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giovedì 26 febbraio 2009

Raffinatezze.

Siamo troppo rozzi per comprendere la logica ineccepibile di questa proposta.
Invece di protestare col vecchio banale sciopero nel quale non lavori, si è proposto lo sciopero virtuale. Lavori, ma non vieni pagato. Ci sono molte ipotesi sui benefici di questa scelta e questo spiega perchè la solitamente agguerrita Opposizione di questo paese non si sia opposta in maniera decisa.
Basta, dice il lavoratore sfruttato ai padroni, non è giusto trattarmi in questo modo! Lo sai che ti dico? Smetto di farmi pagare, non mi pagate, voglio vedere chi cede per primo! Ah, continui imperterrito? Ora ti faccio vedere: ti faccio entrare in casa e se vuoi ti puoi scopare anche mia figlia! Visto cosa succede quando mi fai arrabbiare?
Fini strategie rivoluzionarie!
I nostri lavoratori si vogliono autodistruggere e sperare che il senso di colpa consumi il cuore dei capi e li spinga a dare quei benefici che la classe lavoratrice chiede. Basta studiare la storia, un sacco di rivoluzioni sono nate a partire dal semlice senso di colpa!
Un capolavoro!
Non vi sembra strano che il Governo imponga regole simili sul modo che hanno i cittadini e i lavoratori di protestare? Sarebbe come dire ok, potete manifestare ogni anno bisestile, però quando fate il comizio dovete mettere la traduzione dall'italiano in francese, polacco, spagnolo e catalano.
Non vi preoccupate neanche un pochino?

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NEL NOME DELL'ODIO

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QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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