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domenica 17 aprile 2011

Boris: il film

Questo film è un evento, un bel film in una stagione dove la concorrenza da parte di altri bei film c'è. Sono andato a vederlo con un gruppo di amici aficionados della serie e, come spesso accade, il film per molti di loro è risultato meno bello della grande serie da cui è stato preso.
La prima differenza fra la serie e il film è che nel film il protagonista indiscusso è il regista Renè Ferretti (il grande Pannofino), mentre nella serie il narratore-protagonista era lo schiavo Alessandro, che invece qui è relegato a un ruolo di personaggio secondario rispetto alla vicenda.
La scelta è stata comunque buona, precisando che comunque la qualità della recitazione è indifferentemente eccezionale in tutto il cast.
Renè, dopo una vita di compromessi che hanno portato il suo talento di regista a vedersi relegato a imbarazzanti progetti di serie televisive, decide di rompere i ponti col passato, con le ingerenze di produzione, con le sceneggiature scadenti e anche col suo vecchio team de Gli occhi del cuore.
In maniera molto simile a quello che succede nella serie, gli viene proposto di rientrare in carreggiata con un progetto nuovo, stavolta di qualità.
Ma i problemi ci sono sempre...
Pannofino, in quanto protagonista del film, tira fuori tutto il suo repertorio da regista intrallazzatore che conosciamo dalla serie e riesce ad aggiungere anche nuovi geniali espedienti. Simpatico, abile, con scatti d'orgoglio che lo portano a rischiare la carriera, ma anche spinto a volte dal pragmatismo di chi cerca di galleggiare nonostante tutte le avversità, ha un suo codice morale, ma sa anche essere un manipolatore machiavellico con gli attori prime donne e/o raccomandati che si ritrova, dimostrando di essere l'attore migliore di tutti quelli con cui ha a che fare nella sua avventura cinefila.
Per quanto riguarda gli altri personaggi mi limito a fare dei brevi paragoni con la serie.
Dopo Ferretti viene Lopez, il voltagabbana gattopardesco di sempre, che si destreggia in giochi di potere politici ai quali si asservisce e si mischia, anche forzatamente e con sofferenza. Bastardo e intrigante come sempre.
Viene poi Sergio, fisicamente invecchiato, ma sempre una faina. Biascica non perde mai il suo smalto.
Glauco, Duccio e il gruppo degli sceneggiatori sono schifosamente geniali come sempre.
Ci sarà una bella sopresa per lo stagista-schiavo Lorenzo. Quando l'ho vista avrei fatto la ola se non avessi rischiato il linciaggio in sala.
Martellone...è Martellone!
Le attrici-cagne dimostrano quanto sia encomiabile per un attore recitare la parte di un attore incapace.
Concordo con quanto detto dagli amici miei riguardo Stanis, più deboluccio e in sordina rispetto a quello della serie e quasi fuori posto nella trama, anche se i suoi richiami a Gli occhi del cuore sono mitici.
Tiriamo le somme. Nel gruppo con cui ho visto il film c'era anche una persona che non aveva visto la serie, che l'ha trovato comunque bello. Va però detto che i momenti più belli in sala sono stati quelli che erano delle citazioni alla serie, quelle che possono essere apprezzate appieno da chi la conosce. I riferimenti alla politica nel film ci sono, ma non sono mordaci quanto quelli della serie, che erano anche più specifici. Bisogna anche contare che il film è la trasposizione di una serie e si ritrova a fare i conti con ritmi diversi. In una puntata della serie condensano gli avvenimenti in un lasso di tempo più breve e il ritmo non può subire rallentamenti; in un film si possono condensare più puntate, ma in un lasso di tempo più lungo. Questo significa che i tempi sono più dilatati e che aumentano le possibilità di tratti del film che risultano più lenti del dovuto. Questo non è un problema particolarmente evidente in questo film, dato che la trama procede comunque spedita, ma rende più gravosi quei risvolti inevitabilmente grotteschi e tragicomici del film, dal quale trasparisce una profonda amarezza per il personaggio di Ferretti e su tutta la nostra triste situazione italiana.

Voto 8/10 (se non avete visto la serie)

9/10 (se l'avete vista)
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