LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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domenica 24 febbraio 2013

Pronostici

Ho votato, non dico per chi, come ha voluto fieramente sbandierare su fakebook in questi giorni facendomi due palle così invece che parlare di tette e maltrattamento degli animali come fanno le persone per bene durante tutto l'anno.
Il mio pessimismo a riguardo è medio e vorrei condividerlo con queste mie previsioni.
Iniziamo da chi ne soffrità di più e con più probabilità.
Fermiamo il declino e Rivoluzione civile in coda.
Trattasi dei due movimenti che, per ragioni esibizionistiche o più o meno valide, hanno deciso di correre da soli contro partiti più grandi. Il Partito di Giannino sarà probabilmente quello in fondo a tutti, Giannino si riciclerà come buffone di corte e lo rivedremo fra qualche anno.
Ingroia andrà sicuramente un po' meglio, probabilmente supererà lo sbarramento. Lui, che almeno una Laurea vera ce l'ha, se dovesse andare male dovrebbe riciclarsi più facilmente e in minor tempo. Salvo rappresaglie da parte dei vincitori, comunque poco probabili.
Forza Nuova/Casa Pound e cagate simili vs. Lista Civica per Monti.
È un autentico piacere per me menzionarli insieme, godo all'idea di quanto rosicherebbe un forzanuovista nell'essere inserito accanto alla lista montiana.
Li ho messi insieme perchè, anche se diametralmente opposti, avranno delle percentuali simili.
I fascisti, in quanto partito ridicolo, da sempre si attestano su percentuali significative, ma non alte per fortuna, probabilmente avranno attirato voti di parecchi disperati/sfigati/arrabbiati in questo periodo, anche se una parte importante di tali disperati/sfigati/arrabbiati è stata scippata dal M5S. Monti da parte sua, che nel suo Partitello ha messo insieme Fini e Casini e altri moderati del cazzo, deve fare i conti con l'essere attualmente la persona più odiata dopo Adolf Hitler e Pistorius. Del resto l'odio per Monti in larga parte meritato: il suo governo è stato effettivamente mediocre, senza contare che era stato chiamato come tecnico e non si è fatto da parte dopo quello o sbagliato, giusto o sbagliato che sia. Sicuramente Monti otterrà qualche voto in più degli sfigati neri, più che altro grazie al ritardo mentale degli elettori cattolici che ha portato casini ma lo stacco coi fasci sarà di 5-8 punti percentuali al massimo.
In caso di inevitabile sconfitta, Monti tornerà all'Università, Casini riesce sempre a stare a galla, Fini ha deciso di fare harakiri politico e di sparire per sempre. Ma non si annoierà, ve l'assicuro.
Veniamo ai primi 3 partiti, quelli con più incognite su chi prevarrà: PD, PdL e M5S.
Gli ultimi sondaggi li vedono nell'ordine in cui li ho nominati.
Ma io sono pessimista.
Il ritardo mentale degli italiani è da sempre il più grande alleato della Destra, quindi parlo sia di Berlusconi che di Grillo. E anche di una parte di qualche rappresentante del PD, solo che oltre a essere di Destra mancano di Carisma.
Lo scherzetto della restituzione dell'IMU è sicuramente qualcosa in cui i polli credono.
Nessuno del PD ha messo in chiaro che, grazie agli imbecilli che ci hanno creduto, le poste sono state intasate da ritardati che speravano di avere da subito il rimborso.
Qui non c'entra la polemica sul fatto che quello di Berlusconi è un voto di scambio, tutti i Partiti ricorrono al voto di scambio, solo che Berlusconi vi ricorre in mahiera aperta e più diffusa di altri. La cosa grave è che con questo suo scherzetto migliaia di persone hanno dovuto perdere tempo nelle già imbarazzanti file delle poste italiane per colpa di gente che non avrebbe il diritto di uscire di casa causa stupidità.
E se il PD non ha detto niente, manco Grillo l'ha fatto, dato che la stragrande maggioranza delle sue forze le usa per criticare la Sinistra e quasi mai Berlusconi.
Il peggiore scenario politico che immagino e non trovo neanche troppo improbabile è il seguente: Berlusconi rivince grazie ai soliti trucchetti, seguito da grillo e i suoi sfigati/disperati/arrabbiati e in fondo il PD, colpevole della solita poca incisività.
Una tragedia.

lunedì 8 ottobre 2012


 Scandalo su un volo Ryan Air a bordo del quale il comandante ha annunciato l'arrivo a Bari descrivendola come la città della Mafia e San Nicola. Cretini ignoranti. Si dice Sacra Corona Unita!

Sciopero in Cina nelle fabbriche di componenti per l'iphone. Finalmente gli italiani si interesseranno di politica economica nei paesi all'estero!

Polverini si rilassa dopo le dimissioni. Finalmente può andare in giro senza sforzarsi di non sapere assolutamente niente dei soldi che stanno sperpreando i suoi amici!

Attiviste Femen nude al Louvre per protesta contro l'episodio che ha visto una tunisina stuprata e in seguito accusata di offesa al pudore. Questi tunisini non hanno proprio idea di cosa sia un'offesa al pudore!

Accusato di stupro in Germania. Pena ridotta perchè lo stupratore e sardo e quindi giustificato da una provenienza culturale tipicamente aggressiva e pericolosa. Svolta per la difesa di Silvio Berlusconi: era inevitabile che succedesse qualcosa con tutte le ville che ha da quelle parti!

L'imposizione dell'Imu alle attività commerciali collegate alla Chiesa esula dalle competenze del Decreto Legge. Dovevano prima chiedere il permesso alla Mafia

Batman-Fiorito resta in carcere. Tanti sforzi per spingercelo dentro attraverso la porta, ora chi ce lo fa fare di ritirarlo fuori?

Monti: politica tanto bisfrattata, ma ha dato prova di coesione. Ma tanto noiosa per il posto fisso e ben retribuito

Polverini: non ci sono i tempi tecnici per votare a dicembre. Ora ci dovremmo occupare di una ben più importante emergenza ambientale: chi se le magna tutte quelle ostriche?

Continuano le discussioni sulle regole da adottare per le primarie del PD. Renzi, Vendola e Bersani ancora litigano per chi di loro si chiamerà Mr Black.

Sallusti: vengano a prendermi e facciamola finita con questa pagliacciata. Si riferisce al suo giornale indubbiamente.

Basta criticare gli italiani che stanno in fila per l'iphone mentre in Spagna e Grecia si scende in piazza. Ora gli italiani manifestano la loro indignazione. Da facebook mobile

Gioia nel mondo della Chiesa per l'utilizzo di cellule staminali adulte nella ricerca invece che di quelle empbrionali. Meglio evitare cellule minorenni!

giovedì 6 settembre 2012

C'è chi può e chi non può

Gli italiani sono i soliti geni.
Credono a tutto quello che gli si dice.
E quando gli dici qualcosa che ha a che fare con un'azione malvagia di Monti ci credono pure di più, spinti da un'ottusa demenza del capro espiatorio.
Certo, Monti si sta rivelando indubbiamente un cavallo zoppo, ha alzato le tasse e i tagli e imposte promessi che tutte le persone intelligenti speravano che facesse (tagli alla Politica e tasse patrimoniali fra i più importanti) non sono stati fatti.
Fra le ultime delusioni figura la mancata abolizione dell'ICI ai beni immobili della Chiesa.
L'abolizoone ci sarà, ma non per ora, tutto rimandato al 2013.
Peccato che la cosa non suscita lo scalpore che dovrebbe. Gli italiani si sono scandalizzati per nuove presunte tasse sui tatuaggi, sugli animali equella sulle bevande gassate. Le prime due si sono rivelate delle bufale a cui mezza Italia ha creduto, l'ultima ancora aspetterei la conferma perchè non si sa mai.
In questo gli italiani dimostrano di meritare il triste destino che hanno. Si indignano per stronzate, non per cose veramente gravi. Ti indigni perchè dovrai pagare per il tuo barboncino o il tuo strupido tatuaggio, ma caschi dalle nuvole quando scopri che c'è chi è più ricco di te e le tasse non le paga mai.
Perchè gli italiani non riescono a capire che se pagano tante tasse non è colpa di Monti, è colpa di chi non le paga. Ma purtroppo gli italiani non riescono ad avere una visione di insieme, non riescono ad andare oltre il loro orticello. O meglio, non oltre la loro chiappa destra sulla quale speravano di scrivere CHIARA PER SEMPRE.
Monti effettivamente si sta scavando una fossa.
Fa proposte di riforme, ma le fa senza il polso e senza che siano realmente decisive.
Lo fa perchè ha paura di trovare un'opposizione troppo netta nei suoi confronti, quindi cerca di temperare le riforme varate e di non pestare piedi a pezzi troppo grossi che gli potrebbero bloccare tutto sul nascere. Peccato che non serva a niente, dato che è ugualmente bollato come tiranno amico delle banche e dei ricchi.
A questo punto sarebbe stato più intelligente se avesse preso le redini in mano e mazzolato sul serio, ricchi, preti e banche. Ma non ha avuto il coraggio e ha preferito procedere con cautela. Inutilmente.
Procedendo con cautela ci metti più tempo per varare riforme necessarie e probabilmente trovi lo stesso un'opposizione feroce per tutto quello che farai. Questa lentezza accompagnata da proteste genera instabilità e l'instabilità è nutrimento puro per il fantasmatico spread.
Monti è un po' come Prodi.
Non è un politico becero, è uno che crede nel mercato e nella democrazia e un po' troppo pusillanime per tirare fuori i denti ed escludere dalla politica quelle componenti inutili e reazionarie che vanno contro di lui per principio e che voterebbero per il suo abbattimento fisico. Il modello del signore troppo tenero di Machiavelli: troppo buono, troppo moscio e inevitabilmente destinato a una fine violenta per colpa di un popolo perennemente insoddisfatto o di un avversario politico aggressivo.
Ho sentito gente istruita dire che Prodi è stato il peggior Capo del Governo nella storia italiana.
Dopo le elezioni lo diranno di Monti, che se non altro ha l'alibi di essere stato convocato come tecnico.

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domenica 30 ottobre 2011

Vecchie idee che non funzionano più

I grandi leader del passato hanno il difetto di essere presi ad esempio nelle generazioni che seguono, che li prendono come punti di riferimento anche in contesti dove i grandi leader in questione si troverebbero assai disagiati.
O meglio, se queste grandi personalità avessero espresso le stesse idee e nella stessa maniera al giorno d'oggi, si sarebbero trovate come pesci fuor d'acqua.
Ritengo che questo non sia una cosa del tutto certa, dato che le grandi menti in questione - in quanto grandi menti - magari si sarebbero meglio adattate al cotesto in cui vivevano e avrebbero trovato soluzioni creative adatte a quel contesto che avrebbero avuto la stessa efficacia delle altre soluzioni per le quali sono diventati famosi.
Esempio.
Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee.
Questa frase di Voltaire era in linea col suo spirito illuminista, dedito al rispetto dell'altro, delle sue idee e della sua libertà di pensiero.
Voltaire non era un cretino, solo che ha il grande difetto di essere vissuto in tempi diversi, dove l'Umanità non ha conosciuto lo scempio del nazismo, del fascismo, del berlusconismo, dell'era reaganiana, del rigurgito papista e del leghismo.
Voltaire credeva nella democrazia in un periodo in cui la democrazia era un sistema innovativo e reso ancora più sfizioso perchè non concesso, la democrazia non era ancora non la sua più bieca e abusata aberrazione di oggi.
Sono fermamente convinto che Voltaire oggi non avrebbe detto una cosa simile.
Perchè dovrei morire per difendere le ridicole idee di un violento che non rispetta le mie?
Crepasse fra atroci sofferenze, con buona pace della libertà di pensiero.
Non so cosa avrebbe detto Voltaire oggi, probabilmente qualcosa di profondo come la prima frase, ma più adatto ai nostri tempi.
Perchè Voltaire non era un cretino.
Purtroppo, il secondo grande difetto delle grandi menti è che non danno garanzie sull'intelligenza di chi li segue nelle generazioni future. In genere a ogni generazione che segue i seguaci non critici di un pensiero diventano sempre più scemi. Basti pensare al cristianesimo che di generazioni ne ha attraversate.

Altro grande pensatore: Gandhi.
Neanche lui era scemo e, insieme ad altri, è uno dei rappresentanti della lotta non violenta.
La lotta non violenta nasce in un preciso contesto storico e socioeconomico: le colonie britanniche.
La situazione che vigeva nelle colonie britannica (e, in generale, in ogni colonia europea) era semplice: pochi colonialisti bianchi europei detenevano il potere e governavano il restante 90 e passa per cento della popolazione.
Quando pochi governano su tanti ci sono due vie d'uscita da una situazione così ingiusta: o la lotta armata o quella non violenta.
La prima è la più semplice, ma comporta il rischio di una sconfitta e, come effetto collaterale, comporta grandi costi in termini di vite umane.
Se gli indiani si fossero ribellati in maniera violenta sarebbe scoppiata una guerra.
La loro superiorità numerica non avrebbe grantito la vittoria sugli inglesi meglio armati e, anche se avessero alla fine vinto, gli indiani avrebbero dovuto affrontare anni di guerra sanguinosa contro l'Impero britannico.
Gandhi ha evitato questo con la lotta nonviolenta.
Un popolo schiavizzato che, in maniera unita e compatta, incrocia le braccia e rifiuta di lavorare, di mangiare e di sottostare alle regole di pochi ingiusti dominatori, vincerà.
Gandhi ha fatto questo.
Ha unito un intero popolo e ha ottenuto l'indipendenza senza causare milioni di morti.
Per questo era un grand'uomo
Certo, le condizioni dell'India non sono tanto migliorate rispetto a quando era una colonia britannica; indiani e pakistani si sono ribellati insieme contro il dominatore inglese, ma dopo averlo cacciato si sono ritrovati a fare i conti con le loro differenze, la creazione dello stato pakistano ha provocato deportazioni forzate da milioni di morti e ancor oggi l'esistenza del Pakistan è causa di grande instabilità nella zona; India e Pakistan ora possiedono armi atomiche che potrebbero usare fra loro, alla faccia del pacifismo!
...ma questo è un altro discorso.
Gandhi resta un grande personaggio.
Il problema è chi lo segue ancora oggi, senza rendersi conto che la dottrina nonviolenta ha poco spazio nelle politiche di oggi.

Premetto che quello che sto per dire non intende minimamente appoggiare i black bloc, che sono sono solo un coacervo di violenti, studenti universitari falliti, ragazze madri precarie frustrate (leggasi: sgualdrine sprovvedute che non hanno il coraggio per abortire o l'intelligenza di farlo protetto) senza un minimo di progetto politico.
La frase da un milione di dollari è questa: il pacifismo è superato e fuori luogo oggi.
Questione di numeri.
Gandhi in India aveva dalla sua l'intero popolo indiano riunito, a prescindere dalla religione o dalla provenienza geografica, contro i britannici: il 90% e passa della popolazione contro uno scarso 10% e anche meno.
Negli anni '60 il divario fra forze innovatrici e reazionarie era minore, ma sempre favorevole: diciamo a occhio 60% abbondante contro neanche un 40%.
In un simile rapporto di numeri la democrazia ha senso, come ha senso la lotta nonviolenta.
In caso che la democrazia fallisca, ad esempio quando la rappresentanza non rappresenta minimamente il popolo, c'è la possibilità che tutto il popolo si riunisca e che ottenga ciò che vuole mediante scioperi, manifestazioni, scioperi della fame, eventi culturali che sensibilizzano l'opinione pubblica e altri metodi non violenti.
Oggi non si può più fare.
Perchè?
Semplice: è una questione di numeri.
Viviamo in tempi reazionari e questo significa che la proporzione fra forze innovatrici e conservatrici è 50 e 50.
Sono finiti i tempi dell'illuminismo o della reale partecipazione politica.
Ora siamo circondati da idioti.
La democrazia ha fallito, completamente.
Ne è la prova il fatto che nel mondo esistano movimenti e partiti addirittura che vanno completamenti contri i principi più essenziali della democrazia e della civiltà.
Il semplice fatto che esistano è una prova del fallimento.
Se Voltaire avesse conosciuto i partiti nazisti, fascisti, leghisti, nazionalisti o vari movimenti di delusi qualunquisti che ammorbano il mondo, avrebbe subito appoggiato la monarchia assolutista, neanche quella illuminata.
Non si può essere pacifisti con loro, non si può essere tolleranti, è inutile quanto cercare di discutere con loro.
In ogni caso al pacifismo mancano - continuo a ripeterlo - i brutali numeri per essere efficace.
Quando c'era Gandhi che faceva una marcia nonviolenta insieme a 5 milioni di indiani nella città di Bombay erano veramente cazzi. L'economia si bloccava e i 4 inglesi che dovevano gestire Bombay si mettevano le mani fra i capelli, perchè venivano a mancare i lavoratori e i 4 poliziotti bianchi addetti all'ordine pubblico di certo non potevano prelevare a forza tutti e 5 i milioni di manifestanti per portarli in questura o in qualunque altro luogo.
Oggi non è così.
Sì, magari una manifestazione dell'Opposizione riesce pure a raggiungere numeri esorbitanti per quanto riguarda la partecipazione.
Ma non combinerà mai niente. Non ci riuscirebbe neanche se gli organizzatori della manifestazione trovassero una linea comune di protesta.
Non succederà mai, ma facciamo finta che ci sia una guida unica.
Facciamo finta che sia una manifestazione completamente pacifista: non ci sono black bloc, nè infiltrati della polizia, nè facinorosi dei centri sociali, nè ragazzini del liceo che hanno fatto sega a scuola e vogliono fare casino, nè politici idioti che pretendono di imbucarsi nella manifestazione rischiando il linciaggio per la loro imbecille e inutile condotta politica, nè teste calde indipendenti o di sottogruppi vari.
Vanno tutti uniti e pacifisti a fare la solita manifestazione nel centro di Roma.
Può anche filare tutto liscio come l'olio se tutti (cioè mai) i membri del corteo si comporteranno nella stessa maniera non violenta.
Finisce che incontri un corteo di Forza Nuova (o Blocco Studentesco o Casa Pound, insomma non ho memoria per le cose insignificanti e ridicole!).
I forzanuovisti sono dei poveri bimbi confusi per natura, quindi spesso capita che manifestano contro lo stesso Governo che, in fondo, non è neanche tanto diverso da loro se parliamo di ritardo mentale reazionario. Ma manifestano contro di esso perchè la play non funziona e non hanno un cazzo da fare. E se ci scappa un incontro fortuito contro un corteo di Sinistra giù botte.
E qui casca l'asino.
Il rapporto fra forzanuovisti e membri dell'altro corteo è sicuramente a favore del secondo.
Ma arrivano i problemi.
I bimbi di Forza Nuova sono solitamente degli adolescenti incazzati e confusi in maggioranza maschi; i membri del corteo della parte opposta hanno un'età media più alta e il rapporto maschi-femmine è quantomeno uguale.
Togliamo dal tafferuglio i più vecchi e i più piccoli e almeno una parte delle femmine (non tutte, mai dire mai!).
Possiamo alla composizione del gruppo pacifista.
La rappresentanza dal PD se la dà a gambe appena subodora puzza di botte. O di qualsiasi altro genere di confronto serio.
Il gruppo Sinistra Ecologia e Libertà è per natura pacifista, il che vuol dire che qualcuno tela via, mentre gli altri rimangono a prendere le botte.
I grillini probabilmente stanno facendo la manifestazione da un'altra parte perchè non si mischiano ai seguaci dei partiti blablabla.
La vecchia guardia ancora dichiaratamente stalinista ha un'età media purtroppo molto alta e anche quella non la si conta per un ipotetico scontro.
Forse restano quelli di IdV.
Morale della favola: un ipotetico corteo di 1 milione di persone, ipoteticamente unito, viene disperso o quantomeno ostaclato appena incontra un gruppetto di 5000 falliti.
Non perchè i 5000 falliti sono forti combattenti virili come i guerrieri di 300 che hanno voluto erigere a modello, ma perchè i pacifisti dall'altra parte si fanno menare. O almeno, gran parte va via perchè perchè se non può rispondere alla violenza per principio meglio che fugga, un'altra parte si prende le botte e quei pochi che giustamente reagiscono con le botte sono in minoranza e sanno che dopo verranno criticati dagli stessi compagni masopacifisti.
Gandhi non aveva questi problemi: ai suoi tempi non trovava un contro-corteo del movimento noi vogliamo restare inglesi anche se calpestano le nostre tradizioni e rovinano il nostro paese.
Negli anni della contestazione non c'erano tutte queste stronzate sul pacifismo.
Se un comunista incontrava un fascista lo prendeva a sprangate come meritava.
Allora vi era un'autentica disperazione e povertà del contestatore che scendeva in piazza.
Oggi il contestatore medio parla di pacifismo e nonviolenza, ma la verità è che non vuole fare a botte perchè ha paura di perdere il suo costoso i-phone nel tafferuglio!
Quali sono i paesi che in questo periodo sono riusciti a liberarsi dai dittatori che li opprimevano?
Tutti quelli dove il popolo è sceso in piazza col fucile e non con 4 slogan pieni di astio, ma all'insegna di una lotta senza violenza!
Perchè se i libici, gli egiziani e i tunisini avessero optato per la lotta nonviolenta col cazzo che si liberavano dai loro tiranni!


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giovedì 20 ottobre 2011

E un altro via






Muore Micheal Jackson Muammar Gheddafi.


Esecuzione sommaria senza processo. E poi dicono che in quei paesi sono inefficienti!
Berlusconi se ne esce con frasi in latino sul suo decesso.


Furbo. Doveva dire qualcosa per forza ma era di fronte a un dilemma: se avesse detto qualcosa contro di lui sarebbe stato attaccato perchè meno di un anno fa gli leccava il culo, se avesse invece detto qualcosa a suo favore sarebbe passato per essere simpatizzanti di un dittatore.


Invece la sua frase in latino è abbastanza fumosa da non esporlo. Fra l'altro chi cazzo lo capisce il latino ormai?!




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venerdì 14 ottobre 2011

Indignatos

In questi giorni se n'è sentito parlare, anche se non ha avuto una grande diffusione mediatica rispetto a movimenti simili in passato o notizie veramente importanti come il nuovo look di Michele Misseri.
Per quello che ho capito codesti indignatos nascono in Spagna e il loro movimenti sta esportando la propria impostazione anche all'estero.
Niente di nuovo in sostanza, l'indignato è il classico deluso di sinistra, che in questo caso se la prende con Zapatero.
Povero Zapatero: attaccato da Destra perchè di Sinistra, attaccato dal Centro Sinistra perchè troppo di Sinistra (e perchè ben più carismatico e con le idee chiare di tutti i leader della nostra opposizione messi assieme), ma anche dalla Sinistra perchè non abbastanza di Sinistra.
Perfino Prodi è meno odiato in questo periodo rispetto a lui!
Torniamo agli indignati. Sostanzialmente sono dei grillini composti da una percentuale maggiore di portatori di idee di sinistra.
Il loro programma politico aldilà dei soliti slogan è ben poco chiaro ed esplicitato, talmente poco esplicitato che l'ho trovato su un sito libertario che - per ovvie ragioni - lo tartassa.

-Eliminazione dei privilegi della classe politica:



  • Stretto controllo sull’assenteismo. Istituzioni di sanzioni specifiche per chi non onori le proprie funzioni pubbliche.


  • Eliminazione dei privilegi nel pagamento delle tasse, nel conteggio dei contributi lavorativi e nel calcolo degli anni per ottenere la pensione. Equiparazione dello stipendio degli eletti al salario medio spagnolo con la sola aggiunta dei rimborsi indispensabili all’esercizio delle funzioni pubbliche.


  • Eliminazione dell’immunità associata all’incarico. I delitti di corruzione non si prescrivono.


  • Pubblicazione obbligatoria del patrimonio di chiunque ricopra incarichi pubblici.


  • Riduzione degli incarichi “a chiamata diretta”.
Questa prima parte personalmente mi va bene, un po' scontata al massimo. Ovviamente il sito in questione bolla queste proposte come populiste (e qui ci sta anche bene) e come sintomo dell'invidia collettivista che mira al portafoglio altrui. E questo è già uno di quei punti che mi confonde rispetto al libertarismo. Se il libertarismo si batte contro lo stato perchè ne difende gli inetti e corrotti rappresentanti?

- Contro la disoccupazione:



  • Ridistribuzione del lavoro stimolando la riduzione della giornata lavorativa e la contrattazione fino ad abbattere la disoccupazione strutturale (sarebbe a dire raggiungere un tasso di disoccupazione inferiore al 5%) = Iniziamo a navigare nel terreno della pippa mentale. Certo è perverso e ingiusto che ci siano persone che non lavorano e darebbero un rene per lavorate e persone che lavorano 10 ore al giorno in strutture sotto organico. Tuttatvia non credo esista un paese che si auguri un tasso di disoccupazione superiore al 5%. Se esiste disoccupazione è perchè non ci sono soldi per creare altri posti di lavoro. Inoltre ci sono persone che sono felici di lavorare a tempo pieno, chi lo sono quando hanno un part time e c'è chi continua a vivere anche senza lavoro. Se costringiamo tutti a lavorare 5 ore al giorno perchè non accettiamo di superare quel 5% finisce che non saarà contento più nessuno.




  • In pensione ai 65 anni e nessun aumento dell’età pensionabile fino all’eliminazione della disoccupazione giovanile. = Altra pippa fuori dal mondo. Certo, non è giusto che si costringa la gente a lvorare fino alla morte. Ma esiste un dato di fatto inoppugnabile: siamo sempre più vecchi. Moriamo più tardi, iniziamo a lavorare più tardi, diventiamo indipendenti più tardi. Spostare l'età pensionabile rende tutto ciò più coerente. Qualche anno fa esistevano i baby pensionati, individui che lavoravano qualche anno e poi, se volevano, potevano scroccare senza più lavorare e ho sentito parecchi di questi baby pensionati che avevano pure di che lamentarsi. Se dobbiamo prendercela con qualcuno, prendiamocela quindi con chi mandava la gente in pensione troppo presto ieri e non con chi ce li vuole mandare più tardi oggi.




  • Vantaggi per le imprese con meno del 10% di contratti a tempo. = Questa mi va anche bene in linea di massima. Chi lavora con mini contratti non ha tempo per perfezionarsi, svolge un lavoro meno valido. Il ragionamento delle aziende che dicono di far lavorare con contratti brevi per essere concorrenziali in realtà dicono una gran buffonata, perchè chi gestisce una marea di schiavi sottopagati, infelici e con poca esperienza, non può fornire un servizio in grado di sopravvivere al libero mercato. Ovviamente vale solo per aziende che si basano su manodopera specializzata perchè le aziende che producono prodotti di scarsa qualità che hanno bisogno di scarse competenze per essere prodotti e distribuiti possono essere anche assumere scimmie ammaestrate per una settimana e buttarle fuori dopo poco tempo.




  • Sicurezza nel lavoro: divieto del licenziamento collettivi o per cause oggettive nelle grandi imprese che non siano in deficit, controlli fiscali alle grandi imprese per evitare il lavoro a tempo determinato quando invece potrebbero assumere a tempo indeterminato = Idem come sopra, dipende dall'azienda. Sarebbe ideale che il lavoratore avesse uno sputo di garanzia, ma imporre questi controlli così pesanti a qualunque azienda, prescindere dalla tipologia, ricorda effettivamente quello statalismo intromissivo che a me fa sorridere e manda in crisi anafilattica il liberista




  • Reintroduzione dell’aiuto di 426 euro a persona/mese per i disoccupati storici. = Mi può anche andare bene, ma insieme alle altre richieste è davvero ridondante. O permetti al lavoratore di avere contratti che gli permettano di fare progetti per il futuro oppure gli dai un sussidio continuo nel tempo. Ma non tutti e due. Sembra di essere nel paese dei balocchi! E parlare di cose simili in periodo di crisi è davvero da illusi!
- Diritto alla casa:



  • Esproprio statale delle case costruite in forma massiva e che non siano state vendute: diventeranno case popolari.= Bhe, bisognerebbe capire poi con quali criteri saranno concesse queste case popolari. Che io sappia, almeno in Italia, le danno a caso




  • Aiuti per l’affitto ai giovani e a chiunque si incontri in condizioni di bassa disponibilità economica = Ok, siccome io vivo ancora a casa coi miei forse non sono affidabile nell'esprimere un parere. Ma non sarebbe più sensato lavorare in modo che i giovani possano possano accedere prima e a condizioni migliori al mondo del lavoro? Ci sta un 30enne laureato che si mantiene facendo il cameriere. Invece di fargli questo sconticino e dargli l'illusione di essere un adulto con un'occupazione remunerativa e soddisfacente solo perchè ha lasciato la casa dei suoi, non sarebbe meglio aiutarlo ad avere veramente un'occupazione remunerativa e soddisfacente?




  • Si permetta, in caso di impossibilità nel pagare l’ipoteca, la sola riconsegna della casa. = Questo si riallccia al discorso di prima. Ti hanno dato l'illusione di poterti permettere unacasa col lavoro di merda che hai solo perchè ti hanno fatto lo sconto. Poi voglio vedere che succede se finisci sotto!
In ogni caso tutti questi punti vanno contro un principio secondo me valido, che se non lo è per voi mi dispice tanto: la casa non è un diritto che devi avere garantito da altri, la casa te la devi guadagnare.

- Servizi pubblici di qualità:



  • Eliminazione delle spese inutili delle amministrazioni pubbliche e creazione di un organo indipendente di controllo dei bilanci e delle spese. = OK




  • Assunzione di tutto il personale sanitario in attesa di assunzione. = Mha, insomma. Tutte queste affermazioni che comportano tutto o tutti le boccio a prescindere




  • Assunzione del personale in attesa nel settore dell’educazione per garantire una giusta proporzione alunni/insegnanti, un adeguato numero di professori di supplenza e i professori di appoggio (ndr ai diversamente abili).= Ok




  • Riduzione delle tasse universitarie ed equiparazione dei prezzi dei master a quelli della normale carriera universitaria. = Una cazzata immane. Il diritto allo studio si esaurisce alle scuole superiori, la cosa giusta sarebbe migliorare la qualità delle superiori, non spingere tutti all'Università, anche perchè se mancano le basi della scuola dell'obbligo l'Università non vale niente. Se tutti quanti vanno all'Università perchè c'è lo sconto 3x2 finisce che dopo l'Università ci sono migliaia di laureati senza lavoro. E quelli che avranno lavoro sono sempre quelli con abbastanza soldi da permettersi ulteriori corsi o quelli con il parente che garantisce il posto. Significa quindi che il figlio del medico farà il medico e il figlio del proletario finirà a fare il proletario perchè si è laureato, ma dopo non ha battuto chiodo ed è finito a fare il proletario. Anzi, probabilmente si farà fottere il posto da quel compagno di classe al liceo che non voleva studiare, ma almeno ha avuto l'onestà di non provare a iscriversi all'Università. Che affarone!




  • Finanziamento pubblico alla ricerca per garantirne l’indipendenza= OK




  • Trasporto pubblico poco costoso, di qualità ed eco-sostenibile: reintroduzione dei treni che ora vengono eliminati per far spazio all’alta velocità ed quindi dei relativi prezzi originari. Riduzione dei prezzi degli abbonamenti al trasporto pubblico, riduzione del traffico su gomma all’interno dei centri urbani, costruzione di piste ciclabili. = In linea di principio sono daccordo, ma queste proposte di ambientalisti sono incoerenti. Vuoi il trasporto pubblico più efficiente? Peccato che appena inizi a proporre un progetto arriva l'ambientalista che prima ti appoggiava, ma ora si oppone perchè costruire una metro significherebbe disturbare il rito d'accoppiamento del ratto in amore!


  • Servizi sociali locali: applicazione definitiva della Ley de Dependencia (assistenza alle persone dipendenti, per malattia o vecchiaia), istituzioni delle reti di assistenza locali e municipali e dei servizi locali di mediazione e tutela. = e ok


-Controllo delle banche:





  • Divieto di qualsiasi tipo di salvataggio o iniezione di capitale pubblico. Le banche in difficoltà dovranno fallire o essere nazionalizzate per tramutarsi in banche pubbliche sotto controllo sociale.


  • Aumento della tassazione alle banche in forma proporzionale alla spesa sociale provocata a conseguenza della cattiva gestione finanziaria.


  • Restituzione alle finanze pubbliche dei prestiti statali concessi nel tempo.


  • Le banche spagnole non possono investire nei paradisi fiscali.


  • Sanzioni nei casi di cattiva prassi bancaria e di speculazione.
- Fisco:



  • Aumento delle detrazioni d’imposta sui grandi capitali e le entità bancarie.


  • Eliminazione del Sicav (società d’investimento a capitale variabile)


  • Reintroduzione della tassa sul patrimonio.


  • Controllo reale ed effettivo sulle frodi fiscali e sulla fuga di patrimoni verso i paradisi fiscali.


  • Proporre la “Tobin-Tax” a livello internazionale.
A occhio mi vanno bene tutte, a parte quella del Sicav e della Tobin Tax che non conosco abbastanza bene per poter dare giudizi. Peccato che non verranno mai accettate.


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martedì 11 ottobre 2011

Il re è nudo. E non è un bel vedere.

Governo battuto alla Camera.
E non per cosette frivole, ma per questioni fiscali. E quando ci stanno in mezzo i soldi sono volatili amari. Pare che il Governo si sia ritrovto sotto per colpa degli assenti. Una brutta figuraccia per Brunetta, che si vanta continuamente del fatto che con la su politica di tolleranza zero i dipendenti pubblici hanno aumentato l'efficienza, e ora si ritrova si ritrova con dei colleghi che si assentano proprio nel bel mezzo di un momento critico per il Governo di cui fa parte come dipendente strapagato per dare sempre ragione al capo che tutti conosciamo rappresentante.
Continua a essere sconvolgente che il Governo non sia sotto in maniera decisiva, ma del resto era inevitabile con una legge elettorale simile e con un intera ala del Parlamento nel libro paga di Berlusconi.
Non per mettermi a gridare al lupo al lupo, ma se il Governo deve essere messo in difficoltà è più probabile che succeda per questioni di soldi e non per gli scabrosi e ormai noiosi affarucci sessuali di Berlusconi.
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mercoledì 14 settembre 2011

Cose turche

Anche se quest'anno sono andato in vacanza in Ungheria, quindi in un luogo storicamente e culturalmente antagonista alla Turchia, ricordo con piacere il mio soggiorno a Istanbul dell'anno scorso. Da allora sono cambiate un paio di cose in Turchia e nel mondo.
Nel periodo in cui ci sono stato stavano facendo il riferendum per cambiare la Costituzione, risalente al periodo di Mustafa Kemal, detto Ataturk.
L'Ataturk aveva fatto un bel paio di cosette non certo carine fra purghe, genoicidi e accentramento dei poteri, ma va detto a sua discolpa che la sua guida aveva permesso al paese di attraversare un periodo di transizione non certo allegro e che sotto la sua dittatura la Turchia era diventata un paese islamico relativamente laico rispetto agli omologhi più a est e a sud.
Col cambio della Costituzione il Paese subirà un viraggio di rotta.
Da una parte verrà abbattuta l'eredità di Kemal, eredità che nessun turco in questo momento si sognerebbe di rinnegare (fatemi un breve conteggio di tutti i busti, le scuole e i nomi di primogeniti turchi che corrispondono a quel nome e poi fatemi sapere il totale se non mi credete), ma che sarebbe meglio mitigare se il paese vuole entrare nel club delle nazioni civili.
Dall'altra se il paese si allontanerà da una Costituzione che dava ampi poteri alle Forze Armate e darà potere inevitabilmente alla seconda Istituzione più importante del paese, ovvero quella religiosa.
Inutile dire che i rischi che il paese subisca una deriva teocratica e diventi quindi un'altra Repubblica islamica nel Mediterraneo - come è altamente probabilme che succeda a Libia, Tunisia e Egitto in seguito ai recenti disordini - sono altissimi.
Bel dubbio per Erdogan se è seriamente intenzionato a entrare in Europa.
Se restava fedele alla Costituzione di Ataturk avrebbe avuto seri imbarazzi per uno statuto militarista e un passato di genoicidi di curdi e armeni; se invece avrebbe optato per una deriva con inevitabili aperture ai religiosi si sarebbe trovato con un paese musulmano in un'Unione Europea a maggioranza cristiana.
La seconda scelta probabilmente è stata la più comoda: in questo periodo (ma anche prima di questo periodo, direi da troppo tempo) il fanatismo religioso tira più della fica. Cristiano o musulmano che sia.
Ma toriniamo a oggi.
Oggi Erdogan ha sdoganato in Egitto in seguito alle sue dichiarazioni contro Israele.
Era abbastanza naturale.
Ci troviamo di fronte a due paesi che, fino a poco tempo fa, si potevano definire come moderati.
In quanto moderati erano gli unici paesi islamici dell'area che avevano degli atteggiamenti più teneri verso Israele, il che comportava che le autorità dovessero tenere a bada gli inevitabili gruppi di radicali islamici nei rispettivi paesi che invece odiavano lo Stato ebraico e tutto ciò a esso collegato.
L'Egitto sta affrontando la fase di transizione del dopo-Mubarak e si ritrova finalmente con la possibilità di tirare fuori tutto l'odio contro Israele che aveva in corpo dopo svariati anni di censura.
La Turchia, dopo svariati anni di cortese vicinanza, ha incrinato i rapporti con Israele dall'anno scorso, in seguito all'incidente della Freedom Flotilla, che coinvolse anche una nave e cittadini turchi.
Ve lo ricordate? Probabilmente no, è una di quelle notizie che sono state menzionate fino alla nausea e poi dimenticate.
Per par condicio vi presento la versione degli schieramenti.
Versione degli attivisti
Un attivista tira fuori un coltellino per sbucciare una mela. I soldati credono che stiano organizzando una resistenza e bombardano la nave con lanciagranate da 40 mm.
Versione dei militari
Provate a immaginare la scena di un arrembaggio a Pirati dei caraibi. Aggiungete le armi automatiche.
In seguito al grazioso alterco le tensioni fra paesi si sono inevitabilmente manifestate con più chiarezza. Non sappiamo cosa avrebbe fatto Erdogan se non fosse successo questo, forse avrebbe condotto una politica più moderata e non si sarebbe fatto trascinare dalla corrente per prendere più voti dall'elettorato più radicale.
Fatto sta che l'Europa si trova sempre più in imbarazzo ad accettare la Turchia, che potrebbe invece allinearsi con le politiche dei paesi musulmani del Mediterraneo e Israele, tanto per cambiare, è di nuovo in difficoltà.
E dovrà nuovamente chiedere aiuto agli USA.
E qui non c'è niente di nuovo.

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lunedì 5 settembre 2011

Non vorrei esagerare, ma in questo periodo sembra proprio che il Governo si impegni di far passare le leggi più schifose della sua storia.
Poi uno dice che i parlamentari non fanno un cazzo, invece pare proprio che quest'estate l'abbiano passata a lavorare sodo per inventarsi una porcata peggio dell'altra.
Prima i tagli ai servizi, poi alle pensioni e ora hanno tirato fuori questa.
Sono anni che ogni tanto ci provano e ora hanno deciso di fare un'altro tentativo nell'impresa che abramano da tempo: la sostanziale abolizione dell'articolo 18.
Come si i mini contratti da 3 mesi non fossero già di per sè una somma presa per il culo!
No, neanche questo a loro va bene, vorrebbero licenziarti perfino prima dei 3 mesi.
Che carini.
Non si sa quale sia la volontà a monte di questo scherzetto.
Forse non è l'ultima di una serie di spallate alla fine delle quali sperano che il Parlamento ceda. In fondo i Parlamentari dell'Opposizione si stanno anche stancando di continuare a venire in Aula per votare, prima o poi vorranno pure tornare a fare i loro comodi. Hanno bocciato i tagli, hanno bocciato le pensioni, hanno bocciato questa legge, ma magari la prossima non verrà bocciata e magari la prossima non è altro che la riedizione con due virgole tagliate della legge sulla Magistratura che potrebbe salvare Berlusconi e i suoi amichetti.
Forse il Governo vuole ingraziarsi Confindustria, che dà sempre più spesso segni che forse hanno puntato sul cavallo sbagliato. Puntiamo su Berlusconi, quello se ha fatto un sacco di soldi ce li farà fare anche a noi. E ora che vedono che Berlusconi e le sue aquile non sono poi tanto bravi a fare i conti come avevano fatto crede, hanno deciso di scaricarlo.
Ma questa mossa potrebbe riaccendere la passione sotto le lenzuola del Governo e del Capitalismo italiano.
Speriamo che non passi, idem per le prossime.


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lunedì 22 agosto 2011

TotoGheddafi

Bello.
Della serie uno torna dalla sua vacanza culturale-turismo sessuale-musicale-in montanga-al mare- in collina-sott'acqua a seconda dei gusti e si trova questa sorpresina.
A me è andata anche bene, dato che me ne sono accorto quasi per caso, ma sono sicuro che un paio di quei fortunelli che si fanno tutta l'estate in vacanza cascheranno dalle nuvole quando torneranno il primo settembre.
Fra quanto lo vedremo in tribunale accusato di aver oppresso un popolo con la dittatura?
Mi riferisco al tizio nella maglietta, non a quello che la indossa.
Purtroppo.
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martedì 21 giugno 2011

Idioti preziosi

Berlusconi si trova di fronte a un bivio politico.
Imbarazzanti risultati politici quali l'esito del referendum e delle elezioni a Milano lo hanno messo in profonda difficoltà. Non lo mettono in difficoltà nei confronti degli elettori, tanto il popolo italiano può essere facilmente gabbato con quei sondaggi autoerotici che il nostro Presidente ama tirar fuori quando è in difficoltà e che dicono che il 60% degli italiani approva il suo Governo (i campioni presi in considerazione sono in genere i 10 spettatori de Il Bagaglino).
No, il Governo non si preoccupa di quello che pensano i cittadini italiani, si preoccupa di quello che pensano i leghisti.
I leghisti si sono offesi e si sono ritirati a Pontida a piagnucolare su quanto i loro alleati li stanno mettendo in imbarazzo con questa sconfitta.
Mi scappa da ridere: viviamo in un mondo all'incontrario.
Berlusconi possiede la Televisione italiana, ma accusa la Sinistra di possedere in maniera dittatoriale i mezzi di comunicazione del Paese; la Lega è un Partito di ritardati e incapaci ignoranti, xenofobi e senza capacità politica in termini di programmi a lungo termine, e accusa Berlusconi di metterla in imbarazzo.
E Berlusconi si trova di fronte al bivio.
Non può più rimandare la decisione. Non può temporeggiare raccontando una barzelletta: non può sperare di gettare fumo negli occhi con dichiarazioni provocatorie che scatenino polemiche e altre incomprensioni; forse neanche unaltro scandalo sessuale riuscirebbe a deviare la nostra attenzione da argomenti più importanti.
Le elezioni a Milano l'hanno detto chiaro: Berlusconi sta perdendo la presa degli alettori al nord.
Il luogo dove il PdL continua ad andare forte, escludendo Napoli dove ha inaspettatamente vinto De Magistris, è il Sud. La Sicilia è da sempre nelle mani della Mafia. E casualmente del PdL e dell'UDC. La Calabria, a lungo schierata a Sinistra e quindi fino a poco fa bollata dai rappresentanti di Governo come regione incivile e arretrata, è passata a Destra e ora diventerà improvvisamente una regione rivalutata e apprezzata.
In maniera altrettanto casuale è stato varato in questi giorni la manovra che riguarda lo sviluppo, con numerose clausole che incoraggiano gli investimenti al sud.
Inutile dire che questo non piacerà a Bossi e al suo gruppo di amici mentalmente svantaggiati.
La decisione che dovrà prendere Berluasconi è questa: restare col vecchio compagno leghista o cambiare completamente rotta e schierarsi col sud che (non capirò mai perchè) si schiera masochisticamente con lui.
Se si schiererà con la Lega, Berlusconi dovrà annullare di nuovo tutti i programmi per lo sviluppo al Sud, sperando di riguadagnare voti nelle grandi città del nord perchè con la sola Varese e le varie provincie polentoni in mano alla Lega e al PdL non si ottiene molto; se si schiererà col Sud, Berlusconi dovrà fare un grosso voltafaccia nei confronti della Lega e sperare che la Mafia continui a farlo vincere al Sud.
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lunedì 13 giugno 2011

Siamo agli sgoccioli per il voto, ma le previsioni dicono che il quorum è stato ottenuto e che i 4 sì hanno vinto.
Occorre aspettare ancora qualche ora per avere i risultati definitivi, ma si può già essere ottimisti.
Inziamo a spassarcela ascoltando le dichiarazioni del Governo e le relative minimizzazioni su quanto sono stati bastonati.
Tutte quelle tirate sulla volontà popolare e sul fatto che il Popolo è schierato con loro blablablabla ora dove se le possono mettere?
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domenica 12 giugno 2011

Seggi fantasma

Forse è una giustificazione per fornirmi un alibi sul fatto che non ho votato entro mezzogiorno, dato che mi sono svegliato tardi dopo una notte di bagordi.
Fra i tanti messaggi su internet che riguardavano il referendum c'era quello che ci spingeva a votare entro le 12, dato che così i dati sull'affluenza sarebbero stati abbastanza alti da spronare gli indecisi a votare.
Non mi sembra il caso.
Gli indecisi del referendum non sono veramente indecisi: puoi essere indeciso se votare o no il tuo partito perchè, anche se magari ti rispecchi in quegli ideali, non hai ancora trovato un candidato che abbia quel minimo di testicoli per darti sicurezza (un esempio decisamente poco casuale!). Ma non puoi essere indeciso su un referendum: o vuoi abrogare una certa legge o non la vuoi abrogare.
I cosiddetti indecisi dei referendum non sono mai indecisi, anche quando si astengono hanno preso una decisione Al massimo sono pigri.
E una persona troppo pigra che non ha voglia di andare a votare di sicuro non ha neanche voglia di accendere internet, fare un calcolo dell'affluenza fino a quel momento, valutare se il quorum è o meno a rischio e decidere di alzare le chiappe per andare a votare in caso
Ma veniamo al punto.
Già si discute parecchio di come sta andando il voto e, come sempre , si dicono tante cose inutili. Le cose che contano veramente si mischiano insieme a una lunga serie di questioni al confronto loro ridicole.
Una di quelle cose veriamente serie che sono state sommerse in mezzo a tante discussioni è questa.
A Ostia hanno fatto un bello scherzetto, hanno spostato all'ultimo minuto la sede dei seggi e non hanno avvertito in tempo i cittadini che volevano votare.
Io oggi sono andato a vutare in canotta e calzoncini corti, vorrei proprio vedere come avrei preso l'allegra notizia che la scuola che ho sotto casa non era più seggio e che dovevo andare in un posto da tutt'altra parte.
Per carità, probabilmente sarei andato a votare lo stesso, ma sarebbe stato alquanto scomodo e comunque, non è detto che tutti siano disposti ad andare a votare lo stesso dopo un imprevisto non certo gradevole come questo.
Risultato?
6000 elettori che dovevano andare in quei seggi hanno preso una fregatura, non so quanti di loro finiranno per mandare tutti a quel paese e per marinare il voto, fatto sta che con questo scherzo hanno rovinato la giornata un bel po' di persone.
Il tutto perchè sono degli incapaci patentati o forse perchè c'è una chiara volontà nell'ostacolare il voto.

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giovedì 9 giugno 2011

Referendum

Personalmente ritengo che la campagna ufficiosa sul referendum sia stata fatta male.
Troppo anticipo, ne parliamo almeno da 2 mesi.
Sì certo, dicono che se n'è parlato poco sui canali ufficiali (e secondo me non ci sono neanche grandi differenze con gli altri referendum) ma non ha senso questo bombardamento incessante che dura da mesi.
1) Esiste la gente poco informata, così poco informata che tanto non ha senso se qualche loro amico di fb un poco più sveglio pubblica in bacheca un video sul referendum. In ogni caso vincerà sempre qualche video su un gattino che suona il piano. Diciamocelo, la maggiorparte delle persone che ha pubblicato su fakebook video sul referendum fa parte di quel genere di persone già informate, che non hanno bisogno di un amico che glielo ricorda.
2) Personalmente ho avuto la forte tentazione di non votare al referendum per dispetto, erano così tante le volte che vedevo messaggi che lo riguardavano che non ne potevo più. Messaggi del genere vanno diffusi pochi giorni prima dell'evento, solo in quel caso hanno senso, perchè la gente decide di organizzarsi o meno se andare in mane al massimo con 1-2 settimane d'anticipo. Non tre mesi prima!

Parlandone con amici a riguardo mi è venuta in mente anche una cosa a riguardo: non sopporto tutti questi messaggi di artisti che mi fanno sapere che voteranno 4 sì.
Caterina Guzzanti mi sta molto simpatica, mi piace e la stimo come artista, ma non me ne fotte niente di cosa pensa riguardo al referendum. Sarò all'antica, ma sono dell'opinione che io ritenga molto più autorevole il parere di un fisico o di un ingegnere sulla questione nucleare e non un'attrice o un cantante.
In ogni caso, se io ritengo poco seria l'opinione di un artista, ritengo ancora meno seria l'opinione di un artista di merda, che già è tanto se lo definisco artista.
Vasco Rossi dice che voterà Sì all'acqua pubblica e No (ovvero è favorevole) al nucleare. Le ragioni esposte sono le stesse che sentiamo da 24 anni da parte dei pro nucleare. E cos Vasco fa il salto della quaglia. Strano che riesca a farlo un salto, con quell'anca da settantennte che si ritrova.
Questo si che è un ottima maniera per decidere se si è a favore o contro il nucleare: ascoltare quello che dice Vasco Rossi!
E fare il contrario di quello che dice quel coglione


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martedì 17 maggio 2011

Grandi notizie



Grandi sorprese!


La Sinistra vince alle amministrative, conquistando addirittura la roccaforte PdL di Milano.


Di fronte a vittorie simili assistiamo alla sublime arrampicata dei muri dei giornali e politici di Destra che cercano di sminuire la batosta, ma oltre a questo delizioso spettacolo si sono aggiunte delle eccellenti novità: il fallito scivolone dei grilliani che stavolta non potranno intascare la loro tangente per i sabotaggi verso la Sinistra e la rabbia della Lega.


È vero che ora inizieranno le normali divisioni interne ala Sinistra su chi si prenderà il merito della vittoria e resta ancora Napoli come test elettorale. Ma per questa settimana sono felice.

venerdì 29 aprile 2011

L'inutilità della guerra in un paese democratico

Essere di un Partito di estrema Destra è già di per sè una cosa profondamente ridicola.
Ma essere di Destra e prendere posizioni pacifiste mi ha sempre fatto ridere a crepapelle.
Questo è ciò che ha fatto la Lega con la questione libica.
Un Partito già ridicolo di suo che ha deciso di stupirci per l'ennesima volta.
La Lega si dice contraria a attacchi aerei su forze militari libiche da parte dei nostri aerei.
Il suo ragionamento è un capolavoro di imbecillità.
Se li bombardiamo aumenteranno i profughi che sbarcano qua in Italia.
A parte il fatto che non credo che la mezza dozzina di Tornado che abbiamo messo a disposizione possa cambiare in maniera determinante qualcosa.
Non capisco qual è il nesso logico:

+ bombe = + profughi.

Se proprio dovessimo fare un ragionamento secondo la loro ridicola logica, ovvero interessarci della questione libica solo in virtù del maggiore o minore flusso di profughi che dovremmo ospitare, credo che il ragionamento dovrebbe essere addirittura inverso:

+ bombe = + morti fra civili e militari = - immigrati

Non trascuriamo poi un altro elemento non indifferente. Se intervenissimo a favore di una delle due fazioni e vincessimo, la guerra durerebbe molto meno di quanto sarebbe durata se non fossimo intervenuti. Una guerra più lunga, con diversi episodi di offensive, controffensive e ritirate, conquiste, perdite e riconquiste dei punti strategici, è notoriamente la guerra che porta al maggior numero di morti, distruzioni dei centri abitati e delle industrie. In poche parole, più la guerra è lunga, più il paese è decimato e impoverito e maggiore è il numero di persone che fuggono per trovare un altro luogo dove vivere o sfuggire a eventuali persecuzioni.
Ma questo i leghisti non lo capiscono.
Sono come di bambini che vogliono un giocattolo o una merendina, ma non sono in grado di comportarsi decentemente per ottenerla, dato che la vorrebbe subito senza se e senza ma.
Fatto sta che i leghisti saranno idioti, ma non completamente.
Il Governo non cadrà per il loro ridicolo ostruzionismo, prima o poi torneranno all'ovile appena faranno tintinnare quegli euro che tanto disprezzano pubblicamente, ma di cui si riempiono le tasche mediante i soldi pubblici di Roma Ladrona di cui hanno preso una ricca fetta.
O comunque l'appoggio verrà da qualche altro Partito di troie.
Il punto non è questo.
Bombardare o non bombardare la Libia non è il punto focale, a prescindere da chi lo voglia fare.
Una cosa che andrebbe detta è che non ha senso per l'Italia rifiutarsi di bombardare un paese quando tanto i raid che lo colpiscono partono proprio dalle basi italiane!
La questione va affrontata a monte.
Se eravamo veramente contrari alla guerra in Libia vietavamo ai caccia alleati di atterrare nelle nostre basi! Del resto fino a qualche mese fa Berlusconi e Gheddafi stavano amabilmente parlando delle loro rispettive scopate e andavano a braccetto all'insegna di una virile amicizia basata sul reciproco leccamento di culo.
Ma noi italiani, si sa, siamo gli zerbini di tutti: abbiamo fornito le basi, ci riprendiamo gli immigrati che Sarkozy ci ha rispedito, poco ci manca che gli svizzeri non rivendichino lo ius primae noctis nei confronti delle donne italiane.
Oltretutto quasi tutte le basi americane da cui partono gran parte degli aerei stanno al Sud, quindi il nord sarebbe rimasto immune da eventuali (e comunque già di per sè poco probabili) contrattacchi. Quindi alla Lega non glien'è fottuto niente.
Cosa dovevamo fare quindi?
Entrare o non entrare in guerra?
Ovviamente direi di no.
Ma non perchè io sia un pacifista fricchettone.
E neanche solo perchè così l'Italia ci fa l'ennesima figura di merda a livello internazionale.
Neanche perchè lo dice la Costituzione.
Io sono contrario perchè una Repubblica Parlamentare come la nostra non è in grado di entrare in guerra. O meglio, può entrare in guerra, ma senza riceverne gli adeguati vantaggi.
La guerra è una soluzione per definizione veloce.
Invece di produrre un bene, lo conquisto a un altro paese. Trovo un casus belli adeguato, dichiaro guerra al paese x e cerco di vincerla.
Poichè la guerra è una soluzione inevitabilmente distruttiva e destabilizzante nei confronti delle economie e delle società di entrambe le fazioni coinvolte deve iniziare e terminare il più presto possibile.
La storia insegna che il successo dei più grandi generali della storia è dovuto alla velocità con la quale hanno conquistato territori e sottomesso popolazioni nel nome delle loro nazioni.
Alessandro Magno, Annibale, Cesare, Gengis Kahn, Saladino, Hernan Cortes, Oda Nobunaga, Eugenio di Savoia, Napoleone, tutti questi generali hanno ottenuto le loro grandi vittorie in tempi brevi.
Tutti i generali tedeschi più famosi nella prima parte della seconda guerra mondiale hanno ottenuto le loro vittorie all'insegna della guerra lampo, la guerra rapida per antonomasia.
Cos'è che accomuna tutti questi generali?
La libertà di scelta.
Questi generali hanno ottenuto i loro successi perchè avevano carta bianca, alcuni se la sono procurata in maniera indebita, andando oltre quella che era la loro iniziale missione o contro alcune direttive che erano state loro imposte (come nel caso di Annibale, Hernan Cortes o Napoleone prima di diventare imperatore), gli altri erano dei capi di stato dall'inizio e ovviamento hanno potuto fare come gli apreva.
Oggi non esistono generali simili nei paesi occidentali.
Non perchè l'umanità sia più stupida di una volta e lo dice uno che odia l'epoca in cui vive.
Oggi non esistono generali simili perchè nella maggior parte dei paesi della terra vige la democrazia.
La democrazia è un sistema di Governo lento, un sistema dove il potere esecutivo non è in grado di essere esercitato in maniera netta e tempestiva, dato che bisogna dare a tutte le rappresentanze la possibilità di dare il proprio parere.
Il colonnello Kurtz era un personaggio scomodo proprio per questo, serviva una nazione che si diceva contraria alle barbarie, ma si era reso conto che l'unico modo per combattere una guerra e vincerla era far parte di quella spietatezza che la contraddistingue.
Non esisterà mai una democrazia in grado di prendere decisioni in tempi brevi, perchè la democrazia vera si regge sul pluralismo e non credo esistano paesi realmente democratici dove più del 90% della popolazione vota un solo partito, che sia di Destra o Sinistra.
La vera democrazia è quella in cui vi è una Maggioranza le cui politiche sono stemperate o addirittura ostacolate da un'Opposizione. Il pluralismo è quindi un pregio, ma a anche un difetto.

I paesi occidentali di fronte alla crisi libica ci hanno messo i secoli prima di dare una risposta militare chiara e netta e ancora noi ci stiamo facendo pippe da ipocriti a riguardo.
Ci siamo svegliati con un ritardo imbarazzante. Abbiamo deciso di aiutare i ribelli con un ritardo di settimane e le settimane in un teatro militare sono un'eternità. Il nostro imbarazzante ritardo nell'intervenire nella questione libica ha causato centinaia di morti, perchè se fossimo intervenuti prima la guerra sarebbe durata di meno, Gheddafi sarebbe caduto prima e ci sarebbero stati meno problemi.
Cosa voglio dire con questo?
Non che dovevamo intervenire subito, sarebbe stato impossibile col sistema democratico parlamentare che ci ritroviamo.
Le nazioni (cosiddette) democratiche devono farsi un bell'esame di coscienza.
Abbiamo deciso di adottare un sistema basato sulla rappresentanza da parte di individui eletti. Tralasciamo il fatto che siano stati eletti in maniera più o meno pulita o sul fatto che siano delle persone discutibili dal punto di vista umano o morale.
Quello che conta è che abbiamo scelto un sistema di questo tipo, con tutti i suoi pro e contro.
Se vivessimo in una dittatura (e nel caso italiano basta pazientare un po') non avremmo avuto problemi del genere, dato che le dittature hanno esecutivi forti e decisi.
Del resto sappiamo bene che eliminare il Parlamento è una mossa che si è rivelata poco felice in un paio di casi.

L'importante è prendere una decisione chiara.
Vogliamo un esecutivo forte, un esecutivo che entri in guerra tempestivamente, che costruisca in quattrro e quattr'otto il ponte di Messina (che poi magari crolla per un terremoto dopo due mesi oltre a essere profondamente inutile) che riempia la campagna di termovalorizzatori e, già che ci siamo, un paio di centrali nucleari qua e là?
Oppure vogliamo una Repubblica Parlamentare che tolleri Partiti di merda e dia il diritto di parola a individui inutili in nome del pluralismo, ma che almeno, se si tratta di fare una cazzata, ci mette più tempo del dovuto?
Nel secondo caso aggiungerei anche che una Repubblica Parlamentare deve rassegnarsi all'idea che, a prescindere da quanto il Governo sia guerrafondaia o pacifista, dovrà sempre considerare la guerra come uno strumento superato e non conveniente, dato che non sarebbe in grado di condurla in maniera efficacie.
Se vuoi la pace non ti prepari alla guerra.
Resti in pace.
E ti fai i cazzi tuoi.
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sabato 12 marzo 2011

Puntare sul cavallo zoppo

C'era da aspettarselo.
Dopo mesi di festini, legami commerciali e entusiasmi diplomatici era ovvio che la Libia stesse cominciando a pensare di potersi considerare come un grande alleato dell'Italia. Tante belle parole, tanti bacini e strette di mano, tante condivisioni durante festini e bunga bunga (si dirà così al plurale, perchè con tante puntate di dibattiti non hanno pensato a darci vere informazioni come questa?); aggiungiamo anche che ci sono molte similitudini fra i paesi, come lo stesso peso politico ed economico e ci stiamo avvicinando pian pianinoanche per quanto riguarda il grado di democrazia.
Poi è venuta la crisi libica. L'Italia ci ha messo un po' di tempo per dare pareri netti a riguardo. Non è la prima volta che succede, in fondo ci abbiamo messo un anno anche per decidere con chi entrare in guerra nella Prima e Seconda Guerra Mondiale. Lo scopo di quest'attesa non era insensato: bisognava vedere chi era il più forte per allearci con quello! Siamo passati da un anno a quaklche settimana d'attesa: sono progressi!
Alla fine abbiamo deciso di condannare Gheddafi e ora suo figlio esprime la sua comprensibile indignazione per un simile tradimento.
Grande figura ci facciamo come sempre!
Ma non finisce qui.
Abbiamo deciso di condannare Gheddafi perchè non sarebbe stato popolare restare insieme a lui, dato che è un crudele dittatore. Il problema è che la situazione è in bilico. Gheddafi sta recuperando il terreno perduto, cosa del resto comprensibile, dato che parliamo di un esercito regolare contro dei ribelli.
Europa e USA non è detto per niente che interverranno.
Gli USA, per coerenza con la nuova politica, non possono di nuovo adottare una politica guerrafondaia; l'Europa, amo ripeterlo, politicamente non esiste: la Francia potrebbe pure intervenire, ma la Germania e l'Inghilterra sono capaci di opporsi per antichi rancori politici non di certo estinti. Aggiungiamo poi due dettagli. Il primo è legato all'equilibrio politico: puoi togliere un feroce dittatore come Gheddafi, ma chi ti dice che dopo non ne venga uno peggiore, dato che Gheddafi aveva una politica relativamente moderata?
Secondo, quanti sono i rischi che si possa scatenare una guerra di più vasta scala fra Occidente e Lega Panaraba?
Inutile dire che in questo modo è possibile che Gheddafi schiacci i ribelli e riporti tutto alla situazione iniziale: rappresaglie pazzesche, stesso concetto di quello che fece Saddam dopo la Prima Guerra del Golfo.
E l'Italia ci fa una figura barbina come sempre.
In passato è stata pappa e ciccia con una dittatura sanguinaria, poi l'ha scaricata dopo essersi fatta i suoi conticini e alla fine sarà scaricata per punizione.
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giovedì 24 febbraio 2011

Notiziacce

10000 morti in Libia, 50000 feriti.
Sembra che la cosa che più preoccupa gli italiani sia l'ondata di profughi che ci beccheremo. Non perchè l'Italia sia meta di favore per gli emigranti politici, è solo il paese europeo più vicino alla Libia.
Mentre Obama prende posizioni chiare a riguardo e condanna ciò che sta succedendo, Berlusconi plaude il cambiamento politico in Libia, dove soffia il vento della democrazia.
1) 10000 morti e 50000 felici è qualcosa di diverso dalla democrazia
2) Berlusconi e Gheddafi neanche 2 mesi fa andavano a braccetto che era una meraviglia.
CHE È SUCCESSO ORA? Forse Berlusconi prende esageratamente le distanze dopo aver scoperto di aver puntato su un cavallo zoppo?
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sabato 19 febbraio 2011

Confusione a palla

Mi sono rivisto lo sketch di Benigni a Sanremo, dato che ne avevo sentito di sfuggita solo un pezzetto.
Carino, anche se un po' divulgativo e superficiale per quanto riguarda la parte storica.
Benigni si rivende questa collaudata strategia della maxi lezione ai telespettatori con una spruzzatina di satira, giusto quella quantità per colpire Berlusconi senza però dargli appiglio per una querela. Furbo e capace come sempre, anche se dai tempi de La vita è bella come comico ha iniziato un inesorabile declino secondo il mio personale parere.
Inutile dire che tutte le lamentele dei bambini del PdL che riguardano il suo compenso sono completamente ridicole, è solo invidia perchè non esiste un comico di Destra che valga almeno la metà di un comico di Sinistra. Almeno in quel campo la Sinistra vince. L'unico campo su cui ancora regge praticamente.
Quello che mi ha colpito duramente dello sketch di Benigni è stato un patriottismo zuccheroso più pesante del solito con la sua tirata sull'inno (che dirò fino alla morte che, paragonato agli inni del resto del mondo fa cacare!).
Certo, tale zuccherosità è contestuale a Sanremo, ovvero una manifestazione notoriamente di basso rango culturale, buonista e col tradizionale scopo unificatore, il tutto catalizzato contro una sempre più potente e pericolosa fede leghista.
Ma questo slancio di patriottismo ritengo faccia parte del nuovo stile dell'Opposizione.
Tutti i Partiti dell'Opposizione, da PD a IdV, perfino fra le fila dei vendoliani, hanno avuto questa rivalutazione del patriottismo più sdolcinato.
Basta vedere i manifesti elettorali, il loro linguaggio, i loro temi.
Italia, Italia dappertutto, paese, dignità, orgoglio nazionale, speranza di rinascita, blablabla. E il ritrovato amore per il paese è solo uno dei tanti temi che emergono nella retorica (comunque quasi sempre fiacca) dell'Opposizione.
Altro tormentone è la moralità e la giustizia.
Patriottismo, moralità, giustizialismo.
Se fossi stato lontano dal paese per anni e avessi visto uno di questi cartelloni li avrei scambiati per manifesti di Destra.
Perchè questi sono temi solitamente portati avanti dalla Destra, non dalla Sinistra.
Prendiamo il caso Ruby. La frangia più politicamente corretta della Sinistra ci è andata a nozze. Berlusconi, è un porco, Berlusconi non sa amare, Berlusconi non rispetta le donne.
Che palle!
Tutto questo dimenticando poi che Berlusconi ha fatto cose molto, molto peggiori. Se verrà fregato dal Ruby Gate sarà una goduria (improbabile), ma sarebe anche assai triste che un colluso con la mafia venisse fregato da una robetta di tal fatta.
Una Sinistra che demonizza un presidente per cose simili è una Sinistra ben lontana dall'ideale laico che dovrebbe avere un partito di Sinistra serio.
Perchè?
Perchè la Sinistra si è ritrovata costretta a scippare temi tradizionalmente dell'altra parte della barricata.
Se un anno fa la Destra era indignata per il caso Marrazzo e riempiva i suoi discorsi di parole infervorate contro un politico colto in fragrante in storie di sesso a pagamento, ora è la Sinistra che fa la stessa cosa con Berlusconi.
Immaginare una Sinistra più laica e giusta è cosa tabù in questo paese reazionario e il brutto è che formalmente la Destra le ha scippato i temi sociali. Una volta tutti gli operai votavano Sinistra, ora gli operai sono più ignoranti, più nazinalisti e disperati e, delusi da sindacati e partiti che una volta li difendevano, hanno cambiato bandiera.
Cosa resta da fare alla Sinistra, cercare goffamente di reinventarsi, adottando temi a lei prima lontani o almeno trascurati?
Ed è così che la Sinistra è cambiata, senza però un'analisi lucida e calma, ma scegliendo la strada più comoda: ha adottato i temi della Destra, solo condendoli con una passata di buonismo ulteriore e sfrondandoli di tutti gli aspetti più aggressivi e crudi.
Il risultato è un'opposizione sempre più confusa, calata in una parte che le sta stretta, che si ritrova a pescare vecchi eroi che quasi nessuno sa più chi siano come i patrioti risorgimentali e a fare tirate da bacchettoni per cercare di accalappiare il solito elettore cattolico indeciso.
L'unico tema comune a tutte e due gli schieramenti pè il femminismo, secondo un'interpretazione di parte in entrambi i campi.
Il femminismo sinistra va avanti con le sue tirate sulla violenza dell'uomo, sul rispetto della donna, sui cambiamenti e la parità dei sessi; la destra esalta l'immagine della donna in carriera, di un esempio vero di meritocrazia, di quote rosa che prima con lo stalinismo non vedevamo.
Entrambe queste visioni sono ridicole e sono semplici fiumi di parole.
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mercoledì 16 febbraio 2011

Allah e di qua

Detesto postare qualcosa apprezzato da quelli della Lega, ma devo dire che questa vignetta mi è sempre piaciuta.
In questi giorni c'è stato un fermento nel mondo musulmano un po' dappertutto.
La caduta di Mubarak in Egitto; i disordini in Tunisia, con conseguente affollamento di barconi e profughi a Lampedusa, che vorrei tanto vedere come gestirà il flusso; scontri in Iran per il fermento dell'Opposizione. E un ritorno di guerriglia in Iraq contro il Governo fantoccio, tanto per ricordare i vecchi tempi.
Abbastanza preoccupante vedere tanti Stati, anche così lontani fra loro, che sono in tale subbuglio. Mubarak sta per stirare. Francamente mi riesce difficile pensare che sia una coincidenza che stia male proprio poco dopo la sua caduta. Ma forse il mio ragionamento è forzato, forse stava molto male già da prima e solo ora lo può ammettere.
Fatto sta che tutti questi disordini alterano di parecchio gli equilibri, per ora non sappiamo se in peggio o in meglio.
Mubarak ha fatto i suoi errori e le sue porcate, che era un dittatore ma almeno, nel suo piccolo, era un moderato. La sua fine non lascia presagire niente di buono.
USA e Israele se la fanno addosso, se l'Egitto sbandasse verso una politica anti-occidentale sarebbe un bel casino. Un nuovo Egitto governato da una repubblica islamica scombussolerebbe tutto, metterebbe in difficoltà Israele a livello politico e militare e il mondo economico per eventuali blocchi. E anche l'Europa. Il nuovo Egitto fondamentalista potrebbe fare da magnete e richiamare a sè un'altro paese che ultimamente ha preso una sbandata islamica con la riforma della costituzione: la Turchia.
In questo modo tutti i progetti dell'Europa unita insieme alla turchia andrebbero a farsi benedire.
Se non altro questo viraggi integralista dell'Egitto potrebbe essere compensato da un risveglio delle masse contro l'integralismo iraniano.
Se cadesse Ahmadinejad, altro testa di cazzo non da poco, sarebbe un bel colpo.
Certo, va detto che al peggio non c'è mai fine...
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NEL NOME DELL'ODIO

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