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lunedì 17 marzo 2008

Alta moda e stilisti.

L’Italia non vale niente a livello internazionale. Ormai nemmeno la Mafia italiana riesce a reggere il confronto con le organizzazioni criminali degli altri paesi. Qualcuno si consola pensando che il made in Italy è ancora un marchio di qualità nei mercati esteri.
Ma la cosa non mi tira su neanche un po’, anzi, peggiora solo il mio stato d’animo.
L’Italia, terra dell’impero Romano, di Machiavelli, di Leonardo, di Michelangelo, Cristoforo Colombo, Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi, ora è famosa per borsette e abiti alla moda.
Allegria!
Prodotti che, oltretutto, sono puntualmente copiati dai cinesi e rivenduti a prezzi stracciati.
E gli stilisti disperati che danno giù alla Cina, si inventano tutte le frescacce possibili per convincerti a comprare una borsetta da 200 euro quando la vende uno sfigatello con gli occhi a mandorla a 15.
Dicono che i vestiti cinesi durano poco (ma sempre un decimo di quelli italiani costano!), che sono fatti con materiali nocivi, che irritano la pelle, causano eritemi, reazioni allergiche, pruriti, emorroidi, cancro, impotenza, aerofagia, herpes genitalis, ginocchio della lavandaia, sifilide, sindrome di Munchausen, depressione post-partum, candida, malaria, prostata gonfia e Giampiero Mughini.
E specialmente, tirano fuori la storia dello sfruttamento minorile.
E chi mi dice che anche gli stilisti non sfruttano i ragazzini?
E specialmente, resta il fatto che pagare 200 euro per un pezzo di stoffa con la firma di uno stronzo a me non va a genio. Che mi frega di come è stato costruito!?
Mi puoi anche dire che una giacca Versace è stata tessuta con fili d’argento e seta da cinque artigiane specializzate, laureate, ultrastipendiate, vergini, competenti e di sangue blu.
Ma se una volta uscito dal negozio vedo che ci sta la stessa giacca che ne costa 10, non me ne strafotte una mazza beata se è stata creata da 50 cinquanta ragazzini birmani analfabeti, picchiati dai genitori e pagati tutti insieme con una ciotola di riso!


Non è idiota continuare a puntare sul made in Italy degli stilisti solo perché gli stilisti sono una categoria socialmente inutile, che produce anoressiche, oche e inneggia al consumismo più superficiale. E’ idiota perché ci porterà alla rovina, perché non ci vuole niente a copiare una borsetta, se noi creassimo prodotti tecnologici, utili e sofisticati, allora sì che il cosiddetto made in Italy varrebbe ancora qualcosa!
Ma forse è troppo tardi, le industrie asiatiche già sono in grado di produrre oggetti di qualità, l’Italia deve limitarsi a produrre il genere di merce in cui è specializzata: disoccupati, idioti, politici e intellettuali che, frustrati dalla disoccupazione e dai politici fuggono in paesi più civili e seri.

2 commenti:

cubacris ha detto...

E c'è di più: l'unica differenza fra la borsetta da 200 euro e quella da 15 euro è il marchio impresso meglio. Sempre in Cina li fanno. E anche gli italiani li fanno fare ai bambini. Ergo: mi compro quella cinese direttamente e me ne sbatto del famigerato Made in Italy!

Anonimo ha detto...

Oddio, mi hai quasi fatta piangere! Mi hai commossa tanto hai ragione!!!

NEL NOME DELL'ODIO

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QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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