Sei un giovane laureato senza lavoro?
Passi le tue giornate chiuso in casa perchè non hai niente da fare?
I media ti trattano con paternalismo o disprezzo perchè sei un cittadino che non produce e a carico delle famiglie?
I coatti senza neuroni che al liceo ti prendevano per il culo, ma che fra te e te pensavi di superare dopo anni di studio, ora hanno già un lavoro ben retribuito e una famiglia mentre tu passi ancora le tue ore al computer o alla play come 10 anni fa?
Basta essere chiusi, il mondo è pieno di opportunità, devi solo essere in grado di notarle!
Di seguito sono riportate, per laurea e specializzazione di pertinenza, delle professioni gratificanti, economicamente soddisfacienti e inerenti al tuo percorso di studi.
Se prima non le vedevate è perchè eravate troppo choosy!
Giurisprudenza = avete presente quelle coppie che si accusano sempre a vicenda? Giornate intere durante le quali i diversi partner passano il tempo a rinfacciarsi a vicenda tradimenti, reali o potenziali, screzi, noncuranze, promesse infrante? Quante energie sprecate in questi litigi, quanto tempo, quanta salute buttata. Da adesso il partner rabbioso non dovrà fare altro che notificare al molesto compagno il proprio disappunto per la sua condotta...mediante uno specialista legale. Il suddetto specialista andrà a contattare l'avvocato della controparte di fronte a un giudice, in modo da condurre le schermaglie dei due passionali litiganti senza che debbano troppo a lungo consumare energia!
Lettere = avete presente quano scrivete una mail o un sms? quanti strafalcioni, quanti errori di ortografia, quante figuracce! Da adesso ognuno di noi potrà contattare un laureato in lettere e filosofia che vi potrà supportare e correggere mentre comunicate coi vostri amici! Potrete scegliere la durezza del vostro correggitore, decidendo se vi può cazziare pesantemente a ogni errore in modo che diminuiate i vostri errori futuri, oppure un correggitore indulgente che vi dice che va tutto bene e vi corregge e invia tutto dopo averlo oculatamente revisionato!
Musica = avete presente quando fate una grande battuta raffinata e sferzante a un vostro amico? Quante perle di umorismo buttate perchè non sufficientemente valorizzate! Ora non più! Provate a immaginare un breve rullo di batteria dopo la vostra frecciata. Avrete un diplomato al conservatorio che starà costantemente al vostro seguito con tanto di batteria di percussioni, pronto a rullare ogni volta che avrete prodotto una delle vostre freddure!
Psicologia = quante volte vi siete ritrovati a litigare con una persona? Quante volte avete avuto voglia di dargli del pazzo squilibrato? E se lui nega? È la sua parola con la vostra! Da adesso non più! Non se avrete un perito di parte psicologico pronto a testimoniare, dall'alto della sua esperienza professionale, che il vostro amico ha dei problemi e deve farsi vedere da uno bravo. Disponibile anche per consulenze in seguito a primo appuntamento, dubbi sulla fedeltà del proprio partner o sulla sincerità delle scuse dei vosti amici che dicono che non possono uscire con voi
Ingegneria gestionale = quante volte vi è capitato di dover organizzare un uscita, un viaggio o una cena e trovare un gruppo di amici problematici che arrivano in ritardo, hanno problemi di soldi o si trovano a vivere dinamiche geopolitiche per le se c'è X non può venire Y perchè gli sta sul cazzo? Non vi angustiate per tali cose, non se avrete un abile ingegnere gestionale che provvederà a gestire l'organizzazione della vostra uscita!
Lingue = avete presente quando sentite una canzone e non ci capite niente? Avete presente quando sentite una canzone straniera e non riuscite a ricavarne il titolo perchè siete una zappa in inglese, francese, tedesco o spagnolo? Non succederà più! Non se avrete un laureato in lingue disposto a tradurvi simultaneamente ogni parola e aiutarvi a capire meglio il tutto!
Contribuite, commentate e aggiungete nuove professioni per uscire dalla crisi!
Per lamentele, piagnistei, insulti e querele scrivete a tanci86@fastwebnet.it. Mandate anche una mail allo studio legale Culetti&Lopuppa & sons (mail: lopuppa.culetti@libero.it) da oggi anche su Facebook!
Padre, ho peccato: seguo questo blog!
giovedì 13 giugno 2013
Dare un senso soddisfacente
lunedì 10 giugno 2013
Terza stagione di GOT: giudizi
Cari figli dell'estate.
Vi ho sempre visti dall'alto in basso, ma vi rispetto.
Più di quanto rispetta i vari fanboy e fangirl persi nelle loro ridicole teorie su come dovranno andare i libri o sulle mille teorie sulla vera madre di Jon Snow.
Da quando un mio amico, alla fine dell'ultima puntata della serie di GOT ha detto che leggerà i libri, ma solo quelli ambientati dopo la fine del telefilm , ho deciso che i figli dell'estate (quelli veri, quelli che dopo aver visto il telefilm, hanno letto i libri e si sono messi in pari) meritano molto più rispetto di quanto pensavo meritassero in passato.
Quindi onore a voi, cari figli dell'estate, voi non aspetterete anni interi prima del prossimo libro, voi non soffrirete quanto ho sofferto io e quei coraggiosi veterani che seguono Martin da molto più tempo, probabilmente non rimarranno dei buchi nella trama perchè è passato un decennio da quando iniziarono a leggere le cronache.
Chiedo anche scusa a un amico figlio dell'estate che ho involontariamente spoilerato su un qualcosa che non posso dire. Giuro, è la prima volta che mi capita, non volevo!
Però il link col quale l'ho involontariamente spoilerato era davvero carino!
Detto questo, iniziamo a parlare della terza stagione.
Meglio della seconda, a pari merito con la prima.
Game of Thrones è ancora il miglior telefilm in circolazione, poco da fare.
Purtroppo continua a portarsi dietro grosse pecche.
Non parlo di anticipazioni o omissioni di personaggi minori (minori almeno per me, se c'è qualche fan più integralista, chiedo scusa), parlo di radicali differenze con la trama.
Radicali come la pessima scelta di rendere Robb più stupido e adolescenziale rispetto al libro come era successo nella seconda stagione.
È succeso di nuovo, non con Robb, ma col rapporto fra Shae e Tyrion, ià sentivo che aveva iniziato a prendere una brutta piega nella seconda stagione e qui ha continuato.
Purtroppo Martin ha ceduto ad alcune cricche di fan, probabilmente a prevalenza femminile, che spingevano per dare un taglio più romantico al rapporto di alcuni personaggi che nel libro erano dipinti in maniera molto più cupa e disillusa. Tyrion è un personaggio che resta divino e ottimamente recitato, cinico, ma buono, coraggioso, ma equilibrato. Shae è ben recitata e interpretata, ma nel libro non si innamorava di Tyrion, mentre qua sta sempre più cedendo a vene romantiche.
Martin continua con la sua tendenza nel telefilm a voler rendere palese quello che nel libro era lasciato volutamente ambiguo e frutto di interpretazione sperticate dai vari funboy.
Se, da una parte hanno voluto irretire la lobby delle ragazzine che volevano il romanticismo, dall'altra hanno fatto di nuovo l'occhiolino alle lobby dei fanboy che si fanno mille pippe su qualche riga nei libri.
Fa il suo grande ingresso la spaccaculi nonna Tyrell, mancano le sue guardie del corpo Sinistro e Destro, ma lei interpreta il personaggio egregiamente.
Il grande Tywin Lannister inizia a fare lo stronzo come nel libro, era eccellente anche nell'altra stagione, ma non abbastanza stronzo, adesso è invece fedele all'originale.
Joffrey sempre più stronzo, ma ci piace così.
Troppo spazio dato a Lady Margarey, ma è una bella figa.
Il grande duo Ditocorto-Varys è sempre eccezionale, il primo un po' più bastardo, il secondo un po' più buono rispetto al libro, ma hanno il mio ok.
La stagione è potente, resa in maniera secondo me eccezionale.
Anche gli eventi di cui ero già a conoscenza sono stati forti come se non me li fossi aspettati, un pugno nello stomaco, come piace a noi.
Un appunto sulla coppio Snow-Ygritte.
Jon Snow è il peggior attore della serie, si fossilizza su un'espressione da lagnoso veramente del cazzo ed è la stessa che messo su da quando stava a grande inverno; Ygritte è, secondo me, fantastica, specie quando fa l'imitazione di Jon Snow per sfotterlo, credo che sia la miglior interpretazione femminile.
Danerys è calzante rispetto all'originale e qui raggiungerà il culmine della sua fama.
Però cazzo, la fine della stagione con lei che pare stia facendo il balletto di waka waka fa veramente pena!
domenica 26 maggio 2013
Animalisti. I hate theese people
Sono andato a votare.
Ho votato per Marino.
Che secondo me perde, o vince di misura o comunque andrà al ballottaggio.
Avanti, prendetemi per il culo! Una parte di me si unirebbe a voi. Ho votato accompagnato da uno scetticismo grosso come una casa. Non tanto per Marino, che potrebbe essere meno ridicolo di una lunga lista di compagni di Partito. Il problema è il PD naturalmente, Partito che, ultimamente almeno una volta a settimana, mi procura un'insieme di emozioni caratterizzato da delusione, profonda tristezza, perverso divertimento per il grottesco e rabbia. Continuerò a votarlo? Non lo so, dato che le mie proiezioni future grazie a questo paese di merda non vanno oltre il dopodomani. Forse continuerò, spinto dall'inerzia o per evitare un male peggiore.
Su su attaccatemi, criticatemi, sfottetemi!
Forse sbaglierò, forse Marino si rivelerà peggio di Veltroni, Rutelli e Alemanno. Chissà.
Magari l'ho votato usando dei criteri sbagliati.
Parliamo però dei criteri di chi NON ha votato Marino.
Sono più sbagliati dei miei?
Vediamoli.
Chi è che non vota Marino? Quelli di Destra e i delusi di Sinistra.
Quelli di Destra hanno scelto di non votare Marino per una serie di motivi che possono essere riassunti in una semplice categoria: sono idioti.
Hanno scelto un uomo che nella vita non ha fatto altro che tirare molotov, fare il saluto romano e piazzare due amichetti nell'ATAC più cretini di lui. Complimentoni.
Passiamo ai delusi di Sinistra.
In buona parte li capisco, se il PD fa un altro paio di stronzate li quoto su tutta la linea. Alcune ragioni per non votare Marino o quantomeno il PD ci sono. E sono tante. Alcune però fanno davvero cagare. E a questo punto passiamo al punto topico.
Animalisti.
Persone che mettono sullo stesso piano uomini, insetti, cani, galline, maiali e topi.
C'è chi è animalista perchè ama gli animali e/o odia gli uomini.
C'è chi però, oltre a seguire una condotta e filosofia di vita personale che non condivido, ma che posso rispettare, cerca di fare un passo ulteriore.
Sei libero di mangiare nella stessa ciotola del tuo cane, ma se mi inviti a cena non puoi costringermi a fare altrettanto.
C'è chi estende questa a scelta oltre i rapporti con gli altri esseri umani, ma li porta anche alla politica.
E a quel punto si finisce nel ritardo mentale.
Non solo tratti il tuo cane come il tuo partner (e il tuo partner come il tuo cane), ma arrivi anche a cercare di estendere questo tuo pensiero anche a chi non è abituato a dormire con un ricettacolo di pulci.
E allora è la fine.
Per questo ragionamento, per esempio, la sperimentalzione animale va VIETATA perchè non si può causare sofferenza a un animale, anche se questo comportasse un beneficio per migliaia di uomini.
Per non dare due scossette elettriche a un topo albino (a parte il fatto che personalmente le darei anche a degli esseri umani, purchè consenzienti e sono sicuro che ne troverei parecchi in giro) qualsiasi ricerca scientifica che gioverebbe a migliaia di esseri umani (e magari anche animali) va bloccata.
Ooooooooook, facciamo finta che abbiate ragione.
L'animalista militante non si limita a pensare a qualcosa di stupido, lo vuole anche applicare.
Viene da sè che, quando l'animalista va a votare, rigorosamente accompagnato dal proprio beagle che gli ha anche consigliato un paio di suoi amici candidati al Municipio (scherzi a parte, di questi tempi ci manca poco!) sceglie il candidato utilizzando i propri criteri.
Marino è cattolico. Pazienza.
Marino ha palpeggiato decine di infermiere. Capita, in fondo è un uomo.
Marino è un marito infedele. Vedi sopra.
Marino usa il cilicio. In fondo è cattolico, ci sta.
Marino ha preso tangenti. Chi non lo fa?
Marino è a favore della sperimentazione animale. È UN MOSTRO, NON LO VOTERO' MAI, PIUTTOSTO FACCIO VINCERE ALEMANNO!
Questo fanno gli animalisti militanti.
Alcuni di loro, come me (e forse io faccio male) sono disposti a passare sopra a molti difetti in un candidato. Eppure, quando emerge qualcosa che per loro è gravissimo, decidono di cambiare il loro voto. E questa è la prima grande stronzata, aldilà di quanto sia idiota voler vietare la sperimentazione sugli animali.
Non si può cambiare il voto basandosi su una stronzata simile.
Se Marino dicesse pubblicamente che le cronache del ghiaccio e del fuoco fanno cagare, mi calerebbe molto come uomo. Ma un discorso è chiedere consigli di lettura a qualcuno, un altro è farlo sindaco. Sono cose indipendenti e questo discorso vale per gli ambientalisti, ma anche per quelli che negherebbero il proprio voto a Marino se emergesse che una volta ha toccato il culo a una paziente o un infermiera.
Gli animalisti questo non lo capiscono e loro - come tutti quei ritardati che hanno negato il loro voto a Bersani quando si disse a favore della sperimentazione animale o l'hanno dato a Berlusconi quando ha pubblicato una foto col cagnolino - meriterebbero di essere usati come soggetti sperimentali.
Ma l'imbecillità degli animalisti va anche oltre l'idiozia di chi, per esempio, decide chi votare basandosi su come un candidato utilizza il proprio pisello o la propria vagina (menziono a titolo di pari opportunità anche il caso in cui è una politica donna a finire nei guai per affarucci sessuali).
L'Italia, fra le varie idiozie, è uno dei pochi paesi europei dove l'intero elettorato ambientalista trova una collocazione formalmente di sinistra (argomento che meriterebbe un post a parte).
Gli ambientalisti che hanno fatto perdere voti alla sinistra si perdono una chicca.
Tu ambientalista, hai fatto perdere la sinistra perchè la sinistra non tutelava i tuoi preziosi topi albini da laboratorio. Viene da sè che, se grazie anche a te ha perso la sinistra, vincerà la destra.
E la destra, dell'ambientalismo se ne frega anche di meno.
Tu ambientalista ritardato che hai negato il tuo voto a Marino per bloccare la sperimentazione animale, pensi che un Alemanno rieletto gliene fotta qualcosa?
Questo è ciò che rende gli elettori ambientalisti italiani più stupidi di qualunque altra categoria, persino più scemi di quelli di Destra. Almeno quelli di destra credono in qualcosa, benchè stupido e lo otterranno grazie a Alemanno o almeno ne otterranno una parte. Tu, elettore medio di destra odi i rom. Sicuramente Alemanno se ne occuperà! Vuoi un qualcosa di cretino, ma almeno hai votato la persona giusta per ottenerlo.
Tu ambientalista che non hai votato per fare dispetto a Marino, credi che Alemanno difenderà i tuoi amichetti? Se lo pensi sei molto più cretino di me che ho votato Marino!
Ho votato per Marino.
Che secondo me perde, o vince di misura o comunque andrà al ballottaggio.
Avanti, prendetemi per il culo! Una parte di me si unirebbe a voi. Ho votato accompagnato da uno scetticismo grosso come una casa. Non tanto per Marino, che potrebbe essere meno ridicolo di una lunga lista di compagni di Partito. Il problema è il PD naturalmente, Partito che, ultimamente almeno una volta a settimana, mi procura un'insieme di emozioni caratterizzato da delusione, profonda tristezza, perverso divertimento per il grottesco e rabbia. Continuerò a votarlo? Non lo so, dato che le mie proiezioni future grazie a questo paese di merda non vanno oltre il dopodomani. Forse continuerò, spinto dall'inerzia o per evitare un male peggiore.
Su su attaccatemi, criticatemi, sfottetemi!
Forse sbaglierò, forse Marino si rivelerà peggio di Veltroni, Rutelli e Alemanno. Chissà.
Magari l'ho votato usando dei criteri sbagliati.
Parliamo però dei criteri di chi NON ha votato Marino.
Sono più sbagliati dei miei?
Vediamoli.
Chi è che non vota Marino? Quelli di Destra e i delusi di Sinistra.
Quelli di Destra hanno scelto di non votare Marino per una serie di motivi che possono essere riassunti in una semplice categoria: sono idioti.
Hanno scelto un uomo che nella vita non ha fatto altro che tirare molotov, fare il saluto romano e piazzare due amichetti nell'ATAC più cretini di lui. Complimentoni.
Passiamo ai delusi di Sinistra.
In buona parte li capisco, se il PD fa un altro paio di stronzate li quoto su tutta la linea. Alcune ragioni per non votare Marino o quantomeno il PD ci sono. E sono tante. Alcune però fanno davvero cagare. E a questo punto passiamo al punto topico.
Animalisti.
Persone che mettono sullo stesso piano uomini, insetti, cani, galline, maiali e topi.
C'è chi è animalista perchè ama gli animali e/o odia gli uomini.
C'è chi però, oltre a seguire una condotta e filosofia di vita personale che non condivido, ma che posso rispettare, cerca di fare un passo ulteriore.
Sei libero di mangiare nella stessa ciotola del tuo cane, ma se mi inviti a cena non puoi costringermi a fare altrettanto.
C'è chi estende questa a scelta oltre i rapporti con gli altri esseri umani, ma li porta anche alla politica.
E a quel punto si finisce nel ritardo mentale.
Non solo tratti il tuo cane come il tuo partner (e il tuo partner come il tuo cane), ma arrivi anche a cercare di estendere questo tuo pensiero anche a chi non è abituato a dormire con un ricettacolo di pulci.
E allora è la fine.
Per questo ragionamento, per esempio, la sperimentalzione animale va VIETATA perchè non si può causare sofferenza a un animale, anche se questo comportasse un beneficio per migliaia di uomini.
Per non dare due scossette elettriche a un topo albino (a parte il fatto che personalmente le darei anche a degli esseri umani, purchè consenzienti e sono sicuro che ne troverei parecchi in giro) qualsiasi ricerca scientifica che gioverebbe a migliaia di esseri umani (e magari anche animali) va bloccata.
Ooooooooook, facciamo finta che abbiate ragione.
L'animalista militante non si limita a pensare a qualcosa di stupido, lo vuole anche applicare.
Viene da sè che, quando l'animalista va a votare, rigorosamente accompagnato dal proprio beagle che gli ha anche consigliato un paio di suoi amici candidati al Municipio (scherzi a parte, di questi tempi ci manca poco!) sceglie il candidato utilizzando i propri criteri.
Marino è cattolico. Pazienza.
Marino ha palpeggiato decine di infermiere. Capita, in fondo è un uomo.
Marino è un marito infedele. Vedi sopra.
Marino usa il cilicio. In fondo è cattolico, ci sta.
Marino ha preso tangenti. Chi non lo fa?
Marino è a favore della sperimentazione animale. È UN MOSTRO, NON LO VOTERO' MAI, PIUTTOSTO FACCIO VINCERE ALEMANNO!
Questo fanno gli animalisti militanti.
Alcuni di loro, come me (e forse io faccio male) sono disposti a passare sopra a molti difetti in un candidato. Eppure, quando emerge qualcosa che per loro è gravissimo, decidono di cambiare il loro voto. E questa è la prima grande stronzata, aldilà di quanto sia idiota voler vietare la sperimentazione sugli animali.
Non si può cambiare il voto basandosi su una stronzata simile.
Se Marino dicesse pubblicamente che le cronache del ghiaccio e del fuoco fanno cagare, mi calerebbe molto come uomo. Ma un discorso è chiedere consigli di lettura a qualcuno, un altro è farlo sindaco. Sono cose indipendenti e questo discorso vale per gli ambientalisti, ma anche per quelli che negherebbero il proprio voto a Marino se emergesse che una volta ha toccato il culo a una paziente o un infermiera.
Gli animalisti questo non lo capiscono e loro - come tutti quei ritardati che hanno negato il loro voto a Bersani quando si disse a favore della sperimentazione animale o l'hanno dato a Berlusconi quando ha pubblicato una foto col cagnolino - meriterebbero di essere usati come soggetti sperimentali.
Ma l'imbecillità degli animalisti va anche oltre l'idiozia di chi, per esempio, decide chi votare basandosi su come un candidato utilizza il proprio pisello o la propria vagina (menziono a titolo di pari opportunità anche il caso in cui è una politica donna a finire nei guai per affarucci sessuali).
L'Italia, fra le varie idiozie, è uno dei pochi paesi europei dove l'intero elettorato ambientalista trova una collocazione formalmente di sinistra (argomento che meriterebbe un post a parte).
Gli ambientalisti che hanno fatto perdere voti alla sinistra si perdono una chicca.
Tu ambientalista, hai fatto perdere la sinistra perchè la sinistra non tutelava i tuoi preziosi topi albini da laboratorio. Viene da sè che, se grazie anche a te ha perso la sinistra, vincerà la destra.
E la destra, dell'ambientalismo se ne frega anche di meno.
Tu ambientalista ritardato che hai negato il tuo voto a Marino per bloccare la sperimentazione animale, pensi che un Alemanno rieletto gliene fotta qualcosa?
Questo è ciò che rende gli elettori ambientalisti italiani più stupidi di qualunque altra categoria, persino più scemi di quelli di Destra. Almeno quelli di destra credono in qualcosa, benchè stupido e lo otterranno grazie a Alemanno o almeno ne otterranno una parte. Tu, elettore medio di destra odi i rom. Sicuramente Alemanno se ne occuperà! Vuoi un qualcosa di cretino, ma almeno hai votato la persona giusta per ottenerlo.
Tu ambientalista che non hai votato per fare dispetto a Marino, credi che Alemanno difenderà i tuoi amichetti? Se lo pensi sei molto più cretino di me che ho votato Marino!
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sabato 11 maggio 2013
Elezioni subito
A parte la tristezza che mi sta attanagliando per la campagna elettorale qui a Roma per i vari candidati dei Municipi e con le varie tirate di slogan che comprendono inevitabilmente anche i vari animalisti cerebrolesi che non daranno il loro voto a Marini per la sua criminale scelta di fare sperimentazione sugli animali (il gran chissenefrega che personalmente dedico a 2 cani e tre topi non sono in grado di comprenderlo), ho notato una cosa che prima non avevo avuto modo di rilevare.
Quest'anno ci sarà una proliferazione di candidati sotto i 30 anni nei vari partiti, cosa che negli anni precedenti non ho notato, dato che prima l'età media era molto più alta. È partita questa moda di candidare facce nuove, anche anagraficamente parlando, in modo da conquistare i voti dei ggiovani. Questo ha anche comportato che mi trovassi in imbarazzanti situazioni con alcune mie amicizie su fb che solitamente non sono dannose perchè trattasi di persone che non mi cagano da anni in un rapporto felicemente ricambiato da me. Negli ultimi giorni mi è capitato di notare svariati post elettorali con tanto di fotografia tattica di giovani candidati che hanno la sfortuna di essere fra i miei contatti, oppure a situazioni in chat apparentemente inspeegabili, ma immediatamente comprensibili visto il periodo tipo:
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
ciao!
- Tancredi scrive:
ciao
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
come va?
- Tancredi scrive:
io bene e te?
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
io bene cosa fai di bello
(si continua con i soliti convenevoli del cazzo ai quali rispondo pur sapendo a cosa porteranno e alla fine si arriva a ciò che mi aspettavo)
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
sai che mi candido alle elezioni?
E ovviamente ti ritrovi a fare finta di niente, come se non sapessi cosa vuole questo tizio da te, fino a quando non arriva a dirti che vorrebbe presentarti un'amica. Francamente non ho capito se vuole presentarmi un'altra candidata o cerca di farmi scopare per ottenere il voto o comunque farmi che magari potrei ottenere una scopata.
Fatto sta che, per ovvi motivi, la mia decisione è passo.
La cosa tragica di tutto ciò è che ancora non ho capito una cosa.
Questo fenomeno nel quale i partiti buttano nella mischia anche i giovanissimi, dopo anni di gerontocrazia, sarà una vera innovazione o ci troviamo di fronte a pupazzetti manovrati dai soliti?
In ogni caso, il fatto che questi giovani inizino a farsi strada in politica nel modo più squallido mi perplmime e deprime.
Quest'anno ci sarà una proliferazione di candidati sotto i 30 anni nei vari partiti, cosa che negli anni precedenti non ho notato, dato che prima l'età media era molto più alta. È partita questa moda di candidare facce nuove, anche anagraficamente parlando, in modo da conquistare i voti dei ggiovani. Questo ha anche comportato che mi trovassi in imbarazzanti situazioni con alcune mie amicizie su fb che solitamente non sono dannose perchè trattasi di persone che non mi cagano da anni in un rapporto felicemente ricambiato da me. Negli ultimi giorni mi è capitato di notare svariati post elettorali con tanto di fotografia tattica di giovani candidati che hanno la sfortuna di essere fra i miei contatti, oppure a situazioni in chat apparentemente inspeegabili, ma immediatamente comprensibili visto il periodo tipo:
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
ciao!
- Tancredi scrive:
ciao
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
come va?
- Tancredi scrive:
io bene e te?
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
io bene cosa fai di bello
(si continua con i soliti convenevoli del cazzo ai quali rispondo pur sapendo a cosa porteranno e alla fine si arriva a ciò che mi aspettavo)
- x che non vedi o senti da millenni (anche perchè magari vi siete sempre stati sulle palle o comunque indifferenti) scrive:
sai che mi candido alle elezioni?
E ovviamente ti ritrovi a fare finta di niente, come se non sapessi cosa vuole questo tizio da te, fino a quando non arriva a dirti che vorrebbe presentarti un'amica. Francamente non ho capito se vuole presentarmi un'altra candidata o cerca di farmi scopare per ottenere il voto o comunque farmi che magari potrei ottenere una scopata.
Fatto sta che, per ovvi motivi, la mia decisione è passo.
La cosa tragica di tutto ciò è che ancora non ho capito una cosa.
Questo fenomeno nel quale i partiti buttano nella mischia anche i giovanissimi, dopo anni di gerontocrazia, sarà una vera innovazione o ci troviamo di fronte a pupazzetti manovrati dai soliti?
In ogni caso, il fatto che questi giovani inizino a farsi strada in politica nel modo più squallido mi perplmime e deprime.
venerdì 10 maggio 2013
Iron man 3
Sono andato a vedere questo film nonostante le svariate critiche che sentivo a suo riguardo, ma spinto dalla dedizione, dal gruppo di amici e da un'amica fanaticamente innamorata di Robert Downey jr.
Tony Stark conduce la sua vita a metà fra l'essere un semplice genio, miliardario, playboy filantropo (vedi Avengers) e Iron man, dedito perlopiù a perfezionare i sui equipaggiamenti e a rivivere il suo trauma subito con l'esperienza dell'invasione aliena (vedi Avengers di nuovo).
Il tutto non è certo una manna per il suo rapporto con la dedita e sempre brava e figa Pepper Potts.
Naturalmente i cattivi sono sempre in agguato e il burrascoso passato del miliardario buontempone tornerà a creargli beghe.
Ogni volta che vedo uno dei seguiti di Iron Man mi immagino Cuba Gooding jr. che si mangia le mani per aver rifiutato la parte dopo il primo film, anche se qui il suo personaggio di War Machine non è che faccia poi tanto.
Devo purtroppo dire che, effettivamente, le critiche che ho sentito sul film sono effettivamente azzeccate.
La parabola della serie di Iron Man è qualitativamente in discesa: buono nel primo film, buonino nel secondo, appena sufficiente nel terzo. E la qualità regge interamente sulle spalle di Robert Downey jr.
Il film è avvincente, le battute sferzanti di Stark sono assai sfiziose, i colpi di scena effettivamente coinvolgenti.
La trasposizione dal fumetto al film, ovvero da un'ambientazione di cortina di ferro ai giorni nostri è effettivamente riuscita, mi fece storcere il naso quando uscì il primo episodio, ma ora mi rendo conto che è ben fatta.
Permangono tuttavia grossi buchi logici, anche la colonna sonora ha subito un peggioramento, specie se calcoliamo che nel primo episodio c'era il tostissimo Back in Back degli ACDC. Aggiungerei inoltre che la prima parte del film era caratterizzata da una dizione che non mi ha pienamente soddisfatto, forse è solo colpa del doppiaggio italiano. O forse sono un po' rincoglionito, chissà.
Il finale è il tallone d'Achille del film, la battaglia è epica, ma la conclusione è troppo frettolosa e troppo a gambe all'aria, troppo vaga, forzata, illogica. Forse la conclusione è stata così affrettata e confusionaria perchè l'eventuale seguito potrebbe essere senza l'attore che ha reso celebre e valorizzato fino in fondo il protagonista (e viceversa!). Viene ventilata l'ipotesi di un ennesimo ritorno di Iron Man, ma mi trova moooolto scettico. A Robert Downey jr. non conviene tanto, sarebbe meglio che troncasse qui con questo mezzo successo e si dedicasse ad altri progetti prima di essere intrappolato in questo ruolo. Certo, Iron Man deve tanto a Robert Downey jr. come Robert Downey jr. deve tanto a Iron Man, dato che è il film che lo ha riabilitato dopo la scomparsa dalle scene, fatto sta che è il momento buono per staccarsene per tentare altrove, nonostante questo forte legame. Semmai accettasse di reindossare l'armatura, mi auguro che si faccia alzare di parecchio il compenso e, specialmente, che metta le mani sul seguito per migliorarlo rispetto all'ultimo. Se per caso rinuncerà e la prossima apparizione di Iron Man sarà priva di Robert, personalmente non credo che lo guarderò.
Voto 6/10 (6--, non metto 5 più che altro per dedizione)
Tony Stark conduce la sua vita a metà fra l'essere un semplice genio, miliardario, playboy filantropo (vedi Avengers) e Iron man, dedito perlopiù a perfezionare i sui equipaggiamenti e a rivivere il suo trauma subito con l'esperienza dell'invasione aliena (vedi Avengers di nuovo).
Il tutto non è certo una manna per il suo rapporto con la dedita e sempre brava e figa Pepper Potts.
Naturalmente i cattivi sono sempre in agguato e il burrascoso passato del miliardario buontempone tornerà a creargli beghe.
Ogni volta che vedo uno dei seguiti di Iron Man mi immagino Cuba Gooding jr. che si mangia le mani per aver rifiutato la parte dopo il primo film, anche se qui il suo personaggio di War Machine non è che faccia poi tanto.
Devo purtroppo dire che, effettivamente, le critiche che ho sentito sul film sono effettivamente azzeccate.
La parabola della serie di Iron Man è qualitativamente in discesa: buono nel primo film, buonino nel secondo, appena sufficiente nel terzo. E la qualità regge interamente sulle spalle di Robert Downey jr.
Il film è avvincente, le battute sferzanti di Stark sono assai sfiziose, i colpi di scena effettivamente coinvolgenti.
La trasposizione dal fumetto al film, ovvero da un'ambientazione di cortina di ferro ai giorni nostri è effettivamente riuscita, mi fece storcere il naso quando uscì il primo episodio, ma ora mi rendo conto che è ben fatta.
Permangono tuttavia grossi buchi logici, anche la colonna sonora ha subito un peggioramento, specie se calcoliamo che nel primo episodio c'era il tostissimo Back in Back degli ACDC. Aggiungerei inoltre che la prima parte del film era caratterizzata da una dizione che non mi ha pienamente soddisfatto, forse è solo colpa del doppiaggio italiano. O forse sono un po' rincoglionito, chissà.
Il finale è il tallone d'Achille del film, la battaglia è epica, ma la conclusione è troppo frettolosa e troppo a gambe all'aria, troppo vaga, forzata, illogica. Forse la conclusione è stata così affrettata e confusionaria perchè l'eventuale seguito potrebbe essere senza l'attore che ha reso celebre e valorizzato fino in fondo il protagonista (e viceversa!). Viene ventilata l'ipotesi di un ennesimo ritorno di Iron Man, ma mi trova moooolto scettico. A Robert Downey jr. non conviene tanto, sarebbe meglio che troncasse qui con questo mezzo successo e si dedicasse ad altri progetti prima di essere intrappolato in questo ruolo. Certo, Iron Man deve tanto a Robert Downey jr. come Robert Downey jr. deve tanto a Iron Man, dato che è il film che lo ha riabilitato dopo la scomparsa dalle scene, fatto sta che è il momento buono per staccarsene per tentare altrove, nonostante questo forte legame. Semmai accettasse di reindossare l'armatura, mi auguro che si faccia alzare di parecchio il compenso e, specialmente, che metta le mani sul seguito per migliorarlo rispetto all'ultimo. Se per caso rinuncerà e la prossima apparizione di Iron Man sarà priva di Robert, personalmente non credo che lo guarderò.
Voto 6/10 (6--, non metto 5 più che altro per dedizione)
martedì 7 maggio 2013
Dite quello che vi pare: Alemanno, sarà uno scemo, sarà un infame, sarà incompetente, sarà fascista. Però le musichette dei suoi spot per fottere (di nuovo) i romani non sono niente male
lunedì 6 maggio 2013
Vero cordoglio
Tutti a parlare di politici di paesi inutili che hanno reso tali paesi ancora inutili.
I politici ne parlano bene, domostrando che non hanno le palle di dire chi è stronzo per davvero, il popolo di internet che fa ironia sul morto in questione e tira fuori vecchie battute sulla sua immortalità e sul suo prossimo respawn (cazzo ma il mondo fa già cagare di suo, godetevela una buona notizia, è terribile che la gente possa anche solo minimamente pensare per scherzo che possa resuscitare!).
Ma vogliamo parlare di VERI lutti, come la recente chiusura della serie di Futurama?!
I politici ne parlano bene, domostrando che non hanno le palle di dire chi è stronzo per davvero, il popolo di internet che fa ironia sul morto in questione e tira fuori vecchie battute sulla sua immortalità e sul suo prossimo respawn (cazzo ma il mondo fa già cagare di suo, godetevela una buona notizia, è terribile che la gente possa anche solo minimamente pensare per scherzo che possa resuscitare!).
Ma vogliamo parlare di VERI lutti, come la recente chiusura della serie di Futurama?!
lunedì 29 aprile 2013
Le donne sono come il lavoro
Le donne sono come il lavoro.
Quando lo cerchi sembra impossibile trovarlo, quando l'hai trovato ti arrivano proposte da tutte le parti.
Quando cerchi un lavoro o una donna, sembra che tu debba loro un grosso favore se ti accettano, eppure dimenticano che non hai chiesto niente di inconcedibile e che non è un favore, dato che il buon senso dà per scontato che non sarai solo te a trarne beneficio.
Quasi ogni lavoro, come quasi ogni donna, ha dei requisiti esagerati, per avere qualche chance non sei minimamente calcolato se non hai preparazione, esperienza, talento, capacità innate, bella presenza, predisposizione al lavoro di squadra, spirito di iniziativa e di sacrificio, il tutto sapendo anche quando devi dire la tua e quando devi chiudere la bocca e eseguire compiti senza chiederne il perchè; eppure, a volte trovi gente assolutamente impresentabile e senza alcun talento che ha donne bellissime o lavori stimolanti e strapagati.
Chi ha un lavoro o una donna, se ne lamenta in continuazione, il che è spesso ricambiato dalla controparte, ma molti di questi rapporti continuano a durare anni e anni, il tutto con un una continua lamentela; ovviamente ci sono molte persone che darebbero qualsiasi cosa per avere un lavoro o una donna. Qualsiasi.
A lavoro sono bravissimi a ricordarti quali sono i tuoi doveri, un po' meno ferrati per quanto riguarda i tuoi diritti.
Morale della favola?
Spedite taaaaaanti curriculum!
Quando lo cerchi sembra impossibile trovarlo, quando l'hai trovato ti arrivano proposte da tutte le parti.
Quando cerchi un lavoro o una donna, sembra che tu debba loro un grosso favore se ti accettano, eppure dimenticano che non hai chiesto niente di inconcedibile e che non è un favore, dato che il buon senso dà per scontato che non sarai solo te a trarne beneficio.
Quasi ogni lavoro, come quasi ogni donna, ha dei requisiti esagerati, per avere qualche chance non sei minimamente calcolato se non hai preparazione, esperienza, talento, capacità innate, bella presenza, predisposizione al lavoro di squadra, spirito di iniziativa e di sacrificio, il tutto sapendo anche quando devi dire la tua e quando devi chiudere la bocca e eseguire compiti senza chiederne il perchè; eppure, a volte trovi gente assolutamente impresentabile e senza alcun talento che ha donne bellissime o lavori stimolanti e strapagati.
Chi ha un lavoro o una donna, se ne lamenta in continuazione, il che è spesso ricambiato dalla controparte, ma molti di questi rapporti continuano a durare anni e anni, il tutto con un una continua lamentela; ovviamente ci sono molte persone che darebbero qualsiasi cosa per avere un lavoro o una donna. Qualsiasi.
A lavoro sono bravissimi a ricordarti quali sono i tuoi doveri, un po' meno ferrati per quanto riguarda i tuoi diritti.
Morale della favola?
Spedite taaaaaanti curriculum!
sabato 27 aprile 2013
Ti piace questo Governo?
Sono venuto a conoscenza, con medio ritardo, del gruppo dei Ministri del nuovo Governo.
Per la maggior parte di loro metto una grossa X a indicare che seriamente non ho idea di cosa combineranno, se faranno qualcosa di decente, di scarso o deprecabile. Nella maggiorparte dei casi sono più probabili gli esiti negativi.
Quella sulla quale riporrei qualche minima speranza in più sarebbe la candidata all'Istruzione, professore ordinario e Rettrice della Scuola Superiore di Sant'anna, anche se il titolo non basta per essere una garanzia di competenza certa.
Per quanto riguarda le scelte in assoluto più emetiche sono indeciso fra Alfano Vice Presidente del Consiglio e MInistro dell'Interno o Miss machecazzohaifattonellavitaperarrivarecosìinalto Beatrice Lorenzin, scelta in virtù di non so cosa come Ministro della Salute.
Orrore.
Per la maggior parte di loro metto una grossa X a indicare che seriamente non ho idea di cosa combineranno, se faranno qualcosa di decente, di scarso o deprecabile. Nella maggiorparte dei casi sono più probabili gli esiti negativi.
Quella sulla quale riporrei qualche minima speranza in più sarebbe la candidata all'Istruzione, professore ordinario e Rettrice della Scuola Superiore di Sant'anna, anche se il titolo non basta per essere una garanzia di competenza certa.
Per quanto riguarda le scelte in assoluto più emetiche sono indeciso fra Alfano Vice Presidente del Consiglio e MInistro dell'Interno o Miss machecazzohaifattonellavitaperarrivarecosìinalto Beatrice Lorenzin, scelta in virtù di non so cosa come Ministro della Salute.
Orrore.
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venerdì 26 aprile 2013
In treatment: la versione pizza e fichi
Per curiosità ho deciso di vedere la nuova versione italiana di In Treatment, la serie della HBO (a sua volta ispirata a una serie israeliana) ambientata nello studio di un analista che interagisce coi propri pazienti.
La serie in questione è stata vista con discreto scetticismo da parte mia, in quanto avevo dubbi che non sarebbe mai stata all'altezza di quella americana, ma mi consideravo aperto rispetto all'evenienza di cambiare idea.
Non è stato così.
Al minuto 7.16 (promo incluso) sono stato assalito da potenti conati di vomito.
Ho interrotto la serie in preda al disgusto e stupito da una reazione negativa nei confronti di un film che non provavo da un casino di tempo.
Una cagata pazzesca!
Castellitto, poverino, è l'unico che si comporta decentemente, in 7 minuti non è che dica e faccia molte cose, ma quelle poche cose le ha fatte bene con una dizione impeccabile, un voce virile e dei gesti misurati e adeguati al ruolo che interpreta.
Peccato sia un raro fiore in un mare di merda.
Partiamo dalla sua paziente, recitata da una cagna senz'appello che recita un paio di battute scritte da un altro cane senz'appello. La cagna inizia con una recitazione falsa e ridicola, ancora più ridicola se si conta che le sue battute sono sono infiocchettate con termini artificiosi e falsi. Provoca quella sensazione tipica che provo ogni volta che vedo una serie o un film italiano che cerca, fallendo pateticamente, di usare termini non propri della lingua italiana, rubati dal mondo americano e tragicamente fuori contesto nella nostra realtà. Se si limitavano a questo era già brutto, ma hanno deciso di renderlo peggiore. Dopo qualche minute il linguaggio della cagna inizia a mostrare slabbrature dialettali, dimostrando così che non è riuscita a restare sul pezzo e rimanere coerente rispetto al personaggio che le avevano detto di interpretare. Insomma se inizi una cosa male, almeno finiscila nello stesso modo!
Ma veniamo all'elemento più disturbante e triste della serie.
È IDENTICA alla serie americana.
O meglio vorrebbe esserlo, ma non lo è, perché è una copia malforme.
La musica della serie dell'HBO?
UGUALE, con qualche minima variazione: più lunga, e questo significa che il promo d'apertura è anche meno incisivo, come se non bastasse!
La prima paziente?
Identica, in tutto e per tutto, a Laura, la paziente della controparte americana.
Stesso aspetto, stessa diagnosi, stesso approccio nei confronti degli uomini, stesso transfert nei confronti del terapeuta. Solo che Laura è più brava e più figa della cagna.
Ma vaffanculo, ma allora bastava affidare la creazione della serie a qualsiasi liceale che copiava la sceneggiatura originale con copia incolla e veniva pure meglio.
Se queste sono le serie cosiddette intellettuali che produciamo, allora forse è davvero meglio se andiamo tutti a guardare I Cesaroni
La serie in questione è stata vista con discreto scetticismo da parte mia, in quanto avevo dubbi che non sarebbe mai stata all'altezza di quella americana, ma mi consideravo aperto rispetto all'evenienza di cambiare idea.
Non è stato così.
Al minuto 7.16 (promo incluso) sono stato assalito da potenti conati di vomito.
Ho interrotto la serie in preda al disgusto e stupito da una reazione negativa nei confronti di un film che non provavo da un casino di tempo.
Una cagata pazzesca!
Castellitto, poverino, è l'unico che si comporta decentemente, in 7 minuti non è che dica e faccia molte cose, ma quelle poche cose le ha fatte bene con una dizione impeccabile, un voce virile e dei gesti misurati e adeguati al ruolo che interpreta.
Peccato sia un raro fiore in un mare di merda.
Partiamo dalla sua paziente, recitata da una cagna senz'appello che recita un paio di battute scritte da un altro cane senz'appello. La cagna inizia con una recitazione falsa e ridicola, ancora più ridicola se si conta che le sue battute sono sono infiocchettate con termini artificiosi e falsi. Provoca quella sensazione tipica che provo ogni volta che vedo una serie o un film italiano che cerca, fallendo pateticamente, di usare termini non propri della lingua italiana, rubati dal mondo americano e tragicamente fuori contesto nella nostra realtà. Se si limitavano a questo era già brutto, ma hanno deciso di renderlo peggiore. Dopo qualche minute il linguaggio della cagna inizia a mostrare slabbrature dialettali, dimostrando così che non è riuscita a restare sul pezzo e rimanere coerente rispetto al personaggio che le avevano detto di interpretare. Insomma se inizi una cosa male, almeno finiscila nello stesso modo!
Ma veniamo all'elemento più disturbante e triste della serie.
È IDENTICA alla serie americana.
O meglio vorrebbe esserlo, ma non lo è, perché è una copia malforme.
La musica della serie dell'HBO?
UGUALE, con qualche minima variazione: più lunga, e questo significa che il promo d'apertura è anche meno incisivo, come se non bastasse!
La prima paziente?
Identica, in tutto e per tutto, a Laura, la paziente della controparte americana.
Stesso aspetto, stessa diagnosi, stesso approccio nei confronti degli uomini, stesso transfert nei confronti del terapeuta. Solo che Laura è più brava e più figa della cagna.
Ma vaffanculo, ma allora bastava affidare la creazione della serie a qualsiasi liceale che copiava la sceneggiatura originale con copia incolla e veniva pure meglio.
Se queste sono le serie cosiddette intellettuali che produciamo, allora forse è davvero meglio se andiamo tutti a guardare I Cesaroni
giovedì 25 aprile 2013
25 aprile: odio le cose fatte a metà
Oggi è il 25 aprile, anniversario delle cose lasciate a metà.
Fra una settimana ci sarà il primo maggio, una festa che tecnicamente non potrebbe essere festeggiata dagli italiani senza lavoro e neanche da quella parte di italiani che hanno un lavoro, ma se ne lamentano in continuazione e questo discorso vale anche per quegli italiani con lavoro che hanno la faccia tosta di lamentarsi con 7000 euro lordi al mese. Esistono persone così e non solo fra i parlamentari.
Quasi tutti gli italiani, sia quei pochi immoralmente pieni di soldi che quelli senza un centesimo, faranno il ponte. A questo punto ci vorrebbe uno di quelli che suonano la trombetta di carnevale per enfatizzare la tristezza insita in tutto ciò.
Fra una settimana ci sarà il primo maggio, una festa che tecnicamente non potrebbe essere festeggiata dagli italiani senza lavoro e neanche da quella parte di italiani che hanno un lavoro, ma se ne lamentano in continuazione e questo discorso vale anche per quegli italiani con lavoro che hanno la faccia tosta di lamentarsi con 7000 euro lordi al mese. Esistono persone così e non solo fra i parlamentari.
Quasi tutti gli italiani, sia quei pochi immoralmente pieni di soldi che quelli senza un centesimo, faranno il ponte. A questo punto ci vorrebbe uno di quelli che suonano la trombetta di carnevale per enfatizzare la tristezza insita in tutto ciò.
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lunedì 22 aprile 2013
Tipiche scene di ogni giorno
2 giovani adulti fomentati di fronte alla prima scena della puntata pilota appena uscita di una nuova serie.
La serie in questione è quella di Zombieland.
Io sono quello che esulta in mutande.
La scena clue è il momento in cui viene nominato il personaggio più tosto della serie (chi ha visto il film sa di cosa parlo, chi non l'ha visto, cerchi di cambiare le priorità della propria vita!)
sabato 30 marzo 2013
e' caduto giu' l'armando
scopro ora che e' morto oggi enzo iannacci, cantautore, comico, comico, cardiologo
non lo seguivo molto ma ricordo con piacere quando ascoltavo da piccolo le sue musicassette.
mi ha portato la mente a un periodo lieto e mi addolora sapere che una persona valida come lui non ci sia piu'.
ciao enzo
non lo seguivo molto ma ricordo con piacere quando ascoltavo da piccolo le sue musicassette.
mi ha portato la mente a un periodo lieto e mi addolora sapere che una persona valida come lui non ci sia piu'.
ciao enzo
domenica 24 marzo 2013
Quando il saggio indica la luna, l'idiota guarda il dito
Dopo aver subito l'esagerato rompimento di palle per l'elezione del nuo, mitico, rivoluzionario e supercicciofigoso papa Francesco I, ecco un altro argomento che va fortissimo in questi giorni e altrettanto grottescamente inutile: i marò.
Anticipo subito che non sono un esperto di diritto penale indiano, ma arrivare a prendere in considerazione l'ipotesi della pena capitale, mi sembra eccessivo per un paese come l'India, in fondo non sono stae coinvolte mucche nella sparatoria!
Premettendo quanto sia l'ennesima dimostrazione di quanto siamo ridicoli noi italiani nel mostrare i muscoli con una nazione molto più muscolosa dell'Italia, per poi cercare di fare i furbi con le nostre solite guittate e infine sottomettersi nuovamente, vorrei precisare che, anche se la situazione è spassosa, la gente continua a schierarsi da una parte o dall'altra senza capire qual è il nodo centrale.
Il nodo centrale non è se i marò siano innocenti o meno, quello che bisogna capire è: in quale paese i marò dovranno essere processati.
Si tratta di una questione di potere.
Se l'Italia fosse un paese che conta, il processo si svolgerebbe in Italia, i marò se la caverebbero con una bacchettata sulle mani o cumunque i tempi del processo sarebbero così lunghi che avrebbero tutto il tempo di morire di vecchiaia nel frattempo.
Purtroppo l'Italia non è un paese importante e se va a crearsi una situazione come quella dei marò in India, il processo va asvolgersi in India, dove i tempi sono più corti o comunque, anche se fossero più lunghi dell'Italia e non si giungesse alla pena capitale, c'è abbastanza tempo perchè l'imputato possa morire a causa delle pessime condizioni igieniche in cui è tenuto un carcere indiano (basta coi provincialismi, le carceri italiane fanno schifo, ma sono sicuro che quelle indiane siano peggio!).
Se l'incidente fosse avvenuto in acque italiane, se il peschereccio fosse stato italiano e i soldati fossero stati americani, era chiaro che i soldati venivano presi e mandati a subire il processo negli USA e se noi italiani ci fossimo azzardati a fare il processo in Italia succedeva un casino.
E alla fine l'avrebbe spuntata la parte americana.
Ci sono accordi per questo, un caro regalino che ci siamo fatti dopo aver perso una guerra ed essere stati liberati da una nazione che, per farsi ripagare della liberazione disinteressata e dell'altrettanto disinteressato piano Marshall col quale ci ha ritirati su, ci ha fatto scrivere nero su bianco che l'Italia è la puttanella degli Stati Uniti.
Non ci sta un accordo simile sancito fra Italia e India, non sta scritto da nessuna parte che l'Italia è la puttanella dell'India. Ma neanche il contrario.
Ovviamente questo è un caso diplomatico dove gli equilibri vanno stabiliti a monte.
E se l'Italia spera di ottenere cioè che è giusto per lei facendo leva sul nazionalismo italiano e alzando la voce con l'India, ha ottenuto l'esatto contrario.
Primo, perchè l'India è forte sotto tutti i punti di vista se ci riferiamo alla sola manifestazione della forza bruta.
Secondo, perchè se in italia ci sta un fascista che difende a tutti i costi un italiano che ha sparato addosso a uno straniero perchè il prestigio italiano è sacro (anche se l'italiano aveva palesemente torto), state pure certi che troverete anche il sinistroide che accusa l'italiano che ha sparato per il semplice fatto che abbia sparato e quindi usato la forza ed essere andato meno ai dettami del pacimasochismo (anche se l'italiano aveva tutte le ragioni più logiche al mondo per sparare). Qualunque presa di posizione del Governo italiano a riguardo susciterà scontento in uno di questi due schieramenti.
La cosa più tragica è che questi due schieramenti, la difesa a tutti i costi dei marò o dei pescatori è quanto di più comico ci sia.
Non ha nessun senso indicare il colpevole prima che ci sia stato un processo equo.
I due marò ancora non hanno ancora neanche messo piede in un tribunale, perchè Italia e India stanno ancora decidendo dove si farà.
E va aggiunto che la possibilità che ci sia un processo equo in questo caso è nulla, già è difficile che ce ne sia uno equo in condizioni normali (sia in Italia che in India probabilmente), figuriamo ci quando c'è dietro un incidente diplomatico come questo!
Se i marò saranno giudicati in India, com'è più probabile che sia, verranno giudicati colpevoli, probabilmente non giustiziati per evitare la definitiva perdita di faccia dell'Italia nei confronti del Mondo, ma anche dell'India, nei confronti delle associazioni contro la pena di morte.
Se il processo verrà fatto in Italia, i due marò si prenderanno una sculacciata, con proteste da parte di tutto il mondo pacifista (ma non gliene importa a nessuno) e l'Italia, dopo essersi coperta di ridicolo con i suoi giochetti, ne uscirà decentemente.
Ma non succederà mai.
Anticipo subito che non sono un esperto di diritto penale indiano, ma arrivare a prendere in considerazione l'ipotesi della pena capitale, mi sembra eccessivo per un paese come l'India, in fondo non sono stae coinvolte mucche nella sparatoria!
Premettendo quanto sia l'ennesima dimostrazione di quanto siamo ridicoli noi italiani nel mostrare i muscoli con una nazione molto più muscolosa dell'Italia, per poi cercare di fare i furbi con le nostre solite guittate e infine sottomettersi nuovamente, vorrei precisare che, anche se la situazione è spassosa, la gente continua a schierarsi da una parte o dall'altra senza capire qual è il nodo centrale.
Il nodo centrale non è se i marò siano innocenti o meno, quello che bisogna capire è: in quale paese i marò dovranno essere processati.
Si tratta di una questione di potere.
Se l'Italia fosse un paese che conta, il processo si svolgerebbe in Italia, i marò se la caverebbero con una bacchettata sulle mani o cumunque i tempi del processo sarebbero così lunghi che avrebbero tutto il tempo di morire di vecchiaia nel frattempo.
Purtroppo l'Italia non è un paese importante e se va a crearsi una situazione come quella dei marò in India, il processo va asvolgersi in India, dove i tempi sono più corti o comunque, anche se fossero più lunghi dell'Italia e non si giungesse alla pena capitale, c'è abbastanza tempo perchè l'imputato possa morire a causa delle pessime condizioni igieniche in cui è tenuto un carcere indiano (basta coi provincialismi, le carceri italiane fanno schifo, ma sono sicuro che quelle indiane siano peggio!).
Se l'incidente fosse avvenuto in acque italiane, se il peschereccio fosse stato italiano e i soldati fossero stati americani, era chiaro che i soldati venivano presi e mandati a subire il processo negli USA e se noi italiani ci fossimo azzardati a fare il processo in Italia succedeva un casino.
E alla fine l'avrebbe spuntata la parte americana.
Ci sono accordi per questo, un caro regalino che ci siamo fatti dopo aver perso una guerra ed essere stati liberati da una nazione che, per farsi ripagare della liberazione disinteressata e dell'altrettanto disinteressato piano Marshall col quale ci ha ritirati su, ci ha fatto scrivere nero su bianco che l'Italia è la puttanella degli Stati Uniti.
Non ci sta un accordo simile sancito fra Italia e India, non sta scritto da nessuna parte che l'Italia è la puttanella dell'India. Ma neanche il contrario.
Ovviamente questo è un caso diplomatico dove gli equilibri vanno stabiliti a monte.
E se l'Italia spera di ottenere cioè che è giusto per lei facendo leva sul nazionalismo italiano e alzando la voce con l'India, ha ottenuto l'esatto contrario.
Primo, perchè l'India è forte sotto tutti i punti di vista se ci riferiamo alla sola manifestazione della forza bruta.
Secondo, perchè se in italia ci sta un fascista che difende a tutti i costi un italiano che ha sparato addosso a uno straniero perchè il prestigio italiano è sacro (anche se l'italiano aveva palesemente torto), state pure certi che troverete anche il sinistroide che accusa l'italiano che ha sparato per il semplice fatto che abbia sparato e quindi usato la forza ed essere andato meno ai dettami del pacimasochismo (anche se l'italiano aveva tutte le ragioni più logiche al mondo per sparare). Qualunque presa di posizione del Governo italiano a riguardo susciterà scontento in uno di questi due schieramenti.
La cosa più tragica è che questi due schieramenti, la difesa a tutti i costi dei marò o dei pescatori è quanto di più comico ci sia.
Non ha nessun senso indicare il colpevole prima che ci sia stato un processo equo.
I due marò ancora non hanno ancora neanche messo piede in un tribunale, perchè Italia e India stanno ancora decidendo dove si farà.
E va aggiunto che la possibilità che ci sia un processo equo in questo caso è nulla, già è difficile che ce ne sia uno equo in condizioni normali (sia in Italia che in India probabilmente), figuriamo ci quando c'è dietro un incidente diplomatico come questo!
Se i marò saranno giudicati in India, com'è più probabile che sia, verranno giudicati colpevoli, probabilmente non giustiziati per evitare la definitiva perdita di faccia dell'Italia nei confronti del Mondo, ma anche dell'India, nei confronti delle associazioni contro la pena di morte.
Se il processo verrà fatto in Italia, i due marò si prenderanno una sculacciata, con proteste da parte di tutto il mondo pacifista (ma non gliene importa a nessuno) e l'Italia, dopo essersi coperta di ridicolo con i suoi giochetti, ne uscirà decentemente.
Ma non succederà mai.
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giovedì 14 marzo 2013
L'unico papa buono è un papa morto
Modestamente, l'avevo detto che avrebbero scelto un papa latino americano.
Scelta mediamente prevedibile del resto, dopo un papa parruccone e poco fotogenico era necessario un papa un poco più presentabile per il XXI secolo.
Peccato che sia una battaglia sostanzialmente persa, dato che il cristianesimo è la più antica e pericolosa fra le ideologie occidentali ancora in vita.
Ovviamente i preti stanno più attenti dei reppresentanti di altre ideologie a rivendersi la loro come attuale, anche se piena di ragnatele e fondamentalmente ridicola. E purtroppo ci riescono, specie se consideriamo che l'umanità dispone della migliore materia prima di chi vuole inculare il prossimo: l'imbecillità.
La chiesa ha scelto un papa europeo, un papa dalla parte dei poveri, gli ha messo perfino il nome di San Francesco!
Hanno passato una bella mano di vernice nuova e fiammante su una ringhiera arrugginita.
Bergoglio sarà pure proveniente da una realtà dove regna degrado e povertà, ma questo non significa che sia per forza fra coloro che la combatte, magari è fra quelli che la crea!
Non basta dire di essere dalla parte dei poveri e assumere il nome di S. Francesco.
Già emergono porcate del suo passato remoto e vicino, le critiche al Governo argentino per le unioni degli omosessuali, dubbi su passate collusioni col regime dittatoriale argentino ed emergono a un giorno dall'elezione, in più durante una fase di esaltazione religiosa e fanatica che ha calato su tutti prosciutti sugli occhi e ha portato le televisioni di tutto il mondo a parlare sempre e solo bene di questo tizio, oscurando fra l'altro notizie molto molto più importanti!
E poi vorrei capire una cosa, non tanto per il presente e il passato.
Bergoglio è quel tipo di papa che serve a riaccalappiare le anime perdute, non più fiduciose nelle stronzate della religione. Quel genere di papa che personalmente ritengo molto più pericoloso di Ratzinger, perchè Ratzinger non sa essere simpatico, mentre lui sì, se non altro per il background.
Unpo' come Giovanni Paolo II.
Questo mi chiedo in particolare.
Bergoglio è un tipo di papa più simile al penultimo.
Cosa farà quando troverà un giornalista con un poco più di palle e cervello che gli farà domande sul suo passato?
Cosa risponderebbe se gli chiedessero che cosa pensa del fatto che il suo ex collega Papa Giovanni Paolo abbia benedetto un dittatore come Pinochet, che ha tiranneggiato su una nazione sudamericana come il Cile, che si trova a due passi dall'Argentina?
Sarebbe bello sapere cosa ne pensa.
Scelta mediamente prevedibile del resto, dopo un papa parruccone e poco fotogenico era necessario un papa un poco più presentabile per il XXI secolo.
Peccato che sia una battaglia sostanzialmente persa, dato che il cristianesimo è la più antica e pericolosa fra le ideologie occidentali ancora in vita.
Ovviamente i preti stanno più attenti dei reppresentanti di altre ideologie a rivendersi la loro come attuale, anche se piena di ragnatele e fondamentalmente ridicola. E purtroppo ci riescono, specie se consideriamo che l'umanità dispone della migliore materia prima di chi vuole inculare il prossimo: l'imbecillità.
La chiesa ha scelto un papa europeo, un papa dalla parte dei poveri, gli ha messo perfino il nome di San Francesco!
Hanno passato una bella mano di vernice nuova e fiammante su una ringhiera arrugginita.
Bergoglio sarà pure proveniente da una realtà dove regna degrado e povertà, ma questo non significa che sia per forza fra coloro che la combatte, magari è fra quelli che la crea!
Non basta dire di essere dalla parte dei poveri e assumere il nome di S. Francesco.
Già emergono porcate del suo passato remoto e vicino, le critiche al Governo argentino per le unioni degli omosessuali, dubbi su passate collusioni col regime dittatoriale argentino ed emergono a un giorno dall'elezione, in più durante una fase di esaltazione religiosa e fanatica che ha calato su tutti prosciutti sugli occhi e ha portato le televisioni di tutto il mondo a parlare sempre e solo bene di questo tizio, oscurando fra l'altro notizie molto molto più importanti!
E poi vorrei capire una cosa, non tanto per il presente e il passato.
Bergoglio è quel tipo di papa che serve a riaccalappiare le anime perdute, non più fiduciose nelle stronzate della religione. Quel genere di papa che personalmente ritengo molto più pericoloso di Ratzinger, perchè Ratzinger non sa essere simpatico, mentre lui sì, se non altro per il background.
Unpo' come Giovanni Paolo II.
Questo mi chiedo in particolare.
Bergoglio è un tipo di papa più simile al penultimo.
Cosa farà quando troverà un giornalista con un poco più di palle e cervello che gli farà domande sul suo passato?
Cosa risponderebbe se gli chiedessero che cosa pensa del fatto che il suo ex collega Papa Giovanni Paolo abbia benedetto un dittatore come Pinochet, che ha tiranneggiato su una nazione sudamericana come il Cile, che si trova a due passi dall'Argentina?
Sarebbe bello sapere cosa ne pensa.
venerdì 8 marzo 2013
Django
Settimana cinefila questa, 2 film in 2 giorni.
Do svariati contrattempi siamo riusciti a vedere Django, anche se mi mancano elementi parecchio importanti per avere un giudizio completo: devo ancora vedere l'originale, che ho visto a pezzi alla televisione esolo nella seconda parte e ho omrai capito che questi ultimi fim di Tarantino vanno visti anche in lingua originale per capire se il prodotto non filtrato dal filtraggio è esageratamente migliore o no.
Django è la versione riscritta da Tarantino sulle vicende dell'omonimo eroe. In versione ne*ra, con molto più sangue e parolacce. Il Django ne*ro (Jamie Foxx) è uno schiavo comprato da un cacciatore di taglie eccentrico e fondamentalmente di buon cuore (un grande Christoph Waltz) per poter individuare dei banditi su cui c'è una taglia. I due costruiscono un rapporto professionale e di amicizia che li porterà a incontrare il proprietario dellla moglie di Django (Leonardo di Caprio), ricco proprietario terriero che fra le varie cose possiede un maggiordomo ne*ro razzista verso i ne*ri (un truccatissimo e abile Samuel L. Jackson).
La trama, comunque avvincente e articolata, è fondamentalmente un pretesto per riempire questo film con virtuosismi, citazioni e colonne sonore.
Credo che sia uno dei film con più colonne sonore che abbia mai visto, spazia dal country al rap con disinvoltura, un po' troppo rap per i miei gusti, certo è un film su i ne*ri porca puttana, ma un pezzo rappato ci stava pure troppo, ma due o più sono fottutamente fuori posto!
Le citazioni, in pieno stile tarantiniano, si affollano in questo film, alcune mi sono sfuggite, altre possono essere colte come la presenza dell'originale Django di Franco Nero o il finale dell'insulto troncato alla buono il brutto e il cattivo. Chiamatemi pazzo, ma io ho la piena convinzione che il maggiordomo razzista sia stato recitato in maniera da essere un omaggio al Bif invecchiato di Ritorno al futuro II.
Le spacconate sono innumerevoli e c'è spazio per grasse grassissime risate, specie con la presa in giro del gruppo di antesignani membri del Ku Klux Klan.
Cristoph Waltz, il colonnello Landa del precedente film, questa volta sta dalla parte dei buoni, pur conservando un carattere di bizzarria e di stile dell'aristocratico e colto chiaramente fuori contesto in una terra di violenti razzisti. In Bastardi senza gloria c'erano i nazisti, qui i latifondisti del sud e le differenze sono davvero poche.
Il cattivo è passato fra le mani di Leonardo di Caprio, che ha preso il suo posto e si ritrova a gestire il ruolo del colonnello Landa, simile in alcuni punti ma non in tutti. Il personaggio di Di Caprio non ha la preparazione intellettuale del colonnello Landa, ma ha quella leggera vena sadica dell'omonimo e in più quella doppia faccia che lo porta a essere amabile e ospitale quando si trova di fronte a persone che ritiene amichevoli, passando poi a infame quando deve schiacciarli.
Il film, aldilà di tutti questi spunti mette a confronto grandissimi attori, la cui performance mi ha riempito di dubbi riguardo a chi fosse il più bravo da meritare l'Oscar a miglior attore non protagonista, Oscar che è andato per la seconda volta a Cristoph Waltz, che deve ringraziare Tarantino per i successi degli ultimi suoi film e viceversa.
Questo è anche l'ennesima prova che Leonardo di Caprio sia l'attore più fottutamente sfortunato di Hollywood, un ottimo attore che ogni volta si vede soffiare la statuetta perchè ha avuto la sfiga di capitare in gara con uno più bravo di lui. Avrei anche qualche dubbio su questa premiazione, dato che sono stati tuti e due eccezionali nel film e, francamente, io avrei candidato all'Oscar pure Samuel L. Jackson.
Il film procede in maniera eccellente fino alla fine, tranne che per gli ultimi venti minuti. Già nel secondo tempo il film subisce un chiaro rallentamento e una serie di contorte pianificazioni da parte di Django e il collega per liberare la moglie del primo, che poi si rivelano inutili. Questo rallentamento giustificava la preziosa e godibile entrata in scena di Di Caprio, bravissimo e con a disposizione un personaggio creato in maniera intrigante che ti permetteva di chiudere un occhio. Questi venti minuti in più sono stati un allungamento inutile del film, un'opportunità per ficcarci dentro altre citazioni che in gran parte non ho saputo apprezzare tranne l'ultima. Vedere il cameo di Tarantino non è valsa la pena, specie se vediamo un Dajngo che poco dopo, in virtù di una citazione che mi risulta oscura, decide di togliere la sella e le staffe e cavalcare a pelo.
Voto 7,5/10 (la versione originale probabilmente raggiunge l'8 pieno).
Do svariati contrattempi siamo riusciti a vedere Django, anche se mi mancano elementi parecchio importanti per avere un giudizio completo: devo ancora vedere l'originale, che ho visto a pezzi alla televisione esolo nella seconda parte e ho omrai capito che questi ultimi fim di Tarantino vanno visti anche in lingua originale per capire se il prodotto non filtrato dal filtraggio è esageratamente migliore o no.
Django è la versione riscritta da Tarantino sulle vicende dell'omonimo eroe. In versione ne*ra, con molto più sangue e parolacce. Il Django ne*ro (Jamie Foxx) è uno schiavo comprato da un cacciatore di taglie eccentrico e fondamentalmente di buon cuore (un grande Christoph Waltz) per poter individuare dei banditi su cui c'è una taglia. I due costruiscono un rapporto professionale e di amicizia che li porterà a incontrare il proprietario dellla moglie di Django (Leonardo di Caprio), ricco proprietario terriero che fra le varie cose possiede un maggiordomo ne*ro razzista verso i ne*ri (un truccatissimo e abile Samuel L. Jackson).
La trama, comunque avvincente e articolata, è fondamentalmente un pretesto per riempire questo film con virtuosismi, citazioni e colonne sonore.
Credo che sia uno dei film con più colonne sonore che abbia mai visto, spazia dal country al rap con disinvoltura, un po' troppo rap per i miei gusti, certo è un film su i ne*ri porca puttana, ma un pezzo rappato ci stava pure troppo, ma due o più sono fottutamente fuori posto!
Le citazioni, in pieno stile tarantiniano, si affollano in questo film, alcune mi sono sfuggite, altre possono essere colte come la presenza dell'originale Django di Franco Nero o il finale dell'insulto troncato alla buono il brutto e il cattivo. Chiamatemi pazzo, ma io ho la piena convinzione che il maggiordomo razzista sia stato recitato in maniera da essere un omaggio al Bif invecchiato di Ritorno al futuro II.
Le spacconate sono innumerevoli e c'è spazio per grasse grassissime risate, specie con la presa in giro del gruppo di antesignani membri del Ku Klux Klan.
Cristoph Waltz, il colonnello Landa del precedente film, questa volta sta dalla parte dei buoni, pur conservando un carattere di bizzarria e di stile dell'aristocratico e colto chiaramente fuori contesto in una terra di violenti razzisti. In Bastardi senza gloria c'erano i nazisti, qui i latifondisti del sud e le differenze sono davvero poche.
Il cattivo è passato fra le mani di Leonardo di Caprio, che ha preso il suo posto e si ritrova a gestire il ruolo del colonnello Landa, simile in alcuni punti ma non in tutti. Il personaggio di Di Caprio non ha la preparazione intellettuale del colonnello Landa, ma ha quella leggera vena sadica dell'omonimo e in più quella doppia faccia che lo porta a essere amabile e ospitale quando si trova di fronte a persone che ritiene amichevoli, passando poi a infame quando deve schiacciarli.
Il film, aldilà di tutti questi spunti mette a confronto grandissimi attori, la cui performance mi ha riempito di dubbi riguardo a chi fosse il più bravo da meritare l'Oscar a miglior attore non protagonista, Oscar che è andato per la seconda volta a Cristoph Waltz, che deve ringraziare Tarantino per i successi degli ultimi suoi film e viceversa.
Questo è anche l'ennesima prova che Leonardo di Caprio sia l'attore più fottutamente sfortunato di Hollywood, un ottimo attore che ogni volta si vede soffiare la statuetta perchè ha avuto la sfiga di capitare in gara con uno più bravo di lui. Avrei anche qualche dubbio su questa premiazione, dato che sono stati tuti e due eccezionali nel film e, francamente, io avrei candidato all'Oscar pure Samuel L. Jackson.
Il film procede in maniera eccellente fino alla fine, tranne che per gli ultimi venti minuti. Già nel secondo tempo il film subisce un chiaro rallentamento e una serie di contorte pianificazioni da parte di Django e il collega per liberare la moglie del primo, che poi si rivelano inutili. Questo rallentamento giustificava la preziosa e godibile entrata in scena di Di Caprio, bravissimo e con a disposizione un personaggio creato in maniera intrigante che ti permetteva di chiudere un occhio. Questi venti minuti in più sono stati un allungamento inutile del film, un'opportunità per ficcarci dentro altre citazioni che in gran parte non ho saputo apprezzare tranne l'ultima. Vedere il cameo di Tarantino non è valsa la pena, specie se vediamo un Dajngo che poco dopo, in virtù di una citazione che mi risulta oscura, decide di togliere la sella e le staffe e cavalcare a pelo.
Voto 7,5/10 (la versione originale probabilmente raggiunge l'8 pieno).
giovedì 7 marzo 2013
L'educazione siberiana
Finalmente ho trovato un film che mi aveva intrigato nel trailer e che non è venuto meno alle mie aspettative!
Questo film mi attirava grazie al contesto di ambientazione e all'attore principale, il vero protagonista sostanzialmente, nonno Kuzja, interprettato da un altrettanto tosto John Malkovich.
Sia il contesto che l'attore hanno fatto la loro parte, ma il film si rivela interessante e ben fatto per anche altri eccellenti motivi.
La storia è ambientata- grazie a numerosi salti temporali e flashback fra l'epoca prima, durante e dopo il Muro di Berlino - in diversi periodi nella storia dell'URSS, poi Federazione Russa e relativi ex staterelli satelliti e parla delle vicende di due importanti rappresentanti del clan-famiglia dei Siberiani. L'intreccio si svolge in uno di questi staterelli satelliti per l'appunto, la Moldova, un' area arretrata e selvaggia dell'Unione Sovietica, che continua a rispettare le sue trazioni violente e arcaiche, in aperto sfregio dei confronti delle istituzioni vecchie e nuove.
I Siberiani, il cui capostipite è per l'appunto nonno Kujza, non sono dei semplici briganti.
Uccidono, ma solo chi merita quando ha compiuto ladrocinio, spaccio, tradimento o assassinio di innocenti; rubano, ma solo i soldi di chi ha a sua volta rubato secondo loro; disprezzano il denaro, rifiutano di accumularlo in casa o in banca e se lo usano è per il sostentamento minimo.
Sono fieri, autoritari e rispettati e in perenna lotta contro lo Stato, capitalista o comunista che sia e contro i clan rivali, specie quelli che ricorrono a mezzi immorali per procacciare soldi e potere.
Oltre alla vita e agli insegnamenti del nonno, il film si dedica all'infanzia e, in seguito fanciullezza e maturità degli amici Gagarin, irruento e spregiudicato e Kolima, più pacato (ma aggressivo alla bisogna!) e scrupoloso. I due amici avranno destini e storie diverse per colpa di una serie di trascorsi, si separeranno, litigheranno e si ricongiungeranno alla fine del film.
Grande pregio della pellicola è la completa immersione nella realtà rurale di un ex stato sovietico. La Moldavia è una terra di frontiera, spietata, in continuo fermento, si trova a subire le pressioni da parte della storia, dal mondo al di fuori di essa, viene attraversata dal comunismo e poi dal capitalismo, subendo il peggio di entrambi.
I siberiani si pongono come unico baluardo nei confronti del progresso, progresso che vedono inevitabilmente come negativo, dato che quello che arriva della moderrnità in Moldova è in genere il peggio.
Klolima e Kujza si oppongono a tutto questo, mentre Gagarin assorbe come una spugna il peggio di entrambi i mondi, la furia cieca del comunismo e l'avidità senza valori del capitalismo.
Eppure l'amicizia di Kolima e Gagarin regge, sono due nemici che si rispettano, perfino Gagarin, che non crede in niente e passa sopra a tutto, riesce a vedere ancora Kolima come l'unico amico che abbia mai avuto.
Il tutto viene portato avanti da sequenze che mostrano cosa succede prima e dopo il crollo del muro di Berlino, mostrano Kolima e Gagarin e i loro amici quando erano piccoli e li mostra da adulti, il tutto accompagnato da una colonna sonora potente che accompagna le vicende dall'inizio alla fine, spaziando dalle ballate a suon di violino allegro, ma con un pizzico di malinconia, al rock pesante che non guarda in faccia a nessuno.
Qualche pezzo manca rispetto al libro, che non ho letto, spiccano alcuni ambiti che nel testo originale erano stati chiaramente approfonditi ma la loro mancanza non fa emergere un film deturpato, che invece procede in maniera liscia e intrigante dall'inizio alla fine.
Oltretutto un'ultima nota di merito è legata al fatto che il film, pur narrando di un ambiente assai spietato e in un periodo dove lo splatter va da paura, è relativamente poco violento.
Non che io sia particolarmente pauroso in questi casi, ma ho apprezzato questa sobrietà abbastanza in controtendenza.
Voto 9/10
Questo film mi attirava grazie al contesto di ambientazione e all'attore principale, il vero protagonista sostanzialmente, nonno Kuzja, interprettato da un altrettanto tosto John Malkovich.
Sia il contesto che l'attore hanno fatto la loro parte, ma il film si rivela interessante e ben fatto per anche altri eccellenti motivi.
La storia è ambientata- grazie a numerosi salti temporali e flashback fra l'epoca prima, durante e dopo il Muro di Berlino - in diversi periodi nella storia dell'URSS, poi Federazione Russa e relativi ex staterelli satelliti e parla delle vicende di due importanti rappresentanti del clan-famiglia dei Siberiani. L'intreccio si svolge in uno di questi staterelli satelliti per l'appunto, la Moldova, un' area arretrata e selvaggia dell'Unione Sovietica, che continua a rispettare le sue trazioni violente e arcaiche, in aperto sfregio dei confronti delle istituzioni vecchie e nuove.
I Siberiani, il cui capostipite è per l'appunto nonno Kujza, non sono dei semplici briganti.
Uccidono, ma solo chi merita quando ha compiuto ladrocinio, spaccio, tradimento o assassinio di innocenti; rubano, ma solo i soldi di chi ha a sua volta rubato secondo loro; disprezzano il denaro, rifiutano di accumularlo in casa o in banca e se lo usano è per il sostentamento minimo.
Sono fieri, autoritari e rispettati e in perenna lotta contro lo Stato, capitalista o comunista che sia e contro i clan rivali, specie quelli che ricorrono a mezzi immorali per procacciare soldi e potere.
Oltre alla vita e agli insegnamenti del nonno, il film si dedica all'infanzia e, in seguito fanciullezza e maturità degli amici Gagarin, irruento e spregiudicato e Kolima, più pacato (ma aggressivo alla bisogna!) e scrupoloso. I due amici avranno destini e storie diverse per colpa di una serie di trascorsi, si separeranno, litigheranno e si ricongiungeranno alla fine del film.
Grande pregio della pellicola è la completa immersione nella realtà rurale di un ex stato sovietico. La Moldavia è una terra di frontiera, spietata, in continuo fermento, si trova a subire le pressioni da parte della storia, dal mondo al di fuori di essa, viene attraversata dal comunismo e poi dal capitalismo, subendo il peggio di entrambi.
I siberiani si pongono come unico baluardo nei confronti del progresso, progresso che vedono inevitabilmente come negativo, dato che quello che arriva della moderrnità in Moldova è in genere il peggio.
Klolima e Kujza si oppongono a tutto questo, mentre Gagarin assorbe come una spugna il peggio di entrambi i mondi, la furia cieca del comunismo e l'avidità senza valori del capitalismo.
Eppure l'amicizia di Kolima e Gagarin regge, sono due nemici che si rispettano, perfino Gagarin, che non crede in niente e passa sopra a tutto, riesce a vedere ancora Kolima come l'unico amico che abbia mai avuto.
Il tutto viene portato avanti da sequenze che mostrano cosa succede prima e dopo il crollo del muro di Berlino, mostrano Kolima e Gagarin e i loro amici quando erano piccoli e li mostra da adulti, il tutto accompagnato da una colonna sonora potente che accompagna le vicende dall'inizio alla fine, spaziando dalle ballate a suon di violino allegro, ma con un pizzico di malinconia, al rock pesante che non guarda in faccia a nessuno.
Qualche pezzo manca rispetto al libro, che non ho letto, spiccano alcuni ambiti che nel testo originale erano stati chiaramente approfonditi ma la loro mancanza non fa emergere un film deturpato, che invece procede in maniera liscia e intrigante dall'inizio alla fine.
Oltretutto un'ultima nota di merito è legata al fatto che il film, pur narrando di un ambiente assai spietato e in un periodo dove lo splatter va da paura, è relativamente poco violento.
Non che io sia particolarmente pauroso in questi casi, ma ho apprezzato questa sobrietà abbastanza in controtendenza.
Voto 9/10
mercoledì 6 marzo 2013
Toto papa
Con Chazez morto, la mia iniziale ipotesi a scazzo del papa sudamericano inizia a farsi concreta.
Voi su chi scommettete? Il papa nero è un utopia per ora, al massimo sarà mulatto o creolo perchè gli africani sono troppo sfigati.
Apriamo il toto papa!
Voi su chi scommettete? Il papa nero è un utopia per ora, al massimo sarà mulatto o creolo perchè gli africani sono troppo sfigati.
Apriamo il toto papa!
martedì 5 marzo 2013
Un po' di storia
Siccome c'è tanta ignoranza in giro di questi tempi vorrei proporre un po' di ripasso di storia, dato che la gente parla e straparla senza avere idea di ciò che dice. E no, mi dispiace ma leggere la pagina su wikipedia non basta, bisogna sempre approfondire e non ridurre la ricerca di informazioni a un sito e al primo blog del cazzo che incontrate, compreso questo qui.
La storia è importante perchè può essere molto spassosa, se studiata con passione, intelligenza e lucidità. È spassosa perchè, quando succede qualcosa di importante nel mondo o nel proprio Paese, mentre tutti gli altri peones si strappano i capelli e pubblicano post apocalittici sulle proprie bacheche, come se fosse la più grande tragedia di tutti i tempi, voi sapete già che in genere è roba già vista.
La storia si ripete, cambiano i colori, i capelli, i vestiti e supporti grafici, ma spesso è sempre la stessa roba.
O almeno succede con l'italia, che rispetto a paesi che vanno sulla Luna a volte ricade nel sistema tolemaico.
Per farvela facile, vi dico subito le ricorrenze fondamentali. Alcune cose ricorrono alla perfezione, altre sono un po' forzate e vanno fatti i doverosi distinguo.
Anni '40.
Mussolini al potere. Capo carismatico, decisionista. trasformista e abile nel turlupinare milioni di fessi grazie ad acrobazie dialettiche e utilizzando i mezzi di comunicazione.
Tanto bravo a prendere il potere e a mantenerlo con altre acrobazie dialettiche e mediatiche, peccato che il ruolo di statista non se lo giochi tanto bene. In fondo è molto simile al nostro Berlusconi. Mussolini come Berlusconi è stato bravissimo a ottenere il potere e avrebbe probabilmente governato fino alla sua morte se non avesse fatto le cazzate che ha fatto.
Certo, almeno Mussolini è riuscito a bonificare l'Agro Pontino mentre Berlusconi non ha manco finito il suo inutile ponte sullo stretto, però possiamo dire che tutti e due hanno governato beati e felici, facendo danni all'economia del Paese e sono stati mandati affanculo non dagli italiani stessi, che erano troppo beoti per capirlo e/o avere la forza per farlo, ma da altri Paesi che hanno deciso di smuoversi perchè l'Italia era economicamente inutile, ma strategicamente fondamentale in Europa. Mussolini è stato cacciato dagli americani, Berlusconi dai tedeschi, sicuramente in questo modo siamo passati dall'essere schiavi di un dittatore a essere schiavi di altri nazioni, ma francamente io la vedo come un lieve progresso.
Come furono cacciati Mussolini e Berlusconi?
Un po' alla volta.
Entrambi avevano un paese alla sfascio che stava subendo pressioni esterne(militari nel caso degli americani ieri, economiche nel caso dei tedeschi oggi) e furono esautorati dai loro stessi luogotenenti incapaci e servili, incapaci e servili almeno fino a quando il capo era forte.
Cosa hanno fatto gli italiani a quel punto, sebbene in situazioni diverse fra quelli del '43 e quelli del 2011?
Niente, perchè il popolo italiano ha continuato a non fare niente, non ha avuto il coraggio di fare la rivoluzione, le forze politiche non hanno avuto le palle di creare un nuovo governo.
Cosa hanno fatto?
Hanno chiamato il tecnico, una persona convocata in tempi di crisi per risolvere problemi gravi in corso: Badoglio/Monti.
Tutti e due sono stati convocati perchè mancavano le palle per fare un nuovo Governo, tutti e due piacevano alla forza straniera che ci voleva schiavizzare al posto di Mussolini/Berlusconi.
Tutti è due non hanno minimamente risolto la situazione, hanno solo fatto una figura barbina. Certo, Monti si è dimostrato gravemente inadatto ,anche se non giungerà mai ai livelli di incompetenza del Maresciallo Badoglio.
Cosa succedeva nel frattempo?
Nasce il Movimento poi Partito dell'Uomo Qualunque.
Il termine qualunquista è oggi abusato senza cognizione di causa, ne parlano i politici, che sono ignoranti e lo menzionano i cittadini, altrettanto ignoranti.
Il qualunquismo è un movimento che si pone fra fascismo e comunismo, attaccandoli entrambi e puntando al rinnovamento morale prima che politico, parte come satira feroce nei confronti del mondo politico e qualcuno sostiene che comunque sia una maschera usata da fascisti che cercano di nasconderlo.
VI RICORDA QUALCUNO? Dai, questa la dovete indovinare voi.
A differenza del suo omologo contemporaneo il Partito dell'Uomo Qualunque non raggiungerà percentuali che gli permettano di governare, ma rimarrà un humus culturale che durerà a lungo, fino ai giorni nostri.
Questo famoso qualcuno che oggi si atteggia a leader anche se dice che non è un leader, che non vuole i Partiti anche se ha fatto un Partito, deve mettersi in testa che non ha fondato niente di nuovo. I politici che lo accusano di qualunquisto lo accusano di ciò che è veramente. Certo, il problema è che i politici dicono qualunquista senza avere idea di cosa dicono e senza prendersi la briga di spiegarlo, dato che gli italiani hanno bisogno dell'insegnante di sostegno. Cose che capitano.
Torniamo alle somiglianze.
La guerra finisce, si vota per decidere se restare con la monarchia o passare alla Repubblica.
La monarchia uscente è quella dei Savoia, una delle dinastie reale d'Europa più ridicole degli ultimi 100 anni.
I Savoia sono coloro che avevano accettato Mussolini, nel nome del quale avevano deciso di entrare in guerra facendo anche una lunga serie di figure di merda che ancora ci costano le prese per il culo da parte degli altri paesi del mondo, perfino da parte della Francia, che si dimostrò militarmente inetta anche più di noi, ma che ha avuto la fortuna di stare nell'Alleanza giusta.
La Repubblica vince, Ma di poco.
Da poco è successo qualcosa di molto simile, dato che la Coalizioneche ci ha causato tanti problemi la seconda in Parlamento.
Questa è l'Italia.
Un paese idiota che ricade in continuazione nell mani di colui che l'ha rovinato.
La storia è importante perchè può essere molto spassosa, se studiata con passione, intelligenza e lucidità. È spassosa perchè, quando succede qualcosa di importante nel mondo o nel proprio Paese, mentre tutti gli altri peones si strappano i capelli e pubblicano post apocalittici sulle proprie bacheche, come se fosse la più grande tragedia di tutti i tempi, voi sapete già che in genere è roba già vista.
La storia si ripete, cambiano i colori, i capelli, i vestiti e supporti grafici, ma spesso è sempre la stessa roba.
O almeno succede con l'italia, che rispetto a paesi che vanno sulla Luna a volte ricade nel sistema tolemaico.
Per farvela facile, vi dico subito le ricorrenze fondamentali. Alcune cose ricorrono alla perfezione, altre sono un po' forzate e vanno fatti i doverosi distinguo.
Anni '40.
Mussolini al potere. Capo carismatico, decisionista. trasformista e abile nel turlupinare milioni di fessi grazie ad acrobazie dialettiche e utilizzando i mezzi di comunicazione.
Tanto bravo a prendere il potere e a mantenerlo con altre acrobazie dialettiche e mediatiche, peccato che il ruolo di statista non se lo giochi tanto bene. In fondo è molto simile al nostro Berlusconi. Mussolini come Berlusconi è stato bravissimo a ottenere il potere e avrebbe probabilmente governato fino alla sua morte se non avesse fatto le cazzate che ha fatto.
Certo, almeno Mussolini è riuscito a bonificare l'Agro Pontino mentre Berlusconi non ha manco finito il suo inutile ponte sullo stretto, però possiamo dire che tutti e due hanno governato beati e felici, facendo danni all'economia del Paese e sono stati mandati affanculo non dagli italiani stessi, che erano troppo beoti per capirlo e/o avere la forza per farlo, ma da altri Paesi che hanno deciso di smuoversi perchè l'Italia era economicamente inutile, ma strategicamente fondamentale in Europa. Mussolini è stato cacciato dagli americani, Berlusconi dai tedeschi, sicuramente in questo modo siamo passati dall'essere schiavi di un dittatore a essere schiavi di altri nazioni, ma francamente io la vedo come un lieve progresso.
Come furono cacciati Mussolini e Berlusconi?
Un po' alla volta.
Entrambi avevano un paese alla sfascio che stava subendo pressioni esterne(militari nel caso degli americani ieri, economiche nel caso dei tedeschi oggi) e furono esautorati dai loro stessi luogotenenti incapaci e servili, incapaci e servili almeno fino a quando il capo era forte.
Cosa hanno fatto gli italiani a quel punto, sebbene in situazioni diverse fra quelli del '43 e quelli del 2011?
Niente, perchè il popolo italiano ha continuato a non fare niente, non ha avuto il coraggio di fare la rivoluzione, le forze politiche non hanno avuto le palle di creare un nuovo governo.
Cosa hanno fatto?
Hanno chiamato il tecnico, una persona convocata in tempi di crisi per risolvere problemi gravi in corso: Badoglio/Monti.
Tutti e due sono stati convocati perchè mancavano le palle per fare un nuovo Governo, tutti e due piacevano alla forza straniera che ci voleva schiavizzare al posto di Mussolini/Berlusconi.
Tutti è due non hanno minimamente risolto la situazione, hanno solo fatto una figura barbina. Certo, Monti si è dimostrato gravemente inadatto ,anche se non giungerà mai ai livelli di incompetenza del Maresciallo Badoglio.
Cosa succedeva nel frattempo?
Nasce il Movimento poi Partito dell'Uomo Qualunque.
Il termine qualunquista è oggi abusato senza cognizione di causa, ne parlano i politici, che sono ignoranti e lo menzionano i cittadini, altrettanto ignoranti.
Il qualunquismo è un movimento che si pone fra fascismo e comunismo, attaccandoli entrambi e puntando al rinnovamento morale prima che politico, parte come satira feroce nei confronti del mondo politico e qualcuno sostiene che comunque sia una maschera usata da fascisti che cercano di nasconderlo.
VI RICORDA QUALCUNO? Dai, questa la dovete indovinare voi.
A differenza del suo omologo contemporaneo il Partito dell'Uomo Qualunque non raggiungerà percentuali che gli permettano di governare, ma rimarrà un humus culturale che durerà a lungo, fino ai giorni nostri.
Questo famoso qualcuno che oggi si atteggia a leader anche se dice che non è un leader, che non vuole i Partiti anche se ha fatto un Partito, deve mettersi in testa che non ha fondato niente di nuovo. I politici che lo accusano di qualunquisto lo accusano di ciò che è veramente. Certo, il problema è che i politici dicono qualunquista senza avere idea di cosa dicono e senza prendersi la briga di spiegarlo, dato che gli italiani hanno bisogno dell'insegnante di sostegno. Cose che capitano.
Torniamo alle somiglianze.
La guerra finisce, si vota per decidere se restare con la monarchia o passare alla Repubblica.
La monarchia uscente è quella dei Savoia, una delle dinastie reale d'Europa più ridicole degli ultimi 100 anni.
I Savoia sono coloro che avevano accettato Mussolini, nel nome del quale avevano deciso di entrare in guerra facendo anche una lunga serie di figure di merda che ancora ci costano le prese per il culo da parte degli altri paesi del mondo, perfino da parte della Francia, che si dimostrò militarmente inetta anche più di noi, ma che ha avuto la fortuna di stare nell'Alleanza giusta.
La Repubblica vince, Ma di poco.
Da poco è successo qualcosa di molto simile, dato che la Coalizioneche ci ha causato tanti problemi la seconda in Parlamento.
Questa è l'Italia.
Un paese idiota che ricade in continuazione nell mani di colui che l'ha rovinato.
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martedì 26 febbraio 2013
La madre degli idioti è sempre incinta
Diciamo che le elezioni hanno fatto pena.
Certo, Berlusconi, non sta alla Camera, ma ha il Senato e il fatto che il PdL non sia stato stracciato è un'ennesima dimostrazione di quanto siano stupidi gli italiani.
Casini ha finalmente preso una sonora mazzata, probabilmente attribuibile alla mancanza del Papa proprio in questo periodo, che ha deciso di andarsene proprio quando i suoi piccoli cattolici avevano bisogno della poppata. Monti ce lo siamo levato per un paio di anni e sta bene dove sta.
Resta il fatto che le elezioni hanno fatto schifo.
Il M5S ha senz'altro delle proposte intelligenti nel suo programma, potrebbe essere la famosa salvezza d'Italia, ma potrebbe anche fare la fine della Lega, un partito popolare nato dal basso di ignoranti che andò in tilt appena ha messo il naso sui soldi dello Stato.
Il punto non è tanto il Movimento 5 Stelle.
Neanche Grillo, dato che ci rassicura in continuazione che non è il leader del partito e che non si occuperà della politica italiana (sì, come no, ci crediamo tutti).
Il problema sono i grillini, che si atteggiano a difensori della democrazia, ma finiscono a ripetere a manetta la lezioncina del capo.
Due giorni di elezioni e già li becchiamo a fare cappellate.
Ieri c'erano i geni che andavano a votare in cabina e leccavano la matita, il cui delirio paranoide è stato ben rappresentato da Grillo che si presenta al seggo con la sua matita perchè non si fida di quella che ti danno gli scrutatori.
A parte il fatto che essere così in malafede nei confronti delle istituzioni è una caratteristica di coloro che poi iniziano a cercare di metterlo nel culo delle istituzioni.
Facciamo finta che sia vero che la matita del seggio non sia indelebile.
Facciamo finta che uno vota Grillo con questa matita e tutti gli scrutatori del seggio si mettono a controllare le schede, a cancellare la x su Grillo e metterla sui Partiti.
Cancellare è un'operazione laboriosa, dove devi cancellare bene, ripulire i residue di gomma e stare attento a non lasciare il segno; e poi metti la x su un altro Partito o lasci in bianco.
È un lavorone!
Ti pare che ci siano degli addetti allo spoglio schede che, per la bellezza di 3 euro all'ora, si accollino il rischio di essere beccati da chi controlla e vadano perdipiù a fare un lavoro che impiega almeno il doppio del lavoro?
Follia completa.
Ora, Grillo avrà detto sta' cazzata per buttare benzina sul fuoco, lui non è cretino, ma i suoi seguaci sì.
Intere file di coglioni che escono dai seggi con la lingua nera come nel Nome della Rosa.
Che spettacolo!
Altra cappellata. Qualche coglione ha votato e, col petto gonfio d'orgoglio, ha voluto scattare una foto del suo voto, postandola sul suo profilo di fakebook. Per questa cazzatina la gente rischia un paio di mesi di prigione per sospetto voto di scambio. Francamente credo che una persona simile dovrebbe farseli un paio di mesi di prigione. Non per sospetto di voto di scambio, ma per stupidità profonda!
Ultima cappellata.
Nelle Regionali del Lezio c'era la possibilità di mettere la preferenza.
Una buona parte delle schede M5S (giustamente!) dovrebbe essere annullata perchè i geni in questione hanno scritto fra le preferenze il nome di Grillo.
E Grillo non sta nelle liste M5S, come dice spesso.
Ovviamente i grillini frignano, dicendo che non è giusto.
Cominciamo bene, ma non eravate per l'onestà?
Già dalla prima prova elettorale iniziate a compiere infrazioni alle regole e pretendete di avere ragione?
Che poi vogliamo parlare di quanto dimostrate di essere idioti nello scrivere Grillo, contravvenendo alle chiare istruzioni del boss.
Delle 2 l'una.
O Grillo ha uno stile di leader leggermente dittatoriale, per il quale la gente lo definisce leadr anche quando lui non lo chiede.
Oppure siete idioti.
Certo, Berlusconi, non sta alla Camera, ma ha il Senato e il fatto che il PdL non sia stato stracciato è un'ennesima dimostrazione di quanto siano stupidi gli italiani.
Casini ha finalmente preso una sonora mazzata, probabilmente attribuibile alla mancanza del Papa proprio in questo periodo, che ha deciso di andarsene proprio quando i suoi piccoli cattolici avevano bisogno della poppata. Monti ce lo siamo levato per un paio di anni e sta bene dove sta.
Resta il fatto che le elezioni hanno fatto schifo.
Il M5S ha senz'altro delle proposte intelligenti nel suo programma, potrebbe essere la famosa salvezza d'Italia, ma potrebbe anche fare la fine della Lega, un partito popolare nato dal basso di ignoranti che andò in tilt appena ha messo il naso sui soldi dello Stato.
Il punto non è tanto il Movimento 5 Stelle.
Neanche Grillo, dato che ci rassicura in continuazione che non è il leader del partito e che non si occuperà della politica italiana (sì, come no, ci crediamo tutti).
Il problema sono i grillini, che si atteggiano a difensori della democrazia, ma finiscono a ripetere a manetta la lezioncina del capo.
Due giorni di elezioni e già li becchiamo a fare cappellate.
Ieri c'erano i geni che andavano a votare in cabina e leccavano la matita, il cui delirio paranoide è stato ben rappresentato da Grillo che si presenta al seggo con la sua matita perchè non si fida di quella che ti danno gli scrutatori.
A parte il fatto che essere così in malafede nei confronti delle istituzioni è una caratteristica di coloro che poi iniziano a cercare di metterlo nel culo delle istituzioni.
Facciamo finta che sia vero che la matita del seggio non sia indelebile.
Facciamo finta che uno vota Grillo con questa matita e tutti gli scrutatori del seggio si mettono a controllare le schede, a cancellare la x su Grillo e metterla sui Partiti.
Cancellare è un'operazione laboriosa, dove devi cancellare bene, ripulire i residue di gomma e stare attento a non lasciare il segno; e poi metti la x su un altro Partito o lasci in bianco.
È un lavorone!
Ti pare che ci siano degli addetti allo spoglio schede che, per la bellezza di 3 euro all'ora, si accollino il rischio di essere beccati da chi controlla e vadano perdipiù a fare un lavoro che impiega almeno il doppio del lavoro?
Follia completa.
Ora, Grillo avrà detto sta' cazzata per buttare benzina sul fuoco, lui non è cretino, ma i suoi seguaci sì.
Intere file di coglioni che escono dai seggi con la lingua nera come nel Nome della Rosa.
Che spettacolo!
Altra cappellata. Qualche coglione ha votato e, col petto gonfio d'orgoglio, ha voluto scattare una foto del suo voto, postandola sul suo profilo di fakebook. Per questa cazzatina la gente rischia un paio di mesi di prigione per sospetto voto di scambio. Francamente credo che una persona simile dovrebbe farseli un paio di mesi di prigione. Non per sospetto di voto di scambio, ma per stupidità profonda!
Ultima cappellata.
Nelle Regionali del Lezio c'era la possibilità di mettere la preferenza.
Una buona parte delle schede M5S (giustamente!) dovrebbe essere annullata perchè i geni in questione hanno scritto fra le preferenze il nome di Grillo.
E Grillo non sta nelle liste M5S, come dice spesso.
Ovviamente i grillini frignano, dicendo che non è giusto.
Cominciamo bene, ma non eravate per l'onestà?
Già dalla prima prova elettorale iniziate a compiere infrazioni alle regole e pretendete di avere ragione?
Che poi vogliamo parlare di quanto dimostrate di essere idioti nello scrivere Grillo, contravvenendo alle chiare istruzioni del boss.
Delle 2 l'una.
O Grillo ha uno stile di leader leggermente dittatoriale, per il quale la gente lo definisce leadr anche quando lui non lo chiede.
Oppure siete idioti.
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NEL NOME DELL'ODIO
Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.
QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.
















