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giovedì 12 aprile 2012

Nero Wolfe

Mi è capitato di vedere la prima puntata della nuova versione di Nero Wolfe.
Ciò che mi ha spinto a guardarla era fondamentalmente la presenza di Pannofino.
Sì, lo ammetto, non ho letto i libri da cui è tratta questa serie, nè visto uno sceneggiato meno recente e più fedele.
Sarà che sono una brutta persona...
Nero Wolfe (Francesco Pannofino) in questa versione all'italiana è un celebre investigatore che si è trasferito in Italia in seguito a dissapori in patria col capo dell'FBI.
La sua presenza a Roma attira inevitabilmente l'attenzione di procuratori, giornalisti, investigatori dilettanti e clienti.
Nero Wolfe è un burbero, un uomo con le sue abitudini, i suoi ritmi, i suoi capricci.
E odia le donne, troppo problematiche e ritenute da lui in grado di sconvoglere il suo equilibrio.
Wolfe è aiutato da Archie Goodwin (impersonato Pietro Sermonti) un assistente che segue pazientemente il capo nelle sue avventure e nelle sue bizzarrie e che, al contrario del datore di lavoro, adora le donne.
È buffo vedere questa coppia di personaggi, ancora più buffo se si pensa che qui le posizioni si sono invertite rispetto a Boris: a Boris è il personaggio di pannofino, quello che deve assecondare i capricci dell'attore prima donna impersonato da Sermonti, mentre qui le posizioni sono completamente invertite.
Veniamo alla qualità.
Anche se sono un grande estimatore di Pannofino, devo dire che mi sarei aspettato di meglio da lui, forse perchè sono abituato agli elevati standard di Boris e agli altissimi livelli di tutti gli attori doppiati da lui fino ad ora.
Meglio Sermonti contando che qui, al contrario, essendo abituato ai livelli di (finta) incapacità recitativa di Stanis a Boris, non ero partito con grandi pretese.
Altro punto dolente è che la fotografia del telefilm è molto artefatta. E lo dico io, che sono completamente ignorante nel campo!
Ultimo e più tragicamente importante punto: a parte Pannofino, Sermonti e un paio di altri attori degni di nota, la recitazione degli altri attori è pietosa.
Specialmente da parte delle donne, quasi tutte delle cagne senza appello, tanto per dirla alla Boris. E questo rende il film molto italiano, per dirla alla Stanis.
Credo di aver capito che il progetto non abbia avuto grande successo, almeno per quel poco che ho sentito.
Primi fra tutti sono i puristi di Nero Wolfe, che non hanno preso per niente bene questa trasposizione italiana. Personalmente credo che quella sia l'ultimo dei problemi.
Ritengo sia anche molto superficiale pretendere che un romanzo sia perfettamente fedele nella sua trasposizione in televisione. Se dovessimo storcere il naso a ogni licenza poetica non potremmo vedere quasi niente.
In fondo Montalbano nei libri di Camilleri non è pelato ed è più vecchio, ma sono pronto a fare a botte con chiunque si permetta di dire che Zingaretti non è adatto a impersonare il mitico commissario!
L'importante è che il protagonista sia fedele all'originale e pannofino, per quello che c'ho capito, se la cavicchia, magari non è stato il migliore dei suoi ruoli, specie se prendiamo in considerazione anche la carriera di doppiatore. Ma se la cava.
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