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venerdì 27 giugno 2008

Non ho saputo resistere.

Non c'è gusto ad argomentare contro Mastella, quell'uomo si umilia da sè.
Chi passa per il suo blog non potrà fare a meno di provare un odio profondo e una rabbia sconfinata verso questo individuo.
A cosa serve parlare con un uomo che scrive cose simili?
Se oltre a tutto questo aggiungete che i commenti pubblicati sul suo blog sono solo e unicamente quelli che gli danno ragione, allora è ovvio che una persona normale non potrebbe pubblicare un commento sul suo blog.
Perchè lo attaccherebbe e, a prescindere dalla raffinatezza dialettica del suo intervento, il commento non sarebbe mai pubblicato.
Dicano quello che vogliono le decine di persone che si lamentano di avergli scritto un commento e di essere stati censurati.
Magari avevano scritto un'argomentazione civile, ma a un certo punto hanno infilato fra una frase e l'altra un muori pezzo di merda.
Forse non se ne sono neanche accorti di averlo insultato, le dita si sono mosse spontaneamente sulla tastiera e hanno espresso le pulsioni aggressive dell'inconscio.
Io li capisco, stiamo parlando di Mastella!
Siccome non mi andava di sforzarmi tanto, il mio commento al suo post è stato solo pieno d'insulti.
E siccome qualcosina mi diceva che non sarebbe stato pubblicato, lo pubblico anche qui.

Clemente.
Questo post - ovviamente - non verrà mai pubblicato, ma mi sento bene nello scrivere queste parole.
Sei un buffone, un fallito, un ipocrita e uno schifoso, non meriti nemmeno che ti dia del "lei".
Qualsiasi cosa ti sia detta tu fai la vittima e cerchi di contrattaccare, sperando di evidenziare i difetti dell'altro, sperando di distogliere l'attenzione dai tuoi.
Fra l'altro, Di Pietro non è mai stato Ministro degli Interni (magari lo fosse stato!), questo ministero gli fu proposto da Berlusconi per farlo stare zitto e lui, che sa che cos'è la dignità (controlla sul dizionario, se ne hai uno in casa) rifiutò.

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NEL NOME DELL'ODIO

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QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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