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venerdì 30 dicembre 2011

Sì sì, siete forti, ora però tornate a giocare con le bambole bionde

È ufficiale.
L'ennesima figura di merda.
Sorrisini ipocriti e vaffanculi a denti stretti non bastavano più ad Angela Culona Merkel.
È emerso che, durante una telefonata di lamentele a Napolitano, la Merkel disse chiaramente che Berlusconi non era adatto.
Mi mancano i tempi in cui i Capi di Stato avevano le palle per dire pubblicamente queste cose, questa cosa l'abbiamo dovuta sapere in ritardo e mediante un giornale americano. E questo significa che anche gli americani pensano che Berlusconi è un idiota, ma non lo potevano dire pubblicamente e, usando la scusa della libertà di stampa, l'hanno fatto dire ai Giornali, mica è stato Obama che ha pubblicamente detto ciò che pensa del nano crescina.
Purtroppo democrazia significa anche questo: pruderie e ipocrisia.
Ma verrà il giorno in cui, quando Berlusconi sarà veramente caduto in disgrazia, finalmente i capi di Stato o ex capi di Stato potranno finalmente rilasciare interviste dove dicono quello che pensano di lui.
Fatto sta che ora partiranno tutte le polemiche del PdL e le alzate di scudi contro le ingerenze tedesche. I leghisti non ne parliamo: mi aspetto un ritorno di proiezione del film di Barbarossa.
Poveri ciccini, a sparare puttanate sull'autodeterminazione dei popoli e sull'orgoglio guelfo italico.
I tedeschi si sono messi a farsi gli affari nostri perchè hanno visto che i politici italiani, eletti dagli italiani, sono troppo incapaci e rischiano di mandare a picco l'Italia e l'Europa.
Può essere anche sbagliato che uno Stato si intrometta nella politica di un altro, mettendo al potere tecnici che facciano i suoi interessi come dicono i vari oppositori di Monti. Ma il punto è semplice.
Monti potrà pure dimostrarsi inadeguato, ma in questo mondo vince il forte e non si può criticare una nazione come la Germania che cerca di influenzare una nazione che è diventata insignificante perchè Governata male e rischia di trascinare nella crisi l'Unione Europea. In fondo l'ultima volta che la Germania ha provato a influenzare la nostra politica l'ha fatto con le armi, ora coi soldi. Questi sono progressi!
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mercoledì 21 dicembre 2011

Midnight in Paris

Il più grande merito del nuovo film di Woody Allen è quello di aver emancipato Owen Wilson in maniera autentica ed efficacie dal perenne ruolo di spalla che l'ha afflitto dirante la carriera.
Il protagonista da lui interpretato è quello di uno scrittore di sceneggiature americano che si ritrova a Parigi mentre sogna di abbandonare il disprezzato ruolo di sceneggiatore per buttarsi a capofitto nella carriera di scrittore. Il personaggio in questione è un individuo profondamente insicuro, schivo e solitario, vagamente passivo-aggressivo nei cofronti della fidanzata e con una grande nostalgia per la magica Parigi degli anni '20 (nostalgia per nulla ricambiata dalla fidanzata snob e bovarista). Inutile dire che Owen Wilson interpreta un personaggio creato a immagine e somiglianza di Woody Allen!
Il protagonista si ritrova catapultato nella sua adorata Parigi anni '20, dove si ambienta subito.
Presto si renderà conto che in realtà non esiste un era realmente perfetta, spesso il passato ci sembra migliore del presente solo perchè il presente ci annoia, noi ci lamentiamo del nostro tempo come negli anni '20 ci si lamentava del periodo in cui vivevano nello stesso modo.
Il film è molto semplice e ha una trama lineare, che tutta via prende lo spettatore.
La scena migliore è senza dubbio quella del dialogo con i surrealisti, con un Dalì interpretato da nientepopodimeno che Adrian Brody; ma anche Ernest Hemingway è un elemento altamente affascinante e ottimamente reso.
Certo, il film non ha dialoghi arguti che reggano il confronto con quelli di altri film, nè con quelli del più recente Basta che funzioni nè con le vecchie glorie di Allen.
A parte il protagonista, reso ottimamente da Owen, i personaggi del presente come la moglie, la sua famiglia e le sue amicizie, sono terribilmente stereotipate, per niente tridimensionali come personalità, dato che hanno l'unica funzione di suscitare profonda antipatia e compassione verso il protagonista. Molto alla Woody Allen come stile, ma dà l'impressione che sia stato fatto un lavoro più frettoloso del solito, anche se, per fortuna la recitazione resta ottima in tutti gli attori.
Il film è molto semplice, di una semplicità però schietta e affascinante e pieno di citazioni colte a personaggi letterali molto ben resi, senza che però il film risulti pomposo o enciclopedico.
Certo, Woody ha fatto questo film senza un impegno esagerato perchè aveva bisogno di fare soldi velocemente puntando ai suoi fan. Tuttavia il risultato è soddisfacente.

Voto 7/10

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martedì 20 dicembre 2011

Non so più in cosa credere

Il Governo Monti è ufficialmente appoggiato da quasi tutte le forze politiche, perchè non hanno le palle per metterglisi apertamente contro e sanno di avere la coda di paglia, essendo stati loro che ci hanno portati a questa situazione; al contempo Monti è odiato da quasi tutti i cittadini italiani, da statalisti, da liberisti, in quasi tutti gli ambiti, da cittadini di Destra, Sinistra o Centro, dato che tutti quanti hanno paura per i tagli che temono di ricevere.
L'Italia è un paese che non accetta nessun tipo di cambiamento, che piange sempre miseria, ma che non è in grado di cambiare le cose, un po' per codardia, un po' per mancanza di programmi chiari e realizzabili da mettere in atto seriamente. Fin qui niente di nuovo rispetto a ciò che è sempre stato.
Ma ci sono dei cambiamenti.
Tutti odiano Monti. Anche persone che provengono da ideologie completamente diverse. I sinistroidi hanno adottato il programma politico stile NO PASARAN contro le riforme. Antiquato, infantile e irrealizzabile come sempre, ma almeno sono coerenti con la loro ideologia.
Il problema è che anche quelli che una volta erano dall'altra parte della barricata ora adottano la stessa linea politica, il linguaggio inizia a diventare molto simile.
Anche da parte di chi milita nel PdL. Magari in pubblico i pdllini assumono toni moderati perchè devono baciare le scarpe del vincitore, ma se seguite qualche dichiarazione non ufficiale o un lapsus freudiano, ecco che vi troverete di fronte a un paio di scivoloni dove buttano contro l'attuale Governo tutta la bile che hanno in corpo.
Ieri difendevano il Governo a spada tratta e santificavano i tagli come necessari, ora ci manca poco che gridano viva la Revolucìon!
Il discorso è più lineare se parliamo degli estremisti: Forza Nuova, Lega e IdV.
Loro pubblicamente e segretamente spalano merda su Monti, senza dover fare giochi facciata.
Il problema è che anche loro sono di diversa provenienza, basti pensare a Lega e IdV, che prima si prendevano a botte e ora sembrano essere all'inizio di una nuova strana coppia che durerà fino alle nozze d'argento.
Elettori di Destra e Sinistra che inneggiano insieme cori per la Rivoluzione, leghisti e dipietristi che mangiano nello stesso piatto...ma allora è vero che nel 2012 ci sarà la fine del Mondo!



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domenica 18 dicembre 2011

Piagnistei sindacalisti

Quando andavo al liceo ero in una classa abbastanza famosa per essere particolarmente tosta. Nella scuola vigeva una regola non scritta fra gli studenti: studia le materie dei professori più esigenti e tralascia le materie dove i prof sono più larghi di maniche coi voti.
Da noi solo 3-4 professori erano poco severi e nell'elenco erano inclusi quello di Religione e di Educazione Fisica, mentre tutti gli altri ci spaccavano il culo senza pietà se non ci dimostravamo preparati. Eravamo gli sfigati della scuola perchè c'erano classi dove la maggiorparte dei professori era particolarmente accomodante, quindi il numero di materie che dovevano studiare seriamente era molto più basso del nostro.
La classe mia aveva una vita particolarmente dura e, mentre nelle altre classi i ragazzi perdevano i pomeriggi a giocare a calcetto e a cazzeggiare, noi passavamo la maggior parte del tempo a studiare (io sono l'eccezione perchè studiavo il giusto per non farmi bocciare e per il resto passavo il tempo a giocare al PC o a leggere).
Tuttavia, quando per esempio mi capitava di sentire sull'autobus gli studenti di una sezione che aveva in comune con noi la professoressa di Filosofia e Storia, questi si lamentavano di quanto era crudele. Certo, quella prof era schizzata, ma avrebbero dovuto vedere gli altri professori che avevamo noi, almeno loro potevano concentrarsi solo su Filosofia e Storia perchè nelle altre materie campavano di rendita, noi no!
Morale della favola: la gente si lamenta SEMPRE.
A prescindere dalla difficoltà della situazione che sta vivendo: anche una persona piena di soldi, con un lavoro facile e comodo troverà qualcosa di cui lamentarsi. È probabilme che se ascoltate le lamentele di questa persona e quelle un tizio che vive una situazione oggettivamente più difficile, avrete qualche difficoltà a capire chi dei due è quello messo peggio. L'indolenza è ormai diventato uno sport italiano.
Gli italiani si lamentano sempre e comunque. Non faranno mai niente per migliorare la loro situazione in maniera concreta, ma se gli chiedi di lamentarsi lo faranno.
Per questo i sindacalisti sono una figura italianamente ridocola. I sindacalisti italiani non difendono i diritti dei lavoratori: si lamentano sui diritti dei lavoratori.
Bonanni attacca Monti. Sai che novità!

La parte più spassosa del suo intervento, escludendo quella più diffusa in rete sullo zio è la seguente e la più significativa, e naturalmente fa meno notizia



[la manovra è fatta] per fare soldi subito



Sì, tesoro mio: la manovra è fatta per fare soldi subito. Chi ti ha fatto venire quest'illuminazione, quel genio di tuo zio?

Questa manovra serve a fare soldi subito. Poteva andare meglio ovviamente. Per ora stanno effettivamente prendendo i soldi dai poveracci.

Sono anni che il Governo italiano cerca di tagliare sulle pensioni, fin dai tempi del primo Governo Prodi.

Prodi ci provò e lo bloccarono sindacati e rifondaroli. E grazie a questi geni ci siamo beccati il primo gran ritorno di Berlusconi. In più abbiamo ritardato dei tagli necessari che ci ritroviamo a fare ora, ma in maniera molto più distruttiva. Questa è la lungimiranza di chi blatera cagate sul welfare per difendere i diritti delle fasce deboli.

Un Governo propone di posticipare la pensione di un anno, il sindacalista si oppone, il Governo in questione cade, un altro Governo subentra e lascia le pensioni dove stanno per non fare la fine del Governo precedente. Sta di fatto che quei tagli che andavano fatti sono stati solamente rimandati e verranno prima o poi fatti. E quando verranno fatti per evitare il tracollo dell'intero paese, ecco che l'ennesimo Governo arriva a proporre di posticipare la pensione non di un anno, ma di tre. Grande affarone, amico sindacalista.

Perchè i Governi italiani mettono sempre le mani in tasca dei poveracci?
Perchè i poveracci si lamentano e basta, senza fare niente, si lamenterebbero benissimo anche senza l'aiuto dei sindacati. L'unica cosa che riesce a fare il sindacato è proteggere una cricca di affiliati con raccomandazioni o favori oppure indire uno sciopero che, come unico risultato, ha quello di mandare all'aria una giornata di lavoro e bruciare qualche centinaio di milioni d'euro in una giornata per la mancanza di servizi.

Perchè il Governo Monti non ha tassato subito i ricchi e gli industriali?

Perchè ricchi e industriali, a differenza dei poveracci, non solo si lamentano, ma riescono a mettere i bastoni fra le ruote a chi dà loro fastidio. Già è tanto se sono riusciti a togliere qualche qualche soldo ai parlamentari!

Ripeto per la ventesima volta che il Governo dovrebbe prendere i soldi dai grandi patrimoni, dall'ICI del Vaticano, dai Partiti, dai giornali, dalle industrie che hanno campato coi contributi statali senza mai dare nulla in cambio, dall'abolizione delle Province e di tutti quegli enti e entucoli che non producono, ma sopravvivono grazie quei 2-3 agganci coi poteri forti. E non finirebbe qui.

Bonanni non si rende conto - o fa finta di non rendersi conto - che se il Governo volesse e potesse procurarsi dei soldi subito, dovrebbe procurarseli anche abolendo un paio di Sindacati fra cui, probabilmente, anche il suo. Perchè i sindacati sono troppi e sostanzialmente inutili per come sono gestiti. Non farebbe male a nessuno se se ne eliminassero un paio. Ma questo non succederà mai. E continueremo a sentire il blaterare di Bonanni.


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sabato 17 dicembre 2011

Californication

Hank Moody (David Duchovny) è uno scrittore in piena crisi creativa che vive alla giornata barcamenandosi fra la famiglia e una vita nichilista animata da alcol, droghe e fica a pacchi.
Convive con Karen (Natasha McElhone) la figlia Becca (Madeleine Martin). Lui e Karen si amano, ma non si sono mai sposati, Karen ogni tanto lo caccia di casa perchè esasperata dal suo comportamento indecoroso; la povera figlia Becca è una ragazzina intelligente e sensibile che sta venendo a contatto con l'adolescenza e che, considerando la situazione familiare, è stupefacente che si sia limitata solamente ad avere una fase satanista e a fare un paio di marachelle da ragazzina.
Moody è sempre vicino all'amico e agente Charlie Runkle, sempre fedele a lui e che cerca in continuazione di evitare che Moody tramonti come scrittore. Runkle cerca sempre di riportare l'amico e cliente sulla retta via, ma ha una bella gatta da pelare e anche lui ogni tanto cede al lato oscuro cui indulge spesso con disinvoltura Moody.
A difesa di Moody occorre precisare che il mondo artistico californiano nel quale è stato calato forzosamente è pieno di tentazioni e situazioni equivoche, divertenti e scabrose che spesso non è neanche lui a ricercare. Lui vorrebbe ritornare nell'amata New York dove è nato come artista e dove ha conosciuto Karen, ma per un motivo o per l'altro è sempre costretto a rimandare il gran ritorno.
Moody è sboccato, anarchico, narcisista, antisociale, inaffidabile.
Questo è ciò che l'ha reso celebre come scrittore e amato dalle donne.
Tuttavia Moody non vive solo di lati ombra.
Sotto sotto Moody è una persona generosa e gentile, a suo modo altruista, anche se tutti lo vedono come un egocentrico pieno di sè.
Lui aspira a una vita quieta e normale con la famiglia, dove risulterebbe un poco fuori posto, ma dove potrebbe ritrovare rifugio e la forza di andare avanti. Con la figlia Becca e specialmente Karen, che è la sua unica vera musa, in barba alle eccellenti passere che si ritrova fra le mani.
Una chicca: Karen è l'unica donna con cui ha a che fare Moody che non viene mai mostrata nuda, neanche quando ci fa sesso.
La serie è dannatamente divertente grazie a dialoghi che rendono ala grande la personalità di personaggi egregiamente creati.
I momenti migliori sono quelli in cui Moody trova l'ispirazione per scrivere qualcosa, molto meglio dell'ennesimo rimorchio, dato che il sesso nel film è roba assai inflazionata.
Veniamo ai punti deboli.
È stupefacente che Moody non si sia beccato neanche una malattia venerea grave con tutte le scopate che si fa.
Altro tasto dolente è che a volte ho trovato dei personaggi davvero sgradevoli e antipatici. E sono tutti donne.
Parliamoci chiaro, ho i miei lati orgogliosamente maschilisti.
Ma questo film è troppo maschilista, perfino per me.
Tutti i personaggi sono più che eccellenti, uomini o donne che siano.
Tuttavia lo spettatore è portato a trovare simpatici inevitabilmente quasi tutti i personaggi maschili che, nonostante i vari egoisti e perversioni, risultano sempre avere dei lati positivi che portano chi li vede a essere indulgente.
La stessa cosa non avviene con le donne, spesso troppo vendicative e meschine senza elementi sufficienti a giustificare le loro azioni, cosa che invece avviene con gli omologhi dell'altro sesso.
Del resto tutto quadra.
Californication è la risposta maschile contro lo stucchevole femminismo griffato di Sex and the City.


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giovedì 15 dicembre 2011

London bridge is falling down. Part two.

Inizio provocatoriamente con una foto di un imperatore romano a Londra.
Perchè Londra fu fondata dai romani, non esistono prove di un'autarchica città originaria fondata dai britanni. Al tempo dei romani la Britannia era un isola fredda, povera, spoglia, strategicamente inutile. I romani hanno avuto il coraggio di invaderla, combattendo per conquistarla e hanno anche deciso di costruirvi qualche edificio. L'inghilterra è stata conquistata e colonizzata e se la stessa cosa non è successa anche con la Scozia era perchè la Scozia era una regione ancora più fredda, povera, spoglia e strategicamente inutile. Sostanzialmente le uniche risorse sul suolo inglese utili sono state scoperte solo con la Rivoluzione Industriale, fino ad allora l'Inghilterra era un paese che non valeva la pena attaccare. Nessuno avrebbe detto allora che un'isola così stupida sarebbe poi diventata una potenza che avrebbe costruito una flotta che l'avrebbe resa intoccabile dopo la conquista dei normanni (altro popolo non inglese a ci gli inglesi devono molto). Gli inglesi sono diventati una potenza per questo.
Sono stati sostanzialmente politicamente ininfluenti per più di 1500 anni dopo la conquista romana. Le menate sull'invincibile armada, sconfitta specialmente grazie alle tempeste più che dagli attacchi delle navi inglesi, è stata una vittoria a dir poco gonfiata dalla propaganda elisabettiana. La Spagna aveva decine e decine di altri fronti da dover gestire e l'invincibile armada - nome sciagurato per carità - non fu che una fra tante flotte spedite in giro per il mondo a combattere le mille guerre dell'impero spagnolo. E vorrei ricordare che alcune di queste spedizioni furono anche un successo: Francis Drake ottenne la grande vittoria contro l'invincibile armada, ma quasi nessuno sa che morì durante una spedizione contro gli spagnoli che finì in un disastro.
Qui viene il terzo stereotipo dei più collegato all'Inghilterra: aver sconfitto la Spagna.
Madornale errore.
La Spagna fu un gigante dai piedi d'argilla, destinato a un lento collasso causato dal suo stesso sistema economico arcaico. E la sua fine fu lenta e distribuita in un lungo arco di tempo.
L'Inghilterra si è arricchita alle sue spalle.
Una tattica ben collaudata nella storia inglese.
Mentre le nazioni principali europee si scannavano a vicenda sul Continente, l'Inghilterra si faceva gli affari suoi. Ogni tanto commerciava con questa o quell'altra nazione, seguendo i canali principali o il contrabbando; ogni tanto abbordava qualche nave o saccheggiava qualche città spagnola, magari anche in tempo di pace; quasi mai l'inghilterra è entrata in guerra da sola, la maggiorparte delle volte lo ha fatto unendosi in più vaste coalizioni contro il nemico più odiato, sia che fossero gli spagnoli, sia che fossero i francesi, sia che fossero i tedeschi.
Fino al 1700 l'Inghilterra si è accontentata delle briciole, perchè le briciole le costavano pochi sforzi.
E le briciole sono state redditizie.
La Spagna ha spogliato l'impero azteco e inca, portando in Europa milioni di tonnellate d'oro.
L'Inghilterra si è accontentata di fotterle un paio di galeoni carichi d'oro. Rispetto all'enorme flusso d'oro era ben poco, solo che gli inglesi erano più bravi a far fruttare quel carico d'oro.
Mentre in Europa si combatteva la guerra religiosa, si fronteggiavano fra di loro protestanti contro cattolici e cattolici contro musulmani, in Inghilterra si accumulavano denari, a volte col commercio e il contrabbando, a volte con la guerra da corsa e a volte prendendo una piccola parte in guerre sul continente e mettendo le mani sulla fetta dei vincitori in caso di vittoria.
L'inghilterra si è sempre arricchita alle spalle di altre nazioni o imperi, più grossi, più ricchi, più potenti. Ma troppo impegnati in altre guerre o questioni interne in altre cose per poter concentrare su di loro tutti gli sforzi per distruggerla in una guerra realmente alla pari: hanno usato questa tattica contro la Spagna, contro la Francia di Napoleone, contro la Cina nella Guerra dell'oppio, contro la Russia nella guerra in Crimea e contro la Germania nelle guerre mondiali. Solo al culmine della sua potenza l'Inghilterra ha deciso di assumere un ruolo da protagonista e questo è successo solo dopo le guerre napoleoniche. Ed è durato molto poco, solo fino alla Grande Guerra, dopo la quale hanno dovuto cedere il passo agli USA.
Parentesi storica a parte devo ammettere una cosa.
Gli inglesi sono degli sciacalli.
Ma hanno la dote di essere onesti ogni tanto.
Se non altro ammettono di avere origini per niente indipendenti, al punto da dedicare ad altri paesi qualche statua.

Sopra vedete la metro.
I londinesi hanno una metro eccellente. La più antica del mondo, ma nonostante questo handicap è stata messa al passo coi tempi. La metro costa tanto, come del resto tutte le altre cose costano tanto, ma fornisce un servizio a dir poco ottimo, è pulita e bella da vedere.
Piccola chicca.
Tutti sanno più o meno che la giusta pronuncia di Waterloo è riferita alla pronuncia del paese dove si trova e si pronuncia VATERLOO. Gli inglesi hanno inglesizzato la pronuncia e la dicono come fanno gli ingoranti in Italia: UATERLOU.
La regola del vincitore.
Se vinci una guerra puoi riscrivere non solo la storia, ma anche la fonetica.
Tengo a precisare che di nuovo che anche in questo caso gli inglesi si sono vantati di una cosa che in realtà vale ben poco.
Waterloo non è stata la battaglia che ha salvato l'Europa dalle mani di Napoleone. È stata solo l'ultima nella quale Napoleone è stato sconfitto.
E neanche la sconfitta di Trafalgar fu decisiva, dato che salvò la Gran Bretagna, non l'intera Europa
Il declino di Napoleone iniziò con la campagna in Spagna (prima ancora che arrivasse Wellington), la prima tragedia tragedia della Grande Armee si consumò in Russia e la battaglia finale che mise sancì realmente le sorte d'Europa fu quella di Lipsia, la Battaglia delle nazioni, dove parteciparono tutte le nazioni europee. Meno la Gran Bretagna.
Waterloo a confronto è poca cosa. Bruscolini per l'appunto.
La maggiorparte delle coalizioni contro Napoleone vedono come protagonisti Austria e Russia, qualche volta la Prussia. L'inghilterra ne prende parte a un paio: alle prime, dopo la quali lascia stare perchè capisce che è meglio evitare mazzate sicure e all'ultima, quando Napoleone era ormai una bestia agonizzante.

Quarto stereotipo che ho sentito: le inglesi sono bruttine.
Cazzata.
Per inglesi bisogna in anzitutto specificare se si intende un inglese autoctono da un paio di generazioni o se si include gli svariati armeni, pakistani, indiani, arabi, nordafricani, orientali, africani, etc.
Gli inglesi non soffrono di quella caratteristica insita nei tratti somatici nordici dove esistono o soggetti di bell'aspetto o grassoni per via di diete a grassi animali.
Primo, perchè se ricordo bene tempo fa è stata fatta una legge a livello sanitario dove chi è troppo grasso deve pagare di più le spese mediche.
Secondo perchè, come ho già detto, in Inghilterra puoi trovare da mangiare di tutto.
Qualche grassone ci sta, ma ne ho visti pochi.
Le donne sono prevalentemente bionde e rosse, dalla pelle chiara, snelle, alcune anche molto carine, le autoctone se la cavano e lo stacco in quanto a bellezza a favore delle nere e le asiatiche è meno alto di quanto mi aspettassi.
Ho visto i classici volti inglesi negli uomini: occhi sporgenti, visi delicati, alcuni capelloni, ma la maggiorparte di quelli che ho visto erano parecchio stempiati
Gli inglesi sono molto eleganti. E non me l'aspettavo, immaginandomi di trovarmi di fronte a individui austeri . Forse perchè ormai siamo a natale e le cose cambiano molto rispetto al resto dell'anno.
Gli uomini vestono in maniera ricercata e costosa a occhio, ma più sobria e meno pacchiana degli italiani, le donne sono molto vanesie: tacchi alti, parecchio leopardato, calze o pantaloni da donne in carriera, il giusto trucco. Non si fanno problemi e sono sensuali pur senza scadere nel volgare.
Gli inglesi esibiscono con disinvoltura e-book, i-pad, i-pod, insomma tutto il repertorio di cazzate dell'uomo moderno dal grasso portafoglio.
Dal giorno alla notte il vestiario cambia di parecchio.
Di giorno molto eleganti, di notte appaiono individui un po' più spiantati e sciatti, ovviamente dipende anche dalla zona.
L'Inghilterra è il paese della classe media, da loro la famosa classe media non ha le difficoltà che ha la nostra, vive bene. Forse anche troppo. Cullata da un benessere non indifferente e coccolata dal senso della routine della rassicurante tradizione, la middle class inglese non è disposta a cambiamenti di nessun tipo, neanche se questi cambiamenti sono richiesti a gran voce da fasce sociale più deboli o da persone, magari anche abbienti, che hanno però una coscienza civile più elevata.
In fondo non sono tanto diversi dagli italiani.
Anche gli italiani sono attaccati al consueto, solo che gli italiani non hanno scuse, perchè loro mica se la passano bene! Il problema è che gli italiani sono troppo indolenti e codardi per il cambiamento, mentre gli inglesi credo siano disposti a mettersi in discussione di fronte a una crisi.
Un punto a favore dell'Inghilterra.
Ma mi augura che la crisi arrivi anche per loro, così potrò vedere se cambiano o no.
Alle brutte, mal comune mezzo gaudio!
Gli inglesi hanno un grande senso civico.
Sono un popolo di bastardi, educati ad attaccare il più debole. Ma hanno senso civico, almeno in casa loro. Ci è capitato di trovarci in strada con la cartina - la tipica immagine da turista cazzone! - e di vedere degli inglesi avvicinarci e chiederci se avevamo bisogno d'aiuto.
A Roma non succede.
Altro punto a favore.

Londra è pulita.
A tal punto da ospitare anche scoiattoli come questo. Gli animali non sono sfuggenti come in Italia, sono abituati a convivere con gli uomini, ci sono gli immancabili piccioni, ma anche gazze e corvi se ho ben visto. Londra è stata la prima città pesantemente industrializzata e ha visto la più distruttiva forma di inquinamento ai tempi di Oliver Twist, ma è stata probabilmente la prima città a prendere provvedimenti a riguardo. E ora stanno meglio di noi, anche se abbiamo decine di anni di inquinamento da carbone in meno sulle spalle. Ci sono ampie zone verdi e parecchie biciclette e piste ciclabili. Gli inglesi (punto a favore per la stima) fanno jogging anche alle ore più fredde che io abbia potuto immaginare. Un tizio mi stava anche buttando giù per passare. Ok, se ti fermi muori dal freddo, ma lui stava correndo in una zona altamente turistica e affolata, poteva evitare di andarci o almeno di comportarsi così. Gli stronzi, del resto, stanno dappertutto.



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martedì 13 dicembre 2011

London bridge is falling down. Part one.

Il paese che avevo menzionato nel post precedente era nientepopodimeno che l'inghilterra.
Non ero mai stato a Londra e non ero neanche tanto entusiasta dell'idea, dato che la trovavo assai mainstream e non ho mai nutrito grandi simpatie per gli inglesi. Tuttavia devo dire che è stato un soggiorno piacevole e istruttivo rispetto ai miei svariati pregiudizi sui roast beef.
Alcuni pregiudizi si sono dimostrati veritieri, altri no.
Primo impatto con l'hotel: pessimo.
Probabilmente era proporzionato rispetto al costo, molto basso per gli standard londinesi.
Abbiamo soggiornato in una di quelle tipiche casette a 2-3 piani all'inglese.
Le stanze erano terribilmente piccole, il bagno non aveva solo l'inevitabile handicap dei paesi senza l'illuminante presenza del bidet, ma aveva anche un sistema di riscaldamento dell'acqua antiquato; il riscaldamento nelle stanze era scarso, mentre nella reception si crepava dal caldo (certo, lo staff sta al calduccio e gli ospiti crepano!); niente traccia della gloriosa colazione britannica la mattina dopo, che io ero fermamente deciso a provare, mentre mi sono ritrovato a ripiegare su un triste tost con marmellata e tazzina di tè.
Gli inglesi sono molto ordinati a livello urbanistico, come del resto in tutto il esto: nella mia zona i quartieri residenziali erano chiarmamente distinti da quelli commerciali. Le case sono tutte uguali: il primo giorno sono entrato per sbaglio in un hotel che era uguale in tutto e per tutto a quello dove alloggiavo, ne era un'esatta riproduzione nella forma e in tutte le componenti, dalla fontana fuori ai pakistani alla reception.


Primo pregiudizio: gli inglesi sono stronzi.
Dannatamente vero.
Mi è capitato di trovarmi a Londra proprio nei giorni in chi la Gran Bretagna aveva deciso di uscire dall'Unione europea e questo è un chiaro esempio della loro stronzaggine.
Il che è forse il motivo per il quale i miei hanno avuto problemi con le carte di credito continentali, puntualmente risucchiate dai bancomat senza neanche un preavviso. Forse un problema dovuto alle banche inglesi che iniziavano la loro guerra con le banche di appartenenza dei turisti europei. Per fortuna nel gruppo avevamo altre carte di credito o finivamo male.
La scelta politica in sè non è nenache tanto grave, più che altro perchè prima o poi l'avrebbero fatto. Ovviamente gli inglesi ci mollano nel momento di maggiore crisi.
Del resto, era inevitabile.
Gli inglesi non hanno mai voluto far parte dell'Europa e non hanno mai fatto quasi niente per essa, nello stesso modo in cui l'Europa non hai fatto quasi niente per lei. Meglio un atteggiamento come il loro, che hanno da subito detto che non volevano averci niente a che fare, piuttosto che fare come gli svariati paesi che sono europei che sono entrati, ma che continuano a minacciare di uscirne perchè si lasciano prendere dai rispettivi ridicoli nazionalismi. Gli inglesi non vogliono far parte dell'EU perchè sono i difensori del Libero Mercato, gli altri paesi non vogliono farne parte per colpa delle loro paranoie scioviniste. Alla lunga anche la scelta inglese della religione del libero mercato li porterà alla rovina, perchè li ha isolati, ma almeno loro sono partiti da presupposti un tantino più razionali. Dicevo, il problema non è che l'Inghilterra abbia scelto egoisticamente di correre da sola, il problema è che ha accusato l'Europa di averle imposto questa scelta: i giornali inglesi accusano l'Europa di aver voltato le spalle all'Inghilterra, non viceversa. È questo falso vittimismo che mi ha dato al voltastomaco.

La nostra vacanza è stata prevalente improntata a giri per musei.


Ovviamente i loro musei sono strapieni di opere d'arte italiane e non. Non ho scattato la proverbiale foto alla stele di Rosetta perchè mi infastidiva dovermi far largo fra i soliti millecinquecento turisti armati di macchinetta fotografica per scattarle una foto, un po' come mi è capitato di fronte alla Gioconda al Louvre. L'ho vista e basta perchè, per quanto importante sia, non trovo giusto che debba meritare un'attenzione dieci volte superiore ad altre decine di reperti archeologici poco meno o altrettanto importanti.


Non mi ha infastidito il fatto che i loro musei d'arte sarebbero vuoti se dovessero fare riferimento solo alle loro opere d'arte, in fondo anche Germania e Francia hanno trafugato in giro per il mondo opere d'arte provenienti da altre culture.


Mi diverte l'idea che, mentre nel resto del mondo venivano costruite piramidi, templi, statue pregiate e dipinti inarrivabili, i discendenti degli attuali britannici al massimo erano in grado di costruire capanne di paglia e merda.


Nei primi giorni ero rimasto piacevolmente colpito dal fatto che l'entrata in quasi tutti i musei fosse gratuita con la possibilità non obbligatoria di lasciare un'offerta. Una gran cosa devo dire.


Tutti potevano accedere liberamente per ammirare qualcosa di elevato senza pagare, oltretutto i contenitori delle offerte erano ugualmente colmi a riprova del fatto che, anche se non obbligati, i frequentatori sono ben disposti al lasciare qualcosa.


In Italia non succederebbe mai una cosa così.


Spinto da questo fervore di elevata umanità, durante la prima visita ho lasciato 5 euro nella cassetta (un po' perchè non avevo le sterline, un po' per provocazione per il fatto che si impongono a non voler far parte della Moneta Unica).


In seguito mi sono ricreduto e ho smesso di lasicare soldi in offerta.


Sapete quando costano una visita alla torre di Londra o alla chiesa di Westmister?


Più di 15 sterline.


Gli inglesi permettono ai turisti di vedere a gratis migliaia di opere d'arte trafugate per il mondo, ma quando si tratta di visitare quei quattro monumenti loro, si fanno pagare a peso d'oro come se fossero le uniche cose belle che si trovano sulla Terra!


Da allora la non sofferta decisione di guardare i loro monumenti da fuori.

Un punto a favore degli inglesi.


Da loro esiste un'Opposizione contro il Governo Conservatore.


La scelta di uscire dall'europa è stata fortemente criticata in questi giorni e questo è solo uno dei due sit in che mi è capitato di vedere. Fra l'altro ci vuole un bel coraggio a dormire in tenda con quel cavolo di freddo!


Secondo pregiudizio: gli inglesi mangiano male.
Falso.
Ripeto che gli inglesi credono nel libero mercato e nella sconfinata varietà di scelte che esso permette. Questo significa che se, se cerchi bene, puoi trovare da mangiare bene spendendo tanto o poco; oppure mangiare merda spendendo tanto o poco.
Abbiamo mangiato cibo armeno, spagnolo, pakistano, indiano e perfino inglese. In quest'ultimo caso ho provato l'English breakfast (però posticipata a ora di pranzo per motivi più che altro organizzativi) e il tipico pasticcio di carne inglese, magari non era poi tanto buono, ma rendeva bene l'atmosfera e mi sono divertito all'idea di mangiare un pasticcio di carne umana come in Sweeney Todd.
Nel ristorante che ho raffigurato sopra si mangiava merda spendendo poco per fortuna.
Si trattava di un ristorante cinese per vegani, dove anche le pietanze che assomigliavano a dei gamberi e sapevano vagamente di gamberi non erano gamberi. Più che altro il problema di questo ristoranze era che non si erano presi la briga di scaldare a dovere quello che servivano. La cosa strana del ristorante era che, anche se i camerieri erano cinesi, il padrone era un bianco.
Fra l'altro quest'ultimo cercava molto malamente di essere simpatico con gli avventori.
Vai a capire la storia di questo individuo. Probabilmente un vegano con la sacra crociata di istruire il mondo alla cucina senza uccisione di animali. Non so come funzioni in Ighilterra, ma almeno in Italia i cinesi sono molto autoreferenziali e non succede mai che degli asiatici prendano ordini da un europeo, tantomeno in un ristorante orientale!


Trovo che quel tizio fosse comunque un po' inquietante, uno di quelli che ama gli animali ed è pronto alla battuta, ma che si diletta s tuprare le dipendenti dopo aver fatto loro ingerire della date rape drug.


Vegano inquietante a parte, abbiamo mangiato anche bene, basta cercare a dovere.



Tanto per rimanere in tema rispetto a individui inquetanti, ecco qui sopra un negozio specializzato nella vendita di articoli per spie. Certo, viviamo nella patria di James Bond, ma non tutti i guardoni sono al servizio di Sua Maestà. C'era di tutto, dai gadget più classici a quelli più grotteschi: vetri antiproiettile, visori notturni, cimici, perfino una moto ad acqua sottomarina!


Senza contare le pringles da appostamento.


Stalker, accorrete!



Gli inglesi sono molto maestrine. Hanno un atteggiamento che oscilla dal divertito al conciliante quando si trovano di fronte a uno straniero che non capisce qualcosa di ovvio per loro. Chiedere loro uno sforzo di fantasia, per cercare di mettersi nei panni dell'altro per capire che è normale sentirsi spaesati in un paese così alieno dal resto del mondo, è una battaglia impossibile.


Gli inglesi sono molto chiusi nei confronti del resto del mondo.


Ma non lo fanno per sciovinismo, dato che andrebbe contro la loro essenza, che si fonda sul liberalismo. Sono tolleranti verso il resto del mondo, lo tollerano senza capirlo, dato che non ne sono capaci. Si sentono superiori rispetto agli altri paesi, ma non per malignità o nazionalismo. Lo fanno per mancanza di fantasia, credono che non sia possibile un mondo diverso dal loro e, poichè non sono in grado di immaginare un mondo migliore, si attengono alla tradizione, perpetuandola fino all'infinito.


L'immagine di sopra credo sia il riassunto di quello che ho detto. Tutto il mondo ha la guida a destra, loro ce l'hanno a sinistra. Con una flemma tipicamente britannicoa, gli inglesi ci fanno capire che la giusta direzione dove guardare è dalla parte opposta rispetto a quella dove siamo abituati a guardare. Se non altro hanbno capito che questa loro diversità rischia di causare un bel po' di morti al giorno. Non so quanto sia utile, dato che non molte persone guardano per terra, ma credo sia un buon segno, dato che hanno almeno capito che sono l'unico paese che fa come cazzo gli pare rispetto alle regole stradali. Per fortuna i guidatori inglesi sono ben più civili e attenti di quelli italiani e di molti altri paesi.






Ammetto che la mia esperienza di viaggio, in quanto contestualizzata al solo periodo natalizio, non può essere generalizzata tutto l'anno.
L'atmosfera natalizia si sente alla grande in Inghilterra.

Da loro non c'è la crisi.

Per ora.


Piccadilly Circus è una continua fiumana di gente, non come via del corso da noi, dove ci sono 4 gatti, perlopiù stranieri. Sotto natale gli inglesi comprano a più non posso e girano sorridenti. I soldi sono tanti, il lavoro anche, il traffico è poco grazie a dei mezzi realmente efficienti. Le strade sono affolate da famiglie, giovani, gruppi di babbi natale vestiti per non so quale evento, bande musicali e banchetti della American Express che distribuiscono buste ecologiche e palloncini con sopra il relativo logo.
Lungo piccadilly abbiamo perfino incrociato una maxi svendita di articoli vari in quella che non ho ben capito se era una sede di proprietà o affittata dalla National Geographics, all'interno della quale si vendeva di tutto, da vecchi dvd alle cravatte con sopra il marchio della rivista.
Se questo non è consumismo!
Nonostante questo ambiente altamente ricco e consumistico saltano all'occhio i nei di un simile contesto. Vi era una maxi svendita di prodotti di cosmesi. Il che non immagino sia buono sotto natale, immagino quindi che il negozio stesse sparando le ultime cartuccie per evitare il fallimento, o almeno ricavare un'ultima inizione di liquidi.
Un intero viale pieno di gente sorridente, mentre un negozio esalava gli ultimi respiri.
La legge del liberismo. In un'ottica marcatamente darwiniana (mica è un caso che nasce proprio in Inghilterra) nella giungla del mercato i più deboli crollano sotto l'indifferenza.







Gli inglesi odiano gli italiani. E una volta l'odio era ricambiato, anche se ora molti italiani hanno iniziato ad apprezzare l'Inghilterra. Forse l'odio è diventato un paternalistico senso di superiorità, ma resta il fatto che non corre buon sangue. Sopra è riportata una vignetta della seconda guerra mondiale. Con un finissimo gioco di parole gli inglesi paragonano gli italiani sul fronte nordafricano a delle mosche. Sempre restando in argomento africano, il British Museum esponeva un quadro etiope dells sconfitta italiana ad Adua. Della serie vi siete fatti battere pure da un popolo che fa questi quadri simili a quelli di una classe elementare.





Non capisco tutto quest'odio. A parte l'affondamento di un bel paio di corazzate da parte dei maiali in genere erano gli italiani a subire ricche e umilianti botte da parte degli inglesi.









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giovedì 8 dicembre 2011

Piangere e ridere

Oggi parto dell'Inghilterra.
Prima di partire per un paese che non mi entusiasta, ma che considero molto più serio, efficiente, ricco e civile del mio, riporto la seguente perla.
La Chiesa è povera, quindi niente ICI.
Ammettiamo per assurdo che la Chiesa non abbia una spropositata quantità di ricchezze sparse per il mondo e che le banche, gli Ospedali, le scuole e gli svariati enti del terzo settore collegati ad essa non producano ricchezza equiparabile a qualsiasi altra azienda nel mondo.
Avete presente quella puntata di Futurama in cui Fry scopre di essere miliardario perchè per mille anni la sua irrisoria cifra depositata in banca ha fruttato un piccolo interesse durante mille anni.
Ecco, la Chiesa esiste da 2000.
Anche se le sue fonti di ricchezza fossero state di pochi spiccioli ai tempi della prima donazione, provate a immaginare in 2000 anni quanti soldi può aver raggranellato, contando che nessuno tassa i preti dai tempi di Filippo il Bello!
La Chiesa ha introiti nello stesso modo in cui li ha qualsiasi maxi aziende o multinazionale. Solo che almeno la Coca Cola e la Apple l'hanno pagata qualche tassa durante la loro esistenza.
Certo, se la Chiesa paga degli eunuchi come Buttiglione ogni volta che ha bisogno che qualcuno la difenda a spada tratta posso anche capire che ogni tanto debba sborsare qualche milione per stare tranquilla, ma quelli sono spiccioli e Buttiglione dà il culo per poco.
Speriamo che Monti abbia le palle per tassarli. La vedo dura, ma sarebbe un colpo più redditizio ed equo della tanto temuta patrimoniale!
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martedì 6 dicembre 2011


Cara Hyundai.
Mi sei stata vicina nel bene e nel male.
Sotto il sole e la pioggia.
Quando ero incudine e quando ero martello.
Di notte e di giorno.
Col freddo e col caldo.
Hai affrontato tentativi di furto mal riusciti, corse contro il tempo per tornare a casa di ragazze con orari ottocenteschi, lubriche notti di passione, bottiglie di birra tirate contro il lunotto posteriore, bestemmie irripetibili pronunciate per un motivo o per l'altro.
Sei stata la prima macchina che ho guidato, ovviamente per fare colpo su una femmina, sennò ancora giravo in autobus e me ne tornavo a casa a piedi alle 4 del mattino.
Ma niente potevi contro la macchina che ti ha investito da dietro a una velocità astronomica che non ricordo.
Tu, Hyndai hai preso tutto il colpo di quei 100 (e forse più) e passa km/h.
Mentre io già mi vedevo morto con una bestemmia in bocca, tu sbattevi contro lo sparti traffico, ti esibivi in un testa coda e andavi infine a depositare sulla corsia d'emergenza.
Io mi sono salvato senza un graffio e tu no.
Dieci anni passati insieme in una meravigliosa amicizia che ora celebro in maniera consumistica e vagamente feticista.
Addio, Hyundai Accent (2001-2011).
Gli dei ti abbiano in gloria.

lunedì 5 dicembre 2011

Stasera ho fatto un incidente.
La macchina è distrutta, ma io non mi sono fatto niente, al massimo mi sono morso il labbro e ancora ho un certo saporaccio in bocca, forse colpa del fumo del radiatore, forse dell'air bag.
Andavo sul raccordo a velocità non molto alta e un tizio mi ha tamponato. A gran velocità, di cattiveria.
Prima ho sbandato e ho sbattuto contro lo spartitraffico, poi ho fatto un testa-coda e alla fine sono andato a sbattere di culo contro il gard rail.
Quando fai il botto nella vita reale non ci sta un rumore metallico in stile spettacolare come nei film. Plastica. La maggiorparte delle macchine che si fracassano emettono un rumore simile a un oggetto di plastica che si rompe. O almeno la mia fu macchina.
Avete presente quelle scene dei film in cui il tempo si rallenta e ti passa la vita davanti? Uguale!
A parte la bestemmia che ho sparato, che rischiava di essere l'unica frase della mia vita.
Il momento più brutto onestamente è stato quello in cui usciva il fumo da tutte le parti e non riuscivo a uscire perchè le porte erano bloccate. Per fortuna la macchina non è esplosa come nei film.
Forse avrei dovuto far finta di star male e farmi portare al Pronto Soccorso, stupidamente non ho chiamato la polizia, ma ero un tantino scosso.
Dopo mi stavo pure dimenticando di pagare il Pronto Intervento, il che è pure comprensibile dato il casino e il simpatico prezzo di 250 euro + IVA (credo di essere uno dei primi beneficiari delle Riforme del Governo Monti).
Ci sarebbe quasi da diventare religiosi dopo essere scampati a una botta simile.
Quasi.

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domenica 4 dicembre 2011

Cari amici, amiche, parenti, colleghi, occasionali partner sessuali.
Non ho nessuna intenzione di fare regali quest'anno. Quindi non fatemi regali perchè non ho provveduto a comprarne uno per ricambiare. Non userò l'alibi della crisi. Sono egoista; trovo che il Natale sia una festa ridicola, stressante e ipocrita; odio le persone di mio e vedere una massa di buzzurri stipati in un centro commerciale e a intasare il traffico mi distuba profondamente, già la cena coi parenti so che sarà un'esperienza mondana fastidiosa, quindi ho già dato.
Se avrò una una ragazza lo farò, in caso mi faccia capire che lo vuole. Perchè in fondo noi uomini paghiamo SEMPRE per il sesso.

giovedì 1 dicembre 2011

Trollare su giornali di merda


Belpietro è un troll che scrive su un giornale. Di merda perdipiù.
Tutti i giornalisti che scrivono sui giornali servi di Berlusconi sono dei troll che scrivono su giornali di merda, come del resto sono dei troll quasi tutti i politici iscritti al suo fu Governo.
Provocare, provocare, provocare, questo è il loro stile. Con la differenza che però, a differenza dei veri troll che si trovano su internet, alla fine negano tutto e sostengono di essere stati travisati dalla stampa stalinista.
Questo è l'ultimo suo articolo che ha innescato tante polemiche e indignazioni, rendendo sensata l'inutile esistenza di troll stipendiato che è quella di Belpietro.
Bisogna però ammettere una cosa: a forza di sparare stronzate può capitare che qualche volta si dica qualcosa di sensato.
Questo è il caso di Belpietro. Non parlo del suo maschilismo da palestra dopo il torneo di calcetto. È una sparata ridicola e da talebano, e lo dice uno che raramente dà ragione alle femministe. Se le italiane fanno pochi figli è perchè viviamo in un paese del cazzo che non offre futuro a giovani e giovanissimi e non ha senso mettere su famiglia, non è così perchè le donne stanno sfuggendo ai loro doveri di angeli del focolare per rifugiarsi nell'istruzione.
Ma il discorso sull'Università è ben altro.
L'Università in Italia è una delle varie cause che hanno portato alla diminuzione delle nascite.
Già l'Italia è un paese dove vi sono poche opportunità di lavoro, se poi la maggiorparte degli italiani si iscrive all'Università e procrastina l'entrata nel lavoro per poi avere un titolo di studio che non ha sbocchi, ti credo che poi ti ritrovi milioni di trentenni che ancora non hanno neanche la minima idea di mettere su famiglia. Belpietro, dall'alto della sua idiozia ha detto una mezza verità o almeno un quarto.
Certo, se fosse vero che l'Istruzione è una perdita di tempo dovrebbero abbandonarla anche gli uomini perchè, fino a prova cotnraria, per fare un figlio non basta un utero, ma ci vuole anche qualcos'altro. Ma evidentemente i genitori di Belpietro ancora non gli hanno fatto questo discorsetto
Il problema che ha accennato l'utile idiota è che non ha senso mandare gente all'Università in un paese che non valorizza la preparazione superiore. Innanzitutto l'Università italiana, salvo rare eccezioni, è un'istituzione ridicola e molte facoltà andrebbero chiuse perchè completamente inutili. Inoltre ripeto che ormai all'Università ci vanno cani e porci, anche coloro che avrebbero fatto meglio a fare qualcos'altro.
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.