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sabato 27 ottobre 2007

La guerra della troia (Elena).

Ripeto che il cinema non è fedele per definizione alle storie che riproduce, il buon film è quello che crea la trasposizione il più verosimile ed avvincente possibile, possibilmente trasmettendo lo stesso messaggio dell'opera originale. Cosa che non succede qui.
Francamente, mi sembra eccessivo prendere un poema che parla di una guerra durata 9 anni e farci sopra un film nel quale finisce dopo meno di un mese. Agamennone, un’ora dopo lo sbarco diceva che il giorno dopo avrebbe passeggiato per le strade di Troia.
Come cazzo avrebbe buttato giù le mura delle città, con la dinamite??
Non dico che gli autori di questa farsa si dovevano leggere Omero in greco, esiste wikipedia, esiste History Channel, perfino le edizioni dell’Iliade a figure per i piccoli andavano bene per documentarsi un minimo!
E invece no.
Achille nel cavallo di Troia, Menelao ammazzato da Ettore e tante altre piccole e grandi vaccate. Ma uno è comprensivo: il film è americano in fondo.
Ma non regge neanche il resto, detto fra noi.
Le battaglie sono spettacolari, non c’è che dire, bella quella sotto le mura di Troia e il pezzo in cui i troiani lanciano i covoni infuocati. Il pezzo dello sbarco non è altro che la copia della scena iniziale di “Salvate il soldato Ryan”. In compenso, gli scontri sono degli obbrobri tattici. Achille, all’inizio, con cinquanta uomini decide di sbarcare prima del resto dell’esercito. Non occorre essere Napoleone per pensare che non gli ci voleva assolutamente niente ad aspettare dieci secondi in più. E invece no, cinquanta uomini e un coglione si scagliano contro un esercito intero che li bersaglia di frecce appena sbarcano. E, qui viene il bello, conquistano la spiaggia.
Achille è un personaggio egocentrico e bastardo, ben riuscito, lo ammetto. Hanno omesso il fatto che era così attaccato a Patroclo perché se lo trombava, ma hanno tolto questo particolare, le sue fan non avrebbero gradito. Paride è un personaggio incoerente: all’inizio è il classico giovane ardimentoso, impulsivo e coraggioso, un vero coglione insomma poi, diventa un cacasotto senza palle.
Gli altri personaggi, almeno rimangono fedeli al poema: Agamennone è sempre un pezzo di merda, Ulisse è sempre un paraculo, Ettore è l’antagonista nobile che se la tira molto meno di Achille e che muore ammazzato, Elena (gran bel pezzo di femmina, questo va detto) è sempre una puttana.
Cazzate a parte è un film che si regge, per fortuna. Bella la scelta di descrivere la guerra da entrambe le parti, sia da quella dei troiani che da quella dei greci, offre una visione più completa.
L’unica cosa che mi disturba è che hanno voluto per forza offrire un’immagine migliore di quel palle mosce di Paride. Primo: un personaggio negativo, è un personaggio negativo e basta; secondo: se cerchi di cambiare un personaggio rispetto a quello originale, rischi che rovini il personaggio. E così è successo.
Paride è un personaggio negativo, un uomo di merda, bello, ma sempre una merda d’uomo rimane.
Nella prima parte l’hanno descritto come il classico eroe, bello e coraggioso (anche se idiota). Poi si sono resi conto che Omero stava ululando da dentro la sua tomba e hanno capito che era meglio se lo facevano vigliacco come nel poema. Ma la cosa non regge, era meglio se andavano a botta sicura e lo dipingevano come un pezzo di merda subito. Ma il posto di pezzo di merda era già occupato da Agamennone, che oltretutto è anche brutto, quindi non c’era bisogno di rendere stronzo Paride, lui è troppo bello per essere cattivo! Risultato di tutto questo, un Paride poco fedele e poco credibile, che alla fine del film cade pure in depressione perché si rende conto che è un uomo di merda. Ma Elena gliela dà lo stesso.
Ed ecco a voi il messaggio del film. Non importa se sei un coglione, non importa se non hai le palle, non importa se per una trombata hai causato un guerra da migliaia di vittime, non importa se non sai recitare e non importa se dopo diventi un depresso che sta in continuazione a dire (giustamente) quanto fa schifo. Perché finchè c’è una troia che ti trova bello o una fan che ti venera e dimentica che fai una parte di merda in un film di merda, sarai sempre amato.

2 commenti:

irezumi ha detto...

LOL XD

Ottima recenisione^^

Quando ho sentito che dovevano fare un film sul mio poema greco preferito ho subito storto il naso (concentrare in due ore tutti i contenuti e le sfumature dell'Iliade è possibile?)...poi ho sentito che avrebbe dovuto intitolarsi "Troy" e ho sbottato: americanizzare Troia, ma perchè? Era come fare un film su NY e intitolarlo: Nuova Iorke O_o ...

Poi ho capito...

il film non c'entra niente con l'iliade, Omero, la poesia... è solo una vetrina per attori più o meno bravi ed effetti speciali più o meno riusciti... quindi intitolarla alla maniera americana, in un certo senso, riscattava il valore dell'originale (che, ripeto, non c'entra un benemerito..)...

Ah... per la cronaca... 100 Orlandi Bloom e 200 Brad Pitt non varranno mai quanto un Eric Bana :Q_____

Tancredi ha detto...

Grazie.
Ti confesso che io a volte sono molto rozzo e buona parte del mio giudizio su un film è condizionato da quanto mi è piaciuto il suo finale. Altra cosa che non mi è piaciuta. Già che avevano scombinato l'Iliade potevano almeno far morire quel finocchio di Paride?? E invece no, lo fanno sopravvivere e passare per eroe, dato che è anche l'unico personaggio importante che si salva! Non solo non è fedele all'originale, ma la nuova versione fa schifo!

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