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martedì 11 marzo 2008

Filosofiche considerazioni anti-filosofiche.

Io odio i filosofi.
Si occupano di tutto, in virtù del fatto che studiano un po’ di tutto, dalle scienze sociali a quelle umane, dalla letteratura alla biologia, dalla religione alla fisica.
Ma le scienze umane e naturali sono giunte a una diversificazione che ha portato a un’ultra-specializzazione dei vari settori, esistono gli specialisti, persone che conoscono bene solo un certo aspetto dell’ambito che devono trattare, perché lo conoscono molto nel dettaglio.
E, poiché il mondo ha bisogno di persone che hanno una conoscenza approfondita di specifici argomenti e non di tuttologi, i filosofi, che cercano di studiare tutto, va a finire che alla fin fine non sanno nel dettaglio niente in particolare ed è come se non sapessero niente.
Nonostante questo, continuano a rompere, imperterriti, i coglioni.
Si occupano di diritto, di politica, di etica, di storia, di letteratura.
Uno di questi esseri sostanzialmente inutili, è addirittura riuscito a occupare una poltrona parecchio in alto e sicuramente, se non fosse mai nato, molte cose sarebbero diverse.
Il mondo senza di lui sarebbe un posto molto molto molto migliore, ma sicuramente sarebbe diverso.

Prendendo atto dell’inutilità nel XXI secolo di questi individui, va detto che, a qualcosa, potrebbero servire. Sull’aborto si fanno tanti casini, tante discussioni.
Chi altri è migliore a fare discussioni se non un filosofo?
Perché, in barba a tutti questi idioti che inneggiano alla sacralità di un feto non arriva un filosofo che, con una discussione dialettica fatta come si deve, dimostra che un feto non si può considerare – livello filosofico – come un essere umano?
Bhe certo, di discussioni ce ne sono, discussioni che hanno concluso che un feto è un essere umano con tutti gli attributi. Ma da dove proviene questa conclusione?
Dalle Facoltà di bioetica!
Non vale, belli miei, non possiamo prendere per buona un’affermazione che proviene da un ambiente di baciapile schifosi!
Odio i filosofi, ma non mi sognerei mai di equipararli a degli studenti di bioetica, quelli stanno su un gradino molto molto più basso.
Se dagli ambienti di bioetica viene fatta un’affermazione, ci vuole un contraddittorio, elemento irrinunciabile per la filosofia!
Se chi studia filosofia è più aperto di mente di uno che va a bioetica dovrebbe far valere le sue conoscenze e cercare di confutare quest’affermazione. Il risultato, in caso di riuscita nella discussione sarebbe un duro colpo ai baciapile d’Italia.
Perché, con tutti gli studenti fricchettoni filosofi d’Italia nessuno ha avuto il coraggio di contrastare questa affermazione?

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