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domenica 17 ottobre 2010

Benvenuti al Sud

Non sono un fan del cinema italiano, ma questo film è un piccolo gioiellino.
Sono stato spinto principalmente da motivi ideologici nel vedere questo film perchè è sempre una goduria vedere tutti quei film fatti con attori in gran parte meridionali che surclassano, nella critica e nel botteghino, quella merda di Barbarossa tanto cara ai leghisti. Ma oltre alle idee affini questo film è fatto proprio bene.
Un direttore delle poste (Claudio Bisio) viene trasferito nel tanto temuto e disprezzato Sud.
Sposato con una moglie particolarmente insopportabile (Angela Finocchiaro) e padre di un figlio molto coccolato, il direttore si trova di fronte a un primo impatto traumatico con la provincia napoletana. I primi incontri con la realtà del Sud, all'insegna dei suoi più biechi, caparanoici e volutamente esasperati stereotipi, sono alla fine sconfermati dalla genuinità e umanità dei padroni di casa che accolgono lo straniero.
Non è solo una commedia zuccherosa, banale ed edificante.
Ben recitato e molto divertente, questo film non lascia mostra personaggi caricaturali, oltre le macchiette di ciascuno c'è una storia e un background che viene approfondito, come nel caso del protagonista direttore, che man mano fa capire che ha alle spalle un matrimonio che ha esaurito la spinta passionale per la moglie che continua però ad amare.
Il film gioca con gli stereotipi, ridicolizzandoli e mostrando anche il perchè vengano usati dalla gente per categorizzare lo sconosciuto, senza però risultare sgradevolmente politicamente corretto.
Da vedere, penso darò uno sguardo anche all'originale francese da cui è ispirato.

Voto 8/10
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1 commento:

Emix ha detto...

Rispettosamente dissento.
Argomenterei pure il mio dissenso, ma sono le 2 e mezza di notte passate e sarebbero ragioni che soltanto chi lavora in un cinema dove viene proiettata questa banale commedia potrebbe cogliere.
Ciao!

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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