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Padre, ho peccato: seguo questo blog!

lunedì 28 dicembre 2009

Grazie, Babbo Natale!



Odio il Natale.

Non mi piace a livello religioso; non mi piace l'ipocrita imposizione a essere tutti buoni e felici; non mi piacciono i cinepanettoni (escludendo al massimo Una poltrona per 2 e La vita è meravigliosa); non mi piacciono le pubblicità di questo periodo; non mi piace l'isteria da shopping natalizio che spinge la gente a comprare qualsiasi minchiata ai suoi amici - anche una spilletta a forma di merda - pur di poter dire di aver fatto regali a tutti; non mi piace il traffico causato da questo shopping compulsivo e dalle mille persone che si ammazzano pur di fare una minivacanza insiginificante sotto le feste; e non mi piace la tastiera con cui sto scrivendo, l'acquisto più idiota dell'anno da parte di mio fratello, che se si drogava in questo spendeva i soldi in maniera più intelligente!

Però va detto che quest'anno il natale mi piace.

Innanzitutto ho fieramente boicottato tutti i regali di natale e, fra i regali che ho ricevuto, ho avuto un calendario Playboy, orgogliosamente appeso in camera mia. Le cene coi parenti sono state un tripudio di polemiche, recriminazioni, inutili richiami al pacifico spirito natalizio e frecciatine acide. È stato bellissimo, mi sento rigenerato. E poi ci sono state tante grandi notizie che mi hanno fatto per un attimo credere che le mie speranze di rovinare il natale si stessero avverando. Mi sento un po' grinch. E mi piace!

La prima grande notizia è ovviamente il ricco placcaggio del papa. Curioso che sia avvenuto proprio dopo la sua manifestazione di solidarietà per Berluschino dopo l'aggressione. Certo, sia Tartaglia che la svizzerona attentatrice sono disturbati mentali, ma ho sempre pensato che sia meglio essere un pazzo che aggredisce persone simili, piuttosto che un ritardato che li appoggia. Sempre a proposito di pazzi e ritardati, ecco un'allegra notizia a Modena che riguarda un prete assassino, che ha massacrato quasi un'intera famiglia che - perdipiù - lo aveva ospitato in casa. Ma tu dimmi perchè la gente dovrebbe tenere in casa un prete, come se già non avesse la possibilità di starsene buono in una casa sua! Per non parlare poi degli attentati terroristici, semi seri o fasulli che siano.

Dai, ragazzi, ve la sentite ancora di mangiare panettone e sgranocchiare torrone con tutta questa sofferenza? Io sì!

A proposito, credo che fra un impegno e l'altro mi prenderò un altro po' di vacanza fino alla Befana...

mercoledì 23 dicembre 2009

O ci fai o ci sei!

Fra gli studenti di Medicina circola un vecchio adagio: se senti scalpitare di zoccoli pensa a un cavallo, non a una zebra.
Berlusconi viene assalito da un duomo sedizioso.
Evidentemente Berlusconi non è così amato come vorrebbe farci credere, c'è chi lo odia e questo clima d'odio è stato diffuso anche da lui e in maniera abbastanza rilevante.
Tartaglia è indubbiamente uno squilibrato, perchè chi assale un Capo di Stato in mezzo a una folla di assatanati sostenitori rischia di essere linciato e sconterà un bel po' di tempo in prigione e se corri simili rischi hai indubbiamente dei seri problemi o, quantomeno, non hai assolutamente nulla da perdere.
Il suo gesto andrebbe condannato in quanto violento, ma bisognerebbe vederlo come indice che il paese non va così bene come il Governo cera di farci credere.
Non è semplice?
Evidentemente no a quanto pare, dato che la Sinistra ha avuto una reazione a riguardo scomposta e disorganizzata, dalla mitizzazione di Tartaglia (che certo ha le palle, ma non è uno tizio da tenere in camera sul poster!) alla commiserazione per il povero Berluschino sdentato.
Ok, l'Opposizione parlamentare fa schifo, non è una grande scoperta.
Ma sono i dissidenti che scrivono su internet che in questi giorni hanno dimostrato di essere dei veri masochisti.
Parlo delle teorie complottiste da quattordicenne sulla presunta messa in scena dell'aggressione: Berlusconi in realtà non è stato colpito, le guardie del corpo gli hanno buttato addosso un po' di sangue finto e l'hanno portato via. E noi ci siamo cascati!
Mavaffanculo!
Prima di tutto queste teorie del cazzo sono sempre frutto della mente troppo esuberante di chi non ha una mazza da fare, teorie del cavolo simili le sentiamo sugli alieni, sul finto sbarco sulla Luna, sulle piramidi costruite sempre dagli alieni e sulla finta morte di Elvis Presley, Moana Pozzi o Micheal Jackson.
E poi, con una simile ipotesi, questi complottisti della domenica stanno letteralmente dicendo due cose da veri masochisti, perchè fanno un favore solo a Berlusconi
Innanzitutto in questo modo viene esclusa la possibilità che ci possa essere qualcuno che vuole spaccare la faccia a Berlusconi. Cosa che invece trovo molto fattibile e ha trovato Tartaglia nel suo esempio vivente.
Fra l'altro, dicendo che Berlusconi si è inventato tutto, si sta praticamente dicendo che è un genio.
Prima di tutto sarebbe un genio della recitazione, perchè l'ho trovato molto convincente.
In secondo luogo sarebbe geniale per la pianificazione per motivi.
1) L'aggressione è avvenuta in mezzo a una folla di invasati berlusconiani, Tartaglia ha corso il serio rischio di essere linciato. Se lo linciavano e veniva ammazzato le parti si invertivano. Trartaglia sarebbe stato visto come un martire e i berlusconiani come delle bestie assassine. E questo era un rischio abbastanza probabile, dato il fanatismo violento e idiota di una massa di berlusconiani che accoglie Berlusconi in piazza.
2) Il secondo grande rischio che Berlusconi avrebbe corso pianificando una simile scena è quello dell'eventuale reazione dell'Opposizione. L'Opposizione avrebbe potuto approfittare di una simile evento, facendo il discorso che ho fatto prima e mettendolo in seria difficoltà.
Certo, in questo caso l'Opposizione non aveva molte probabilità di sfruttare l'occasione in maniera intelligente - infatti non l'ha fatto! - ma una piccola percentuale di rischio c'era. Vale davvero la pena di rischiare quando, in fondo, in questo momento il Governo ha ancora la fiducia di milioni di ritardati??

In conclusione, se proprio devo fare una piccola ipotesi da complottista, non posso che dire che chiunque abbia messo in giro questa insulsa voce sull finta aggressione, dev'essere qualcuno che sta facendo il gioco del Governo ed è lautamente pagato per questo.
Oppure è un completo idiota.
I ritardati non stanno solo a Destra di sicuro.
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martedì 22 dicembre 2009

Anniversari controversi

Oggi è il 130simo anniversario dalla nascita di Stalin.
In questo periodo non credo che mi definirei un comunista, se non per dare fastidio ai bambini di antikom forse e sentire il loro blaterare sui soliti bambini alla griglia.
Sì, lo ammetto, a Red Alert 3 continuo a giocare dalla parte dei russi anche se sono delle pippacce immani rispetto ai giapponesi, ma non ci posso fare niente, da questo punto di vista sono un nostalgico.

Torniamo a Stalin (e alla sua meno nota apparizione in un cameo del primo grande Red Alert).
Stalin era un individuo con un infanzia difficile, un padre alcolista e una madre bigotta.
Da giovane entra a far parte di movimenti insurrezionalisti, per questo viene deportato, si occupa sia della parte ideologica del nascente movimento marxista clandestino, che di quella organizzativa, che comprende anche azioni illegali e terroristiche.
Si fa strada nel partito anche con la violenza e attaccando i suoi avversari, di cui il più famoso è Trockij e conquistandosi la fiducia dei superiori.
Una volta preso il potere rinnega di fatto le idee rivoluzionarie e si impegna a rendere la dilaniata e arretrata Russia un paese industrializzato. A costo di immani sacrifici per la sua popolazione e grandi rappresaglie contri gli oppositori, anche contro chi si azzardava semplicemente a esprimere il suo dissenso.
Non si sa quanti siano i morti delle Grandi Purghe avvenute negli anni '30, c'è chi dice 100mila, chi 700mila, chi 5 milioni. Fate voi, a seconda che siate della questura o della parte opposta.
Con il patto Molotov-Ribbentrop, la Russia stalinista firma un patto di non aggressione con la sua più accerrima avversaria ideologica, la Germania nazista.
Dopo l'invasione della Polonia, Stalin approfitta del patto di non aggressione per ordinare l'attacco della Finlandia, una piccola guerra nella quale l'esercito russo dimostra la sua profonda inadeguatezza, privato di ottimi generali per colpa delle Purghe volute dallo stesso Stalin. La Finlandia, virtualmente inisignificante rispetto all'enorme Unione Sovietica, cede, ma solo dopo aver costretto gli incapaci generali russi a una serie di cocenti scunfitte.
Il patto verrà infranto con l'Operazione Barbarossa del '41 che, anche se era logico che sarebbe prima o poi avvenuta, coglie Stalin completamente di sorpresa.
Dopo una serie di umilianti sconfitte nelle prime fasi dell'offensiva tedesca e dopo migliaia e migliaia di morti fra i russi, le truppe sovietiche si riprendono.
Anche Stalin, dopo un iniziale crollo psicologico, si fa onore.
Mentre Mosca è attaccata dalle truppe tedesche, decide di non scappare dalla città per mettersi in salvo, ma resta per condurre la difesa. Per selezione naturale, emergono anche generali tatticamente capaci che vengono promossi sul campo per le loro capacità e non per meriti politici come i burocrati servili che avevano comandato fino a quel momento.
Stalin dimostra di saper gestire la guerra, nonostanti alcuni errori strategici.
I suoi metodi restano comunque spietati, non ha pietà per collaborazionisti, etnie che ritiene inaffidabili o per chi ordina la ritirata.
Non c'è rispetto nemmeno per chi cade prigioniero, perchè significherebbe che si è arreso invece di morire. Fra i prigionieri dei tedeschi c'è anche Jakov Josifovič Džugašvili, suo figlio.
I tedeschi propongono uno scambio di prigionieri: il figlio di Stalin, un semplice ufficiale di artiglieria con il generale Friedrich Paulus.
Stalin pensa a lungo che rimanere coerente ai suoi ordini o se contraddirsi per proteggere i suoi cari. Decide di lasciarlo ai tedeschi, morirà in campo di prigionia per circostanze non chiare.
Stalin è l'unico dittatore europeo coinvolto nella guerra a sopravvivere dopo di essa, con tutti gli onori. Ma non per molto.
Stalin era chiaramente un paranoico e un violento, la sua vita familiare non fu felice, tantomeno lo furono i suoi familiari.
Stalin vedeva nemici ovunque, ma questo non gli impedì di circondarsi da incapaci, tirapiedi e individui pronti a pugnalarlo alle spalle. Anche la sua morte è alquanto controversa.
Stalin subisce un colpo apoplettico durante una festa nella sua villa, i medici intervengono troppo tardi per soccorrerlo. È il 5 marzo del 1953.

Questa è la mia opinabile biografia del baffone e non mi sembra sia particolarmente positiva a parte qualche punto di vista.
Resta il fatto che ci troviamo di fronte a un personaggio storico che ha avuto il suo peso, a prescindere da quello che pensano quegli ebeti di antikom che al liceo avevano 4 in storia perchè il prof era comunista. Mi dispiace per chi dice che Stalin è il responsabile della morte di 80 milioni di persone, perchè è un numero che ha la stessa validità della frasetta ogni secondo un bambino muore per aborto (come cazzo facciamo a essere 6 miliardi di persone sulla Terra allora?!), in questo caso parliamo di una persona che non conosce nè la storia, nè l'aritmetica, nè il buonsesno.
Resta il fatto che, nonostante tutto il mondo sia abituato a vedere Stalin come un bastardo, e di questi tempi sembra avere più detrattori dello stesso Hitler, in Russia ci sta ancora qualcuno che ne sente la mancanza e che lo manifesta in piazza.
Certo, sono 1500 persone soltanto (e dobbiamo vedere se sono informazioni ragionevoli o sparate dalla questura russa) ma stiamo parlando di una manifestazione in paese non più comunista e con un livello di libertà non eccellente e specialmente, stiamo parlando di persone che, invece di starsene in casa con coperta, termosifone e potente liquore in corpo, hanno deciso di andare in piazza a dicembre e in Russia!
La domanda spontanea è ovviamente: fra 50 anni, vedremo la stessa scena per il defunto Silvio Scarface o la folla di suoi abituali ritardati sarà al concerto degli Zero Assoluto (che, purtroppo, temo che saranno ancora vivi)?
Ma direi di più.
Stalin è, bastardo o meno che sia, un personaggio che ha fatto diventare la Russia una potenza Mondiale che ha retto fino agli anni '80. Il suo operato può essere criticato o meno, ma è legale elogiarlo in pubblica piazza, perchè è stato un personaggio importante per la storia mondiale e per quella russa.
E se fra 50 anni Berlusconi fosse visto come un dittatore che ci ha portati alla rovina, a tal punto di vietarne la celebrazione in pubblica piazza?
Proprio come Mussolini.
Oh, cosa ho fatto, ho ricordato ai poveri fascistelli antikom che loro non possono comunicare in piazza il loro amore per Benito il puzzone in quanto sarebbe illegale.
Lo sapete che invece in russia i comunisti possono farlo liberamente?
Fa male l'invidia eh?
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mercoledì 16 dicembre 2009

A natale puoi? No, non puoi!

Mi capita spesso di leggere L'Espresso, non sono io a comprarlo, ma lo leggo, lo ammetto.
Ultimamente è di un ottimismo che trovo fuori luogo, annuncia in continuazione che il Governo in crisi, ma per me è più duro del granito. Ma specialmente, è davvero troppo monotono: i suoi principali argomenti consistono in Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi, il sesso degli italiani (a proposito, sapete come scopa Berlusconi?) e Berlusconi.
Cosa diavolo centra tutto ciò col titolo e l'immagine che ho messo?
Vengo al punto.
Certo, ora staremo tutti a parlare del favoloso HEADSHOT subito dal capo, ma se potessi dare una dritta a quelli dell'Espresso, magari non romperei la monotonia dei loro articoli, ormai mi hanno contagiato, però magari sarebbe qualcosa di più della solita e pallosa polemica.
Un bel servizio sugli abitanti dell'Aquila?
Era stato promesso loro che sarebbero tutti tornati a casa per natale.
Grandi agenzie internazionali si sono date da fare a riguardo, ad esempio facebook.
Anzi, SOLO facebook ha fatto qualcosa a riguardo (nei limiti che può avere un social network che parla di gnocca e impegno civile) e ormai si sono dimenticati tutti degli aquilani, sono tutti troppo occupati a dire quanto sia stronzo o eroe Tartaglia.
Per non contare poi lo scherzetto con il quale io e tanti altri ci siamo ritrovati a essere iscritti a un gruppo pro Silvio!
Di queste cose parleranno fakebook e tutti gli italiani nei prossimi giorni, probabilmente molti hanno già dimenticato anche che L'Aquila è il capoluogo dell'Abruzzo.
Tornando al terremoto (a proposito, mettete in conto anche quello recente avvenuto in Umbria) l'Espresso dovrebbe fare un semplice dossier che , scherzando potrebbe smerdare alla grande lo sdentato Berluschino.

- Quanta gente sta ancora nelle tendopoli?
- Dove sono stati sistemati? Qua fa freddo, ma io ho un tetto sulla testa!
- L'Aquila è distrutta e, invece di ricostruire le case danneggiate ne costruiscono altre. Ovviamente ci sta un guadagno di quei qattro palazzinari casualmente ammanicati col Pdl che costruiranno nuove case. Il centro storico diventerà una città fantasma, ma a Berlusconi che cavolo gliene frega di un po' di cultura?
-A parte l'inutile ricostruzione dell'inutile città di Onna (oltretutto i fondi sono tedeschi, non italiani) sono state già costruite alcune case che ospiteranno alcune famiglie. Alcune, non tutte.
In base a cosa si è deciso di ospitare alcune famiglie e non le altre?
- Lo sapevate che Bertolaso si è dimesso come capo della Protezione Civile?
Certo, il fatto non riguarda il terremoto, ma l'immondizia, altro problema egregiamente affrontato dal Governo. Perchè si è dimesso, era troppo soddisfatto di come stava lavorando??
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martedì 15 dicembre 2009

La lingua dei segaioli

Grazie a Google so che 150 anni fa nasceva Ludwig Lejer Zahamerov, linventore dell'Esperanto.
Quale ingiustizia profonda permette che la gente conosca tramite Google quest'anniversario invece di quello del cinema a luci rosse? Sono certo che Google abbia avuto molto più successo grazie al porno che all'Esperanto.
Comunque, per chi abbia la fortuna di non conoscerlo, l'esperanto è una lingua creata a tavolino da intellettuali europei nella seconda metà del XIX secolo, in pieno ottimismo positivista.
Questi gran furboni, in preda a questo ottimismo spinto, pensavano che il mondo sarebbe presto diventato una comunità unita e pacifica e che lo scambio di idee fornito da comunicazioni sempre più efficenti avrebbe reso sempre più veloce il progresso tecnologico sotto un'unica grande nazione multiculturale e unita in nome della tecnologia e, per l'appunto sotto un'unica lingua.
Questa lingua, frutto di una lunga ricerca durata anni e anni, raccoglieva sotto di essa la struttura linguistica di tutte le lingue conosciute nella terra.
Ma non è tanto il concetto in sè di creare una lingua nuova che, alla fin fine può pure essere un progetto interessante e stimolante a livello intellettuale e di ricerca filologica, il problema di questa lingua è l'idea che ne è a fondo, ovvero che tutto il mondo sia disposto a parlare un'unica lingua creata dall'alto, in barba a tutto i dialetti e le seconde e terze lingue che molti paesi già si trovano a parlare.
Per non contare che la stragrande maggioranza degli abitanti della Terra non ha nessuna intenzione di condividere qualcosa di uguale agli altri. Con tutti i nazionalisti, fascisti, razzismi e separatisti che ci sono per il mondo, la gente ha problemi a rapportarsi perfino con l'inquilino della porta accanto.
Un coglione come Bossi ha già difficoltà a parlare in italiano, vagli a dire che può parlare la stessa lingua di un sudanese!
E sono quasi sicuro che un coglione come Bossi esistesse anche in era positivista, solo che la gente era troppo gasata dallo spirito dei tempi per accorgersene.
Forse l'unico merito della Grande Guerra è stato quello di scardinare questa concezione infantile e campata per aria della natura umana.
Ma dopo ben due Guerre Mondiali e decine di conflitti armati fra nazioni diverse, ci sta ancora qualche pirla che si ostina a parlare esperanto, come se avesse ancora senso, esiste addirittura la versione di wikipedia in esperanto.
Come disse un mio amico, quelli che parlano esperanto hanno la stessa dignità che può avere un tizio che parla in klingon o in elfico.
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domenica 13 dicembre 2009

Occhio per occhio, dente per dente

Finalmente una notizia piacevole!
Peccato che Napolitano la voglia rovinare condannando il gesto.
Ma scusate, picchiano a morte un drogato, pestano a sangue omosessuali, ammazzano un transessuale, e solo quando rompono due denti a un vecchio tronfio sotto svariati processi si accorgono che c'è troppa violenza??
Berlusconi diceva che nove persone su dieci lo amano, ma se il decimo la pensa come quello che l'ha aggredito non è male.
Inutile essere ottimisti, tanto la Fatina dei dentini non poterà 30 miliardi per rimpinguare il bilancio.
Peccato che a questa bella notizia seguiranno una lunga sequela di discorsi deliranti, vittimizzazioni, pusillanimi dichiarazioni di solidarietà e vittimismo senza precedenti...

Nota: apprendo ora che già circolano teorie complottiste da quattordicenne che vedono nell'assalitore un sicario pagato da Antonio di Pietro.
Ma come fanno a essere così idioti?

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venerdì 11 dicembre 2009

Questioni di palle

Mentre uno cerca di riprendersi dal senso di nausea causato dalle parole di una somma faccia di bronzo quale quella del post di ieri, cerca di pensare alle parole che sono state dette.
Berlusconi si definisce senza mezzi termini come un uomo con le palle.
Non ho ascoltato per filo e per segno le reazioni della cosiddetta Opposizione, ma sono sicuro che quasi tutti abbiano gridato all'indignazione per il lessico usato e per l'attacco all'Istituzione.
Inutile dire che non è solo il nostro pedopremier a essere monotono nelle sue uscite, lo sono anche le polemiche che seguono.
Sono quasi certo che quasi nessuno abbia messo in discussione l'elemento fondante del discorso del nostro dittatorino, ovvero nessuno ha avuto da ridire sul fatto che Berlusconi sia l'uomo con le palle che si definisce.
E in questo modo i ritardati mentali che ascoltano Berlusconi lo crederanno davvero.

Ma a questo punto occorrerebbe pensare cosa intende Berlusconi per uomo con le palle.
Chi è un uomo con le palle?
La mia opinione è che un uomo con le palle sia colui che fa qualcosa di estremamente coraggioso, fuori dalla norma, pericoloso, rivoluzionario e originale.
Se volessi andare incontro a una mentalità di destra, riduttiva e reazionaria, darei anche un'interpretazione letterale all'essere uno con le palle, ovvero direi anche che chi ha le palle si comporta in maniera virile e questo escluderebbe dalla categoria le donne, che per definizione non hanno l'attributo.
(Nonostante l'apparenza, sono dell'opinione che possa esistere una donna con le palle come la Litizzetto, Madonna, Sabina Guzzanti, Sharon Stone, la Merkel e forse la Clinton, ma facciamo finta che in questo caso valga solo l'ottica maschilista e letterale).
Bene, ora che ho definito l'essere un uomo con le palle vi faccio la conseguente domanda:

Berlusconi è davvero un uomo con le palle?

Perchè se per uomo con le palle definiamo colui che fa qualcosa di coraggioso e rischioso, a me non sembra che Berlusconi stia facendo qualcosa nè di rischioso, nè di coraggioso, nè di originale.
Questa storia dei giudici di sinistra non è la prima volta che viene tirata fuori e lui non è nemmeno l'unico e il primo che ha tirato in ballo l'argomento. Quindi non è originale o controcorrente, esprime solo il pensiero di un'Italietta patetica con vicende giudiziarie sul groppone e una grossa coda di paglia. Ormai quelli che vengono visti male dalla gente non sono i criminali, sono quelli che continuano a seguire la legge!
Berlusconi non rischia niente perchè
- la nostra Opposizione fa cacare
- il nostro Presidente della Repubblica ha fatto il solito intervento che equivale più o meno a uno scappellotto dato sulla testa di Charles Manson
- quei cattivoni dei magistrati, se non sono riusciti a incastrarlo prima, non ci riusciranno nemmeno ora.
- Berlusconi ormai usa sempre la solita, rozza strategia: un giorno dice qualcosa di estremamente insultante e il giorno dopo nega tutto, dice che è strato frainteso, che i giornali di sinistra hanno traviato le sue parole, che non intendeva quello. Da quando in qua si definisce coraggioso un uomo che prima scaglia il sasso e poi non ha nemmeno la decenza di ammettere che è stato lui a lanciarlo?
Il nostro Premier non è controcorrente, non è coraggioso, non è nemmeno originale.
Vogliamo vedere se almeno è un pochino virile?
Siamo buoni e chiudiamo un occhio sulle esagerate quantità di cerone che usa.
Attenti, non barate, per uomo virile non intendo un uomo che si comporta da merda, che alza la voce o picchia la moglie. Quello non è un uomo virile, è un uomo di merda e un pallemosce, stiamo parlando di uno come Corona.
Lo so, molte oche (forse votano tutte a destra, ma non mi stupirei se trovassi donne del genere nello schieramento opposto) credono senza ammetterlo che un uomo sia virile quando faccia le cose che ho elencato sopra. Ma purtroppo vi siete messe con l'uomo sbagliato, bimbe.
E - ne ho anche per i maschietti - un uomo virile non è necessariamente colui che si fa 10 modelle a settimana, perchè anche un cane è in grado di copulare con frequenza se ne ha l'opportunità.
Fra l'altro vorrei ricordare che, nel caso del nostro attempato playboy, quando hai soldi, potere, raccomandazioni sotto mano e una buona scorta di Viagra, magari hai qualche aiutino di troppo!

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giovedì 10 dicembre 2009

4 minuti di cagate

Già non depone molto bene il fatto che si prenda un minuto per parlare e ne prenda ben 4.
Ma che si metta a fare cabaret di fronte alle televisioni europee è davvero mostruoso.
Cazzo, Silvio, va bene che gli italiani sono ritardati, ma non puoi pretendere che lo siano anche quelli del Parlamento Europeo!
Il discorso fra l'altro è fiacco, non c'è niente di nuovo, non sento le emozioni, la novità, dici le stesse solite cose sulla Sinistra e la Magistratura,
Berlusconi è come la Hunziker: finchè fa l'imitazione del chiuaua ti scappa un sorriso più che altro di compassione, ma quando vedi che dopo 4 anni fa ancora la stessa fottuta imitazione, inizi a soffrire!
Interessante come le percentuali del suo gradimento siano scesa dai mirabilanti 70-80% a un più modesto 60-68%.
Cos'è successo, è finito il prozac e con quello l'ottimismo del Governo?
Sì ok, la nuova battuta dell'uomo con le palle è una novità, ma fuori luogo.
Il posto è già occupato, perchè già c'è Corona a darsi le arie da supermacho mentre in realtà non è altro che un fallito, incapace e insignificante figlio di puttana che ostenta virilità quando sotto sotto è probabilmente una checca isterica.
E, mi spiace dirlo, forse Corona potrebbe addirittura essere un gradino più in alto di Berlusconi, perchè se non altro ora fornirà un servizio alla Comunità fornendo diletto ai suoi compagni carcerati in prigione e probabilmente (ma non lo ammetterebbe mai in pubblico!) sa di essere un fallito.
Berlusconi invece dà l'aria di credere alle stronzate che dice!

martedì 8 dicembre 2009

Enigmi

Prima che sia troppo stagionata, vorrei notare questa notizia che mi incuriosisce.
Ve lo ricordate il vecchio Boffo, accusato da un articolo su Il Giornale di Feltri di essere stato coinvolto in una tresca omosessuale?
Ecco, dopo mesi dalla vicenda e dopo la casualissima dimissione di Boffo dalla direzione dell'Avvenire, ecco che Feltri se ne esce fuori chiedendo scusa a Boffo e ammettendo che il suo articolo era fondato su elementi inconsistenti.
La prima domanda che mi faccio è: perchè Boffo, che era stato chiaramente calunniato, non ha pensato di querelare Feltri?
Secondo me Boffo si è fatto qualche calcolo.
Ha perso il lavoro e la fiducia del padroncino Vaticano, è troppo rischioso buttarsi in un processo quando non hai più il posto fisso e Boffo non è certo un eroe. In Italia del resto ti querelano per qualsiasi stronzata, spesso il querelante non è stato per niente calunniato, quindi una querela non avrebbe fatto tacere le voci infamanti su Boffo, forse le avrebbe anche acuite.

Ma torniamo a Feltri.
Che abbia chiesto scusa non me ne può fregar di meno.
Ma che abbia ammesso (e con un ritardo di mesi!) di aver scritto un articolo calunniante è davvero grave, ma specialmente strano!
Con questa ammissione Feltri ha pubblicamente ammesso di essere un giornalista incapace perchè un giornalista vero deve attenersi ai fatti, non scrivere stronzate usando Kermit la Rana come fonte!
Quasi tutti gli italiani, escludendo quelli che leggono il suo giornale (e manco tutti) pensano che sia un giornalista incapace, ma perchè proprio lui dovrebbe dirlo?
Già quasi tutti sapevamo che l'articolo del suo giornale era un'emerita puttanata, non c'era bisogno di dirlo e tantomeno non c'era bisogno che lo dicesse lui, tanto anche se si fosse stato zitto avremmo continuato a pensarlo.
Perchè un simile harakiri?
Forse i lettori de Il Giornale vogliono una testata tassativamente diretta da un giornalista che è completamente incapace di fare il suo lavoro?
Possibile, ma è troppo facile come risposta.
Più probabilmente è un gioco di equilibri politici.
Questa è un'ipotesi molto azzardata e, cosa rara per me negli ultimi tempi quando si parla di politica, molto ottimista.
L'Avvenire, oltre a essere un giornale di merda, è anche un giornale di preti e Feltri ha dato un morso proprio a loro, questo significa che hanno messo i bastoni fra le ruote al Vaticano e alla sua più puzzolente appendice, l'UDC.
L'UDC è la troietta di turno, contesa da PD e PdL, si metterà con chi la stupirà di più.
E farsi perdonare dai pretofili dell'Avvenire, nel caso della troietta-UDC, equivale più o meno a passarla a prendere sotto casa con una Maserati prima di andare in discoteca.
Feltri è un pupo, un mercenario, una puttana e una pedina.
E siccome è un giornalista solo per un triste errore del caso, ora lo renderanno ridicolo perfino per quei 4 ritardati che gli danno credito.
Insomma, se lui si stesso ammette di essere un giornalista fallito, forse lo abbandoneranno perfino quegli aborti dei suoi lettori no??
Feltri è solo un pitbull con un foglio di Word davanti, sa solo scrivere deliranti articoli pieni di calunnie, bile e stronzate. Non ci vuole niente a fare la stessa cosa, anche una scimmia un po' incazzosa potrebbe eseguire egregiamente il compito.
Berlusconi piace al Vaticano e se piace al Vaticano piace anche all'UDC, che quando viene interpellato sulla politica del Governo tira fuori discorsi su famiglia valori blablabla per sviarci e nascondere che vorrebbe tanto tornare come il figliol prodigo fra le braccia pidielline.
Il vecchio Vittorio si ritirerà dalla scena, cederà il posto a un altro lecchino dalla morale inesistente e così l'UDC sentirà di aver fatto cacciare quel giornalista irrispettoso che si è azzardato a dire qualcosa contro l'attuale pupillo dell'ala maggioritaria Vaticana.
Tutto un incrocio di lecchinaggi: L'Udc lecca il culo al Vaticano, Il Pdl lecca il culo all'Udc, il nuovo direttore de Il Giornale leccherà il culo al Pdl.
Uno schifo in tutti i sensi.
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sabato 5 dicembre 2009

The ugly truth

Ormai è assodato.
I film che danno al cinema potrebbero essere marinati senza problemi di questi tempi.
Tanto vale guardarsi 5-6 volte il realtivo trailer che mostra le scene migliori, con un doppiaggio migliore, una colonna musicale migliore e risparmiando così tempo e i soldi del biglietto.
Abby Richter è una donna in carriera che si presenta bene al lavoro, ma ha una vita sessuale inesistente perchè relazionalmente incapace e con manie di controllo, a tratti molto simile alla Eliot Read di Scrubs.
Mike Chadway è un uomo sciupafemmine, rozzo, franco, deciso e dalla lingua tagliente. Mike è interpretato dal piacionissmo Gerald Butler che, forte dell'inevitabile paragone che tutti noi facciamo e faremosempre inevitabilmente col Leonida di 300, offre un virilissimo antagonista alla nevrotica Abby che ne è responsabile.
Ovviamente i due alla fine scopano, ma questo non credo sia uno spoiler perchè, cavolo,dopo un secolo di storia del cinema è scontato che gli opposti si attraggono nei film no??
Torniamo al film.
Carino, indubbiamente.
La trama è abbastanza prevedibile, ci si diverte e i personaggi sono decisamente ben gestiti dai rispettivi attori, specie da Gerald, che oltre ad avere un invidiabile fisique du role, riesce anche a gestire la sua parte da macho dal cuore d'oro.
Un po' frettolosa la presentazione della nevrotica Abby, potevano presentarla con più calma, magari approfondire un pochino la sua storia, come invece è stato fatto con Mike.
Un po' un peccato se consideriamo che a livello di accorgimenti scenografici i dettagli sono anche molto curati, come la coca cola light che Abby sorseggia al lavoro, molto da donna in carriera o le red bull che circolano in ufficio o il gatto con cui vive, classimo coinquilino da zitella.
Il problema è che Mike come personaggio è quello che spicca e forse l'unico che rimane alla fine per il suo stile spiccio e inevitabilmente intrigante.
Talmente intrigante che alla fine anche gli altri personaggi prendono il suo stile, facendo degenerare questa commedia in un film un po' volgarotto, quantomeno più volgare di quanto mi aspettavo (e non sono uno che storce il naso facilmente a riguardo!).
Ma in fin dai conti, stiamo parlando di commedia americana, senza contare che sarà l'ultimo film guardabile fino a metà gennaio!

Voto 6,5/10
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martedì 1 dicembre 2009

Questione di simboli

Inizialmente ho ignorato questa notizia.
L'idea che i simboli che inneggiano al comunismo fossero stati vietati in Polonia mi era assolutamente indifferente.
Ancor di più mi erano indifferenti le manifestazioni di esultanza di migliaia di ritardati fascisti (e non) che in gioivano per questo evento.
E ora che ci penso mi viene davvero da ridere se penso che la maggiorparte degli idioti che gioiscono quando viene vietato in simbolo comunista sono gli stessi che gridano al nazismo quando il crocifisso viene vietato nelle scuole.
Non è un po' incoerente?
Ma torniamo ai polacchi che vietano i simboli comunisti.
Innanzitutto la Polonia è un paese del cazzo, politicamente ed economicamente arretrato, uno dei pochi paesi europei che noi italiani possiamo ancora prendere per il culo.
Ma questa cosa - la prima che mi è venuta in mente quando ho sentito questa notizia - non è l'unico elemento su cui dovremmo fare un pensierino.
Il problema è che la maggiorparte delle persone, forse tutte, non ha capito una mazza di questa faccenda.

Il fatto che in Polonia abbiano vietato i simboli comunisti non è una questione ideologica.
È una questione culturale!
E con culturale intendo riallacciarmi alla storia polacca, ovvero una storia caratterizzata da intenso e profondo odio per la nazione russa.
Datevi una letta alla storia polacca fra il XVIII e il XX in particolare.
E se siete lettori de Il Giornale, non dico che dobbiate leggervi una monografia sull'argomento, ma almeno leggete l'introduzione di un libro che non sia un fumetto di Cattivik!

La Polonia, data la sua posizione strategica esageratamente scomoda, è sempre stata oggetto delle mire dei Prussia, Austria, Impero Ottomano e Russia in particolare.
La Russia ne ha sottomesso gran parte del territorio nel XVIII secolo, si oppose strenuamente al suo riconoscimento come nazione, fece di tutto per impedirne la ricostituzione come Stato cuscinetto nell'era napoleonica.
La Repubblica Polacca nasce solo dopo la Grande Guerra, evento al quale la Russia non ha voce in capitolo solo perchè esclusa dalle trattative dopo la pace di Brest-Litovsk e guarda caso, poco dopo essere nata, la Repubblica Polacca entra in guerra con la Russia Bolscevica, vincendo e strappando un trattato di pace vantaggioso.
La Russia si vendicherà di questo smacco solo nel '39, invadendo da est la Polonia mentre i tedeschi la stanno attaccando dall'altra parte.
Questa è la storia dei rapporti fra Polonia e Russia.
Il comunismo non c'entra un cazzo, se non nel senso che è stato uno degli elementi coi quali i paesi del mondo hanno identificato la Russia del XX secolo.
Non c'entra la falce e martello, i polacchi hanno vietato i simboli comunisti solo perchè li collegano alla cultura nazionale e nazionalistica russa, che disprezzano.
Per i polacchi una bandiera bolscevica ha lo stesso significato di un'aquila zarista, ovvero non guardano il messaggio di uguaglianza e rivoluzione che dovrebbero ispirare i simboli comunisti, vedono solo il paese in cui sono nati, ovvero l'odiata Russia!
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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