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sabato 28 aprile 2012

Questa è cattiveria

Dal primo giugno l'ATAC non emetterà più tessere mensili, solo abbonamenti annuali. E niente riduzioni per gli under 26 o riduzioni per pensionati.
Io ho una mia teoria.
La mia teoria è che l'ATAC sia un'associazione dedita al male, che trae piacere dal fare soffrire i suoi poveri utenti.
Non c'è altra spiegazione sensata altrimenti.
Abolire le agevolazioni in un servizio che già si era previsto diventasse più costoso (i biglietti saliranno dal 1 a 1 euro e 50) senza che la qualità scadente accenni a migliorare, contando che tutto questo costringerà le persone a prendere più spesso la macchina e a peggiorare ulteriormente il traffico e l'inquinamento a Roma, può essere compreso solo se gli scopi di chi ha avuto un idea simile sono volti al sadismo.
In quel caso sarei disposto ad accettare l'ATAC come Istituzione, perchè in quel caso sarebbe perfettamente coerente con la sua mission.
Poi la gente si chiede perchè uno non timbra il biglietto...


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martedì 24 aprile 2012

C'è poco da festeggiare

 Domani è il 25 aprile, festa della Liberazione.
Per gran parte degli italiani sarà fondamentalmente una scusa per andare a fare il Ponte.
La maggiorparte si dedicherà a un patetico feticcio di vacanza, bruciandosi così quei pochi risparmi che avrebbe potuto gestire meglio e invece spenderà per trovarsi in mezzo al traffico per raggiungere una ridicola località di mare stranamente gettonata o imbastire un pic nic in mezzo alle formiche e/o le cartacce dei vicini.
Qualcuno resterà a casa. Un'altra significativa minoranza, avendo soldi a pacchi nonostante le lamentele contro Monti, potrà permettersi una vera vacanza e in ogni caso non credo che penserà al 25 aprile mentre subisce un massaggio tailandese con happy end. 
Sì, ci sarà chi ascolterà l'accorato discorso di Napolitano e scoprirà cosa ne pensa Monti. Probabilmente ci sarà anche il solito fascista che dirà l'inevitabile cazzata che scatenerà le polemiche.
Un grandissimo divertimento insomma!
C'è poco da festeggiare, basta aver studiato uno sputo di Storia.
Festa della liberazione dicono, pensando che una simile ricorrenza debba avere la stessa dignità delle omologhe feste in Francia, Ex Jugoslavia o qualunque altro teatro della Seconda Guerra Mondiale.
Bisognerebbe pensare alle imbarazzanti differenze fra noi e il resto d'Europa.
Purtroppo, la Liberazione d'Italia è completamente diversa da quelle avvenute in tutti gli altri paesi belligeranti. Innanzitutto, la Resistenza italiana avviene in un paese alleato con quelli contro cui la Resistenza combatteva.
In secondo luogo, se la Resistenza italiana è stata relativamente fiacca rispetto alle omologhe greche, jugoslave, francesi, polacche e compagnia bella, va anche detto che la parallela invasione degli alleati in Italia fu altrettanto fiacca.
Mentre lo sbarco in Normandia del '44 fu discretamente condotto a livello tattico e strategico e ben coordinato con la Resistenza Francese, l'invasione dell'Italia del '43 fu gestita da completi imbecilli. Per intenderci, nello sbarco a Salerno, ad Anzio e nella battaglia di Cassino, i tedeschi inflissero una marea di perdite agli anglo americani, che riuscirono ad avanzare di qualche metro solo grazie a una netta superiorità numerica e di mezzi e dopo aver distrutto quasi ogni cosa in zona con inutili bombardamenti a tappeto. Con la scusa che l'Italia era il ventre molle d'Europa, vennero mandati i generali più incompetenti, i cui errori servirono ai colleghi per fare qualcosa di meno idiota in Francia.
Se i comandanti alleati avessero avuto la lungimiranza di coordinarsi coi partigiani, dando loro armi e addestratori, magari le cose sarebbero andate meglio. Ma non è andata così.
I francesi hanno liberato Parigi con De Gaulle, gli jugoslavi hanno liberatoi territori occupati dai tedeschi sotto il comando di Tito.
Noi no.
Roma non è stata liberata dagli italiani, ma dagli americani. Certo, anche i francesi hanno liberato la Francia grazie agli americani, ma almeno Parigi l'hanno ripresa loro!
Perfino i francesi, che nell'ultima guerra sono stati militarmente inutili, perfino più incapaci di noi, possono dire di avercela fatta da soli.
Continuano le differenze fra noi e gli altri.
La Germania ha avuto il processo di Norimberga, tutti i gerarchi nazisti sono stati, in un modo o nell'altro fatti fuori dalla vita politica; i rigurgiti nazisti in Germania sono nati dopo 50 anni di RDT e sono in minoranza netta.
E noi?
I Savoia, principali sostenitori del fascismo non sono stati spazzati via come meritavano; Mussolini è stato fatto fuori, insieme ad alcuni componenti di spicco, ma chi non fu ammazzato durante i disordini ha vissuto senza problemi, per non parlare poi dei piccoli esecutori, dei gerarchi di basso calibro, di tutti coloro che appoggiarono il nazismo per meschinità e che, in virtù di questa meschinità non spiccavano.
Tutto a posto, chi si salvò durante la guerra potè stare tranquillo per tulla la sua iniqua vita.
Questa è l'Italia.
Possiamo perdere anche una guerra, ma al potere rimangono le stesse persone, al massimo fanno fuori gli esponenti di spicco, li si incolpa di tutte le colpe possibili e li si fa fuori.
Ma le cose continuano ad andare nello stesso modo.
Mussolini non fu destituito dal Popolo o dalla Resistenza nel '43, fu abbandonato dal Re, dal papa che fino a quel momento l'avevano appoggiato e fu fatto fuori dai suoi compagni di Partito.
Al suo posto venne scelto Badoglio, che avrebbe guidato il paese al posto suo.
Badoglio era, come dire...UN TECNICO!
Il problema degli italiani è che non hanno le palle per fare una Rivoluzione vera.
In quel caso ci siamo dovuti liberare di un dittatore grazie a una congiura di Palazzo e un'invasione da parte di un paese straniero, che poi abbiamo pure dovuto ringraziare per averci invaso, nonostante migliaia di morti, danni alle industrie e distruzione di monumenti.
Perverso, ma giusto: chi non ha le palle per fare una rivoluzione vera merita tutto questo!
Una rivoluzione seria consiste nell'abbattere chi la vuole impedire.
Chi la vuole impedire? È tutta colpa del pelato di turno? No.
La dittatura va avanti grazie a più elementi:
  1. Un dittatore (Mussolini)
  2. Un gruppo di persone senza senso di morale e giustizia che vuole e prende il potere (i fascisti e i Savoia, che speravano di controllarli)
  3. Un gruppo di persone che, per convenienza e/o stupidità, le vuole al potere (gli industrialotti incapaci, la borghesia retrograda e i soliti morti di fame che vedevano nel Fascismo un affare)
  4. Un gruppo di persone che non ha le palle per opporsi (quelli che accettarono il Fascismo senza fare niente per fermarlo)
  5. Un gruppo di persone di un altro paese o istituzione sufficientemente forte che vuole la dittatura (qualunque Paese che vedeva in Mussolini un alleato, e il Vaticano lo foraggiò ben prima della Germania nazista)
Mussolini ha avuto il potere per questo insieme di elementi.
La Resistenza si è limitata a colpire il punto primo, uccidendo Mussolini, ma Mussolini ormai era finito da quel dì, la guerra era quasi finita, il paese era ormai distrutto e avrebbe fatto una brutta fine in ogni caso. I fascisti e i perbenisti privi di testicoli possono frignare quanto vogliono di fronte alle immagini di piazzale Loreto, ma se lo meritava. Peccato che ci potevano pensare prima.
Questa non si chiama Rivoluzione, nello stesso modo in cui non possiamo chiamare torta la sola ciliegina.
Rivoluzione significa guerra civile.
Non ci vuole niente a maledire il dittatore, bisogna attaccare tutti i suoi compari, bisogna accusare quelli che hanno la faccia di culo di esaltarlo e appoggiarlo, bisogna attaccare chi non ha i coglioni per prendere una decisione chiara e schierarsi.
Il problema è che la gente deve capire che la dittatura non vive grazie al solo dittatore, ma grazie a tutti coloro che la perpetuano e in quel caso non c'è nenche bisogno di prendere a insulti il cretino che parla alla televisione, ma anche il vicino di casa, il vecchio rincoglionito alla fermata dell'autobus, il ragazzino confuso che parla di politca sul suo blog della mia fava, il tuo capo incapace che sfrutta le ingiustizie regolarizzate dal Governo.
Chi dice che non riesce a vivere sotto una dittatura dovrebbe farsi un cazzo di esame di coscenza e capire che la dittatura dura fino a quando uno non decide di prendere a calci in culo tutti coloro che la mandano avanti, dal dittatore al burocrate incapace che ne rappresenta il braccio esecutore, dal sostenitore tesserato al cittadino privo di spina dorsale che vota UDC e non fa altro che saltare sul carro del vincitore.
La Resistenza non si doveva limitare a far saltare un paio di bombe sui convogli di tedeschi e appendere il Puzzone a testa in giù.
È facile quando il nemico è di un altro paese o sta in un Palazzo del Governo irraggiungibile per tutti, quello che bisogna capire è che il nemico è più vicino di quanto sembri. Perchè il dittatore alla fine se ne va via, cacciato da uno straniero, da un suo stesso compare o perchè morto di vecchiaia, ma tutti coloro che lo sostenevano e che avevano ottenuto potere grazie a lui rimangono, e una volta fuori dalle palle il dittatore ci sono ancora.
Questo doveva fare la Resistenza: fare fuori tutti i gerarchi fascisti, i burocrati, gli intellettuali tesserati, i preti politicizzati, tutti coloro che tenevano in vita lui e che erano tenuti in vita da lui.
E non l'ha fatto, quindi tutta questa merda, insieme ai senzapalle che poi sarebbero diventati i sostenitori di Democrazia Cristiana, sono rimasti esattamente dove stavano. E ora ricicciano fuori.
La Resistenza ha perso il treno, avrebbe dovuto ammazzare molti più fascisti di quanti ne ha ammazzati. E per quei quattro maiali che hanno freddato allora i fascisti di oggi di oggi hanno pure la faccia di culo di farcelo pesare.
L'Italia ha avuto leader comunisti come Togliatti che non hanno avuto il polso necessario per cavalcare l'onda quando i fascisti erano in crisi, per questo l'Italia non è mai stata governata dai comunisti e se c'è qualcuno che lo pensa è perchè ha scambiato i film su Don Camillo e Don Peppone per dei documentari.
Vogliamo chiamare questa cosa Liberazione?

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lunedì 23 aprile 2012

Lo so io dove vi manderei...

Anche quest'anno si è scelto di andare a Budapest.
Non volendo fregature come l'anno scorso si è optato per una prenotazione mooolto in anticipo.
Prezzo comunque non indifferente.
Uno legge Budapest, volo a 19 euro, peccato che a questi 19 bisogna aggiungere una marea di tasse!
Il sito più sponsorizzato per i viaggi aerei è eDreams. Oltre alla visibilità ha il pregio di un semplice e comodo espediente che permette di vedere quanto si deve spendere per ogni passeggero, mentre molti altri siti mettono il prezzo totale.

Prima scoperta amara: la compagnia di bandiera ungherese non esiste più dall'inizio di quest'anno.
E noi italiani che frignavamo tanto per l'Alitalia!
Forse sbaglio, dato che per ora ho preso in considerazione solo il costo della vita, l'idea più esauriente ce l'avrò quando sarò lì e farò i paragoni a distanza di un anno che ci sono stato, ma per ora mi sembra che l'economia ungherese vada bene. Certo, politicamente stanno messi male a diritti civili, ma questo non si ripercuote sul livello economico. Almeno per ora.
In ogni caso si capisce quanto siamo diversi da loro.
Quando c'era Berlusconi stavamo sull'orlo del baratro economico, eppure Berlusconi fece di tutto pur di salvare una compagnia di bandiera scadente; loro, che ora stanno meglio di noi, appena vedono che la loro compagnia di bandiera perde colpi, la fanno fuori.
Dà da pensare.

Restano tutte le compagnucole aeree a basso costo, prima fra tutte RyanAir.
Questi simpaticoni si vantano tanto di essere a basso costo, peccato che, se vai a calcolare tutte le spese aggiuntive non coperte alle quali ti costringono, scopri che il risparmio si riduce a una decina di euro: se hai un bagaglio troppo grosso devi spendere 50 euro in più, col cazzo che ti danno da mangiare in aereo e l'areoporto all'andata e al ritorno e quello più scamuffo della zona e dovrai prendere in ogni caso i mezzi (che nella zona di Roma hanno prezzi degni di un volo a basso costo).
E qui viene il più grande e scontato nemico delle vacanze: i pochi soldi, che se combinati a gusti difficili rendono tutto impossibile.
Ultima sorpresina, scoperta proprio mente si stava per acquistare i biglietti, dopo aver storto il naso ed essendosi rassegnati a pagare i 50 euro per ogni bagaglio supplementare e a pianificare un lungo viaggio coi mezzi fino a Ciampino.
Altri 40 euro a persona per chi paga con carte di credito, qualsiasi carta di credito che non sia quella speciale eDreams. E, siccome non è possibile pagare in natura, col baratto o anche semplicemente in contanti, parliamo di un'ulteriore spesa supplementare.
Tanto per farsi 2 risate amare guardo il riepilogo costi: 50 euro a persona per il supplemento bagaglio a persona, 40 euro per il latrocinio-carta-di-credito, più un 100 e passa di tasse varie non specificate.
E 30 euro di sconto eDreams.
Non ho capito se questo l'hanno fatto perché ti stanno continuando a infinocchiare o perché ti stanno facendo capire che ti stanno prendendo per il culo e che ci provano pure gusto.
Risparmi 30 euro da una parte e te ne fottono 40 dall'altra.
Morale della favola: abbiamo prenotato Alitalia.
E abbiamo pure risparmiato.
Stupito e fomentato da quei prezzi che non mi sarei mai aspettato, vado alle preferenze dei pasti offerti dal volo e seleziono quello ebraico. Così per provare.
Ora speriamo di non venire dirottati da palestinesi che sparano a vista su tutti i sospetti cittadini israeliani...
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giovedì 19 aprile 2012

Frenate l'entusiasmo

L'UDC, il secondo Partito più merdoso dopo la Lega secondo il mio immodesto parere, si scioglie.
Non stappate lo spumante.
La cosa mi puzza.
Innanzitutto tutta la merda democristiana che ci troviamo in italia è peggio del T-1000 di Terminator 2: una volta morto si ricompone, sempre più letale.
Secondo motivo per cui frenare gli entusiasmi: sarà una coincidenza che si è sciolto ora, proprio dopo che Margherita e Lega sono state pizzicate da scandali finanziari imbarazzanti?
È ovvio che presto sarebbe emersa qualche magagna anche fra le loro fila e, se contiamo che lo scnadalo dei soldi della Lega era stato più pesante di quello della Margherita, è possibile che quello dell'UDC sarebbe stato ancora peggiore.
In fondo l'UDC è ammanicato coi preti e i preti hanno l'occhio lungo.
L'UDC smetterà di esistere mentre è ancora un partito grossomodo pulito.
Si ricomporrà in poco tempo perchè è nella sua natura, i soldi non mancano e chi sta nell'UDC è particolarmente flessibile e smart nell'uscire da un Partito ed entrare in un altro.
Un'occasione sprecata. Peccato.
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venerdì 13 aprile 2012

Piagnistei da filosofi

Incappando per sbaglio in un dibattito politico (di solito non li guardo per evitare un attacco d'ulcera) mi è capitato di imbattermi in un discorso trito già sentito, condotto dalla prototipica giovane precaria che parlava sulla condizione italiana.
L'invettiva in questione della tizia era concentrata sul fatto che gli esperti di selezione del personale nelle aziende ormai selezionano solo curriculum di laureati in Ingegneria ed Economia, scartando tutti gli altri percorsi universitari per la scelta.
E fin qui sono pienamente d'accordo con lei, dato che è abbastanza superficiale e stupido avere preferenze per sole due facoltà.
La selezione del Personale in Italia è fatta a cazzo anche quando non c'è di mezzo il nepotismo, fin qui siamo tutti d'accordo.
Dopodiché è arrivata la panzana: invece all'estero ti prendono a lavorare anche se sei lavorato in Filosofia.
Momento, frena un attimo.
È più che probabile che esista una persona valida laureata in Filosofia, come sicuramente esiste gente valida preparata in una lunga lista di altre Facoltà altrettanto ridicole.
Ma che senso ha affidare un ruolo aziendale a un laureato in Filosofia nel XXI secolo?
All'estero i laureati in Filosofia trovano lavoro. Perché all'estero sono più civili e sanno valutare le persone valide, mentre qui in Italia siamo troppo stupidi per valorizzare i laureati in Filosofia.
Questa mi sembra una fallacia bella e buona.
All'estero i laureati trovano lavoro perché all'estero QUASI CHIUNQUE trova lavoro se è riuscito ad ottenere un diploma universitario DI QUASI QUALSIASI TIPO in tempi ragionevolmente discreti.
Ma non c'entra un cazzo la Filosofia, all'estero assumerebbero in azienda un laureato in Filosofia come ne assumerebbero uno laureato in Giurisprudenza, Storia, Lettere, Psicologia, Sociologia.
Smettiamola di diffondere questa leggenda metropolitana secondo la quale chi ha una preparazione umanistica è più ricercato nelle aziende rispetto a chi ha conseguito lauree scientifiche perché chi viene da quel percorso è troppo inquadrato.
Questa è una pippa diffusa da chi studia materie umanistiche e deve convincersi di essere più fico dei colleghi che escono da Fisica, Matematica, Ingegneria, Biologia. Come quella che dice che chi ha fatto il Classico può iscriversi senza problemi a Medicina, Matematica, Ingegneria.
No, non funziona così, cari i miei piccoli filologi.
Viviamo in un paese umanistico che ancora crede di avere in tasca il modello vincente, mentre i laureati sono disoccupati e le imprese hanno livelli di concorrenzialità ridicoli.
Il fatto che in Italia un laureato in Filosofia non trovi posto in un'azienda perché ha una preparazione poco tecnica è una delle poche cose che ci permette di non stare al livello di Portogallo, Malta, Grecia o di quegli altri 2-3 paesi che possiamo ancora permetterci di prendere per il culo.

giovedì 12 aprile 2012

Nero Wolfe

Mi è capitato di vedere la prima puntata della nuova versione di Nero Wolfe.
Ciò che mi ha spinto a guardarla era fondamentalmente la presenza di Pannofino.
Sì, lo ammetto, non ho letto i libri da cui è tratta questa serie, nè visto uno sceneggiato meno recente e più fedele.
Sarà che sono una brutta persona...
Nero Wolfe (Francesco Pannofino) in questa versione all'italiana è un celebre investigatore che si è trasferito in Italia in seguito a dissapori in patria col capo dell'FBI.
La sua presenza a Roma attira inevitabilmente l'attenzione di procuratori, giornalisti, investigatori dilettanti e clienti.
Nero Wolfe è un burbero, un uomo con le sue abitudini, i suoi ritmi, i suoi capricci.
E odia le donne, troppo problematiche e ritenute da lui in grado di sconvoglere il suo equilibrio.
Wolfe è aiutato da Archie Goodwin (impersonato Pietro Sermonti) un assistente che segue pazientemente il capo nelle sue avventure e nelle sue bizzarrie e che, al contrario del datore di lavoro, adora le donne.
È buffo vedere questa coppia di personaggi, ancora più buffo se si pensa che qui le posizioni si sono invertite rispetto a Boris: a Boris è il personaggio di pannofino, quello che deve assecondare i capricci dell'attore prima donna impersonato da Sermonti, mentre qui le posizioni sono completamente invertite.
Veniamo alla qualità.
Anche se sono un grande estimatore di Pannofino, devo dire che mi sarei aspettato di meglio da lui, forse perchè sono abituato agli elevati standard di Boris e agli altissimi livelli di tutti gli attori doppiati da lui fino ad ora.
Meglio Sermonti contando che qui, al contrario, essendo abituato ai livelli di (finta) incapacità recitativa di Stanis a Boris, non ero partito con grandi pretese.
Altro punto dolente è che la fotografia del telefilm è molto artefatta. E lo dico io, che sono completamente ignorante nel campo!
Ultimo e più tragicamente importante punto: a parte Pannofino, Sermonti e un paio di altri attori degni di nota, la recitazione degli altri attori è pietosa.
Specialmente da parte delle donne, quasi tutte delle cagne senza appello, tanto per dirla alla Boris. E questo rende il film molto italiano, per dirla alla Stanis.
Credo di aver capito che il progetto non abbia avuto grande successo, almeno per quel poco che ho sentito.
Primi fra tutti sono i puristi di Nero Wolfe, che non hanno preso per niente bene questa trasposizione italiana. Personalmente credo che quella sia l'ultimo dei problemi.
Ritengo sia anche molto superficiale pretendere che un romanzo sia perfettamente fedele nella sua trasposizione in televisione. Se dovessimo storcere il naso a ogni licenza poetica non potremmo vedere quasi niente.
In fondo Montalbano nei libri di Camilleri non è pelato ed è più vecchio, ma sono pronto a fare a botte con chiunque si permetta di dire che Zingaretti non è adatto a impersonare il mitico commissario!
L'importante è che il protagonista sia fedele all'originale e pannofino, per quello che c'ho capito, se la cavicchia, magari non è stato il migliore dei suoi ruoli, specie se prendiamo in considerazione anche la carriera di doppiatore. Ma se la cava.
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giovedì 5 aprile 2012

Grandi notizie

A quanto pare questo è davvero un bel periodo.
Bossi si leva dalle palle.
Dopo i recenti scandali che hanno accomunato la Lega ai partiti di Roma Ladrona.
(Chissà perchè questi scandali saltano fuori proprio ora che Bossi non ha più l'appoggio del Governo del suo amico Silvio, col quale ha passato gli ultimi anni in un'alleanza talmente solida che si scambiavano le mutande).
Ora urge vedere se è una reale uscita di scena o se si è solo levato formalmente dalle scatole per continuare a tendere i fili sui suoi vassalli. Berlusconi lo fa tutt'ora con Alfano, ma bisogna vedere se Bossi sarà all'altezza, contando che Bossi ha l'handicap di non avere i soldi che ha il suo vecchio compagno di merendine. E contando anche che Bossi ha un handicap reale mentale e non metaforico, che quasi nessuno gli rinfaccia.
Se è vero che Bossi si è levato dalle scatole è la fine della Lega.
Certo Bossi è un ritardato, ma siccome la Lega è un Partito di ritardati, lui era il capobranco e probabilmente tutto si sfalderà.
In quel caso Monti avrà un nemico in meno e resterà giusto Di Pietro, che tanto è abituato a vivere isolato.
Sarebbe approfittasse del vuoto di potere lasciato da Bossi per continuare con le Riforme, ma probabilmente continuerà a rimanere impantanato, un po' per la pusillanimità che sta dimostrando, un po' perchè in ogni caso ha PdL e Terzo Polo pronti a pugnalarlo.
Il PD non conta, da anni usa coltelli di plastica e non fa male a nessuno che stia al potere.
In ogni caso, per ora CONGA.
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.