LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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domenica 28 marzo 2010

Una casa per gli aquilani

Ho votato.
Per chi non ve lo dico, usate l'immaginazione.
Spero che la Destra nel Lazio prenda una bella mazzata, magari non memorabile, ma è già tanto se perde o vince di poco.
In ogni caso il Governo non sarà esageratamente scosso da una sconfitta nel Lazio, l'importante è che siano riusciti a piazzare le loro liste in Lombardia dove tanto vinceranno e potranno anche frignare e inneggiare alla libertà sul fatto che i giudici stalinisti non li volessero far votare.
Ma pensiamo ad altro: l'Aquila.
Da quelle parti si parla di garantire il diritto di voto agli sfollati.
Ah ma che ci sono ancora sfollati all'Aquila?
E io che credevo che fossero tutti tornati nelle loro casette di marzapane antisismiche costruite dal Governo!
Gli sfollati ci sono, sono anche tanti.
E quelli che non sono stati piazzati nelle case regalate dal Governo (fra l'altro devo ancora capire con quali criteri si scelga di regalare la casa a una famiglia invece che a un'altra) sono stati mandati negli alberghi sulla costa.
55 euro al giorno per una camera d'albergo, per un numero imprecisato di persone, moltiplicate per 365.
Tanto paghiamo noi...
Questo significa che la zona costiera abruzzese ha avuto un boom turistico pazzesco e gli albergatori della zona stanno godendo come ricci.
L'entroterra è andato a puttane.
Già l'idea delle new town è una completa idiozia, città che nel migliore dei casi sarebbero state delle città dormitorio, senza storia, senza anima, senza attrattive turistiche e culturali; pare che non assolvano bene neanche al compito di città dormitorio, dato che i geniacci che le hanno messe su non hanno calcolato che sono zone alluvionate. Magari non ti crolla la casa, ma non è molto divertente stare a spalare fango in soggiorno no?
La cosa che più mi ha fatto scandalizzare è il fatto che in città ci siano ancora le macerie in giro!
Capisco che costruire una casa sia lungo e dispendioso, ma almeno toglietele le macerie no ?!
Invece hanno procrastinato e, quando i cittadini hanno deciso di levare le macerie da soli, hanno messo pure i bastoni fra le ruote.
Certo, l'italiano ha la memoria corta e il cervello piccolo, dopo tanti piagnistei e ipocrite manifestazioni di solidarietà si è dimenticato dell'Aquila, poi i TG hanno pensato a far passare le notizie sulla città sempre più in secondo piano grazie a notizie più o meno serie.
Gli italiani non hanno idea di quello che ancora stanno vivendo gli aquilani ma forse - sperando che qualche TG dedichi qualche secondo in più a questa notizia - se le elezioni in Abruzzo vanno come dico io, qualcuno inizierà a pensare che il Governo non se l'è cavata poi tanto bene col terremoto come sembrava.
L'affluenza al voto è già di gran lunga inferiore rispetto alle percentuali precedenti al terremoto.
Vediamo un po' che succede...
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