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mercoledì 10 luglio 2013

Eroe

Sono venuto a coscenza che ieri è morto l'eroe di Fukushima.
Non ho seguito ossessivamente l'incidente nei giorni in cui avvenne , mi preoccupai per la mia salute, per quella delle persone a me vicine e per un paio di amici che avevano intenzione di andare in Giappone proprio in quel periodo (per fortuna rimandarono). Mi informai, il minimo, ma senza perderci il sonno.
E non sono certo uno di quelli che impazzano per gli appellativi entusiastici e a effetto che danno i giornalisti a personaggi di dominio pubblico.
Concordo tuttavia questa volta con l'appellativo di eroe.
Masao Yoshida era il direttore della centrale nucleare quando avvenne il fattaccio.
Si è trovato di fronte a una crisi e gli avevano detto di operare secondo il suo dovere di direttore e di non correre rischi che mettessero in pericolo la sua vita.
Masao è andato contro queste disposizioni.
Mise a rischio la sua salute, esponendosi alle radiazioni e coordinando la squadra che raffreddò i reattori con acqua di mare. Se si fosse limitato a eseguire le disposizioni si sarebbe salvato, ma operare tempestivamente significava tamponare l'emergenza ed evitare che si facessero altri danni in grado di nuocere a molte più persone.
Operò intelligentemente e coraggiosamente.
Fece una scelta giusta e che lo mise in pericolo.
E gli è costata la vita.
Masao è morto ieri per un cancro all'esofago. Si era dimesso poco dopo l'incidente, ma solo in seguito all'essersi assicurato che la centrale fosse al sicuro.
I suoi superiori hanno subito negato che la sua morte per cancro sia collegata all'esposizione durante quella sua fatale scelta.
Certo, noi ci crediamo.
L'eroismo è questo.
Consiste in una scelta, una scelta che va verso uno scopo giusto e che viene raggiundo facendo di più rispetto a quello che gli altri farebbero.
Un di più che a volte ci costa caro e che i codardi non fanno mai, già è tanto se danno il minimo sindacale!

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