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giovedì 23 aprile 2015

Avengers: the age of Ultron

Per un ritorno in sordina sul blog ecco a voi la mia recensione di Avengers: the Age of Ultron, ovvero un modo diverso per dire Avengers 2, titolo evitato per probabili problemi di diritti o altre quisquilie che non ci competono.
Mavabè...
In questo seguito il gruppo dei Vendicatori continua a combattere i cattivi - rigorosamente cattifi, con accento tedesco e ubicati in fantapolitici stati inesistenti di stampo simil post sovietico - a colpi di americanate e super poteri. Il gruppo mal amalgamato dei Vendicatori inizia a tritticare, da una parte c'è l'esuberanza del semprefico e anarchico Tony Stark (cavolo, quell'uomo invecchia come il vino, migliora!), dall'altra la legnosità d'altri tempi di Capitan America, combinata con l'instabilità del potere di Bruce Banner, i tormenti interni di Thor e la Vedova Nera, la cui sconvolgente patatitudine spingerebbe chiunque a fare a botte per lei. Se poi uniamo a tutto ciò un gruppo di nemici con poteri di manipolare la mente ecco che il gioco è fatto. Ah e poi ci sta Occhio di Falco, che sarà pure stabile, ma in mezzo a tutti quei superpoteri non c'è trippa per gatti se offri solo arco e frecce, War Machine, che arriva quasi a cose fatte, quando c'è da pulire e Falcon, che non fa assolutamente un cazzo.
Come nel primo episodio dei Vendicatori, il gruppo si dà da subito da fare per dare legnate a chi vuole distruggere la Terra, nella prima fase sembra addirittura debellare tutti gli avversari pericolosi sul campo.
Peccato che poi nascano conflitti interni al gruppo che annullano tutti i successi ottenuti fino a quel momento arrivando a creare, come in questo caso, altre nemici che daranno parecchio filo da torcere.
Il Villain del film è Ultron, un modello di intelligenza artificiale di tipo collettiva, localizzato in tutti i robot che ha infettato con un virus. Quest'intelligenza artificiale collettiva ha la particolarità di buttare all'aria qualunque tipo di modello dell'intelligenza artificiale classica, dove il computer è razionale, mentre qui parliamo di un intelligenza artificiale con un bel Disturbo Narcisistico e una vena nazista. E questo è l'elemento più fico del film.
La trama c'è, anche se caotica e a tratti inconsistente, gli effetti speciali sono spettacolari come sempre.
Tuttavia, ho sentito la forte mancanza di un elemento che aveva contraddistinto l'episodio precedente degli Avengers, che lo rende di gran lunga superiore al seguito: qui si ride poco.
La cosa fastidiosa non è tanto il fatto che abbiano escluso la linea comica, che comunque era uno dei punti forti dei precedenti film della Marvel, infastidisce il fatto che le battute ci siano, prorpio perché volevano mantenere questo schema, tuttavia sono battute scadenti, fiacche, adempitive, come lo sono anche alcuni dialoghi, fatto giusto tanto per far finta. Brutto dirlo, ma Tony Stark ha perso colpi, le  uniche gioie per chi non è un essere femminile carico di estrogeni sono le magliette fuori contesto che indossa.
Unico cambiamento epocale rispetto ai precedenti film Marvel?
Hanno messo quasi una decina di parolacce in tutto il film, ma ciò non mi soddisfa.
E poi dai, la linea romantica con Scarlett Johanson fa accaponare la pelle!
Scarlett: dai scopiamo
Personaggio maschile che non dirò per evitare lo spoiler: no non possiamo
S: perché?
P M C N D P L S: potrebbe essere pericoloso, la gente ci vede già come individui bizzarri
S: ma non è vero
P M C N D P L S: sì invece
S: senti, mi hanno sterilizzata, possiamo scopare e non devo prendere la pillola
P M C N D P L S: non posso, ho sottoscritto un contratto con la Disney
Se lo facevano così era più credibile

Voto 6/10


NEL NOME DELL'ODIO

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