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sabato 31 marzo 2012

Era ora

È successo.
Il primo maggio partirà il mio primo contratto.
1000 euro.
In virtù del mio stato di mantenuto impigiamato di 26 anni non sono molto pratico di pecunia, ma mi pare di aver capito per sentito dire che non sono molti per il costo della vita che c'è.
Ma tanto non credo che uscirò di casa, cosa peraltro neanche troppo strana per i miei coetanei.
Non mi lamento.
Essendo una persona che ha giocato coi soldatini fino a un'età imbarazzante, e avendo avuto la prima copula a un'età ancora più imbarazzante, ritengo con certezza di non essere una persona nota per la precocità.
Contando che ci sono ragazzini al giorno d'oggi che dopo aver fatto sesso vanno a guardare Dragonball per questioni di età anagrafica o mentale, non mi vergogno neanche troppo.
Un po sì.
Ma avendo ora saputo che avrò un lavoro inerente ai miei studi e in tempi difficili come questi, ora sono felice.
Ora che ho dei soldi miei potrò finalmente sposare su internet un'ucraina che si rivelerà in seguito un transessuale con una causa in corso per malpratica chirurgica.
Questi sì che sono progressi!

venerdì 30 marzo 2012

Feltrinelli fa schifo!

Ammetto che mi sono organizzato male oggi per fare le mie compere ed è stata stupida l'idea di andare al Feltrinelli in centro, quando potevo comodamente andare a un altro dalle mie parti.
Ricordando che un tempo era una vera libreria e che è più grande, pensavo che l'avrei trovato più fornito. Grosso errore.
Feltrinelli non è più una libreria. E temo che non sia l'unica che ha scelto questa triste politica
Ha deciso di prostituirsi, allargando il mercato e i prodotti che vende.
Ha allargato il reparto dove sono distribuiti film e musica, ha allargato quello per videogiochi, ha allargato il reparto cartolibreria E cosa secondo me più ridicola fra tutte, ha inserito un piano bar Si tratta di un bar, identico a tutti quelli che vedi in giro, magari un poco più pulito, dove le persone si siedono ai tavoli, spesso a leggere un libro appena comprato.
Ammetto di venire da una famiglia che dà una certa importanza alla cultura, con un padre per un amore per i libri che scade quasi nel feticismo e in aggressività per chi rischia di rovinargli un libro
Da noi se leggi, devi leggere e basta, solo raramente ti puoi permettere di fare qualcos'altro in contemporanea, al massimo sentire un po' di musica.
Fatto sta che il seguente scenario mi disturba
Persone con occhiali hipster, col cappuccino al ging-seng magari col Mac collegato al wi-fi, dall'abbigliamento ricercato, elegante o volutamente trasandato che sembrano gridare guardate, sono una persona colta che legge un libro!
Questo è la morte della cultura,una persona che vuole far sapere di essere colta, dando così più importanza a quello che gli altri pensano di lei piuttosto di quello che è lei veramente, è una persona che non ha capito un cazzo della cultura
In una libreria seria, non si mangia, non si beve, non si ascolta musica, non si rimorchia, si comprano libri da iniziare a leggere sul posto o da portare a casa!
Ulteriore cosa
Si sono prostituiti per allargare la clientela.
I primi sentori di questa cosa iniziarono a esserci quando accolsero fra i libri che vendono quelli di Moccia. Ma il business è business, purtroppo occorre abbassare i livelli.
Ma io dico, se proprio dovevate allargare la clientela, potevate farlo bene?
Oggi dovevo comprare un cazzo di biglietto d'auguri e l'ho cercato lì.
Ce n'erano 4 e facevano tutti cagare.
Un poster di un gruppo musicale non ce l'avevano, perché in zona li vendeva Ricordi (che in queste settimane è chiuso). Cerco di prendere l'ultimo libro di Martin per me e ci metto 10 minuti per trovarlo perché i 2 libri che hanno sono pure ordinati male.
(Vorrei anche aggiungere che chi compra il libro de Le cronache del ghiaccio e del fuoco con l'immagine in copertina del Telefilm Game of Thrones, fa un errore. In questo modo, i pochi eletti come me che conoscevano la saga da prima che il telefilm nascesse, si sentiranno in diritto di guardarlo dall'alto in basso).
Concludendo
Una volta Feltrinelli era un libreria, vendeva libri
Poi hanno deciso di dover vendere anche cassette, DVD, videogiochi, quaderni, caffè e cornetti
Hanno dovuto dare meno spazio ai libri, quindi ne avranno e ne venderanno di meno
Ma anche gli altri prodotti che cercano di piazzare non sono competitivi, perché ora Feltrinelli non sarà più né una libreria, né un negozio di musica, né un negozio di computer, né un bar Né carne né pesce
Ok, sarà pure vero che si vendono meno libri perché gli italiani sono più ignoranti, ma ora che vedo l'abilità nel darsi la zappata sui piedi da parte di chi cerca di vendere libri inizio a capire che non si può dare solo la colpa agli italiani!

giovedì 29 marzo 2012

Senza Fede non c'è salvezza

Cattive notizie per chi si ostina a guardare la televisione.
Il miglior comico della televisione italiana non c'è più: Fede non condurrà più il TG.
Cosa dovranno fare ora gli italiani per farsi quattro risate, saranno costretti a guardarsi Zelig e Colorado Cafe??
Vai a capire il perchè di questa sua uscita di scena.
Anche la Mediaset vive la crisi e ha deciso di tagliare un po' di gente.
Perchè anche Fede, il più fedele paladino del padrone?
Forse perchè, ora che il PdL deve baciare la mano di Monti, le uscite del fedelissimo Emilio Fido sono fuori luogo.
Chissà come la prenderà?
Si godrà la discreta pensione milionaria in silenzio o se la prenderà?
Chissà, magari in seguito a un simile tradimento lo troveremo entro un anno a criticare il suo vecchio datore di lavoro, ma è troppo presto per fare pronostici.
Di sicuro a molta genta non mancherà.
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mercoledì 28 marzo 2012

Libertà d'espressione: indietro tutta.

Si stava meglio quando si stava peggio?
Forse no, sicuramente bisognerebbe fare un bell'elenco dei pro e contro rispetto all'età di riferimento. Una cosa è però certa: su alcuni punti i progressi non sono tanti.
La libertà di espressione è uno di quei punti.
È un progetto riuscito a metà.
Un tempo il mondo era dannatamente pudico e moralista, l'esposizione pubblica del nudo era proibita anche nelle sue forme più accennate, ora molti di questi tabù sono stati abbattuti.
Si aprono una decina di discorsi su quanto questa sovraesposizione possa essere dannosa per i nostri figli e favorevole per il degrado dei valori...ma questi discorsi non mi interessano minimamente. Che sia un bene o un male, ora le persone sono libere di esporre pubblicamente le nudità proprie e altrui.
Personalmente non credo che la mia vita sia cambiata in meglio o in peggio grazie a questa cosa.
Gli uomini da sempre hanno avuto accesso o quantomeno la possibilità di assistere al nudo femminile, anche nelle ere più bigotte della storia. Solo che in quel caso lo si faceva di nascosto nelle case chiuse.
Resta il fatto che - ripeto che non mi interessa dire se sia un bene o un male - ora la libertà d'espressione per quanto riguarda la libertà dei costumi è permessa.
Ma questa libertà d'espressione non è completa.
La libertà d'espressione ha raggiunto il suo culmine fra gli anni' 60 e '80 e un pezzetto dei '90. Ed è stata mutilata dal politicamente corretto, che tutt'ora imperversa.
Siamo liberi di parlare di sesso, di dare la nostra opinione sul mondo, di improvvisarci esperti pur non essendolo in qualsiasi campo.
Ma dobbiamo stare attenti alle parole che utilizziamo.
Guai a chi offendere qualcuno o qualche minoranza etnica o sociologica a esso collegata!
E qui vorrei di nuovo sottolineare che gioca un ruolo fondamentale questo stucchevole pacifismo utopico di seconda mano che attanaglia migliaia di benpensanti.
Queste paure a volte raggiungono livelli estremi.
È successo in Inghilterra, che fino a poco tempo fa ero abituato a considerare come un paese civile. Un ragazzo è stato condannato a 56 giorni di prigione con l'accusa di istigazione all'odio razziale per aver esultato dell'arresto cardiaco di un giocatore nero (nero, belli miei, non di colore, che come termine a questo punto è anche più razzista!). Questo è davvero ridicolo.
Ridicolo perché è anche ovvio che a questo tifoso non gliene fotteva niente del colore della pelle del giocatore, ma più probabilmente lo odiava perché faceva parte di una squadra che va contro la sua!
Il suo gesto può essere pure di cattivo gusto, ma vi sembra possibile che io debba rischiare il carcere perché godo pubblicamente della morte di una persona che mi sta antipatica?!
Follia pura!
Questa non è libertà d'espressione.
Possiamo mostrare e osservare culi e tette a tutto spiano, abbiamo il diritto di dire pubblicamente stronzate inenarrabili (cosa secondo me di gran lunga più grave del diffondere immagini oscene!) e non possiamo dire cose che danneggiano verbalmente qualcuno?
Non parlo solo di insulti diretti, ma anche di termini che colloquiali che richiamano a un'immagine
dispregiativa di una particolare minoranza svantaggiata, quali spastico, frocio, grassone, zingaro, mongoloide, ritardato, cerebroleso, zoccola, negro e via dicendo.
A questo punto tappiamoci direttamente la bocca!
Non dico di essere in grado di dire solo cose negative sul mondo e sulle persone, ma in questo modo almeno metà dei discorsi che faccio non li potrei mai più fare!
Questa non è libertà d'espressione, la gente deve aver il diritto di dire quello che pensa, a prescindere da quanto sia fuori luogo.
Come la maglietta Fornero al cimitero. Ok, è di cattivo gusto. Ma chissenefrega! Invece ecco che stava per crollare la seconda Repubblica per una frase simile.
Ovviamente la gente fa casino per stronzate simili quando dall'altra parte della barricata se ne sono dette di molto peggiori. Ma questo è una cosa tipica di noi italiani: due pesi e due misure!

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venerdì 23 marzo 2012

Codardi

Si parla di articolo di 18 e relativo abbattimento.
Indignazione di tutti naturalmente.
A poco servono i pochi discorsi su quanto sia necessario fare un passo avanti, sul fatto che il posto fossi sia obsoleto e sul fatto che lo voglia l'Europa.
Tutte cazzate.
Potrà pure essere vero che molti (non tutti!) lavoratori italiani siano dei lavativi intoccabili grazie a questo articolo, ma delle tante cose che vanno fatte con urgenza in Italia questa è probabilmente agli ultimi posti in una lista di 10 riforme realmente necessarie.
L'abolizione dell'articolo 18 non ci aiuterà, poco ma sicuro, sarà la gioia di un paio di industriali incapaci che riescono a tirare avanti solo grazie a un costo del lavoro degno degli standard cinesi, senza contare il fatto che la concorrenza dei cinesi e degli altri paesi in via di sviluppo sarà sempre in grado di spazzarli via in ogni caso.
Ma andiamo in fondo alla cosa, invece che additare il nostro Governo di ladroneria.
Non è Monti che vuole abbattere il posto fisso.
Prima di lui ha cercato di farlo Berlusconi.
Da anni economisti e sociologi attaccano il posto fisso come genere di lavoro che genera il ristagno dell'economia, elogiando il posto fisso.
Non è una novità che Monti, abituato da una vita al posto fisso, si contraddica esaltando il lavoro precario.
Se gli italiani avessero avuto voglia di leggere un libro di economia, ma anche una pubblicazione divulgativa a prova di idioti, si sarebbero accorti che sono almeno 10 anni che economisti e sociologi spingono per il lavoro precario anche se sono loro dei classici esempi di lavoratori a posto fisso. Il problema è che gran parte degli italiani ha grossi problemi coi libri.
Certo, il mondo e l'Italia in particolare è pieno di laureati che muoiono di fame, ma questo dimostra una cosa nel caso degli italiani: l'ignoranza non paga.
C'è qualche speranza per quelli come me.
Forse.
Altro punto.
Come ho già detto, anche Berlusconi ha provato più volte a fottere l'articolo 18. E gli è andata male quando c'era bisogno dell'appoggio popolare. Ma ora c'è il Governo tecnico e il popolo, dopo aver fatto per 2 volte la cazzata di portare Berlusconi al potere, è stato per il momento messo da parte. Il problema è che il popolo si è già dimenticato che Monti non è il primo a voler attaccare l'Articolo 18 e non sarà l'ultimo. Ma gli italiani è come se non avessero capito che anche al prossimo momento succederà la stessa cosa se l'abolizione dell'Articolo non passa.
Qui viene l'altro grosso problema degli italiani: non ricordano il passato e non hanno la lungimiranza per guardare al futuro.
Ma non sempre.
A volte gli italiani guardano al futuro.
Quando si tratta di farsela sotto.
Perchè, diciamocelo, siamo in crisi.
Ma da quanto tempo diciamo che siamo in crisi?
Quand'è l'ultima volta che si è sentito in questo periodo l'Italia va a gonfie vele?
E non parlo delle dichiarazioni di Berlusconi e dei suoi pupazzetti dell'ultimo Governo, neanche di quelle fatte da Prodi.
Parlo delle dichiarazioni degli italiani.
Ebbene, gli italiani vivono la crisi da praticamente sempre.
C'è crisi.
Questa frase l'avrò sentita un migliaio di volte, da prima di Monti, da prima di Berlusconi, anche durante il Governo Prodi Bis.
Chi è secondo voi che dice questo tormentone più spesso degli altri?
Gli imprenditori, quelli che ti dicono questa simpatica cosetta quando ti presenti al colloquio.
A tutti i livelli, nelle imprese, nei progetti del sociale, nelle cooperative, nelle scuole, negli ospedali, nei negozi, nei supermercati.
Non possiamo assumerti, c'è crisi.
Ti dispiace se lavori anche questo pomeriggio? Non ho potuto assumere altre persone per aiutarti perchè c'è crisi.
No non possiamo fare questo progetto ora perchè c'è crisi.
Non possiamo licenziarti perchè la nostra azienda non può farlo per l'articolo 18, però se ti licenzi tu ti dò la liquidazione (o almeno gli stipendi arretrati) e stiamo tutti a posto come prima. Sai com'è: c'è crisi!
(Altro mito da sfatare. L'articolo 18 è già carta straccia in molte aziende che, anche se non fanno contratti ridicoli che rendono l'articolo 18 comunque inutile, trovano spesso in ogni caso qualche escamotage col quale fregarti senza apparire irregolari.)
Questo ti dicono, anche mentre alla televisione si vedo file chilometriche davanti a TRONY per il nuovo i-pad.
C'è crisi.
Questo tormentone ha avuto il boom con Monti, ma era già precedentemente presente, a prescindere dall'ottimismo irreale presentato da Emilio Fede sotto Berlusconi.
E a questo punto mi faccio delle domande.
Ma è vero che la crisi c'è sempre stata?
E anche se fosse vero, cosa impedisce a un'impresa di investire in un periodo di crisi e puntare, una volta tanto, sulla qualità?
Perchè è questa la situazione dell'Italia e dei suoi imprenditorucoli: sono così codardi che smettono di investire anche mesi prima di una presunta crisi.
E impresa, nella sua accezione etimologica, deriva proprio dal rischiare i propri investimenti in un'attività.
Un imprenditore codardo, piccolo, medio o grande che sia, ha sbagliato il suo lavoro.
Cosa fa in tutto questo il lavoratore?
Cerca di buttarsi sulla libera professione? No, per quello ci vuole un'istruzione e l'italiano è troppo ignorante per averla, oltretutto è un investimento ed è troppo codardo anche lui per investire.
Cerca di emigrare? No, mica posso lasciare mamma papà, la ragazzetta e gli amici del baretto!
Tira fuori il fucile e tenta la rivoluzione? No, io sono pacifista!
E allora che fa?
Si lamenta, posta link indignati contro monti su facebook, al limite ogni tanto fa una manifestazione in piazza.
E a quel punto si capisce abbastanza bene che il problema di tutto questo non è solo di Monti, non solo degli imprenditori, ma anche degli italiani stessi.
Perchè la maggiorparte di noi italiani è decisamente troppo codarda per smuoversi dalla crisi.
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giovedì 15 marzo 2012

Alla prossima invasione

Premetto che ultimamente guardo pochissimo la televisione.
Forse perché ho un sacco di cose da fare, forse perché ogni volta che sto in palestra gli unici canali mettono sempre Money Drop, Friend Zone e Disaster Date, rischiando di causarmi non pochi conati di vomito. Fatto sta che ho perso quella finestra privilegiata sul mondo e, a parte quei 2-3 amici imbarazzanti di Destra che ho su fb, non sono in grado di capire quanto la gente comune è stupida. Fatto sta che ho notato una cosa.
Da tempo non sento quel puzzo d'odio che si respirava negli anni passati.
Dove sono finiti i rumeni? Quei cattivi, sporchi, stupratori e ladri di soldi e lavoro, che fine hanno fatto?
Tempo fa si sperava di addossare agli stranieri le colpe di noi italiani, ma ormai è evidente che i mille problemi dell'Italia sono causati dagli italiani stessi.
Ovviamente la gente comune capisce i messaggi semplici, le logiche rigide e semplicistiche di chi vede un solo colpevole e non riesce ad avere la visione d'insieme.
Se prima la colpa era dell'albanese o del rumeno che ti fotteva il lavoro o la ragazza, ora l'italiano accusa il politico, il banchiere o l'evasore e non capisce che per risolvere una crisi come questa è inutile puntare il dito contro il presunto colpevole.
Perché i colpevoli non si contano sulle punta delle dita, ma sono molti di più.
Per ora lo straniero non è più colpevole dei nostri problemi, anche se ogni tanto ci sta qualche nazionalista mascherato da patriota ed economista di bassa lega che accusa la Merkel dei nostri problemi.
Ma Monti non durerà per sempre.
Le cose potrebbero migliorare o - più probabilmente - peggiorare.
E a quel punto si ritornerà all'arcaico passatempo di attacco allo straniero e all'immigrato.
Quale sarà la prossima etnia che l'italiano prenderà di mira?
Una volta era l'albanese, un' anno fa era il rumeno. Ora a chi toccherà?
Ecco una possibile lista
  • I libici = reduci di una dittatura barbara (che fino a un paio d'anni fa noi stessi appoggiavamo) sono troppo selvaggi per piacere a noi italiani e non sono neanche bravi come gli egiziani a fare i pizzettari. E il ruolo delle donne è indegno per noi occidentali civilizzati che diamo il permesso alle nostre donne di mostrare la farfallina
  • I greci = In fondo tutto è cominciato da loro. È improbabile che per loro valga la pena arrivare in Italia quando la Germania è pure più vicina. Ma mai dire mai
  • Gli intellettuali = Non importa se gli intellettuali in questione sono nati e cresciuti in italia, per l'italiano medio l'intellettuale (quello vero, mica parliamo di Vittorio Sgarbi!) è uno straniero, dato che per campare bene deve inevitabilmente fuggire all'estero. Perché gli italiani dovrebbero imparare il congiuntivo, sta per caso scritto su qualche libro? E che cazzo è un libro?!
  • I pirati fantasma = Perché no? Strano ma credibile!
  • I cinesi = Sono tanti, bassi e con gli occhi a mandorla. E le loro borsette da 3 euro fanno concorrenza alle borse italiane in pelle umana cucite da giovani vergini laureate con la fedina penale pulita
  • Qualunque paese che si candiderà alle prossime Olimpiadi = Non dite all'italiano medio che sarebbero costate un occhio della testa, qui ne va del prestigio nazionale!
  • Di nuovo gli albanesi = Tanto chi si ricorda che è successo quando c'era ancora la Lira?


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domenica 11 marzo 2012

Gente sveglia

Chi l'avrebbe mai detto che la Lega avrebbe potuto appoggiare un progetto del Governo in questo periodo. Roberto Cota è favorevole alla TAV perché altrimenti quei soldi provenienti dai Fondi Europei andrebbero al sud per il ponte sullo stretto o la Salerno Reggio Calabria.
Perché il Piemonte dovrebbe meritare di più i soldi del Sud? Anche il Sud fa parte dell'Europa. Ma fare questo discorso a uno come Cota è difficile, dato che va in scompenso anche solo se gli fate vedere una cartina dell'Italia che mostri anche Campania e Sicilia. Fra l'altro il Sud ci ha dato la mafia e la monnezza, ma il Piemonte ci ha regalato i Savoia e la FIAT. È una bella gara a chi ha fornito il contributo più imbarazzante!
Dev'essere stata dura per un leghista come lui scegliere se era meglio criticare il Governo o mettere le mani sui Fondi Europei, Fondi che andrebbero vietati a qualsiasi leghista dato che è folle per chi crede nell'Europa pagare anche solo un caffè a gente che ha problemi a riconoscere perfino la legittimità di uno Stato esistente perché crede nella sovranità di un altro Stato che esiste solo nelle teste dei suoi amichetti di Partito.
Certo, spenderli per il ponte sullo stretto potrebbe pure essere comprensibile da criticare, dato che è un'opera ancora più ridicola della TAV, ma criticare la costruzione - o meglio la fine degli infiniti lavori - della Reggio Calabria è davvero una cosa senza senso.
Ma ha mai provato ad andare al Sud per vedere quanto ci sarebbe bisogno che qualcuno terminasse quella cavolo di autostrada?! Ovviamente no.
Ma non si deve preoccupare il caro Robertino, tanto gli investimenti seri al Sud non si fanno dalla caduta del Regno Borbonico.


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sabato 10 marzo 2012

Avrei delle domande

Monti, che ci piaccia o no, è ancora al potere ed è probabile riuscirà a mangiare almeno la colomba se tutto va bene. Io da tempo sono un fiero sostenitore del male minore e di lui non mi sono lamentato. A volte penso che forse sarebbe stato meglio se la Sinistra (ridarella) avesse tentato le elezioni anticipate, ma un tentativo simile sarebbe significato una possibile conferma di Berlusconi e ogni volta che vedo Vendola o Bersani (o Di Pietro, che ormai ha preso la sua strada) penso che sarebbero potuti essere così inetti da perdere di nuovo. E comunque la storia non si fa con i se. Va comunque detto che ho delle perplessità riguardo a Monti, magari non mi posso dire deluso, dato che per essere delusi bisogna avere tanta fiducia in qualcosa e io l'unica cosa in cui sono disposto a riporre tanta fiducia in questo paese è il bidet.
Ci sono delle cose che non capisco.
Alcune domande che mi faccio sono retoriche e hanno una risposta abbastanza chiara.
Perchè Monti sta ammazzando di tasse solo i poveracci? Perchè i poveracci, a differenza di politici, ricchi e preti, non hanno potere contrattuale.
Perchè Monti sta insistendo sulla TAV e - appena potrà - ripartirà anche con le centrali nucleari? Perchè lo vogliono francesi e tedeschi e noi siamo i loro schiavi. Lo siamo sempre stati, ogni tanto l'Italia ha provato a darsi arie di finta indipendenza, ma sono stati tentativi ridicoli e poco duraturi. Almeno Monti sta ufficializzando la cosa.
Perchè Monti non risolve la questione della Giustizia e delle televisioni.
Perchè Berlusconi e la sa sua marionetta da ventriloquo Alfano non vogliono ed avendo dalla loro più di metà dei parlamentari, più quella ventina di politici confusi, masochisti e acquistabili, e potrebbero far cadere Monti se si sentissero attaccati.
Però ci sono delle domande che mi rimangono irrisolte. Forse sono retoriche come quelle che ho presentato, forse no.
  1. Perchè Monti non dichiara apertamente guerra alla Lega? La Lega non appoggerà mai questo Governo, non ha mai avuto progetti alternativi fattibili a qualsiasi Governo e l'ultima volta che si è comportata come se li avesse ci ha rovinati. La Lega ora è sola, senza l'appoggio di Berlusconi (per ora almeno), in procinto di dividersi (quale ironia!) e vittima di scandali di corruzione. Perchè Monti deve cercare dialogo con un Bossi biascicante che pensa solo ad attaccare e non gli rende pan per focaccia?
  2. C'è crisi. Perchè non ritiriamo le truppe dall'Afganistan?
  3. C'è crisi. Perchè ci ostiniamo a voler prendere questi maledetti caccia F-35? Non siamo in guerra con nessun paese per il quale valga la pena spendere troppi soldi. Anche se lo fossimo facciamo parte della NATO e, onestamente, non vedo perchè dobbiamo spendere soldi in tempo di pace per far finta di non essere succubi degli americani
  4. Monti è stato convocato come tecnico fondamentalmente per far recuperare all'Italia credibilità sul piano economico e attuare quelle riforme che i Governi precedenti non avevano avuto il coraggio di fare. Monti si dirà soddisfatto una volta che verrà risanato il famoso spread che, da come si sta comportando, sembra che lo consideri indipendente dalla ricchezza degli italiani. Una volta risanato lo spread e rassicurato l'Europa sul fatto che l'Italia ne vuole fare parte senza tutte quelle facilonerie che l'avevano fin'ora caratterizzata, cosa farà Monti? Si ritirerà in quanto tecnico e darà il via alle elezioni o resterà?

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giovedì 1 marzo 2012

Ci conviene?

La democrazia è una fregatura.
Non tutta la democrazia, ma lo è almeno quella italiana in questo periodo.
Ma non perchè la democrazia in sè sia un fallimento, forse neanche quella italiana lo è a livello ideale. Qualcosa o meglio qualcuno l'ha fatta fallire. E il problema non sono i politici come tutti sperano di far credere, il problema è anche degli italiani.
Inutile dire che i problemi reali che userò per argomentare questo discorso sono messi in secondo piano dalla morte di Lucio Dalla (per carità, mi dispiace pure!) o del meno famoso Germano Mosconi.
Il primo è un problema per niente recente, che ci portiamo dietro da quasi 10 anni: la TAV.
Il secondo è invece fresco e tragicamente trascurato: l'innalzamento (l'ennesimo oserei dire) delle imposte indirette.
Il primo elemento mette in chiaro il primo tragico limite della democrazia, che sarebbe già dannoso di suo, ma lo è anche di più se contiamo che in questo caso l'italia l'abbia messo in atto in maniera scorretta.
Qualcuno degli abitanti della Val di Susa vuole la TAV?
Assolutamente no!
Lo schema è semplice. Chi ha diritto di decidere se costruire un'opera pubblica in un certo territorio? Non mi andate a dire che dev'essere una decisione presa di comune accordo da enti locali e imprese di costruzione perchè così non si deciderà mai!
Nessuno è disposto ad accettare di ospitare un'opera che ritiene inutile e dannosa per l'ambiente e la salute. Gli abitanti di quella zona ritengono che la TAV sarebbe dannosa per l'ambiente e inutile per loro e inutile in generale.
Questo pensano.
Onestamente non mi interessa sapere se loro hanno ragione o torto, l'unica cosa che conta è che loro non la vogliono per una serie di motivi e probabilmente continuerebbero a non volerla neanche se ci fossero degli studi riconosciuti e solidi che ne dimostrano la validità e non intrusività ecologica.
Se una persona ti dice no in maniera chiara e netta e non si mostra propenso a cambiare idea, a prescindere dalla validità delle sue argomentazioni, puoi fare solo due cose se segui il buon senso: o rispetti la decisione di quella persona e la lasci in pace o la forzi.
Cosa hanno fatto i Governi negli ultimi 5-6 anni, da Prodi bis a Berlusconi tris, fino ad arrivare a Monti? Nessuna di queste due cose.
Ogni volta il Governo di passaggio ci provava, riceveva le critiche dell'Anti TAV, ma continuava lo stesso, magari c'erano manifestazioni, scontri, arresti, casini, magari anche imbarazzi e conseguenti perdite di voti in alcuni casi.
Fatto sta che, una volta caduto quel Governo, il successivo Governo ci riprovava.
Ci ha provato Prodi, ci ha provato Berlusconi e ora ci sta provando Monti.
A che cazzo serve tutto questo?
Se hanno detto no a Prodi meno di una decina di anni fa perchè dovrebbero dire sì ora a Monti?
Mettiamo anche in conto che parliamo di un progetto che vale miliardi che sta ancora fermo, che a ogni Governo che subentra è sempre più obsoleto e che ogni volta che viene riproposto ci costa in termini di manifestazioni e conseguenti mobilitazioni di poliziotti.
I valsusini non vogliono la TAV. Non la fate e basta, risparmiamo i soldi della TAV e di tutti i danni che causerebbero queste manifestazioni e vaffanculo!
Oppure si sceglie il progetto opposto.
Vogliamo la TAV, mentre i valsusini sono troppo stupidi per apprezzare. Prendi l'esercito, occupa militarmente la zona con gli alpini e riempi di mazzate chi ha qualcosa da dire.
Queste sono le soluzioni, bisogna sceglierne chiaramente una, non alternare le manganellate a una disperata ricerca di compromesso per far ragionare i valsusini o aspettare che cada Monti per riproporglielo l'anno prossimo, proponendo lo stesso progetto, più vecchio di un anno!
Ma noi siamo in Italia e le soluzioni chiare non ci piacciono. Non siamo abbastanza liberali da essere realmente democratici, nè abbiamo abbastanza palle da imporre dei progetti che riteniamo importanti perchè sennò abbiamo paura che gli altri pensino che si ritorni (di nuovo) alla dittatura.
E quindi optiamo per un modello dove vengono prese decisioni inique perchè siamo governati da pezzi di merda e in tempi lunghi perchè vogliamo far credere di vivere in una democrazia dove tutti hanno diritto di dire la loro.

Il secondo punto è ancora più tragico, perchè ci fa capire che presto sentiremo dolori: l'aumento delle imposte indirette.
Monti vuole soldi in fretta.
Deve tassare gli italiani.
Tasse alla Chiesa? Non se ne parla!
Tasse ai ricchi? Ma siamo scemi?
Tasse ai soliti poveracci. OK!
Come le mettiamo queste tasse?
Quando si è parlato di tasse tutti hanno iniziato a protestare, anche fortemente.
Lavoratori, sindacati, politici che cercavano di fare casino.
Oggi non hanno detto niente.
Ma io dico, siete imbecilli?
Chi colpisce l'imposta diretta?
Tutti. E ovviamente i poveracci sono quelli che prendono più mazzate.
Ma non se ne rendono conto.
Mi è capitata di sentirla già questa storia all'Università.
Riassumo ai minimi termini.
Nel corso di Laurea si devono fare 10 esami grossi all'anno, dove vi sono in media 4 libri a esame da studiare.
Gli studenti protestano perchè gli esami sono troppo pesanti. Vorrei sottolineare che nella maggiorparte delle Università molti studenti non capiscono un cazzo, quelli che fanno i rappresentanti sono quelli che ci capiscono di meno e pretendono lo stesso di dire ai professori come insegnare le loro materie, anche quando sono iscritti alla triennale da 8 anni.
A questo punti gli organizzatori della didattica cambiano l'ordinamento degli studi e spezzettano gli esami.
Si passa a 20 esami piccoli all'anno, in media vi sono 2 libri a esame. (Tralascio il discorso su quanto peggiori in questo caso la qualità della formazione).
Direi che non ci sono miglioramenti se sapete fare le moltiplicazioni.
Ma non finisce qui.
Siete sicuri che tutti i professori siano disposti a fare un esame che vale metà di quelli del vecchio ordinamento? Non molti. Qualcuno non lo accetta perchè ritiene che le conoscenze che trasmetterebbe non sarebbero sufficienti, qualcuno lo fa perchè si sente minacciato nel suo ruolo di potere. E molti di questi professori se ne fregano del tetto massimo di libri imposto, finindo per mettere gli stessi libri di prima o un libro in meno nel migliore dei casi.
Questo è quello che è successo da me e, probabilmente, in molte altre Facoltà.
Gli studenti (i cui rappresentanti non capiscono un cazzo) hanno protestato, i professori sono venuti incontro alle loro richieste prendendoli per il culo e in più le piccole lobby di potere hanno rincarato la dose.
Questo succede in Italia.
Il potente decide. Sempre.
Il poveraccio protesta. Sempre. E male.
Il piccolo grassatore non la dà mai vinta al poveraccio. Ha sempre il suo spazio preservato dal potente e, anche se il potente emana leggi che formalmente lo contrastano, finisce che continua a campare col suo piccolo pulcioso feudo da grassatore.
E il poveraccio prima o poi si sveglierà, ma il più delle volte la sua sarà una fiacca e sconclusionata protesta.
Che perpetuerà di nuovo questo circolo.
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.