LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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mercoledì 9 aprile 2008

Sondaggio elezioni. Chi vincerà?

Qualcuno di questi dovrà pur vincere, vediamo almeno di farci sopra un sondaggio, chi ci azzecca almeno avrà la soddisfazione di averci preso.
Riporto a destra il sondaggio e sotto l'elenco dei partiti con relativi slogan.

PdL = Aboliremo, l’ICI, il cuneo fiscale, libereremo l’Alitalia dal giogo francese, le tette piatte, i comunisti, la Morte, l’herpes, la falce, il martello, l’AIDS e faremo in modo che tutti gli italiani abbiano un pene di 40 cm.
Lega nord = Noi della lega ce l’abbiamo duro. E anche le nostre donne!
PD = Yes we can. Ma anche no, forse che sì forse che no.
Partito della vita = La vita è come il maiale: non si butta niente.
Sinistra arcobaleno = Laici, atei, credenti, ambientalisti, statalisti, terzomondisti, autostoppisti, fancazzisti, legalisti, liberisti, scambisti, pacifisti, castristi, maosti, filo-palestinesi, filo-transessuali, filo-credenti, filo-islam, filo-cristiani, pizza, ricotta, oreste e bum.
Partito di Coccolino = Vi rompo il culo a tutti!
La destra = Bossi e Fini? Comunisti!
Partito Socialisti = Gesù era un socialista. Craxi pure. Sono uguali no?
Italia dei valori = Andate tutti…in prigione!
Udc = Qualcosa di nuovo: Democrazia Cristiana. Papa rulez!
Unione Democratica Consumatori = A quanto me la metti al chilo?
Sinistra Critica = Alla faccia di quei fascisti dei comunisti italiani!
Autonomia del Sud = L’Italia deve pensare di più al sud! Per questo siamo alleati con quelli della Lega.
Partito comunista dei Lavoratori = A quando l’unione con quello delle casalinghe?
Forza Nuova = Dobbiamo cambiare l’Italia e combattere gli unici mali che la rovinano: l’aborto, gli immigrati, gli ebrei, i comunisti, gli alieni e i massoni!
PLI (Partito Liberale Italiano) = in Italia ci sono troppi comunisti
Per il bene comune = I politici italiani si sacrificano in nome del bene comune. Dobbiamo aiutarli!
Lista Grilli parlanti = Fanculo a tutti.
Sinistra Alternativa = Noi siamo comunisti alternativi! I bambini li mangiamo per davvero e col sushi!

martedì 8 aprile 2008

Io non c'entro.

La vita del suo presidente è insignificante in una maniera imbarazzante, l’unico suo grande successo in vita è stato quello di sposare una donna ricca. E per farlo ha dovuto divorziare da quella precedente. Fin qui vedo solo la meschina esistenza di una persona mediocre, ma arrivista. Peccato che quest’uomo, un mediocre, non avendo qualità, ha cercato di dipingere la sua esistenza come un esempio morale, proclamandosi protettore della cristianità in Italia. Ed essendo cristiano, lo vediamo farsi paladino della famiglia e nemico del divorzio, la solita pappa che piace ai bigotti d’Italia che ahimè, sono tanti. Un divorziato che difende la famiglia sacra? Non mi dà fastidio, in fondo è un cattolico, l’ipocrisia fa parte della buona pratica di molti cattolici. Mi fa ridere il fatto che quest’uomo, cercando di dimostrare di valere qualcosa, cerca di avere quella qualità che in genere hanno le persone insignificanti: essere un bravo ragazzo. E non riesce a essere nemmeno quello! A questo punto, come si fa a credere alle decine di manifesti elettorali che sbandierano coerenza, moralità, difesa della famiglia e onestà? Con quale faccia di bronzo quest’uomo propone il voto del suo partito come un’idea diversa quando sono cinquant’anni che abbiamo la democrazia cristiana incollata al culo? I manifesti elettorali di questo partito in questi giorni stanno imbrattando i muri di tutt’Italia e oltretutto mi stupisce il fatto che ce ne siano così tanti, contando che stiamo parlando di un partito che (per fortuna) non ha consensi colossali. Forse hanno qualche finanziamento extra dal papa? Chissà? Fatto sta che questo partito, che propone la solita, stanca sbobba ribollita DC dei valori cristiani, della famiglia e della libertà (di non andare tutti i giorni a messa, ma solo la domenica) è composto da individui che, come lui, sono tutto meno che dei modelli morali. Non solo divorziati come lui, ma anche mafiosi e puttanari cocainomani. Gente che io sarei pure pronto a stimare se avessero almeno una mezza qualità che riguarda la simpatia, la competenza o l’intelligenza, ma che invece disprezzo, perché oltre a non avere nessuna abilità, vanno contro quelli stili di vita di cui si dicono difensori.

lunedì 7 aprile 2008

Il destino di un guerriero.

Il film trae spunto dal romanzo di Arturo Perez-Reverte, romanzo che non ho purtroppo avuto il tempo di leggere, ma che sicuramente mi avrebbe entusiasmato.
Il film presenta la vita del capitano Alatriste (Viggo Mortensen), sfortunato soldato spagnolo, abituato alle battaglie, ma non agli intrighi di corte.
La ricostruzione storica è senz’altro eccellente, sono presentate le grandi battaglie che hanno visto la Spagna del ‘600 e sono presentate in maniera realistica, senza effetti speciali e specialmente, nella maniera in cui probabilmente sono state combattute. Il che ha attirato le immediate critiche degli ignoranti che hanno visto questo film, si aspettavano delle battaglie in stile “Signore degli anelli”, non azioni militari che per la maggiorparte rappresentavano delle scaramucce. Ma gli ignoranti credono che le guerre siano fatte di sole battaglie campali, non sanno che la guerra prevede anche le scaramucce, gli assedi caratterizzati dall’inattività e dalla fame, gli attacchi a sorpresa, il fango, la pioggia. Tutte cose che sono realisticamente riportate nel film, che presenta la guerra com’era veramente, non come in qualche produzione di Hollywood strapiena di americanate.
Oltre alla guerra il film presenta la vita di questo sfigatissimo protagonista, un personaggio che è un soldato, una persona che fa il lavoro sporco , ma che ha dei principi, principi che segue anche quando non converrebbe. Mortensen se la cava bene come personaggio e non è nemmeno l’unico, viene dato spazio anche a personaggi secondari, alla donna che ama, ma non può sposare, al suo pupillo sbarbatello e alla nobildonna che cerca in continuazione di traviarlo, al letterato-dissidente politico, un personaggio che ho grandemente apprezzato, che scrive versi, ma ogni tanto si improvvisa spadaccino rissoso.
Purtroppo, primo grande errore di chi ha fatto questo film è stato affidare una parte a Enrico Lo Verso. Non solo gli hanno dato una parte, ma gli hanno dato la parte di un personaggio importante come l’antagonista, un personaggio che se fosse stato sfruttato bene sarebbe stato eccezionale come dovrebbe esserlo ciascun bravo antagonista. Ma Enrico lo Verso rovina qualsiasi personaggio semplicemente col respiro, la sua parlata atona e assolutamente priva di espressione è un calcio alle palle per qualsiasi personaggio.
L’altro punto a sfavore del film è che hanno voluto concentrare le vicende di più libri in un film solo. Ne è uscito un grosso polpettone a tratti melodrammatico, che affronta troppo alcuni punti e ne tralascia alcuni che sarebbero stati parecchio interessanti. Il film presenta la vita del capitano lungo un arco di almeno 20 anni, che non lo vedono invecchiare di nemmeno un pelo bianco e che saltano a piè pari degli anni interi di vita durante i quali il povero spettatore si chiede cosa cacchio abbia fatto.
Non ho letto il libro da cui è tratto il film, ma posso assicurare che Reverte ha un particolare stile di scrittura talmente incalzante e frenetico nel quale riesce a condensare decine e decine di avvenimenti in poche pagine e sono quasi sicuro che il film non ha affrontato nemmeno un decimo di tutti gli avvenimenti del libro. Nel film fondamentalmente si sono troppo concentrati sulla tormentata storia d’amore di Alatriste con questa attrice e quella del suo pupillo con la nobildonna femme fatale. Avrebbero fatto meglio a diluire gli avvenimenti in tre film, non a concentrarli in uno solo.
Invece di perdere tempo con queste vaccate melodrammatiche avrebbero dovuto dedicarsi più alle battaglie o almeno dirci che cazzo ha fatto in quei 3-4 anni che non sono stati descritti nel film.
Il film mi ha provocato un grande rabbia e moltissimi dubbi.
Ero arrabbiato perché i creatori della pellicola avevano fra le mani un tema interessantissimo e poco sfruttato: la storia del ‘600 vista, una volta tanto, dalla parte di chi aveva perso, dalla parte degli spagnoli. E l’hanno sfruttata davvero male.
D’altra non me la sentivo di criticarlo troppo, è un tentativo molto ambizioso, una pellicola europea che cerca di mettersi ai livelli holliwoodyani, senza budget stratosferici, senza effetti speciali e senza americanate, doveva essere un film finalmente realistico. Una scelta che si è attirata le critiche da parte di tutti gli idioti che, assuefatti dal cinema americano, non riescono a concepire un film realistico che non investa almeno metà del budget in effetti speciali per sparare vaccate e anacronismi senza precedenti. Il realismo c’è (se escludiamo il fatto che Alatriste viene ferito in continuazione a morte e cinque minuti dopo è di nuovo sano come un pesce) e volevo premiarlo, volevo premiare l’ambizione di questo film e andare contro le critiche da ignoranti che gli hanno rivolto.
Ma purtroppo, resta il fatto che il film ha rovinato un’idea bellissima e il libro di un autore che mi piace molto. Forse non verrà mai fatto un altro film sul capitano Alatriste, dato che ce n’è già stato uno e questo è un danno al quale le buone intenzioni non offrono rimedio.

Voto 5/10

domenica 6 aprile 2008

Comunismo omogeneizzato.

I comunisti si sa, mangiano i bambini.
I rifondaroli, non volendo essere etichettati in questa maniera hanno deciso di svecchiare le ideologie di partito. Facendo però un minestrone.
In sostanza hanno conservato tutti i punti del comunismo che piacciono un po’ a tutti e che non comportano il rischio di esporsi e fare un’affermazione seriamente impegnata, ma che troverebbe opposizione. Sarebbe pericoloso dire che si è atei, per carità e quindi abbiamo questi sedicenti comunisti che vanno in chiesa o che, dopo anni di ateismo, si dicono in crisi mistica. Il Che lo continuano a mitizzare, il Che era un rivoluzionario che non si è infangato col potere (e oltretutto era un figo ed è crepato giovane), mentre Castro, prendendo il potere, ha dovuto fare scelte impopolari.
Da qui il termine rifondazione, cercano di svecchiare e rendere più moderno il comunismo.
Peccato che così non è più comunismo. Perché il comunismo non piace a tutti, è un’ideologia destabilizzante che potrebbe portare a una rivoluzione, volendo violenta, se lo presenti come un pasticcino dolce e che piace a tutti, non hai il comunismo, hai una puntata dei Teletubbies.
I rifondaroli hanno una mentalità comune.
Sono incapaci di accettare il male minore. Se c’è il governo Prodi protestano per i suoi (indubbi) difetti. A quel punto una persona gli dice ma preferiresti che ci fosse Berlusconi?
E loro rispondono sì.
Per loro esiste il tutto o il niente.
O c’è la pensione a 50 anni per tutti, le ferie pagate, il posto fisso a 28 anni per tutti, un mondo senza guerra e pieno di caramelle oppure niente, tanto vale stare sotto un governo fascista.
Certo, se ci fosse il governo fascista i rifondaroli andrebbero tutti in piazza, a esibire le bandiere del Che, della pace, i bonghi, le canne, i girotondi e i comizi.
Tutti in piazza a gridare la loro indignazione contro un governo che non vogliono e non appoggiano.
Ma tutta questa indignazione chi presiede alla stanza dei bottoni non deve fare altro che raccattarla e pulircisi beatamente il culo. Perché il popolo continuerà a essere indignato senza che nulla cambi.
E qui passiamo all’attività preferita del rifondarolo.
Protestare, protestare, indignarsi e protestare ancora.
Perché se vuoi un mondo perfetto, equo, laico, giusto, libero e coccoloso, non lo potrai mai avere, perché il muro della realtà non te lo permette, le cose stanno come stanno.
E non potendo cambiare il mondo finisce che l’unica attività del rifondarolo consiste nel protestare, nel lamentarsi quanto è brutto e cattivo il mondo. Senza proporre alternative concrete, tanto non sarebbero realizzabili se volesse seguire i suoi ideali.
Il rifondarolo protesta, si lamenta, pone veti per rispettare i suoi ideali (meglio, per accontentare chi lo vota), minaccia, ricatta, ma sapendo che il paese non è pronto per un cambiamento serio, sa che non vincerà mai e si accontenta di avere il suo sfavillante 5% (ragionamento da applicare anche a tutti quei partitini che hanno consensi di questi livelli e mettono più volte la parola valori, ideali, vita e altre cagate nei programmi).
Un altro punto dei rifondaroli è il gioco al rilancio.
Sappiamo tutti che l’Italia è un paese tristemente cattolico fino al masochismo, abbiamo problemi pure ad accettare i DICO, per esempio.
E cosa fanno i rifondaroli?
Accettano fra le loro file un transessuale!
Il ragionamento sottostante è che se vogliono 50 chiedono 100, se vogliono che non ci siano discriminazioni verso gli omosessuali, chiedono che non ci siano nemmeno per i transessuali, oppure è una chiara provocazione.
Ragionamento non terribile, lo ammetto.
Il problema è che in questo modo vai a nutrire tutte le ideologie del cazzo di destra.
E allora arriva il fascista che dice che tutti i comunisti sono froci, che vogliono costringere le donne ad abortire, che daranno in affidamento dei bambini a degli omosessuali, magari anche ai transessuali.
E a questo punto si ritorna da capo.
Succede che i baciapile fanno decine di Family Day e i tre passi in avanti fatti verso l’approvazione dei DICO vanno a farsi friggere.

sabato 5 aprile 2008

Niente omosessuali in guerra? Allora mandateci lei.

Il generale dell’esercito italiano Del Vecchio si lascia andare un’allegra dichiarazione omofobica.
Per i maligni, mettiamo in chiaro che non sono omosessuale e per chi non si fida lo invito a farmi conoscere sua sorella o un’amica carina se ne vuole una prova.
I gay non sono adatti all’esercito?
Bhe, mi sembra una cazzata.
Banalmente, ricorderei a questi finto-machi che la maggiorparte dei gay non corrisponde all’immagine stereotipata di checca che ci propinano in tutte le salse i mass media. I gay, in genere, sono persone come altri.
Ma questo lo sanno tutti coloro che hanno un quoziente superiore al 40 e un minimo di cultura.
Andiamo a fondo.
Prendiamo l’età classica.
Alessandro Magno era omosessuale, Cesare era omosessuale, Socrate (era un filosofo, ma anche lui è andato in guerra) era omosessuale, Platone, vecchio golpista che voleva fondare uno Stato dominato dall’aristocrazia guerriera, era omosessuale. O meglio, erano bisessuali, allora non c’era questa rigida distinzione che è venuta grazie alle idee di qualche buontempone.
Fatto sta che sono tutti personaggi che, in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con la guerra e, specialmente i primi due, ci hanno dato dentro.
La spina dorsale degli eserciti ellenici era composta dalla fanteria, prima con gli opliti che hanno fatto la gloria di Atene e Sparta e poi con le falangi macedoni.
La fanteria ha avuto nella storia militare alti e bassi, e ha dimostrato di essere in grado di dominare i campi di battaglia quando riesce a organizzare formazioni solide, coese e impenetrabili, in contrapposizione alla cavalleria (e ai suoi moderni successori quali aviazione e forze corazzate), che dà il meglio di sé grazie alla rapidità e alla forza d’urto con la quale travolge le linee nemiche.
La fanteria ha quindi sempre dovuto fare affidamento alla coesione e alla disciplina, caratteristiche necessarie alla cavalleria, ma non essenziali.
Dopo un suo periodo decisamente fortunato nell’età classica - con le dovute eccezioni – la fanteria ha dovuto cedere il passo nuovamente alla sua antagonista sul campo la cavalleria.
Sul finire dell’Impero Romano, le legioni di Roma avevano inquadrato al loro interno soldati barbari romanizzati e non.
Questi barbari arrivarono a costituire la maggiorparte delle file romane, erano forti e fieri, ma poco disciplinati.
Le orde barbariche che hanno flagellato l’Europa a partire dalla fine dell’impero Romano d’Occidente erano tutto meno che coese e disciplinate, ma disponevano di quantità di guerrieri a cavallo che gli eserciti europei non sono mai riusciti a eguagliare e fino a quando l’Europa non è riuscita a raccogliere eserciti di soldati professionisti come ai tempi dell’era classica, le armate orientali hanno dato filo da torcere e, fino al XVI secolo, sono arrivate a minacciare il centro dell’Europa.
Torniamo all’antica Grecia.
Gli eserciti dei greci erano disciplinati e coesi.
E strapieni di bisessuali, che probabilmente copulavano dalla mattina alla sera quando stavano in tenda.
Nell’esercito tebano operava addirittura un manipolo d’elite, il Battaglione Sacro, una fomazione di fanti composta da 150 coppie di amanti omosessuali.
Avete idea di cosa possa essere un battaglione di 300 fidanzatini (sperando che non ci siano in corso crisi di coppia troppo pesanti)?
300 persone, che si spostano all’unisono, che combattano come leoni e che, appena ne ammazzi uno ti ritrovi il compagno incazzato nero.
E parliamo anche di un battaglione che ha un morale alle stelle e il morale in battaglia è essenziale.
Morale alle stelle, coesione e coordinazione.
E per coordinazione in non intendo frasi tipo RAGAZZE! METTETE TUTTI QUANTI SANDALI E FIOCCHI ALLA LANCIA ROSSI CHE ANDIAMO A SFILARE IN BATTAGLIA!

venerdì 4 aprile 2008

Lega la Legher...

Borghezio è un europarlamentare. Spiegatemi il nesso, vi prego.
Una persona che fa parte di un partito che non riesce a tollerare l’esistenza di un Italia unita e che va a disinfettare i treni degli immigrati, presenzia in un Parlamento di un unione formata di un insieme di Stati diversi. A nostre spese, ovviamente.
Il suo grasso culo poggia sulle poltrone di quel Parlamento, o sui sedili di un aereo (prima classe ovvio!) che lo porterà a un evento che lui stesso non potrà riconoscere. Ma intanto viene pagato da noi.
Io mi chiedo perché la gente non si rende conto dell’incoerenza di lui e di tutti gli esseri che fanno parte del suo inutile partito. Non vogliono nemmeno cantare l’inno italiano perché non lo riconoscono. Certo l’inno di Mameli fa schifo e loro non ne sanno le parole, ma resta la provocazione. Continuano a rompere i coglioni al sud Italia, vorrebbero staccarsi, essere indipendenti. I discendenti dei celti puzzoni che vennero sonoramente e giustamente inculati dai romani 2000 anni fa ora se la tirano tanto. Vorrei vederli soli, senza il sud al quale scaricare la loro monnezza, coi loro cumenda farlocchi e l’accento milanese, le loro fabbrichette da quattro soldi che sono vive solo grazie agli immigrati che sfruttano al loro interno. Perché vorrei ricordare che se la FIAT trent’anni fa valeva qualcosa era grazie al calabrese, al siciliano e al napoletano che salivano a Torino per spaccarsi il culo a colpi di alienazione nelle catene di montaggio, la FIAT è cresciuta grazie a loro, non grazie a quattro stronzi cocainomani.
Ma sorvoliamo queste cose che sanno quasi tutti.
Torniamo alla posizione della Lega.
Al nonsense della sua essenza. Certo, ora sono tutti concentrati sull’unico e solo grande, terribile male dell’Italia: gli immigrati stranieri. Ma ogni tanto qualche testa calda fra i leghisti si fa scappare il vecchio epiteto col quale è nato questo pulcioso partito: Roma ladrona!
La Roma ladrona che da una parte criticano, ma che dall’altra li paga, con le sovvenzioni statali per il loro inutile quotidiano e, ovviamente, gli stipendi dei loro parlamentari.
Ma non era Roma ladrona? Non dovrebbero essere soldi sporchi, passati di mano da quei terribili burocrati che sfruttano il povero nord?
Però li prendono i soldi.
E’ questo che non sopporto. Borghezio romperà i coglioni al Parlamento Europeo fino alla fine, porrà veti sull’ingresso della Turchia, anche quando diventerà un paese più laico e civilizzato del nostro (magari esagero, ma nemmeno troppo) , la sua stessa presenza è un insulto a tale istituzione.
Ma quando lo presero alla sua allegra manifestazione anti-islam svolta a Bruxselles, non invocò i suoi principi, né il diritto alla libertà di pensiero, invocò l’immunità parlamentare.
E così non va, belli miei. Non puoi prendere soldi da un’istituzione che non riconosci.

giovedì 3 aprile 2008

Cambiano i simboli, ma le facce sono le solite.

In questo blog non vige la par condicio, vige la legge della fateunpocomecazzovipare.
Legge che fra l’altro nei fatti è seguita anche nello Stato italiano, ma per ipocrisia tale legge non è stata creata ed è un peccato, perché finalmente si potrebbe dire che in Italia ci sta una legge seguita da tutti.
Paradossi a parte, veniamo al dunque.
Siamo in campagna elettorale e il blog si butta nella mischia.
Nei prossimi giorni verranno scritti post contro i partiti politici che dovremo votare.
Non solo sui grandi partiti che andranno alle elezioni, come il PD, la Sinistra Arcobaleno o il PDL.
Mi riferisco ai partiti e partitini che vi sono confluiti. Potete accusarmi di stare indietro coi tempi ma parlo di Forza Italia, Lega Nord, Rifondazione Comunista e altri.
Perché hanno creato dei partiti unici, ma le persone che li compongono e, specialmente le mentalità restano le stesse, tali e quali.
E questo ammasso di mentalità e persone schifose si uniranno in grossi blob istizuzionali. E a quel punto non resterà che segliere il male minore, votando il blob meno penoso.
I membri del blog scriveranno quindi post dedicati a questi simpatici partiti e, per chi vuole partecipare all’iniziativa, basterà inviare una mail all’indirizzo tanci86@fastwebnet.it
Le migliori proposte di post saranno pubblicate sul blog con un eventuale pseudonimo indicato o anonime.

martedì 1 aprile 2008

Berlusconi morto!

Da non crederci! Leggete l'articolo riportato sul link.

lunedì 31 marzo 2008

Ci voleva!

Finalmente hanno dato il cambio a Striscia la Notizia, è ritornato il duo Ficarra e Picone. Continuerò a non guardarlo, ma mi fa piacere che sia cambiato. Almeno la Hunziker non c'è più.
Ho sempre odiato Michelle Hunziker.
E’ un bel pezzo di carne, ma niente più, non sa fare niente, non sa recitare, non sa cantare, è inutile se si esclude il fisico. Ma non solo, la trovo profondamente antipatica perché diciamolo, già per il solo fatto di essere una svizzera con l’accento milanese, andrebbe abbattuta. Tutte queste cose sarei disposto a tollerarle se fosse relegata a mansioni puramente estetiche, come fanno tutte le brave letterine. Lei no, la mettono a condurre, a parlare, a presentare, a fare le imitazioni del chiuaua e a raccontare due barzellette. Le racconta bene, ma sa fare solo quello, è lo stesso fottutissimo repertorio che aveva anni fa quando fecero il madornale errore di farla diventare ospite fissa a Zelig. Da allora fu la fine. Questa soubrette si è convinta di essere una donna simpatica e addirittura brava e spiritosa. Non solo non sa fare niente, ma ha il difetto peggiore che può avere una donna che non può fare la comica: pensare di essere una comica.
Da allora, è stata ospite fissa in quasi tutti gli spettacoli ed è addirittura entrata nel mondo del cinema con un’eccellente produzione cinematografica di alto livello. Effettivamente è il posto che meritano gli incompetenti, ma credo che lei sia di un’incompetenza superiore.
Io so quali credenziali aveva per entrare in così tanti spettacoli, ma non lo posso dire.
Questa donna aveva trovato il suo posto.
Accanto a un’altra persona che non sopporto Ezio Greggio.
La mia è un’antipatia a pelle, forse non è neanche male a fare il suo lavoro.
Ma lo odio.
Devo ammettere che i produttori avevano fatto una bella accoppiata, le loro personalità del cazzo non si sommavano, si moltiplicavano.

domenica 30 marzo 2008

Io sono leggenda.

In un mondo decimato da una pandemia di proporzioni mondiali, le città sono state spopolate dagli uomini e una parte di essi ha subito delle mutazioni genetiche che li ha trasformati in mostri famelici e aggressivi, che citando Rufus, sono degli zombi organizzati e meno fregnoni. Solo Robert Neville (Will Smith), unico umano sopravvissuto immune al virus, si aggira per le strade di una desolata New York in cerca di altri umani sopravvissuti e di una cura per il virus.
Il film, specialmente nel primo tempo, mi è piaciuto veramente molto.
E’ un’eccellente rappresentazione della tematica della solitudine, che vede il protagonista aggirarsi solo per la città fantasma, con l’unica compagnia del suo cane. A tratti ricorda un poco Cast Away, solo che a differenza di quest’ultimo è più profondo, affrontato in maniera più articolata e con un buono humor, che vede Will Smith parlare in continuazione col cane e coi manichini che ha disposto appositamente nei centri commerciali per evitare l’alienazione e descrive anche la sua reazione quando scopre di non essere rimasto solo in quella Terra desolata. Il tutto tenuto insieme dalla recitazione che, interamente nelle mani di Will Smith, è senz’altro un punto forte del film. La colonna sonora a volte è di una tristezza inenarrabile, ma è bellissima.
All’inizio lo spettatore si trova calato in un mondo misterioso, desolato, inspiegabilmente inanimato e, grazie ai flashback e agli eventi che seguono fino alla fine, arriva a capire poco a poco i dettagli della catastrofe che ha colpito il Pianeta e della vita del protagonista.
Il tutto permette di mantenere durante l’intero film la tensione necessaria a tenere il fiato sospeso dello spettatore e a ricostruire, tassello per tassello, la storia che precede gli eventi della New York deserta.
Purtroppo, questo va detto, alcuni punti lasciati in sospeso nel primo tempo, non vengono chiariti nel secondo. Non avendo letto il libro ho evitato quella delusione che segue quasi sempre la visione di un film tratto da un romanzo, ma non ho nemmeno capito alcuni dettagli accennati nel film e che nel testo immagino siano trattati. Credo che i registi non avrebbero fatto male a nessuno se solo avessero allungato il film di una trentina di minuti, avrebbero permesso di spiegare alcuni punti riguardo il virus letale che – secondo me – andavano approfonditi.
Trenta minuti in più non avrebbero guastato e non avrebbero nemmeno reso più noioso il film dato che le due ore di visione sono passate veloci e lisce come l’olio. Ma evidentemente, il budget aveva i suoi limiti, purtroppo.

Voto 8/10 (voglio dare un numero tondo e lo vedo più da arrotondare all'8, specie per andare contro alle critiche di qualche fesso che lo ha definito un brutto film.)
Riporto qui il finale originale e quello alternativo del film. Quale preferite?

venerdì 28 marzo 2008

La bufala Italiana


Quando lo dicevo io ad ora di cena parlando con i miei sembrava quasi che io fossi un pazzo,un paranoico con turbe mentali che si fa delle fantasie che non stanno né in cielo né in terra. Del resto non mi aspettavo di essere creduto all'unanimità, ma a quanto pare la storia mi ha dato ragione. Le tonnellate di rifiuti che sono state fatte stagnare per mesi nelle “stupende” piane campane hanno avuto il loro decorso infausto sull'agricoltura e la pastorizia. Da qualche giorno la Cina la Corea e la Francia hanno deciso di “bloccare” temporaneamente le importazioni di mozzarella di bufala campana nei loro paesi per verificare la presenza di diossina dei nostri prodotti tipici. Allora, che la Cina e la Corea vengano a fare storie a noi sul mangiare e sui prodotti alimentari di nostra produzione mi pare un po' un “nonsense”, è un po' come se il governo Irlandese ci venisse a dire di darci una regolata con gli alcolici in Italia o che il Sudafrica ci desse dei consigli su come evitare la diffusione del virus HIV nel nostro paese. Il problema però si allargherà a macchia d'olio molto in breve: siamo stati degli idioti. Idioti perchè abbiamo permesso che l'indolenza di quei pochi che un minimo contano, abbia fatto stagnare tonnellate di immondizia nelle nostre città e campagne. Idioti perchè come al solito non siamo riusciti a far costruire discariche con cui i napoletani, da bravi pulcinella, ovviamente non vogliono avere a che fare. Come se la spazzatura nelle altre regioni evaporasse tipo deodorante spray. Perchè le autorità non hanno forzato i posti di blocco dei dimostranti quando era il momento? Le discariche stanno in tutta Italia, non ho capito perchè dobbiamo per forza smaltire noi i rifiuti di qualcuno che è talmente salutista da non volere discariche vicino casa propria (ma che preferisce che le proprie città vengano sommerse dalla spazzatura).

E ora per queste cazzate a pagarne le conseguenze siamo noi tutti, l'economia Italiana e la nostra già discutibile reputazione all'estero.

martedì 25 marzo 2008

Governatori, squillo di lusso e idioti.

Un po’ di pepe nella lotta elettorale americana.
I Clinton hanno davvero un brutto rapporto col sesso, ogni volta per colpa di esso rischiano di perdere.
Eliot Spitzer, sostenitore a New York di Hilary Clinton, è coinvolto in uno scandalo a luci rosse.
Ho paura.
Vuoi mettere che l’America rischia di cadere di nuovo in mano ai repubblicani per una storia di sesso?
Certo, Spitzer è un maiale, non lo nego, come uomo mi fa abbastanza schifo.
Non conosco il suo operato, magari fa schifo anche come governatore. Ma forse no.
Chi dice che un pervertito è per forza una persona che non meriti di governare? Magari, a parte la sua perversione, è un gran politico!
La gente continua a confondere la vita privata delle persone con le sue azioni politiche.
Non si rende conto che non c’entrano l’una con l’altra.
Certo, se un uomo ha ammazzato una persona posso capire che non meriti di governare, deve pagare i suoi conti con la giustizia. Se è reo di crimini finanziari pure, nessuno sano di mente mette il governo di uno stato nelle mani di un truffatore.
Ma perché dobbiamo andare a guardare la vita privata di un uomo, specie se non ha fatto niente che vada contro la legge? Non ha stuprato nessuno, le donne in questione erano consenzienti e pure ben disposte. Sì è un porco e un marito infedele, ma che cazzo c’entra con il governo di uno Stato?
E ora la gente dirà che Spitzer paga perché si era proclamato come un modello morale, un uomo irreprensibile, per poi rivelarsi un pervertito. Ha mentito.
E ALLORA?
E’ un politico, non un santone, mentire fa parte del suo lavoro, non esiste politico di successo che non mente, mettetevelo in testa!
In democrazia la menzogna è inevitabile, specie quando gli elettori sono così idioti, solo un cretino sarebbe sincero di fronte a una simile moltitudine di boccaloni.
Gli elettori sono in gran parte dei pecoroni, specie in America e vogliono sentirsi raccontare le favole, storie di uomini integerrimi e moralmente perfetti. Anche se in politica la morale è un qualcosa di assolutamente inutile, Machiavelli docet.
Un politico non deve essere onesto, né retto, né sincero, né fedele come marito.
Deve avere polso, essere intelligente, essere brillante e avere il coraggio di cambiare le cose, uno statista che ha tutte queste qualità sarà un grande statista, anche se sarà un porco immorale, infedele e pervertito.
Ma gli elettori, il popolo, questa cosa non la devono sapere, vogliono un santo a guidarli, non la persona giusta.
E se un politico vuole governare si dovrà sempre proporre come modello di integrità morale.
L’importante è che sia in grado di governare come si deve. E che non si faccia beccare quando fa maialate.

domenica 23 marzo 2008

Un impegno concreto. Uova di Pasqua piene!

Basta con queste uova di Pasqua!
Propongo di creare delle uova di pasqua piene, tutte d’un pezzo, non cave, perché devono lasciare tutto quello spazio vuoto e inutilizzato? Perchè devi limitarti ad avere un semplice involucro di cioccolata che, oltretutto, quando lo porti dai parenti basta un minimo scossone perchè si fracassi in mille pezzi? Lo fai cavo perchè vuoi la sorpresina? E chi la vuole la sorpresina, io voglio la cioccolata, hai un paio di giorni l’anno per strafogarti di quella roba, almeno fallo fino in fondo. Tanto uno ha tutto l’anno per riempirsi di la casa di regalini inutili!

giovedì 20 marzo 2008

SOS foche.


Oggi ho ricevuto, penso, la milionesima email riguardante i barbari abusi che vengono compiuti dall'uomo nei confronti di questi teneri animali.
Il punto e' che sono letteralmente colmo di queste email e non le sopporto più perchè anche se può sembrare crudele a me non mi importa molto di quello che accade a questi animali. E quello che piu mi rende nervoso è che sicuramente anche al 99% delle persone che inviano questa mail perchè precedentemente ricevuta non importa un beneamato cazzo. Sono sicuro che il vostro comportamento, caro 99% delle persone che inviate questa mail per dare un senso alla propria giornata sia:
1) Aprite la mail.
2) Leggete e guardate le foto.
3) Forzate un sentimento di tristezza.
4) Inviate la mail a 20 dei vostri contatti (che a loro volta faranno lo stess0) intasando la rete.
firmando la petizione (inutile) che questa contiene.
5) Chiudete outook express o qualsiasi altro programma di mail.
6) Vi sentite in pace con voi stessi.
7) Passati 5 minuti avete rimosso tutto dalla vostra testa e il problema non vi tange più (tanto avete inviato 20 mail e il vostro lavoro lo avete fatto). Comportandosi come se stesse seguendo una moda. Perche' e' questo che e'.

Questo significa che a voi, come a me, non interessa una bella mazza delle foche del Canada o dell'Alaska.
Quello che più mi fa schifo è che ci sforziamo di questo buonismo insensato, cercando problemi a migliaia di Km da noi, quando ci basta scendere sotto casa per vedere la merda che abbiamo intorno e per la quale magari potremmo davvero fare qualcosa visto che si tratta della merda di casa nostra. O no?

Certo non avrei mai la forza, credo, di sparare ad una foca, perche' non avrei motivo ma non vado a scassare le palle a un paese a chissa' quanti chilometri di distanza perche' caccia le foche o gli squali. Se non avessi un cazzo da fare, non perderei tempo ad andare contro a chi fa qualcosa a 20 mila km di lontananza ( anche se si tratta di uccidere le foche) ma cercherei di concentrarmi maggiormente su problematiche che prima di tutto mi tangono e nelle quali mi sento tirato dentro, e secondo, che siano utili.

Preferirei uccidere volentieri 20mila foche, farci delle fettine da poter dare alla gente bisognosa nel mio paese che non arriva a fine mese sentendomi maggiormente glorificato del Dio in cui pregano le nostre nonne.

Il post non e' diretto contro associazioni o cose del genere che fanno di queste loro credenze una ragione di vita e quindi posso anche rispettarle ma contro tutta quella gente che assume un determinato atteggiamento nei confronti di alcune situazioni solo perche' ne sente parlare una volta o perche' si lascia condizioanare da una fotografia.

martedì 18 marzo 2008

Olimpiadi cinesi.

In Tibet stanno massacrando di mazzate i poveri monaci buddisti.
Uno schifo, inutile dirlo.
Quasi tutti i paesi del mondo industrializzato partono criticare la Cina.
Appoggio il concetto, peccato che ci siano due punti che mi fanno storcere il naso.
Per prima cosa, quando sento che gli americani si scandalizzano di fronte a un attacco dei diritti umani, mi viene da ridere.
E secondo, mi fa ridere la vacuità di questi attacchi nei confronti della Cina quando si sa che tanto, non servirebbero a farla indietreggiare di un millimetro. Saranno sempre e solo minaccie, dei bluff.
Per fortuna.
Perché quando smetteranno di minacciare e passeranno ai fatti sarà una beata inculata per tutti perchè scoppierà la Terza Guerra Mondiale.
Di minacce nei confronti di un paese canaglia ce ne sono tante: guerra atomica, embarghi commerciali, dazi protezionistici, attacco batteriologico, boicottaggi delle merci, antrace, Pierferdinando Casini, puffi d’assalto, niente coccole per una settimana o dire alle donne indiane che i cinesi ce l’hanno piccolo.
Ma un minaccia in particolare è stata escogitata dai più fini esperti di politica estera occidentali, una semplice parola il cui suono basta per terrorizzare a morte un’intera nazione e a sottometterla al volere di un’altra: il boicottaggio delle Olimpiadi.
Inutile dire che, questa terribile soluzione, così tremenda da rasentare il terrorismo, è stata proposta dai nostri svegli politici.
Pure Grillo, che ogni tanto deve fare casino, ha proposto questa vaccata.
E ovviamente, se dessero ragione a loro, riguarderebbe solo l’Italia.
Ma a che cazzo serve boicottare le Olimpiadi quando le boicotta solo un paese e per di più, un paese come l’Italia?
Pensano forse che siccome lo sport è una delle poche cose in cui siamo passabili ci permetta di essere una potenza mondiale?
Già le vedo le Olimpiadi a Pechino.
200 paesi coi loro atleti pronti a sfidarsi.
Pensate che gliene fotterà qualcuno se mancheranno fra i concorrenti quattro atleti provenienti da un paese delle banane fra tanti?
Pensate che i cinesi scoppieranno in lacrime e scoppierà una rivoluzione?!
ODDIO NON CI SONO GLI ITALIANI E ADESSO CHI CI PORTA PASTA, PIZZA, MAFIA E MANDOLINO?

Ancora aborto.

Una donna ha abortito a Genova per poter partecipare alle selezioni del Grande Fratello e per farlo, ha fatto compiere l’interruzione di gravidanza senza seguire i limiti della legge 194.
Delirio degli anti-abortisti, inutile dirlo.
I signori pro-life dovrebbero cominciare a pensare in una maniera meno restrittiva o anche semplicemente a pensare.
La donna in questione non posso che condannarla, ma non perché ha abortito, la condanno perché è contravvenuta a una legge e specialmente, perché è una cretina, perché una persona che intende partecipare alle selezioni del Grande Fratello non può essere che una deficiente. Se poi in nome di questa insulsa scelta decide di sopprimere una vita, oltre a essere molto stupida è anche una grandissima stronza.
Ma i signori pro-life si sono messi a pensare a cosa sarebbe successo se questa donna avesse proseguito la gravidanza?
Si sarebbe trovata con un figlio che non voleva, per il quale aveva rinunciato alla sua aspirazione nella vita (anche se è un’aspirazione idiota) e molto probabilmente la crescita di quel figlio sarebbe stata turbolenta. Senza poi dimenticare che un individuo che vuole partecipare al Grande Fratello, non sarebbe in grado di crescere in maniera decente un figlio neanche se lo volesse.
Perché se la prendono con l’aborto e non con questa cultura malata del reality show, una cultura che in nome dell’esibizionismo e del vouyerismo più becero travolge tutte le altre qualità che deve avere una persona, il rispetto per gli altri, per se stessi, l’intelligenza, la cultura, il valore che si dà alla vita altrui e la capacità di prendersi cura delle cose che contano veramente e nella vita reale?
La Grande merda dei reality-show non la guardo, appena capito durante lo zapping su canale 5 e vedo che la trasmettono cambio dopo nemmeno un secondo, chi l’ha vista, per sbaglio, perché gli piace, perché deve studiare la stupidità umana o perché è costretto, per favore, mi dica se almeno si sono degnati di fare un mea culpa per essere la causa di questa porcata.

Tornando ai pro-life.
Non lo sanno che alcune donne per idiozia o follia sarebbe meglio che non li avessero dei figli?
Se poi sono loro stesse a non volerlo, lasciatele abortire in pace, il mondo è già pieno di genitori inetti, se qualcuno non lo vuole essere, non ce lo costringete!
La finissero di inneggiare al miracolo della vita, se una donna non lo vuole un figlio non la costringete ad averlo, specie se è una ritardata che preferisce guardare la TV spazzatura o se soffre di problemi mentali.
Perché il primo tipo di madre in genere cresce un figlio ignorante e la seconda, e nel secondo caso, a volte c’è il rischio che qualcuno ci rimetta la pelle!

lunedì 17 marzo 2008

Alta moda e stilisti.

L’Italia non vale niente a livello internazionale. Ormai nemmeno la Mafia italiana riesce a reggere il confronto con le organizzazioni criminali degli altri paesi. Qualcuno si consola pensando che il made in Italy è ancora un marchio di qualità nei mercati esteri.
Ma la cosa non mi tira su neanche un po’, anzi, peggiora solo il mio stato d’animo.
L’Italia, terra dell’impero Romano, di Machiavelli, di Leonardo, di Michelangelo, Cristoforo Colombo, Guglielmo Marconi ed Enrico Fermi, ora è famosa per borsette e abiti alla moda.
Allegria!
Prodotti che, oltretutto, sono puntualmente copiati dai cinesi e rivenduti a prezzi stracciati.
E gli stilisti disperati che danno giù alla Cina, si inventano tutte le frescacce possibili per convincerti a comprare una borsetta da 200 euro quando la vende uno sfigatello con gli occhi a mandorla a 15.
Dicono che i vestiti cinesi durano poco (ma sempre un decimo di quelli italiani costano!), che sono fatti con materiali nocivi, che irritano la pelle, causano eritemi, reazioni allergiche, pruriti, emorroidi, cancro, impotenza, aerofagia, herpes genitalis, ginocchio della lavandaia, sifilide, sindrome di Munchausen, depressione post-partum, candida, malaria, prostata gonfia e Giampiero Mughini.
E specialmente, tirano fuori la storia dello sfruttamento minorile.
E chi mi dice che anche gli stilisti non sfruttano i ragazzini?
E specialmente, resta il fatto che pagare 200 euro per un pezzo di stoffa con la firma di uno stronzo a me non va a genio. Che mi frega di come è stato costruito!?
Mi puoi anche dire che una giacca Versace è stata tessuta con fili d’argento e seta da cinque artigiane specializzate, laureate, ultrastipendiate, vergini, competenti e di sangue blu.
Ma se una volta uscito dal negozio vedo che ci sta la stessa giacca che ne costa 10, non me ne strafotte una mazza beata se è stata creata da 50 cinquanta ragazzini birmani analfabeti, picchiati dai genitori e pagati tutti insieme con una ciotola di riso!


Non è idiota continuare a puntare sul made in Italy degli stilisti solo perché gli stilisti sono una categoria socialmente inutile, che produce anoressiche, oche e inneggia al consumismo più superficiale. E’ idiota perché ci porterà alla rovina, perché non ci vuole niente a copiare una borsetta, se noi creassimo prodotti tecnologici, utili e sofisticati, allora sì che il cosiddetto made in Italy varrebbe ancora qualcosa!
Ma forse è troppo tardi, le industrie asiatiche già sono in grado di produrre oggetti di qualità, l’Italia deve limitarsi a produrre il genere di merce in cui è specializzata: disoccupati, idioti, politici e intellettuali che, frustrati dalla disoccupazione e dai politici fuggono in paesi più civili e seri.

venerdì 14 marzo 2008

La signorina Effe

La storia parla di una ragazza di umili origini che lavora alla FIAT (da qui credo provenga il titolo signorina effe) che fondamentalmente, ci lavora perché è l’amante dell’ingegnere del suo settore.
Purtroppo – purtroppo doveroso – conosce un operaio innamorato di lei.
A complicare la faccenda, va detto che ci troviamo negli anni ’80, all’epoca della crisi della FIAT e delle conseguenti lotte operaie. Lotte nelle quali l’allegro operaio innamorato sguazza come salmone.
Questo film è stato criticato da qualcuno per essere niente più che una fiction sul grande schermo.
E in effetti, a conti fatti, lo è.
La signorina effe si troverà nel classico clichè che la porta a dover scegliere l’ingegnere, dolce, ma specialmente ricco e il ruspante e ribelle proletario.
A favore del film – che comunque, ripeto, resta una fiction – va detto che riesce un po’ a piegare questo luogo comune del cazzo, secondo il quale l’amore trionfa sempre e non serve la ricchezza materiale per essere felici.
Inutile dirlo, la ragazza, dopo qualche resistenza, si mette con l’operaio e si unisce molto romanticamente alle sue lotte proletarie. Per fortuna, il film non è una di quelle fiction completamente staccate dal mondo, è una cosa verosimile. Dopo che si sono messi insieme si accorgono che, a differenza delle romantiche fughe d’amore che mettono da parte gli interessi, non è tutta rosa e fiori. Lei rischia il posto di lavoro, lui pure, la famiglia di lei è incazzatissima, l’ingegnere non ne parliamo. Ed esce fuori anche che, secondo me, pure il ruspante proletario è un pezzo di merda, tutto attaccato alla sua storia d’amore e alle sue lotte operaie del cazzo. Il film è stato pesante per me, ma devo ammettere che c’erano degli elementi personali che non me l’hanno fatto godere. In questo periodo almeno, trovo che la protagonista e una con cui esco, siano due goccie d’acqua! A livello fisico e anche psichico.
Ritornando lucidi, vorrei tirare le somme.
Un punto a favore, perché il film rappresenta una storia verosimile, reale, concreta, non all’acqua di rose come ce ne propinano tante. Purtroppo però, è un film di quelli un po’ troppo melodrammatici per i miei gusti, alcuni punti all’inizio sono affrontati in maniera troppo frettolosa, senza nemmeno uno sputo di ironia. L’operaio e la tizia, si innamorano col solito, banalissimo e finto, colpo di fulmine e subito dopo qualche ritrosia di lei, fanno sesso, poi iniziano subito a mandare a puttane le loro vite.
L’ambientazione l’ho trovata eccellente, questo va detto, sono ricreate le scene dell’epoca, tenute insieme da spezzoni di telegiornali originali di quel periodo, trasmessi man mano che la trama va avanti. Sono riuscito pure a trovare un pezzo che mostrava Giuliano Ferrara, probabilmente quello di quei tempi ormai lontani in cui era un comunista (era già un panzone comunque).
Riguardo alla recitazione, spezzo una lancia a favore di questo film, ingiustamente criticato su questo punto. L’attrice della signorina effe, ha creato un gran personaggio: una ragazza molto imborghesita, molto nervosa, molto instabile, molto sulle sue.
L’unico pezzo in cui ho riso nel film è stato quando questa, dopo aver fatto sesso con l’operaio, inizia a guardarsi intorno, nervosa, scattosa, al limite dell’isteria e, con una voce che esprime il contegno, ma anche il disappunto di una donna di alta classe, dice con la voce da isterica “Dove sono le mie mutande?”.
E questa semplice battuta, secondo me, con un senso del ridicolo voluto e sopraffino, esprimeva alla perfezione il disagio della classe piccolo-borghese italiana degli anni ’80.
Purtroppo però, è il solo momento in cui si poteva ridere all’interno del film ed era grazie all’attrice, non alla sceneggiatura.

Voto 5/10

martedì 11 marzo 2008

Filosofiche considerazioni anti-filosofiche.

Io odio i filosofi.
Si occupano di tutto, in virtù del fatto che studiano un po’ di tutto, dalle scienze sociali a quelle umane, dalla letteratura alla biologia, dalla religione alla fisica.
Ma le scienze umane e naturali sono giunte a una diversificazione che ha portato a un’ultra-specializzazione dei vari settori, esistono gli specialisti, persone che conoscono bene solo un certo aspetto dell’ambito che devono trattare, perché lo conoscono molto nel dettaglio.
E, poiché il mondo ha bisogno di persone che hanno una conoscenza approfondita di specifici argomenti e non di tuttologi, i filosofi, che cercano di studiare tutto, va a finire che alla fin fine non sanno nel dettaglio niente in particolare ed è come se non sapessero niente.
Nonostante questo, continuano a rompere, imperterriti, i coglioni.
Si occupano di diritto, di politica, di etica, di storia, di letteratura.
Uno di questi esseri sostanzialmente inutili, è addirittura riuscito a occupare una poltrona parecchio in alto e sicuramente, se non fosse mai nato, molte cose sarebbero diverse.
Il mondo senza di lui sarebbe un posto molto molto molto migliore, ma sicuramente sarebbe diverso.

Prendendo atto dell’inutilità nel XXI secolo di questi individui, va detto che, a qualcosa, potrebbero servire. Sull’aborto si fanno tanti casini, tante discussioni.
Chi altri è migliore a fare discussioni se non un filosofo?
Perché, in barba a tutti questi idioti che inneggiano alla sacralità di un feto non arriva un filosofo che, con una discussione dialettica fatta come si deve, dimostra che un feto non si può considerare – livello filosofico – come un essere umano?
Bhe certo, di discussioni ce ne sono, discussioni che hanno concluso che un feto è un essere umano con tutti gli attributi. Ma da dove proviene questa conclusione?
Dalle Facoltà di bioetica!
Non vale, belli miei, non possiamo prendere per buona un’affermazione che proviene da un ambiente di baciapile schifosi!
Odio i filosofi, ma non mi sognerei mai di equipararli a degli studenti di bioetica, quelli stanno su un gradino molto molto più basso.
Se dagli ambienti di bioetica viene fatta un’affermazione, ci vuole un contraddittorio, elemento irrinunciabile per la filosofia!
Se chi studia filosofia è più aperto di mente di uno che va a bioetica dovrebbe far valere le sue conoscenze e cercare di confutare quest’affermazione. Il risultato, in caso di riuscita nella discussione sarebbe un duro colpo ai baciapile d’Italia.
Perché, con tutti gli studenti fricchettoni filosofi d’Italia nessuno ha avuto il coraggio di contrastare questa affermazione?

sabato 8 marzo 2008

Festa della donna.

Ebbene sì, trovo che sia un giorno importante, anche se spesso critico le femministe. Inutile dire che la foto qui sopra attirerà le accuse di molte femministe, ma onestamente la cosa non mi interessa. Specie se chi la fa è la stessa persona che stasera andrà a devolvere una generosa somma a un locale d’infimo grado per vedere i California Dream Man o gli spogliarellisti di Cento Celle.
Perché è questo uno dei più grandi successi ottenuti dal femminismo contemporaneo: andare a vedere gli spogliarellisti l’otto marzo e il giorno dopo mostrarsi scandalizzati se si viene a scoprire che un uomo naviga per siti porno o va a puttane.
Questo è il femminismo contemporaneo.
Niente a che vedere con le femministe di una volta, quelle sì che erano serie! Quelle che hanno combattuto all'inizio del secolo scorso per avere il diritto di voto; quelle che in Italia hanno combattuto per ottenere le leggi sul divorzio e sull’aborto.
Leggi che danno libertà concrete alle donne e che non sono una vittoria egoista per il solo genere femminile, no, sono un calcio nel culo della Chiesa e quindi un favore all’Italia intera.
La legge 194 dell’aborto sta per subire l’offensiva della Chiesa e dei merdoni che le vanno appresso per convenienza o idiozia.
Se verrà vietato di nuovo l'aborto non solo torneremo indietro, inizieranno a rompere i coglioni anche per il divorzio, perfino gli anti-concezionali perché diciamolo, se dai una mano ai chierici, iniziano a pensare a quando potranno giocherellare con la tua spalla!
Non sono un femminista per ovvi motivi, ma ho un consiglio per le femministe del momento.
Rischiamo di ritrovarci nella schifosa situazione di 30 anni fa.
Smettetela di pensare alle cazzate, pensate a combattere battaglie concrete, non a bacchettare qualche uomo che ride quando uno fa una battutina sulle bionde, se ci sono battute simili è perché viviamo in una società maschilista, cambiate la società invece di rompere le scatole di uno un po’ misogino.
Risparmiate le forze, non vi buttate in lotte inutili e da brave ragazze, servono solo a farvi perdere credibilità e ad aumentare l'immagine che avete, quella di rompicoglioni. Serve a qualcosa blaterare stronzate sul rispetto dell'altro sesso, quando dei bastardi stuprano una poveraccia? Serve a qualcosa rompere le palle a chi va a prostitute o naviga per siti pornografici? Pensate che i diretti interessati cambieranno in nome della vostra ramanzina?Pensate alle cose serie, alle cose che si possono e si devono cambiare, concentratevi sul fatto che in Italia le donne hanno ancora i lavori meno prestigiosi, le donne importanti nel mondo della ricerca, della politica, dell'amministrazione sono pochissime e le poche ci sono sono viste con sospetto o tenerezza!
E specialmente, iniziate a diffidare di quelle femministe che non hanno il fegato di mettersi contro la chiesa e si dichiarano benpensanti finto-laiche. La femminista seria è una donna che va contro le regole, contro la religione, contro i pregiudizi, contro i ruoli stereotipati imposti da una società di uomini, ha la spina dorsale di andare contro la chiesa, non di rifugiarsi dietro a un'immagine da brava ragazza che, si schiera dalla parte della chiesa e, al tempo stesso delle povere, indifese donne. La femminista seria prende una decisione chiara, o con le donne o con la Chiesa, perchè il cattolicesimo è una religione schifosamente maschilista e si incazza di fronte all’ingiustizia, lo dice in faccia, non si comporta come una pseudo-intelllettuale che si scandalizza di fronte a qualsiasi cazzatina.

Rispetto è solo una parola, il rispetto va guadagnato, non puoi rompere le palle per le quote rosa quando in Italia non esiste una politica donna seria! La Prestigiacomo? La Mussolini? La Santanchè? La Jervolino? La Moratti? La Binetti? Rosy Bindi? Questi sono politici seri? (E specialmente, la Bindi è una donna?)
Bhe non credo!
E siccome gli standard della politica italiana sono già così tristemente e schifosamente bassi, non mi venite a dire che è difficile emergere come personalità perché in mezzo a tutti questi incompetenti, basterebbe una persona di poco al di sopra della mediocrità per emergere come una perla in mezzo alla mondezza!
Concludo la filippica.
Grazie alle femministe del passato, in bocca al lupo a quelle serie e, per favore, vedessero di darsi una svegliata tutte le altre!

giovedì 6 marzo 2008

Buone notizie.

Sei mesi di e 200 euro di multa! La Giustizia in questo paese è merce rara, ma a volte, se la cerchi la trovi. Come direbbe Montalbano: anche da noi c'è tanticchia di legge, tanticchia, ma c'è!
Cosa fai con quelle mani in posizione da karate, Gustavo? Hai paura? Tieni quelle mosse per quando starai nelle docce...

martedì 4 marzo 2008

Le ultime parole famose.

- Muori giovane e lascia un bel corpo (Giulio Andreotti).
- Il sesso è disgustoso! (Cucciolina).
- I soldi non fanno la felicità. (Bill Gates)
- La vita è bella! (Giacomo Leopardi)
- La mia nave è inaffondabile (il capitano del Titanic)
- Enrico, ti odio mi tratti sempre male! (Kikka91 il 15 giugno alle ore 16:34)
- Enrico, ti amo di bene! (Kikka91 il 15 giugno alle ore 16:41)
- Enrico, sei l’amore della mia vita! (Kikka91 il 16 giugno alle ore 12:35)
- Enrico ti odio, mi hai rovinato la vita! (Kikka91 il 18 giugno alle ore 11:13)
- Basta! D’ora in poi sono single! (Kikka91 il 21 giugno alle ore 12:46)
- Ieri sera notte d’amore spettacolare! (Kikka91 il 24 giugno alle ore 10:01)
- Amo le discussioni civili e oneste. (Vittorio Sgarbi)
- Se qualcuno facesse successo grazie al mio cognome troverei la cosa insopportabile (Gabriele Muccino)
- Io mi sono fatto da solo! (Silvio Muccino)
- Io mi sono fatto da solo! (Lapo Elkann)
- Nella politica ci vogliono le palle! (Romano Prodi)
- Nel tempo libero amo pensare e leggere un buon libro ( Federico Moccia)
- Voglio arrivare vergine al matrimonio (Moana Pozzi)
- Berlusconi è un pericoloso criminale (Mastella 16 gennaio, ore 15:47)
- Berlusconi è un grande statista (Mastella 16 gennaio, ore 17:51)
- Dove sono i miei capelli? Traditori! (Benito Mussolini)
- Chi ha problemi con la legge dovrebbe pagare (Silvio Berlusconi)
- Sono un’attrice (Micelle Hunziker)
- Sono un attore (Enrico Lo Verso)
- Sono laureata in psicologia sociale (Monica Lewinsky)
- Io sono per la televisione di qualità (qualunque stronzo che guarda assiduamente o ha lavorato per la creazione del Grande Fratello)
- Amo il libero scambio di opinioni (cardinale Ruini)
- A me non piace la pastasciutta (Giuliano Ferrara) - Voglio una finanziaria più giusta (Walter Veltroni)
- Voglio una finanziaria più giusta (Silvio Berlusconi)
- Le dimensioni non contano (Rocco Siffredi)
- Le dimensioni non contano (la moglie di Rocco Siffredi)
- Amo gli uomini simpatici (Anna Falchi parlando dell’ex marito Ricucci)
- Amo la coerenza (Rocco Buttiglione)


sabato 1 marzo 2008

Novità in campo culturale.

L'arte rappresenta i tempi nei quali vive.
E l'arte moderna rappresenta egregiamente l'Italia di oggi nel campo del cinema, delle arti figurative e della letteratura.
Mi chiedo però, se c'è proprio bisogno di tutte queste ridondanze. Se voglio vedere la spazzatura, pago un biglietto di treno per andare a vederla in Campania, non per entrare in un cinema a vedere un film pietoso.
La cultura sta agonizzando in una pozza di sangue e qualcuno infierisce. Ma non le concede la misericordia del guerriero, no, una morte veloce e più o meno indolore non gliela vuole dare nessuno. Preferiscono torturarla lentamente per farla morire con straziante lentezza e fra mille dolori.
Ecco alcuni fra gli strumenti di tortura

Parlami d’amore = Muccino si lamenta che Nanni Moretti non lo stima. Personalmente trovo Moretti antipatico, ma lo capisco. Dev’essere duro rosicare ingoiando bile vedendo che il film di un fallito ha successo e non basta dire eufemisticamente che non ne stima il regista. Sarebbe bello tornare a quei tempi in cui gli artisti esprimevano le loro rivalità con qualche insulto più diretto e la cosa poteva sfociare in un bel duello di spada. Se Muccino è abile con la spada come lo è in quanto attore, regista, uomo o scrittore, Moretti è in grado di fargli il culo anche armato di stuzzicadenti.
Cuore ti ribalto di Claudia92 :): Un’altra originalissima cacata di questi tempi. Una fan di una merda d’uomo che ha deciso di seguirne le gloriose orme facendo un libro che, forse è solo un impressione, ma credo che parli di una storia d’amore.
Qualcosa di buono c’è, va detto. Ora la gente leggerà i libri di Moccia, li paragonerà con quelli di questa ritardata e si renderà conto che il loro tipo di scrittura è uguale, ovvero corrisponde alla scrittura di una ragazzina con un’età mentale di otto anni.
Sanremo: Sono fiero e orgoglioso di poter dire che non so nemmeno se lo stanno ancora mandando in onda o è finito. Chi ha vinto? E' finito? Qualcuna ha mostrato le tette? BHOOOOOO! Chissenefrega!
Grande fratello: Stesso discorso di prima. La differenza è che Sanremo ha rotto i coglioni dopo cinquant’anni che lo fanno. Il Grande Fratello li ha rotti molto prima.

mercoledì 27 febbraio 2008

Samurai, Geishe e Toyota.

Post a 4 mani di Tarcutio e T.

Quando uno pensa alla deplorevole situazione italiana cerca di consolarsi pensando che l’Italia, paese di santi, paesi e navigatori, sia una nazione di sfigati perché si è ritrovata a vivere eventi storici e culturali unici che ne hanno fatto il paese arretrato che è oggi.
Ma ahimè, non è così.
Prendiamo la nostra principale sfiga: il clero cattolico.
Cambia il nome, cambia il saio, cambia la lingua, ma pure altrove hanno avuto i loro chierici bastardi.

Prima dell’arrivo dei gesuiti nel 1580, le religioni principali in Giappone erano lo shintoismo e il culto del Buddha Amida tra gli alti ceti sociali, affiancato dal Buddismo Zen, il quale aveva riscosso gran successo tra il ceto guerriero giapponese in seguito alla sua presa al potere in epoca Kamakura dal 1185.
In questo caso i buddisti non erano i simpatici pelatoni flemmatici, innocui e aperti di idee che siamo abituati a conoscere.
I monaci buddisti avevano ricchissimi possedimenti terrieri per i quali non dovevano pagare tasse, la loro sede centrale – sul monte Hiei – si trovava vicino alla capitale Kioto, città dell’imperatore giapponese e in guerra potevano mobilitare eserciti di agguerriti monaci buddisti, ben armati e motivati. Erano quindi ricchissimi, non pagavano le tasse e, grazie ai loro eserciti e alla posizione strategica tenevano per le palle l’imperatore del Giappone e tutti i signori della guerra.
Uguale all’Italia.
Tutte le strutture affiliate al clero fanno soldi a palate e non pagano le tasse e lo Stato Pontificio – uno Stato a tutti gli effetti – si trova a Roma. Uno dirà: ma noi non abbiamo i monaci guerrieri!
Ora non più, almeno quelli sono spariti in Italia, ma prima c’erano: i templari, i cavalieri di Malta e i cavalieri teutonici non erano altro che monaci (con tanto di voto di castità, umiltà e povertà) con la licenza di uccidere.

Ecco un piccolo aneddoto:
Giappone – Periodo Nara – Disputa per il potere.

Nel 749 sali’ al trono l’imperatrice Koken, in breve tempo, nel 758 decise di abdicare per poi ritirarsi a vita privata.
Conobbe un monaco il cui nome era Dokyo, nel quale ella ripose grande fiducia, avendolo ritenuto responsabile della sua guarigione da una data malattia. Tale fiducia la indusse a concedere al monaco un gran numero di privilegi, tanto che, tale era il potere del monaco che nel 764 fu necessario un intervento militare contro di lui. Il monaco riusci’ a sventare l’attacco e a convincere l’ex imperatrice a tornare sul trono, che in seguito conferi’ altre alte cariche al monaco Dokyo.
Il potere buddista si era cosi’ ramificato a corte che il monaco pretese di essere nominato imperatore ma le sue ambizioni finiro con la morte di Koken nel 770.
La vicenda fece riflettere la corte e la spinse a prendere alcuni provvedimenti tra cui migliorare i rapporti di equilibrio con il buddismo e mostrare interesse per una filosofia laica ( confucianesimo).
L’imperatore Kanmu decise di allontanare la corte dai grandi templi cambiando cosi’ la capitale dell’impero, da Nara a Nagaoka e in seguito a Heankyo ( Kyoto).
Venne inoltre proibita la costruzione di templi buddisti all’interno della capitale per permettere alla corte di esercitare un potere più efficace.

Era il IX secolo.

La situazione rimase invariata fino alla guerra civile giapponese (XVI-XVII secolo).
Oda Nobunaga si era rotto i coglioni di questi buddisti e accolse i gesuiti portoghesi, accordandosi con loro. I gesuiti gli avrebbero venduto le armi da fuoco e avrebbero fatto da tramite per i commerci con la seta cinese, ottenendo in cambio il permesso di costruire chiese e missioni. In questo modo Nobunaga ottenne gli archibugi e i finanziamenti necessari per rompere finalmente il culo ai buddisti, scatenando una guerra che raggiunge il culmine nell’assalto al monte sacro Hiei, assalto nel quale Nobunaga uccide chiunque gli si opponga, armato o non (che uomo!).
Come se noi italiani dichiarassimo guerra allo Stato Pontificio. Per carità, Roma è stata attaccata una decina di volte almeno da quasi tutti gli Stati europei, esasperati da quanto i vari papi rompevano i coglioni. Pure noi italiani l’abbiamo attaccata e l’abbiamo pure conquistata nel 1870.
Poi però abbiamo avuto la bella idea di ricostituire lo Stato Pontificio e di darle pure una percentuale degli introiti statali come risarcimento. E questa puttanata, solo noi italiani siamo riusciti a farla.
Il suo successore Toyotomi Hideyoshi, invece, odiava i cristiani che iniziavano ad acquisire potere e decise di cacciarli dall’isola e perseguitarli.
Riassumendo: Nubunaga si era alleato con i gesuiti per inculare i buddisti, Hideyoshi, una volta sconfitti i buddisti si era inculato i gesuiti.
Grandi!
L’Italia ha perso una guerra mondiale.
Il Giappone pure, senza contare il fatto che si sono pure beccati pure due bombe atomiche.
Il Giappone del dopo-guerra è ripartito alla grande e ora è una nazione industrializzata e ricchissima. L’Italia, se escludiamo il boom economico degli anni ‘60, no. Perché?Ci sono tanti motivi, uno l’ho spiegato sopra. I giapponesi sono riusciti a liberarsi di tutti questi baciapile quattrocento anni fa. Noi ancora ce li abbiamo fra le palle.

domenica 24 febbraio 2008

Cretine e pedofili.

Sarebbe stato un interessante studio sulla stupidità di alcune persone guardare questo film.
Del resto, avevo paura di perdere due ore di vita appresso a una cosa così idiota, nonché finanziarla!
Di fronte a quelle immagini scontate, accompagnate da una sceneggiatura insulsa e banale, il tempo sarebbe passato troppo lentamente per essere sopportato dal mio povero organismo. Sarei stato così disperato da spingermi a pomiciare con la ragazza che mi ci aveva portato, forse sarebbe andato bene anche un vicino maschio e sconosciuto, pur di perdere qualche nocivo fotogramma di quella merda.
Per fortuna, avevo di meglio da fare.
Un trailer e la trama scritta su wikipedia dicono già abbastanza di quanto può essere schifoso un film, non c’è bisogno di sprecare soldi e di torturare i propri neuroni per capirlo. Passiamo a quello che, per comodità esplicativa, chiameremo “film”.
Questo film è un film che ha senso per un solo genere di pubblico.
Si parla di ragazzine dai 12 ai 14 anni che ancora non capiscono una mazza della vita, possibilmente bruttine e complessate. Avendo a che fare con dei coetanei non spesso interessanti si devono rifugiare in qualche “film” o libro idiota. Come questo per l’appunto.
Si spera che queste stesse ragazzine riescano a diventare un po’ più sveglie in seguito, magari qualcuna è pure più precoce. Qualcuna supererà quest’inevitabile fase della vita, qualcuna ci resterà più a lungo, iniziando a capire più tardi come funziona la vita.
Quando hai 13 anni è normale che tu voglia vedere un film con una storia d’amore, perché a quell’età le ragazze ancora non ce li hanno fidanzati che si possano considerare tali o se ce li hanno, sono dei coetanei con il latte alla bocca (a parità d’età meno maturi). Certo, le ragazze un po’ più sveglie (leggasi troie) a quell’età riescono ad avere delle storie d’amore (o meglio sesso) più consistenti.
Quello che mi chiedo è: perché la gente continua a vedere questo film di merda anche dopo che ha superato i 12-14 anni??
Perché questo film, non solo ha degli attori che sanno a malapena l’italiano e recitano come dei bonsai, non solo ha la solita stupida sceneggiatura che sembra scritta da un ragazzino di 10 anni. No, ha anche un intreccio banale, insipido insulso.
Perché diciamolo, che c’è di strano in una ragazzina di 17 anni che si mette con un trentenne? Ne conosco decine di ragazze che nella vita reale fanno così! Le ragazze si mettono quasi sempre con quelli più grandi di loro, c’è bisogno di un film per capirlo? Perché una diciassettenne deve perdersi due ore di vita e milioni di neuroni per vedersi questo film di merda quando potrebbe comodamente andarsene in discoteca tutta acchittata e rimorchiare, per l’appunto, un trentenne?
Una tredicenne non lo può fare questa cosa, forse qualcuna lo vorrebbe, ma nessun trentenne sano di mente ci starebbe, perché se lo beccassero si dovrebbe fare giustamente qualche bell’annetto. Ma una diciassettenne potrebbe farlo, potrebbe vivere quello che vede al cinema e in più ottenere tutta la parte riservata ai minori.
Io capisco che la gente vada a vedere Harry Potter, qualche film di fantascienza o qualche film strapieno di americanate e vaccate: lo fanno perché vogliono evadere dalla realtà nella quale vivono; capisco che una tredicenne veda questo film, perché ancora non capisce una mazza della vita e perché sono cose che prima di qualche anno non potrà vivere.
Ma perché le ragazze sopra i 14 anni vogliono vedere questa merda? Perché butti preziosi euro per vedere una cosa che puoi avere dal vivo?
Se vogliono la loro storia d’amore cercassero di trovarsela nella vita reale, invece di perdere tempo guardando le storie d’amore degli altri! Le storie nei film finiscono bene e le loro no? E allora cercassero di migliorare la loro vita, cercassero qualcuno che le faccia star bene veramente, la smettano di farsi pippe mentali per storie così banali, ma piene di zucchero da far vomitare anche un orsetto del cuore!
Se proprio ci tengono tanto a guardare altre due che trombano si affittassero un film porno, che ci sono titoli che probabilmente hanno una sceneggiatura e una trama migliore!
Del resto, date le sue abilità artistiche, uno non può fare a meno di pensare che la Quattrociocche stava molto meglio in un film porno!
Voto N/a (non avendolo visto non penso di poterlo giudicare, ma so che molto probabilmente ne rimarrei profondamente disgustato).

venerdì 22 febbraio 2008

Il nuovo inno del P.D.L.

Meno male che Silvio c'è fa così cacare come canzone, che è stata dichiarata anti-costituzionale. L'inno verrà pertanto cambiato con I'm an ass-hole, canzone più orecchiabile e che non tradisce l'ideologia politica del nuovo partito popolare.

Se non capite l'inglese attaccatevi.

mercoledì 20 febbraio 2008

La terra degli arcobaleni


Tre mesi nell'arco di una vita non sono molti,sono un lampo,una scintilla, che non ti lascia nemmeno il tempo di renderti conto di quello che hai fatto,di cosa è successo,di come il mondo sta cambiando attorno a te...Tre mesi vissuti da solo con amici in una terra straniera,d'altro canto,ti aprono la mente,ti rendono più duttile,schiariscono i tuoi orizzonti di vita e danno un tocco di fascino in più al percorso di vita che stai seguendo...Soprattutto in un paese bello (e umido) come l'Irlanda...Il ritorno non mi ha solo lasciato la nostalgia tipica di chi per 3 mesi ha avuto una bellissima esperienza in un paese straniero,ma anche diversi quesiti insoluti...

  • Perchè in Irlanda se ordini una “Pepperoni Pizza” ti portano la pizza con il salame?

  • Perchè le sigarette cambiano di prezzo a seconda del negozio in cui le vai a comprare??

  • Perchè in Irlanda per trovare lavoro basta essere in grado di parlare due parole d'inglese,mentre qui con due lauree si può al massimo aspirare a fare il commesso alla Upim?

  • Perchè a Cork la gente va in giro in maglietta a metà settembre,con una temperatura di 16°C,mentre a metà dicembre con 12°C (cazzo che cambiamento!) girano in felpa e giacca invernale?Che cazzo di sbalzo climatico c'è tra 16 e 12 gradi, me lo spiegate?

  • Perchè all'estero tutti conoscono le canzoni di Tiziano Ferro,Eros Ramazzotti e Umberto Tozzi (cioè,un altro po' manco lo conosco io) però Dante Alighieri non hanno idea di chi sia?

  • Perchè il 70% delle pubblicità irlandesi in tv verte sul consumo di alcolici vari e poi se ti beccano con una birra in mano per strada ti fanno 675 euro di multa?

  • Esiste il Sole in Irlanda? Se qualcuno ne avesse tracce mi mandi una mail, o mi chiami per telefono, la ricompensa sarà generosa.

  • Perchè il pane in cassetta scade dopo 3 giorni e il latte fresco dopo 10?

  • Perchè nei negozi invece di “Hai bisogno di qualcosa?” ti chiedono “Are you ok?” come se fossi appena uscito da una rissa?

  • Perchè la polizia gira senza pistola? E' il paese dei balocchi?La delinquenza va in vacanza?

  • Perchè quando scoprono che sei italiano dicono tutti porcate del tipo "Amore Italia" , "parmigiani di melanzani", "vita bella" "mafia" ? Come se io a un irlandese a Via del Corso gli dicessi "Bella Irlanda" ,"risse" ,"Guinness", "umidità" come prodotti tipici irlandesi?

In fondo si sa...paese che vai, usanza che trovi...ma la storia della polizia senza pistola ancora non la ho digerita...

domenica 17 febbraio 2008

Le puttane innamorate puttane restano.

Il mondo è lastricato di buone intenzioni. E di puttanate.
Spesso, quando si parla di piccoli o grandi personaggi che fanno una cazzata, sento dire che, in fondo, loro avevano buone intenzioni. E io mi dico sempre: STI’ CAZZI!
Bush vuole un mondo democratico e libero (o almeno lo dice). Hitler voleva una razza perfetta che creasse un mondo giusto e avanzato. Bin Laden vuole un mondo senza gli idioti come Bush.Vanno santificati?
Visto il bordello che hanno combinato direi di no. Hanno fatto un sacco di porcate con le migliori intenzioni del mondo (un mondo libero, un mondo perfetto, un mondo senza Bush), ma resta il fatto che hanno fatto un sacco di porcate. E io, quelli che fanno cose simili, non posso che condannarli.
Le intenzioni buone da sole non contano un cazzo! Bisogna trovare un modo intelligente per ottenerle, possibilmente facendo il minor numero di casini possibile!
Anche perché le buone intenzioni sono l’alibi perfetto dei pezzi merda, guarda caso i tre stronzi che ho menzionato questo sono: dei pezzi di merda! Uno fa un casino pazzesco, cerca di ottenere una cosa nella maniera più spregiudicata possibile perché è la cosa più giusta che ci sia e finisce che rovina la vita agli altri, che magari fa qualche cazzata e ingigantisce il casino in nome del suo bell’ideale o stupido sogno.
Gli ideali vanno seguiti, vanno cercati, ma non tutti se li meritano, è una ricerca che andrebbe preclusa agli idioti e ai figli di puttana. La ragazzina che vede quella porcata di Troy, vede quella checca di Paride e quella vacca di Elena che scatenano una guerra per farsi una trombata. E ora diranno che Agamennone la guerra l’avrebbe dichiarata lo stesso, ma questa è una stronzata perché i due piccioncini gli hanno fornito il casus belli e se si stavano fermi, Agamennone non avrebbe avuto il pretesto per dichiarare guerra.
Oppure pensate a Ginevra.
La Tavola Rotonda andava alla grande, le guerre erano finite, Camelot era prospera e lei che fa? Si mette a fare la scema con Lancillotto, divide i cavalieri, distrae Merlino dalle trame di Morgana e manda a puttane tutto quanto!
E ora arriverà l’obiezione da tredicenne della serie “Cioè, ma l’ha fatto per amore!” e io che mi ritrovo costretto a piantare un immaginario bisturi nell’immaginaria carotide dell’immaginaria tredicenne che mi ha fatto incazzare.
STI’ CAZZI DELL’AMORE!
Perché una donna deve mandare a puttane le sorti di un regno intero perché è una moglie insoddisfatta? Si attacchi! O almeno si trovi un amante e se lo scopi in segreto assoluto. Perché Elena doveva farsi la fuga romantica con Paride? In nome dell’amore!
In nome dell’amore un cazzo, bastava vedersi con lui una volta al mese, farsi dare due colpi e aspettarne il ritorno!
E non mi venite a dire che Hitler va condannato e loro no, perché è la stessa cosa, entrambi, in nome di un ideale campato per aria, se ne sono fottuti allegramente del destino di un popolo e in nome di questo hanno fatto quello che cazzo gli pareva.
Dobbiamo giustificare una troia che scappa con l’insegnante di salsa, lasciando marito e figli in nome dell’amore? Dobbiamo essere indulgente verso un pezzo di merda che ha una doppia vita con due mogli e due famiglie perché le ama entrambe? Dobbiamo perdonare un bastardo che stupra una ragazzina cretina perché dice che si amano? Io non credo proprio.

giovedì 14 febbraio 2008

Buon san Valentino a tutti!

Non sto parlando dell'insulsa e consumistica festa dei lobotomizzati dell'amore. Sto parlando dell'anniversario della strage fatta Al Capone! Contrariamente a quanto dice Wikipedia, Al Capone non ottenne il controllo dei Chicago con un'efferata azione violenta, ma vinse perchè il suo rivale irlandese Moran aveva spesso tutti i suoi soldi - faticosamente ottenuti con onesti traffici illegali - in cazzate per innamorati. I superstiti di questa strage decisero di abbandonare i noti traffici mafiosi (gioco d'azzardo, contrabbando e prostituzione) per occuparsi dell'unico business trascurato dai mafiosi di Al Capone. Il business era molto fruttuoso, anche se così altamente deprecabile a livello morale che nemmeno i mafiosi si volevano sporcare le mani. La machiavellica operazione criminale consiste ancora oggi nell'approfittare della festa di san Valentino per svuotare le tasche degli innamorati che vogliono fare una cena romantica. La cena romantica consiste in due fragole a cranio, champagne (infima marca) e un piatto di ostriche al limone cotte a lume di candela. Prezzo della romantica serata: 50 euro a testa. Rigorosamente pagati dall'uomo.

mercoledì 13 febbraio 2008

Pensi che tutti gli uomini abbiano il diritto alla vita? NO!

Le belle notizie che mi fanno incazzare non finiscono mai.
Una donna di 39 anni ha deciso di abortire. Non è sposata e il figlio sarebbe nato senza padre, il figlio avrebbe avuto un’alta probabilità di nascere malformato, una situazione a dir poco insostenibile. La donna aveva presentato anche un certificato psichiatrico che sosteneva che ne andava della sua salute mentale in una situazione simile. Come se ci volesse un certificato per capirlo.
Una volta finita l’operazione, la polizia ha fatto irruzione nell’ospedale, ha interrogato la donna e portato in caserma il feto, per fare accertamenti. Io non studio legge, ma credo che questa donna dovrebbe denunciare i responsabili, portare in tribunale almeno il questore ritardato o chi di dovere responsabile di questo obbrobrio. I capi d’accusa, a occhio e croce, sarebbero
- Violazione della privacy. Una donna appena uscita da un’esperienza non certo piacevole è costretta a subire un interrogatorio sull’avvenuto, come se fosse andata a fare la spesa e come se fosse colpevole di qualcosa.
- Danni morali. Leggi sopra.
- Violazione di struttura pubblica. Fare irruzione in un ospedale, come se si trattasse di una bisca clandestina, rischiando di ostacolare le attività al suo interno.
- Uso irresponsabile di servizio pubblico. La polizia è al servizio dei cittadini. Non di qualche baciapile ritardato che grida all’omicidio quando una povera donna è costretta a fare l’aborto. Hanno deviato una pattuglia della polizia per fare qualcosa di così idiota e privando la città di un suo intervento in caso fosse successo qualcosa di veramente importante


E’ finita? Non credo.
Forse mi sbaglio sulle accuse che meritano gli interessati, ripeto che non studio Giurisprudenza, ma una cosa la so di sicuro.
L’aborto in Italia è legale!
E, anche se, molto probabilmente, presto verrà messo fuori legge dagli idioti che vanno appresso al papa, in questo preciso istante non è così!
Quindi, anche se quegli idioti dei baciapile ritengono ingiusta una legge come quella sull’aborto, ancora non hanno il diritto di rompere le palle perché per ora, questa legge è ancora in vigore, prova del fatto che, da questo punto di vista, viviamo ancora in un paese libero. Per ora…

lunedì 11 febbraio 2008

Un Bot rivoluzionario.

Chi di voi non ha fra i contatti quello di doretta82?
Questa inutile imitazione mal riuscita di un motore di ricerca, il cui unico scopo socialmente utile è quello di venire insultata a freddo da chi chatta quando ha avuto una giornata no. Qualcuno la insulta, qualcuno si diverte a sovraccaricarla di messaci per farla impallare, qualcuno, quando ha seriamente voglia di perdere tempo, la usa addirittura come motore di ricerca.
Mobilitiamoci per permettere la creazione di un contatto VERAMENTE utile.
PORCHETTA82@LIVE.IT
Magari nemmeno questa serve a niente, ma, anche se in realtà non esiste, fa sempre piacere avere fra i contatti una con un indirizzo e una foto così!

giovedì 7 febbraio 2008

Poverino, l'ha fatto per amore!

Che schifo!
Non so se è successo perché l’avvocato difensore era un paraculo o se è perché il giudice era un idiota. Un 34enne condannato per stupro di una 13enne ha ricevuto una diminuzione della condanna perché “era innamorato”.
Bella cosa lo stupro d’amore, è come dire leghista intellettuale, come dire guerra democratica o bomba intelligente o conservatore-liberale!
Uno commette un crimine, ma lo perdoniamo, lo ha fatto per amore!
Mettiamo in chiaro delle cose.
Innanzitutto non esiste uno strumento scientifico e affidabile che ti dica se uno è innamorato o meno, questa è una cosa della quale non ci siamo resi conto ed evidentemente non è solo un problema delle ragazzine che abboccano quando uno si gioca il jolly per trombarsele dicendo “ti amo”. Se uno dice che è innamorato di una persona, non significa necessariamente che lo è!
Secondo.
La gente deve capire che la legge è una cosa, l’etica è un’altra, non sono cose che vanno sempre d’accordo, mettetevelo in testa, un criminale noi lo possiamo comprendere, lo possiamo giustificare, lo possiamo pure perdonare, ma se gli danno 20 anni 20 anni sono!
Se uno di 30 anni va a letto con una 15enne umanamente è un paraculo, ma legalmente è un pedofilo. E se la persona ha 34 anni e la ragazzina ne ha 13 e per di più non sono andati a letto, lui l’ha stuprata, allora –secondo me – andrebbe condannato anche come uomo, non solo come criminale.
Ma che ci volete fare, noi siamo in Italia, la cattolica, sentimentalista Italia.
Questa idiozia è frutto della cultura perversa e idiota di questa società dove le merde come i vari papi e i numerosi Federico Moccia del momeno hanno diritto all’ossigeno.
In quanto cattolici ritardati, gli italiani già sono per il perdono sempre e comunque, se poi il pezzo di merda in questione dice di averlo fatto per amore, sono disposti anche a dargli una medaglia.

Il bello è che questo fatto è successo proprio ora che esce nelle sale "Scusa ma ti chiamo amore". Coincidenza? Forse.

martedì 5 febbraio 2008

Across the Universe



La storia di fondo in sè per sè non è né particolarmente fantasiosa né così originale come si possa pensare...l'ambientazione è la New York degli anni della contestazione giovanile e della guerra nel Vietnam, i personaggi principali sono Jude – un giovane operaio inglese con la passione del disegno partito per l'America per conoscere il padre e cercare fortuna – e una giovane studentessa americana scuffiata di nome Lucy. Classica storia d'amore ambientata nel periodo del sesso libero, della droga e del rock and roll. Bella, emozionante, colonna sonora immortale e canzoni dei Beatles scelte a pennello (adoro la musica e i Fab 4,e siccome trattasi di un musical, la soundtrack ha condizionato il 90% del mio giudizio). Tutto sommato è una storia che, per quanto banale nel suo sviluppo ,va seguita, interiorizzata e VISSUTA. Un paio di note stonate nella produzione del film non mancano ovviamente : eccessiva “sobrietà” e introspezione nell'interpretazione di alcune canzoni utilizzate nel film ( da ricordare “Something” cantata forse in un modo troppo troppo troppo intimista...la canzone era già malinconica di suo,cazzo,così le palle ci cascano proprio in pezzi!) oltre alla scelta di alcuni personaggi a mio avviso del tutto inutili ai fini della storia (uno per tutti Mr Kite, folle zigano da circo che abbindola la combriccola di ragazzetti in un assurdo spettacolino ai limiti della psichedelia) . Altra scenetta non del tutto digerita, la scazzottata dentro al centro di ritrovo dei giovani radicali, copiatissima da un altro film che non starò qui a nominare (“ mamma diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini...”).
Ottimo l'interprete di Max e quello di Jude,personaggi fondamentali del film, un voto minore alla ragazza che interpreta Lucy, il personaggio è abbastanza scialbo e poco reattivo,poco convincente. La solita sgallettata che abbraccia la causa pacifista solo perchè le fa comodo,in un modo o nell'altro,mentre il povero Max – come il povero cornuto del suo ex ragazzo, morto in guerra precedentemente - se ne sta al fronte a rompersi il culo con i Vietcong. Sopra le righe Jude, col solito atteggiamento da fancazzista-menefreghista tipico del ragazzetto europeo medio (per non parlare del solito luogo comune dell'Inghilterra che ci viene presentata come una nazione sporca,umida,fredda e fuligginosa).
Un interrogativo che rimane per tutto il film: Prudence è o non è lesbica? Per tutta la vicenda siamo rimasti attentissimi ad ogni sua parola/atteggiamento/sguardo/movimento per capirne la psiche,ma non abbiamo ottenuto sufficenti prove per trovare una soddisfacente risposta alla nostra domanda: è senz'altro la protagonista più controversa di tutto il film e il più indecifrabile e il tocco di ambiguo che gli è stato dato rende il suo personaggio ancora più interessante... Se fosse stata analizzata più approfonditamente secondo me, ne sarebbe uscita fuori una caratterista niente male,la quale avrebbe reso alcuni dialoghi all'interno del film parecchio più sfiziosi.
Mi adatterò al sistema decimale di voti proposto da Tancredi per dare un giudizio sul film.... decisamente un 7 e mezzo .
Buon pomeriggio e buona visione a tutti.

sabato 2 febbraio 2008

Olimpiadi

Sto guardando la "Coppa europea dei tuffi" o qualcosa di simile.
Mi pongo due interrgativi.
Per prima cosa, vorrei capire quale criterio altamente scientifico utilizzano per giudicare quei complicati tuffi speciali, tipo doppio-avvitamento-carpiato-con-triplo-scappellamento-a-destra-e-patatine-fritte. Se non ci fossero i cronisti che motivano con punteggi e parametri a me incomprensibili i vari tuffi per confrontarli, a me sembrerebbero tutti uguali.
Ma - mettiamolo subito in chiaro - io sono molto ignorante in questo campo e forse è in realtà molto semplice.
Secondo punto.
Mi chiedo perchè in quasi tutti i giochi agonistici, quando arriva il turno dell'Italia, senti nominare dei cognomi incomprensibili, tipo Batki o Dallape. Uno pensa subito che magari si sono sbagliati, magari non era il turno delle hanno chiamato due atleti marocchini o ungheresi. E invece no, i due atleti in questione sono italiani, anche se dal cognome sembrerebbe che sono italiani quanto il Thanksgiving Day.
E, la cosa tragica è che quasi sempre, sono gli unici che prendono una medaglia.

venerdì 1 febbraio 2008

Moralismi.

Bisogna commentare questo.
Al Ministero della Difesa sono molto preoccupati perché dei reparti in Afghanistan usano come stemma una palma che ricorda l’emblema dell’Africa Korps. Gli alti quadri non vogliono dare certo l'impressione di un richiamo al nazismo. Parisi, allarmatissimo, dice che compieranno delle indagini per scoprire la provenienza delle jeep con questi terribili simboli. Neanche si trattasse di un reparto che ha stuprato un intero villaggio.
Ora bisogna dire che l’idea di mettere una palma in un’unità che opera in un territorio prevalentemente roccioso è un po’ una vaccata, dato che le palme sono rare in quella zona, è il solito stereotipo che uno applica un paese straniero, come dire “Sono sicuro che questi afgani mangiano un sacco di cous cous e kebab”.
Ok, è molto riduttivo e impreciso, ma oltre a questo fatto, che c’è di male?!
Che ne sanno i burocrati del Ministero della difesa, coi grassi culoni che poggiano sulle poltrone di come se la passano i soldati laggiù? Certo, quando si sta sotto il climatizzatore e con un bel bicchierone di acqua ghiacciata si è tanto bravi a fare i moralisti!

Primo: non tutti i soldati dell’Afrika Korps erano nazisti o fascisti, erano soldati che facevano il loro lavoro, non stiamo parlando di un corpo di invasati come le SS o le Camicie nere.Per esempio, Rommel, comandante dell’Afrika Korps fu coinvolto nella congiura dell’attentato contro Hitler e per questo costretto al suicidio.
Secondo.
Quando uno sta in un paese straniero, al caldo di giorno, al freddo di notte, rischia di morire e non vede una donna da mesi, ha diritto di fare quello che cazzo gli pare, nei limiti dell’umanità. E accettare di far parte di un reparto contrassegnato da un certo simbolo (oltretutto fa parte della prassi sul campo, per distinguere un’unità dall’altra e avere un minimo di senso di appartenenza) non fa male a nessuno! E’ lo stesso discorso che venne fatto qualche mese fa su dei soldati tedeschi che si erano fatti fotografare davanti a una pila di teschi. Ok, è macabro e di cattivo gusto, ma non hanno fatto male a nessuno. Usare simboli particolari, scherzare con la morte e richiamarsi a qualche immagine del passato è un modo per esorcizzare la paura ed è un loro diritto.
Terzo.
E’ ipocrisia pura rompere le palle ai soldati perché usano un certo simbolo. Se ce ne sono, dovrebbero condannare soldati che compiono atti di violenza o uccidono a sangue freddo e queste sono cose che possono essere compiute sia quando sei rappresentato da un simbolo che richiama il nazismo, sia quando rappresenti uno stato democratico e civile.
Perchè la guerra è guerra, se sganci tre tonnellate di napalm su un villaggio di pastori non cambia molto se sull'ala del tuo aereo c'è una svastica o la bandiera della pace.
Neanche se c'è l'omino della pubblicità dei marshmallow, con quei soffici e dolci gnocchi di lichene. Il napalm resta napalm.

NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.
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