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martedì 14 settembre 2010

Ritardo mentale: lo stai facendo nel modo giusto

Con discreto ritardo mi sono aggiornato per quanto riguarda il referendum sulla costituzione turca di cui avevo visto gli svariati manifesti durante il mio soggiorno in Turchia.
Votando sì (evett) si sarebbe scelto di cambiare la Costituzione di Ataturk, risalente al primo dopoguerra del secolo scorso, seguendo la proposta del Governo di Maggioranza; votando no (hair) si sarebbe mantenuta la Costituzione, secondo quanto proposto dai Partiti d'Opposizione, fra i quali presenziano anche i comunisti.
Non conoscendo nel dettaglio la situazione non mi sono voluto pronunciare, anche se a occhio avrei fatto quello che voleva l'Opposizione, mentre queste proposte di cambiamento delle Costituzioni negli ultimi tempi mi sembrano alquanto sospette.
Alla fine ha vinto il sì, e qualcosa mi dice che non solo loro cambieranno la Costituzione nei prossimi tempi.
A differenza che da noi, il cambio o meno della Costituzione turca pone di fronte a dei dilemmi niente male: se la Costituzione fosse rimasta tale com'è sempre stata, la Turchia sarebbe rimasta una Repubblica dove il potere è fortemente influenzato dai militari, se fosse successo il contrario vi sarebbe stato un forte viraggio verso uno Stato confessionale islamico.
La mia opinione, anche se non è facile prenderla, è che è meglio la prima opzione, ovviamente quella che è stata scartata.
I militari fino ad ora hanno mantenuto lo status quo nello Stato turco e, se da una parte li ha messi nei guai negli ultimi decenni con conflitti più o meno in sordina con gli stati vicini, dall'altra ha impedito che i vari invasati religiosi prendessero il sopravvento e portassero a uno stato di stampo iraniano.
Di sicuro i rapporti con Israele, già non molto cordiali dopo lo scherzetto del massacro dei manifestanti su una nave turca, peggioreranno di parecchio e renderanno la zona ancora più calda. Coloro che tengono tanto alla difesa degli armeni non avrebbero granchè di cui esultare: se li armeni erano mazzolati dai militari lo saranno anche dagli islamici, in quanto sono in gran parte cristiani.
Il problema più grande è quello che riguarda l'Europa e la Turchia.
Sia noi che loro possiamo trarre vantaggi dall'entrata loro in Europa (purchè sia gestita con cautela) ma ora, il rischio che la Turchia subisca un'involuzione teocratica potrebbe mandare tutto all'aria. E se i soliti ritardati assortiti xenofobici sia europei che Turchi hanno avuto fin'ora da ridire sull'entrata, figuriamoci come aumenteranno il pressing. E questa è l'ipotesi migliore, perchè se prendesse il potere in Turchia un omologo di Khomeini l'entrata in Europa sarebbe davvero un sogno lontano.
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