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domenica 1 dicembre 2013

Sanità Pub(bl)ica: il regno di Attila

24 febbraio

Ho già una decina di pazienti. Come tirocinante teoricamente dovrei essere scrupolosamente seguito da Attila, in quanto mia tutor oltre che superiore. Teoricamente. Mentre i miei colleghi altrove sono seguiti anche quando vanno al cesso e a volte - per eccesso di scrupolo - non hanno il permesso di fare praticamente niente, io praticamente svolgo lo stesso lavoro di Attila. Solo che Attila prende uno stipendio da primaria, stipendio che a lungo mi sono rifiutato di sapere, ma che alla fine una collega mi ha voluto dire per soffrire insieme a me: 5000 euro al mese. Netti. Prima mi vantavo del mio stare in questo tirocinio, un Far West dove ti trascurano, ma almeno sei completamente libero, ora un po' di meno.

28 febbraio

Attila è una fottuta casinara. Ritengo che abbia iniziato a battere la fiacca proprio l'anno in cui sono entrato io a fare tirocinio. Non ho dati sufficienti, ma credo sia brava a livello clinico, diagnosticamente è una pippa, organizzativamente un disastro. Quando sta davanti al computer, le poche volte in cui non delega il compito ad altri, ti trovi di fronte a uno spettacolo di tragicomicità sublime, è come vedere tuo nonno mentre cerca di capire i comandi durante una battaglia a Rome: Total War 2. Scopro il perchè non posso venire a tirocinio nel pomeriggio: lavora con la figlia, rigorosamente raccomandata. E non so se le porcate si limitano al semplice nepotismo. E non lo voglio sapere.

1 marzo

Daniele. È l'unico nome proprio che lascio inalterato in questo mio allegro diario. Perchè Daniele è un collega ed è l'unica persona sana di mente e onesta che mi ha aiutato in questa pazza pazza avventura. Anche lui è un tirocinante, anche se non lavora al servizo quanto ci lavoro io, dato che ha un altro lavoro. Ovviamente questa sua scelta - il fatto di non dedicare il suo culo al servizio 24h su 24 e 7 giorni su 7 come in parte ho fatto io lui invece perchè ha una vita lavorativa oltre al tirocinio - gli è costato l'astio di Attila. Daniele ha più esperienza di me ed è una persona più impostata di me, anche se i pazienti e gli altri possono confondere la sua formalità con freddezza. Ovviamente per la prima parte di tirocinio, Oliver ha nutrito per lui un profondo odio, dato che è una donna che si scompensa se qualcuno le dà del lei e non del tu. Naturalmente, come del resto in molte altre cose, Oliver cambierà opinione su di lui, senza però dover passare agli apprezzamenti sessuali come ha voluto fare con me. Fortunato il ragazzo.

3 marzo

Camperoni è tornato. Freecell, due dati da inserire e poi sparisce per i corridoi dell'ospedale. La breve tregua che mi ha garantito rispetto a Oliver è già finita e quest'ultima attacca quasi subito a sparlare di lui, come ha già fatto i giorni precedenti. Sono amici, ma lui si fa solo i cazzi suoi e l'abbandona in continuazione. Il che, del resto, è anche vero. La sparizione del giorno è attribuibile al fatto che Camperoni deve vendere e regalare un paio di cd della band in cui suona. Inizio a condividere il rodimento di fegato di Oliver, nei confronti di questo che, quando non se ne sta a casa per la 104, la malattia o altri magheggi sindacali, va al lavoro, ma non fa ugualmente un cazzo. Del resto, meglio sentire Oliver sparlare degli altri che sentirla parlare in termini eccessivamente lusinghieri di me. Perchè ho concluso che mi mette molto più a disagio la fase in cui mi definisce bello, intelligente e dolce rispetto a quella in cui mi dice che sono un pezzo di merda

4 marzo

Camperoni è stato come una pioggia estiva, solo più breve e meno intensa. È di nuovo in malattia. Va detto a sua discolpa che almeno Camperoni non mi danneggia drettamente, se non per omissione. Con lui si parla piacevolmente e, le poche volte in cui c'è, mi risparmio le sviolinate di Oliver. Oltretutto mi cede il posto al Pc ogni volta che glielo chiedo. Non come Attila. Attila vede tutto ciò che sta nel servizio come suo, anche quando sono proprietà private altrui. Non vi azzardate a lasciare una penna in giro, che se la fotte in men che non si dica, anche se ne ha un cassetto pieno. Se questo vale con le proprietà private degli altri, figuriamoci con le dotazioni del servizio. Questo significa che, anche se ha un computer nella sua stanza, pretende ogni volta di usare quello nella stanza dove lavoriamo io e Oliver. E non chiede di usarlo nel momento preciso in cui le serve, ma lo chiede con largo anticipo e, anche se poi passano 5-10-15 minuti in cui non lo usa effettivamente, pretende che nessuno lo utilizzi. Fra l'altro, siccome non si può pretendere che un Primario per 5000 euro al mese netti sia in grado di usare un computer, ho imparato a mie spese che non è in grado di lavorare sulle sue cose se non ha prima chiuso i documenti su cui stavano lavorando gli altri. E gli altri non devono sperare che lei salvi il file prima di chiuderlo, non è in grado di farlo neanche se ha ricevuto chiari istruzioni a riguardo. Camperoni riesce a tenerle testa, Oliver è completamente succube, cerca inutilmente di insegnarle a usare il computer, fallendo miseramente, grida come una forsennata, ma Attila non l'ascolta e invece di imparare a usare a word delega tutto solo a lei e a Mimì. Io, dopo un paio di battutine e tentativi di insegnarle qualcosa, ho felicemente rinunciato alla crociata didattica, del resto presto avrò così tanti pazienti che sarò troppo occupato a occuparmi di loro e a cercare di scrivere gli appunti sul computer nelle volte in cui è libero. Ho anche capito che tutti i progetti di ricerca che Attila mi aveva affidato a inizio tirocinio sono tutti passati in cavalleria, semplicemente perchè se n'è dimenticata..

5 marzo

Attila ha paura di Camperoni.
Lo odia come la morte, ma ha paura di lui.
Da quando se n'è andato ne sparla in continuazione con Oliver, la quale a sua volta sparla sia di lui che di lei. Meglio questo che gli insulti o le avances, dico io.
Camperoni, in quanto ammanicato con giri di cui noi mortali non possiamo essere noti, è potentissimo.
Lavora si e no 100 giorni l'anno e nessuno osa dire niente.
Avendo capito che al servizio non si fa un cazzo se sei abbastanza furbo da glissare gli impegni, Camperoni si è impuntato per farsi trasferire proprio in questo servizio, quando già un'infermiera è superflua.
Questo vuol dire danneggiare anche Oliver, che sarà pure pazza, ma è una dei pochi che qui lavora onestamente. Emerge che l'anno scorso Oliver è stata a casa per un anno dopo aver sbroccato violentemente con Attila. E la cosa non mi stupisce. A detta di Oliver, Attila si è poi battuta per reintegrarla a servizio. Cosa strana, forse Attila l'ha fatto per spirito caritatevole, ma più probabilmente perchè con lei Oliver abbaia tanto, ma non morde mai.

8 marzo

Mimì e Cocò.
Mimì sono altre 2 schiave come me, anche se sono collegate al Servizio Civile.
L'essere collegate al Servizio Civile le rende affiliate allo Stato italiano e come quasi tutti gli individui che non stanno nel mondo dei liberi professionisti, ma nel magico mondo dei lavoratori pagati dal Pubblico, hanno i  requisiti per essere potenzialmente dei lavoratori che vengono pagati pur senza fare un cazzo o dando il minimo sindacale. E siccome stiamo in un Servizio in cui il più paraculo lavora di meno e prende di più, si sono perfettamente uniformate al mainstream. Fanno molte meno cose di me, ma si sentono sto' cazzo.
Mimì è forse brava e ha più esperienza di me, ma è un'acidona oltre a essere brutta.
Cocò è carina, ma credo sia una pippetta e che non abbia voglia di fare un cazzo. Su assist di Attila mi molla una sua ex paziente. Il conteggio dei soldi mensilmente buttati dallo stato italiano per questo servizio fin'ora ammonta approssimativamente a:
- 5000 netti ad Attila
- 1600 a Camperoni. Mi pare lordi, ma preferisco non approfondire, siccome è quello che in proporzione ruba di più.
- 800 a Oliver netti. Metà dello stipendio è tutt'ora trattenuta, mi pare di aver capito che lo sia per pagare i debiti che ha fatto per colpa di un ex fidanzato cocainomane
- 433,80 netti per Mimì e Cocò. Pochi, ma sufficienti per poter permettere loro di guardare me e Daniele dall'alto in basso, anche se abbiamo la loro stessa preparazione e lavoriamo pure più di loro. Come ogni guerra dei poveri che si rispetti.

9 marzo

Mimì e Cocò, come ogni animale da cortile che si rispetti, hanno in mente una chiara gerarchia di potere all'interno del Servizio. Al top ci sta Attila, che del resto dà loro i due soldi del Servizio Civile. Segue Camperoni, forse per un'ingenua valutazione dell'aspetto e della busta paga (e quindi del potere) che ritengono che lui riceva, forse perchè hanno capito che è ammanicato. In fondo ci stiamo io, Oliver e Daniele, buttati tutti insieme in un unico calderone. Loro si collocano fra Camperoni e il calderone degli sfigati. A me non me ne frega un cazzo francamente, possono anche seguire la loro logica da ordine di beccata e, siccome mi piace dare l'impressione di fare bene il mio lavoro, cerco di essere gentile con tutti. Grosso errore, perchè sono in una fase in cui Oliver odia tutti loro e chiunque si mostra gentile con loro. Il mio grave errore stavolta consiste nel mostrarmi gentile con Cocò nello spiegarle un test che non conosceva e di dire poi distrattamente in fondo, anche se è fidanzata e mi ha rifilato una paziente, è una bella ragazza. Grosso, grossissimo errore. Colpevole di essermi schierato con il gruppo degli stronzi o - forse - di aver tradito Oliver nella sua testa, questo mi costa una manica di insulti sul fatto che sono un morto di fica, che mi faccio sfruttare dagli stronzi, che sono un pezzo di merda etc...

10 marzo

Oliver mi accoglie di nuovo con un sorriso. Mentre sto correggendo un altro test, fra un paziente e l'altro, a un certo punto mi dice che se cerco lavoro potrei pensare di fare il gigolò.
ECCHECCAZZO...

Continua...

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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
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QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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