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lunedì 23 dicembre 2013

A letto senza Kalashnikov

Oggi è morto Michail Timofeevič Kalašnikov, ideatore del progetto del celebre fucile d'assalto sovietico Avtomat Kalashnikova Ak 47, detto comunemente fucile Kalashnikov.
Ingegnere di formazione, combatte nella seconda guerra mondiale come carrista, dove viene ferito.
Per eguagliare le armi tedesche, in particolare la mitragliatrice raffreddata a gas MG-42 e il fucile d'assalto Stg-44, progetta il fucile che l'ha reso poi celebre.
Non lo fece per i soldi, lo fece per la patria, da cui non prese mai più soldi di quanti gliene spettassero come semplice ufficiale dell'Armata Rossa ( ed erano pochi, molto pochi).
Cedette poi al dio denaro e sfruttò il proprio nome che in Occidente - lo stesso Occidente che combatteva contro il suo paese - era brand di qualità.
Ci ha fatto qualche soldo col suo semplice nome, arrivando anche a svendersi un po', come mostra la famosa marca di vodka col suo nome, il cui liquore è contenuto in una bottiglia a forma di piccolo Kalashniikov.
Una roba cafonissima, per carità, ma è anche uno dei pochi regali di natale che accetterei volentieri (siete ancora in tempo, se mi volete veramente bene!).
Kalashnikov è un eroe, a tinte grigie, ma pur sempre un eroe per me.
E zitti quelli che berciano sul fatto che la sua invenzione ha causato milioni di morti, allora dovremmo andare coi forconi anche sotto la sede delle Philip Morris.

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