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martedì 31 maggio 2011

Areoporti di merda

Domenica pomeriggio mi è capitato di dover andare a prendere delle persone all'areoporto di Fiumicino. Il ritardo del volo in arrivo di 40 minuti e passa è stato l'ultimo dei problemi. Una volta arrivato ho cercato di immettermi nella corsia che portava direttamente davanti all'uscita del gate degli arrivi internazionali.
Non è stato possibile.
Non è stato possibile perchè stavano facendo dei lavori che avevano bloccato la suddetta corsia e avevano deviato tutto il traffico sulla corsia parallela.
In questa corsia si erano affolate tutte le macchine di passaggio, era un'orgia di clacson, auto parcheggiate in doppia e tripla fila e decine di auto perchè erano stae parcheggiate in zone dove vi era divieto di fermata.
I più incazzati erano gli autisti delle auto a noleggio, che si vedevano in questo modo a perdere un sacco di clienti per gli immani ritardi in cui si ritrovavano.
Nel mio piccolo mi sono sorbito la mia dose - solitamente settimanale - di stress da traffico perchè ho dovuto rifare il giro della zona almeno mezza dozzina di volte.
Fra l'altro fra le persone che dovevo passare a prendere c'era anche una portatrice di handicap, che si è ritrovata costretta a fare più strada del dovuto. Non solo: la rampa che portava alla strada dove l'avrei presa era bloccata per altri misteriosi lavori.
Conclusione?
Non so se la situazione è ancora questa, ma l'altro ieri Fiumicino era ufficialmente un areoporto fuorilegge, passi lo stress per me e i soldi persi degli autisti, ma era assolutamente non a misura di portatori di disabilità.
Tutto merito dei geni che hanno deciso di imbastire in quel giorno dei lavori che con grandissime probabilità sono probabilmente relativamente utili e comunque non giustificano i problemi arrecati che ho descritto prima.
Complimentoni.

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lunedì 30 maggio 2011

55,12% per Pisapia a Milano e addirittura il 65,2 per De Magistris a Napoli.
I milanesi non facevano qualcosa di intelligente dai tempi di piazzale Loreto, per quanto riguarda i napoletani è una sorpresa ancora maggiore. C'è da essere addirittura ottimisti...
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giovedì 26 maggio 2011

Game of thrones

Avendo trovato un collega che condivide l'interesse della grande saga fantasy di George R. R. Martin, ho deciso di rompere gli indugi e iniziare a vedere come il romanzo è stato messo su pellicola.
Poichè l'autore dell'originale ne è anche produttore siamo riusciti a scampare uno di quei tristi episodi in cui grandi prodotti vengono messi nelle mani di incompetenti che ne stravolgono la sostanza e la forma per proporre versioni diverse dal libro che risultano poco fedeli e scadenti.
Il romanzo di Martin è scritto in maniera cruda e realistica, con uno stile volgare, sessista, vagamente depressivo, misogino, sarcastico, con alcuni personaggi privi di qualsiasi forma di rispetto per l'altro, dignità o pudore. Lo adoro.
Avendo voluto - molto saggiamente - evitare condensare il tutto in un o un paio di film (del resto la saga è ancora in corso di scrittura!) hanno deciso di fare un telefilm che riuscisse a seguire nella maniera più esauriente l'intero corso degli episodi.
E è il primo punto a favore.
Il telefilm descrive le peripezie dei sette regni Westeron, un grande continente in cui all'inizio della saga vige una pace che già puzza di guerra.
Robert Baratheon (Mark Addy), re unificatore di questi regni, sente che qualcosa sta andando storto e decide di richiamare dal nord il suo vecchio e onorevole compagno d'arme, Eddard Stark. Quello che gli chiede è di diventare suo Primo Cavaliere, il suo braccio destro nel governo di un regno pieno di intrighi politici e pericoli che presto lo insidieranno da dentro e da fuori.
Mentre a est i discendenti dell'ultima casata spodestata da Robert stanno tramando per ricostituire un esrcito e reclamare di nuovo la corona, a nord dei misteriosi guerrieri, potenti e terribili, stanno attaccando i guardiani della notte, i guerrieri che sorvegliano le fredde frontiere orientali dalle incurisioni di barbari e altri pericolosi e sfuggenti nemici.
Veniamo al giudizio.
Eccellente.
Martin ha una maniera di scrivere sublime, i suoi dialoghi sono divertenti e ruvidamente realistici, cosa che è stata ereditata dal film, con numerose frasi che sono state fedelmente riportate.
Veniamo alle mie aspettative e alle relative conclusioni.
Mentre guardavo la prima puntata pensavo a quale dei seguenti momenti mi avrebbe fatto maggiormente saltare sulla sedia gridando un poderoso TANTA ROBA di apprezzamento
1) La prima volta in cui veniva pronunciato l'Inverno sta arrivando
2) L'ingresso di Robert Baratheon
3) La prima grande frase a effetto. Siccome parliamo di Martin le frasi a effetto sono tante, ma la prima fa sempre la sua porca figura. La frase migliore della puntata è quella sulla lingua Dohtraki, dove non esiste la parola grazie. Antropologicamente parlando è una frase a dir poco sublime. Ovviamente dovete guardare la puntata!
4) La prima apparizione dei membri della Casata Targaryen
5) La prima comparsa di Tyrion Lannister
Non c'è partita: Tyrion Lannister regna!
Veniamo agli attori.
Come già accennato, Tyrion regna e il suo personaggio è ben gestito da Peter Dinklage.
Eccellente anche il fratello Jaime, intrigante e di buona presenza, magari potevano evitare quel poco guerresco taglio alla Hugh Grant.
Cersei si è rivelata la più figa fino ad adesso.
Robert Baratheon guadagna punti solo per il fatto di essere recitato da Mark Addy.
Bravo anche Eddard Stark. Come personaggio nel libro mi piace meno di altri, ma Sean Benn è azzeccato per lui.
Deludente Catelyn, più che altro per motivi estetici: me la facevo più fica.
L'attore che interpreta Jeoffrey Baratheon è sufficientemente antipatico per rendere l'idea del personaggio, non vedo l'ora di vedere come se la cava nelle prossime puntate.
I figli della famiglia Stark ci stanno, per ora il più simpatico è Bran.
Grande chiusura della puntata.
Da vedere!

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domenica 22 maggio 2011

Altre promesse elettorali

Superiamo gli iniziali entusiasmi, che ammetto che ho vissuto anche io.
Le amministrative sono andate così così. Per entrambi gli schieramenti.
Milano è incerta nel voto.
E, come succede ogni volta che c'è un elettorato incerto, la propagnada elettorale assume le sue più ridicole, perverse e parossistiche manifestazioni.
Da entrambe le parti ma si sa, in questo campo la Destra fa sempre da padrona.
Si sono lanciati entrambi in vittimismi e descrizioni di eroiche gesta.
Se Pisapia ha sventato un furto d'auto, domani uscirà fuori che la Moratti ha sventato una rapina da parte di criminali internazionali e che li ha fatti fuori tutti col pollice della mano destra. Mentre mangiava il gelato.
La seconda carta che si sono giocati è che Pisapia trsformerà Milano in zingaropoli, che accoglierà in città individui sconvenienti quali le baldracche, i terroristi, i pedofili e magari anche i Pooh.
Ma non bastava, dopo aver provato l'autocelebrazione masturbatoria e la paranoide colpevolizzazione dell'altro sull'inesistente, sono passati allo stadio finale: la psicosi più conclamata.
La Moratti aveva cominciato con l'abolizione dell'ecopass per i milanesi. Una strizzatina d'occhio all'egoismo irresponsabile del potenziale elettore berlusconiano.
Poi è arrivato Berlusconi direttamente sul campo e, coerentemente con la sua persona, ha proposto la sanatoria per le multe. Chissenefrega, tanto i soldi sono tanti, non ci importa se non entrano i soldi di persone che, oltretutto, risultano aver commesso delle infrazioni più o meno gravi. Vedere se queste infrazioni siano poi effettive o meno è un altro conto, fatto sta che risultano come tali!
Infine, la strizzatina d'occhio doveva arrivare anche per quella parte più sfacciatamente senza dignità nè intelletto, ovvero i simpatizzanti xenofobo-leghisti: il trasferimento dei Ministeri!
Davvero sconcertante, talmente sconcertante che perfino i cagnolini di Roma Alemanno e Polverini si sono detti scandalizzati di fronte a una simile buffonata.
Decentrare, perchè c'è bisogno di una maggiore vicinanza alle realtà locali.
Giusto, allora facciamo un ministero a città già che ci siamo, costruiamo anche un bel Ministero dell'istruzione in città di merda tipo Rovigo no?
Tanti discorsi per celare l'imbarazzante verità: si gioca tutto a Milano.
Là ci sono i soldi, là ci sono gli amichetti ritardati del Governo.
Se perdono a Milano i Leghisti frignano e potrebbero addirittura lasciare Silviotto.
Possono perdere a Napoli, possono perdere a Cagliari, possono perdere dappertutto.
Ma non a Milano.
Se potesse servire per vincere Berlusconi farebbe la capitale lassù, trasferirebbe tutto, svuoterebbe gli uffici nei Ministeri di Roma, senza interessarsi del fatto che questo comporterebbe la perdita di centinaia di posti di lavoro a Roma.
Roma vive anche grazie a questo, a tutto l'indotto che deriva dai dipendenti degli uffici della Pubblica Amministrazione, mentre Milano ha livelli molto più bassi di disoccupazione e una prevalenza di occupazione nel settore dell'industria, piuttosto che in quello dei servizi.
Ebbene, a Berlusconi, alla Lega e alla Moratti non gliene frega niente! Se potessero (e per fortuna non possono) manderebbero tutto a quel paese!
E la cosa grave è che i loro elettori sono sufficientemente ritardati da appoggiare una cosa simile e da credere che i loro amati capi siano in grado di ottenere. Fregandosene allegramente delle conseguenze.

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mercoledì 18 maggio 2011

Sega Nord

Iniziamo con la frase più stupida che ho sentito in questi giorni.
La Sinistra corre a Milano e Napoli con candidati estremisti.
A volte le cose più scontate non le realizziamo subito: se IdV e Sinistra e Libertà sono Partiti estremisti la Lega cosa cazzo è?
È superfluo dire che questa è la classica reazione delirante da rosicone di chi ha preso una bella mazzata con queste Elezioni.
In questi casi chiunque dovrebbe avere le palle per zittire chi le dice con un semplice e incisivo SHUT UP BITCH! Non c'è bisogno di fare distinzioni fra uomini e donne in questo caso, tanto in tutti e due i casi si parla di troie che comunque non si accorgerebbero dell'insulto dato che la maggior parte delle persone è troppo stupida per parlare inglese o anche solo per utilizzare il traduttore Google.
Certo, andrebbe precisato che, effettivamente la Destra ha retto in alcune città. Peccato che siano quasi tutte al Sud. La cosa mi sconcerta un tantino, ma ogni tanto mi viene da pensare che questo risultato potrebbe essere giustificato da un'ingerenza mafiosa e allora tutto filerebbe.
La sconfitta al Nord è il motivo principale per il quale la Lega sta tanto rosicando in questi giorni, minacciando addirittura di mordere la mano del padrone al Governo.
Hanno perso in casa e, dopo tanto tempo che millantavano un'espansione da brivido anche al Sud, si sono ritrovati scornati.
Certo i piccoli paesini di mangiapolenta frustrati continuano a scegliere per il ritardo mentale grave, ma sono paesini inutili di persone inutili, quello che conta sono i grandi centri abitati come Milano.
Perfino Pierluigi Pugnetta Bersani ha capito che è qui che bisogna spingere. Bisogna sperare di accaparrarsi i voti della gente che conta, quelli delle grandi città, quelli al Nord.
Prima era il Sud (con forte eccezioni quali Sicilia e Campania) da una maggioranza a Sinistra con un Nord (con forte eccezioni in Emilia Romagna e Liguria) di Destra. Ora la situazione si è invertita. E la Lega ne soffre. Non per ragioni ideologiche legate al popolo padano e alle cacate che tanto piacciono loro, ma perchè la Lega vuole avere la poltrona dove ci sono i soldi.

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martedì 17 maggio 2011

Grandi notizie



Grandi sorprese!


La Sinistra vince alle amministrative, conquistando addirittura la roccaforte PdL di Milano.


Di fronte a vittorie simili assistiamo alla sublime arrampicata dei muri dei giornali e politici di Destra che cercano di sminuire la batosta, ma oltre a questo delizioso spettacolo si sono aggiunte delle eccellenti novità: il fallito scivolone dei grilliani che stavolta non potranno intascare la loro tangente per i sabotaggi verso la Sinistra e la rabbia della Lega.


È vero che ora inizieranno le normali divisioni interne ala Sinistra su chi si prenderà il merito della vittoria e resta ancora Napoli come test elettorale. Ma per questa settimana sono felice.

sabato 14 maggio 2011

RED

Questo film dovrebbe chiudere il trittico di film spacconi di questo mese. Anche se, data l'abbondanza di titoli di questo periodo, non bisogna mai dire mai.
L'acronimo del titolo sta per Reduci Estremamente Distruttivi.
Il film narra le vicende posteriori a quelle descritte nell'omonimo fumetto e inizia con un analista in pensione della CIA (un mitico Bruce Willis dall'aspetto navigato, ma per nulla acciaccato) che scopre che qualcuno vuole farlo fuori. E così la sua vita mite e noiosa di pensionato riprende a essere avventurosa e pericolosa e lo porterà a contattare i vecchi colleghi.
I diversi luoghi in cui si sposta l'azione durante la trama sono presentate da intermezzi grafici che si ispirano a copertine di romanzi spionistici da quattro soldi che però prendono vita in questa rocambolesca avventura.
La trama è avvincente e movimentata e le risate sono tante, con spacconate a non finire.
Il personaggio migliore è indubbiamente Marvin, un vecchio collega paranoico e bizzarro con metodi violenti e abitudini stravaganti, impersonato da un grande John Malkovich.
Altro punto eccelso è la colonna sonora, incalzante e tosta, ottima per accompagnare le scene di azione e i vari avvenimenti durante il film.
Tanti colpi di scena e tante, tante risate, molta artiglieria e poca violenza, specie se contiamo che questo film l'ho visto dopo Machete.
Un po' affrettato il finale, ma lo perdoniamo.

Voto 8/10


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mercoledì 11 maggio 2011

Mi chiami brutto stronzo? Io non sono brutto!

Questo è uno di quei classici casi dove un tizio ti indica la luna e tu sei così scemo da guardargli il dito.
Beppe Grillo attacca Vendola, dandogli del frocio. E tutta la Sinistra si concentra unicamente sul fatto che gli abbia dato del frocio.
Che Beppe Grillo sia e rappresenti quel genere di individuo arrabbiato e ignorante, che si appella a un sottobosco culturale qualunquista e vagamente fascistoide, non è mai stato un mistero.
Grillo attacca - anche giustamente - tutta la politica italiana e i suoi rappresentanti, finendo per buttare nel pentolone anche i rappresentanti di Sinistra e le loro idee, risultando così più fascista di un forzanuovista. Francamente non mi interessa sapere se Grillo aveva un intento puramente provocatorio o se è veramente un individuo mentalmente tarato. Del resto Grillo dieci anni fa attaccava il monopolio culturale di internet e dei computer, ora ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Se ora dà del finocchio a Vendola magari fra 10 anni lo vedremo nelle dark room della Milano bene.
Chissenefrega.
Il punto è - e qui torniamo all'idiota che vede il dito che indica la Luna invece della Luna - che Grillo ha attaccato Vendola dandogli del frocio.
E nessuno si è soffermato sulla parte più grave di questo episodio.
Grillo ha attaccato Vendola!
Personalmente Vendola ancora non mi piace, ma, a differenza dei ragazzini che inneggiano a Grillo, io capisco che a volte serva scegliare il male minore.
Grillo e i suoi amichetti no.
Grillo attacca Vendola e la Sinistra Radicale, che una volta appoggiava in parte.
Avrei pure capito se avesse attaccato il PD, dato che lui e i suoi seguaci ne sono degli accerrimi nemici. E anche a ragione.
Ma ora a Milano corre Vendola, il quale aveva anche sdoganato i pupi del PD.
Ma a Grillo non va bene.
Tutto ciò è fottutamente ironico.
Il PD, e Prodi prima di esso, sono stati scaricati e sabotati dalla Sinistra Radicale e da Grillo. Ora a Milano scaricherà a saboterà la Sinistra Radicale.
Il sogno di una Milano - roccaforte del ritardo mentale PdL - conquistata dalla Sinistra non credo avrà una realizzazione.
Berlusconi non è scemo e, siccome perdere Milano sarebbe un bel colpo, accorrerà direttamente sul campo di battaglia sul suo cavallo bianco e tanti soldi per una campagna elettorale coi fiocchi.
Vendola dalla sua ha gli elettori del PD, inaffidabili anche in condizioni ottimali (ma le condizioni ottimali per il PD non ci saranno MAI) e quel confusionario agglomerato di elettori di Sinistra vecchi e nuovi. Il PD non interverrà in maniera decisiva, un po' perchè è moscio per principio, un po' perchè sarebbe imbarazzante se Bersani dovesse dire che Vendola gli ha salvato il culo, gli elettori islamici saranno scoraggiati dal votare un omosessuale e i grilliani leveranno il loro appoggio come sempre, magari convergedo su una lista insignificante la cui nascita verrebbe celebrata come una vittoria politica al pari dell'elezione di Obama Presidente.
Avete notato quanto questo comportamento ricordi quello di Bertinotti di 2-3 tornate elettorali fa?
Fottuta itonia!


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martedì 10 maggio 2011

Scommesse

Che dite, domani ci sarà o no questo terremoto su cui tutti ci stanno facendo due palle così?
Io spero di no, primo perchè domani starò a Roma come sempre, secondo perchè non vedo l'ora di prendere per il culo tutti quelli che ci hanno fatto una testa così a riguardo.

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lunedì 9 maggio 2011

Machete

Mai visto un film così.
Definitelo pulp, definitelo trash, definitelo barocco, definitelo splatter. Definitelo come vi pare.
Con Machete ho raggiunto il non plus ultra di questo genere, il cui primo premio fin'ora era appartenuto a Inglorious basterds di Tarantino.
In Bastardi senza gloria vi era una mescolanza ben ponderata di influenze provenienti da vari generi, dal filmaccio di guerra a basso costo allo spaghetti western, dalle musichette anni '80 al mexican stand-off; in Machete Rodriguez - anche per ovvie questioni di provenienza culturale - si è concentrato principalmente sul filone poliziesco-messicano.
Machete (niente nomi, bastano i fatti!) è un ex federale messicano che si trova invischiato in una faccenda assai intricata che coinvolge politici corrotti e trafficanti di droga.
Fine della storia, per il resto guardatevi i trailer che sono anch'essi abbastanza ignoranti.
Tanto per rimanere in tema, questo film ha ricevuto una marea di pubblicità ed era attesissimo dai tempi di Planet Terror, i fan lo aspettavano da quel dì e quando sono entrato in sala venerdì (era la prima mi pare) c'era il pienone e un entusiasmo irrefrenabile, con tanto di applausi durante le scene più cariche, il che è continuato fino alla fine del film anche se le scene cariche erano tante.
Il film si è avvalso di numerose presenze degne di nota, alcuni attori famosi per il loro talento e importanza artistica come Robert de Niro, altri per la loro affermata fama nel genere B-movie, fra cui spicca un ingrassato e tronfio Steven Seagal, che una volta tanto fa il cattivo; e poi c'è la gnocca: la porca Lindsay Lohan, la tosta Michelle Rodriguez e la divina Jessica Alba.
La trama ha i suoi risvolti anche intricati, ma è più che altro un pretesto per spacconerie e episodi di violenza inauditi, alcuni personaggi hanno un loro passato e una propria personalità intriganti che vengono accennati, ma vengono decisamente offuscati da ettolitri di sangue e dal ritmo incalzante degli eventi, specie nel secondo tempo, quando si passa all'azione pura.
La battaglia finale è semplicemente un bordello, una baraonda di un caos infinito e insensato, dove viene violentemente scimmiottata tutta la cinematografia western degli ultimi 60 anni con una mandria di macchine modificate nella maniera più cafona e con delle sospensioni che simulano le impennate dei cavalli dei cowboy.
Forse è una parodia dell'assedio di Alamo, ma forse è inutile sforzare l'intelletto per trovarvi un senso, forse è stata fatta per puro divertimento.
Sono anche dell'opinione che l'ultimo discorso di Michelle Rodriguez non abbia molto a che fare con una denuncia sociale da parte del regista, aldilà dei contenuti penso sia principalmente un'aggiunta che aveva lo scopo di rendere il tutto più demenziale.
Solo se rinuncerete a qualsiasi logica e senso di decenza potrete apprezzare questo finale monumento al trash senza inibiziosi.

Voto 7/10

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giovedì 5 maggio 2011

Thor

Questo film ignorante inaugura questa settimana in cui ho deciso di rifugiarmi nel cinema con la visione di 3 film in 3 giorni.
Thor è preso dall'omonimo fumetto della Marvel ed è ambientato poco dopo gli avvenimenti di Iron Man 2, come presagito nella sua breve scena-chicca dopo i titoli di coda.
Il personaggio di Tony Stark viene brevemente nominato per dare una continuità che ho apprezzato e Stan Lee, come in tutti i film ispirati ai suoi lavori, appare in un breve cameo.
Thor, figlio di Odino e fratello di Loki, è alle prese con una labile tregua con i giganti di ghiaccio e, spinto dal furore giovanile, si mette nei guai.
Il film, diretto da Kenneth Branagh, risulta un film carino e spaccone, anche se si colloca uno scalino sotto Iron man 1 e 2.
Il primo punto a favore degli Iron Man riguarda la recitazione.
Emerge ovviamente la figura di Opkins come Odino, ma gli altri attori sono giusto lì tanto per fare presenza, senza contare un Portman che ho trovato deludente, l'attore di Loki se la cavicchia, ma poteva fare di meglio per valorizzare un personaggio che comunque va detto che era difficile da gestire; ad Iron Man torreggiava il grande Robert Downey Jr, ma era ben supportato da altri attori che riuscivano a stargli più o meno dietro.
L'altro punto a favore degli Iron Man è la trama.
Anche Iron Man era stato vittima di quell'inevitabile lavoro di taglia-e-sostituisci a cui sono sottoposti tute le trasposizioni cinematografiche di libri o fumetti. Ma ne era uscito meglio.
Non che ci si possa lamentare che Thor sia poco fedele al fumetto. È una cosa inevitabile, si sa.
Piuttosto la trama che ne risulta è vagamente confusionaria.
È piena di colpi di scena, grandi e piccoli, riesce a spegare senza essere troppo pedante i vari richiami del fumetto alla mitologia nordica e ci si diverte anche, ma purtroppo vi sono alcuni buchi logici che spiazzano o espedienti alquanto artificiosi che servono solo a mandare o allungare il corso degli eventi, ma senza far capire bene perchè.
Il personaggio di Loki emerge come elemento complesso e altamente ambiguo, che però non rende bene quanto avrebbe potuto.
Peccato.
Comunque resta un film piacevole.

Voto 6/10


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lunedì 2 maggio 2011

Solitamente non commento le notizie a caldo e aspetto che ci siano ulteriori sviluppi a riguardo.
Ma questa è una di quelle notizie che andrebbero commentate subito.
Oltretutto mi ha stupito alquanto sapere che questa notizia ha avuto una risonanza tutto sommato mediocre.
Bin Laden è morto.
L'uomo che 10 anni fa ci ha stupiti con un attentato spettacoloso e ha inaugurato una fase storica di dieci anni di guerra al terrorismo e una lunga serie di psicosi collettive pare sia stato ucciso durante un'operazione di forze speciali.
La cosa che mi ha alquanto colpito è che praticamente ha fatto più notizia il matrimonio di quei due stronzi in Inghilterra.
Perchè?
Qualcuno forse l'ha addirittura dimenticato, dato che era da un bel po' che il vecchio Bin non si faceva sentire e sai com'è: se un personaggio una volta famoso è in fase calante, se non riesce ad andare sull'isola dei famosi è la fine.
Ma il motivo principale di questa indifferenza è il fatto che il responsabile di quest'azione sia Obama.
Obama in questo momento è un personaggio attaccato da Destra e da Sinistra.
È abbastanza facile capire perchè lo attacchino da Destr: sono idioti e perdipiù invidiosi.
Più complesso e idiota è il motivo per cui lo attaccano da Sinistra.
Il più grande nemico di Sinistra di Obama è il temibile deluso di Sinistra, quell'utopista infantile che si sente in dovere di criticarlo per darsi un tono da vero ribelle o che diventa un suo accerrimo detrattore dopo una breve fase di sfegatata ammirazione durante la quale aveva sperato che Barak potesse risolvere in 3 minuti tutti i problemi della Terra, dalla questione in Medio Oriente al 5 che si è ritrovato sulla pagella del primo quadrimestre.
L'altro genere di imbecille di Sinistra (ma ormai sta diventando anche questo un archetipo bipartisan) è il complottista: trattasi di una categoria di individui che vede complotti dappertutto e si dice scettico se legge una cosa sul giornale, specie se su internet ha trovato un sito sfigato di complottisti come lui che si sono presi la briga di vedere una congiura dappertutto, dallo sbarco sulla luna al duomo in faccia a Berlusconi.
Inutile dire che questo genere di complottista sta già imperversando su facebook con link che mostrano foto di Bin Laden prima e dopo l'uccisione volte a confutare scientificamente il suo decesso.
Nessuno nota che, scherzando scherzando, Obama in un solo mandato è riuscito a fare quello che Bush non è riuscito a fare, pur contando che Bush ha dovuto invadere ben due paesi e ci ha così messi in questo clima d'odio che ancora vivianmo!

NOTA: Ho appena letto che una zoccola del PdL ha affermato che la morte di Obama è l'ultimo miracolo di Giovanni Paolo II. Lascio a vi gli amari commenti

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domenica 1 maggio 2011

L'unico papa buono è un papa morto

Ho fatto come ha detto Alemanno.
Me ne sono andato fuori città.
Non è stata una decisione politica, anche perchè mi dava molto fastidio anche seguire un consiglio di Alemanno, ho fatto una gita fuori porta perchè l'aveva proposto un gruppo di amici e non è stata un'idea malvagia comunque.
Ovviamente l'ho fatto perchè Roma è invasa da una folla di baciapile. Gran parte di questi è anche polacca, il che significa che sono notoriamente dei morti di fame. I fan di Ratzi saranno pure idioti perchè sono suoi fan, ma quantomeno sono tedeschi carichi di soldi che potevano arricchire i nostri commercianti e ristoratori!
I polacchi no.
Sono venuti in pullman carichi sfruttando offerte di viaggio a prezzi all'osso e, nella maggior parte dei casi, alloggeranno in alberghi gestiti da preti. Che non pagheranno un soldo di ICI.
La televisione non l'accendo nemmeno, so già che sarà inguardabile, Roma è stata riempita da un fiume di piagnoni che puzza di calzini e sandali di cuoio e gomma.
Il tutto sarà tutelato da un dispiegamento di forze della sicurezza spropositato.
È anche giusto, dato che molte personalità politiche accorreranno al lagnoso evento e avranno bisogno di tutele per la loro sicurezza. Non vorremmo mica che un capo di stato pacifico e benevolo come Mugabe rischi la propria incolumità solo perchè assiste alle celebrazioni del suo vecchio amico vero?
Non si preoccupino i leader di tutto il mondo presenti, pacifici o criminali di guerra che siano.
Alla sicurezza ci pensiamo noi e quando si tratta di baciapile siamo efficientissimi.
Lo Stato italiano per queste cose paga più di quanto faccia per qualsiasi altra cosa!
Riassumiamo.
Lo Stato Vaticano svolge una sua celebrazione che gli darà potere, prestigio e magari qualche donazione; noi in quanto cittadini italiani siamo tenuti a metterci il suolo pubblico, le forze dell'ordine, le tasse per pagarle e a subire tutti i disagi cittadini conseguenti all'evento.
È finita?
Assolutamente no!
La Chiesa non ha scelto un giorno qualsiasi per festeggiare la beatificazione di un suo picciotto.
Ha scelto il primo maggio. Costringendo quindi commercianti, autisti dei mezzi pubblici e ristoratori di tutta Roma a lavorare di domenica e perdipiù durante il primo maggio!
Il primo maggio è notoriamente collegabile a una festa laica, da sempre patrocinata dalla Sinistra.
Questo è un chiaro sopruso.
La Chiesa ha sempre combattuto le idee socialiste da quando sono nate.
Un tempo una simile scelta di tempo avrebbe significato una contrapposizione netta.
Ma oggi la Chiesa ha scelto di rinunciare all'attacco frontale e alla contrapposizione.
Con Giovanni Paolo II ha scelto delle vie più subdole e vigliacche.
Si è scelto di non criticare le lotte a favore dei lavoratori, ma di abbracciarle.
Mentre nei secoli passati la Chiesa era schierata coi padroni, difendeva la proprietà privata e l'ordine scociale dominante, ora ha deciso di dirsi dalla parte degli ultimi, rinnegando e insabbiando secoli e secoli di persecuzioni, controrivoluzioni ed esecuzioni.
È bastato rispolverare gli insegnamenti delle prime comunità cristiane, quelle durate 5 secondi e mezzo tanto per chiarire, quelle comunità che mediante abili sofismi si potrebbero addirittura definire come i primi esempi di comunismo precedente a Marx. Tanto per gettare addosso a quest'ultimo un'altra generosa palata di merda, che tanto non è mai abbastanza!
Giovanni Paolo II è passato alla storia per aver chiesto scusa riguardo all'Inquisizione e alle persecuzioni degli ebrei (siamo precisi, quest'ultima cosa la fece anche Giovanni XXIII, ignoranti!).
Carini i cattolici. Credono che per essere perdonati basti essere pentiti del peccato, tanto nella loro religione il perdono è l'azione più meritevole e viene quindi dispendiato quasi automaticamente da ogni fervente cattolico. Per fortuna non tutti sono cattolici.
Chi perdona sempre e comunque non è un santo, ma un uomo privo di dignità e autostima.
Questo era Giovanni Paolo II.
Un'uomo che durante la sua vita ha fatto fondamentalmente due cose: chiedere scusa e perdonare.
Il suo è stato un papato che appariva nuovo e moderno, tutto preso a difendere la pace, i diritti umani, a diffondere l'amore. Peccato che le guerre non siano affatto diminuite durante il suo papato, il che non gli ha però impedito di andare a braccetto con spietati dittatori, fare santi tiranni imbarazzanti, sparare tirate su omosessuali e anticoncezionali.
Non cambia niente sostanzialmente.
La Chiesa continua ad appoggiare i potenti e a farsi i fatti suoi, prega perchè il mondo non progredisca civilmente e scientificamente per di non perdere la sua presa. Ma quando ha le televisioni che la puntano parla di messaggio d'amore, di solidarietà, di uguaglianza. Tutto marketing.
Questo è il genere di Chiesa di oggi.
I comunisti di oggi - sedicenti, fasulli, revisionisti o scissionisti che siano - continuano a portare avanti battaglie con una retorica vecchia, poco seducente e che fa partire le paranoie dei vecchi fascisti e dei rincoglioniti che ascoltano il blaterare di Berlusconi; la Chiesa è sempre la stessa, ma dà l'impressione di essere in continuo rinnovamento e di abbracciare gli ideali delle ideologie che prima combatteva, infiocchettandoli con un messaggio d'amore e indorando la pillola come solo un'istituzione con un'esperienza secolare sa fare.
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.