

Il destino di un guerriero.

Il film trae spunto dal romanzo di Arturo Perez-Reverte, romanzo che non ho purtroppo avuto il tempo di leggere, ma che sicuramente mi avrebbe entusiasmato.
Il film presenta la vita del capitano Alatriste (Viggo Mortensen), sfortunato soldato spagnolo, abituato alle battaglie, ma non agli intrighi di corte.
La ricostruzione storica è senz’altro eccellente, sono presentate le grandi battaglie che hanno visto la Spagna del ‘600 e sono presentate in maniera realistica, senza effetti speciali e specialmente, nella maniera in cui probabilmente sono state combattute. Il che ha attirato le immediate critiche degli ignoranti che hanno visto questo film, si aspettavano delle battaglie in stile “Signore degli anelli”, non azioni militari che per la maggiorparte rappresentavano delle scaramucce. Ma gli ignoranti credono che le guerre siano fatte di sole battaglie campali, non sanno che la guerra prevede anche le scaramucce, gli assedi caratterizzati dall’inattività e dalla fame, gli attacchi a sorpresa, il fango, la pioggia. Tutte cose che sono realisticamente riportate nel film, che presenta la guerra com’era veramente, non come in qualche produzione di Hollywood strapiena di americanate.
Oltre alla guerra il film presenta la vita di questo sfigatissimo protagonista, un personaggio che è un soldato, una persona che fa il lavoro sporco , ma che ha dei principi, principi che segue anche quando non converrebbe. Mortensen se la cava bene come personaggio e non è nemmeno l’unico, viene dato spazio anche a personaggi secondari, alla donna che ama, ma non può sposare, al suo pupillo sbarbatello e alla nobildonna che cerca in continuazione di traviarlo, al letterato-dissidente politico, un personaggio che ho grandemente apprezzato, che scrive versi, ma ogni tanto si improvvisa spadaccino rissoso.
Purtroppo, primo grande errore di chi ha fatto questo film è stato affidare una parte a Enrico Lo Verso. Non solo gli hanno dato una parte, ma gli hanno dato la parte di un personaggio importante come l’antagonista, un personaggio che se fosse stato sfruttato bene sarebbe stato eccezionale come dovrebbe esserlo ciascun bravo antagonista. Ma Enrico lo Verso rovina qualsiasi personaggio semplicemente col respiro, la sua parlata atona e assolutamente priva di espressione è un calcio alle palle per qualsiasi personaggio.
L’altro punto a sfavore del film è che hanno voluto concentrare le vicende di più libri in un film solo. Ne è uscito un grosso polpettone a tratti melodrammatico, che affronta troppo alcuni punti e ne tralascia alcuni che sarebbero stati parecchio interessanti. Il film presenta la vita del capitano lungo un arco di almeno 20 anni, che non lo vedono invecchiare di nemmeno un pelo bianco e che saltano a piè pari degli anni interi di vita durante i quali il povero spettatore si chiede cosa cacchio abbia fatto.
Non ho letto il libro da cui è tratto il film, ma posso assicurare che Reverte ha un particolare stile di scrittura talmente incalzante e frenetico nel quale riesce a condensare decine e decine di avvenimenti in poche pagine e sono quasi sicuro che il film non ha affrontato nemmeno un decimo di tutti gli avvenimenti del libro. Nel film fondamentalmente si sono troppo concentrati sulla tormentata storia d’amore di Alatriste con questa attrice e quella del suo pupillo con la nobildonna femme fatale. Avrebbero fatto meglio a diluire gli avvenimenti in tre film, non a concentrarli in uno solo.
Invece di perdere tempo con queste vaccate melodrammatiche avrebbero dovuto dedicarsi più alle battaglie o almeno dirci che cazzo ha fatto in quei 3-4 anni che non sono stati descritti nel film.
Il film mi ha provocato un grande rabbia e moltissimi dubbi.
Ero arrabbiato perché i creatori della pellicola avevano fra le mani un tema interessantissimo e poco sfruttato: la storia del ‘600 vista, una volta tanto, dalla parte di chi aveva perso, dalla parte degli spagnoli. E l’hanno sfruttata davvero male.
D’altra non me la sentivo di criticarlo troppo, è un tentativo molto ambizioso, una pellicola europea che cerca di mettersi ai livelli holliwoodyani, senza budget stratosferici, senza effetti speciali e senza americanate, doveva essere un film finalmente realistico. Una scelta che si è attirata le critiche da parte di tutti gli idioti che, assuefatti dal cinema americano, non riescono a concepire un film realistico che non investa almeno metà del budget in effetti speciali per sparare vaccate e anacronismi senza precedenti. Il realismo c’è (se escludiamo il fatto che Alatriste viene ferito in continuazione a morte e cinque minuti dopo è di nuovo sano come un pesce) e volevo premiarlo, volevo premiare l’ambizione di questo film e andare contro le critiche da ignoranti che gli hanno rivolto.
Ma purtroppo, resta il fatto che il film ha rovinato un’idea bellissima e il libro di un autore che mi piace molto. Forse non verrà mai fatto un altro film sul capitano Alatriste, dato che ce n’è già stato uno e questo è un danno al quale le buone intenzioni non offrono rimedio.

Voto 5/10

domenica 6 aprile 2008

Comunismo omogeneizzato.

I comunisti si sa, mangiano i bambini.
I rifondaroli, non volendo essere etichettati in questa maniera hanno deciso di svecchiare le ideologie di partito. Facendo però un minestrone.
In sostanza hanno conservato tutti i punti del comunismo che piacciono un po’ a tutti e che non comportano il rischio di esporsi e fare un’affermazione seriamente impegnata, ma che troverebbe opposizione. Sarebbe pericoloso dire che si è atei, per carità e quindi abbiamo questi sedicenti comunisti che vanno in chiesa o che, dopo anni di ateismo, si dicono in crisi mistica. Il Che lo continuano a mitizzare, il Che era un rivoluzionario che non si è infangato col potere (e oltretutto era un figo ed è crepato giovane), mentre Castro, prendendo il potere, ha dovuto fare scelte impopolari.
Da qui il termine rifondazione, cercano di svecchiare e rendere più moderno il comunismo.
Peccato che così non è più comunismo. Perché il comunismo non piace a tutti, è un’ideologia destabilizzante che potrebbe portare a una rivoluzione, volendo violenta, se lo presenti come un pasticcino dolce e che piace a tutti, non hai il comunismo, hai una puntata dei Teletubbies.
I rifondaroli hanno una mentalità comune.
Sono incapaci di accettare il male minore. Se c’è il governo Prodi protestano per i suoi (indubbi) difetti. A quel punto una persona gli dice ma preferiresti che ci fosse Berlusconi?
E loro rispondono sì.
Per loro esiste il tutto o il niente.
O c’è la pensione a 50 anni per tutti, le ferie pagate, il posto fisso a 28 anni per tutti, un mondo senza guerra e pieno di caramelle oppure niente, tanto vale stare sotto un governo fascista.
Certo, se ci fosse il governo fascista i rifondaroli andrebbero tutti in piazza, a esibire le bandiere del Che, della pace, i bonghi, le canne, i girotondi e i comizi.
Tutti in piazza a gridare la loro indignazione contro un governo che non vogliono e non appoggiano.
Ma tutta questa indignazione chi presiede alla stanza dei bottoni non deve fare altro che raccattarla e pulircisi beatamente il culo. Perché il popolo continuerà a essere indignato senza che nulla cambi.
E qui passiamo all’attività preferita del rifondarolo.
Protestare, protestare, indignarsi e protestare ancora.
Perché se vuoi un mondo perfetto, equo, laico, giusto, libero e coccoloso, non lo potrai mai avere, perché il muro della realtà non te lo permette, le cose stanno come stanno.
E non potendo cambiare il mondo finisce che l’unica attività del rifondarolo consiste nel protestare, nel lamentarsi quanto è brutto e cattivo il mondo. Senza proporre alternative concrete, tanto non sarebbero realizzabili se volesse seguire i suoi ideali.
Il rifondarolo protesta, si lamenta, pone veti per rispettare i suoi ideali (meglio, per accontentare chi lo vota), minaccia, ricatta, ma sapendo che il paese non è pronto per un cambiamento serio, sa che non vincerà mai e si accontenta di avere il suo sfavillante 5% (ragionamento da applicare anche a tutti quei partitini che hanno consensi di questi livelli e mettono più volte la parola valori, ideali, vita e altre cagate nei programmi).
Un altro punto dei rifondaroli è il gioco al rilancio.
Sappiamo tutti che l’Italia è un paese tristemente cattolico fino al masochismo, abbiamo problemi pure ad accettare i DICO, per esempio.
E cosa fanno i rifondaroli?
Accettano fra le loro file un transessuale!
Il ragionamento sottostante è che se vogliono 50 chiedono 100, se vogliono che non ci siano discriminazioni verso gli omosessuali, chiedono che non ci siano nemmeno per i transessuali, oppure è una chiara provocazione.
Ragionamento non terribile, lo ammetto.
Il problema è che in questo modo vai a nutrire tutte le ideologie del cazzo di destra.
E allora arriva il fascista che dice che tutti i comunisti sono froci, che vogliono costringere le donne ad abortire, che daranno in affidamento dei bambini a degli omosessuali, magari anche ai transessuali.
E a questo punto si ritorna da capo.
Succede che i baciapile fanno decine di Family Day e i tre passi in avanti fatti verso l’approvazione dei DICO vanno a farsi friggere.

sabato 5 aprile 2008

Niente omosessuali in guerra? Allora mandateci lei.

Il generale dell’esercito italiano Del Vecchio si lascia andare un’allegra dichiarazione omofobica.
Per i maligni, mettiamo in chiaro che non sono omosessuale e per chi non si fida lo invito a farmi conoscere sua sorella o un’amica carina se ne vuole una prova.
I gay non sono adatti all’esercito?
Bhe, mi sembra una cazzata.
Banalmente, ricorderei a questi finto-machi che la maggiorparte dei gay non corrisponde all’immagine stereotipata di checca che ci propinano in tutte le salse i mass media. I gay, in genere, sono persone come altri.
Ma questo lo sanno tutti coloro che hanno un quoziente superiore al 40 e un minimo di cultura.
Andiamo a fondo.
Prendiamo l’età classica.
Alessandro Magno era omosessuale, Cesare era omosessuale, Socrate (era un filosofo, ma anche lui è andato in guerra) era omosessuale, Platone, vecchio golpista che voleva fondare uno Stato dominato dall’aristocrazia guerriera, era omosessuale. O meglio, erano bisessuali, allora non c’era questa rigida distinzione che è venuta grazie alle idee di qualche buontempone.
Fatto sta che sono tutti personaggi che, in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con la guerra e, specialmente i primi due, ci hanno dato dentro.
La spina dorsale degli eserciti ellenici era composta dalla fanteria, prima con gli opliti che hanno fatto la gloria di Atene e Sparta e poi con le falangi macedoni.
La fanteria ha avuto nella storia militare alti e bassi, e ha dimostrato di essere in grado di dominare i campi di battaglia quando riesce a organizzare formazioni solide, coese e impenetrabili, in contrapposizione alla cavalleria (e ai suoi moderni successori quali aviazione e forze corazzate), che dà il meglio di sé grazie alla rapidità e alla forza d’urto con la quale travolge le linee nemiche.
La fanteria ha quindi sempre dovuto fare affidamento alla coesione e alla disciplina, caratteristiche necessarie alla cavalleria, ma non essenziali.
Dopo un suo periodo decisamente fortunato nell’età classica - con le dovute eccezioni – la fanteria ha dovuto cedere il passo nuovamente alla sua antagonista sul campo la cavalleria.
Sul finire dell’Impero Romano, le legioni di Roma avevano inquadrato al loro interno soldati barbari romanizzati e non.
Questi barbari arrivarono a costituire la maggiorparte delle file romane, erano forti e fieri, ma poco disciplinati.
Le orde barbariche che hanno flagellato l’Europa a partire dalla fine dell’impero Romano d’Occidente erano tutto meno che coese e disciplinate, ma disponevano di quantità di guerrieri a cavallo che gli eserciti europei non sono mai riusciti a eguagliare e fino a quando l’Europa non è riuscita a raccogliere eserciti di soldati professionisti come ai tempi dell’era classica, le armate orientali hanno dato filo da torcere e, fino al XVI secolo, sono arrivate a minacciare il centro dell’Europa.
Torniamo all’antica Grecia.
Gli eserciti dei greci erano disciplinati e coesi.
E strapieni di bisessuali, che probabilmente copulavano dalla mattina alla sera quando stavano in tenda.
Nell’esercito tebano operava addirittura un manipolo d’elite, il Battaglione Sacro, una fomazione di fanti composta da 150 coppie di amanti omosessuali.
Avete idea di cosa possa essere un battaglione di 300 fidanzatini (sperando che non ci siano in corso crisi di coppia troppo pesanti)?
300 persone, che si spostano all’unisono, che combattano come leoni e che, appena ne ammazzi uno ti ritrovi il compagno incazzato nero.
E parliamo anche di un battaglione che ha un morale alle stelle e il morale in battaglia è essenziale.
Morale alle stelle, coesione e coordinazione.
E per coordinazione in non intendo frasi tipo RAGAZZE! METTETE TUTTI QUANTI SANDALI E FIOCCHI ALLA LANCIA ROSSI CHE ANDIAMO A SFILARE IN BATTAGLIA!

venerdì 4 aprile 2008

Lega la Legher...

Borghezio è un europarlamentare. Spiegatemi il nesso, vi prego.
Una persona che fa parte di un partito che non riesce a tollerare l’esistenza di un Italia unita e che va a disinfettare i treni degli immigrati, presenzia in un Parlamento di un unione formata di un insieme di Stati diversi. A nostre spese, ovviamente.
Il suo grasso culo poggia sulle poltrone di quel Parlamento, o sui sedili di un aereo (prima classe ovvio!) che lo porterà a un evento che lui stesso non potrà riconoscere. Ma intanto viene pagato da noi.
Io mi chiedo perché la gente non si rende conto dell’incoerenza di lui e di tutti gli esseri che fanno parte del suo inutile partito. Non vogliono nemmeno cantare l’inno italiano perché non lo riconoscono. Certo l’inno di Mameli fa schifo e loro non ne sanno le parole, ma resta la provocazione. Continuano a rompere i coglioni al sud Italia, vorrebbero staccarsi, essere indipendenti. I discendenti dei celti puzzoni che vennero sonoramente e giustamente inculati dai romani 2000 anni fa ora se la tirano tanto. Vorrei vederli soli, senza il sud al quale scaricare la loro monnezza, coi loro cumenda farlocchi e l’accento milanese, le loro fabbrichette da quattro soldi che sono vive solo grazie agli immigrati che sfruttano al loro interno. Perché vorrei ricordare che se la FIAT trent’anni fa valeva qualcosa era grazie al calabrese, al siciliano e al napoletano che salivano a Torino per spaccarsi il culo a colpi di alienazione nelle catene di montaggio, la FIAT è cresciuta grazie a loro, non grazie a quattro stronzi cocainomani.
Ma sorvoliamo queste cose che sanno quasi tutti.
Torniamo alla posizione della Lega.
Al nonsense della sua essenza. Certo, ora sono tutti concentrati sull’unico e solo grande, terribile male dell’Italia: gli immigrati stranieri. Ma ogni tanto qualche testa calda fra i leghisti si fa scappare il vecchio epiteto col quale è nato questo pulcioso partito: Roma ladrona!
La Roma ladrona che da una parte criticano, ma che dall’altra li paga, con le sovvenzioni statali per il loro inutile quotidiano e, ovviamente, gli stipendi dei loro parlamentari.
Ma non era Roma ladrona? Non dovrebbero essere soldi sporchi, passati di mano da quei terribili burocrati che sfruttano il povero nord?
Però li prendono i soldi.
E’ questo che non sopporto. Borghezio romperà i coglioni al Parlamento Europeo fino alla fine, porrà veti sull’ingresso della Turchia, anche quando diventerà un paese più laico e civilizzato del nostro (magari esagero, ma nemmeno troppo) , la sua stessa presenza è un insulto a tale istituzione.
Ma quando lo presero alla sua allegra manifestazione anti-islam svolta a Bruxselles, non invocò i suoi principi, né il diritto alla libertà di pensiero, invocò l’immunità parlamentare.
E così non va, belli miei. Non puoi prendere soldi da un’istituzione che non riconosci.

giovedì 3 aprile 2008

Cambiano i simboli, ma le facce sono le solite.

In questo blog non vige la par condicio, vige la legge della fateunpocomecazzovipare.
Legge che fra l’altro nei fatti è seguita anche nello Stato italiano, ma per ipocrisia tale legge non è stata creata ed è un peccato, perché finalmente si potrebbe dire che in Italia ci sta una legge seguita da tutti.
Paradossi a parte, veniamo al dunque.
Siamo in campagna elettorale e il blog si butta nella mischia.
Nei prossimi giorni verranno scritti post contro i partiti politici che dovremo votare.
Non solo sui grandi partiti che andranno alle elezioni, come il PD, la Sinistra Arcobaleno o il PDL.
Mi riferisco ai partiti e partitini che vi sono confluiti. Potete accusarmi di stare indietro coi tempi ma parlo di Forza Italia, Lega Nord, Rifondazione Comunista e altri.
Perché hanno creato dei partiti unici, ma le persone che li compongono e, specialmente le mentalità restano le stesse, tali e quali.
E questo ammasso di mentalità e persone schifose si uniranno in grossi blob istizuzionali. E a quel punto non resterà che segliere il male minore, votando il blob meno penoso.
I membri del blog scriveranno quindi post dedicati a questi simpatici partiti e, per chi vuole partecipare all’iniziativa, basterà inviare una mail all’indirizzo tanci86@fastwebnet.it
Le migliori proposte di post saranno pubblicate sul blog con un eventuale pseudonimo indicato o anonime.

martedì 1 aprile 2008

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.