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sabato 15 agosto 2009

Rivoluzionari strafatti

Oggi è l'anniversario del concerto di Woodstock.
Certo, se dovessi barattare Woodstock con un concerto di Vasco Rossi o con la lunga serie di cantanti che ingolfano il triste panorama musicale italiano e non, sceglierei Woodstock e ci metterei anche la firma. Col sangue.
Ma di sicuro, sto' mito di Woodstock mi ha veramente rotto i coglioni!
Musicalmente si può anche fare, ma cosa cambia Woodstock nella storia mondiale?
Niente, a dispetto di quello che vogliono farci credere.
Decine e decine di migliaia di persone che, invece di lavorare, studiare o fare qualcosa di utile, hanno deciso di andare a scopare e a drogarsi all'aria aperta a suon di musica. Questo non si chiama cambiare il mondo. 1 milione di persone ferme in una radura sotto effetto di alcool e droga non cambiano il mondo. Al massimo fertilizzano il terreno se nessuno si è preso la briga di costruire dei cessi. Avessero l'onestà di dire che se sono andati lì è stato per divertirsi, non per il loro impegno sociale. E tutte quelle vaccate sul pace e amore e fate l'amore non fate la guerra, non solo sono delle minchiate (il mondo è pieno di idioti per i quali la violenza dovrebbe essere un obbligo), ma mi convincono poco se consideriamo una cosa: mentre la maggiorparte degli hippies in quei giorni boccheggiava cagate sulla non violenza, gli adepti di Charles Manson (hippies anche loro) ammazzavano la gente per fare notizia.
Ma anche se gli adepti de The Family si potessero considerare un'eccezione che conferma la regola nel movimento degli hippies, sono ugualmente dell'idea che un hippie è un uomo inutile.
Vorrei proprio vederli ora gli hippie di quel periodo, gente che ormai ha almeno 60, gente che o continua a drogarsi e dimostra quindi di non essere cresciuto, oppure gente che magari ora ha cambiato idea e vota repubblicano.
È grazie a loro se un buzzurro di destra, quando fa il suo comizio, va a dirmi che la gente di sinistra è gente che non lavora e che si fa le canne.
Tutto merito di Woodstock.
È colpa dei sessantottini se ora c'è questo stereotipo del cazzo - ampiamente rafforzato dai comportamenti di alcuni idioti che votano sinistra - è colpa di quei sessantottini che non perdono occasione per rinfacciare a quelli della mia generazione quanto siano fichi loro e quanto hanno cambiato il mondo.
Ora il mondo fa veramente schifo, lo sapete?
Grazie ragazzi!
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