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giovedì 26 maggio 2011

Game of thrones

Avendo trovato un collega che condivide l'interesse della grande saga fantasy di George R. R. Martin, ho deciso di rompere gli indugi e iniziare a vedere come il romanzo è stato messo su pellicola.
Poichè l'autore dell'originale ne è anche produttore siamo riusciti a scampare uno di quei tristi episodi in cui grandi prodotti vengono messi nelle mani di incompetenti che ne stravolgono la sostanza e la forma per proporre versioni diverse dal libro che risultano poco fedeli e scadenti.
Il romanzo di Martin è scritto in maniera cruda e realistica, con uno stile volgare, sessista, vagamente depressivo, misogino, sarcastico, con alcuni personaggi privi di qualsiasi forma di rispetto per l'altro, dignità o pudore. Lo adoro.
Avendo voluto - molto saggiamente - evitare condensare il tutto in un o un paio di film (del resto la saga è ancora in corso di scrittura!) hanno deciso di fare un telefilm che riuscisse a seguire nella maniera più esauriente l'intero corso degli episodi.
E è il primo punto a favore.
Il telefilm descrive le peripezie dei sette regni Westeron, un grande continente in cui all'inizio della saga vige una pace che già puzza di guerra.
Robert Baratheon (Mark Addy), re unificatore di questi regni, sente che qualcosa sta andando storto e decide di richiamare dal nord il suo vecchio e onorevole compagno d'arme, Eddard Stark. Quello che gli chiede è di diventare suo Primo Cavaliere, il suo braccio destro nel governo di un regno pieno di intrighi politici e pericoli che presto lo insidieranno da dentro e da fuori.
Mentre a est i discendenti dell'ultima casata spodestata da Robert stanno tramando per ricostituire un esrcito e reclamare di nuovo la corona, a nord dei misteriosi guerrieri, potenti e terribili, stanno attaccando i guardiani della notte, i guerrieri che sorvegliano le fredde frontiere orientali dalle incurisioni di barbari e altri pericolosi e sfuggenti nemici.
Veniamo al giudizio.
Eccellente.
Martin ha una maniera di scrivere sublime, i suoi dialoghi sono divertenti e ruvidamente realistici, cosa che è stata ereditata dal film, con numerose frasi che sono state fedelmente riportate.
Veniamo alle mie aspettative e alle relative conclusioni.
Mentre guardavo la prima puntata pensavo a quale dei seguenti momenti mi avrebbe fatto maggiormente saltare sulla sedia gridando un poderoso TANTA ROBA di apprezzamento
1) La prima volta in cui veniva pronunciato l'Inverno sta arrivando
2) L'ingresso di Robert Baratheon
3) La prima grande frase a effetto. Siccome parliamo di Martin le frasi a effetto sono tante, ma la prima fa sempre la sua porca figura. La frase migliore della puntata è quella sulla lingua Dohtraki, dove non esiste la parola grazie. Antropologicamente parlando è una frase a dir poco sublime. Ovviamente dovete guardare la puntata!
4) La prima apparizione dei membri della Casata Targaryen
5) La prima comparsa di Tyrion Lannister
Non c'è partita: Tyrion Lannister regna!
Veniamo agli attori.
Come già accennato, Tyrion regna e il suo personaggio è ben gestito da Peter Dinklage.
Eccellente anche il fratello Jaime, intrigante e di buona presenza, magari potevano evitare quel poco guerresco taglio alla Hugh Grant.
Cersei si è rivelata la più figa fino ad adesso.
Robert Baratheon guadagna punti solo per il fatto di essere recitato da Mark Addy.
Bravo anche Eddard Stark. Come personaggio nel libro mi piace meno di altri, ma Sean Benn è azzeccato per lui.
Deludente Catelyn, più che altro per motivi estetici: me la facevo più fica.
L'attore che interpreta Jeoffrey Baratheon è sufficientemente antipatico per rendere l'idea del personaggio, non vedo l'ora di vedere come se la cava nelle prossime puntate.
I figli della famiglia Stark ci stanno, per ora il più simpatico è Bran.
Grande chiusura della puntata.
Da vedere!

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