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domenica 30 settembre 2012

E poi finisce che ti Monti la testa...

E alla fine siamo arrivati a questo.
Inizialmente Monti si atteggiava a signore, a tecnico nella sua accezione classica, a colui che era di passaggio e che si sarebbe levato dalle scatole una volta risolti i problemi per cui era stato chiamato. Problemi che fra l'altro non sono stati risolti. Cosa succede quando i problemi per cui eri stato chiamato non sono ancora risolti entro i tempi previsti?
C'è chi, per onestà intellettuale o perchè spinto dal cliente insoddisfatto, si tira indietro, chiede scusa e si fa da parte. Non è questo il caso italiano, dove l'onestà è rara e vista come crimine e debolezza e dove il cliente in questiono, ovvero l'italiano medio, non è minimamente in grado di farsi valere.
Una strategia trasversale a tutti i rappresentanti italiani è quella del dare la colpa all'altro, allo straniero o al Governo precedente.
In genere il popolo abbocca, ma non basta.
Cosa manca per completare l'opera nella maniera più abile e machiavellica?
Dire che c'è bisogno di tempo per ottenere risultati e che il tecnico in questione deve restare dove sta per completare l'opera. Un po' come uno psicoanalista incapace che campa di rendita grazie a un paziente che non riesce a guarire mai.
Questa logica, che in un paese dove vige una reale economia di mercato si estinguerebbe in meno di un battito di ciglia (buongiorno, la volevamo avvisare che non siamo riusciti a riparare la sua macchina entro martedì perchè eravamo troppo impegnati a masturbarci, ma se ce la lascia fino a fine mese invece di portarla da un concessionario che gliela ripara in metà del tempo e con la metà delle spese le facciamo uno sconto del 10%) sembra essere una logica perfettamente italiana, una logica alla quale evidentemente neanche Monti è immune.
Ed ecco la paraculata. Non riesci a finire quello per cui eri stato convocato? Chiedi di restare per un altro mandato! In questo modo non solo riesci ad avere una giustificazione per la tua inefficienza, ma riesci pure a tenere la poltrona!
Questo sta facendo Monti.
Prima si atteggiava  a vero tecnico e, col suo flemma, ha rigettato qualsiasi proposta di candidatura.
Poi ha iniziato con calma a far intravedere qualche spiraglio di possibilità per il suo sequel.
Qualche preoccupazione esplicitate per il futuro, la futura mancanza di continuità per le sue leggendarie riforme strutturali...e ora parla proprio di un suo bis!
Un lento, discreto ma inequivocabile cambio di opinione.
Non è stato solo lui a volerlo ovviamente, diciamo che ci sono parecchi partigiani del suo Partito che l'hanno incoraggiato, anch'essi sono stati cauti nell'esplicitare la loro preferenza, l'hanno espresse un poco alla volta. Sono partiti da un pudico flirt, qualche risatina, un'ammiccamento, un ambiguo sfregamento e ora possono essere anche più espliciti. Montezemolo e Casini sono pronti par la marchetta, con o senza protezioni, tanto Monti è uno affidabile!
I vari rigurgiti DC non aspettavano altro che un piede nella porta per entrare in campo col loro prestanome, Luca Cordero di Montezemolo è lì ad aspettare da tempo e devono sbrigarsi a buttarlo in campo prima che invecchi ulteriormente e smetta di essere così carino!
Resti tutto come sia, l'importante è avere facce nuove che cavalchino l'onda contro il brutale bipolarismo!
Viene da sè che anche quei cattivoni del bipolarsmo dovranno pure dir qualcosa, dato che il remake DC è temuto da tutti. Le reazioni del PD e del PdL seguiranno la stessa logica. Ora hanno iniziato con un tenue scetticismo nei confronti di quest'idea, ma presto espliciteranno in maniera sempre più chiara la loro contrarietà, dato che il Monti bis li potrebbe far colare a picco.
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lunedì 24 settembre 2012

Mexican standoff all'italiana

Riassunto delle puntate precedenti.
La Polverini negli ultimi mesi aveva accumulato una discreta serie di figuracce in cui la si vedeva sperprerare risorse pagate dai contribuenti per gitarelle fuori porta, operazioni mediche che hanno comportato lo svuotamento di interi reparti per garantire la sua sicurezza e privacy (che genio, voleva discrezione e ha pensato bene di cacciare decine di degenti per essere discreta e non dare nell'occhio!) e opulenti festini di cui, ovviamente, non sapeva niente.
Certo è anche possibile che l'abbiano rapita e trasportata a forza in elicottero per farla abboffare di peperoncino, che dei perfidi medici l'abbiano voluta isolare per dispetto in un reparto tutta da sola e senza la compagnia di altri pazienti e che si sia per sbaglio ritrovata a un festino a sorpresa che trovava deprecabile, ma che non ha voluto criticare perchè andava contro alla sua leggendaria pacatezza e rispetto per la cortesia.
Cose che succedono.
Solo quest'ultimo evento - lo sperpero di soldi pubblici in festini e altre frivolezze - è riuscito a dare la botta finale al dominio Polverini, non solo perchè più grave in termini economici, ma anche perchè ci sono tante prove inequivocabili a riguardo. Tutto merito di Batman. Di quello grasso, mica di quel vegano depresso di Christian Bale!
Fatto sta che tutti hanno iniziato a gridare alle dimissioni.
La Polverini prima annuncia che ci penserà, poi dice che lo farà. Poi non lo fa, visto che dice di aver risolto tutto (annullando gli ultimi dannosi provvedimenti da lei stessa programmati).
Chiunque abbia uno sputo di intelligenza, che nel mondo della politica equivale a un Nobel, avrebbe semplicemente fatto un innocente paragone col caso Marrazzo, che si dimise per molto molto molto meno.
Ma quelli del PD non ci arrivano.
E hanno pensato invece di dimettersi loro, sperando che la Polverina, spinta dal senso di colpa, facesse altrettanto per l'elevata tensione morale che la contraddistingue.
Campa cavallo!
Perchè hanno fatto così?
Il PD ha fatto così perchè fedele alla sua strategia principe - ovvero la ritirata per principio, sempre e comunque, anche di fronte a un nemico indebolio - oppure c'era qualcosa sotto?
Ovviamente la seconda e anche per questo non ci vuole un genio a capirlo.
Il PD ha pensato bene di battere in ritirata perchè era chiaro che aveva una minima parte di complicità nello scandalo e ha deciso di battere in ritirata prima che la Polverini mettesse in atto un'altra nota strategia della sua parrocchio sintetizzabile attraverso la frase: tu mi critichi per aver rubato un milione d'euro, ma sei un ipocrita perchè l'anno scorso ti ho visto mentre non pagavi il biglietto dell'autobus, quindi sei altrettanto colpevole!
Chiunque abbia più di 3 neuroni sa che probabilmente il PD, o almeno qualcuno del PD, aveva in parte colluso coi traffici della Polverini, ma nessuno lo diceva, anche perchè non ci vuole nè un genio nè un eroe a scoprire l'acqua calda.
ED così ecco che arriva la Bonino, spacciandosi per quella che, per l'appunto, ha scoperto l'acqua calda.
La Bonino, che all'epoca delle elezioni correva col PD, solo ora si sveglia e tira fuori che già da allora si stava pensando a uno spartimento di soldi pubblici fra i Partiti e che, quando lei coraggiosamente cercò di impedire la cosa, si attirò gli attacchi da parte del PD.
Povera martire, la Bonino.
Ma se era un'eroina, perchè solo ora esce fuori che già da allora vi era una tacita complicità nella spartizione dei fondi?
Non è che per caso lo fa per dare due gomitate a quelli che l'avevano sostenuta - sebbene di malavoglia e ora capisco perchè - quando si voleva candidare alla regione?
E non venga a parlare di calcoli politici del PD perchè lei, da brava Radicale, ha la medaglia d'oro nel campo!

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giovedì 20 settembre 2012

Prometheus

Vi dirò: ultimamente per me Ridley Scott è uno di quei registi che a volte fanno roba buona e a volte la fanno scrausa.
E gli ultimi film che ho visto facevano parte della seconda. Le crociate era discreto, Robin Hood non l'ho visto tutto, ma quel poco che ho visto in Tv mi ha causato crampi allo stomaco.
Prometeus si posiziona fra questi due film che ho detto per la qualità.
Una spedizione archeologica scopre delle pitture rupestri che, come molti altri reperti archeologici, indicano una specifica costellazione dell'Universo dove si troverebbero quelli che ipotizzano siano i creatori dell'umanità.
La coppia di archeologi che guida la spedizione è composta da un archeologo tosto e antipatico (e doppiato abbastanza male nella versione italiana) e da una paleontologa credente che mi ricorda una con cui sono uscito.
I due vengono assoldati da un ricco magnate centenario che mette su una task force di vari specialisti per entrare in contatto con questi ipotetici dei.
La spedizione è guidata dalla fredda, ma milf figlia del centenario, una Charlize Theron che spicca per bellezza, ma non certo per simpatia e da Dave (Micheal Fassbender), un cyborg che ha lati più umani di molti dei suoi compagni, anche se continuamente gli dicono che non può capire perché non è un umano.
Il film parte bene, col suo discreto carico di tensione, colpi di scena, spettacolari ambientazioni ed effetti speciali.
Poi basta.
Sembra che Ridley si sia impegnato per i primi 40 minuti, poi ha passato la mano a qualcun altro.
Il film apre tante tematiche, invita a farsi tante domande e non dà nessuna risposta.
Tutto è lasciato alle libere interpretazioni del pubblico, le origini dell'Universo, le storie dei vari personaggi, le motivazioni che portano al disastro.
I personaggi sono presentati, alcuni lasciano trapelare informazioni e ombre sulle loro vite, ma giusto un accenno e anche breve, per il resto sono spesso informazioni che non spiegano le loro azioni.
Come in altri film del genere, ciò che scatena i casini è a volte insensato e a volte causato da azioni inspiegabilmente stupide, più che altro un pretesto.
Molti personaggi sono potenzialmente interessanti, peccato che non siano approfonditi nel loro background.
Il finale lascia svariate domande e moolti punti in sospeso, per poi chiudersi con l'unica risposta chiara e univoca: ci saranno spiacevoli incontri fra umani e alieni.
E, in linea con lo stile fumoso del film, non vi dico altro.
Anche io sono stronzo, lo so.

Voto 6/10
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martedì 18 settembre 2012

Qualcuno sta perdendo colpi

Qualche giorno fa sembrava che Berlusconi facesse il tifo per Renzi in un ipotetico (ma neanche tanto!) scontro con Bersani. Ha già cambiato idea, dato che se ci sarà Renzi non si candiderà lui. La motivazione è ridicola: troppo ampio il gap generazionale. A parte il fatto che il gap generazionale non mi pare che fu un problema con Noemi Letizia o con Ruby, ma mi sembra che sia uno scrupolo inutile, ancora più inutile per Berlusconi, che è una persona che non si è fatta mai uno scrupolo in vita sua. Probabilmente aveva finito le scuse credibili.
Perchè un giorno dice che spera che Renzi guidi il PD e qualche giorno dopo dice che non si candiderà se Renzi vince?
Ha forse intenzione di non candidarsi e lasciare tutto ad Alfano?
Per carità!
L'unica possibilità che ha il PdL di vincere è se si butta in campo lui, per i soldi, per il fascino che ha sui ritardati, per il semplice fatto che è l'unico politico che il PdL è l'unico Partito sul 20% che non cambia leader ogni 3 minuti.
Ma allora perchè?
Non è che si sta rincoglionendo seriamente e non ha più nemmeno il buongusto di dire una cazzata che abbia almeno uno sputo di coerenza?
Oppure vuole diffondere di nuovo caos per confonderci?
Forse c'è da sperare che questo sia uno dei primi segni del suo crollo.
Forse.
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lunedì 17 settembre 2012

È sempre difficile decidere con chi schierarsi nelle controversie che nascono fra integralisti musulmani e leghisti, dato che fanno a gara a chi è più imbecille.
Nell'ultimo periodo, aiutato dalle minchiate della lega degli ultimi anni, sono stato portato a dare più ragione agli integralisti islamici piuttosto che dare ragione alla parte opposta.
Fra l'altro l'integralismo islamico ha la scusante di essere nato in paesi più poveri e arretrati, mentre tale alibi non possibile in Nord Italia.
Posso anche vagamente comprendere che a volte sia considerato stupido che un paese occidentale conceda troppe libertà a una comunità religiosa che non contraccambia minimamente il favore quando ospita le minoranze religiose dell'altra parte. Ma i leghisti dimostrano per l'ennesima volta di pisciare fuori dal vaso.
Maurizio Fugatti, urlatore del clan verdino, vorrebbe chiudere subito la moschea a Trento, adducendo paranoie sulla possibilità che gli islamici possano coltivare l'odio verso di noi.
Bello, prima critichi tanto un paese islamico per la sua ristrettezza e scarso rispetto per le libertà d'espressione e poi attui le stesse misure repressive.
Fra l'altro l'idiota non si rende conto che i disordini sono stati scatenati proprio per colpa di un simpaticone americano che aveva deciso di trollarli con un filmato che pare sia anche di cattivo gusto e scadente.
Se i disordini ci sono stati è perché sono stati provocati, in maniera non tanto dissimile dalle sfilate padane con maiali al seguito di fronte alle moschee qui in italia.
Solo che in Italia non c'è mai stata una molotov tirata contro una sfilata di idioti del genere, un po' perché i musulmani in Italia sono troppo pochi per alzare la cresta e un po' perché forse sono anche in gran parte più miti dei fedeli omologhi nei paesi arabi e nordafricani.
La verità è che i leghisti non avrebbero le palle per fare le loro simpatiche provocazioni in aree dove rischierebbero seriamente una raffica di Ak e tanto non rischiano di essere perseguitati in paesi musulmani, dato che il leghista medio avrebbe difficoltà a localizzare qualsiasi paese arabo o nordafricano su una cartina.
Sarebbe tanto bello se un leghista fosse preso a colpi di scimitarra come vorrebbero farci credere le loro paranoie.
Purtroppo non succederà
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domenica 16 settembre 2012

He's back (niente di nuovo)

I tempi cambiano.
Napoleone fu spedito in esilio per la prima volta sull'isola d'Elba.
Berlusconi si è autoesiliato per un attimo in Africa e, come pure Veltroni del resto, è tornato quasi subito.
Il problema è che non c'è posto dal quale sarebbe difficile che tornasse.
Berlusconi è tornato e se l'aspettavano un po' tutti.
Sostanzialmente dice le stesse cazzate che ha sempre detto, attraverso gli stessi microfoni che ha sempre detto. Solo che, fino a qualche mese fa, ha detto solo una minchiata alla volta e, in caso ci fossero state polemiche, sarebbe stato pronto a dire di essere stato frainteso.
Stavolta non lo farà.
È tornato, più capellone di prima, stronzo come sempre.
La prima cazzata è la abolizione (ma potremmo più correttamente dire millantata ri-abolizione) della tassa sulla casa.
L'aveva promesso con l'allora ICI, l'ha rifatto con l'IMU.
Non tutti sanno che la tassa dell'ICI era stata già ridotta di molto da Prodi e abolita per le famiglie in difficoltà, rendendo fondamentalmente semplice quella che fu la riforma di cui si vantò tanto Berlusconi.
Non molti sanno prendere in considerazione il fatto che i soldi risparmiati con l'abolizione di quella tassa sono stati spesi in altre imposte dirette e indirette e che se fosse durato un altro poco l'ultimo Governo Berlusconi, sarebbe stata reintrodotta dagli allora suoi alleati leghisti, gli stessi che adesso stanno ciarlando sulle troppe tasse.
La storia si ripete, le uniche cose che cambiano sono i nomi dei suoi avversari e di quelli che potrebbero essere i suoi migliori alleati, pur giocando formalmente dalla parte sbagliata.
Dice che Grillo fa schifo e che preferirebbe che il suo avversario fosse Renzi e non Bersani.
Di Grillo onestamente non me ne frega niente, mi concentrerei più che altro sul discorso della sua preferenza di Renzi contro Bersani.
Tutti gli esperti fanno ipotesi sul perché di questa sua dichiarazione. C'è chi dice che sia in realtà un bluff per mettere confusione nel PD, che in realtà lui vuole Bersani come avversario e per metterlo in confusione dice il contrario. Nessuno ha chiaramente detto che è assolutamente ridicolo o quantomeno inquietante che un politico possa esprimere la preferenza per il suo avversario, specie se con la legge elettorale attuale il cittadino se lo scorda di poter esprimere la sua preferenza nel suo voto.
Francamente non so che dire.
Berlusconi potrebbe preferire Bersani, combattendo come ha sempre combattuto (sparando cazzate sul pericolo stalinista) o potrebbe anche preferire Renzi, il che lo porterebbe a fare campagna elettorale in uno scenario completamente nuovo e, specialmente, caratterizzato da confusione e disordine, due elementi nei quali sguazza come porco nel fango.
In questo momento non so se sarebbe peggio un PD guidato da Bersani, così lento nel dare anche la minima scossa o a Renzi, tanto pronto per il cambiamento eppure inspiegabilmente aggrappato al mondo liberale e cattolico.
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mercoledì 12 settembre 2012

Lavorare con lentezza

A cosa pensano gli italiani in questi giorni?
Non siamo pessimisti, non è vero che gli italiani non pensano a niente!
Ultimamente i maschi italiani stanno tappezzando le loro bacheche su fichibook riportando i risiltati di ricerche scientifiche che riportano che bere lo sperma aumenta la serotonina, previene la depressione e concilia il sonno, sperando che le loro fidanzate ci caschino. Qualcuno abbocca.
In mancanza di altre notizie calde e veramente importanti per ora non c'è un trend il che è anche abbastanza straoirdinario, dato che in genere la gente è parecchio omologata.
Ma c'è qualcosa che ancora è sulle bocche e le bacheche fb dell'uomo medio.
L'odio per Monti naturalmente.
Che Monti ci stia dando giù sul cittadino medio è fuori discussione.
Ma cosa fanno gli altri?
Gli italiani, oltre a criticarlo e a scrivere il proprio astio su blog, twitter, facebook o cazzi vari fanno poco, come già detto.
Un italiano in particolare ha fatto quello che nessun italiano medio si sogna di fare. Se n'è andato in vacanza, dimostrando per l'ennesima volta che Berlusconi ha capito tutto dalla vita.
Non c'è fretta se vuoi riprendere un potere, nel frattempo vattene in Africa dove non si fanno problemi se palpeggi le minorenni, basta che usi le precauzioni. Tanto chi va in Africa, se è abbastanza sveglio non ci resta per viverci fino alla morte, basta starci quel tanto che basta per divertirsi. Gli italiani non si faranno problemi se poi torni e ti candidi per metterglielo al culo di nuovo.
Cosa stannpo facendo invece i politici dell'Opposizione?
Si sono messi su un progetto che ritengono importantissimo, ben più importante della disoccupazione, dei tagli, delle tasse, della povertà: la riforma elettorale.
E ancora non hanno concluso un cazzo.
Già è abbastanza grave che la politica sia così autoreferenziale da occuparsi solo delle leggi che la riguardano, almeno si diano una mossa!
Sono mesi che ci stanno sopra.
Almeno Monti qualcosa l'ha fatto. Poco, male, ma l'ha fatto!
Perchè? Perchè c'è chi la vuole cambiare e, ovviamente, c'è chi ci si è affezionato. Perchè teme di restare fuori dal gioco. Fra questi c'è Casini ovviamente.
Paladino dellla famiglia, dei giovani, delle riforme necessarie, a lui non va bene.
Per qualche motivo che non ho capito (e non voglio capire, perchè non intendo ascoltare i suoi arrampicamente sugli specchi) la riforma elettorale andrebbe contro il bene del paese.
Non perchè rischierebbe di escluderlo dalla vita politica (il che non è neanche detto, dato che potrebbe perfettamente mimetizzarsi nel PD), assolutamente no!
Casini non si vuole schierare, nè col PD, troppo imbarazzante per le sue annacquate simpatie sinistroidi, nè col vecchio compagno di merende del PdL, troppo imbarazzante e basta. Casini vuole stare in mezzo ai due, ma con nessuno dei due, come una profumiera pluricorteggiata da entrambi i contendenti, troia di tutti (ma ufficialmente vergine), moglie di nessuno. Se per caso non raggiungesse abbastanza voti starebbe fuori dal gioco.
Questo è il problema della democrazia italiana.
Chi vale meno grida di più.
Nessuno al PD ha avuto l'idea di zittirlo in quanto individuo umanamente e politicamente inutile. Perchè anche buona parte del PD ha le manie di Casini, non vuole rompere definitivamente con nessuno, dato che potrebbe essere un traballante alleato per fare numero.
E Monti non ci pensa neanche a prendere una decisione a rigurardo. Primo, perchè a lui non gliene frega niente della politica italiana dopo di lui, lui tornerà a fare il professore portando a casa il titolo di peggior Presidente del Consiglio, almeno fino a quando non ci sarà il prossimo Governo che tenterà di alzare le tasse.
Secondo, perchè già deve stare attento a non farsi silurare per le riforme che sta facendo e la riforma elettorale è probabilmente la riforma per la quale i suoi sostenitori più dubbi lo potrebbero silurare.
Di questo passo arriveremo alle prossime elezioni senza una riforma elettorale o, almeno con una sua versione poco incisiva per far contente le varie mosche cavalline.
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lunedì 10 settembre 2012

Il cavaliere oscuro. Il ritorno

Inizio a delineare quello che è lo stile dei film di Nolan.
Innanzitutto credo che i suoi film vadano rivisti più di una volta.
Non per ricercare significati nascosti o per divertimento, ma perchè è necessario. Questi film sono caratterizzati da dei ritmi incalzanti e degli intrecci abbastanza macchinosi.
Finchè ti trovi a guardare un film troppo frenetico come Transformers il problema non si pone, dato che il film è fondamentalmente privo di trama, recitazione e profondità dei personaggi, mentre abbonda di spettacolarità ed effetti speciali.
Se invece stai guardando Il cavaliere oscuro  il problema non si pone, dato la trama è sullo sfondo e sei completamente preso dal personaggio di Joker.
Quando vidi Inception me lo sono goduto davvero, dato che il susseguirsi degli eventi è sostenuto da una grandissima attenzione dei dettagli.
Vedendo invece l'ultimo episodio della trilogia di Nolan ho avuto l'impressione che si fosse un po' lasciato andare.
Bruce Wayne, ancora traumatizzato dall'epica lotta con Joker e dalla morte della sua amata, si è ritirato di nuovo a vita privata. Il brutto è che anche il suo alter ego Batman si è ritirato, dato che i suoi servigi non lo richiedono più in una città che non lo apprezza e che gode di un periodo di tranquillità.
Gotham ha finito di stare tranquilla e di disprezzare l'aiuto del cavaliere oscuro.
Batman è sempre più preso dai lutti della sua vita, mentre Alfred, fedele e ma solido come sempre, cerca inutilmente di ridare la vita a quello che, in barba a tutte le armi tecnologiche e i miliardi, vede ancora come un pupillo indifeso.
Gordon, dopo i compromessi a cui era sceso dopo la morte di Dent, non riesce a tollerare il proprio rimorso e porta con difficoltà la mascherà di tutore  della legge che ufficialmente è tenuto a dare la caccia a Batman invece che rendergli grazie per i servigi offerti alla città.
I due nuovi Villain dovranno scombussolare questo ristagno depressivo.
Catwoman è una ladra d'alto bordo, bella quanto spregiudicata. Non è la Pfeiffer di Tim Burton, il cui personaggio era descritto in maniera più completa e sfaccettata lungo la sua evoluzione da remissiva segretaria a gatta ammaliatrice, tuttavia la versione della Hataway è più aggressiva, spregiudicata e incommensurabilmente figa.
Bane è la doverosa toppa che hanno dovuto rimediare per la sua mediocre rappresentazione in Batman e Robin. Stavolta Bane non è solo tosto, ha anche un cervello ed è capace di adottare strategie complesse e aggressive e di circondarsi di un alone di terrore che mette in fuga i propri nemici e spinge a obbedire sempre anche gli amici.
Bane è un degno erede di Joker, dato che rappresenta la malvagità più spinta e determinata, anche se in questo caso a spingerlo è l'odio verso il mondo più che l'amore per il caos.
Le azioni di Bane possono essere come un completamento di quelle fatte da Joker.
Ne Il cavaliere oscuro il gioco cui Joker sottopone agli ostaggi non è altro che una semplice riproposizione su scala reale del classico dilemma del prigioniero, sfizioso per chi non lo conosce, scontato per chi sa di cosa si sta parlando.
In questo film Bane sottopone le sue vittime a un altra tortura psicologica e il tutto può essere letto come una prosecuzione del precedente dilemma, ma in chiave sociologica più ampia, dato che la sottopone a un'intera città. I risultati possono essere letti in una chiave sociopolitica contro le dittature: il terrore delle masse blocca letteralmente qualsiasi azione sovversiva, sia che avvenga contro una dittatura, sia che avvenga in uno stato di completa anarchia spacciato come rivoluzione.
Qualsiasi azione viene bloccata per il terrore di ritorsioni, anche se era stato chiaramente detto che in ogni caso ci sarebbe stata una catastrofe, che tutti però sperano che magari non succederà.
Il film va indubbiamente visto al cinema e fottetevene del 3d, ciò per cui mi ringrazierete è innanzitutto la potenza della colonna sonora, vecchio cavallo di battaglia di tutti i film su Batman e egregiamente riportato qui. Squadra che vince non si cambia.
Purtroppo, dopo l'apice di Nolan raggiunto con Inception, pare che in questo film abbia un poco allentato. Innanzitutto è seriamente difficile seguire la trama e tutti i dialoghi, specie se alcuni dialoghi sono a tratti contorti e se hai una musica perennemente a palla che ti distrae (anche perchè, ripeto, la musica fomenta un sacco!). Fra l'altro ogni tanto appaiono qua e là alcuni buchi logici, che già apparivano col precedente Batman, solo che li gliela perdonavi, dato che la trama era un pretesto ed era anche abbastanza lineare, mentre questa è più complessa. Fra l'altro alcune scene di combattimento sono un po' troppo fine a se stesse, ma pazienza. Grandi colpi di scena, il secondo tempo è di gran lunga meglio del primo e pieno di fomento.

Voto 8/10


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sabato 8 settembre 2012

8 settembre


Oggi è l'anniversario dell'armistizio del '43.
L'armistizio doveva teoricamente porre fine alla guerra, sancendo l'uscita dell'Italia dal conflitto.
Non fu così.
La guerra sarebbe durata fino al '45, con i massacri annessi.
Puntare il dito su un solo colpevole è banale e inefficace.
La colpa di altri 2 anni di guerra non si può dare a una persona.
2 anni di guerra ai quali si aggiunge il crollo della credibilità italiana che praticamente stiamo tutt'ora pagando.
L'Italia era entrata in guerra con la Germania e con l'armistizio si tirava fuori dai giochi.
Effettivamente non c'è da stupirsi del fatto che i tedeschi ci siano andati giù pesante (senza giustificarli ovviamente!).
La scelta di abbandonare il conflitto quando solo la Sicilia era stata conquistata fu un'idea di Badoglio, dei Savoia e dei vecchi gerarchi fascisti, una bella riunione di gente senza nè intelligenza nè palle, che decisero di arrendersi subito per evitare quello che meritavano. I Savoia e Badoglio si salvarono, ma la stessa cosa non capitò a centinaia di militari italiani che si videro attaccati dai tedeschi senza neanche sapere che i loro capi se l'erano data a gambe levate.
I tedeschi già sapevano tutto, perché i Savoia e i loro compari cospiratori non erano stati solo così vigliacchi da chiedere l'armistizio agli Alleati, ma erano stati così scemi che si fecero scoprire dai tedeschi.
Di lì allora gli italiani si sono ritrovati in una guerra che ancora continuava, anche se teoricamente non c'era più.
2 anni sono tanti.
La loro troppo lunga durata si può far derivare da diversi fattori.
La tenacia dei tedeschi nella difesa; la conformazione del territorio; l'incapacità della quasi totalità dei generali alleati; e, diciamolo, anche un'efficienza della Resistenza non comparabile alle omologhe europee.
C'è poco da festeggiare.


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venerdì 7 settembre 2012

Citando un precario


Ri porto qui sotto il post di un ex compagno di liceo che mi ha parecchio colpito

Io lì dentro ci sono cresciuto. Quando sono entrato per la prima volta in TP, avevo ventun’anni e da lì a quindici giorni mi sarei separato da una ragazza splendida (cosa che ancora un po’ rimpiango ma questa è un’altra storia).
Entrai da interinale, e dopo tre mesi non mi rinnovarono il contratto. Feci giusto in tempo a farmi un tatuaggio, proprio in ricordo di quella ragazza, a godermi qualche serata che mi richiamarono per diventare supervisore di una campagna nuova e bella, che per tre anni mi ha circondato di belle persone, lavoro interessante ed una marea di sfide. In questi tre anni mi sono quasi innamorato, ho pianto, ho corso, sono arrivato tardi, ho mangiato in postazione, ho urlato, ho riso (tantissimo), ho lavorato come uno stronzo, ho visto gente ringraziarmi e rimproverarmi, sono stato criticato e premiato, ho creato, ho distrutto, ho perso amici e trovato belle persone.
Fuori di lì la mia vita continuava sempre uguale, e di contro dentro TP le cose cambiavano di continuo, vuoi per la natura elastica della campagna, sia perché la dirigenza non è mai stata capace di apportare un reale cambiamento in meglio. Mai.
Ho conosciuto gente di mezzo mondo, magari anche solo per telefono, ho imparato ad usare nuovi sitemi, a parlare meglio l’inglese, ma soprattutto ho capito come parlare con le persone, il mio scopo più grande e difficile: interagire, ascoltare, discutere, rimproverare e gratificare. Ho imparato a portare quello che capivo dentro al di fuori, sia a livello tecnico (“a Jà me sìè sbracato l’iP**** me dai ‘na mano te che ce lavori?”) che umano (“sto telefono me fa sbroccà!!”). Mi sono fidanzato di nuovo ed è stato difficilissimo conciliare il lavoro con lei, soprattutto per.. vabbè pure  questa è un’altra storia, lasciamo stare..
Insomma come tante persone TP per me era diventato il fulcro della mia vita: il mio ruolo, il “supervisore”, è sempre stato carico di responsabilità e doveri, impegni improrogabili e riunioni improvvisate, file incomprensibile e registrazioni “illegali”.
Poi la routine ha cominciato a farsi pesante, schiacciante, e fu così che arrivò la proposta: cambiare, affidarmi una campagna nuova, considerando che “avrai il fiato di tutta TP sul collo”, citando parole davvero pronunciate. E li fu il declino. Un po’ come la barzelletta di quello che deve scegliere la pena eterna dell’inferno, e dopo aver visto sale di tortura, sevizie, dolore, vede una piscina di merda con tutte persone con la testa di fuori. Al che dice “questa va bene!”, entra, ed il diavolo grida “ok ricreazione finita, tutti sotto!!”.
Ecco, questo fu il cambiamento: per tre anni con la merda fino al collo, con la testa fuori che possono essere le soddisfazioni che comunque arrivavano. Poi tutti sotto, via, a farci quasi l’abitudine con la merda.
Disorganizzazione, interventi motivazionali che nemmeno la Ferilli in “Tutta la vita davanti”, mancante ingerenze, carichi di lavoro ed orari assurdi, richieste mai evase e mail mai risposte. L’unica soddisfazione, per quanto enorme e piena, sono stati quei ragazzi che ogni singolo giorno, con l’impegno e la volontà, hanno portato avanti una campagna difficile, piena di ostacoli inutili, andando avanti a testa alta, senza mai arrendersi.
Io mi sono arreso, o forse no.
Vedendo come la mia uscita di scena ha colpito molto più la “bassa manovalanza” (e sapete in che accezione lo dico) rispetto a chi poteva fermarmi, mi fa capire che quel posto è semplicemente uguale a tutti gli altri. In questi anni di cazzate ne ho sentite molte, dal “non vogliamo bruciare altre persone come abbiamo già fatto” a “dammi un mese di tempo e risolviamo tutto”. Quel mese di tempo doveva partire il 17 Marzo. Al 5 Luglio, data delle mie dimissione e casualmente terzo meseversario dalla nascita della campagna, ho avuto 2 incontri 2. E nulla si è risolto, anzi.
Mi è stato detto che ho deluso, che sono stato una sconfitta “al 50%” perché il resto era mio, di peso da portare. Per me lo è stata al 150%, cari miei. In un posto che lavora con le parole, pochissimi lì dentro le sanno usare davvero. La gente va motivata, ci si deve parlare con le persone. Non pensate che quando gli operatori chiedono gratificazioni parlino solo di soldi e ferie. A volte basta un gesto, una pacca sulla spalla, un sorriso. Gente come me, lì dentro, ha lavorato con la febbre, con i lutti sulle spalle, con i bambini a casa, con un matrimonio nascente o morente, con gli operai a casa. Mentre tutto un altro piccolo mondo per un’unghia spezzata sta in malattia per giorni. Ma indovinate chi sarà più oberato al suo rientro? Ma se fai un discorso del genere a chi di dovere, ti si risponderà che “a voi possiamo fare questi discorsi perché siete intelligenti (vedi coglioni), gli altri tanto non capirebbero”. E allora a casa. Tutti quelli che rovinano quel posto, a partire dai sindacalisti che hanno sempre tanto da fare, persino durante i giorni di assemblee, fino all’ultimo dei paraculi che TP la vede solo scritta sul certificato medico.
Lì dentro c’è il problema di essere “troppo italiani”, si diventa tanto belli ed internazionali solo quando c’è da avere “un piano d’azione qualitativo che standardizzi ogni sede con l’altra, in modo da avere tutti lo stesso procedimento per intervenire sulle risorse”. Tradotto: domani c’è l’audit qualità, facciamo vedere che per un paio di giorni facciamo tutto poi chi s’è visto s’è visto. Per favore.
So che il mio andar via non porterà nessuno cambiamento lassù. Spero solo di rovinare un paio di notti a chi dico io, perché per la prima volta so che chi ha perso siete voi. Mi avete fatto scappare via, quando sarebbe bastato fermarmi e parlarmi. Due minuti. Ma TU sei troppo orgogliosa, come me, quindi ti capisco. Per orgoglio in vita mia ho fatto scappare tante persone (vedi le prime tre righe).
Io so di aver fatto quel che è giusto per me, per la prima volta da quando lavoravo lì dentro. Non ha mai (MAI) preteso nulla a TP, ho sempre abbassato la testa andando avanti come un mulo, ligio al dovere. Certo sono stato aiutato, ma vedere che dopo tre anni e mezzo sei lasciato andar via come il tedesco in “Salvate il soldato Ryan” fa male. Il fatto è che lui torna, io no.

Questo ultimo pezzetto lo lascio a voi, le vere risorse di quel posto: siete belli come il sole, avete tanto da dare e da avere, e come me date senza volere. Siete forti, e lo sto ripetendo da giorni. Siete il fulcro di quel posto, fategli capire che senza di voi non si va da nessuna parte. Non cadete nel tranello di chi vi dice “tanto se andate via ne trovano altri due”. A livello di numero è vero, ma ognuno di voi è un numero a se, e nessuno potrà mai sostituirvi davvero, fino in fondo.
Grazie a tutte le belle parole espresse nei miei confronti, in tanti modi.
Grazie a chi mi ha detto “eri la mia forza”, chi mi ha scritto su FB, chi non mi ha detto proprio nulla ma gli è bastato uno sguardo. Chi c’è stato per continuare ad esserci e chi è solo passato a vedere come andava.
Anche se nessuno mi vorrà indietro, lì dentro, ed ormai è palese, cerco di farvi capire perché ho lavorato fino all’ultimo, fino a cedere. Quelle che seguono sono semplici ticchettii sulla tastiera di una persona davvero bella, con cui ho parlato poco ma che è stato uno dei tanti volti amici di questi ultimi mesi, che ieri mi ha fatto piangere (finalmente) scrivendo quanto segue:

A volte circostanze o situazioni che si creano ci portano a prendere delle decisioni, apparentemente avventate ma ponderate, anche se in un lasso di tempo. In un contesto democratico si evidenzia così la libertà di scelta, la libertà di essere; in un contesto di arroganza, di controllo e supremazia mette alle corde, costringendoti a prendere una decisione.A volte il coraggio passa inosservato.
Spesso le parole sostituiscono i fatti, credendo che basti il tanto parlare per cambiare situazioni dove solo i fatti possono rendere possibile, dando così valore al propio pensiero alla propria espressione.
Grazie Jacopo. Per quanto mi riguarda la stima è per pochi e non per tutti e tu hai tutta la mia stima.“

Grazie a voi per tutti quanto, spero di averlo fatto capire almeno in parte quanto bello possa essere stato lavorare con voi, le vere e sole risorse di TP.
Vi voglio sinceramente bene. 

Non ho avuto come lui il coraggio di lavorare in call center, anche se le teste di cazzo si trovavano anche dove ho lavorato io. Sono un privilegiato, lo riconosco, ma non sono così scemo da dimenticare che esiste gente che non ha avuto la mia fortuna e che non ha fatto la schizzinosa nella ricerca di lavoro.
In un mondo davvero ingrato come questo è davvero facile dire cosa non va e dire quanto il mondo sia una merda, la seconda cosa riesce particolarmente bene a me.
Eppure ci sono persone che tengono duro.
Persone che non sono così imbecilli da pensare di vivere in un mondo tutto rosa e fiori, ma in grado di riuscire a trovare la vita bella anche quando fanno lavoro che molte persone abbandonerebbero, me compreso.
Queste persone sono, nel loro piccolo, eroiche.
Riescono a trovare la forza di un sorriso, di un bel ricordo anche nelle situazioni più difficili, il tutto mentre ci sono alcuni manager incompetenti e strapagati che hanno posti immeritati e hanno anche la faccia di culo di lamentarsi di quanto le cose vanno male loro.
Chi ha difficoltà nel vivere in un paese iniquo come questo (quasi tutti, salvo raccomandati direi) dovrebbe trarre ispirazione da queste persone e prendere da loro la forza necessaria a non crollare.
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giovedì 6 settembre 2012

C'è chi può e chi non può

Gli italiani sono i soliti geni.
Credono a tutto quello che gli si dice.
E quando gli dici qualcosa che ha a che fare con un'azione malvagia di Monti ci credono pure di più, spinti da un'ottusa demenza del capro espiatorio.
Certo, Monti si sta rivelando indubbiamente un cavallo zoppo, ha alzato le tasse e i tagli e imposte promessi che tutte le persone intelligenti speravano che facesse (tagli alla Politica e tasse patrimoniali fra i più importanti) non sono stati fatti.
Fra le ultime delusioni figura la mancata abolizione dell'ICI ai beni immobili della Chiesa.
L'abolizoone ci sarà, ma non per ora, tutto rimandato al 2013.
Peccato che la cosa non suscita lo scalpore che dovrebbe. Gli italiani si sono scandalizzati per nuove presunte tasse sui tatuaggi, sugli animali equella sulle bevande gassate. Le prime due si sono rivelate delle bufale a cui mezza Italia ha creduto, l'ultima ancora aspetterei la conferma perchè non si sa mai.
In questo gli italiani dimostrano di meritare il triste destino che hanno. Si indignano per stronzate, non per cose veramente gravi. Ti indigni perchè dovrai pagare per il tuo barboncino o il tuo strupido tatuaggio, ma caschi dalle nuvole quando scopri che c'è chi è più ricco di te e le tasse non le paga mai.
Perchè gli italiani non riescono a capire che se pagano tante tasse non è colpa di Monti, è colpa di chi non le paga. Ma purtroppo gli italiani non riescono ad avere una visione di insieme, non riescono ad andare oltre il loro orticello. O meglio, non oltre la loro chiappa destra sulla quale speravano di scrivere CHIARA PER SEMPRE.
Monti effettivamente si sta scavando una fossa.
Fa proposte di riforme, ma le fa senza il polso e senza che siano realmente decisive.
Lo fa perchè ha paura di trovare un'opposizione troppo netta nei suoi confronti, quindi cerca di temperare le riforme varate e di non pestare piedi a pezzi troppo grossi che gli potrebbero bloccare tutto sul nascere. Peccato che non serva a niente, dato che è ugualmente bollato come tiranno amico delle banche e dei ricchi.
A questo punto sarebbe stato più intelligente se avesse preso le redini in mano e mazzolato sul serio, ricchi, preti e banche. Ma non ha avuto il coraggio e ha preferito procedere con cautela. Inutilmente.
Procedendo con cautela ci metti più tempo per varare riforme necessarie e probabilmente trovi lo stesso un'opposizione feroce per tutto quello che farai. Questa lentezza accompagnata da proteste genera instabilità e l'instabilità è nutrimento puro per il fantasmatico spread.
Monti è un po' come Prodi.
Non è un politico becero, è uno che crede nel mercato e nella democrazia e un po' troppo pusillanime per tirare fuori i denti ed escludere dalla politica quelle componenti inutili e reazionarie che vanno contro di lui per principio e che voterebbero per il suo abbattimento fisico. Il modello del signore troppo tenero di Machiavelli: troppo buono, troppo moscio e inevitabilmente destinato a una fine violenta per colpa di un popolo perennemente insoddisfatto o di un avversario politico aggressivo.
Ho sentito gente istruita dire che Prodi è stato il peggior Capo del Governo nella storia italiana.
Dopo le elezioni lo diranno di Monti, che se non altro ha l'alibi di essere stato convocato come tecnico.

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martedì 4 settembre 2012

Tutti all'uni

Oggi gli aspiranti medici tentano il test per l'ingresso a Medicina.
Perchè lo so?
Perchè l'ha detto la radio.
Perchè ogni volta dobbiamo sapere alla TV, radio e giornali che stanno facendo i test a Medicina e non di Matematica, Biologia, Lettere o Ingegneria?
Perchè l'italiano buzzurro medio identifica Medicina come l'unico prototipo dell'Università.Il che può essere anche sensato se pensiamo che molti Corsi di Laurea italiani non sono altro che degli asili molto costosi.
L'unica laurea che per gli italiani ha senso conseguire è in Medicina.
Perchè i medici salvano delle vite!
Vagli a dire che fondamentalmente anche gli infermieri salvano delle vite, solo che prendono e sono considerati molto meno e lavorano molto di più.
Il mondo ha bisogno di medici, peccato che teoricamente avrebbe anche bisogno di avvocati per mandare avanti la Giustizia e ingegneri per costruire ponti, tanto per dirne una.
Solo che Giurisprudenza è una delle Lauree che trova meno lavoro, una volta i genitori che si volevano vantare del figlio laureato puntavano all'avvocato o al medico e così Giurisprudenza si è messa a sfornare una quantità troppo elevata di avvocati; per quanto riguarda l'Ingegneria, questo dimostra per l'ennesima volta quanto l'Italia sia un paese tristemente ed esageratamente umanista, che la porta a disprezzare le fredde materie tecnico-scientifiche.
Ed ecco, in occasione di questi famosi test di Medicina, ci ritroviamo a sentire opinioni di persone che con Medicina e con l'Università non ci hanno mai avuto a che fare.
Presto arriveranno le polemiche su quanto sono male questi test e su quanto sia il solito magna-magna di raccomandazioni.
Che novità!
In questo si legge la frustrazione della famiglia provincial terrona che sale cercando di piazzare un figlio nelle università.
Perchè, a differenza della maggior parte delle famiglie italiane che sperano nei figli un futuro di politico, calciatore o velina, i meridionali ancora seguono il mito dell'istruzione. Una volta tantogli anacronismi culturali rendono migliori le persone!
Certo, il provincial terrone medio spera (anche giustamente) in un figlio laureato a medicina, solo che per ottenere questo usa i metodi più squallidi. Il primo è sperare nella raccomandazione di prima mano, che venga dal cuggino primario o magari qualche ecclesiastico di medio-alto livello che possa piazzare l'aspirante medico alla Cattolica.
Poi vengono i metodi più raffazzonati.
Ho sentito di genitori che si sono iscritti al test, piazzandosi vicino ai figli con lo scopo di passar loro il maggior numero di risposte possibili. Geniali.
Trovandoci di fronte a questo teatrino è anche naturale che qualcuno possa sperare in un futuro in cui Medicina abolirà la selezione all'ingresso  dell'università.
Ed ecco che associazioni di genitori, consumatori e politici, tutta gente con una cultura effettiva che non supera il secondo anno delle superiori, inizia a cercare di proporre l'abolizione dei test.
Non succederà mai.
Medicina è un'università tradizionalista nel bene e nel male. Nel male, perchè sottopone i suoi studenti a un carico di studi effettivamente eccessivo e inutile (che aumenta per tenersi al passo con le nuove scoperte nel campo), perchè esistono al suo interno focolai reazionari, cattolici e di destra (non so se ne bastava un aggettivo per definire il genere) e perchè il nepotismo al suo interno è più diffuso che in altre università. Nel bene, perchè i livelli di studio e organizzazione delle altre università sono ridicoli. Perchè Medicina è un'Università fondamentalmente conservatrice, il che la rende perversamente migliore di altre, perchè le altre hanno ceduto a proposte di cambiamento che poi si sono rivelate fallimentari. Tutte le Università meno Medicina hanno scelto il 3+2 e infatti molte si sono rese conto della cazzata e stanno riportando tutto al vecchio ordinamento. Molte Università hanno abolito il numero chiuso e  ora sono in crisi, perchè non formano decentemente i propri studenti.
Le Facoltà di Medicina in Italia sono molto, molto restie a cambiare. Non combattono il nepotismo, non combattono i fondamentalismi cattolici e i rigurgiti fascisti che strisciano al suo interno. Continuano ad affidarsi a test di selezione che hanno una validità ridicola nel selezionare futuri medici .Perchè, in fin dai conti, continuano a tirare avanti così come stanno.
Le cose vanno male, è vero. Viviamo in un sistema perverso e francamente malato, è vero. Cerchiamo di cambiarlo? Non ci provate! 
Facciamo restare tutto così com'è, perchè se ci mettiamo a cambiare le cose, finirà che facciamo casini e sicuramente le cose andranno peggio.
Meglio restare così come siamo, nepotisti, cattolici, fascisti, conservatori.
Non vi azzardate ad aprire le porte a futuri fuoricorso come hanno fatto le facoltà. Se proprio devono fare qualcosa potrebbero cambiare i criteri di selezione.
Potrebbero regolarizzare il nepotismo, evitando così di illudere quei poveri sfigati che sperano nella scalata sociale dei propri figli. Tanto il nepotismo è la regola da queste parti. E non solo in medicina.


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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.