LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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Padre, ho peccato: seguo questo blog!

giovedì 30 settembre 2010

È morto oggi Bernard Swchartz, il cui nome d'arte era Anthony Curtis.
Ha dato la triste notizia la figlia Jamie Lee Curtis, anche lei attrice di successo.
Di carnagione scura e dall'aspetto levantino, Tony spesso riceveva ruoli di uomini piacenti, spesso scaltri e abili anche se dal cuore d'oro. È noto ai più per aver recitato con Jack Lemmon in A qualcuno piace caldo, ha recitato in molte commedie leggere, ma anche in produzioni hollywoodiane di grande levature e successo, per esempio nello Spartacus di Staley Kubrik.
Un peccato che ci abbia lasciato, anche più grave se consideriamo che la maggiorparte delle persone sotto i 40 anni non sappia chi diavolo sia
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mercoledì 29 settembre 2010

Perchè è un bravo ragazzo perchè è un bravo ragazzooo....

Oggi è il compleanno del nostro Sommo Gran Kahn e sultano illustre di Padania e Terronia, il cavaliere, duca, conte e Papi Silvio Berlusconi.
Quando ho saputo stamattina di aver ricevuto una multa avevo già iniziato a pensare che questo fosse un giorno di merda, ora tutto torna.
Mi chiedo quale regalo gradisca una persona come lui e mi sono messo a fare una lista di cose che gli potrebbero piacere

  1. Evitare di spedirgli i soliti, banali bossoli di proiettili. Per i politici sono un po' come le solite, banali cravatte
  2. Evitare di mandargli le donnine, ora destano un po' troppo l'attenzione
  3. Niente attici in via dei Fori Imperiali, gliene ha già regalato uno Scajola. A sua insaputa
  4. Gli animali di compagia sono sempre graditi, anche se ce ne sono un po' troppi fra Fede, Minzolini, Bondi, Capezzone, Sallusti e altri
  5. Sarebbe purtroppo impossibile rendere gli italiani ancora più stupidi per continuare a votarlo. Qualche punto di QI in meno e non saranno nemmeno in grado di mettere una crocetta sul Partito di Maggioranza alle prossime elezioni. Sempre che si facciano
  6. Un regalo che è sempre gradito sono invece i parlamentari. Quelli dell'UDC fanno sempre prezzi buoni, ma si può trovare qualcosa di sfizioso pagando un pochino di più anche se si cerca nel PD

Ma nessun regalo può competere con quello che gli fa l'Opposizione ogni giorno. L'ultimo grande regalo è stato permettere a Veltroni di tornare in Italia, garantendo così a Berlusconi altri anni di Governo impunito e Opposizione imbelle. Il problema è che il PD può continuare a fargli regali anche peggiori di questo!


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martedì 28 settembre 2010

Tutti in fila!

Non ho avuto la sfortuna di trovarmi ieri in mezzo al traffico sull'A24.
I miei si sono sorbiti questa sfiga, insieme ad altre migliaia di automobilisti che il lunedì avevano impegni come andare al lavoro, tornare da quel quarto d'ora di vacanza fuori porta nel fine settimana o altri impegni tipici delle povere persone normali.
6 ore di viaggio per percorrere una strada che solitamente ne richiede 2.
Causa di questa imbarazzante fila?
Una manifestazione al casello di Vicovaro-Mandela, luogo solitamente molto carino da vedere, ma ora in subbuglio perchè, a quanto pare, vogliono chiudere l'ospedale di Subiaco e mandare affanculo tutta l'utenza della zona.
Un professore alla mia Università disse che la Sanità è l'unico settore che non conosce mai crisi, immagino perchè la gente ha sempre bisogno di cure organiche e a questo bisogna aggiungere l'aumento costante degli anziani che pesano fortemente nella domanda di medici e farmaci.
A quanto pare la Polverini non è daccordo.
Oppure la crisi è veramente pesante.
Peccato che le persone che prima afferivano all'ospedale di Subiaco ora rimarranno col culo per terra perchè tanto nessuno va a guardare le magagne della provincia.
L'unico modo di farsi sentire e fare casino con questa manifestazione e ci sono riusciti bene, basta una fila più lunga del solito e le nostre bananissime infrastrutture vanno nel pallone.
Peccato che questo abbia comportato i ventimila vaffanculi da parte dei poveri automobilisti stressati che sono le prime e uniche vittime di qualsiasi manifestazione.
Comprensibilmente, l'automobilista non pensa che se delle persone stanno manifestando magari lo fanno per un buon motivo, nè che le nostre autostrade, se fossero organizzate un minimo meglio, sarebbero perfettamente in grado di scorrere in maniera fluida nonostante eventi o manifestazioni.
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sabato 25 settembre 2010

La solitudine dei numeri primi

Sarebbe interessante vedere le differenze fra il film e il libro, vedere quante parti hanno aggiunto nel film e quante ne hanno trascurato.
Tuttavia mi manca il tempo per leggere il libro dopo il film. E anche la voglia, perchè mi basta la mazzata del film.
Il film narra le tragiche storie di Alice e Mattia, due individui le cui vite sono state rovinate da tragici incidenti e la cui precaria stabilità mentale è stata causata e peggiorata da genitori irresponsabili e senza ritegno. Le loro tristissime vite si intrecciano in una sofferta storia d'amore.
Una mazzata infinita sulle palle.
Il film, nonostante l'oneroso carico di melodrammatici eventi si trascina lentamente durante la trama adottando però una serie di buoni espedienti e colpi di scena che stupiscono lo spettatore e lo rendono a poco e poco di quello che è successo nel passato di questi due immensamente sfortunati individui. Il risultato è un carico di contenuti depressivi sostituito da un mix di contenuti depressivi e angoscianti. Personalmente preferisco leggermente il mix allo stile monocromatico depressivo.
Il film riesce a inserire alcuni elementi comici o involontariamente comici fra una tragedia e l'altra. Anche se si tratta di gag oggettivamente insignificanti e di scambi tragicomicamente ridicoli fra i due personaggi, riescono a rompere brevemente quel velo melodrammatico che offusca l'intero film e costituiscono una e propria mano santa.
Gli attori sono ben scelti e ben gestiti ed è una buona mossa, perchè se infilavano in questa storia anche un solo attore mediocre questo film era da suicidio assicurato.
Le musiche sono abbastanza carine, peccato che a volte siano messe quando non servono, ad esempio vi è una sovrapposizione particolarmente infelice di una musica proprio quando si menziona il perchè del titolo del film.
I numeri primi si dividono solo per 1 o per sè stessi, il che significa che una particolare persona è condannata a vivere da sola o a dividere la propria vita con una persona uguale a essa. In questo caso i due protagonisti, data la tragicità delle loro vite, sono destinati a stare insieme, perchè nessun altro li potrebbe capire.
Il film è stato tollerabile fino a 20 minuti dalla fine, potevano farlo finire 20 minuti prima, dato che ormai si era visto tutto quello che si doveva vedere.
Tutto si era ben ricollegato, tutti i misteri erano stati svelati, le storie e le personalità dei personaggi (turbe psichiche comprese) avevano ormai trovato una spiegazione, si attendeva solo che arrivasse un finale a conludere il tutto.
Invece hanno deciso di costringere il pubblico a un'ultimo, ingiusto sforzo, costringendolo a sorbirsi una parte del film resa ulteriormente più lenta e decisamente superflua. Se uno è riuscito a tollerare il film fino a quel momento, ha ceduto in quell'ultima, sadica e ultima parte.

Voto 6/10
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giovedì 23 settembre 2010

I pod e moschetto fascista perfetto

Le buone notizie per la scuola italiana non finiscono mai.
Maria Stalla Gelmini ha deciso di inserire nelle scuole superiori un corso valido come credito formativo che consiste in sostanza in un breve addestramento militare, dove gli studenti si dedicano in attività ginnico militari e in azioni militari, imparando a usare armi ad aria compressa e a tirare con l'arco. Sì, con l'arco, perchè dobbiamo sempre essere pronti a un'eventuale invasione da parte degli orchi di Mordor!
Il programma, voluto da una collborazione fra il Ministero della Difesa e dell'Istruzione, servirà per Maria Stalla ad avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso.
Ancora devo capire come sia possibile che lo sparare con delle pistole giocattolo (e, specialmente, tirare con l'arco!) possa aiutare l'attività della Croce Rossa, della Protezione Civile e dei gruppi di soccorso.
Questo eccezionale corso sarà facoltativo. Per ora almeno.
Ma sono sicuro che i ragazzini per i quali è stato pensato saranno più che entusiasti di giocare alla guerra invece di studiare.
Già me la vedo la giustificazione firmata dai genitori per evitare di fare il compito in classe mio figlio non ha potuto prepararsi per la verifica di matematica perchè è stato fatto prigioniero dalla squadra avversaria.
A cosa serve tutto questo?
A cercare pateticamente di migliorare una scuola ormai andata a puttane?
A darci qualcosa di cui parlare e tenerci occupati mentre la scuola va peggiorando ogni mese che passa?
Oppure vogliono rincoglionire (ulteriormente) gli adolescenti in modo da rendere la loro età mentale allo stesso livello dei balillini nella foto sopra?
In questo modo la parte di ritardati che vota Lega e PdL aumenterà e in più, se dovessimo dichiarare una guerra avremmo folle di giovani entusiasti se saranno spediti a combatterla e sicuri di vincerla perchè a 16 anni erano tanto bravi col loro fucilino ad aria compressa.
In fondo, anche i giovani italiani degli anni '30 la pensavano così...
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mercoledì 22 settembre 2010

Sono una donna non sono una santa

Va di moda indignarsi, ora tocca a Sakineh, la donna iraniana per le quali femministe e benpensanti di entrambi i sessi si scandalizzano in questo momento. È un peccato che i moralisti abbiano la memoria corta, perchè appena girerà il prossimo video di moda su youtube, nel quale un ragazzino sevizia l'ennesimo gattino-cagnolino-pulcino-vecchio sulla sedia a rotelle-mongoloide di turno, tutti si dimenticheranno di Sakineh e i suoi appelli contro la sua pena di morte verranno sostituiti da appelli o link su fb contro il ragazzino che ha seviziato l'ennesimo gattino-cagnolino-pulcino-vecchio sulla sedia a rotelle-mongoloide di turno.
La questione è comunque abbastanza delicata perchè sono pronto a scommettere che buona metà degli (IN)dignati che si scandalizza sul caso di questa donna non ha la minima idea di come sia andato il suo processo.
Gran parte di queste persone si (IN)digna solo perchè è contraria alla pena di morte, un'altra bella fetta di persone si (IN)digna perchè rappresenta una violenza sulle donne e, siccome gli uomini sono sempre cattivi e le donne sono sempre buone, sicuramente la donna è stata accusata ingiustamente.
Ne è un esempio l'inevitabile pagina su facebook che, parlando di Sakineh, parla della sua vita e sostiene che è stata accusata di adulterio.
Omettendo che è stata accusata ANCHE dell'omicidio del marito!
Piccolezze.
Io ho sempre pensato che Ahmedinejad fosse un ritardato, ma finalmente ha detto una cosa sensata, facendo notare che in America è successo un episodio quasi identico, dove una donna ha ucciso il marito su pressioni dell'amante e nessuno ha detto niente.
Chiariamo che, a differenza dei vari (IN)dignati sulla questione, io sono assolutamente disposto a prevedere le varie sfaccettature del caso. Ad esempio, posso prendere in considerazione l'eventualità che Sakineh sia stata forzata a confessare che sia stata complice di un omicidio.
Ma a questo punto il problema non sta tanto nell'ingiustizia singola di questo caso, risiede nel problema che l'Iran è un paese con un sistema della Giustizia arretrato e iniquo.
Ma chi glielo può dire questo?
Sia gli USA che l'Italia non possono certo vantarsi di avere un sistema infinitamente superiore e il vecchio Ahmedinejad ha guadagnato un altro punto quando ha datto a Berlusconi del corrotto.
Personalmente sono il primo a dire che solo un paese di merda può condannare una donna a delle frustate solo perchè ha frequentato altri uomini subito dopo la morte del marito, trovo agghiacciante che un imputato, donna o uomo che sia, venga torturato per confessare un crimine che non ha commesso.
(Tanto per essere onesti, se l'imputato avesse per davvero ucciso o ucciso insieme ad altri il marito, non sarei tanto contrario alla pena di morte).
Fatto sta che se un paese, per esempio l'Iran, ha delle leggi di merda, non ha senso (IN)dignarsi per noi occidentali, per quanto vada di moda.
L'Iran è un paese arretrato, non può essere paragonato a quelli occidentali e il finto buonismo e compassione dei paesi avanzati non è di casa da quelle parti.
E la morte di una singola donna, per quanto innocente, non vale niente se paragonata un'infinità di giustiziati iraniani ammazzati e torturati senza neanche un finto processo.
L'unico motivo per cui la storia di Sakinhe è giunta a noi è perchè l'imputata in questione è una donna, facendo così andare in sollucchero le varie femministe e finto femministe occidentali e perchè ha alle spalle una storia d'amore che l'ha portata a vedersela con la maschilista e iniqua giustizia iraniana.
Non è la prima che una donna rischia di essere lapidata in un paese dove vige la sharia. Come si chiamava l'ultima alla quale è successo? Bho, io me lo sono dimenticato, chiedete alle femministe.
Per inciso, Sakinhe non è considerata un martire dagli iraniani, per quanto viziato possa essere il loro giudizio.
Altro punto importante: mai sentito parlare del diritto all'autodeterminazione dei popoli?
Tutti i popoli hanno diritto ad avere Governi e leggi proprie.
Un popolo mette su un governo e delle leggi di merda?
Peggio per lui, se ha voluto così si fotta.
Questo paese va contro le convenzioni dell'ONU?
Può farlo, basta non firmarle.
Dobbiamo sperare che un paese civile e domocratico bombardi il piccolo e dittatoriale paese per esportare un po' di democrazia e civiltà?
Può farlo, ma a quel punto il paese bombardatore esporta una scatola vuota, perchè la civiltà e la democrazia sono andati via.
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lunedì 20 settembre 2010

Il ponte sullo stretto che ci mette alle strette

Non ho idea da quanti anni il Governo stia promettendo di costruire questo dannatissimo ponte sullo Stretto. Fatto sta che hanno cominciato a farci un vago pensierino iniziando a trivellare a Messina. Peccato che nessuno lo voglia questo ponte, a giudicare dalle proteste che stanno facendo.
A conti fatti è abbastanza inutile fare un ponte fra la Sicilia e la Calabria. Avrebbe senso se la Calabria fosse ben collegata col resto dell'Italia, cosa che non è visto la condizione della Salerno Reggio-Calabria. È piuttosto ridicola la scena di un siciliano che si fa la traversata sul ponte a 100 all'ora per poi doversi ritrovare su una strada che più che altro assomiglia a una mulattiera della Contea de Il Signore degli Anelli.
Ma una scena simile è abbastanza difficile che si verifichi, non so se sarà completata prima la Salerno-Reggio Calabria o il Ponte sullo Stretto, ma di sicuro ce ne vorrà tanto di tempo.
Certo, se la Salerno Reggio Calabria almeno scorre lontano dai centri abitati questo non si può dire per il Ponte sullo stretto.
Eh no, per farlo c'è bisogno di tanta materia prima e di tante discariche.
Sì, magari c'è un pochino di indotto per la città. E per la Mafia.
Ma sempre si tratta di briciole.
E quanto costano le briciole?
A forza di trivellare si rischia e di brutto. Quei geniacci di ingegneri e politici maneggioni che hanno organizzato la cosa hanno fatto la furba scelta di operare in una zona a rischio idrogeologico, dove fra l'altro gran parte delle costruzioni non è minimamente a norma sismica.
Nessuno ha mai sentino di parlare del terremoto di Messina?
Bravi, mi immagino già la scenetta: una decina di anni per fare un ponte completamente inutile che nessuno vuole e poi arriva un terremoto che manda tutto a puttane!
Meno male che Silvio c'è...

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domenica 19 settembre 2010

A quando il remake?

Se non siete troppo impegnati a guardare siti pedopornografici o peggio vecchie repliche del Grande Fratello, vorrei ricordare a tutti voi che oggi ricorre l'anniversario della breccia di Porta Pia. Non c'è bisogno che corriate a prendere il libro di storia della scuola che vi siete dimenticati di vendere per leggerlo e per fare finta di sapere cosa è successo dopo.
Se invece state ancora a scuola non so ancora se la Gelmini è riuscita a pubblicare nuovi libri di testo che danno più spazio a tesi revisioniste: il suo progetto è di far scrivere che nel 1870 Pio IX cedette spontaneamente il potere temporale al nuovo Stato italiano per un periodo di prova di più o meno 50 anni alla fine dei quali un signore onesto e timorato di Dio decise di ridare alla Chiesa il potere di uno Stato com'è giusto che sia.
La mia faziosa e criminale versione dei fatti consiste in un'interpretazione che vede quest'evento come l'ultimo episodio storico in cui l'Italia ha fatto qualcosa che le permette di definirsi una Nazione seria. Dopo secoli e secoli di soprusi e ingerenze della Chiesa sugli italiani e il resto del mondo, l'Italia si è resa conto che lo Stato Vaticano andava eliminato e inglobato.
Roma era già stata assediata e occupata, anche da eserciti italiani, ma non era mai stata un'occupazione permanente. Solo inglobando lo Stato Vaticano nel nuovo Stato italiano si poteva eliminare il cancro della Chiesa dalla penisola.
Ci volevano le palle per farlo e lo poteva fare solo il Paese che fino a quel momento aveva subito direttamente e indirettamente più danni da parte del Vaticano, ovvero l'Italia.
E il 1870 è per l'appunto l'anno della riscossa, l'anno in cui gli italiani, dopo più di un millennio e mezzo di potere temporale, hanno deciso che era arrivato il momento di farsi valere sulla Chiesa.
Peccato che dopo il 1870 le cose sono andate male: malgoverno sabaudo, arretratezza, una Guerra Mondiale, un dopoguerra tumultuoso e infine, un fascismo che ha deciso di ricreare lo Stato che eravamo riusciti a rovesciare con tanta fatica.
Se siete più patriottici di me e avete una bandiera in casa (che io non ho) sventolatela anche per me (sperando che qualche leghista di merda non vi rompa le palle).
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sabato 18 settembre 2010

Apprendo da poco che ieri è morto Sergio Di Stefano, attore e doppiatore, ultimamente noto specialmente per essere il doppiatore di Dr House. È triste vedere come attori anche mediocri- specialmente in Italia, sono osannati in vita e anche dopo la morte mentre i doppiatori, sconosciuti di viso e anonimi quando non parlano, non sono seguiti nella stessa maniera.
Mi è capitato di trovarmi a Garbatella a vedere il set di un telefilm scarso come I Cesaroni, dove tutti avevano gli occhi puntati sugli attori bellocci e giovani, mentre Francesco Pannofino aveva un seguito più contenuto. Ovviamente io mi sono buttato su Pannofino e gli altri non me li sono filati quasi per niente. L'ignorante fan de I Cesaroni non sa che quel tizio basso e nerboruto che era Pannofino è anche colui che ha doppiato attori veri come George Clooney, Denzel Washington, Wilheim Defoe e Tom Hanks, attori che ad Amendola gli pisciano in testa e sono anche apprezzati dalle donnine che a Pannofino non darebbero neanche un soldo.
Vallo a spiegare alle ragazzine che sbavano su Clooney che sono innamorate anche della sua voce, ovvero quella di Pannofino!
Vaglielo a spiegare agli italiani che il doppiaggio italiano è una delle poche cose che si salvano del cinema italiano!
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martedì 14 settembre 2010

Ritardo mentale: lo stai facendo nel modo giusto

Con discreto ritardo mi sono aggiornato per quanto riguarda il referendum sulla costituzione turca di cui avevo visto gli svariati manifesti durante il mio soggiorno in Turchia.
Votando sì (evett) si sarebbe scelto di cambiare la Costituzione di Ataturk, risalente al primo dopoguerra del secolo scorso, seguendo la proposta del Governo di Maggioranza; votando no (hair) si sarebbe mantenuta la Costituzione, secondo quanto proposto dai Partiti d'Opposizione, fra i quali presenziano anche i comunisti.
Non conoscendo nel dettaglio la situazione non mi sono voluto pronunciare, anche se a occhio avrei fatto quello che voleva l'Opposizione, mentre queste proposte di cambiamento delle Costituzioni negli ultimi tempi mi sembrano alquanto sospette.
Alla fine ha vinto il sì, e qualcosa mi dice che non solo loro cambieranno la Costituzione nei prossimi tempi.
A differenza che da noi, il cambio o meno della Costituzione turca pone di fronte a dei dilemmi niente male: se la Costituzione fosse rimasta tale com'è sempre stata, la Turchia sarebbe rimasta una Repubblica dove il potere è fortemente influenzato dai militari, se fosse successo il contrario vi sarebbe stato un forte viraggio verso uno Stato confessionale islamico.
La mia opinione, anche se non è facile prenderla, è che è meglio la prima opzione, ovviamente quella che è stata scartata.
I militari fino ad ora hanno mantenuto lo status quo nello Stato turco e, se da una parte li ha messi nei guai negli ultimi decenni con conflitti più o meno in sordina con gli stati vicini, dall'altra ha impedito che i vari invasati religiosi prendessero il sopravvento e portassero a uno stato di stampo iraniano.
Di sicuro i rapporti con Israele, già non molto cordiali dopo lo scherzetto del massacro dei manifestanti su una nave turca, peggioreranno di parecchio e renderanno la zona ancora più calda. Coloro che tengono tanto alla difesa degli armeni non avrebbero granchè di cui esultare: se li armeni erano mazzolati dai militari lo saranno anche dagli islamici, in quanto sono in gran parte cristiani.
Il problema più grande è quello che riguarda l'Europa e la Turchia.
Sia noi che loro possiamo trarre vantaggi dall'entrata loro in Europa (purchè sia gestita con cautela) ma ora, il rischio che la Turchia subisca un'involuzione teocratica potrebbe mandare tutto all'aria. E se i soliti ritardati assortiti xenofobici sia europei che Turchi hanno avuto fin'ora da ridire sull'entrata, figuriamoci come aumenteranno il pressing. E questa è l'ipotesi migliore, perchè se prendesse il potere in Turchia un omologo di Khomeini l'entrata in Europa sarebbe davvero un sogno lontano.
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lunedì 13 settembre 2010

Va bene tutto, ma niente baci in bocca

Abbastanza inutile indignarsi quando stronzate simili le dicono quelli del PdL.
Primo perchè il PdL ha ormai fatto della sbandierata amoralità un vanto, essere delle merde equivale ormai a essere nella norma, sono quelli onesti e con qualche scrupolo che sono trattati come dei disadattati.
Secondo perchè chi si indigna pecca di gravissima ingenuità, il che si riallaccia al punto primo: la Carfagna non è l'unica che ha fatto carriera grazie ai pompini, è una cosa che succede anche per i lavori al di fuori della politica.
E se questo fenomeno della prostituzione per le poltrone avviene a Destra e non a Sinistra è dovuto solo al fatto che a Sinistra sono quasi tutte cesse.
È inutile indignarsi se in Politica, nella Pubblica Amministrazione, nel Cinema e nell'Industria troviamo donne fuori contesto che sono lì chiaramente grazie alle loro attenzioni per l'uccello giusto, il problema della Carfagna è che è arrivata a prendere proprio il Ministero che dovrebbe impedire che succeda.
Era meno grave se si prendeva il Ministero del Turismo, della Giustizia, della Pubblica Istruzione, ma se tu prendi il Ministero delle pari Opportunità facendo quello che hai fatto hai fallito ancora prima di essere Ministro, è come se eleggessero un papa satanista!
E se ogni donna, sedicente femminista e con la Tessera del PdL non dice niente a riguardo significa che siamo di fronte a un fenomeno di solidarietà fra colleghe troie, sarebbero più oneste e le stimerei di più se lo ammettessero apertamente.
Torniamo alla dichiarazione di Stracquadanio-Pretty Woman, l'ennesimo maggiordomo insignificante di cui conosciamo l'esistenza solo dopo che ha detto una minchiata.
Strano che questa dichiarazione venga da uno come lui perchè, dopo aver visto la sua foto e la sua insignificante biografia su wikipedia, non riesco a capire come sia riuscito a trovare lavoro: o hai delle doti e qualifiche nascoste che ti hanno permesso di avere quel posto oppure fai dei pompini migliori della Carfagna!
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venerdì 10 settembre 2010

Ripensamenti

La parte più bella del comportamento degli idioti quando alzano la voce è quando fanno marcia indietro.
Bossi, al quale la definizione di idiota calza a pennello, ha dimostrato di essere anche uno di quelli che fanno marcia indietro, rinunciando a votare la sfiducia al Governo come aveva minacciato questi giorni. Inutile fare tutti quei discorsi sul fatto che ce l'hai duro se non pensi a rinnovare la scorta di viagra, in questo caso l'unica carta da giocare per Bossi è il suo cervello bacato (forse proprio grazie all'abuso della pillolina che ti dà una manina), che gli permette di fare appello all'incapacità di intendere e volere quando fa simili figure da coglione.
Del resto tutti sappiamo che la pulce di un cane rognoso deve sperare che il suo puzzolente inconsapevole affittuario non tiri le cuoia, altrimenti deve sbaraccare.
Il Governo è in crisi, ma continua a campare con queste alleanze equivoche: sia il PdL che la Lega trovano imbarazzante l'Alleanza che li tiene insieme, ma non ne possono fare a meno.
L'unico modo per salvare la dignità (o quel residuo microscopico he ne rimane) è bisticciare di tanto in tanto, fare finta di stare per rompere per poi tornare comunque insieme, crisi di Governo dopo crisi di Governo.
Se la Lega il PdL sono patetici quanto quelle coppiette male assortite che restano masochisticamente insieme pur di evitare la solitudine, gli altri gruppi politici non sono meno ridicoli. Come l'UDC, la zoccoletta che vorrebbe tanto una relazione fissa, ma non riesce a fare a meno di saltare da un uccello all'altro; il PD, l'etero confuso che ancora non ha deciso definitivamente se gli piace la carne o il pesce; quel che rimane della Sinistra, la ragazza che ogni anno dice che ha deciso di cambiare, ma finisce di fare sempre le solite stronzate; l'Idv, l'uomo che si dice tanto intelligente, ma non si rende conto che deve cominciare a lavarsi i denti.
Una cosa e certa: tutti hanno parlato di elezioni anticipate, ma tutti si cacano addosso di un eventuale risultato. Vale anche per l'Opposizioe, che protesta tanto per l'ennesimo inciucio, ma sotto sotto ringrazia il cielo di aver rinviato il test politico che temono tutti quanti.
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domenica 5 settembre 2010

Shrek e vissero felici e contenti

Promemoria.
Se vedi un film al cinema e noti che le scene più belle le hai già viste tutte nel trailer non uscire soddisfatto dalla sala.
Con quest'ultimo episodio di Shrek si è evitato per poco di trovarsi in tale situazione.
È stato anche uno di quei casi (rari) in cui il doppiaggio è migliore nel film che negli spezzoni pubblicitari.
Shrek, ormai padre e con famiglia numerosa, rimpiange la sua vita da orco single e accetta di vivere un giorno come ai vecchi tempi. Peccato che però faccia un patto col cattivone di turno che lo frega con le clausole.
Inizia così una sua avventura in cui incontra di nuovo tutti i personaggi degli episodi precedenti, senza che però questi lo riconoscano.
La Dreamworks si butta nel marcio e sporco business del sequel, allungando il brodo della serie fino al quarto capitolo e proponendoci questo terzo seguito che nessuno si sarebbe aspettato, dopo aver immaginato che il capolinea fosse stato raggiunto col terzo episodio della saga di Shrek.
È inevitabile che al quarto episodio la saga abbia perso di mordente, ma poteva andare molto peggio. Sicuramente di molto inferiore a Shrek 2 (il migliore secondo me), sta un poco sotto rispetto al primo e al terzo capitolo.
Non può fare a meno di risultare come un film a esclusivo appannaggio degli appassionati, le novità non ci sono, vediamo gli stessi personaggi cambiati, ma sempre gli stessi sono.
Il problema più grande di questo film è che, oltre ad aver mantenuto l'inveitabile linea sentimentale, hanno aggiunto anche quella dedicata all'amore familiare, il che rende l'inizio del film abbastanza lenteo. Per fortuna, quando il ritmo si sblocca si riesce anche aridere e si trovano delle belle scene.
Hanno fatto un azzardo con questo film e hanno rischiato un flop.
Gli è andata bene, ma spero che quelli della Dreamworks non tentino di nuovo la fortuna...

Voto 6/10
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venerdì 3 settembre 2010

Papale papale


Grandi notizie per i papa boys.
Il posto fisso non è tutto, certate Dio.
Queste sono le parole di papa Penedetto, parole con le quali ha deliziato oggi il suo fan club di ritardati.
Auguro a questo papa altre 30 anni di vita, perchè la sua comicità involontaria è uno spassa e perchè ogni volta che parla la Chiesa Cattolica fa una somma figura di merda.
Curioso che il papa inciti a rinunciare al posto fisso quando il papa è la personificazione del posto fisso per antonomasia, peggio di un senatore!
Ma per i papa boys il posto fisso non è effettivamente una priorità, metà di loro è una banda di falliti che si rifugia nella religione, l'altra metà ha qualche zio vescovo che tanto il posto fisso glielo procura anche se hanno la terza media.
Lunga vita a papa Penedetto!
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giovedì 2 settembre 2010

Super concorso: crisi o non crisi?

Come sono andate le vostre vacanze?
Avete postato le vostre orribili foto su facebook?
Avete prenotato la visita medica per controllare quella strana macchia spuntata misteriosamente dopo un rapporto sessuale non protetto? (Come si dice, una vacanza che lascerà una segno!)
Ciò che conta è che ormai (purtroppo) siamo quasi tutti tornati a casa e siamo tornati con le nostre frenetiche faccende. Significa anche che, se vi avanza un po' di tempo fra un sito porno e l'altro, potete tornare a pullulare su questo insignificante blog.
La questione del giorno riguarda la crisi.
Siamo in crisi o non siamo in crisi?
Un giorno Tremonti dice che, grazie alla sua magnifica manovra finanziaria, stiamo uscendo dalla crisi.
Oggi la Gelmini tira fuori che siamo in crisi e che il Governo non può tutto. Ciononostante la sua riforme dei licei è epocale e quei quattro gatti che stanno facendo lo sciopero della fame sono in realtà spie cosacche ben nutrite e strumentalizzate dalla Sinistra.
A chi devo credere?
A Tremonti, che dice che siamo usciti dalla crisi (grazie a lui) o alla Gelmini, che dice che siamo ancora in crisi (ma che, nonostante tutto ha tirato fuori una riforma epocale)?
Cosa dice l'Opposizione? Cosa dice Bersani? Bersani non dice un cazzo, dev'essere uno di quelli che ancora non riesce a postare le foto di facebook e sta tutto il giorno davanti al computer, cercando di postare le foto di caricare le foto delle vacanze.

Mi viene questa curiosità: voglio sapere quante volte il Governo dice una cosa e quante volte la contraddice.
Di contraddizioni ce ne son tante, limitiamo questa ricerca per quanto riguarda le dichiarazioni sulla crisi.
D'ora in poi, ogni volta che viene menzionata la crisi, lo appunterò fra i commenti, sia che si dica che c'è ancora, sia che si dica che è scomparsa.
Siete tutti invitati a fare la stessa cosa: scrivete fra i commenti la dichiarazione di un politico del Governo sulla crisi, scrivete il nome e la data.

Chiunque partecipi a questo concorso avrà...un bel niente. Cavolo, siamo in tempo di crisi no??
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sabato 28 agosto 2010

Mamma li turchi!

Non mi posso lamentare, considerando che quest'estate sono riuscito a passare una buona vacanza. Dopo un viaggio ultra economico in un luogo che mi vergogno di confidare, sono riuscito ad avere la fortuna di unirmi ad altri in un viaggio a Istambul.


Già il paragone fra l'efficientissimo e pulitissimo areoporto turco dove siamo sbarcati all'andata e il tristissimo areodromo di Fiumicino dove siamo arrivati ieri notte, provoca in me grande nostalgia.


Del resto è andata anche bene, in 7 giorni di assoluto disinteresse per la politica italiana mi immaginavo che l'Italia fosse capace di fare ulteriori figuracce, tipo dichiarare guerra al Marocco e firmare un umiliante pace dopo 6 giorni.

Prima che la nostalgia mi attanagli vorrei riportare un paio di osservazione e chicca sui 7 giorni della mia vita ottimamente spesi a Costantinopoli (non chiamatela così di fronte a un turco).


Vorrei precisare che la Istambul che ho visto è la Istambul di fine agosto, durante il periodo del Ramadam. E movimentata dalla propaganda per l'abrogazione delle leggi fatte alla nascita della Repubblica Turca.
Anche se una città mediorentale a fine agosto può spaventare per il caldo vorrei far notare che il caldo di Istambul non mi è sembrato di molto superiore rispetto al caldo appiccicoso che ho trovato una volta sceso a Roma.
Per quanto riguarda il ramadam è interessante vedere come le strade si riempiono durante la sera, dopo la sua fine. Se durante il pomeriggio per strada vedete al massimo qualche turco a commerciare (mi riferisco almeno alle zone più turistiche) di sera, finito il digiuno, le strade si riempiono di gente del luogo. Istambul, forte dei suoi 15 e passa milioni di abitanti, è caratterizzata da un'altissima varietà di luoghi, completamente diversi l'uno dall'altro. Se nelle zone più periferiche e meno note vedete la vera Istambul e i suoi abitanti, nelle zone maggiormente battute dai turisti trovate i locali e le attrazioni più smussate e rese gradibili per il turista, come l'improbabile pub nordico che vedete sopra.
Istambul è una città non definibile in base a una sola carattestica.
È una città portuale, mercantile, turistica, industriale e culturale, ci sono strutture di tanti tipi, da quelle dai colori spenti che richiamano quasi le città nordiche alle moschee e i bazar più pittoreschi e inevitabilmente dal gusto orientale. Ci sono moschee bellessime affiancate da grattacieli e cantieri edili, minareti che spuntano ovunque, strutture di tante epoche diverse.

A fianco vedete la cosiddetta pide, la pizza turca.
Mi è capitato di mangiarla in una strada di poco distante dalla via principale e di facciata, ben guardandomi dal prenderla a portar via, dato che a pochi passi da me stavano pregando in mezzo alla strada. I locali in alcuni casi non offrono bevande alcoliche in altri sì; una ragazza del posto che ho conosciuto sull'aereo, mi ha detto anche che che durante il ramadam sarebbe vietato condire cibi con le salse. Ma anche in questo caso immagini che la scelta sia a discrezione del ristoratore, a seconda di quanto sia devoto e da quanti clinenti osservanti voglia avere.


La maggiorparte degli abitanti di Istambul è naturalmente musulmana, ma esistono molti musulmani non praticanti, che si concedono qualche strappo all'osservanza (la ragazza che ho conosciuto ne è un esempio). Nel mio gruppo c'erano delle ragazze, le quali si sono sentite a volte osservate, a volte forse per astio nei confronti degli occidentali, a volte perchè i maschietti locali volevano provarci semplicemente, spinti dal mito della donna occidentale facile.

Una caratteristica di Istambul che salta all'occhio sono i gatti. Sono tanti, tantissimi, ne ho visti più di quanti ne abbia mai visto. E sono diversi da quelli italiani: vi è più varietà nelle razze rispetto a noi e sono meno timidi, li vedi per strada sparapanzati al sole, si fanno per la maggiorparte accarezzare e scattare foto, alcuni si fanno anche prendere in braccio





Altra caratteristica di Istabul è la possibilità di trovare nella stessa zona sia luoghi particolarmente curati che aree degradate. A pochissimi passi di distanza. Questa è già una caratteristica tipicamente mediterranea, ma a Istambul è più evidente.
Ci siamo persi durante una notte e ci siamo trovati in questa zona male illuminata e popolata da tizi non proprio dall'aspetto amabile. Vai a capire che cazzo me l'ha fatto fare di scattare una foto per immortalare quello scorcio di degrado rischiando le botte o peggio. Sarà stata la nostalgia della monnezza Italiana...



Questo strano tag col pugno giallo è un simbolo particolarmente ricorrente nella zona di Beyoglu, una delle zone alte della città, raggiungibili con la funivia. Il gruppo ha abbondato in ipotesi sui significati politici e antropologici di questo pugno chiuso, finendo inevitabilmente per parlare del partito comunista Turco, impegnato con l'Opposizione turca in una battaglia contro l'abrogazione delle prime leggi delle repubblica di Ataturk. Tutta la città è tappezzata di manifesti con scritto Evett (sì, aboliamo la legge come vuole il Governo) e Hair (no, non aboliamola). La ragazza che ho conosciuto ha espresso il parere a riguardo: non gliene frega un cazzo, c'è troppa retorica e poca sostanza.
Piccolo il mondo!

A fianco vediamo uno scorcio del mercato delle spezie, detto anche bazar egizianio. Di norma, sia in questo che nel Gran Bazar si contratta, ma il nostro gruppo ne è uscito piuttosto deluso, dato che la convenienza delle merci lì dentro non è molta. Forse è dovuto più al fatto che la contrattazione alla vecchia maniera - con tanto di commerciante e acquirente che discutono bevendo e contrattando fino a quando non si giunge al migliore accordo per i due -è più conveniente quando si stanno acquistando merci di alto valore. Nonostante ciò, nessuno mi ha impedito di procurarmi un po' di abbigliamento locale, comodo e leggero.
La lira turca ora vale mezzo euro, ma ha un cambio che oscilla di parecchio e alcuni commercianti accettano ben volentieri valuta in euro e dollari.
Da queste parti va molto forte il cosiddetto occhio di Allah, una pietruzza che si trova su braccialetti, portachiavi, collanine e gioiellini vari venduti a prezzi vari. Teoricamente la lotta iconoclasta proibirebbe di dare ad Allah attributi antropomorfi. Ma alla fine il marketing ha preso il sopravvento. Nel bazar i mercanti parlano quasi tutte le lingue dei paesi che portano turisti con dinero, compreso l'italiano. Peccato che gli italiani siano inevitabilmente collegati a Berlusconi, al fascismo e a Mussolini, come ti fa notare qualunque commerciante quando cerca di parlare italiano.
Sono molto ospitali, spesso a pranzo e a cena ci hanno offerto in più dolci o tè.
Un'altra cosa che si nota nei turchi mentre passeggi per le loro strade è il loro modo di guidare: guidano come pazzi, scendono lungo straduzze strette a velocità incredibili e se ci sono pedoni che attraversano non rallentano, suonano il clacson.
Durante la permanenza ci è capitato di beccare qualche fregatura da turisti. Personalmente, al massimo mi è capitato di vedere un commesso che non mi restituiva per intero il resto (ma forse era una distrazione vera e propria) ma ad altri del gruppo è capitato di farsi fregare con una visita a pagamento chiaramente abusiva in un posto che era invece aperto a tutti. Del resto, ogni paese ha la sua percentuale x di furbacchioni. Nessuna truffa ha seriamente danneggiato le nostre finanze comunque, dato che al massimo hanno alzato le nostre spese di qualche euro...in ogni caso in Italia avremmo speso il doppio e probabilmente anche più!

Non credo che in Turchia sia molto presente lo stereotipo del levantino che fotte il turista, probabilmente il mediorientale marpione che vuole approfittarsi dello straniero è più diffuso in paesi del Nord Africa, credo che i turchi siano solitamente molto più orgogliosi e non ricorrono a simili mezzucci. A questo punto siamo più levantini noi in Italia e il brutto è che l'arte di fottere il ricco stupido turista da noi è ormai un'istituzione. Mentre a Roma qualsiasi buco minimamente caratteristico è sfruttato vergognosamente fino all'osso e i suoi prezzi pompati fino all'estremo, a Istambul ci è capitato di mangiare in posti bellissimi e centralissimi pagando una vera miseria, non solo contando che lì la vita costa generalmente molto di meno, ma ho constatato che la differenza di prezzo fra quei posti e luoghi più periferici era comunque poca.

Se entrano in Europa non so come gestiranno l'euro, noi l'abbiamo fatto molto mare e abbiamo raddoppiato i prezzi. Spero che imparino la lezione, ma non ci metterei la mano sul fuoco, per quanto io abbia visto turchi per la maggior parte onesti, non so se i commercianti resisteranno alla tentazione di alzare i prezzi col cambio per guadagnare qualche soldo in più nei primi mesi dopo il passaggio alla nuova valuta (per poi rimanere fottuti come tutti gli altri perchè hanno alzato il prezzo della vita).

Parlando di onestà, a uno del gruppo è capitato di perdere il portafogli con dei documenti importanti su un taxi. Il tassista è passato durante la notte e ci ha riportato il portafogli in albergo.

Non credo che un tassista italiano l'avrebbe fatto.

EPIC WIN per la Turchia.

Quello sopra è l'interno della moschea (mi pare quella vicino al bazar delle spezie). Le moschee hanno un bell'aspetto e ti danno la scusa di liberarti delle scarpe e di fare quattro passi a piedi nudi (coi calzini però). La chiesa bizantina di santa Chora, per quanto bellina, non può competere e il fatto che il suo biglietto costi quanto l'harem del Totkapi (infinitamente più grande e bello) non alleggerisce un rapporto qualità prezzo già scadente per chi non ha bisogno fisico di vedere una chiesa, specie se i suoi mosaici li puoi vedere anche a Ravenna e specie se contiamo che dentro quella chiesa fa un caldo bestiale. Evidentemente l'alto prezzo del biglietto è giustificato dal fatto che sia una delle pochissime strutture dei poveri bizantini che hanno voluto lasciare in piedi.



Vedete questo bello scorcio?
Non è un'opera d'arte antica, è una delle pitture che potete vedere nella metropolitana di Istambul, che a quella di Roma (ma anche a quella di Milano credo) gli fa il culo a strisce.
Abbiamo viaggiato in metro, filovia, bus e tram. È molto difficile salire su un mezzo pubblico senza pagare il biglietto e, per fortuna, i mezzi pubblici sono efficienti. Alm massimo abbiamo aspettato un po' di tempo alla fermata dell'autobus, ma si trattava di un autobus col capolinea in una zona di periferia, vicino a Santa Chora, nella zona delle mura teodosiane




Questo invece è uno scorcio del Mar Nero, che abbiamo raggiunto durante la crociera sul Bosforo. Una volta in cima c'era un forte sulla collina che abbiamo scalato c'era un forte, purtroppo sbarrato (probabilmente dall'esercito per esigenze strategiche) e da lì si vedeva il mar Nero e quello che, probabilmente è il confine Nord con gli altri stati, puntualmente evidenziato da delle bandiere 10x15 m che si vedevano garrire da chilometri.






Il villaggio presso il Mar Nero che abbiamo visitato (di cui non ricordo il nome), a parte i luoghi più ovviamente turistici(vedi sotto), non aveva prezzi esagerati, probabilmente perchè il villaggio campa con gli introiti fissi garantiti dai militari della base della zona.

Questa catapecchia in legno vista dal Bosforo è una fra le tante strutture in legno a Istambul. Mi sono chiesto perchè ce ne siano così tante, dato che col caldo si rischia che scoppi un incendio peggio di quello che c'è ora in Russia. Dopo qualche gionro ho realizzato: Istambul è una zona fortemente sismica, ci sono sistematicamenti violenti terremoti ogni tot di tempo ed è meglio avere almeno qualche struttura in legno, dato che le strafighe strutture moderne antisismiche non sono a portata.




Parliamo dei turchi.
I turchi sono un miscuglio ben riuscito di etnie varie, per cui vediamo sia il tipico levantino con la pelle olivastra e dal corpo tozzo, sia individui con la pelle e gli occhi chiari, magari anche qualche biondo, a meno che non fosse un turista dall'aspetto meno sospetto del solito.
Le donne, manco a dirlo sono molto belle, almeno quelle che non portano il velo e, siccome non volevo scatenare risse (ne ho visto una in 7 giorni, una ficata) mi sono ben guardato dallo scattare foto alle donne dall'aspetto più locale.
Gli uomini hanno questi baffoni alla turca in stile giannizzero, ucciderei per averne un paio. So che nessun turco se lo vorrebbe sentir dire, ma almeno i baffi sono molto simili ai baffi che hanno i russi, anche la lingua a volte a un suono simile al russo, a tratti mi sembrava assomigliasse addirittura al giapponese. L'arabo che parlano i muezzin dai minareti è incomprensibile per loro quanto lo è per me.

Vorrei anche capire se i turchi hanno complessi di inferiorità nei confronti del mondo arabo o viceversa. Politicamente parlando sono stati i turchi quelli che alla fine hanno preso il potere sugli altri con l'Impero ottomano, ma le radici religiose, da quando si sono convertiti all'Islam, sono saldamente nelle mani degli arabi.
Istambul, in fondo, non è una città santa per l'Islam e perdipiù non fu costruita dai turchi, ma dai tanti odiati bizantini.
I turchi sono molto nazionalisti, ho visto una marea di bandiere turche che sventolavano orgogliosamente dappertutto, per non parlare dei busti di Ataturk, fondatore dell'attuale nazione turca.
Qui sotto ci sta il palazzo Bucoleon dei bizantini. Non fu distrutto dai turchi durante l'assedio come pensavo, bensi gravemente danneggiato durante l'assedio precedente perpetrato dai parte dei veneziani e in seguito abbandonato. Negli ultimi decenni dell'impero bizantino non fu riparato perchè le casse dello Stato erano vuote, ma neanche i turchi pensarono di ripararlo, lasciandolo così. Non credo sia stata una scelta imposta da mancanza di risorse, dato che ne hanno spese molte per rimettere a nuovo la città e darle un imprinting più musulmano.



Molte cose sono state lasciate com'erano, come la torre di Galata dei genovesi (vedi sotto).
Ma un trattamento speciale è stato riservato ai bizantini.
A parte gli edifici religiosi, preservati in quanto i personaggi biblici rappresentati al loro interno sono comunque riconosciuti dall'Islam, le strutture della vecchia Costantinopoli sono state lasciate in disuso o addirittura coperte dalle nuove.
Il museo archeologico ha una piccolissima sezione dedicata ai bizantini e dal modo in cui era tenuto sembrava che fosse un'ala dedicata a una civiltà lontana e spazzata via misteriosamente migliaia di anni fa, non un impero che è stato occupato nemmeno cinque secoli fa.
I palazzi sono stati lasciati a se stessi e l'ippodromo, che si trova nella zona della Moschea Blu, è completamente coperto da una piazza sulla quale sorgono, come ultimo rigurgito bizantino, gli antichi obelischi.
Credo questo sia frutto di un profondo odio o più che altro di un grande imbarazzo dei turchi che, una volta trasferita la capitale in una città davvero maestosa quale Costantinopoli, hanno fatto di tutto per farla sembrare una città che era da sempre appartenuta a loro.

Del resto, questa voglia di occultare le carte della storia non si verifica solo coi munumenti, ma l'abbiamo visto anche nel museo militare, dove la storia turca era presentata in maniera vagamente faziosa. Le spiegazioni in inglese erano presenti, ma a momenti alterni e nella stanza dedicata all'assedio di Costantinopoli vi era solo la spiegazione in turco. La storia del popolo turco presentata nel museo, che conosco mediamente bene, ha qualche buco. Nel museo menzionano gli unni, coi quali i turchi vedono qualche parentela (non so se è un po' forzata) vi è poi un buco logico di quasi 700 anni, alla fine dei quali spunta Osman, vero e proprio capostipite dell'impero Ottomano. Ho notato la mancanza che non mi spiego dei sovrani Zenki e Noradino, che credevo turchi e ovviamente spicca la totale assenza di Saladino (era curdo).

La parte più scottante è ovviamente quella dell'ala moderna.

Mio padre ha trovato la sezione dedicata agli armeni, che io non ho visto perchè evidentemente era particolarmente difficile da trovare (un caso?) e in quella sezione gli armeni sono presentati come degli assassini gangsters stupratori.

In conclusione.

Premetto che la mia esperienza si limita a Istambul, alla gita sul Bosforo e a un tratto di Asia minore percorso mentre arrivavo a Istambul dall'areoporto e quindi ho visto solo una piccola parte del paese. Da quello che ho visto ho tratto un'opinione positiva dei turchi, magari influenzata dall'ospitalità che ho ricevuto, altra loro irrinuciabile caratteristica. Credo sia un paese dalle grandi potenzialità, anche se è anche un paese dove vi grande povertà. Purtroppo, nessuno lo ammette, ma questa seconda caratteristica è considerata dall'Europa come un'altra potenzialità, dato che i nostri industriali non vedono l'ora di piazzare nuove industrie in paesi poveri dove poter sfruttare i lavoratori. La Turchia se entrerà in Europa potrà offrirle un bacino di manodopera assai vasto e culturalmente potrebbe essere una svolta. Una svolta perchè sarebbe il segno che l'Europa si sta allargando e per davvero, riuscendo a unire Stati che fino a un secolo fa si prendevano a mazzate, riuscendo a mettere piede anche nel Medio Oriente e, cosa che conta più di tutte, facendolo in maniera pacifica. Altra grandissima cosa che porterebbe la Turchia in Europa: finalmente sarà impossibile per i preti arrampicarsi sugli specchi quando sparano stronzate sulle radici cristiane europee. Il problema è sul come la Turchia entrerà. Per ora l'Unione Europea non funziona, è un insieme di Stati formalmente uniti in un organismo sovranazionale le cui direttive sono rispettate una volta sì e una volta no, le rare volte che sono rispettate è quando si tratta di metterglielo nel culo ai lavoratori. Gli Stati continuano a fare come cazzo gli pare e non abbiamo ancora una linea estera comune.

Cosa può fare la Turchia? La sua entrata potrebbe essere un segno, potrebbe permetterci di dire che, se siamo riusciti a far entrare un paese così diverso dagli altri, il primo paese a stragrande maggioranza musulmano, allora possiamo per davvero riuscire a trovare una sinergia fra Stati diversi. D'altra parte, il nuovo paese potrebbe sconvolgere gli equilibri, dato che stiamo parlando di quello che sarebbe il paese più popoloso europeo e quindi quello con più voti. La Turchia ha i suoi difetti. È un paese musulmano che, per quanto moderato, potrebbe dare grane (del resto, qui in Italia non siamo messi tanto meglio a laicità); è un paese fortemente nazionalista, ha un esercito tutt'ora funzionante e tutt'ora in azione per tentare di ristabilire un primato internazionale e militare di cui ha evidentemente grande nostalgia; è un paese che ogni tanto spara qualche colpo sui curdi e ha ancora problemi di integrazione con gli armeni. Se entrasse nell'UE senza un'adeguata preparazione, la Turchia potrebbe metterci nei guai, potrebbe rallentarci economicamente se non riuscisse a gestire bene l'euro e potrebbe creare imbarazzanti situazioni per quanto riguarda i diritti umani, problema che si potrebbe ripercuotere sugli altri paesi europei e farci andare indietro dopo tanti sforzi, foraggiando i tanti partiti di ritardati contrari all'Europa. D'altra parte l'Ingresso della Turchia sarebbe un duro colpo per questi ultimi e la risoluzione dei problemi di integrazione che abbiamo loro e noi potrebbe subire una maggiore spinta ideologica proprio in virtù dell'ingresso di un nuovo paese.

Va ricordato che l'inserimento della Turchia nell'UE non è visto di buon occhio dagli americani. Gli USA ce l'hanno ancora con loro da quando negarono all'ultimo il loro passaggio in Turchia per l'attacco all'Iraq e fra l'altro, quando lasceranno definitivamente l'Iraq, il Medio Oriente sarà più facilmente accessibile agli europei piuttosto che agli americani. Un altro problema sarebbero i rapporti con lo Stato israeliano o, più specificatamente, con i vari legami che i partiti europei hanno con le associazioni con e contro di esso.

Ce ne sono di passi da fare, la Turchia è un grande paese in tutti in sensi, nel bene o nel male. Sarei molto felice se diventasse un paese europeo, ma dobbiamo andarci molto piano e con grande attenzione.


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martedì 17 agosto 2010

Tutti i TG d'Italia stanno esaltando questo inutile e depresso personaggio italiano, esaltato da vecchi alleati e nemici.

Del resto si sa, dei morti non si sparla mai. Specie in Italia. Mi è venuto in mente questo suo vecchio pensiero, parto di un cattivo uso di litio o di un'inevitabile demenza senile, risalente alle manifestazioni universitarie.

La sua allegra strategia consisteva nel lasciare stare gli studenti dei licei, quelli erano troppo piccoli, nonchè le maestre che protestavano per la creazione del maestro unico, quest'ultime non era bene picchiarle, nessun galantuomo può picchiare una donna. Ovviamente risparmiare anche i professori universitari, quelli anziani almeno, giù botte invece ai giovani professori e ricercatori a contratto.

E, naturalmente, giù botte agli studenti universitari, prima lasciarli fare, poi massacrarli per i disordini arrecati.

Questo è quello che rappresenta Cossiga. Una classe dirigente che se la prende con le fasce più deboli, risparmia i vecchi perchè quelli stanno abbastanza bene e sono coloro che sostengono questo tipo di potere, anch'esso composto da vecchie mummie; risparmia i ragazzini, che tanto non capiscono un cazzo; risparmia le maestrine, facendosi portatore di un ipocrita spirito cavalleresco vecchio di cent'anni e più.

Questo è Cossiga: un vecchio stronzo che rappresenta la vecchia classe politica, che ora si arricchisce, ma che prima o poi, per fortuna si esaurirà per vecchiaia. Una classe politica che ci ha derubati e che ora non è nemmeno in grado di godersi la ricchezza e le opportunità che ha tolto ai giovani.

Almeno Cossiga era un depresso, pieno di rimorsi com'era per tutte le porcate che ci ha fatto. Ma questo non lo rende tanto migliore.

giovedì 12 agosto 2010

Siam messi bene!

Questo è uno di quegli elementi che, se collego alle eventuali elezioni anticipate, mi dà una strizzata di culo che non potete immaginare.
Un lungo articolo che, tentando di dipingere Vendola quale salvatore dell'Italia, fiacca il mio morale a tal punto che mi sento fisicamente debilitato.
E già Vendola non mi stava simpatico da prima!
Vendola in questa entusiastica descrizione è descritto come pacifista, gay, ma cattolico, rivoluzionario , ma mite. E comunista.
Come se non ci fossero già abbastanza contraddizioni.
Quest'uomo è la sintesi di un masochismo confuso e contraddittorio della Sinistra italiana.
Una convivenza forzata fra istanze inconciliabili che mettono su un quadro imbarazzante.
La Destra italiana ha deciso di prendere una svolta ideologica a base di demagogia populista e tette, senza ovviamente smuovere il caro vecchio nazionalismo da quattro centesimi. È un mix vincente, destinato a durare mille anni, semplice, rozzo, pulito, efficiente.
La Sinistra italiana, orfana di uno stalinismo che non piace più a nessuno, ha deciso di rinnegare la vecchia ideologia comunista. Sostituendola con un qualcosa di cui nessuno ha idea cosa sia. Fondamentalmente la nuova Sinistra italiana è composta da giovani, giovani che si credono però questo gran cazzo. Certo, i vecchi sessantottini - altrettanto spocchiosi - stuccano anche me, ma almeno seguivano qualcosa di chiaro.
I ggiovani della Sinistra, rinnegando i boriosi e odiati genitori, hanno deciso di proporre qualcosa di nuovo. Qualcosa che sia estremamente paraculo come loro.
Cosa si sono inventati?
Una strategia superficiale quanto quella del populismo-tette, ma, a differenza della prima, destinata al fallimento.
Come facciamo prendere quanti più voti possibile?
La domanda che si sono posti le saggie menti della Nuova Sinistra, ha trovato una banale risposta, vecchia come il cucco e banalmente applicata. Come avere più voti: promettere tutto a tutti!
Avere un partito che riesca a fare l'occhiolino a qualsiasi target politico papabile.
Essere allettanti per la vecchia guardia comunista, ma anche per i giovani che non l'hanno conosciuta, non solo ex comunisti, ma anche delusi del PD, magari anche qualche fricchettone che stava coi Verdi; attirare sia pacifisti sia gente che non ne può più del Governo e che se vede qualche stronzo che la sta rovinando gli stacca le braccia; bisogna essere ambientalisti, ma anche ricordare gli operai che lavorano nelle fabbriche accusate di inquinamento.
Prendiamo come esempio quest'ultimo accostamento.
Le industrie inquinano: per gli ambientalisti è male; le industrie offrono posti di lavoro agli operai: per i comunisti è bene.
Cosa fa Vendola?
Si schiera coi comunisti o gli ambientalisti?
Con gli operai o con la Lega per la protezione del granchio sticazzi che vive nei pressi di Porto Marghera?
Gli astuti che hanno creato un personaggio come Vendola hanno fatto un ragionamento che vede un candidato jolly, dotato di qualsiasi caratteristica appetibile per quello che pensano sia l'elettore medio della Sinistra: se vuoi un pacifista Nichi è pacifista, se vuoi un rivoluzionario Nichi è rivoluzionario, se sei laico Nichi è laico, se sei un baciapile Nichi è un baciapile, se sei frocio Nichi è frocio.
COSA VUOI DI PIU', CARO ELETTORE MEDIO??
Questo ragionamento filerebbe se l'elettore medio di Sinistra fossero come se lo immagino, ovvero una persona che vota un candidato in base a ciò che ritiene lo renda meritevole.
Così hanno tralasciato un altro tipo di elettore medio di Sinistra, ovvero che vota il candidato che NON ha la caratteristicha che lo rende per lui ineleggibile. Basta che ci sia solo una sola caratteristica abbastanza sgradevole per far perdere un voto a un candidato, anche se ha un'infinità di caratteristiche positive contro l'unica, tanto disprezzata caratteristica negativa.
Questo vuol dire che un rivoluzionario alla vecchia maniera vuole Nichi rivoluzionario, ma non vuole un Nichi pacifista-masochista che prende le pizze in faccia da qualunque coglione di Forza Nuova; un ateo autenticamente laico vuole un Nichi laico e diffida se Nichi tira fuori stronzate immani come quella che la Bibbia è il libro più importante per un comunista; un cattolico apprezza il fervore religioso di Nichi, ma non i suoi gusti sessuali.
E siccome in questo periodo la Sinistra gode di una grandissima sfiducia, penso proprio che questo secondo tipo di elettore medio sia molto più frequente del primo.
La cosa veramente tragica è che questa nuova Sinistra non è tanto diversa dal PD che tanto critica, perchè come il PD, in virtù di un goffo tentativo di rinnovamento, ha finito per creare un partito che crede in tutto e nel contrario di tutto, è orgoglioso di non essere più comunista, ma ora non sa cosa cazzo sia.
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mercoledì 11 agosto 2010

Elezioni anticipate

Elezioni anticipate.
Temo queste 2 parole perchè mi danno la stessa sensazione di una roulette russa.
C'era da aspettarselo che, con una simile Opposizione, l'unico in grado di mettere in cresi il Governo fosse una lotta interna grazie a Fini.
Berlusconi minaccia le nuove correnti di ritornare all'ovile, altrimenti prima della fine dell'anno si ricomincia tutto da capo e si fanno le elezioni per l'appunto.
O con lui o senza di lui nel nuovo glorioso Governo Berlusconi-Bossi.
Molto coerente con la parola Libertà che pronuncia in continuazione.
Il pedopremier annuncia che, in vista delle suddette elezioni, ha intenzione di iniziare uno sbandieramento automasturbatorio dei successi del suo magnifico Governo, preannunciando una propaganda senza precedenti, addirittura porta a porta.
Con tutte le stronzate che mi devo già sorbettare in televisione, per strada, e su internet, orra esce fuori che devo addirittura rischiare di trovare un coglione che mi suona al campanello per dirmi quante belle cose sta facendo Silvione?
Piuttosto sono disposto ad aprire la porta a un testimone di Geova, gli lascio addirittura una donazione, invito pure tutti i suoi amici a cena!
Scherzi a parte, torniamo a queste elezioni anticipate.
Se perdono ce li leviamo dalle palle per un po', se vincono è la fine: ci troviamo Berlusconi e Bossi, un duo psudoliberal nazistoide che, senza Fini a tenerli a bada, ci riporta al Ventennio. Anche peggio.
Ho sentito varie teorie sui pronostici delle elezioni.
Quella ottimista si basa su una casistica a riguardo: i Governi in crisi che ricorrono alle elezioni anticipate lo fanno quando hanno bassi livelli di consenso e sono nella maggiorparte dei casi destinati alla sconfitta.
Secondo me è troppo ottimistica per alcuni motivi
  1. Non è detto che gli italiani si siano svegliati dato che, oltretutto, il ritardo mentale è in genere irrecuperabile
  2. Anche se fosse vero che i livelli di gradimento fossero imbarazzantemente bassi, non è detto che il Governo si comporti seguendo la casistica

Parliamo del secondo punto. Parliamo di Berlusconi. Silvione è uno che non segue le regole per definizione, è anche uno che ci prova in continuazione, è uno che quando sta alle strette passa all'attacco e la anche fa grossa, come scendere in campo quando ci si accorge di rischiare fallire e andare in prigione. È quindi capace di tentare il tutto: sta rischiando di perdere consensi, se però fa una campagna elettorale rincoglionente di quelle che solo lui sa fare può di nuovo vincere le elezioni e zittirci tutti. Di nuovo.

Se poi mettiamo in conto che, contro di lui si schiereranno un paio di destroidi pentiti che hanno deciso di non vendere il culo fino in fondo (saranno pochi comunque) e un'Opposizione che sta passando una lunga vacanza da almeno 3 anni, allora direi che stiamo veramente giocandocela con un tiro di dadi.


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venerdì 6 agosto 2010

La solita ministra

Certo, capisco che la Brambilla sia stressata e delusa dal suo incarico.
Mesi e mesi di spompinamento a Berlusconi e poi si deve accontentare di un Ministero alquanto mediocre quale quello del Turismo, trascurata dal pedopremier che preferisce la Carfagna.
Secondo la mia opinabile opinione, fra la Brambilla e la Carfagna con quel taglio di capelli da maestrina isterica, avrei preferito la Brambilla.
Ma questo è un altro discorso.
Tornando alla Brambilla, devo dire che forse sta dando una delle prove peggiori di Ministro del Governo, contando poi che si trova di fronte a dei concorrenti niente male.
Di fronte a degli imbarazzanti risultati sulle frequentazioni turistiche nelle località italiane di quest'estate, la Brambilla ha ben pensato di girare il coltello nella piaga, andando in vacanza in Francia e Spagna.
Non per vacanza, certo che no: lei è in missione, lei deve scoprire quali sono i segreti che hanno permesso a francesi e spagnoli di farci il culo sulle presenze turistiche.
Una vera storia di spionaggio industriale!
Peccato che la sua missione, esageratamente meticolosa e approfondita, abbia un effetto collaterale e trametta un messaggio abbastanza negativo: il turismo italiano fa così pena che neanche il Ministro del Turismo italiano passa le vacanze in Italia!
Fra l'altro, siccome la Ministra si occupa di turismo, dovrebbe come tutti gli operatori di turismo lavorare in stagione di vacanza e riposarsi quando gli altri lavorano e, siccome in quanto politica per definizione non fa un cazzo dalla mattina alla sera, perchè non pensava bene di anticipare le sue vacanze spionaggio prima dell'estate, magari così i preziosi segreti carpiti poteva sfruttarli per quest'estate e non tenerli presente per il prossimo periodo vacanziero!
Cazzo, occuparti di turismo fa parte del tuo lavoro, sei pagata per andare in vacanza, almeno rendi utile la tua vita e vattene in vacanza in Italia per dare il buon esempio!
Di fronte a tale pigrizia e inettitudine, Michelona ha deciso di fare qualcosa, in modo di tacciare le critiche di immobilismo. Era meglio se stava ferma.
La Brambillona ha deciso di attaccare il palio di Siena.
Forte del suo minuzioso studio del turismo spagnolo, ha deciso che, se in Catalogna aboliscono la Corrida, noi dobbiamo fare la stessa cosa con il palio, che è un esempio di maltrattamento degli animali e fa cattiva pubblicità per il il suo caro made in (magic)Italy.
Inutile dire che a Siena sono disperati, la cattiva pubblicità sarebbe proprio togliere uno degli elementi caratteristici di quella città, sarebbe come vietare le gondole di Venezia perchè la loro particolare forma disturba il volo dei piccioni e non permette loro di cacare in testa ai turisti com'è nella loro irrinunciabile natura.
Fra l'altro l'accostare la corrida a una corsa di cavalli mi fa venire dubbi perfino sul fatto che la Brambilla abbia idea di cosa sia una corrida.
La corrida è infinitamente più violenta nei confronti degli animali rispetto al palio.
E comunque io sarei favorevole anche alla corrida.
Ma questa è un altra mia opinabile opinione...
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NEL NOME DELL'ODIO

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