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giovedì 28 luglio 2011

Non ci sono più le mezze stagioni

Dopo una giornata faticosa ho fatto il grave errore di fare zapping e capitare su Studio aperto.
Solito servizio su quanto è brutto il tempo.
Quando non sanno che dire lo tirano fuori. Considerato che stiamo parlando di Studio Aperto mi è andata pure bene!
Non sono le menate varie sul tempo a infastidirmi è l'enfasi che ci mettevano sopra.
Il succo della questione è che quest'anno, di fronte a un'estate che lascia a desiderare, le località marittime ne risentiranno. Il messaggio che passa è: non vi lamentate se il turismo italiano fa schifo perchè se quest'anno abbiamo fatto pochi soldi è colpa del tempo.
Potrebbe anche filare liscio se noi ci trovassimo su un'isoletta di merda in mezzo al Pacifico, dove l'intera economia si regge sul turismo e dove l'intero apparato turistico si regge sulle località balneari. Peccato che l'Italia non sia solo mare, sole e spiagge chiappe all'aria. L'Italia è anche città d'arte e cultura, ammetto di esserci rimasto un po' male anche perchè neanche quest'anno riuscirò ad avere un'abbronzatura decente, ma se il mare è proibitivo per colpa del tempo chi è in vacanza può anche deviare verso un altro tipo di località, magari una gita fuori porta o una città d'arte, approfittando del fatto che nelle città non si schiatta per il caldo.
Perchè la maggiorparte degli italiani non fa così?
1) La maggiorparte degli italiani è ignorante, parliamo di coatti tristi e vuoti che senza l'estate al mare si richiudono disperati in una posizione autistica. Del resto noi siamo ben disposti a farli restare come tali
2) Le città d'arte italiane, come qualsiasi altra località in Italia non sono convenienti.
Rispetto alle potenzialità turistiche che abbiamo, solo una piccola parte dei turisti stranieri trascorre la vacanza in Italia e una parte ancora più piccola è composta da turisti italiani che se non fanno una vacanzetta a basso costo sotto porta preferiscono a quel punto andarsene all'estero. Io andrò a Budapest e in 5 giorni di hotel a 4 stelle spenderò quanto una sola notte in un hotel a 3 stelle a Viareggio. E qualcosa mi dice che gli Hotel di Budapest sono migliori di quelli di Viareggio, anche a parità di grado.
Certo, direte voi, in Ungheria patiscono la fame.
Certo, dico io, qua ce la passiamo alla grande no??
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martedì 26 luglio 2011

Mai più bocciati

Queste sono quelle notizie che ti fanno sorridere. Piangendo.
Si sa che l'Italia è prontissima a uniformarsi a direttive internazionali solo quando le fa comodo. Questo è uno di quei casi: l'OCSE raccomanda agli insegnanti di non bocciare troppo perchè gli alunni bocciati che ripetono l'anno costano troppo alle finanze dello Stato.
Spassosa affermazione non trovate?
La prima cosa che mi è venuta in mente è cercare di capire quantitativamente quanto possa costare un alunno frequentante. Cavolo, una lavagna di merda, dei cessi in cattive condizioni, dei banchi con attaccate svariate gomme da masticare risalenti a precedenti generazioni e degli insegnanti frustrati e a tratti sadici devono valere tantissimo!
Mi sono fatto dire quanto costa un alunno per un anno di istruzione in una scuola pubblica (mi pare 20000 euro) e ancora non ho capito come sia possibile.
Ho studiato a Yale per 5 anni senza saperlo!
Non ho idea in che modo siano stati calcolate queste spese, so solo che preferisco non saperlo, tanto non ci crederò. Una prima obiezione a questo calcolo è: quindi uno studente NON frequentante abbassa la spesa media?
Viva chi fa sega allora!
Andiamo avanti.
Io non ho idea quali criteri usino i geni della OCSE, ma non credo che abbiano minimamente preso in considerazione la realtà italiana, cose del tutto regolare, dato che l'Italia regolarmente glissa le direttive OCSE meno quelle che le farebbero risparmiare qualche soldo!
Il problema della realtà italiana è che i nostri srudenti fanno cagare.
2 milioni di giovani italiani dopo le superiori non studiano nè lavorano.
Tralasciamo che vi è una disoccupazione diffusa e distruttiva - specie al Sud - che non permette grande scelta, ma direi che, se ci sono 2 milioni di giovani che si grattano la pancia a casa, magari è perchè a scuola facevano di tutto meno che studiare.
So per certo che la scuola italiana non ha certo la fama di un'istituzione severa e con un'alta selezione, la scuola italiana ha già una fortissima tendenza a promuovere cani e porci.
Una ragazzina sente dalle amiche che tanto non c'è bisogno di darsi da fare perchè tanto nella sua scuola i professori sono scoraggiati a bocciare e, invece di studiare, decide di dedicare anima e corpo nello studio dei pompini che fa al suo ragazzo, il quale ha sentito dai suoi amici che non serve a un cazzo studiare se è tanto bravo a giocare a calcetto.
Morale della favola?
Due completi incapaci sono promossi senza studiare e, dopo il liceo, si ritrovano con un diploma che vale quanto la carta da parati e non sanno che diavolo fare della loro vita.
Finisce qua?
No.
Non tutti questi 2 milioni di incapaci sono sempre stati a grattarsi la pancia dopo le superiori.
Credete che un ragazzino di 18 anni col diploma sia realmente padrone delle proprie azioni solo perchè ha diritto di voto e la patente?
Grosso errore.
Il fesso in questione passa un estate a divertirsi, magari fa qualche lavoretto, poi decide di iscriversi all'Università, magari lo spingono i genitori che ancora non hanno capito di aver allevato una bertuccia, magari decide di iscriversi il fesso per una serie di razionalissimi motivi quali ci vanno i miei amici, voglio dimostrare ai miei prof del liceo che non sono un fallito come sostenevano, ho sentito che là si scopa.
In un paese diverso dal nostro questo normalmente non accade, magari ci sono test d'ammissione più seri di una settimana enigmistica a portata di seienni, magari si pagano più tasse universitarie. In quel caso il fesso in questione si accontenterebbe dell'inutile diploma e sarebbe destinato a una vita professionale a bassa qualifica, ma almeno avrebbe la possibilità di iniziare subito a lavorare e fare esperienza per progredire più tardi.
Da noi non è così.
Da noi TUTTI si iscrivono all'Università, anche quelli che sono usciti dalle superiori col fatidico calcio in culo.
E a quel punto inizia la lunga e travagliata maratona del fuoricorso.
Che differenza c'è fra la scuola e l'Università? Fondamentalmente nessuna, in entrambe se non studi resti in dietro. Solo che al liceo solitamente i tuoi genitori ti si inculano se vieni bocciato un anno, mentre all'Università (eccezion fatta per le Facoltà d'eccellenza che i due milioni di sfigati non vedranno comunque MAI) nessuno ti fa notare che stai indietro e hai perso un anno. Fino a quando non ti arriva la tassa di fuoricorso ovviamente.
È in questo modo che il nostro paese si garantisce l'invidiabile primato degli ultra fuoricorso.
Questo è l'esempio di come ci siano persone in Italia e fuori dall'Italia che mancano completamente di lungimiranza nell'enunciare le loro stronzate. Quanto siamo furbi, quest'anno abbiamo risparmiato 20000 euro per aver promosso un completo incapace e svilendo il lavoro dei suoi insegnanti! Peccato che l'incapace in questione poi si iscriverà all'Università e andrà 3 anni fuori corso!
Quali possono essere le soluzioni a riguardo?
Un paese con una tradizione anglosassono non si pone problemi simili, dato che da loro l'Università non è una specie di puttana che la dà a tutti come da noi.
E noi non ce la faremo mai a essere così.
Vogliamo convertire tutte le scuole italiane da pubbliche a private?
Troppo rischioso, le private sono peggio delle pubbliche e dubito che riusciremo a cambiarle nel contesto attuale.
Lasciamo stare le soluzioni liberali, tanto in Italia vengono sempre male, a prescindere da quanto una linea liberale possa essere apprezzata alivello di ideologia.
Puntiamo in una direzione opposta, con tutti i rischi ideologici connessi.
Tu, studente cazzone che non stai chiaramente facendo niente per superare l'anno.
Ti piace giocare a PES e non fare una mazza dalla mattina alla sera?
Benissimo.
Gli insegnanti di questo genio incompreso non dovranno adottare una linea più o meno dura di quella applicata fin'ora. Basta chiarire una semplice cosa: quando uno studente rischia la bocciatura (e ciò significa che non c'è solo un professore che ce l'ha con lui, ma sono almeno 2, senza contare che gli altri non lo considerano una cima) non è colpa della scuola, ma dello studente.
Quindi se tu sei troppo ciuccio per essere promosso e siccome lo Stato dovrà perdere una marea di soldi per colpa tua, mi sembra il caso che sia tu a doverci mettere qualcosa di più e non lo stato.
Non dico che lo studente debba sborsare tutti e 20000 euro l'anno che è costato alla scuola, dico però che sarebbe giusto se pagasse una somma simbolica in più rispetto a chi è in regola.
Un po' come l'assicurazione auto: se fai un incidente perchè devi pagare la tua assicurazione quanto quello che non ha fatto manco un botto?
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lunedì 25 luglio 2011

Delusioni

Una volta credevo che i paesi della Scandinavia fossero un modello di civiltà.
Il viaggio che feci tempo fa in Svezia mi aveva colpito profondamente ed ero allora colmo di invidia e ammirazione provincialista.
Inizio a pensare di aver preso un ricco abbaglio.
Certo, vorrei specificare che non sono uno di quei ritardati del Foglio o simili che, appena sentita questa notizia, si sono messi a blaterare a vuoto sostenendo che la strage a Oslo era il risultato delle politiche troppo indulgenti nei confronti dell'Islam. L'Islam a quanto pare non c'entrava una mazza, tutto ciò è stato frutto di un megalomane difficilmente inquadrabile e sarebbe altrettanto infantile e ridicolo se dicessi che ciò che ha fatto Breivik è invece il frutto di un indottrinamento ultranazionalista di Destra. Stiamo parlando di pazzi, non di ritardati. In ogni caso, ricordate sempre a ogni elettore di Destra di contatare fino a dieci prima di sparare una stronzata o fa la figura di merda come fanno sempre quei giornali che legge.
Torniamo all'abbaglio.
Lasciamo stare tutte quelle menate sul fatto che da quelle parti c'è un alto tasso di suicidi. È un fatto legato a quel particolare clima e, comunque, credo sia meglio se un drepresso ammazza in casa da solo piuttosto che distruggersi lentamente con droga, fumo e alcol o schiantarsi in un'incidente stradale o in qualche sport estremo.
La cosa che più mi ha colpito di questi paesi sono i più recenti eventi che hanno evidenziato l'assoluta imbecillità del loro sistema giuridico.
Con Assange in Svezia avevamo visto la chicca dell'accusa di stupro per il non utilizzo del preservativo in un rapporto anche consenziente.
Con Breivik esce fuori che le leggi norvegesi prevedono come pena massima i 21 anni.
Salvo un'eccezione che potrebbe essere usata in questo caso: se dopo 21 anni Breivik verrà giudicato come ancora pericoloso per l'ordine pubblico resterà ancora in prigione.
Mha.
Si sa che il carcere deve assolvere il compito di detenzione e riabilitazione del criminale.
Come ben sappiamo in Italia riusciamo a malapena a tenerli dentro, figuriamoci a riabilitarli!
Le carceri norvegesi possono anche essere all'avanguardia per quanto riguarda sia la detenzione che la riabilitazione. Ma ho seri dubbi che si possa combinare qualcosa con un 30enne responsabile della morte di 90 persone. Molto probabilmente il vecchio Anders farà finta di essere pentito blablabla e appena uscirà farà un altro attentato di 150 morti. In fondo a 50 anni sei ancora abbastanza arzillo da maneggiare un fucile automatico, come minimo in questo caso dategliene 30 di anni così le probabilità che faccia danni sono più basse! E neanche tanto più basse.
In ogni caso io sono della filosofia che l'altra guancia non si debba porgere. Mai.
Va bene che la Norvegia è un posto tanto tranquillo, ma in quanto protestanti me li vedevo molto meno disposti al perdono masochisticamente cattolico.
Per ora il Governo norvegese ha dichiarato che non vi saranno cambiamenti nella politica nel paese nonostante questo evento.
In linea di principio è una linea che posso anche approvare, non è bene che un paese si lasci influenzare a caldo da simili eventi e che, in virtù di essi adotti politiche radicali che possano a lungo andare essere deleterie. Se fosse successo in Italia probabilmente avrebbero già iniziato a lavorare su leggi ridicole come quelle che vorrebbe l'ennesimo servizio di ritardati al TG1.
Magri sarebbe meglio però se non cambiassero niente a parte ciò che riguarda il numero massimo di anni.


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domenica 24 luglio 2011


Ieri è morta Amy Winehouse, in circostanze ancora da chiarire, anche se le ipotesi vertono in gran parte sull'overdose, magari combinata a un abuso di alcool.
La sua notizia di riguardo più recente riguarda il suo flop al concerto di Belgrado, dove è stata fischiata dopo essersi presentata ubriaca sul palco, chiaramente non in grado di cantare.
Solitamente simili notizie mi scivolano addosso, ma stavolta dà da pensare.
Amy aveva 27 anni, non era una cantante completamente sconosciuta, era famosa per queste sue sregolatezze e - nonostante l'ultimo flop - la sua carriera non si poteva dire ancora con certezza deceduta.
Tutti questi elementi solitamente avrebbero reso la notizia della sua morte assai gustosa per la morbosità dei media.
Ma non questa.
Vedo ora solo pochi amici più informati della media commentare l'evento.
Perchè con lei così poco chiasso, mentre ci hanno fatto due palle così, per esempio con Micheal Jackson?
Il fattore estate è effettivamente non indifferente, la maggiorparte delle persone è troppo impegnata nelle ultime tristi giornate di lavoro, sta prenotando l'albergo o già ci sta dentro.
Ma no basta come motivo.
Amy Winehouse era innanzitutto bruttina. Quando non hai un bell'aspetto che distrae chi ti sta guardando, questa persona fa più attenzione ai suoi errori.
Certo, non è per nulla giusto che si sia presentata ubriaca a un concerto, se il povero cristo si presentasse al lavoro come lei verrebbe trattato anche peggio. Da una parte è giusto, ma mi sembra assai strano che un fan fischi la cantante per la quale ha speso centinaia di euro fra viaggio, biglietto e alloggio per seguirla in tour.
Certo, proprio per questo i suoi fan dovevano essere alquanto e giustamente incazzati.
Ma il fan è solitamente una persona che mangerebbe la merda del suo cantante preferito. I fan di Amy no.
Perchè?
Amy Winehouse era una vera cantautrice, la maggiorparte si è personalmente e realmente occupata di creare i suoi testi e le sue canzoni e personalmente non mi dispiacciono le sue canzoni, non mi fa impazzire, ma è bravina. E lo avrei detto anche prima che fosse morta.
Il problema è questo.
Amy aveva questo stile tutto suo, aveva creato un genere ibrido e non commerciale.
Chi ascolta musica del genere è in genere un tipo di persona che non va ad ascoltarsi il nuovo successo dell'estate solo perchè piace al gruppo di amichette, ma si tratta di persone con gusti autonomi, persone che se ascoltano un tipo di musica lo fanno aldilà delle pressioni commerciali, ma perchè trovano quel genere di canzoni autenticamente gradevoli. Nessuno garantisce che la musica che ascoltano sia poi realmente gradevole, ma sicuramente sono persone che non si accontentano di qualsiasi porcata solo perchè reca la firma del loro idolo.
Questi erano i fan di Amy Winehouse.
Amy non piaceva perchè era gnocca, non piaceva per la sua vita sregolata perchè cazzo se ti droghi se un figo!, non piaceva perchè si prostituiva intellettualmente cantando musichette orecchiabili in linea col mainstream o con testi banalotti che piacciono un po' a tutti proprio perchè la massa si adegua a standard di mediocrità.
Il burinotto che ascolta Vasco continuerà ad osannarlo anche quando Vasco si cagherà addosso pubblicamente durante un concerto.
Il rasta che ascolta musica reggae è troppo stordito da un cannone di mezzo metro per apprezzare musicalmente qualche cantante e, finchè sta fatto e questi gridano ogni tanto PALESTINA LIBERA, continuerà a biascicare l'insulso motivetto.
I fan di Amy Winehouse no.
Magari li possiamo definire volubili, magari li possiamo definire spietati nei suoi confronti. Ma se non altro possiamo ancora dire che esiste qualcuno che non ingolla tutta la merda che gli viene propinata.
In ogni caso, mi dispiace per Amy
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giovedì 21 luglio 2011

Carlo Giuliani vive

Avanti, arrabbiatevi.
Questa storia di Carlo Giuliani mi ha decisamente scassato le palle.
Questo ragazzo fu ucciso da un poliziotto incapace che non sapeva fare il suo lavoro, che non ricevette una punizione abbastanza severa per quello che aveva fatto e che in seguitò dimostrò di non essere abbastanza stabile da gestire un lavoro come quello che si ritrova. E sono daccordo.
I fatti di Genova sono stati una dimostrazione abbastanza chiara di incapacità delle Forze dell'Ordine, che hanno sostanzialmente malmenato manifestanti pacifisti e lasciato liberi vandali ed esaltati teppisti che hanno fatto un sacco di casini. La responsabilità indiretta di questa morte è anche da imputare all'inadeguatezza dei piani alti e medio-alti. E sono daccordo.
La storia del suo omicidio è stata oggetto di svariati tentativi di occulatamento delle prove, nonchè di una lunga serie di teorie pittoresche spassose, ma che ho trovato alquanto offensive nei confronti dell'intelligenza umana, o almeno per chi ancora ce l'ha. Noi tutti ancora ricordiamo del sasso comunista sul quale rimbalzò il proiettile che era stato sparato in aria per sventare una rapina da parte Lex Lutor e che, rimbalzando sul sedizioso sasso andò a finire sulla testa di Carlo.

Carlo Giuliani è una vittima di tutto questo, di un insieme di circostanze sfortunate, imperizia delle forze dell'ordine e in un più vasto contesto all'interno del quale il gran collezionatore di figure di merda Claudio Scajola aveva esplicitamente dato il permesso alle forze dell'ordine di aprire il fuoco.
Fin qui tutto bene. Carlo Giuliani è una vittima. Non una vittima innocente. Tantomeno un martire. Carlo Giuliani è un ragazzo come me e tanti altri che si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. Punto. Vogliamo aggiungere altro? Se l'è cercata. Mi dispiace tanto, ma io non ce la faccio a dire che uno che muore da stupido è un eroe. Chi muore da stupido È stupido.
Correre nel bel mezzo di un tafferuglio con un passamontagna e un estintore in mano è da stupido. Ok, non sei daccordo con la nonviolenza, rispettabilissimo, ma se devi fare casino fallo bene. Se Carlo Giuliani fosse stato un ragazzo più fortunato non avrebbe beccato un poliziotto troppo nervoso per fare quel lavoro o avrebbe evitato il sasso che gli ha poi fracassato la testa. Probabilmente ora starebbe cazzeggiando tranquillamente da vivo. Ma non è così. In ogni caso sarebbe per me uno stupido lo stesso. Solo un po' più fortunato.


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lunedì 18 luglio 2011

Cambiare nome alle piazze

In questi giorni si parla di ribattezzare varie piazze in Italia.
Il cambiamento di nome che più di tutti sta facendo notizia è quello che riguarda il cambio da piazza Cadorna a piazza Unità d'Italia perchè si sa, quest'anno ci sentiamo più patriottici del solito.
Per chiunque ne sappia un pochino di storia è cosa nota che Luigi Cadorna era un idiota, un generale inetto che per poco non ci faceva perdere nella Grande Guerra, la cui mancanza di inventiva tattica ha anche causato migliaia di morti fino al culmine della sconfitta a Caporetto.
Già ho seri problemi a capire perchè gli abbiano voluto dedicare anche una sola piazza.
Il punto è questo. Fondamentalmente chissenefrega, una persona intelligente che non ha tempo da perdere se ne fotte altamente del nome della piazza in cui risulta residente, non credo che rifiuterei di prendere un appartamento in affitto solo perchè situato in via Silvio Berlusconi, credo che se potessi evitarlo non perderei neanche qualche ora a fare la fila per cambiare la residenza e il nome della via, in caso fosse stata cambiata.
Ma si sa, il mondo è pieno di gente che non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera e questo vale sia per gli idealisti indignati che si stanno prodigando per depennare Cadorna, sia per i ritardati che non riescono ad accettare di vivere in via Stalingrado.
Una notizia come questa è relativamente inutile, ma può fornirci un interessante spunto di riflessione.
Cadorna era un coglione, un incapace, un uomo che ha causato la morte di migliaia di uomini spediti a crepare per colpa sua.
Cadorna era un perdente e la storia non la scrivono i perdenti, perchè i perdenti non hanno neanche il diritto di essere ricordati in una piazza. Neanche quando il perdente in questione era una persona effettivamente capace.
Purtroppo quando giochi a calcetto e la tua squadra vince hai diritto a tenere la coppa per un attimo, anche quando hai giocato una partita di merda. Come ha fatto il vecchio Luigi.
Non mi risulta che a Berlino esista una via intestata a Erwin Rommel, eppure Rommel è uno dei generali migliori della Seconda Guerra Mondiale. Peccato che fosse tedesco e stesse dalla parte di chi poi ha perso.
Questo vuol dire che purtroppo Cadorna avrà diritto alla sua piazza, anche se ha discrete probabilità di cedere il passo al titolo ben più prestigioso dell'Unità d'Italia.
Per quanto riguarda i poveri ritardati perditempo che stanno frignando perchè abitano in via Stalingrado dipende da quanto sono fascisti quelli al potere nella loro città.
Ma ricordino bene che Stalingrado e la vittoria della Russia comunista rimangono ancora uno dei momenti di svolta della Seconda Guerra Mondiale e che se vogliono una versione diversa devono ancora aspettare che i testi storici siano riscritti dai vecchi compagni di banco a scuola della Gelmini.

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venerdì 15 luglio 2011

Facciamoci del male

A me la festa dellìUnità piace.
Magari non ha gli antichi fasti che descrive mio padre da bravo sessantottino nostalgico, ma mi piace.
Peccato che, come nella politica, risenta degli stessi problemi della Sinistra: la più totale e masochistica incapacità di marketing.
Stasera, per esempio, ho sentito da amici che ci sarebbe una serata dark.
Memore di una passata serata toga party in cui io e altre due persone eravamo gli unici con la toga, ho cercato di accertarmi su internet che la serata ci fosse per davvero o, almeno, sperando che la serata fosse stata sufficientemente pubblicizzata da essere stata resa nota anche ad altre persone oltre a me.
Niente.
Qualche informazione sulle serate passate, la descrizione delle più celebri serate Muccassassina (in fondo la lobby LGBT si distingue a livelli di marketing!) e l'elenco degli invitati che parleranno di politica.
Poi uno dice che si disinteressa di politica!
Poi uno si stupisce se dicono che quelli di Sinistra sono tutti froci!
Ti credo, uno vuole uscire per farsi una serata e le uniche cose sulle quali trova una minima informazione sono sui ritrovi di drag queen e sui dibattiti sui nuovi equilibri internazionali dell'America Latina in seguito alla successione di Chavez Presidente.
Mavaffanculo!

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mercoledì 13 luglio 2011

Salsa: cosa fare quando ti trovi in una discoteca latina

Durante la mia vita notturna ho conosciuto tre tipi di discoteche: quella coatta, quella metal e quella latina.
Ho deciso di ordinare questi generi a seconda il grado di evoluzione darwiniana nel quale vi potete imbattere al loro interno.
Discoteca coatta
Il livello più basso dell'evoluzione umana si trova con la discoteca classica.
Il primo elemento che si riferisce al grado di evoluzione è la musica: la complessità è nulla, ci sono probabilmente ritmi tribali più elaborati.
Il secondo elemento che spicca nella definizione di questa discoteca è l'utenza: principalmente e fondamentalmente coatti.
Gli esemplari di coatti femminili vogliono fare tre cose in discoteca: ballare (se quello si chiama ballare!), essere guardate e, ogni tanto, essere trombate. Le figure coinvolte sono
le suore = non la danno. Donne inutili
le profumiere = sembra che te la diano, ma poi non te la danno. Dannose
le passeggiatrici = quelle che vanno avanti e indietro per la discoteca vestite da battone con l'unico scopo di farsi scopare con gli occhi da tutti gli esemplari maschili, meno dannose delle profumiere, anche se più patetiche
le troie = Dio le benedica, anche se hanno un problema perchè o sono delle tardone disperate o delle troie in senso biblico o delle navi di virus che passano da un uomo all'altro. Ma a volte ne vale la pena
Passiamo agli esemplari maschili.
Un uomo senza disturbi d'identità di genere, sano di mente ed eterosessuale va in discoteca per un solo motivo: scopare.
In quel caso il metodo meglio collimato per avere successo nel campo è il seguente: di avvicinia una ragazza nell'istante in cui balla da sola (pochi istanti in genere a meno che non sia una passeggiatrice, una tardona o una profumiera) e a quel punto glielo metti al culo.
Questi sono i motivi per i quali considero la discoteca classica come l'infimo grado della civiltà.
Discoteca metal
Non sono così esagerato da affermare che i livelli intellettivi di chi frequenta le discoteche metal siano più alti di quelli di coloro che frequentano quelle classiche. Ci vorrebbe uno studio con un campione troppo grande per avere una validità scientifica.
Sicuramente ciò che distingue i coatti dai metallari è che i metallari sono autenticamente convinti di andare in discoteca per ascoltare buona musica.
Per il resto non ci sono differenze fondamentali esagerate.
Fra i metallari ci sono inevitabilmente meno profumiere e suore, le passeggiatrici in genere sono rappresentate da dark omosessuali che svolgono le stesse funzioni col risultato che però portano i maschi eterosessuali a conati di vomito e non a ecciamento sessuale. La tecnica del coatto classico ha minore effetto. Le metallare si fanno meno scrupoli a darti una gomitata sullo stomaco e possono darti una botta anche senza volerlo quando pogano.
Discoteca latina
La musica latino americana può piacere o non piacere. Il genere è stato posto sopra agli altri non per la qualità della musica, ma per il fatto che (escludendo il Reggaeton che è praticamente una scopata in piedi al pare della feccia discotecare già menzionata) la musica di quel genere è composta da balli dove è necessaria una minima padronanza della tecnica di ballo. Dove c'è la tecnica a delimitare le regole dell'approccio nel ballo c'è una maggiore possibilità di essere sensuali senza bisogno di essere volgari.
Vuoi chiedere a una ragazza di ballare con te? Non le vai addosso, non te la strusci, non le devi gridare nell'orecchio se vuole ballare con te, nè ballarle attorno in una ridicola danza dell'accoppiamento sperando che ti si fili. Le prendi la mano con delicatezza e se lei ti fa resistenza vuol dire che non vuole ballare con te.
Differenze ulteriori rispetto alle precedenti discoteche.
L'età è più o meno la stessa, con ampie variazioni. Ebbene sì, i sessantenni li vedi anche nelle serate metal, fattene una ragione, il mondo è storto. Riguardo l'età ho riscontrato un'alta frequenza di coppie con differenze d'età anche imbarazzanti. Non è razzismo, ma in quell'ambiente abbondano le mantenute.
Il coatto, figura interdetta rispetto alla discoteca metal (grazie agli dei!) è in agguato anche in questi ambienti, ma per fortuna gli esemplari del genere sono in gran parte destinati alle sale Reggaeton, con una minoranza di coatti istruiti che frequentano le sale dove si ballano altri balli.
Rispetto al dress code delle altre due discoteche quello nelle serate del genere è relativamente più abbordabile. Una curiosità: in una discoteca la gente più è vestita in maniera ridicola ed esagerata, più è una bestia nel ballo!

lunedì 11 luglio 2011

Che ingiustizia

Mentre gli italiani pensano egoisticamente ad andare il mare e a programmare le loro sacrosante vacanze in luoghi dove vige la crisi e un calo dei prezzi, vi chiedo un minuto di silenzio per la grave ingiustizia che sta subendo la famiglia Berlusconi a opera della magistratura stalinista, che ha imposto ualla Fininvest n'ingiusta multa di 560 milioni. Niente yatch nuovi per il piccolo Piersilvio, niente alimenti per Veronica Lario, niente nuove zoccole per il capo. Una tragedia umanitaria.
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mercoledì 6 luglio 2011

Uno dei blogger della lista che ho qui esposto è scomparso dalla circolazione. Poichè non sono un gran maneggione di internet e ho anche un paio di cose da fare la mia ricerca della persona in questione è stata superficiale e comunque infruttuosa. Conto di trovare la voglia più in là, sperando che magari qualche interessato possa dare una mano.
Ora mi auguro che la sparizione della persona non sia fisica, ma si limiti alla piattaforma virtuale (mai dire mai!). Forse si inizia a censurare come dicono le voci che circolano e avranno deciso di oscurare il suo blog.
In caso fosse successo sarei molto combattuto fra la solidarietà e l'invidia nei suoi confronti.
Va detto anche che la persona in questione scriveva poco ultimamente e che quindi è anche abbastanza probabile che si sia rotto i coglioni e abbia deciso di staccare tutto senza pensarci, magari ha deciso giustamente di cambiare paese e mandare tutto affanculo, forse ha anche rinnegato la lingua italiana e ora ha messo su famiglia con una formosa finlandese disinibita.
Chissà.
Il blog in questione è http://www.seppuku.it/ e l'utente Marco è scomparso anche dalla piattaforma Blogger.
Sono molto poco propenso a pensare che passi anche qui, dato che ultimamente mi snobbava un po', ma nel dubbio gli lascio un cordiale messaggio: CHE FINE HAI FATTO, CAZZONE?
Insomma trovatelo. Vivo o morto.

NOTE: ho dato un'altra occhiata sulla rete e ho trovato la sua mail. Continuate a cercare comunque in caso non dia segni di vita...

lunedì 4 luglio 2011

Arrampicarsi sugli specchi

Vorrei avere il tempo e la voglia di guardare il testo integrale che riguarda questa norma, ovvero quella che riguarda la sospensione per condanne civili che vanno oltre i 10 milioni di euro. Non so quante siano le persone in Italia che hanno sul groppone condanne che riguardano cifre simili, ma ho come l'impressione che fra queste persone ci sia casualmente anche Berlusconi e qualche suo amico. Poco ci è mancato che questa simpatica postilla non uscisse prima delle condanne definitive per gli autori del crack Parmalat. La cosa che più mi piacerebbe sapere è in quale modo si può giustificare qualcosa di simile, come se chi ha sulla testa condanne per cifre simili non fosse in grado di pagarle senza grandi sacrifici. Datevi un occhiata alle offerte di lavoro e al proliferare di agenzie di recupero crediti. Il povero cristo che rischia di farsi pignorare i mobili perchè non ha pagato 2 rate, quello sì che avrebbe qualche problema a pagare. Qualsiasi sia la cifra. Naturalmente nello stralcio di discussione in TV che ho visto prima di spegnere con soddisfazione è stata che questa legge è stata inserita senza chiare direttive a riguardo. A insaputa di Berlusconi insomma.
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.