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martedì 29 maggio 2012

A questo punto è meglio spenderli così

Avevo intenzione di glissare completamente l'argomento del terremoto, inclusa l'inutile richiesta del Popolo di internet di dirottare i soldi destinati alla parata del 2 giugno per i terremotati.
Ma poco fa mi trovavo in camera mentre altre persone guardavano la televisione.
E c'era la pubblicità per l'8 per mille.
Che, fra le tante sparate che faceva, menzionava l'opera di Don nonmiricordonemmenocomecazzosichiama e per la sua opera per i terremotati aquilani.
Questo è davvero un colpo basso.
Infilare in uno spot di pura propaganda l'idea che la Chiesa abbia fatto qualcosa di sostanzialmente significativo per i terremotati.
Proprio ora, che ci sono nuovi terremotati!
Questa è la più meschina manipolazione che possa esistere.
Diffondere idee false per avere soldi proprio mentre le persone sono più vulnerabili di fronte a una crisi emergente.
Cari italiani che state pensando a chi destinare questi dannati soldi dell'8 per mille.
Ogni anno accendete la televisione mentre avete la penna in mano e state per mettere una crocetta all'Ente a cui sganciare il soldo.
E ogni anno vi beccate il pippone pubblicitario della Chiesa Cattolica.
Svegliatevi!
Quando ci fu il terremoto all'Aquila, la Chiesa fece un paio di preghiere e destinò due spiccioli ai terremotati e lo farà anche con quelli di questi giorni.
Non vi fidate delle stronzate che dicono.
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sabato 26 maggio 2012

Grilli e grulli

Primi problemi per il Movimento 5 Stelle.
Si può a lungo disquisire sul fatto che siano o no gli unici vincitori delle Amministrative - cosa che francamente trovo sterile - fatto sta che a  Parma, una delle loro recenti conquiste, i grillini hanno deciso di silurare il loro candidato vincitore per problemi di poltrone.
Prima o poi sarebbe successo, dato che un evento simile era stato preventivato, ma magari non ci si aspettava che sarebbe successo così presto.
Quello che emerge è che il Movimento 5 stelle, in barba a tutte le pippe sulla democrazia di internet e la volontà popolare, è un Partito riconducibile a una sola persona che rende conto per tutti e decide quasi tutto da solo insieme a pochi altri.
Ed è un meccanismo che funziona, aldilà di tutte le indignazioni che possono nascere a riguardo.
In fondo Grillo ci ha messo gran parte dei soldi, gran parte delle idee, gran parte dei mezzi di comunicazione e d è stato abbastanza da metterci sopra un marchio di copyright.
Questo è ciò che differenzia il PD dal PdL. Il primo è un Partito nato dalla forzata unione di altri Partiti altamente diversi fra loro, con leader diversi ed equamente poco carismatici e ugualmente intenzionati a fare in modo che la loro corrente a prendere parola per tutti gli altri; il secondo è un Partito dato dalla riunione di più Partiti in un solo Partito governato da un leader ben più carismatico degli omologhi che riesce a oscurare i colleghi la maggior parte delle volte e, essendo l'unico disposto a mettere soldi di tasca propria, riesce a risolvere gran parte delle diatribe interne col portafogli quando non ce la fa con la personalità.
Guarda caso nel PD le crisi sono sempre state più frequenti che nel PdL.
Grillo questo l'ha capito.
L'organizzazione verticale di un Partito o di un Movimento è l'unico modo per evitare lo scatafascio.
Ma c'è un problema.
Grillo deve sperare di non superare il 10% alle prossime elezioni.
Il 10% è un numero perfetto in politica.
Ti permette di dire che sei una realtà politica significativa, ma non hai abbastanza potere da avere responsabilità, puoi continuare a criticare i grandi Partiti e tenerli per le palle con la tua minaccia di veto e se le cose vanno male puoi dare sempre la colpa agli altri. In più, più il Partito è grosso, più è probabile che ci siano scissioni.
Il PD regge ancora e reggerà a lungo, ma se non si spezzerà è perché gran parte dei suoi rappresentanti non hanno le palle e questa mancanza di palle impedisce loro di prendere il toro per le corna e di andare ciascuno per la propria strada, ricominciando tutto da capo.
Il PdL finché vivrà Berlusconi, che si candidi direttamente o resti nell'ombra, sarà unito dai suoi soldi e dal suo carisma.
Il Partito di Centro ci seppellirà tutti, col Vaticano che gli copre le spalle ha altri mille anno garantiti e i benefit in Paradiso, al pari dei più famosi mafiosi defunti del Dopoguerra.
Grillo?
Il Movimento 5 stelle resterà, ma le scissioni sono in agguato.
Si trova di fronte a un paradosso.
Se è vero la teoria grilliana secondo la quale internet è democrazia, allora inizieranno presto dei Movimenti omologhi che gli faranno concorrenza.
Se il Movimento resterà coeso e dimostrerà di essere simile a una comunità simil religiosa riunita intorno a una specie di guru,santone, allora vorrà dire che Grillo non ha capito un cazzo. O che ci ha preso tutti per il culo

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lunedì 21 maggio 2012

Troll di successo





Con il termine troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, si indica una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l'obiettivo di disturbare e fomentare gli animi (Fonte: Wikipedia)


Tanto di cappello.
Sgarbi è un troll, lo è sempre stato, ogni tanto è passato al flame al massimo.
Certo, Sgarbi non usa internet, in quanto intellettuale (LOL doveroso) lo usa poco e magari non sa neanche che cavolo è, ma resta il fatto che il suo comportamento è perfettamente assimilabile al trolling. E il trolling, si sa, in un paese ipocrita, molle e perbenista come l'italia ha terreno fertile.
Il trucco per fottere i troll è semplice: basta ignorarli e non ribattere alle cazzate (spesso volute) che dicono.
Io ho un discreto passato di troll, ma devo alzare la bandiera bianca.
Sgarbi è un troll di successo e, a differenza di tanti troll dilettanti su internet (me incluso) è pagato per farlo. 
Anche tanto.
Lui e tanti suoi amichetti sono dei troll di successo come Belpietro, Feltri, la Santanchè, Umberto Bossi, Sallusti e compagnia bella, andrebbero ammirati da parte di tutti i troll di internet. In quanto troll ovviamente, anche se formalmente sulla loro busta paga (ufficiale e non) figurano come politici, giornalisti o non precisati opinionisti.
Smettetela di dar loro degli idioti, perchè nel loro campo di troll hanno raggiunto l'apice.
E non cascate nel tranello in cui cascano molti secondo il quale loro non sono troll perché formalmente sono altro.
Probabilmente molti di loro non sanno nemmeno cos'è un troll, pur facendolo dannatamente bene.
Personalmente ho deciso di abbandonare il mondo del trolling.
Sarà dura scrivere di qualcos'altro, probabilmente ogni tanto ricadrò in questo vizio.
Trollare è bellissimo.
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venerdì 11 maggio 2012

Municipi, Comuni, Province, Regioni, Città, Stato Italiano. Guida al feudalesimo italiano del XXI secolo

 Prendiamola alla lontana.
Una volta c'erano i Franchi.
Questi signori dovevano governare un vasto regno le cui terre erano reduci da secoli di carestie, invasioni e crolli di imperi. Cosa fecero i re di questi signori?
Non potevano di certo governare tutto da soli una simile cosa e del resto dovevano tenere buoni i compagni d'arme che, insieme a loro, avevano permesso di  conquistare un sì vasto regno.
Questi signori decisero di dividere il regno in settori, chiamati feudi e affidarono questi feudi a grandi feudatari, chiamati vassalli; i vassalli a loro volta avevano ugualmente un area troppo grande da gestire e dovevano a loro volta tenere buoni i loro sottoposti, decisero così di dividere le loro terre e affidarle a loro volta ai cosiddetti valvassini; questi non potevano di certo lavorare la terra in quanto nobile e avevano bisogno di qualche fesso che gestisse la loro terra e si sporcasse le mani, i quali a loro volta avevano dei lavoratori senza terra che zappavano per un tozzo di pane.
Questo sistema era tenuto in piedi dall'usufrutto: colui che riceve un bene (in questo caso terriero) da un altra persona può goderne dei benefici e sfruttarlo impegnandosi poi a restituirlo.
Più grande è il bene, più alto il godimento.
La storia ci insegna che alla fine i grandi feudi smisero di essere restituiti al re e passarono agli eredi di vassalli e valvassori, cosa che non riguardò invece piccoli possidenti terrieri e servi della gleba.
Ma questa è un'altra storia.
Il sistema feudale non è ovviamente un'invenzione dei franchi, vi sono molte analogie con sistemi amministrativi di epoche e culture antecedenti che non sto a elencare.
Il suo punto debole è semplice: funziona all'inizio, ma poi finisce per crollare, rovinato da imperizia e corruzione.
Io ho un regno e non mi sento in grado di gestirlo da solo, lo divido fra 3 persone, ognuna delle quali a sua volta dividerà la sua parte in altre 3 per altri 3 sottoposti.
Facciamo finta che questa catena continua fino a raggiungere un numero di 27 persone.
Il mio regno è gestito da 27 persone. Che ovviamente non mi fanno da aiutanti per volontariato, ma vorranno una piccola quota su i soldi che gestiscono.
27 persone, contando me siamo 28.
Quante volte avete mangiato in pizzeria con altre 20-30 persone? Salvo i fobici sociali più pesanti è capitato a tutti. Quante volte vi è capitato che, di fronte al conto, vi siete accorti che mancava qualche soldo?
Su 20-30 perrone, c'è sempre qualcuno che, per distrazione o paraculaggine, paga meno del dovuto.
Io , re Edric Ant, ho il mio bel regno diviso in 27 distretti, contee, satrapie, feudi, quellochecazzovipare.
È inevitabile: se faccio i conti mi accorgerò che manca qualcosa, posso pure aver scelto bene i miei vassalli, ma non ho garanzie per coloro che sono stati scelti dai mei vassalli e almeno uno, statene certi, è uno che fa il furbo!
Forse sotto il mio regno i soldi scomparsi saranno pure pochi, ma statene certi che i miei successori avranno gli stessi problemi, probabilmente il deficit aumenterà in maniera esponenziale ogni generazione.
Questo è ciò che è successo a molti grandi imperi e nazioni: l'impero spagnolo, bizantino, romano, ottomano, l'Unione Sovietica. Tutte questi grandi Stati sono durati a lungo nonostante la grande estensione e le grandi difficoltà che hanno affrontato, ma ogni anno erano sempre più corrotti, la cresta che ogni volta la classe sociale dominante si metteva in tasca era sempre più alta.
Questo è il sistema del feudalesimo, è un sistema di divisione del potere che ha a suo modo una grande sensatezza, dato che un territorio ha diversi centri di potere. Tuttavia raramente evita la corruzione, perchè quasi chiunque abbia il suo orticello si fa gli affari suoi a discapito dell'organizzazione più vasta di cui fa parte.
Questo sistema feudale non ha più senso.
Carlo Magno non poteva andare su è giù per l'impero per gestire ogni questione politica ed economica, aveva bisogno di qualcuno che facesse le sue veci dall'altra parte dell'impero e in ogni sua parte.
Se, mentre Carlo Magno stava per essere incoronato imperatore a Roma, fosse scoppiata una rivolta in Pomerania, sarebbe stato indispensabile avere un vassallo di fiducia da quelle parti che facesse il culo ai rivoltosi. Se Carlo Magno non avesse adottato un sistema politico come quello feudale sarebbe morto a 20, non a 80.
Ma Carlo Mango non aveva un cellulare.
Il sistema feudale ha senso in un'epoca in cui le comunicazioni sono precarie, dove ovunque tu vada hai una persona competente impegnata a mantenere il sistema funzionante. Sempre che questa persona non sia un bastardo o un incapace.
Oggi viviamo in un'era di telecomunicazioni avanzate.
Sto scrivendo una cazzata a Roma e posso scrivere qualcosa di insultante a un leghista bergamasco senza prendermi il disturbo di salire su a dirglielo di persona, rischiando le botte oltretutto.
Il problema dell'Italia è che ancora si affida a un sistema feudale.
Vi sono una quantità improba di giurisdizioni territoriali e annessi uffici.
Provincia, Comune, Municipio, Regione, Circoscrizione.
Onguno di questi enti richiede imposte per mantenerli; ognuno di questi enti impone cavilli amministrativi che si incrociano con quelle degli altri e allungano qualsiasi procedura che abbia a che fare con permessi, richieste, pagamenti di tasse o multe; ognuno di questi enti riesce sempre a piazzare qualche amico o parente dove gente più valida di quest'ultimo potrebbe lavorare.
A cosa cazzo servono tutte queste cose?
A cosa cazzo servono tutte le pratiche burocratiche che le tengono in piedi?
A che cazzo servono tutte le tasse che vanno pagate ognuno di questi Enti?
A dare lavoro a un paio di impiegatucoli e 3 assessori che vivono grazie a una ridondanza amministrativa!
Tutti i soldi che ciucciano questi enti e persone sarebbero risparmiati se le loro mansioni fossero sostituite da una scimmia ammaestrata e un sistema informatico decente da una connessione capillare su tutto il territorio.
Una semplificazione VERA potrebbe tranquillamente sostituire tutta questa merda inutile.
Non dico di abbattere tutto, ma si dovrebbero eliminare almeno una buona metà di questi enti di riferimento.
Io, imprenditore, cittadino o professionista iscritto a un albo, devo avere a che fare col Municipio X della Circoscrizione Y della Provincia Z della regione ALFA, i quali possono essere gestiti da diversi amministratori politici di diverso livello, ognuno dei quali ha il proprio codazzo di burocrati e consulenti e pago gli stipendi questi qui. Magari al Municipio e alla Circoscrizione vi sono amministratori e uffici efficienti, ma che succede se, per esempio alla Provincia, c'è un problema, che potrebbe essere uno sbaglio della gestione, una lotta politica interna o contro i piani alti o delle procedure poco limpide? È altamente probabile che su quattro anelli di questa catena ve ne sia uno corrotto o comunque compromesso. Non avrebbe senso tagliare uno o due di questi enti, facendo in modo venga tutto gestito dai livelli più bassi della catena o solo da quelli alti?
Sì, si perderebbero posti di lavoro.
Ma vorrei far notare che, con tutti i soldi che si risparmierebbero in locali, stipendi e marche da bollo, ci si potrebbero costruire asili, ospedali, strutture del terzo settore, scuole, biblioteche, imprese.
Anche quelle cosette danno lavoro! Senza contare che producono ricchezza, sicurezza, cultura, servizi efficienti. Tutte cose che il burocrate non crea.
Perchè questo non viene fatto?
Ignoranza, dato che i costi e i benefici reali non sono calcolati, perchè non è vero che abbattendo un ente amministrativo inutile si aumenta la disoccupazione, probabilmente nascerebbero più posti di lavoro che prima erano bloccati per qualche ridicolo cavillo amministrativo.
E, francamente, se è vero che così finisce in mezzo alla strada un assessore incapace, meglio lui che una maestra d'asilo, un medico, un insegnante, bibliotecario, un imprenditore.
Ci vorrebbero le palle per dire a gran voce una cosa simile.
Cosa che manca.


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martedì 8 maggio 2012

Pessimismo e fastidio

Siamo in un momento buono?
Bho.
Troppo presto per dirlo.
In Francia la Sinistra vince, di poco ma vince.
Possiamo dire la stessa cosa dell'Italia?
Ni.
Nonostante le recenti e goduriose figure di merda di Lega e PdL, Pd e Sinistra e Libertà hanno risultati fiaccherelli, contando che avrebbero potuto/dovuto approfittare del momento.
Il perchè è spiegabile in base all'astensionismo e all'ascesa del Partito a 5 Stelle che, invece, ha approfittato alla grande del momento.
Il successo per Grillo è grande, anche se non ha ancora la maggioranza.
Il punto è questo.
Possiamo essere felici del successo di Grillo?
Grillo, dopo anni che non fa più ridere come comico, potrebbe finalmente buttarsi direttamente in politica.
Ma qui entrano in gioco tanti punti interrogativi.
1) Siamo sicuri che il suo Partito non subirà la corruzione che hanno subito anche gli altri? 20 anni fa un Partito nacque da un forte consenso popolare locale, nato contro gli sprechi della politica e molto radicato nel territorio. Quel partito era la Lega. Chi ci dice che fra 20 anni non ci ritroveremo la figlia o qualche nipote grilliano con una posizione di assessore strapagato?
2) Fondamentalmente Grillo può considerarsi di Sinistra, ma i suoi seguaci hanno una provenienza eterogenea, molti sono ferocemente anticomunisti per principio, mentre altri sono fra i più idealisti ex rifondaroli
3) Grillo non si alleerà con i Partiti che ha sempre attaccato, se lo farà andrà contro tutto quello che ha costruito fin'ora. Deve fare di meglio e dare prova di gestire bene le città che ha conquistato. Un conto è criticare una data gestione, un conto è accollarsela con tutte le responsabilità annesse. Ce la farà?
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sabato 5 maggio 2012

C'è chi così ci si diverte

L'altra settimana c'è stato a Roma il Critical Mass.
Un'ondata di autocompiacimento onanista si è sostituita allo smog romano, un po' come in un'omologa puntata di South Park di cui non ricordo il nome.
Solo per un giorno, fortunatamente. Questo significa che chiunque pensi di aver salvato il Pianeta quel giorno si sta gaiamente prendendo per il culo.
Se lo ha fatto, mi auguro che lo abbia fatto per sentirsi parte di qualscosa di importante, per conoscere gente, per fare moto, per rimorchiare, forse anche per fare qualcosa di sano (anche se dubito che lo smog romano sia compertamente scomparso e non sia stato respirato dai polmoni affannati dei ciclisti).
Tutti motivi rispettabili e logici.
Ma non mi vadano a dire che, grazie a loro, la Terra ora è un posto migliore, perchè per un giorno di Critical Mass non si smuove veramente un cazzo, a meno che le maledizioni degli automobilisti romani che i ciclisti si sono attirati non siano una valida fonte d'energia pulita.
Il tragico punto fondamentale è un altro.
Il Critical Mass ha Roma ha senso, in quanto è una manifestazione che attacca l'inquinamento automobilistico e Roma è una delle città italiane che più soffrono per questo motivo.
Ma pensare che questo convinca i romani a rinunciare alla macchina è pura psicosi.
I romani sono delle persone del cazzo.
Non perchè disprezzino la bicicletta, che è praticamente l'ultimo dei loro difetti, i romani sono delle persone del cazzo a livello globale. Uno dei più grandi problemi dei romani è che, anche se vivono in una città caotica e spietata, hanno una mentalità da paese, sono chiusi, attaccati alle loro abitudini, anche quelle immorali e illogiche.
I romani si lamentano in continuazione, ma non fanno nulla per cambiare la loro situazione, sono dei pessimi guidatori che raramente rispettano le regole stradali, eppure si lamentano del traffico che loro stessi creano; si lamentano che la benzina costa troppo e che non ci sono soldi, eppure prendono quasi sempre la macchina, quelli che si credono furbi cercano di prendere il Grande Raccordo Anulare per poter andare più veloce (sprecando così più benzina ovviamente), peccato che poi qualcuno di loro fa un incidente e rallenta anche quello; i romani stabiliscono delle ore precise in cui uscire tutti, solitamente per andare fuori Roma per 1-2 pomeriggi, tornando ovviamente alla stessa ora (sennò non c'è gusto!) oppure a fare shopping nei grandi centri commerciali, c'è chi va a comprare questo mondo e quell'altro con gli ultimi risparmi che ha, tanto un piano di risparmio o l'istruzione per i tuoi figli vanno in secondo piano o, peggio ancora, si va al centro commerciale solo per guardare che c'è senza poi comprare niente.
Questi sono i romani, gente con abitudini stupide, che si lamenta delle conseguenze di queste abitudini stupide e che dà giù a chiunque impedisca di ottemperare a queste abitudini durante manifestazioni politiche e ambientaliste come con la Critical Mass.
La domanda sorge spontantea.
Perchè lo fanno?
Perchè la maggiorparte dei romani non vede alternative. Il che da una parte è vero.
I trasporti pubblici a Roma sono una cacata rara.
Per carità, i romani sono troppo pigri da poter usare alternative ai mezzi pubblici che non siano i mezzi privati, tantomeno sono disposti a incazzarsi seriamente e prendere iniziative che non siano la semplice lamentela.
Ma va detto che i mezzi pubblici romani fanno pietà, il che giustifica in parte buona parte delle abitudini dei romani. I mezzi pubblici sono presi in gran parte da vecchi e immigrati a Roma, il cittadino medio ha smesso di prenderli da quando si è fatto la patente. E siccome fin'ora solo i poveracci prendevano i mezzi, ora che i prezzi dei biglietti sono anche saliti saranno pure meno gli utenti.
Torniamo sulla Critical Mass.
Come pensano di risolvere tutto questo i biciclettari?
Con la bicicletta.
Allora non avete capito un cazzo!
Questo è il problema di questi rivoluzionari d'accatto, credono di passare da 0 a 100.
Il che è impossibile se non ti prendi la briga di imbracciare un fucile e sparare a chiunque non ti voglia aiutare a comare quei 100 punti di divario in poco tempo.
Chi è abituato a percorrere 10 km al giorno in bici non riuscirà mai a convincere chi non ne percorre manco 1.
Forse ci potrebbe riuscire se ci fossero piste ciclabili a portata.
Ma non basta, perchè se tu vai in bici e respiri un litro di smog era meglio che te ne stavi a casa.
Non se ne rendono conto nè gli invasati del Critical Mass, nè quelli che ora postano su fb la palla sul fatto che i ministri danesi vanno in bicicletta, nè gli assessorucoli che in questi giorni si vantano di aver proposto di costruire un paio di piste ciclabili nel mio quartiere.
Che differenza c'è fra Roma, città inquinata e male organizzata e qualunque città del nord Europa?
La bicicletta?
Dire questo è come pensare al dito quando ti indicano la luna.
Nelle città del nord Europa la gente va in giro in bicicletta perchè sono città con dei mezzi efficienti, metropolitane, autobus con conducenti che fanno il loro lavoro, strade in buone condizioni e automobilisti che rispettano le regole, senza mettersi in doppia fila durante l'isteria da shopping, senza parcheggiare a cazzo, senza guidare come maiali.
Nel nord Europa, i poliziotti ti fanno la multa anche quando sei un ciclista che viene meno alle regole, cosa che in Italia non succede, dato che il ciclista italiano si sente autorizzato a fare quello che cazzo vuole perchè salva il pianeta e le sue scorregge odorano di ciclamini.
Senza contare che in Nord Europa l'età media della popolazione è bassa, mentre qui in Italia siamo circondati da vecchi col bastone e gli immigrati non hanno i soldi da permettersi una bici che, scherzando scherzando, non ti danno a gratis manco quella.
La bicicletta non è che l'ultima conseguenza di una catena ben oliata.
Finchè a Roma non si miglioreranno i mezzi pubblici, non si disciplineranno gli automobilisti che alzano la cresta e non si creeranno delle piste cilcabili decenti in ogni quartiere, ci sarà inquinamento e l'uso della bicicletta non sarà diffuso.
Non succederà mai.
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mercoledì 2 maggio 2012

The Avengers

Senza grande pretese sul film, al fine sono riuscito a vedere l'ultimo film della Marvel.
La tradizione degli ultimi film della Marvel impone che dopo i titoli di coda venga puntualmente accennato quello che dovrebbe essere il seguito del film: era successo precedentemente con Iron Man 1 e 2, con Capitan America e Thor. Tutti i seguiti dei suddetti film si sono susseguiti e riuniti per portare a questo, dove tutti i suddetti supereroi si riuniscono.
Del resto, durante il film sono numerose le citazioni ai precedenti film, arrivando addirittura a comprendere alcune scene tratte da essi.
Loki, il cattivo di Thor (il quale era peraltro risultato come il più scadente della serie), scacciato e scornato da Asgard, cerca di rifarsi sulla Terra, ipnotizzando alcuni terrestri e impadronendosi di uno strumento che possa aprire una breccia dimensionale che gli permetterebbe di far arrivare il suo esercito.
Nick Fury, preoccupato da questa minaccia e continuamente ostracizzato da capi pusillanimi e calcolatori, decide di attivare un vecchio progetto, fino a quel momento tenuto nel dimenticatoio: gli Avengers, i vendicatori.
I Vendicatori sono, come lui stesso dice un gruppo di disadattati riuniti con una buona motivazione.
Mai espressione si potrebbe definire tanto esatto.
Nel gruppo c'è di tutto, è una compagnia interessante sia per i poteri speciali e le difficili personalità che hanno, sia per la personalità e bravura degli attori che li interpretano.
C'è Thor (Chris Hemsworth), il semidio ardimentoso chiaramente fuori contesto sulla Terra; Capitan America (Chris Evans) il primo Vendicatore, un uomo degli anni'40 in tutto e per tutto, che parla come un uomo degli anni '40, che veste proprio come un uomo degli anni '40, che pensa come un uomo degli anni '40; la Vedova nera (Scarlett Johansson), una spia russa potente quanto bella e con un passato oscuro e pericoloso al tempo stesso; l'incredibile Hulk (Mark Ruffalo) timido biologo in veste umana, terribile mostro verde picchiatore quando si arrabbia; e Tony Stark ( Robert Downey Jr ), eccentrico miliardario ribelle e spaccone che distribuisce battutacce ai quattro venti e indossa magliette dei Black Sabbat, ancora più spaccone quando ha indosso l'armatura di Iron Man.
Un gruppo simile, per quanto tosto e fico, è altamente instabile.
La motivazione del gruppo è Loki, che come villain è alquanto intrigante, lo era nel mediocre Thor e lo ancor di più qui, specie se contiamo che  Tom Hiddleston lo interpreta alquanto bene.
Il film è completo, riesce ad alternare scene di azione pura e appassionante a dialoghi ben collaudati fra i personaggi, che formano un gruppo affiatato e per niente noioso.
Non c'è solo una gran quantità di effetti speciali, ma anche scene molto divertenti e battute valorizzate da attori che sanno il fatto loro.
Qualche buco logico c'è, a metà film la trama è lievemente forzata e il dialogo che porta il gruppo a scontrarsi nella battaglia finale è un po' fiacco e si regge su un gioco di parole intraducibile in italiano.
Ma il film mantiene quell'equilibrio aureo fra scene spaccone e quel minimo di intelligenza che non faccia scadere il tutto nel ridicolo.
Licenze cinematografiche rispetto al fumetto originale permettendo.

Voto 8/10

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martedì 1 maggio 2012

Oggi è il primo maggio.
Se le uniche cose che collegate a una simile data sono il concerto del primo maggio e la beatificazione di Giovanni Paolo II, si vede che non avete proprio capito un cazzo.
Buona festa dei lavoratori a tutti!

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.