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lunedì 10 settembre 2012

Il cavaliere oscuro. Il ritorno

Inizio a delineare quello che è lo stile dei film di Nolan.
Innanzitutto credo che i suoi film vadano rivisti più di una volta.
Non per ricercare significati nascosti o per divertimento, ma perchè è necessario. Questi film sono caratterizzati da dei ritmi incalzanti e degli intrecci abbastanza macchinosi.
Finchè ti trovi a guardare un film troppo frenetico come Transformers il problema non si pone, dato che il film è fondamentalmente privo di trama, recitazione e profondità dei personaggi, mentre abbonda di spettacolarità ed effetti speciali.
Se invece stai guardando Il cavaliere oscuro  il problema non si pone, dato la trama è sullo sfondo e sei completamente preso dal personaggio di Joker.
Quando vidi Inception me lo sono goduto davvero, dato che il susseguirsi degli eventi è sostenuto da una grandissima attenzione dei dettagli.
Vedendo invece l'ultimo episodio della trilogia di Nolan ho avuto l'impressione che si fosse un po' lasciato andare.
Bruce Wayne, ancora traumatizzato dall'epica lotta con Joker e dalla morte della sua amata, si è ritirato di nuovo a vita privata. Il brutto è che anche il suo alter ego Batman si è ritirato, dato che i suoi servigi non lo richiedono più in una città che non lo apprezza e che gode di un periodo di tranquillità.
Gotham ha finito di stare tranquilla e di disprezzare l'aiuto del cavaliere oscuro.
Batman è sempre più preso dai lutti della sua vita, mentre Alfred, fedele e ma solido come sempre, cerca inutilmente di ridare la vita a quello che, in barba a tutte le armi tecnologiche e i miliardi, vede ancora come un pupillo indifeso.
Gordon, dopo i compromessi a cui era sceso dopo la morte di Dent, non riesce a tollerare il proprio rimorso e porta con difficoltà la mascherà di tutore  della legge che ufficialmente è tenuto a dare la caccia a Batman invece che rendergli grazie per i servigi offerti alla città.
I due nuovi Villain dovranno scombussolare questo ristagno depressivo.
Catwoman è una ladra d'alto bordo, bella quanto spregiudicata. Non è la Pfeiffer di Tim Burton, il cui personaggio era descritto in maniera più completa e sfaccettata lungo la sua evoluzione da remissiva segretaria a gatta ammaliatrice, tuttavia la versione della Hataway è più aggressiva, spregiudicata e incommensurabilmente figa.
Bane è la doverosa toppa che hanno dovuto rimediare per la sua mediocre rappresentazione in Batman e Robin. Stavolta Bane non è solo tosto, ha anche un cervello ed è capace di adottare strategie complesse e aggressive e di circondarsi di un alone di terrore che mette in fuga i propri nemici e spinge a obbedire sempre anche gli amici.
Bane è un degno erede di Joker, dato che rappresenta la malvagità più spinta e determinata, anche se in questo caso a spingerlo è l'odio verso il mondo più che l'amore per il caos.
Le azioni di Bane possono essere come un completamento di quelle fatte da Joker.
Ne Il cavaliere oscuro il gioco cui Joker sottopone agli ostaggi non è altro che una semplice riproposizione su scala reale del classico dilemma del prigioniero, sfizioso per chi non lo conosce, scontato per chi sa di cosa si sta parlando.
In questo film Bane sottopone le sue vittime a un altra tortura psicologica e il tutto può essere letto come una prosecuzione del precedente dilemma, ma in chiave sociologica più ampia, dato che la sottopone a un'intera città. I risultati possono essere letti in una chiave sociopolitica contro le dittature: il terrore delle masse blocca letteralmente qualsiasi azione sovversiva, sia che avvenga contro una dittatura, sia che avvenga in uno stato di completa anarchia spacciato come rivoluzione.
Qualsiasi azione viene bloccata per il terrore di ritorsioni, anche se era stato chiaramente detto che in ogni caso ci sarebbe stata una catastrofe, che tutti però sperano che magari non succederà.
Il film va indubbiamente visto al cinema e fottetevene del 3d, ciò per cui mi ringrazierete è innanzitutto la potenza della colonna sonora, vecchio cavallo di battaglia di tutti i film su Batman e egregiamente riportato qui. Squadra che vince non si cambia.
Purtroppo, dopo l'apice di Nolan raggiunto con Inception, pare che in questo film abbia un poco allentato. Innanzitutto è seriamente difficile seguire la trama e tutti i dialoghi, specie se alcuni dialoghi sono a tratti contorti e se hai una musica perennemente a palla che ti distrae (anche perchè, ripeto, la musica fomenta un sacco!). Fra l'altro ogni tanto appaiono qua e là alcuni buchi logici, che già apparivano col precedente Batman, solo che li gliela perdonavi, dato che la trama era un pretesto ed era anche abbastanza lineare, mentre questa è più complessa. Fra l'altro alcune scene di combattimento sono un po' troppo fine a se stesse, ma pazienza. Grandi colpi di scena, il secondo tempo è di gran lunga meglio del primo e pieno di fomento.

Voto 8/10


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