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venerdì 31 ottobre 2008

Meno male che Silvio c'è. E se non c'era che succedeva?

Tralasciamo tutte le immani porcate che stanno combinando come il Lodo Al Fanone, quello che hanno fatto alla Scuola e all'Università, le aperture ai programmi della Lega e le leggi sull'immigrazione.
Queste sono tutte questioni opinabili dove, inevitabilmente qualche berlusconiano troverebbe teorie da complotto che giustificherebbero queste vaccate e mi ritroverei a dover spiegare all'interessato che l'Italia non è una dittatura della Magistratura, che la Lombardia ha un tasso d'evasione fiscale agli stessi livelli della Sicilia, che i comunisti non mangiano i bambini, che Bush è un ritardato mentale, che le toghe rosse sono rosse e basta, che i giornali in mano alla sinistra non sono poi tanti, che gli immigrati non sono tutti stupratori assassini, che Babbo Natale non esiste e che la fata dei dentini in realtà è la mamma.
E io non voglio perdere tempo.
Ci sono però alcuni punti incontrastabili, punti sui quali la destra che ha vinto ha fatto promesse su promesse per acchiappare voti.
E su questi punti ha fallito.
1) Napoli è ancora piena di immondizia.
2) Il cosiddetto decreto sicurezza non serve a una mazza beata. Vedo poliziotti e militari dappertutto qui a Roma, eppure le aggressioni ce ne sono e pure tante!
3) Ultima allegra notizia, fresca fresca, è quella che riguarda l'Alitalia: continua fallire e, almeno nel fallimento, ci sta stupendo in quanto a velocità. Nonostante tutti i casini che hanno fatto, nonostante le due palle che i TG ci hanno fatto le settimane passate, nonostante le iniezioni di fondi statali rubati alla Ricerca e all'Istruzione, ebbene, nonostante tutto questo, la compagnia di bandiera procede fiera, veloce e inarrestabile. Verso il fallimento!
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giovedì 30 ottobre 2008

Tropic Thunder.

Ho sempre pensato che sia molto più difficile far ridere che far piangere o suscitare emozioni.
E per questo, non ho mai capito perché il cinema snobbi in continuazione le commedie e prediliga i film drammatici o impegnati.
Questo film glissa questo stupido costume nella critica cinematografica, perché è un film che assume, nello stesso tempo, tratti della commedia demenziale e del film drammatico.
Tropic Thunder, infatti, descrive la realizzazione di un film nel film, il tentativo di fare il più gran film di guerra di tutti i tempi, progetto nel quale sono coinvolte le star di Hollywood del momento, attori proveniente dai più eterogenei generi.
Nel tentativo di creare una pellicola che sia il più efficace possibile, il regista decide di spedire questi attori – famosi ma molto spocchiosi e problematici – nel cuore della giungla vietnamita, creando una situazione che sia il più realistica possibile e li immerga nell’esperienza militare che dovranno rappresentare nel film.
L’unico problema è che si ritrovano in una vera e propria zona di guerra.
Il cast stellare di questo film nel film comprende Ben Stiller, un famoso attore di Holliwood che cerca di emanciparsi dal ruolo di attore di action movie; Robert Downey Jr., attore pluripremiato che però indulge un po’ troppo sul metodo Stanislavsky e si convince di essere il sergente afroamericano che rappresenta; Jack Black, nei panni di un attore di film trash con trascorsi (ancora attuali) di dipendenza da svariate sostanze stupefacenti.
Il gruppo si ritrova intrappolato nella giungla e, a eccezione del sergente che è convinto di essere in guerra, procede convinto del fatto che sia tutta una finzione.
E inizia la parte comica della faccenda, che fa decisamente ridere come dannati in alcuni momenti per quanto sia demenziale e ben architettata.
Ma come già detto, c’è anche la parte “seria” del film che, oltre a essere caratterizzata da un uso di mezzi ed effetti speciali decisamente spropositati per una semplice commedia, non si limita alla semplice ricchezza tecnica e al prestigio del cast. I personaggi principali non sono le semplici macchiette che siamo abituati a vedere nelle commedie e anche in molti altri film, ciascun personaggio ha una sua storia che, nonostante i risvolti comici e satirici che colpiscono il mondo del cinema e delle celebrità, dà al personaggio uno spessore umano e quasi tragico.
Il film si ritrova a dover bilanciare queste due fasi di comico-demenziale e drammatico e deve alternare gli eccessi di una fase con quelli dell’altra e riesce in questa difficile operazione, perché alcuni passi del film, se calcati troppo, avrebbero rischiato di scadere nel cattivo gusto o nella pesantezza.
Invece, ogni volta che una battuta rischia di rallentare il ritmo, ne arriva un’altra che le fa da contraltare e sblocca la situazione.
Il risultato è un film che va avanti senza intoppi e punti morti, dove il lato comico-demenziale permette di guardare con indulgenza le sparate o i buchi logici, pur avendo uno spessore tecnico e formale che un semplice film comico non ha.
Il tutto ovviamente sorretto dal cast eccezionale e ben coordinato che vede un Ben Stiller spaccone, ma in fondo sensibile, un Robert Downey Jr. con crisi di identità e un Jack Black pagliaccio, ma che alla fine si redime.
Menzione d’onore a Tom Cruise, un’irriconoscibile magnate grasso e cinico nel quale Cruise riversa una grinta e una capacità di mettersi in gioco in un personaggio negativo che non vedevo da un sacco di tempo. Il balletto finale di Les Grossman, tronfio e ridicolo, è una gioia per gli occhi e per le orecchie, data la scelta di una colonna sonora cazzuta e aggressiva che accompagna lo svolgersi delle vicende dall’inizio alla fine.

Voto 9/10
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lunedì 27 ottobre 2008

Diamoci una mossa o finiamo male!

Domani ci sarà una riunione al Senato per decidere definitivamente se questa Legge 133 che massacrerà l’Università verrà approvata o ritirata. Spero che un sacco di studenti saranno fuori a manifestare, cercando di spingere perché questa legge assassina venga ritirata.
Io sono molto scettico a riguardo, dato il clima di merda culturale in cui ci ritroviamo credo che quelli al Senato se ne fotteranno allegramente di quelli che stanno fuori, anche se fossero 5 milioni e mezzo armati, esattamente come continueranno a fregarsene da qui ai prossimi 5 penosi anni.

Tuttavia, rimane sempre una debolissima traccia di ottimismo e questa mi suggerisce che sarà meglio darsi da fare, quindi andiamo tutti in piazza a fare numero!
Cerchiamo di farci notare e vorrei proporre qualche cosa da scrivere sugli striscioni che mi piacerebbe vedere domani. Ecco alcune frasi

-Siete riusciti a far occupare anche i bambini delle elementari. Ora che sono comunisti che faranno, si mangerano da soli?

- Vorrei avere un futuro sicuro senza bisogno di essere iscritto a nessun partito politico, fare parte di clan mafiosi o essere membro della massoneria. Ce la posso fare studiando o devo diventare Deputato?

-Come cazzo faccio a essere un bamboccione se non ho manco i soldi per comprarmi un divano?

-A che serve la 3 + 2 se fra un po’ non sapremo nemmeno che in totale fa 5?

-Tornate a scuola e a noi fateci fare l’Università!

-È più facile governare una massa di ignoranti (Tvecchio)

-Capisco che voi non lavorate e vi piace tanto, ma io vorrei trovare un lavoro con quello che ho studiato!

-Se proprio volete rovinare l'istruzione velocemente,date il Ministero a Moccia!

-Leggete questo cartello, fra una decina di anni quasi nessuno saprà leggere e scrivere!

-Prima fai tagliare i fondi all’Istruzione, poi citi (male) proverbi in latino? Ma allora ci prendi per il culo!

- Chiama i poliziotti o anche le forze dell’Ordine (che sono la stessa cosa, impara l’italiano!).

Tutti quelli che leggono il post sono invitati a proporre un nuovo slogan fra i commenti e – sempre che riesco a riunire o sentire in qualche modo tutti i membri del blog – mi piacerebbe creare una specie di concorso per lo slogan più bello.Gli slogan migliori verranno pubblicati al successivo post.

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venerdì 24 ottobre 2008

Lotte studentesche.

Condivido pienamente tutte le proteste contro la MILF bresciana (appellativo importato da Marco) del decreto sull’Istruzione. Appoggio pienamente le manifestazioni di piazza e mi oppongo a tutte le repressioni.
Repressioni prima annunciate da Mr Crescina, dimenticando che non è lui a dover prendere decisioni sulla sicurezza (forse un lapsus che riportava ai bei tempi in cui capo dello stato e ministro degli interni erano la medesima persona?) e poi smentite da lui stesso il giorno dopo.
Ma queste sono dimenticanze alle quali ci dobbiamo abituare, ce ne saranno tante fino a quando non verrà imposta una lobotomia per tutti gli italiani.

Torniamo alla protesta che, anche se condivido nella sostanza, non appoggio in alcune forme.
Non ha senso che gli studenti dei collettivi impongano un blocco della didattica che impedisce di andare a lezione a me e a tutti gli altri che vogliono.
Il decreto non colpisce direttamente gli studenti, colpisce in particolare tutti i poveri ricercatori che si vedono una carriera castrata e senza possibilità di promozione. Certo, siccome l’università poggia sullo sfruttamento dei ricercatori, se questi non avanzeranno mai la didattica farà sempre più schifo e, a lungo termine, ne saranno colpiti anche gli studenti; per tappare i buchi organizzativi, l’ingresso all’università diventerà ancora più selettivo e impedirà a molte persone di accedere all’università.
Ma, a parte il fatto che trovo che la selezione all’università sia giusta (a che cazzo ti serve sfornare 5000 laureati al mese e con scarsa preparazione se il mercato del lavoro ne assumerà 100?) questa questione non riguarda gli studenti di ora.
Certo, riguarderà loro se rimangono 3 anni fuori corso, ma questa è una cosa alla quale si può rimediare se uno si sbriga e si dà da fare!
Con questa porcata del blocco della didattica rallentiamo tutti quanti.
Senza contare che, siccome c’è sempre qualcuno che occupa ogni anno, questa iniziativa può ottenere, al massimo un trafiletto sulla Repubblica.

Non siamo più al liceo, lo studente serio dell’università non gode quando occupano, perché significa che si è fatto un’ora di viaggio in mezzo al traffico, zingari ed ascelle sudate per niente.
Poteva restarsene a casa, è partito con l’intenzione di fare lezione, ma si è ritrovato fregato.
E chi è che gli ha fatto questo bello scherzetto di occupare?
Altri studenti, solo che questi ultimi, il più spesso delle volte sono dei fuori corso decennali, che stanno parcheggiati in facoltà da anni e ancora non si sono laureati.
Perché dovrebbero seguire lezioni che hanno già visto gli altri anni senza nemmeno superarne l’esame? Facciamo un bel blocco della didattica perché loro le hanno già seguite. Ma io e tanti altri no!
Siccome chi occupa ci ha rinunciato da un bel pezzo a laurearsi in tempo utile si mette a fare casino.
Rompendo le palle anche a me, che invece sto procedendo discretamente e mi sono fatto anche il culo!
È una scelta - rispettabilissima - quella del parcheggiato fuori corso: laurearsi con calma, magari trovarsi un lavoro durante il corso di studi (a meno che non sia un totale irresponsabile), leggere cose che non riguardano esclusivamente il suo corso di studi, occuparsi di politica e fare anche un po’ di casino.
Forse è anche migliore di me, che studio soltanto e che sono un paio di mesi che non leggo qualcosa che non riguardi sempre quello che studio, ma questo non lo autorizza a mettermi i piedi in testa, impedendomi di procedere col mio corso di studi come ho programmato.
Io pago le tasse universitarie (sempre più alte!), le paga anche lui, perché io non devo usufruire di un servizio che ho pagato solo perché lui vuole mandare a puttane il suo corso di studi?
Vogliamo fare mal comune mezzo gaudio?
Fottiti!
Chi fa casino è libero di buttare i soldi delle tasse universitarie come vuole, ma non li faccia buttare anche a me!
Se vuole protestare se ne vada a manifestare, si riunisca gli altri studenti e con uno striscione (servono a questo no?) vada a rappresentare la mia facoltà in piazza.
Ma non mi faccia le barricate nella mia facoltà!
Tanto si sa che quando occupano gli studenti universitari occupano anche i ragazzini del liceo, che non vedono l’ora di tirare fuori il bongo e la maglietta del Che per andare a cantare bella ciao a piazza Venezia, per poi andare a mangiare con coerenza al McDonald di via del Corso.
Diranno abbasso la Gelmini senza nemmeno sapere di cosa tratta la riforma che vuole fare.
Magari questi manifestano di sabato, così i sedicenni usciranno anche il venerdì sera come gli universitari, così si sentono più grandi!
Universitari, non fate queste minchiate, sennò venite accomunati a questi adolescenti poppanti e allora la Gelmini si sente ancora di più nel diritto di tagliarci i fondi!

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martedì 21 ottobre 2008

Sondaggio: chi vincerà?


Sono secoli che si parla di queste elezioni e finalmente ci avviciniamo al fatidico 4 novembre.
Veltroni da Fabio Fazio ha detto che, ora che in America vincerà Obama cambierà tutto.
Due piccole domande gliele farei però
1) Cosa vuol dire questo, che l'Italia e l'europa non devono fare una mazza prima del risultato delle elezioni USA? Alla faccia della sottomissione!
2) Questo vorrebbe dire che Walter crede che se vince Obama, vincerà automaticamente anche il PD in Italia (solo perchè ha lo stesso nome copiato dall'omologo americano)? E se vince McCain allora Veltroni lo vedremo calarsi i pantaloni senza battere ciglio!

Certo, sicuramente le elezioni americane sono di grande importanza internazionale, sarebbe stupido negarla, ma questo non vuol dire che noi europei dobbiamo dimentinticarci che anche noi dovremmo valere qualcosa!
Ovviamente parteggio per Obama, specie se vedo l'alternativa di un continuo del Governo repubblicano e la vicepresidenza della Palin.
Obama mi piace, forse non lo vedo come l'unico salvatore della Terra o come un nuovo Kennedy o Roosevelt, ma sa il fatto suo. Spero.
Durante questa campagna gliene sono state dette di tutti i colori, che era un fallito, che era un drogato, che era un terrorista.
Ma specialmente, lo hanno accusato di essere la cosa più abietta, perversa, pericolosa per uno stato occidentale: un socialista. Manco comunista, che ormai nell'immaginario comune è equivalente a un maggiatore di bambini.
E questo, anche se Obama è in vantaggio per ora, mi preoccupa davvero molto.
Siamo sicuri che l'America sia pronta per un presidente intelligente?
Forse meglio un uomo comune, più semplice, più accessibile, che fa sentire meno stupido l'elettore medio. Magari un presidente con dietro una vicepresidentessa che, da brava americana, è bigotta, ignorante, ama l'hockey e le armi. Ed è anche ancora scopabile!
Mi capita di rado, ma ho in mente uno scenario inquietante da teoria complottista.
Metti che proprio 2 giorni prima delle elezioni casualmente acchiappano Bin Laden e lo mostrano in mondo visione?

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domenica 19 ottobre 2008

Amanda Knox, hai rotto le palle!

BASTA!
Non ne posso più, sono mesi che va avanti questa storia che, più che un processo è diventata la telenovela del paese!
È peggio di un telefilm, quando l'attenzione dei TG sembra volgersi verso eventi ben più importanti ecco che arriva la nuova novità, magari un nuovo personaggio di questa storia spunta fuori, possibilmente nero, così soddisfiamo anche la larvata xenofobia del telespettatore italiano.
E ora questa si mette pure a fare la santarellina e a sparare vaccate davanti ai giornalisti.
Smettiamo di seguire questa vicenda, a prescindere dalle minchiate che ne escono fuori.
Questa qui, se non è un'assassina impasticcata, è comunque una cretina di proporzioni bibliche, lo è lei perchè si è andata a cacciare nel bel mezzo di un orgia piena di droga e mandingo africani.
Può essere anche innocente, ma se è finita in questa situazione se l'è cercata, come se l'è cercata il suo ragazzo. E anche quella fessa che è stata ammazzata.
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sabato 18 ottobre 2008

La mummia 3.

Confesso che anche per questo film ero partito con alte aspettative.
Merito dei trailer in Italia che rendono molto, ma molto più intriganti alcune scene dei film, sia disponendole in maniera strategica che utilizzando addirittura battute diverse dall’originale, battute che risultano molto più efficaci.
La trama presenta le vicende della famiglia O’Connel alle prese stavolta con la mummia dell’Imperatore Dragone, l’ennesimo tizio maledetto che, oltre a essere invincibile e con i poteri magici, ha anche dalla sua l’intero esercito di terracotta.
Il film che ne emerge è una pellicola di intrattenimento onesta e spaccona come sempre, ma se la metti in relazione con la serie intera risulta piuttosto deludente. Certo, è molto meglio del Re Scorpione, ma non vale, quest’ultimo è secondo me uno dei film americani più brutti della storia e oltretutto è un film a parte.
La prima grande pecca del film è la mancanza di Rachel Weisz, che non è solo un’ottima attrice, ma che garantiva continuità alla storia ed è invece stata sostituita da un’altra che crea un personaggio completamente diverso, scialbo e infantile.
Il figlio della coppia è un personaggio che, oltre a risultarmi decisamente antipatico, è stato creato decisamente male. Tanto per cominciare, dimostra di avere un paio di anni in meno rispetto a quelli che dovrebbero essere i suoi genitori.
Rappresenta il solito fottuto clichè di genio indisciplinato, del ragazzo pieno di talento che però si fa cacciare dal college e fa disperare i genitori. Un personaggio ben diverso dal ragazzino della Mummia II che, anche se era altrettanto spocchioso, era almeno un cazzo di bambino prodigio di cui tutti i genitori dovrebbero essere fieri.
Oltretutto mi spiegate come può un ragazzo, per quanto dotato, essere a capo di una spedizione archeologica anche se non ha nemmeno il diploma del college e tanto meno uno straccio di laurea?
Per fortuna, i personaggi interpretati da Brandon Fraser e Jhon Hannah alzano un po’ il livello.
Per quanto riguarda il film nella globalità è decisamente spettacolare e fa abbastanza ridere, gli effetti speciali sono ben fatti e la battaglia ben rappresentata, poteva essere allungata di un pochino che non avrebbe fatto un soldo di danno, ma non è stata male, ricorda vagamente la battaglia finale del Ritorno del re, ma resa in maniera migliore.
Bello, ma da l’idea che si poteva dare di più, molto di più e le troppe incongruenze con i precedenti non te lo fanno godere appieno, è stata stupida la scelta di farlo dopo tanto tempo, così le aspettative vengono inevitabilmente deluse.
Dicono che ne faranno un seguito ambientato in Perù, ma se sostituiscono anche Brandan giuro che lo boicotto!

Voto 5/10

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giovedì 16 ottobre 2008

Follie burocratiche.

Tralasciamo il mio personale rapporto di amore-odio con la Sapienza.
Per poter iscrivermi alla Sessione di laurea il folle e insulso percorso burocratico che ho dovuto affrontare consta di
- Ritiro della documentazione per la Laurea alla segreteria didattica
- Consegna della documentazione per la Laurea alla segreteria amministrativa
- Consegna di un’altra parte della documentazione alla segreteria (Amministrativa? Eh, no è troppo facile e sensato) didattica.
Il tutto ovviamente dettato da scadenze inalienabili che, per poter avere una proroga per meschini motivi quali morte, lutto, malattia, incidente, guerra civile, bisognerebbe aprire un altro iter burocratico e coinvolgere gerarchie appartenenti anche alla quarta dimensione.
Ah, dimenticavo!
Ovviamente gli orari delle segreterie sono estremamente ristretti e limitati solo ad alcuni giorni della settimana, lo studente è costretto ad attraversare file di disperazione e frustrazione per poi magari ritrovarsi di fronte alla leggendaria arte - tutta italiana - dello scarica barile.
Perché questa sofferenza sia moltiplicata di ben tre volte non lo capirò mai.
Chiederò a Brunetta.

Sempre durante l’attesa ho parlato con una ragazza che mi ha raccontato che le hanno fatto una multa. Cosa che ho vissuto anch’io fra l’altro: ti fanno una multa di 100 euro, ma se gliene dai 50 subito paghi solo quelli (praticamente una tangente!), come se la gente fosse abituata ad andarsene in giro con un centone.
101 per la precisione, l’euro in più è il biglietto che non hai pagato, quelli dell’ATAC sono molto spiritosi!
Fatto sta che questa povera ragazza non stava scroccando il viaggio, aveva la tessera degli studenti e anche tutti i documenti per dimostrare che era studentessa, fra i quali carta d’identità, tessera della sapienza e addirittura bollettino della tassa universitaria.
Ma la multa glie l’hanno fatta lo stesso perché, anche se è regolarmente sotto affitto, in quanto fuori sede non risulta residente a Roma. Questa ragazza quindi, anche se fuorisede e studentessa a tutti gli effetti, in quanto non ufficialmente residente a Roma, avrebbe dovuto acquistare la tessera a prezzo pieno. Anche se, come tutti gli studenti fuori sede che non provengono da famiglie di sceicchi, questa studentessa aveva tutti i diritti di acquistare una tessera a prezzo ridotto.
E ora ha anche una multa da pagare.
THIS IS MADNESS.
MADNESS?
THIS IS ITALY!


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lunedì 13 ottobre 2008

Che carini!

Quello a destra si sta finalmente levando dalle palle. Quello a sinistra ce lo teniamo anche per due decadi.
I due piccioncini si sono incontrati alla Casa Bianca e si sono lasciati andare a effusioni degni della più sdolcinata love story.
Come se Bush fosse libero di poter dire a Berlusconi che è un cretino quando si trova davanti a una folla di italo-americani che rispecchiano alla perfezione lo stereotipo di italo-americano in stile Soprano con tanto di pizza-mafia-mandolino (queste macchiette viventi con la doppia cittadinanza per chi pensate abbiano votato nelle ultime elezioni?)!
In conclusione, godiamoci questi due personaggi godersi la loro tresca da scuola media.
Bush, due mandati penosi mantenuti non si sa come, se ne sta uscendo di scena e verrà ricordato come uno dei peggiori Presidenti U.S.A., l'altro potrà pure essere il Presidente di una Repubblica delle Banane, ma a livello internazionale vale quanto una nocciolina salata.
Due uomini insignificanti che si tessono le lodi a vicenda.
Si godano gli addii, i pazzerelloni!
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domenica 12 ottobre 2008

Niente eutanasia. E i risultati sono questi.

Sono 16 anniche va avanti questa storia e solo recentemente la cosa è venuta a galla, perchè un anno di coma non è abbastanza per mettere una tragedia sui giornali, ma con 16 fai davvero una figura da gran figo se sei il giornalista che l'ha pubblicata!
Recentemente questa tragedia ha raggiunto il culmine del grottesco
Eluana ha avuto una forte emorragia interna, i dottori si sono dati da fare per evitare il peggio, sono stati dei giorni di terore, ma ora se la situazione rimane stabile per altri 3-4 giorni, Eluana potrà dirsi salva e continuare la sua vita di tutti i giorni.
Nel letto. E in coma.
Continuerà a vivere nel letto e in coma a lungo, magari altri 16, con un padre disperato che in questi giorni è addirittura stato male come se sua figlia stesse per morire.
Morire e porre così fine alla spassosissima vita del malato in coma, niente più endovena a pranzo, niente più bip dell'encefalogramma, niente mosche che ti si posano sul naso senza che tu possa scacciarle. Meno male che ora potrà continuare così per lungo tempo.
Ma chi paga caro per questa follia bigotta imposta dalla Chiesa non è solo lei, non è solo il padre di lei.
Siamo anche noi.
Sono 16 anni che che la povera Eluana sta lì, 16 anni che occupa un letto che potrebbe essere occupato da una persona con reali possibilità di salvezza.
Ha senso spendere tanti soldi per fare star male un padre e garantire questa non vita a una persona che, anche se potesse essere considerata viva, di certo non sarebbe contenta di essere nello stesso letto da 16 anni?
Fa tanto piacere al papa e ai suoi vescovi però. Allora pagassero loro!
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sabato 11 ottobre 2008

Anche i politici muoiono ggiovani


È morto Jeorg Haider in un incidente stradale.
Di lui so solo che era un politico austriaco, che era di Destra estrema, era omosessuale e, francamente, non mi interessa saperne altro. Pare che la sua macchina abbia sbandato e si sia capovolta durante un sorpasso, in questa settimana ci sarebbe stato il compleanno della madre 90enne. Inutile dire che Studio Aperto aprirà uno speciale sulla sconvolgente notizia. C'è un politico più o meno giovane morto, un'incidente stradale, un'adorabile vecchietta, inutile dire che imbastiranno un servizio strappalacrime sul giovane uomo di successo che, nonostante la carriera, trova il tempo per la famiglia e viene ucciso da un insensibile mostro d'asfalto, ci vuole sempre qualche notizia del genere fra una tetta e l'altra e, per quanto riguarda quelle meschine notizie su guerre, recessioni e pandemie mondiali, bhe, possiamo anche fottercene allegramente.
Ho dedicato fin troppe righe a quest'uomo.
È morto Haider.
Chissenefrega!

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giovedì 9 ottobre 2008

Fantasie pericolose.


La mia carriera universitaria è in grave pericolo.
La relatrice della mia tesi è troppo esageratamenta, vergognosamente e pericolosamente fica.
La mia mente in queste settimane ripercorrerà la celebre frase di Jach Nicholson in Codice d’onore, frase con la quale ci presenta le gioie del sesso orale con un capo femmina.
La mia mente dovrà depennare tutte le seguenti frasi, evitando di farmele dire mentre staremo lavorando insieme sulla mia tesi. Depennarle per poi ripescarle eventualmente dopo che avrò la laurea (e qualcos’altro) in mano.
Se conoscete qualche altra frase da evitare, vi prego di dirmela fra i commenti.

- Io l’ho già vista! È stato l’anno scorso in Brasile: siamo andati alle cascate, abbiamo bevuto una birra e poi abbiamo fatto il bagno nudi. Se lo ricorda?
- Che fa stasera?
- Quando si arrabbia è veramente sexy.
- Fuggiamo insieme. (Akbar, Scrubs)
- La adoro quando mordicchia in quel modo il cappuccio della penna. Lo faccia di nuovo. La prego!
- Ha mai baciato una donna?
- Lo sa che la miglior cura per le rughe è una scopata?
- Ho lavorato tutta la notte su questo pezzo. E sono andato a dormire…da solo…per l’ennesima volta. (aggiungere pathos).
- Voglio che lei sappia che non intendo provarci con lei per avere 110 e lode. Lo faccio perché mi piacciono le sue tette.
- Scusi non la stavo ascoltando. Sognavo di provare con lei la posizione del banchiere italiano.
- Sa chi ha due pollici e ama i pompini? Io!
- Se la fa sentire più a suo agio può togliersi il reggiseno.
- Ho un problema: voglio fare sesso con lei.
- Giochiamo a strip-poker?
- Se si arriccia di nuovo i capelli con quel fare lascivo le salto addosso.
- Non si preoccupi, ho sempre desiderato fare sesso con una persona più vecchia di me!
- Io le porto la bibliografia per domani, ma lei in cambio deve baciare una ragazza.
- Ah, che stanchezza! (Tattica dello sbadiglio mentre state correggendo fianco a fianco le note a piè pagina).
- Lei è una gran fica!
- Perché le donne hanno le bocce? Così hai qualcosa da guardare mentre parli con loro! (Peter Griffin).
- Le dispiace se mentre le parlo mi tocco?
- Ho fatto una scommessa coi miei amici che riuscivo a rimorchiarla. Se fa finta di baciarmi in pubblico dividiamo i soldi della vincita.
- Per favore, la smetta di parlare così, ho un’erezione.
- Non si preoccupi, non sono uno di quelli che le salterebbero addosso. Prima le offrirei da bere.

Insomma, anche se un eventuale successo potrebbe favorire alla grande il mio iter universitario penso che ci sia qualche rischio in caso di fallimento (98% con 2% di errore statistico). E poi voglio riservare le mie leggendarie doti seduttive per la specialistica.
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martedì 7 ottobre 2008

Perchè no?

Nuove notizie sulla corsa presidenziale.
Pare che negli U.S.A. circoli un pornazzo che ritrae la possibile vice-presidentessa americana.
La protagonista del film è ovviamente una sosia appositamente trovata per la produzione del film ideata dal grande Larry Flint.
CHE C'È DI MALE?
Devono far passare questo film come un'opera di propaganda democratica?
Oltretutto nel film apparirebbe anche la sosia di Hilary Clinton impegnata nell'ammucchiata, il che rende questo film tutt'altro che fazioso, perchè devono rompere le scatole?
Chi ha creato il film voleva semplicemente rompere un tabù e rendere più eccitante il film, ma anche se avesse voluto mottere sulla pellicola le proprie idee politichè che ci sarebbe stato di male? (Senza contare che io, alla Palin, la vedrei molto volentieri in un film porno!)
Possibile che l'America, che fino ad ora nonostante i suoi difetti era il paese della libertà, ora si sta facendo condizionare da un bigottismo sempre più repressivo e anacronistico.
Bigottismo oltretutto ottuso, perchè sono sicuro che ora il traffico sui siti pornografici è aumentato di 5 volte per le persone che vorranno scaricare il filmato in questione.
Possibile che la libertà di parola esiste solo quando si tratta di prendere per il culo quel poveraccio di Clinton e che quando si tratta invece dello schieramento opposto nessuno può dire niente?
Metti che vincono un'altra volta i repubblicani con questo schifoso clima culturale?!
Ho paura.
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lunedì 6 ottobre 2008

W Scrubs e W il dr. Cox!

Avendo solo la TV dei poveri mortali, devo aspettare che facciano la prossima stagione di Scrubs su Mtv. Saranno felici di sapere i poveri mortali come me che la nuova stagione ricomincia il 15 ottobre.
Intanto vorrei condividere questa scena della grande serie.

Quando state male vi consiglio di ascoltare questa canzone.
Vi farà stare peggio.
Vai a capire perché a volte gli esseri umani lavorano e ci si mettono d’impegno per stare ancora peggio. Dà da pensare.
Passiamo al dunque.
Questa è la scena più travolgente delle puntate di Scrubs fin’ora trasmesse, vorrei commentare le ultime scene. Mostra una piccola tragedia che avviene nell’ospedale del Sacro Cuore. Il dottor Cox, volendo curare i suoi pazienti fa eseguire tre trapianti con gli organi di una paziente morta da poco.
Questa paziente ha la rabbia e gli organi rigettano.
I primi due pazienti muoiono.
Resta il terzo, in pessime condizioni.
Cox lo porta in rianimazione con l’infermiera – Carla - e iniziano a darsi da fare per rianimarlo.
Cox dà l’elettroshock e dice ogni volta a Carla di liberare, per lasciargli lo spazio di una seconda scossa.
Scossa.
LIBERA!
Scossa.
LIBERA!
Niente, il paziente non reagisce.
Cox dà una terza scossa e poi, mentre la canzone dopo un climax intensissimo ha raggiunto il culmine, grida, invoca Dio e colpisce l’ecefalogramma in preda alla rabbia.
Ha perso.
Questo è il dottor Cox.
Un uomo che un occhio superficiale definirebbe come un uomo cinico e insensibile.
Ma non è così, è al contrario un uomo dedito al suo lavoro e che ha a cuore i suoi pazienti, dal primo all’ultimo e che, anche se per garantire intatta l’immagine propria, è disposto a combattere.
Lo fa con rabbia, ma questo gli permette di essere un ottimo medico, perché riversa tutta la propria rabbia nel suo lavoro, per combattere il suo nemico, la malattia. Ma questa volta ha perso, con ben tre pazienti.
La sua rabbia non trova sbocco in un successo e viene scatenata come gesto di stizza quando si rende conto di avere perso.
Il primo colpo va verso l’encefalogramma, che viene buttato in terra, il secondo, mentre il dottore impreca, viene trattenuto, ma a malapena, è così violento che perfino Carla, la migliore amica di Cox (forse l’unica persona che lo capisce), mostra per un attimo il terrore nei suoi occhi per paura di venire travolta dall’ira del suo amico.
Ma Cox si trattiene.
Non potendo scaricare questa sua rabbia per il dolore non gli resta che prenderla su se stesso, incassando da solo l’urto della sua violentissima rabbia.
E se ne va via dall’ospedale, massacrato dal peso del senso di colpa e dalla rabbia che rivolge verso se stesso.
Questo è Dr Cox, un personaggio meraviglioso e profondo, che fa ridere ma anche pensare per la sua profonda umanità. Questo è Scrubs!

venerdì 3 ottobre 2008

Fast food?

Martedì a pranzo mi è capitato di sostare al MerDonald per pranzo (che esperienza entusiasmante) e durante l'attesa di addentare l'agognato pranzo mi sono soffermato a pensare all'etimologia del termine "fast-food". Innanzitutto così, a pelle, direi che "cibo veloce" può essere un'approssimata glossa di "fast food": dunque CHE MINCHIA LO CHIAMANO A FARE COSI?
Fermiamoci sul primo costituente del concetto di fast food: l'aggettivo fast. Ore 12.45 di un martedì di inizio ottobre in uno sperduto MerDonald nei pressi dell'Appia Nuova: direi dunque che non siamo al centro di New York a 5 giorni dal Natale. Allora mi spiegate perchè cazzo ci sono 6 metri di fila? Fila che unita all'alta inefficenza dei commessi fa si che la velocità media di avvicinamento alla cassa della gente in attesa sia di 0,5 metri al minuto...un vero martirio.
In dieci minuti circa riusciamo finalmente a raggiungere il bancone e la cassiera. Bene. Ordiniamo le porcate più porcate che possiamo trovare nel Menu, l'appetito è tanto e la bile mi corrode il fegato per la rabbia: me ne sbatto della fame nel mondo. Altri 3 minuti di attesa che arrivino i panini: e vabbè dai, se non altro non ci danno una patacca di hamburger freddo e pieno di germi,no? (come sono ottimista).
Riusciamo infine a sederci e ci apprestiamo a consumare il nostro pranzo: un panino di plastica big, farcito con carne di quello che credo sia dodo (perchè non penso alcun animale ancora in vita sulla terra abbia quel sapore) , con patatine stra cotte unte con la brillantina e una coca che sa di olio di fegato di merluzzo. Per la rabbia mi succhio anche la maionese dai tovaglioli del tipo al tavolo accanto.
Cazzo, non faccio neanche in tempo ad uscire dal locale che mi prende allo stomaco una fitta acutissima, manco mi avessero infilato una baionetta su per l'intestino: lo sapevo, non dovevo mangiare le fette biscottate con la marmellata stamattina!
Morale della favola: 15 minuti di attesa per un panino flaccido ripieno di carne umana, patatine secche e fritte con il paraflu ed una bevanda che sa di brodo vegetale. Ed il tutto per 6 euro e 80! Era meglio un pezzo di pizza dall'egiziano dall'altra parte della strada.
Per stavolta sono d'accordo con i vegani: sarebbe stato più genuino un frullato di broccoli e lenticchie!
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giovedì 2 ottobre 2008

Hancock

Era un film che aspettavo da un bel po’, anche perché per me sta diventando un’abitudine quella di saggiare la bravura di Will Smith valutando i film che ultimamente fa quasi regolarmente a ogni semestre, giusto per vedere la sua evoluzione artistica e a livello di personaggio. John Hancock è un supereroe sfigato e alcolista, rozzo, goffo, puzzolente e ben lontano da quell’immagine da supereroe stucchevole che siamo abituati a vedere nei fumetti della Marvel. John ha i classici superpoteri da supereroe, ma non li sa usare sempre bene, spesso per salvare un paio di vite fa casini pazzeschi da milioni di dollari. E la cosa è molto interessante perché sono stufo di vedere questi film americani in cui, in un paese materialista e gretto come gli Stati Uniti, il protagonista viene sempre acclamato per aere salvato una bambina col peluche, ma solo dopo una guerriglia urbana col cattivone di turno che è costata la vita di quarantasette terroristi e la distruzione di due condomini, venticinque macchine, sedici alberi e due monumenti. Aspetto che viene finalmente messo in evidenza in questo film e ti permette di capire che la vita dell’eroe non è tutta vino e tarallucci, specie se fai tutti quei casini per i quali nessuno ha mai pensato di rendere conto al MacLane o allo Spiderman di passaggio, se non al massimo poco prima dei titoli di coda.
Invece a Hancock tutte queste rogne toccano, specie se vogliamo aggiungere il suo fare decisamente poco diplomatico.
Il nostro supereroe si troverà a dover migliorare per poter essere finalmente acclamato e per trovare una volta per tutte il segreto sul suo passato.
Una tematica molto interessante, quasi filosofica, quella che mette in luce la vita dei suoi simili, creature ultraterrene e immortali, ma destinate all’estinzione quando si accoppiano fra loro.
Non esiste quindi alcun modo per realizzare tutte le aspirazioni dell’uomo: se si è mortali, non si può vivere per sempre, se si è immortali, non si può condividere questo dono con un simile o si rischia di perderlo.

Venendo a tirare le somme va detto che questo film, divertente, spettacolare e scorrevole, si è forse rivelato un poco sotto le mie –altissime – aspettative, specie se paragono l’effetto di questo con l’ultimo film con Will Smith che ho visto.
Forse il tema della solitudine era meglio affrontato - sebbene in maniera più tragica e tormentata – in Io sono leggenda, che ho trovato meno commerciale rispetto a Hancock, data l’influenza fumettistica (anche se faceva il verso a questa) e c'erano di nuovo alcuni punti che sarebbe stato bello approfondire.
Va anche detto che, sebbene Smith abbia puntato con eccelsi risultati sulla creazione di un anti-eroe ha forse calcato un po’ troppo la mano.
Hancock è burbero e rozzo al punto giusto, ma a tratti forse anche troppo esageratamente stupido, specie che se contiamo che si tratta pur sempre di una persona che ha anche alle spalle una vita e che non è mica nato ieri!
Detto questo, l’ultimo plauso alla figaggine di Charlize Theron appare quasi superfluo.

Voto 7/10
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.