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venerdì 11 maggio 2012

Municipi, Comuni, Province, Regioni, Città, Stato Italiano. Guida al feudalesimo italiano del XXI secolo

 Prendiamola alla lontana.
Una volta c'erano i Franchi.
Questi signori dovevano governare un vasto regno le cui terre erano reduci da secoli di carestie, invasioni e crolli di imperi. Cosa fecero i re di questi signori?
Non potevano di certo governare tutto da soli una simile cosa e del resto dovevano tenere buoni i compagni d'arme che, insieme a loro, avevano permesso di  conquistare un sì vasto regno.
Questi signori decisero di dividere il regno in settori, chiamati feudi e affidarono questi feudi a grandi feudatari, chiamati vassalli; i vassalli a loro volta avevano ugualmente un area troppo grande da gestire e dovevano a loro volta tenere buoni i loro sottoposti, decisero così di dividere le loro terre e affidarle a loro volta ai cosiddetti valvassini; questi non potevano di certo lavorare la terra in quanto nobile e avevano bisogno di qualche fesso che gestisse la loro terra e si sporcasse le mani, i quali a loro volta avevano dei lavoratori senza terra che zappavano per un tozzo di pane.
Questo sistema era tenuto in piedi dall'usufrutto: colui che riceve un bene (in questo caso terriero) da un altra persona può goderne dei benefici e sfruttarlo impegnandosi poi a restituirlo.
Più grande è il bene, più alto il godimento.
La storia ci insegna che alla fine i grandi feudi smisero di essere restituiti al re e passarono agli eredi di vassalli e valvassori, cosa che non riguardò invece piccoli possidenti terrieri e servi della gleba.
Ma questa è un'altra storia.
Il sistema feudale non è ovviamente un'invenzione dei franchi, vi sono molte analogie con sistemi amministrativi di epoche e culture antecedenti che non sto a elencare.
Il suo punto debole è semplice: funziona all'inizio, ma poi finisce per crollare, rovinato da imperizia e corruzione.
Io ho un regno e non mi sento in grado di gestirlo da solo, lo divido fra 3 persone, ognuna delle quali a sua volta dividerà la sua parte in altre 3 per altri 3 sottoposti.
Facciamo finta che questa catena continua fino a raggiungere un numero di 27 persone.
Il mio regno è gestito da 27 persone. Che ovviamente non mi fanno da aiutanti per volontariato, ma vorranno una piccola quota su i soldi che gestiscono.
27 persone, contando me siamo 28.
Quante volte avete mangiato in pizzeria con altre 20-30 persone? Salvo i fobici sociali più pesanti è capitato a tutti. Quante volte vi è capitato che, di fronte al conto, vi siete accorti che mancava qualche soldo?
Su 20-30 perrone, c'è sempre qualcuno che, per distrazione o paraculaggine, paga meno del dovuto.
Io , re Edric Ant, ho il mio bel regno diviso in 27 distretti, contee, satrapie, feudi, quellochecazzovipare.
È inevitabile: se faccio i conti mi accorgerò che manca qualcosa, posso pure aver scelto bene i miei vassalli, ma non ho garanzie per coloro che sono stati scelti dai mei vassalli e almeno uno, statene certi, è uno che fa il furbo!
Forse sotto il mio regno i soldi scomparsi saranno pure pochi, ma statene certi che i miei successori avranno gli stessi problemi, probabilmente il deficit aumenterà in maniera esponenziale ogni generazione.
Questo è ciò che è successo a molti grandi imperi e nazioni: l'impero spagnolo, bizantino, romano, ottomano, l'Unione Sovietica. Tutte questi grandi Stati sono durati a lungo nonostante la grande estensione e le grandi difficoltà che hanno affrontato, ma ogni anno erano sempre più corrotti, la cresta che ogni volta la classe sociale dominante si metteva in tasca era sempre più alta.
Questo è il sistema del feudalesimo, è un sistema di divisione del potere che ha a suo modo una grande sensatezza, dato che un territorio ha diversi centri di potere. Tuttavia raramente evita la corruzione, perchè quasi chiunque abbia il suo orticello si fa gli affari suoi a discapito dell'organizzazione più vasta di cui fa parte.
Questo sistema feudale non ha più senso.
Carlo Magno non poteva andare su è giù per l'impero per gestire ogni questione politica ed economica, aveva bisogno di qualcuno che facesse le sue veci dall'altra parte dell'impero e in ogni sua parte.
Se, mentre Carlo Magno stava per essere incoronato imperatore a Roma, fosse scoppiata una rivolta in Pomerania, sarebbe stato indispensabile avere un vassallo di fiducia da quelle parti che facesse il culo ai rivoltosi. Se Carlo Magno non avesse adottato un sistema politico come quello feudale sarebbe morto a 20, non a 80.
Ma Carlo Mango non aveva un cellulare.
Il sistema feudale ha senso in un'epoca in cui le comunicazioni sono precarie, dove ovunque tu vada hai una persona competente impegnata a mantenere il sistema funzionante. Sempre che questa persona non sia un bastardo o un incapace.
Oggi viviamo in un'era di telecomunicazioni avanzate.
Sto scrivendo una cazzata a Roma e posso scrivere qualcosa di insultante a un leghista bergamasco senza prendermi il disturbo di salire su a dirglielo di persona, rischiando le botte oltretutto.
Il problema dell'Italia è che ancora si affida a un sistema feudale.
Vi sono una quantità improba di giurisdizioni territoriali e annessi uffici.
Provincia, Comune, Municipio, Regione, Circoscrizione.
Onguno di questi enti richiede imposte per mantenerli; ognuno di questi enti impone cavilli amministrativi che si incrociano con quelle degli altri e allungano qualsiasi procedura che abbia a che fare con permessi, richieste, pagamenti di tasse o multe; ognuno di questi enti riesce sempre a piazzare qualche amico o parente dove gente più valida di quest'ultimo potrebbe lavorare.
A cosa cazzo servono tutte queste cose?
A cosa cazzo servono tutte le pratiche burocratiche che le tengono in piedi?
A che cazzo servono tutte le tasse che vanno pagate ognuno di questi Enti?
A dare lavoro a un paio di impiegatucoli e 3 assessori che vivono grazie a una ridondanza amministrativa!
Tutti i soldi che ciucciano questi enti e persone sarebbero risparmiati se le loro mansioni fossero sostituite da una scimmia ammaestrata e un sistema informatico decente da una connessione capillare su tutto il territorio.
Una semplificazione VERA potrebbe tranquillamente sostituire tutta questa merda inutile.
Non dico di abbattere tutto, ma si dovrebbero eliminare almeno una buona metà di questi enti di riferimento.
Io, imprenditore, cittadino o professionista iscritto a un albo, devo avere a che fare col Municipio X della Circoscrizione Y della Provincia Z della regione ALFA, i quali possono essere gestiti da diversi amministratori politici di diverso livello, ognuno dei quali ha il proprio codazzo di burocrati e consulenti e pago gli stipendi questi qui. Magari al Municipio e alla Circoscrizione vi sono amministratori e uffici efficienti, ma che succede se, per esempio alla Provincia, c'è un problema, che potrebbe essere uno sbaglio della gestione, una lotta politica interna o contro i piani alti o delle procedure poco limpide? È altamente probabile che su quattro anelli di questa catena ve ne sia uno corrotto o comunque compromesso. Non avrebbe senso tagliare uno o due di questi enti, facendo in modo venga tutto gestito dai livelli più bassi della catena o solo da quelli alti?
Sì, si perderebbero posti di lavoro.
Ma vorrei far notare che, con tutti i soldi che si risparmierebbero in locali, stipendi e marche da bollo, ci si potrebbero costruire asili, ospedali, strutture del terzo settore, scuole, biblioteche, imprese.
Anche quelle cosette danno lavoro! Senza contare che producono ricchezza, sicurezza, cultura, servizi efficienti. Tutte cose che il burocrate non crea.
Perchè questo non viene fatto?
Ignoranza, dato che i costi e i benefici reali non sono calcolati, perchè non è vero che abbattendo un ente amministrativo inutile si aumenta la disoccupazione, probabilmente nascerebbero più posti di lavoro che prima erano bloccati per qualche ridicolo cavillo amministrativo.
E, francamente, se è vero che così finisce in mezzo alla strada un assessore incapace, meglio lui che una maestra d'asilo, un medico, un insegnante, bibliotecario, un imprenditore.
Ci vorrebbero le palle per dire a gran voce una cosa simile.
Cosa che manca.


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