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giovedì 13 maggio 2010

Fiera degli idioti vs fiera del libro

Non andrò alla fiera del libro per una serie di motivi, condivisibili e meno condivisibili: abito a 600 km da Torino, sono venuto a conoscenza di quest'evento 5 minuti fa e non è che voglio prendere e partire per una fiera che non so neanche se mi piacerà, senza contare che sono stato a spaccarmi il culo sui libri fino a stamattina per gli esami che devo dare.
Tuttavia, ritengo sia sempre lodevole cercare di diffondere la cultura in questo paese (a meno che a questa fiera non sia stato invitato anche Moccia).
Oltretutto sono appena venuto a conoscenza di due generi di imbecilli che cercano di osteggiare questa fiera, rendendola per me ancora più importante.
Il primo tipo di coglioni sono di questo genere, ovvero quelli che vogliono boicottare questa fiera perchè sarà ospite d'onore Israele, non degno di presenziarvi per la sua politica contro i palestinesi.
Bello, molto intelligente, molto simile a quelli che non vanno alla festa perchè ci sta un tizio che gli sta sul cazzo. Francamente non mi interessa entrare in merito su chi abbia ragione, se i palestinesi o gli israeliani, qua parliamo di idiozia nel condurre una battaglia politica.
Se ti stanno sulle palle gli israeliani che sono invitati alla fiera del libro e volevi andarci anche tu, vai alla fiera del libro ed esprimi le tue critiche verso di loro, invece di boicottare come fanno i coglioni. Se boicotti la fiera del libro, il danno non lo subisce Israele, ma la fiera del libro!
Altro genere di coglioni sono quelli di Greenpeace che, manco a dirlo, devono rompere il cazzo come sempre. Alcuni importanti editori italiani si sono macchiati dell'ignobile crimine di non controllare la provenienza della cellulosa per fare i loro libri. Fra i produttori di cellulosa più pericolosi vi sarebbe l'indonesia, che secondo loro abbatte ettari di foreste ogni minuto per procurare la cellulosa per la carta.
Certo, sono il primo che piange se pensa agli alberi abbattuti per fare le decine di libri di merda che ci circondano, dai libri di Moccia a quelli di alcuni miei professori, ma come ce la dovremmo procurare la cellulosa?
Come potrà esportare cellulosa la Malesia, triturando i bambini destinati al turismo sessuale.
Perchè qua le chicchiere stanno a zero. Per salvare le foreste malesiane e l'orangutan del chissenefotte, finisce che - come sempre -mandiamo a puttane l'economia di un paese che di certo non se la passa bene. E anche gli editori vanno messi in difficoltà perchè qua parliamo di spese e costi e finisce che la gente, che già di suo non spende soldi per un libro, ne compra anche di meno.
Non ci lamentiamo poi se siamo un paese d'ignoranti, da una parte la cultura è disprezzata, se poi ci mettiamo in mezzo pure gli idealisti che boicottano queste cose per le loro battaglie ideologiche allora stiamo alla frutta!
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