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mercoledì 4 giugno 2008

Lavoro alle donne


Ultimamente, in uno dei miei frequenti momenti di svago facendo zapping in tv mi è capitato di vedere con sgomento una pubblicità volta alla sensibilizzazione sul tema “donne-lavoro” in Italia: l'Italia ha il tasso di occupazione femminile più basso d'Europa, le nostre donne guadagnano il 25-30% in meno degli uomini,solo il 46% delle donne in Italia lavora ed altri bla bla bla a cui non ho avuto voglia di prestar orecchio. Il problema dell'occupazione femminile è sempre stato scabroso in Italia,in particolare per la sua posizione socio-culturale rispetto al resto d'Europa: non mi stupisco che paesi come la Grecia o la Slovenia ci diano una pista anche in materia di sviluppo umano. La Chiesa cattolica,oltre ad un bigottismo e maschilismo-sempre più diffuso-hanno reso difficile alla giovani pulzelle italiche,la ricerca per un posto di lavoro dignitoso.

Ma non è questo il punto,il disagio dimostrato mi pare eccessivo. Innanzitutto penso che sia una delle solite lamentele buttate là senza un fondamento o senza criterio per sollevare un polverone inutile che non risolverà NULLA se non viene posto come si deve. Che c'entro io con l'occupazione femminile? Facciamo delle normative,no? Chi ne ha accesso? Di certo non io,o almeno non in maniera così diretta come vogliono farti credere quando ti sparano quegli slogan del tipo “possiamo cambiare” “dobbiamo” o altro: purtroppo io da bravo italiano medio, non ho neanche la forza di alzarmi ed andare al cesso per quanto sono pigro,saranno almeno 3 giorni che non mi faccio una doccia e 2 settimane che non mi lavo i denti.

Le donne guadagnano IN MEDIA il 25% in meno degli uomini. Innanzitutto cosa significa IN MEDIA? Che la somma di tutti gli stipendi femminili è inferiore alla somma di quelli degli uomini? Allora io ti dico che generalmente le donne per scelta (molto spesso, purtroppo) hanno degli impieghi molto meno sicuri e poco remunerativi rispetto a quelli degli uomini. Militari,poliziotti,ingegneri,meccanici,autisti dell'atac...sono tutti lavori tipicamente maschili,e sicuramente fanno guadagnare di più di un posto come operatore sociale, o come istruttore di fitness.

Oppure IN MEDIA gli uomini che fanno un certo mestiere guadagnano più delle loro colleghe donne? Forse è vero,ma i 5-6 mesi di maternità nei quali una donna ha il DIRITTO di andare nel caso rimanga incinta vanno in qualche modo recuperati...o no? Inoltre credo che sia del tutto gonfiata la cifra in percentuale, c'è chi dice 25%, chi 40%,ma che è, siete impazziti? Crediamo davvero in queste cazzate? Oh,40% significa che su uno stipendio di 1000 euro ne prendi 600.
Ma che è, un film di fantascienza?

Poi se proprio vogliamo dirla tutta,negli impieghi statali non c'è nessun tipo di taglio così netto dello stipendio: bancari,insegnanti,impiegati e così via,hanno uno stesso standard di stipendio e alle donne non viene rosicchiato in modo così esagerato...se le industrie private hanno altre usanze nel reclutamento del personale è un loro problema , non gli si può di certo imporre di operare scelte che potrebbero essere "dannose" per l'azienda. Credo che questo sia pienamente leggittimo.

Il problema dell'italiano/a è proprio questo: che siamo dei bietoloni,creduloni e molto spesso piagnoni. I problemi in un paese come il nostro esistono,e sono pure tanti,ma non li ingigantiamo così. E' inutile, oltre che culturalmente e socialmente immaturo.


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2 commenti:

Carlì ha detto...

Guarda, ti garantisco che io sul lavoro il maschilismo l'ho vissuto ed è molto brutto... resta sempre il fatto che le notizie fanno il bello e il cattivo tempo e di sicurezza non ce n'è...

Grazie per essere passato dal mio blog...

Carlì

Rufus86 ha detto...

Il maschilismo al lavoro va condannato come qualsiasi altro sopruso esista,su questo non ci piove. Ma non credere,anche ragazzi subiscono fenomeni di mobbing e quant'altro,bisogna solo adeguarsi un pò. In Italia di sicurezza non ce n'è da 15 anni a livello lavorativo,per ragazzi o ragazze che sia. Me ne rendo conto che ne risentiranno di più le ragazze ,ma siamo tutti invischiati nella stessa montagna di cacca, non temere.

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