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giovedì 15 dicembre 2011

London bridge is falling down. Part two.

Inizio provocatoriamente con una foto di un imperatore romano a Londra.
Perchè Londra fu fondata dai romani, non esistono prove di un'autarchica città originaria fondata dai britanni. Al tempo dei romani la Britannia era un isola fredda, povera, spoglia, strategicamente inutile. I romani hanno avuto il coraggio di invaderla, combattendo per conquistarla e hanno anche deciso di costruirvi qualche edificio. L'inghilterra è stata conquistata e colonizzata e se la stessa cosa non è successa anche con la Scozia era perchè la Scozia era una regione ancora più fredda, povera, spoglia e strategicamente inutile. Sostanzialmente le uniche risorse sul suolo inglese utili sono state scoperte solo con la Rivoluzione Industriale, fino ad allora l'Inghilterra era un paese che non valeva la pena attaccare. Nessuno avrebbe detto allora che un'isola così stupida sarebbe poi diventata una potenza che avrebbe costruito una flotta che l'avrebbe resa intoccabile dopo la conquista dei normanni (altro popolo non inglese a ci gli inglesi devono molto). Gli inglesi sono diventati una potenza per questo.
Sono stati sostanzialmente politicamente ininfluenti per più di 1500 anni dopo la conquista romana. Le menate sull'invincibile armada, sconfitta specialmente grazie alle tempeste più che dagli attacchi delle navi inglesi, è stata una vittoria a dir poco gonfiata dalla propaganda elisabettiana. La Spagna aveva decine e decine di altri fronti da dover gestire e l'invincibile armada - nome sciagurato per carità - non fu che una fra tante flotte spedite in giro per il mondo a combattere le mille guerre dell'impero spagnolo. E vorrei ricordare che alcune di queste spedizioni furono anche un successo: Francis Drake ottenne la grande vittoria contro l'invincibile armada, ma quasi nessuno sa che morì durante una spedizione contro gli spagnoli che finì in un disastro.
Qui viene il terzo stereotipo dei più collegato all'Inghilterra: aver sconfitto la Spagna.
Madornale errore.
La Spagna fu un gigante dai piedi d'argilla, destinato a un lento collasso causato dal suo stesso sistema economico arcaico. E la sua fine fu lenta e distribuita in un lungo arco di tempo.
L'Inghilterra si è arricchita alle sue spalle.
Una tattica ben collaudata nella storia inglese.
Mentre le nazioni principali europee si scannavano a vicenda sul Continente, l'Inghilterra si faceva gli affari suoi. Ogni tanto commerciava con questa o quell'altra nazione, seguendo i canali principali o il contrabbando; ogni tanto abbordava qualche nave o saccheggiava qualche città spagnola, magari anche in tempo di pace; quasi mai l'inghilterra è entrata in guerra da sola, la maggiorparte delle volte lo ha fatto unendosi in più vaste coalizioni contro il nemico più odiato, sia che fossero gli spagnoli, sia che fossero i francesi, sia che fossero i tedeschi.
Fino al 1700 l'Inghilterra si è accontentata delle briciole, perchè le briciole le costavano pochi sforzi.
E le briciole sono state redditizie.
La Spagna ha spogliato l'impero azteco e inca, portando in Europa milioni di tonnellate d'oro.
L'Inghilterra si è accontentata di fotterle un paio di galeoni carichi d'oro. Rispetto all'enorme flusso d'oro era ben poco, solo che gli inglesi erano più bravi a far fruttare quel carico d'oro.
Mentre in Europa si combatteva la guerra religiosa, si fronteggiavano fra di loro protestanti contro cattolici e cattolici contro musulmani, in Inghilterra si accumulavano denari, a volte col commercio e il contrabbando, a volte con la guerra da corsa e a volte prendendo una piccola parte in guerre sul continente e mettendo le mani sulla fetta dei vincitori in caso di vittoria.
L'inghilterra si è sempre arricchita alle spalle di altre nazioni o imperi, più grossi, più ricchi, più potenti. Ma troppo impegnati in altre guerre o questioni interne in altre cose per poter concentrare su di loro tutti gli sforzi per distruggerla in una guerra realmente alla pari: hanno usato questa tattica contro la Spagna, contro la Francia di Napoleone, contro la Cina nella Guerra dell'oppio, contro la Russia nella guerra in Crimea e contro la Germania nelle guerre mondiali. Solo al culmine della sua potenza l'Inghilterra ha deciso di assumere un ruolo da protagonista e questo è successo solo dopo le guerre napoleoniche. Ed è durato molto poco, solo fino alla Grande Guerra, dopo la quale hanno dovuto cedere il passo agli USA.
Parentesi storica a parte devo ammettere una cosa.
Gli inglesi sono degli sciacalli.
Ma hanno la dote di essere onesti ogni tanto.
Se non altro ammettono di avere origini per niente indipendenti, al punto da dedicare ad altri paesi qualche statua.

Sopra vedete la metro.
I londinesi hanno una metro eccellente. La più antica del mondo, ma nonostante questo handicap è stata messa al passo coi tempi. La metro costa tanto, come del resto tutte le altre cose costano tanto, ma fornisce un servizio a dir poco ottimo, è pulita e bella da vedere.
Piccola chicca.
Tutti sanno più o meno che la giusta pronuncia di Waterloo è riferita alla pronuncia del paese dove si trova e si pronuncia VATERLOO. Gli inglesi hanno inglesizzato la pronuncia e la dicono come fanno gli ingoranti in Italia: UATERLOU.
La regola del vincitore.
Se vinci una guerra puoi riscrivere non solo la storia, ma anche la fonetica.
Tengo a precisare che di nuovo che anche in questo caso gli inglesi si sono vantati di una cosa che in realtà vale ben poco.
Waterloo non è stata la battaglia che ha salvato l'Europa dalle mani di Napoleone. È stata solo l'ultima nella quale Napoleone è stato sconfitto.
E neanche la sconfitta di Trafalgar fu decisiva, dato che salvò la Gran Bretagna, non l'intera Europa
Il declino di Napoleone iniziò con la campagna in Spagna (prima ancora che arrivasse Wellington), la prima tragedia tragedia della Grande Armee si consumò in Russia e la battaglia finale che mise sancì realmente le sorte d'Europa fu quella di Lipsia, la Battaglia delle nazioni, dove parteciparono tutte le nazioni europee. Meno la Gran Bretagna.
Waterloo a confronto è poca cosa. Bruscolini per l'appunto.
La maggiorparte delle coalizioni contro Napoleone vedono come protagonisti Austria e Russia, qualche volta la Prussia. L'inghilterra ne prende parte a un paio: alle prime, dopo la quali lascia stare perchè capisce che è meglio evitare mazzate sicure e all'ultima, quando Napoleone era ormai una bestia agonizzante.

Quarto stereotipo che ho sentito: le inglesi sono bruttine.
Cazzata.
Per inglesi bisogna in anzitutto specificare se si intende un inglese autoctono da un paio di generazioni o se si include gli svariati armeni, pakistani, indiani, arabi, nordafricani, orientali, africani, etc.
Gli inglesi non soffrono di quella caratteristica insita nei tratti somatici nordici dove esistono o soggetti di bell'aspetto o grassoni per via di diete a grassi animali.
Primo, perchè se ricordo bene tempo fa è stata fatta una legge a livello sanitario dove chi è troppo grasso deve pagare di più le spese mediche.
Secondo perchè, come ho già detto, in Inghilterra puoi trovare da mangiare di tutto.
Qualche grassone ci sta, ma ne ho visti pochi.
Le donne sono prevalentemente bionde e rosse, dalla pelle chiara, snelle, alcune anche molto carine, le autoctone se la cavano e lo stacco in quanto a bellezza a favore delle nere e le asiatiche è meno alto di quanto mi aspettassi.
Ho visto i classici volti inglesi negli uomini: occhi sporgenti, visi delicati, alcuni capelloni, ma la maggiorparte di quelli che ho visto erano parecchio stempiati
Gli inglesi sono molto eleganti. E non me l'aspettavo, immaginandomi di trovarmi di fronte a individui austeri . Forse perchè ormai siamo a natale e le cose cambiano molto rispetto al resto dell'anno.
Gli uomini vestono in maniera ricercata e costosa a occhio, ma più sobria e meno pacchiana degli italiani, le donne sono molto vanesie: tacchi alti, parecchio leopardato, calze o pantaloni da donne in carriera, il giusto trucco. Non si fanno problemi e sono sensuali pur senza scadere nel volgare.
Gli inglesi esibiscono con disinvoltura e-book, i-pad, i-pod, insomma tutto il repertorio di cazzate dell'uomo moderno dal grasso portafoglio.
Dal giorno alla notte il vestiario cambia di parecchio.
Di giorno molto eleganti, di notte appaiono individui un po' più spiantati e sciatti, ovviamente dipende anche dalla zona.
L'Inghilterra è il paese della classe media, da loro la famosa classe media non ha le difficoltà che ha la nostra, vive bene. Forse anche troppo. Cullata da un benessere non indifferente e coccolata dal senso della routine della rassicurante tradizione, la middle class inglese non è disposta a cambiamenti di nessun tipo, neanche se questi cambiamenti sono richiesti a gran voce da fasce sociale più deboli o da persone, magari anche abbienti, che hanno però una coscienza civile più elevata.
In fondo non sono tanto diversi dagli italiani.
Anche gli italiani sono attaccati al consueto, solo che gli italiani non hanno scuse, perchè loro mica se la passano bene! Il problema è che gli italiani sono troppo indolenti e codardi per il cambiamento, mentre gli inglesi credo siano disposti a mettersi in discussione di fronte a una crisi.
Un punto a favore dell'Inghilterra.
Ma mi augura che la crisi arrivi anche per loro, così potrò vedere se cambiano o no.
Alle brutte, mal comune mezzo gaudio!
Gli inglesi hanno un grande senso civico.
Sono un popolo di bastardi, educati ad attaccare il più debole. Ma hanno senso civico, almeno in casa loro. Ci è capitato di trovarci in strada con la cartina - la tipica immagine da turista cazzone! - e di vedere degli inglesi avvicinarci e chiederci se avevamo bisogno d'aiuto.
A Roma non succede.
Altro punto a favore.

Londra è pulita.
A tal punto da ospitare anche scoiattoli come questo. Gli animali non sono sfuggenti come in Italia, sono abituati a convivere con gli uomini, ci sono gli immancabili piccioni, ma anche gazze e corvi se ho ben visto. Londra è stata la prima città pesantemente industrializzata e ha visto la più distruttiva forma di inquinamento ai tempi di Oliver Twist, ma è stata probabilmente la prima città a prendere provvedimenti a riguardo. E ora stanno meglio di noi, anche se abbiamo decine di anni di inquinamento da carbone in meno sulle spalle. Ci sono ampie zone verdi e parecchie biciclette e piste ciclabili. Gli inglesi (punto a favore per la stima) fanno jogging anche alle ore più fredde che io abbia potuto immaginare. Un tizio mi stava anche buttando giù per passare. Ok, se ti fermi muori dal freddo, ma lui stava correndo in una zona altamente turistica e affolata, poteva evitare di andarci o almeno di comportarsi così. Gli stronzi, del resto, stanno dappertutto.



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