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domenica 11 ottobre 2009

District 9

Nell' 82 appare sui cieli di Joannesbourg una nave aliena che fluttua sulla città, immobile. Gli uomini entrano al suo interno, trovano milioni di alieni denutriti e li sistemano in un'enorme baraccopoli denominata, per l'appunto, district 9.
Vikus Van Der Merwe, un individuo dall'aspetto a metà fra un colletto bianco e Ahmedinejad, è nominato capo di un'enorme operazione di sfratto verso questi ospiti indesiderati.
Gironzolando per l'enorme ghetto alieno incappa però in uno spiacevole incidente che lo cambierà drasticamente.
District 9 è un riferimento al district 6, il ghetto usato durante l'apartheid e la società alle spalle degli intrighi in cui si troverà immischiato il protagonista si chiama MNU, che si pronuncia menu, ma è un chiaro riferimento all'ONU e alla sua parte più marcia.
Il film è socialmente impegnato in un attacco alle politiche di segregazioni passate, presenti e future, con chiarissimi riferimenti alle politiche razziste e di discriminazione. La cosa ironica è che dalla parte dei razzisti ci stanno anche gli stessi africani che prima fino a poco tempo fa erano trattati come bestie, come alieni della società.
Il film ha attirato un bel po' di critiche proprio da parte delle comunità nere e della Nigeria in particolare, per maniera un po' ingenerosa con la quale sono stati ritratti i suoi abitanti. Certo, dato che ancora non sono proprio in una fase di prosperità, ma sono tutt'ora discriminati, forse se la potevano risparmiare...
Il film è ben fatto tecnicamente, riesce molto bene a dare quell'idea della sensazione dell'orrido che provano gruppi di persone della stessa razza e cultura quando si trovano di fronte allo sconosciuto, anche se lo sconosciuto in questione non è tanto diverso oltre l'aspetto, la lingua e le tradizioni.
L'unico punto che sfigura un po' è che non si capisce perchè milioni di alieni, con una tecnologia superiore e in così gran numero, si facciano mettere i piedi in testa dagli umani.

Voto 7/10
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