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domenica 27 settembre 2009

Basta che funzioni

Non potevo non vederlo: il titolo mi intrigava, è di Woody Allen e me l'hanno consigliato.
Oltretutto, questo film ha la fortuna di adattarsi e rispecchiare alla perfezione la mia fase misantropa, cinica e disadattata da poco riemersa.
Il protagonista, Boris, è un narcisista compulsivo e con ricorrenti pensieri di morte che racconta al pubblico (che vede solo lui) la sua vita.
È un genio che avrebbe potuto vincere il Nobel (o almeno così dice lui) ma ha deciso di vivere un vita spartana e solitaria, lasciando una moglie bella e ricca e una prestigiosa cattedra d'insegnamento. Tutto questo fino a quando non si presenta Melodie, una svampita, ma bella ragazza di provincia che Boris, nonostante sia agli antipodi rispetto a lui per età, idee sulla vita e intelligenza, accetta di ospitare in casa.
E Melodie, rimasta affascinata dalla sua personalità, inizia a imitarlo (o meglio scimmiottarlo in maniera inconsapevolmente comica) nelle sue recriminazioni contro la società, la vita, la religione, la scienza.
L'unico problema di questo film è che le battutte sono così tante e così divertenti, non te ne resta in mente quasi nessuna.
Woody ci regala l'ennesimo capolavoro col quale riesce a trattare argomenti anche penosi con un grandioso senso di humour, una vaga vena cinisimo e tanta eleganza nella sua sceneggiatura.
Il cinico e disadattato vecchio, a occhio destinato a una fine meschina e tragica, riesce a continuare a vivere la sua vita, a regalarci un lieto fine nonostante il fatto che le sue scelte ci appaiano illogiche e immorali.
L'importante è che funzioni!
La struttura del film riguarda vagamente Anithing Else, che forse considero di poco superiore, ma l'originalità e la grande comicità del film resta.

Grazie al cielo, i traduttori italiani non hanno cambiato il titolo rispetto alla versione originale!

Voto
8/10
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

good start

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

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