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venerdì 4 aprile 2008

Lega la Legher...

Borghezio è un europarlamentare. Spiegatemi il nesso, vi prego.
Una persona che fa parte di un partito che non riesce a tollerare l’esistenza di un Italia unita e che va a disinfettare i treni degli immigrati, presenzia in un Parlamento di un unione formata di un insieme di Stati diversi. A nostre spese, ovviamente.
Il suo grasso culo poggia sulle poltrone di quel Parlamento, o sui sedili di un aereo (prima classe ovvio!) che lo porterà a un evento che lui stesso non potrà riconoscere. Ma intanto viene pagato da noi.
Io mi chiedo perché la gente non si rende conto dell’incoerenza di lui e di tutti gli esseri che fanno parte del suo inutile partito. Non vogliono nemmeno cantare l’inno italiano perché non lo riconoscono. Certo l’inno di Mameli fa schifo e loro non ne sanno le parole, ma resta la provocazione. Continuano a rompere i coglioni al sud Italia, vorrebbero staccarsi, essere indipendenti. I discendenti dei celti puzzoni che vennero sonoramente e giustamente inculati dai romani 2000 anni fa ora se la tirano tanto. Vorrei vederli soli, senza il sud al quale scaricare la loro monnezza, coi loro cumenda farlocchi e l’accento milanese, le loro fabbrichette da quattro soldi che sono vive solo grazie agli immigrati che sfruttano al loro interno. Perché vorrei ricordare che se la FIAT trent’anni fa valeva qualcosa era grazie al calabrese, al siciliano e al napoletano che salivano a Torino per spaccarsi il culo a colpi di alienazione nelle catene di montaggio, la FIAT è cresciuta grazie a loro, non grazie a quattro stronzi cocainomani.
Ma sorvoliamo queste cose che sanno quasi tutti.
Torniamo alla posizione della Lega.
Al nonsense della sua essenza. Certo, ora sono tutti concentrati sull’unico e solo grande, terribile male dell’Italia: gli immigrati stranieri. Ma ogni tanto qualche testa calda fra i leghisti si fa scappare il vecchio epiteto col quale è nato questo pulcioso partito: Roma ladrona!
La Roma ladrona che da una parte criticano, ma che dall’altra li paga, con le sovvenzioni statali per il loro inutile quotidiano e, ovviamente, gli stipendi dei loro parlamentari.
Ma non era Roma ladrona? Non dovrebbero essere soldi sporchi, passati di mano da quei terribili burocrati che sfruttano il povero nord?
Però li prendono i soldi.
E’ questo che non sopporto. Borghezio romperà i coglioni al Parlamento Europeo fino alla fine, porrà veti sull’ingresso della Turchia, anche quando diventerà un paese più laico e civilizzato del nostro (magari esagero, ma nemmeno troppo) , la sua stessa presenza è un insulto a tale istituzione.
Ma quando lo presero alla sua allegra manifestazione anti-islam svolta a Bruxselles, non invocò i suoi principi, né il diritto alla libertà di pensiero, invocò l’immunità parlamentare.
E così non va, belli miei. Non puoi prendere soldi da un’istituzione che non riconosci.

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