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lunedì 7 gennaio 2013

3 giorni e 3 notti






Le occasioni vanno prese al volo. Se un collega di studio ti dice che si sta frequentando con una che gli ha chiesto di venire su a Bratislava da lei e di portare un amico così gli presenta un'amica non puoi dire di no. Ed è così che ti ritrovi a organizzare un viaggio semiavventuroso nella città dov'è ambientato il film Hostel. La cui visione è stata saggiamente rimandata a dopo il ritorno dal viaggio. In ogni caso sono tornato vivo, quindi è già cosa buona e giusta. Il viaggio è stato organizzato rispettando criteri che dovevano soddisfare esigenze economiche, incastri lavorativi e un'ottimizzazione necessaria alla valorizzazione del poco tempo a disposizione che è stato dedicato a questa vacanza per primi due motivi elencati.
Risultato: 3 città in 3 giorni, fra Milano, Bratislava e Vienna e probabilmente più di 1000 km percorsi fra treno, corriera, aereo, metro, tram e a piedi.
Una discreta ammazzatina.
Prima giornata: sveglia alle 5, partenza da Termini, freccia rossa fino a Milano.
Avanza del tempo all'arrivo in città, quindi decidiamo al volo di vederci anche Milano, fino ad allora non prevista nella tabella di marcia. Ci accontentiamo di una capatina al Duomo e una visitina alla Galleria lì vicino, con una breve incursione che ci permette di scroccare agli assaggini del mercato lì vicino ciò che si avvicina quasi a un antipasto completo.
Milano non è malaccio.
La metro è efficiente per quel poco che l'abbiamo vista e il biglietto costa quanto a Roma, solo che Roma ha meno linee metro pur essendo più grande.
Il Duomo fa effettivamente una discreta figura, anche se ho molto apprezzato anche la Galleria; non abbiamo avuto tempo per il Castello Sforzesco.
2 ore a Milano sono trascorse in maniera abbastanza piacevole.
È una città abbastanza rumorosa, anche se 2 ore sono poche per farsi un'idea e non so quanto sia generalizzabile la situazione che osservi alla stazione e vicino a via Montenapoleone e sembra che si respiri un'area di discreto benessere, ma forse sbaglio.
In metro trovo un bagno pubblico utilizzabile con solo 20 centesimi, cosa rara, dato che in genere costano di più in una metropolitana, tuttavia capisco subito il perchè di un prezzo così basso. Il cesso più sporco che abbia mai visto fin'ora. E io ne ho visti di cessi sporchi!

 Bergamo, dopo un'oretta e passa di corriera (non ricordo bene, più o meno stavo cercando di dormire).
L'areoporto di Orio al Serio è sicuramente meglio organizzato di quella porcata inarrivabile di Fiumicino. Un areoporto decoroso, ha quasi tutto quello che serve a chi viaggia, l'unico appunto che posso fare è l'impossibilità di fare una ricarica telefonica una volta fatto il check-in. Nel complesso un areoporto efficiente e bellino, grazie al panorama montuoso.

Bratislava, la meta principale.
Bratislava è quello che si può definire come il classico prototipo della cittadina di confine.
Non malvagia, piccina, discretamente pulita e organizzata, piena di locali.
La Slovacchia confina con Repubblica Cieca, Ungheria, Austria, Polonia, Ucraina e, ottimo per i tempi in cui si preferiva viaggiare via fiume, la sua capitale è in riva al Danubio. Una posizione a dir poco strategica. È una città dove passano molte persone, che però non vi restano troppo tempo, dato che può essere visitata in maniera completa in 1-2 giorni.
Chi passa per Bratislava per affari, studio, piacere o qualsiasi altra cosa, la troverà una cittadina gradevole e ne avrà un bel ricordo. Dopodichè andrà avanti per la sua strada senza ripensarci troppo.
Del resto gli svaghi sono tanti, il lavoro è abbastanza scarso perchè uno straniero vi si stabilisca permanentemente. A meno che non sia un imprenditore che voglia trovarsi in un punto strategico equidistante da Repubblica Cieca, Austria, Ucraina, Polonia e Ungheria. Magari con un paio di strip club sotto casa che gli impediscano di annoiarsi.

 Una cosa che è già riscontrato in Ungheria è che gli italiani sono rispettati e invidiati da queste persone. L'italia è collegata al mare, all'alta moda e, ancora non so come, al benessere. Gli italiani sono molto apprezzati da queste parti, specie quando portano soldi.
Gli slovacchi sono molto portati per le lingue e, oltre all'inglese, parlano anche l'italiano e in alcuni casi lo preferiscono. Ho anche saputo che in Slovacchia studiano il latino, in alcuni casi anche all'Università. Il che è sensato, dato che il latino aiuta a imparare meglio le lingue romanze, col latino impari più facilmente italiano, francese e spagnolo. Cosa invece abbastanza inutile per un italiano, dato che gli si chiede di studiare e dannarsi su una lingua che non gli fornisce nessun aiuto per imparare meglio altre lingue.
Una chicca.
L'Italia è un brand invincibile per quanto riguarda la qualità della moda e nella cucina. Peccato che in alcuni casi abbia sentito nomi che in italia non ho mai sentito nominare e che qui sono usati perchè italiano è fico. Questo famoso Antinori (peraltro lo stesso cognome di un tizio con cui lavoravo) non l'ho mai sentito in Italia e non è solo il nome di una sediciente casa d'alta moda, ma anche il nome di un famoso produttore di vini, tal conte Antinori. Famoso per modo di dire, ovviamente mai sentito in Italia, sia per il cognome  sia per il titolo nobiliare.

 Qui sotto c'è il pub che abbiamo visto l'ultimo giorno a Bratislava, una gran figata. Sembrava costruito dentro una chiesa e decorato con una marea di orpelli. Un'investimento davvero cazzuto e azzeccato, con prezzi fra l'altro molto convenienti.
Bratislava vive di notte, probabilmente se non ci fosse turismo ci sarebbe un tracollo. I prezzi sono buoni a meno che non ti vada a cacciare nelle classiche trappole per turisti e gli orari sono molto flessibili. Probabilmente, in quanto siamo sempre in una città nordica, i cittadini di Bratislava mangerebbero e cenerebbero molto sul presto, cosa che ho visto fare anche in Nord Italia, ritengo tuttavia che la presenza di turisti che vorrebbero mangiare più tardi abbia spinto i ristoratori a posticipare i loro consueti orari di pasto pur di venire incontro alle esigenze dei clienti.
Anche da turista mi è sembrato di notare qualche sintomo di crisi.
Siamo arrivati di Giovedì, che in un periodo simile dell'anno non sarebbe stato neanche troppo malvagio per quanto riguardava la movida. Eppure abbiamo trovato i locali piuttosto deserti, il che non è buona cosa, non solo per noi, ma anche per la città stessa. Poca gente significa pochi soldi e questo non piace a nessuno. Del resto questo è anche un punto a favore loro rispetto a noi. Qui la gente lavora per vivere, si spacca la schiena se è riuscita a trovare un lavoro, non è come da noi che si piange miseria, ma poi si esce anche nel bel mezzo della settimana.
Adesso parliamo di cose serie.
La patata.
Il motivo principale per cui una persona deve restare a Bratislava è questo.
Non solo le donne sono tutte belle, ma sono anche il più delle volte non accompagnate da uomini, è come se avessero preso tutte le racchie e i fidanzati di queste donne e li avessero rinchiusi in casa. Il che, per me, è cosa buona e giusta.
Non provate a dirvi di provarci con la bruttina stagionata perchè più accessibile perchè se entrate in un locale rischiate di restare a bocca a sciutta perchè non la trovate!
Qui possiamo anche dire un bel vaffanculo a tutti i vegani e salutisti che rompono le palle con la sana dieta vegetariana, il che è un fatto già acclimatato grazie al paradosso della donna nordica, in virtù del quale le ragazze hanno corpi e visi mozzafiato anche se seguono diete ipercaloriche a base di grassi animali, carni rosse e birra a tutto spiano.
Le donne slave sono una gioia per gli occhi e non solo perchè - come direbbe la solita frustrata figa di legno italiana - sono facili (per carità ci sono anche quel tipo di ragazze e Dio le benedica!) ma perchè hanno una grazia, una finezza e uno stile superiore. O quantomeno è quanto penso e non nego che in questa mia opinione ci sia l'influenza del fascino per l'esotico, fascino a cui non sono immuni neanche loro, dato che gli italiani abbastanza ambiti da quelle parti.

Ultimo scatto prima di partire con destinazione verso Vienna.
Qui sotto il palazzo presidenziale, cosetta non male specie se paragonato al Parlamento Slovacco che è una sciatta costruzione in cemento armato. Non so se questo la dice lunga sul tipo di concezione che hanno sul rapporto fra Presidente e Parlamento, argomento di cui non sono neanche troppo competente.

Vienna.
Dista a 60 km da Bratislava e ci si mette un pochino col treno, passando per una campagna pianeggiante che offre colpi d'occhio non male.
Sbagliamo fermata e scendiamo più tardi del dovuto, ritrovandoci praticamente in una città cantiere.
Gli austriaci, da bravi crucchi, non sanno starsi fermi e devono costruire qualcosa sennò si sentono male.
Noi italiani ci lamentiamo della costruzione della TAV, ma dobbiamo ammettere che siamo fortunati per il fatto che si tratta di un progetto fra Francia e Italia e non Italia e Germania o Italia e Austria, che non sono interessati.
Se ci fossero stati di mezzo i teutonici in Val di Susa, stai sicuro che avevano già costruito tutto in una notte mentre i manifestanti dormivano nei loro sacchi a pelo!

Vienna mi ha colpito più delle altre.
Mi ha stupito.
Ho sempre pensato che Vienna fosse una città che ancora risentiva della decadenza asburgica, molle, frustrata, troppo poco efficiente per essere paragonata a Berlino, troppo rigida per essere messa sullo stesso piano di città più a sud.
Invece mi sono ricreduto.
Vienna è una città cazzuta, smart e anche godereccia, non senza un fascino ben conservato delle vecchie glorie imperiali. La metro (ma questo me l'aspettavo pure) è ben tenuta, efficiente, con spazi ben gestiti per disabili e animali (cosa assolutamente assente a Budapest per esempio). Altra scoperta è il costo della vita, che mi aspettavo molto più carestosa. Il biglietto della metro costa solo 2 euro ed essendo una signora metro li spendi senza problemi e ti fai pure l'abbonamento giornaliero e se ricordo bene era molto più cara quella di Londra!

Vienna è una città che non bada a spese per l'illuminazione.
Da bravo pirlo avevo lasciato in albergo la macchinetta pensando che tanto non si vede niente di notte.
Invece no. Vienna vive di notte e per questo i viennesi non lesinano sulle spese per l'illuminazione. Vienna ospita anche molti casino, nonchè case d'appuntamento (mi pare si chiamino piano bar o qualcosa di simile) e vive di notte. Peccato che non si possa fare il giro dei locali, dato che dopo le 2 non ti fanno più entrare. Abbiamo anche mangiato ed eravamo molto guardinghi sui prezzi, tuttavia le spese sono state contenute.

Qui sotto vediamo l'Università e il Parlamento.
Vienna è una città dove tutto ti sembra più grande e lo dico io che vengo da Roma!
Sarà l'illuminazione, saranno le strade larghe, sarà la completa mancanza di cazzoni in doppia e tripla fila che ti fanno sembrare tutto più affollato e angusto, vai a capire. Va anche detto che ci sono un paio di differenze con le città italiani o almeno con Roma.
La prima è che il periodo di massimo splendore di Vienna è abbastanza fresco, quindi tutti gli edifici che richiamano a quel periodo sono ben conservati  e trasmettono ancora in manier aabbastanza vivida quel senso di potenza, opulenza e bellezza; mentre Roma ha dato il meglio di sè almeno 1-2 secoli prima se escludiamo il periodo romano.
La seconda è che, mi spiace dirlo, ma la maggior parte delle grandi opere austriache è di natura civile, mentre a Roma, se escludiamo la parte romana, quasi tutte le costruzioni fighe sono chiese.
La terza è che tu puoi passare anche 5 anni di vita davanti al Colosseo per andare all'Università, ma se il colosseo è annerito dallo smog e tu ti trovi in un autobus brutto pieno di gente, vecchie e zingari non lo saprai mai abbastanza apprezzare quanto merita.

Giorno della partenza, museo Freud. Il famoso divano del suo studio non c'è, sta a Londra, Sigmund se lo portò dietro quando fuggì. E aggiungiamolo alla lista di cose che gli inglesi hanno e dovrebbero restituire...
È museo carino e ben tenuto, la parte migliore è guardare gli avventori e cercare di indovinare da quanti anni stanno in analisi. La sedia sotto è una riproduzione dell'originale, studiata appositamente per il suo modo particolare di leggere, ovvero appoggiando una gamba a uno dei braccioli e sbragandosi sbilenco. Non ce l'avrei mai visto in una posizione simile. Nel museo ti danno dei supporti audio con guida in lingua parlata italiana, da ascoltare selezionando la traccia indicata nelle diverse aree del museo. La parte che più mi ha colpito è la traccia di un'intervista fatta a Freud stesso dalla BBC a pochi anni dalla morte. Aveva una voce molto diversa da quella che ti immagineresti, autoritaria e severa. Del resto a quell'età era probabilmente molto diversa da quella di anni prima.


La vita notturna non è male, ma in una notte non si combina quanto si vorrebbe. Devo tornarci!

1 commento:

Prometeo ha detto...

SIMBOLISMO
Dalle principesse delle fiabe alle donne moderne...come le fiabe hanno cambiato le donne!

- COME HANNO FATTO LE FIABE A DEVIARE GENERAZIONI INTERE DI DONNE??
- Perchè "la sirenetta" Disney è diseducativa?
- Quali sono gli "incidenti di crescita" che solitamente sorprendono il sesso femminile?
- Perchè la maggior parte delle fiabe ha come protagonista una principessa?
- Cosa rappresentano nella vita reale il principe e la principessa delle fiabe?
- Quale personaggio maschile rappresenta il miglior compagno per la vita: Il cacciatore, il cavaliere o il principe? E perchè?

questo e molto altro nel mio ultimo articolo sul blog GIOVANE OPINIONISTA

Buona lettura!
http://giovaneopinionista.blogspot.it/2013/01/dalle-principesse-delle-fiabe-alle.html

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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