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venerdì 7 ottobre 2011

Olè

Chiude la corrida.
La corrida è un'intrattenimento barbaro, una vergogna per l'Europa, una violenza contro gli animali, una tradizione demodè. L'esempio della cattiveria dell'uomo suli animali.
Tutte cazzate.
Prova a paragonare l'imbarazzo politico che può causare la corrida rispetto alla giustizia italiana, l'eredità del genoicidio degli armeni, l'esistenza di svariati partiti filonazisti in Europa o altro; prova a paragonare la corrida, dove spesso ci scappa più di un morto fra i toreri con la caccia, dove uomini armati sparano contro animali in una lotta internet (e francamente, per me possono essere liberi di fare pure quello!).
Ma il discorso è un altro.
Le corride chiudono in Cataglogna e non in tutta la Spagna, non per il bene dei tori o del prestigio nazionale, non perchè è uno sport che può piacere solo ai vecchi. Chiudono perchè i catalani si vogliono differenziare dgli spagnoli, tanto per rimarcare la differenza che è già presente a livello politico, ideologico, linguistico e scolastico.
Fondamentalmente i catalani in Spagna sono come i padani in Italia: più ricchi, più spocchiusi, più pretenziosi e bisognosi di secessionismo.
Solo che almeno la Catalogna esiste, mentre la Padania no.
Perchè abolire le corride in Catalogna?
Lo fanno per rompere i coglioni.
E siccome si parlava di rompere i colgioni hanno cavalcato l'onda di un movimento che di rotture di coglioni se ne intende: gli animalisti.
Ed ecco qui che una battaglia politica scomoda e infantile assume la veste di qualcosa più piacevole, da benpensanti.
Roba già sentita direi.
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