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martedì 8 novembre 2011

Arriva il conto

Capita a volte di andare al ristorante con gente dalla pancia larga, il portafoglio stretto e il cervello ancora meno.
In quei casi si scopre che il più fesso ha portato solo 8 euro, ma consideri una truffa doverne sborsare altri perchè ha preso solo antipasto, primo, secondo, contorno, vino acqua, caffè e ammazzacaffè.
E in quei casi il suddetto fesso o l'amico un po' meno fesso (ma sempre fesso) finisce a guardare di nuovo il conto cercando di far sparire miracolosamente quei 40 euro che pesano tanto sullo scontrino o di trovare qualche pietanza non prevista per poter andare a fare rimostranze col padrone.
Questo è quello che sta facendo ora Berlusconi.
Riguardare il salato conto che gli è stato presentato, cercando il cavillo.
Lo fece anche quando vinse la buon'anima di Prodi, anche in quel caso pretese un riconteggio dei voti, anche se in quel caso si trattava di milioni di votanti e non di un pugno di parlamentari corrotti e incapaci. Non so se è più ridicolo pretendere di ricontare milioni di schede o se è più ridicolo mettere in dubbio un semplice conteggio di meno di mille voti.
Buon segno, ottimo direi.
Vedere Berlusconi che si aggrappa così allo scontrino è davvero una goduria.
Magari se ripesca qualche fattura può contestare il voltafaccia di chi aveva promesso di stare con lui.


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