Estate pesante questa.
È morto Tonino Accolla.
Famoso per aver doppiato Homer, Eddie Murphy, Kenneth Branagh e tanti altri famosi attori, ancora più famosi in Italia grazie alla sua voce.
Famosa la celebre risata che dava a Eddie Murphy, senza contare il personaggio che gli ha permesso di essere alla ribalta più recentemente: Homer Simpson.
Come giustamente lui stesso amava precisare, credo sia giusto anche anche aggiungere che Tonino non
fu solo la voce di Homer Simpson fra i suoi vari lavori, ma anche
l'adattatore di tutti i dialoghi della serie dei Simpson. Non stiamo
quindi parlando di un semplice esecutore, benchè eccezionale, lui ha
preso in carico anche tutta la parte di sceneggiatura della versione
italiana, qualcosa che per il profano o l'ignorante conta meno del doppiaggio, ma che per lui e per gli intenditori è invece una
parte più che fondamentale. Si tratta di un lavoro dove non basta il semplice talento, ma dove entra in gioco una padronanza linguistica e di creatività da non dare mai per scontata. Probabilmente, senza il suo adattamento, i Simpson avrebbero avuto meno successo in italia.
Ultimamento il suo doppiaggio aveva subito un grave declino per il suo declino fisico, peraltro dovuto al fatto che ultimamente indulgeva parecchio spesso nell'uso e abuso della cocaina.
Una parte di me (molto piccola) è quasi contenta del fatto che la lunga sofferenza che lo accompagnava negli ultimi anni sia finita.
Non per una filosofia dell'eutanasia a tutti i costi.
E neanche per il fatto che questi ultimi anni siano stati all'insegna della cocaina, cosa che fra l'altro i media convenzionali e perfino internet hanno taciuto con una reverenziale pruderie.
Sbagliando. Tonino era un grande, un grande doppiatore, un grande rappresentante della tradizione del doppiaggio italiano. Non solo i grandi, ma chiunque ha il sacrosanto diritto di fare della propria vita quello che vuole e se ha intenzione di drogarsi, lo faccia senza essere tutelato da una paternalistica pietà o criticato dai moralisti.
Tonino non solo si è perso altri anni di straziante dipendenza, ma anche anni in cui avrebbe visto la sua performance e quella dei suoi colleghi peggiorare di anno in anno, perchè tutti sappiamo che anche il doppiaggio italiano, da sempre uno dei nostri pochi fiori all'occhiello, sta calando come tutto il resto.
Tonino si perde questo, se ne va dopo averci regalato anni di grandi interpretazioni e soddisfazioni per il pubblico e, mi auguro, anche per lui. Aveva iniziato - dopo il culmine della carriera - il suo declino e l'ha interrotto prima di toccare il fondo.
Muori giovane e lascia un bel corpo.
Più o meno.
Per lamentele, piagnistei, insulti e querele scrivete a tanci86@fastwebnet.it. Mandate anche una mail allo studio legale Culetti&Lopuppa & sons (mail: lopuppa.culetti@libero.it) da oggi anche su Facebook!
Padre, ho peccato: seguo questo blog!
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lunedì 15 luglio 2013
Ciao Tonino
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domenica 7 ottobre 2012
Mostra su Doisneau
Ieri sono andato alla notte dei musei qui a Roma.
La fila è tanta, a riprova del fatto che gli italiani sono sono disposti a fare km di fila e fare l'autoscontro per il parcheggio o le gomitate nei nostri pietosi bus per due motivi: i lussi o le cose gratis.
La frequentazione del luogo, molto in linea con lo stereotipo, è rappresentata da un buon 70% di hipster coi quali, devo ammettere con molta vergogna, mi sono in parte mimetizzato indossando una camicia a quadri finto trasandata. Non è male come posto se uno vuole rimorchiare, dato che la fauna è interessante assai.
Ci siamo fatti questi bei 40 min di fila, ma alla fine siamo arrivati alla mostra, che ospitava alcune delle foto di Doisneau e una mostra a parte sull'Afganistan, anch'essa molto suggestiva.
Non mi intendo di fotografia, non ho letto libri o fatto corsi a riguardo e sono un fotografo molto scadente.
Per quello che ho capito in questa mostra il punto di forza dell'arte fotografica consiste nell'immortalare l'istante, il tempo che altrimenti scorrerebbe ininterrottamente.
Normalmente la realtà è in continuo movimento, un oggetto cambia sempre, non è mai uguale a se stesso.
Con la fotografia questo problema non si pone.
La fotagrafia blocca la realtà, la immobilizza.
Viene da sè che per immortalare la realtà autentica e genuina bisogna cogliere l'oggetto della rappresentazione privo di facciate, difese, artifici.
Con la pittura questo non può succedere, dato che nella maggior parte dei casi il modello, quando è vivente è costretto ad assumere una postura comoda per lui e/o per l'artista.
Quando però il fotografo scatta una foto a un soggetto impreparato, senza che abbia il tempo di aggiustarsi o rappresentarsi come più gli fa comodo, allora si coglie la spontaneità.
Dosneau è specializzato in questo. La maggior parte delle sue foto non sono paesaggistiche o in false pose, molte sono fatte per ritrarre le persone mentre no sanno di essere oggetto di una fotografia.
E così mostrano la parte più autentica, le smorfie meno fotogeniche, ma più genuine.
Viene anche da sè che Doisneau è una figura che ora non avrebbe potuto lavorare al meglio.
Viviamo in un epoca dove i tuoi amici ti fanno 2 palle così perchè li hai taggati su una foto di fakebook che non piace loro, figuraiamo ci se un fotografo è in grado di scattare delle foto mentre le persone non sanno di essere oggetto di fotografie. Figuraiamoci se poi spera pure di guadagnarci sopra!
Con l'importanza che il mondo occidentale dà alla propria privacy, oscillante dall'esibizionismo più malsano alla ritrosia più ipocrita e profumiera, non c'è la possibilità di cogliere quell'autenticità che una volta si coglieva. Forse puoi combinare qualcosa se scatti qualche foto nel Terzo Mondo.
Lì almeno non ti rompono le palle!
La frequentazione del luogo, molto in linea con lo stereotipo, è rappresentata da un buon 70% di hipster coi quali, devo ammettere con molta vergogna, mi sono in parte mimetizzato indossando una camicia a quadri finto trasandata. Non è male come posto se uno vuole rimorchiare, dato che la fauna è interessante assai.
Ci siamo fatti questi bei 40 min di fila, ma alla fine siamo arrivati alla mostra, che ospitava alcune delle foto di Doisneau e una mostra a parte sull'Afganistan, anch'essa molto suggestiva.
Non mi intendo di fotografia, non ho letto libri o fatto corsi a riguardo e sono un fotografo molto scadente.
Per quello che ho capito in questa mostra il punto di forza dell'arte fotografica consiste nell'immortalare l'istante, il tempo che altrimenti scorrerebbe ininterrottamente.
Normalmente la realtà è in continuo movimento, un oggetto cambia sempre, non è mai uguale a se stesso.
Con la fotografia questo problema non si pone.
La fotagrafia blocca la realtà, la immobilizza.
Viene da sè che per immortalare la realtà autentica e genuina bisogna cogliere l'oggetto della rappresentazione privo di facciate, difese, artifici.
Con la pittura questo non può succedere, dato che nella maggior parte dei casi il modello, quando è vivente è costretto ad assumere una postura comoda per lui e/o per l'artista.
Quando però il fotografo scatta una foto a un soggetto impreparato, senza che abbia il tempo di aggiustarsi o rappresentarsi come più gli fa comodo, allora si coglie la spontaneità.
Dosneau è specializzato in questo. La maggior parte delle sue foto non sono paesaggistiche o in false pose, molte sono fatte per ritrarre le persone mentre no sanno di essere oggetto di una fotografia.
E così mostrano la parte più autentica, le smorfie meno fotogeniche, ma più genuine.
Viene anche da sè che Doisneau è una figura che ora non avrebbe potuto lavorare al meglio.
Viviamo in un epoca dove i tuoi amici ti fanno 2 palle così perchè li hai taggati su una foto di fakebook che non piace loro, figuraiamo ci se un fotografo è in grado di scattare delle foto mentre le persone non sanno di essere oggetto di fotografie. Figuraiamoci se poi spera pure di guadagnarci sopra!
Con l'importanza che il mondo occidentale dà alla propria privacy, oscillante dall'esibizionismo più malsano alla ritrosia più ipocrita e profumiera, non c'è la possibilità di cogliere quell'autenticità che una volta si coglieva. Forse puoi combinare qualcosa se scatti qualche foto nel Terzo Mondo.
Lì almeno non ti rompono le palle!
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venerdì 7 settembre 2012
Citando un precario
Ri porto qui sotto il post di un ex compagno di liceo che mi ha parecchio colpito
Io lì dentro ci sono cresciuto. Quando sono entrato per la prima volta in TP, avevo ventun’anni e da lì a quindici giorni mi sarei separato da una ragazza splendida (cosa che ancora un po’ rimpiango ma questa è un’altra storia).
Entrai da interinale, e dopo tre mesi non mi rinnovarono il contratto. Feci giusto in tempo a farmi un tatuaggio, proprio in ricordo di quella ragazza, a godermi qualche serata che mi richiamarono per diventare supervisore di una campagna nuova e bella, che per tre anni mi ha circondato di belle persone, lavoro interessante ed una marea di sfide. In questi tre anni mi sono quasi innamorato, ho pianto, ho corso, sono arrivato tardi, ho mangiato in postazione, ho urlato, ho riso (tantissimo), ho lavorato come uno stronzo, ho visto gente ringraziarmi e rimproverarmi, sono stato criticato e premiato, ho creato, ho distrutto, ho perso amici e trovato belle persone.
Fuori di lì la mia vita continuava sempre uguale, e di contro dentro TP le cose cambiavano di continuo, vuoi per la natura elastica della campagna, sia perché la dirigenza non è mai stata capace di apportare un reale cambiamento in meglio. Mai.
Ho conosciuto gente di mezzo mondo, magari anche solo per telefono, ho imparato ad usare nuovi sitemi, a parlare meglio l’inglese, ma soprattutto ho capito come parlare con le persone, il mio scopo più grande e difficile: interagire, ascoltare, discutere, rimproverare e gratificare. Ho imparato a portare quello che capivo dentro al di fuori, sia a livello tecnico (“a Jà me sìè sbracato l’iP**** me dai ‘na mano te che ce lavori?”) che umano (“sto telefono me fa sbroccà!!”). Mi sono fidanzato di nuovo ed è stato difficilissimo conciliare il lavoro con lei, soprattutto per.. vabbè pure questa è un’altra storia, lasciamo stare..
Insomma come tante persone TP per me era diventato il fulcro della mia vita: il mio ruolo, il “supervisore”, è sempre stato carico di responsabilità e doveri, impegni improrogabili e riunioni improvvisate, file incomprensibile e registrazioni “illegali”.
Poi la routine ha cominciato a farsi pesante, schiacciante, e fu così che arrivò la proposta: cambiare, affidarmi una campagna nuova, considerando che “avrai il fiato di tutta TP sul collo”, citando parole davvero pronunciate. E li fu il declino. Un po’ come la barzelletta di quello che deve scegliere la pena eterna dell’inferno, e dopo aver visto sale di tortura, sevizie, dolore, vede una piscina di merda con tutte persone con la testa di fuori. Al che dice “questa va bene!”, entra, ed il diavolo grida “ok ricreazione finita, tutti sotto!!”.
Ecco, questo fu il cambiamento: per tre anni con la merda fino al collo, con la testa fuori che possono essere le soddisfazioni che comunque arrivavano. Poi tutti sotto, via, a farci quasi l’abitudine con la merda.
Disorganizzazione, interventi motivazionali che nemmeno la Ferilli in “Tutta la vita davanti”, mancante ingerenze, carichi di lavoro ed orari assurdi, richieste mai evase e mail mai risposte. L’unica soddisfazione, per quanto enorme e piena, sono stati quei ragazzi che ogni singolo giorno, con l’impegno e la volontà, hanno portato avanti una campagna difficile, piena di ostacoli inutili, andando avanti a testa alta, senza mai arrendersi.
Io mi sono arreso, o forse no.
Vedendo come la mia uscita di scena ha colpito molto più la “bassa manovalanza” (e sapete in che accezione lo dico) rispetto a chi poteva fermarmi, mi fa capire che quel posto è semplicemente uguale a tutti gli altri. In questi anni di cazzate ne ho sentite molte, dal “non vogliamo bruciare altre persone come abbiamo già fatto” a “dammi un mese di tempo e risolviamo tutto”. Quel mese di tempo doveva partire il 17 Marzo. Al 5 Luglio, data delle mie dimissione e casualmente terzo meseversario dalla nascita della campagna, ho avuto 2 incontri 2. E nulla si è risolto, anzi.
Mi è stato detto che ho deluso, che sono stato una sconfitta “al 50%” perché il resto era mio, di peso da portare. Per me lo è stata al 150%, cari miei. In un posto che lavora con le parole, pochissimi lì dentro le sanno usare davvero. La gente va motivata, ci si deve parlare con le persone. Non pensate che quando gli operatori chiedono gratificazioni parlino solo di soldi e ferie. A volte basta un gesto, una pacca sulla spalla, un sorriso. Gente come me, lì dentro, ha lavorato con la febbre, con i lutti sulle spalle, con i bambini a casa, con un matrimonio nascente o morente, con gli operai a casa. Mentre tutto un altro piccolo mondo per un’unghia spezzata sta in malattia per giorni. Ma indovinate chi sarà più oberato al suo rientro? Ma se fai un discorso del genere a chi di dovere, ti si risponderà che “a voi possiamo fare questi discorsi perché siete intelligenti (vedi coglioni), gli altri tanto non capirebbero”. E allora a casa. Tutti quelli che rovinano quel posto, a partire dai sindacalisti che hanno sempre tanto da fare, persino durante i giorni di assemblee, fino all’ultimo dei paraculi che TP la vede solo scritta sul certificato medico.
Lì dentro c’è il problema di essere “troppo italiani”, si diventa tanto belli ed internazionali solo quando c’è da avere “un piano d’azione qualitativo che standardizzi ogni sede con l’altra, in modo da avere tutti lo stesso procedimento per intervenire sulle risorse”. Tradotto: domani c’è l’audit qualità, facciamo vedere che per un paio di giorni facciamo tutto poi chi s’è visto s’è visto. Per favore.
So che il mio andar via non porterà nessuno cambiamento lassù. Spero solo di rovinare un paio di notti a chi dico io, perché per la prima volta so che chi ha perso siete voi. Mi avete fatto scappare via, quando sarebbe bastato fermarmi e parlarmi. Due minuti. Ma TU sei troppo orgogliosa, come me, quindi ti capisco. Per orgoglio in vita mia ho fatto scappare tante persone (vedi le prime tre righe).
Io so di aver fatto quel che è giusto per me, per la prima volta da quando lavoravo lì dentro. Non ha mai (MAI) preteso nulla a TP, ho sempre abbassato la testa andando avanti come un mulo, ligio al dovere. Certo sono stato aiutato, ma vedere che dopo tre anni e mezzo sei lasciato andar via come il tedesco in “Salvate il soldato Ryan” fa male. Il fatto è che lui torna, io no.
Questo ultimo pezzetto lo lascio a voi, le vere risorse di quel posto: siete belli come il sole, avete tanto da dare e da avere, e come me date senza volere. Siete forti, e lo sto ripetendo da giorni. Siete il fulcro di quel posto, fategli capire che senza di voi non si va da nessuna parte. Non cadete nel tranello di chi vi dice “tanto se andate via ne trovano altri due”. A livello di numero è vero, ma ognuno di voi è un numero a se, e nessuno potrà mai sostituirvi davvero, fino in fondo.
Grazie a tutte le belle parole espresse nei miei confronti, in tanti modi.
Grazie a chi mi ha detto “eri la mia forza”, chi mi ha scritto su FB, chi non mi ha detto proprio nulla ma gli è bastato uno sguardo. Chi c’è stato per continuare ad esserci e chi è solo passato a vedere come andava.
Anche se nessuno mi vorrà indietro, lì dentro, ed ormai è palese, cerco di farvi capire perché ho lavorato fino all’ultimo, fino a cedere. Quelle che seguono sono semplici ticchettii sulla tastiera di una persona davvero bella, con cui ho parlato poco ma che è stato uno dei tanti volti amici di questi ultimi mesi, che ieri mi ha fatto piangere (finalmente) scrivendo quanto segue:
“A volte circostanze o situazioni che si creano ci portano a prendere delle decisioni, apparentemente avventate ma ponderate, anche se in un lasso di tempo. In un contesto democratico si evidenzia così la libertà di scelta, la libertà di essere; in un contesto di arroganza, di controllo e supremazia mette alle corde, costringendoti a prendere una decisione.A volte il coraggio passa inosservato.
Spesso le parole sostituiscono i fatti, credendo che basti il tanto parlare per cambiare situazioni dove solo i fatti possono rendere possibile, dando così valore al propio pensiero alla propria espressione.
Grazie Jacopo. Per quanto mi riguarda la stima è per pochi e non per tutti e tu hai tutta la mia stima.“
Grazie a voi per tutti quanto, spero di averlo fatto capire almeno in parte quanto bello possa essere stato lavorare con voi, le vere e sole risorse di TP.
Vi voglio sinceramente bene.
Non ho avuto come lui il coraggio di lavorare in call center, anche se le teste di cazzo si trovavano anche dove ho lavorato io. Sono un privilegiato, lo riconosco, ma non sono così scemo da dimenticare che esiste gente che non ha avuto la mia fortuna e che non ha fatto la schizzinosa nella ricerca di lavoro.
In un mondo davvero ingrato come questo è davvero facile dire cosa non va e dire quanto il mondo sia una merda, la seconda cosa riesce particolarmente bene a me.
Eppure ci sono persone che tengono duro.
Persone che non sono così imbecilli da pensare di vivere in un mondo tutto rosa e fiori, ma in grado di riuscire a trovare la vita bella anche quando fanno lavoro che molte persone abbandonerebbero, me compreso.
Queste persone sono, nel loro piccolo, eroiche.
Riescono a trovare la forza di un sorriso, di un bel ricordo anche nelle situazioni più difficili, il tutto mentre ci sono alcuni manager incompetenti e strapagati che hanno posti immeritati e hanno anche la faccia di culo di lamentarsi di quanto le cose vanno male loro.
Chi ha difficoltà nel vivere in un paese iniquo come questo (quasi tutti, salvo raccomandati direi) dovrebbe trarre ispirazione da queste persone e prendere da loro la forza necessaria a non crollare.
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sabato 25 agosto 2012
Il primo uomo sulla Luna
Oggi è morto Neil Armstrong, il primo uomo a essere sbarcato sulla Luna. 82enne, aveva subito l'anno scorso un bypass coronarico e recentemente aveva sofferto un'occlusione coronaria che ha portato al fatale resultato. Armstrong da sempre amava volare, ha combattuto in Corea e ha pilotato
prototipi di arei supersonici, per poi realizzare quello che una volta
era il sogno di tutti i ragazzini (non vogio francamente sapere cosa
sognano iragazzini al giorno d'oggi) ovvero fare l'astronauta. Era il comandante dell'Apollo 11 e il nome più noto del suo equipaggio. I russi erano i stati i pimi a raggiungere lo Spazio, gli americani i primi a passeggiare sulla Luna. Lui era il rappresentante di un'era ormai lontana da noi. La sua passeggiata e la celebre frase diedero un sollievo al suo Paese, in quel periodo impantanato in Vietnam e ancora orfano di quella fase serena che aveva preceduto l'omicidio di Kennedy. Nessuno si aspettava allora che il mondo potesse essere ancora più intrambusto di quanto lo era allora. Sbagliavano: il mondo è un casinioanche oggi, anche senza la Guerra Fredda di mezzo.
Forse è anche peggio.
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venerdì 17 agosto 2012
Forza Michele!
Ieri sera sono andato a un concerto di Caparezza. Lo ascolto da un po', ma non ero mai andato a un suo concerto. È stato molto bello. Le sue canzoni mi sono sempre piaciute, anche se conosco meno bene quelle dell'ultimo album e, come avevo sentito da altre persone, lui non si limita a cantare durante i concerti, ma ci sono degli intermezzi impostati come sketch comici fra una canzone e l'altra, condotti proprio da lui.
Molto divertente, lui è davvero un artista a tutto tondo.
La cosa che non sapevo è che i biglietti ai suoi concerti sono ben lontani dalle cifre astronomiche di artisti più noti.
Inizialmente ho pensato che ieri sera fosse un eccezione perché il concerto non era in una grande città (era a Cerveteri, che fra l'altro è una città molto bellina), ma mi hanno detto che in genere i prezzi sono bassi per essere a portata di tutti. Mi sembra quasi superfluo sottolineare che, se devi sperare che qualcuno faccia qualcosa di Sinistra, devi affidarti a un cantante e non a un politico.
È veramente un grande, non solo è bravo, ma è anche coerente e abbastanza umile da fare simili cose.
Molti cantanti famosi ti sfilano più di 50 euro e non solo sono mediocri loro stessi, ma spesso cantano un paio di canzoni e poi si fanno sostituire da qualche schiavetto scalda pubblico perché troppo pigri o troppo vecchi per reggere un concerto serio (lascerò che stavolta i nomi ce li mettiate voi!). Caparezza invece non solo fa canzoni di qualità, ma ne fa tante, conduce in prima persona tutto il programma e prende parte pure alla parte non strettamente musicale.
Lui sì che è un vero artista!
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domenica 24 giugno 2012
Ciao Alan
Ieri era il centenario dalla morte di Alan Turing.
Chi era Alan Turing?
Una di quelle persone che dovrei personalmente ringraziare per le cazzate che mi permette di scrivere ogni giorno: Turing è uno dei più importanti pilastri dell'informatica.
Matematico di formazione, Turing offrì il suo contributo durante la guerra come crittografo, contribuendo in maniera significativa al disvelamento del supercodice Enigma, il codice che i tedeschi usavano per mandare messaggi in codice alle loro forze armate.
La lotta per la decrittazione dei codici fu una guerra dura quanto quella combattuta sui campi di battaglia, dato che non coinvolse solo i crittografi delle rispettive potenze, ma anche i servizi di intelligence per procurarsi le informazioni necessarie o per impedirne il furto.
Turing vi partecipò e il suo contributo su importante, dato che ideò un apparecchio in grado di svolgere velocemente tutti i calcoli necessari per la decodifica.
Quell'apparecchio era un antenato dei moderni computer.
In seguito questo spunto fu usato per la creazione di un apparecchio utilizzato per il puntamento automatico dei cannoni anti-aerei.
Un contributo indubbiamente prezioso per la nazione di Turing.
Turing non fu ringraziato dalla propria nazione per il suo prezioso contributo.
Il 31 marzo 1952 fu arrestato per omosessualità.
Viveva con un compagno che lo aveva derubato e, mentre denunciava il furto i poliziotti si accorsero che era più di un semplice coinquilino.
La pena a cui fu sottoposto fu severissima: castrazione chimica.
Lo squilibrio ormonale conseguente lo portò a un ingrossamento del seno e probabilmente, alla depressione che lo condusse al suicidio nel '54.
Tralasciamo le teorie complottiste che vedono un Turing fatto fuori dall'Intelligence di Sua Maestà perché sapeva troppo.
In ogni caso non è questo il modo di ringraziare quello che si dovrebbe considerare un eroe di guerra.
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martedì 22 novembre 2011
Kennedy
Tralasciando la sua scontata biografia e le varie teorie complottiste che riguardano la sua morte - fattibili o campate per aria che siano - mi vorrei concentrare su un breve elemento collegato a tale personaggio.
Kennedy era amato, ma anche odiato.
Kennedy è stato un esempio di leader schierato a favore della libertà, ma è anche stato accusato di aver abusato dei suoi poteri. Cosa dell'altro inevitabile, dato che gli Stati Uniti sono una democrazia con un forte esecutivo dove la differenza fra uso e abuso del potere è assai labile.
Kennedy è stato protagonista di grandi momenti nella storia del XX.
Sicuramente è stato un uomo da grandi qualità e tutta la famiglia Kennedy è nota per aver avuto forte influenza sulle sorti del paese.
Ma queste cose non bastano.
Kennedy è stato un grande presidente perchè ebbe il coraggio di andare contro le lobbies che gli impedivano di cambiare il paese.
Ha accettato le conseguenze delle sue azioni, ovvero essere odiato dai conservtori a cui ha pestato i piedi.
Kennedy ha governato una nazione democratica. Democrazia significa che hanno diritto di voto sia coloro che vogliono un mondo nuovo e migliore, sia quelli che vogliono che le cose peggiorino o non cambino per il proprio tornaconto personale.
Kennedy andò contro queste ultime, contro i razzisti, contro i guerrafondai, contro i petrolieri.
Attirò il loro odio e lo resse fino a quando non morì mentre faceva ciò in cui credeva.
Che il colpo sia partito da un sicario dei reazionari, dalla mafia, dai comunisti o da un terzo schieramento che non conosceremo mai non ci interessa.
Chi vuole farsi amare da tutti è un illuso perchè è impossibile.
Ed è un codardo, perchè accontentare tutti significa fare felici anche coloro che non lo meritano e che impediscono agli altri di esserlo.
Quando un personaggio politico viene acclamato da amici e nemici diffidate di lui, probabilmente si è venduto ai suoi nemici.
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giovedì 20 ottobre 2011
E un altro via
Muore Micheal Jackson Muammar Gheddafi.
Esecuzione sommaria senza processo. E poi dicono che in quei paesi sono inefficienti!
Berlusconi se ne esce con frasi in latino sul suo decesso.
Furbo. Doveva dire qualcosa per forza ma era di fronte a un dilemma: se avesse detto qualcosa contro di lui sarebbe stato attaccato perchè meno di un anno fa gli leccava il culo, se avesse invece detto qualcosa a suo favore sarebbe passato per essere simpatizzanti di un dittatore.
Invece la sua frase in latino è abbastanza fumosa da non esporlo. Fra l'altro chi cazzo lo capisce il latino ormai?!
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sabato 8 ottobre 2011
È morto ieri Gianni Musi.
Difficile ricondurlo a un solo celebre personaggio, dato che sono tanti ed è difficile definirne uno fra tanti più importante di altri.
Come attore uno dei suoi ruoli più celebri (ma non per questo più importante) è stata la grande parte in Compagni di scuola di Verdone; come doppiatore la lista di personaggi che hanno fatto la storia del cinema e della Televisione è lunga: Gandalf, Silente, Hannibal dell'A-Team, nonchè personaggi interpretato in originale da Sean Connery, Marlon Brando, Christopher Plummer.
E la lista di altri famosi personaggi continua.
La sua ultima interpretazione è il Grande Puffo nel film I puffi 3D.
Crudele il destino!
Difficile ricondurlo a un solo celebre personaggio, dato che sono tanti ed è difficile definirne uno fra tanti più importante di altri.
Come attore uno dei suoi ruoli più celebri (ma non per questo più importante) è stata la grande parte in Compagni di scuola di Verdone; come doppiatore la lista di personaggi che hanno fatto la storia del cinema e della Televisione è lunga: Gandalf, Silente, Hannibal dell'A-Team, nonchè personaggi interpretato in originale da Sean Connery, Marlon Brando, Christopher Plummer.
E la lista di altri famosi personaggi continua.
La sua ultima interpretazione è il Grande Puffo nel film I puffi 3D.
Crudele il destino!
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giovedì 6 ottobre 2011
Stay hungry stay foolish
Muore Steve Jobs dopo una lunga battaglia contro il cancro, che inizialmente sembrava fosse sotto controllo.
La morte del creatore della Apple è stata commentata anche dal suo formale nemico, Bill Gates, che ha espresso il cordoglio insieme a tutto il mondo dell'informatica.
Steve aveva per fortuna già passato le redini del comando al suo successore Tim Cook.
Il suo genio creativo sarà una grossa ferita nel mondo della tecnologia.
Anche se non ho usato processori della sua casa e ritengo i suoi fruitori un po' snob, porgo omaggio.
Prima nonci, poi wiki, ora lui.
Cavolo, sembra che in questi giorni ci sia una cospirazione contro il mondo dell'informatica!
La morte del creatore della Apple è stata commentata anche dal suo formale nemico, Bill Gates, che ha espresso il cordoglio insieme a tutto il mondo dell'informatica.
Steve aveva per fortuna già passato le redini del comando al suo successore Tim Cook.
Il suo genio creativo sarà una grossa ferita nel mondo della tecnologia.
Anche se non ho usato processori della sua casa e ritengo i suoi fruitori un po' snob, porgo omaggio.
Prima nonci, poi wiki, ora lui.
Cavolo, sembra che in questi giorni ci sia una cospirazione contro il mondo dell'informatica!
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venerdì 16 settembre 2011
Divani rossi vuoti
Il suo ultimo programma Parla con me non era niente male, era intelligente, divertente e lo preferivo al ben più famoso e chiacchierato Santoro, che oltretutto non mi piace perchè sentire i didattici politici mi fa venire l'acidità di stomaco.
Inutile dire che questo programma era confinato alla seconda terza serata.
Ora non più.
Alla Dandini non è stato rinnovato il contratto Rai.
In più hanno messo in giro le solite voci per sputtanarla, magari non pesantemente, ma quel tanto che basta per farle girare a chiunque abbia un po' di amor proprio.
Non sappiamo perchè sia successo.
Forse perchè siamo sempre più idioti per apprezzarla, forse perchè la Dandini era un personaggio scomodo.
Meglio levarsela di torno.
Perchè la Rai ci tiene tanto a perdere conduttori di talento?
Prima Santoro, che personalmente non mi piace, ma se non altro garantiva ricchi ascolti e ora la Dandini, magari più defilata ma raffinata.
O alla Rai sono diventati masochisti o c'è un chiaro intento di autosabotaggio per fini politici. Da chi mai sarà ordito?
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lunedì 12 settembre 2011
Chuck
Oggi mi è capitato di scoprire per caso che hanno ricominciato a trasmettere su Italia1 la serie di Chuck, declassata all'ignobile fascia oraria di limbo televisivo del pomeriggio dopo I Simpson.Chuck è una delle tante serie che ha avuto la somma sfiga di capitare nel periodo in cui veniva trasmesso Lost e in cui lo sciopero degli sceneggiatori ha messo in crisi il mondo dei telefilm americani, facendo slittare varie serie e facendole rischiare di sparire dal palinsesto.
L'altra sfiga di questa serie è che viviamo in un mondo di merda dove i nerd vengono snobbati e dove il pubblico si butta in massa su lavori meglio pubblicizzati. Come Lost, per l'appunto.
Oggi ho rivisto con piacere la prima puntata e sono rimasto piacevolmente stupito nel trovarla così ben fatta anche se l'avevo già. Forse perchè l'altra volta vidi con mezzi che non vi dico che non permettevano di apprezzarla appieno.
Chuck (Zachary Levi) è un tecnico del Nerd Herd di una grande catena di elettrodomestici ed è, per l'appunto, un nerd.
Un vecchio amico (il cui rapporto verrà approfondito nelle prime serie) dell'Università gli manda un file pieno di messaggi subliminali che modifica il suo cervello e lo fa diventare una sorta di computer umano con segreti di Stato in testa.
A prelevarlo sono inviati Sarah Walker (Yvonne Straovsky, conosciuta anche come la strafica Miranda di Mass Effect 2, a cui presta il volto) della CIA e John Casey (Adam Baldwin, il tostissimo Animal di Full Metal Jacket) della NSA.
Chuck, inizialmente un imbelle civile che si ritrova in un affare troppo grosso per lui, dovrà vedersela con questi due e con i segreti che si annidano nella sua testa.
Molte delle puntate si alternano fra la sua vita segreta da spia e quella monotona di lui e i collegi al Buy More, presentata spesso però come altrettanto avvincente con il dovuto accompagnamento di musiche da film d'azione per renderle più comiche.
Il suo rapporto con Sarah è quello che spicca da subito, il che è si può capire dalla canzone che hanno scelto per introdurre le puntate, senza dimenticare che anche le altre colonne sonore che accompagnano gli episodi sono eccellenti.
Da una parte Chuck, simpatico, ma timido, pacifico, ma coraggioso quando necessario; dall'altra Sarah, una donna tanto bella quanto tosta, capace nell'usare la propria bellezza quanto pugnali da lancio, arti marziali, armi leggere o pilotare elicotteri d'assalto. Sarah è una donna eccezionale, letale, ma che andando avanti nelle puntate mostrerà il suo lato più umano, sentimentale, fragile.
Una donna killer, grintosa come la canzone dei Cake, ma che conserva i suoi lati femminili, una donna autenticamente emancipata e non come quelle isteriche che si atteggiano a donne libere, ma che in realtà vogliono solo fare le troie e tornano a frignare quando scoprono che da sole non sanno nemmeno cambiare una lampadina.
Chuck e lei formano una coppia di lavoro nella quale è lui, l'uomo fragile e tranquillo, a essere protetto da lei, la bella guerriera e non viceversa.
Nel corso delle serie si invertiranno i ruoli, i rapporti di Chuck cambieranno con tutti i personaggi, che subiranno anch'essi un'evoluzione, come nel caso di Casey, l'assassino reaganiano del trio.
Anche Chuck cambierà e, dal nerd con perenni sentimenti di insicurezza nei confronti degli maschi alfa, dimostrerà - un poco alla volta nel corso delle serie - di essere un vero eroe
La quinta e - si dice - ultima stagione andrà in onda sulla NBC dall'11 ottobre.
Personalmente ritengo giusto che ci sia una fine alla serie, dato che qualsiasi format televisivo perde di mordente dopo un numero x di serie ed è importante che ci sia fine e che i creatori non la trascinino avanti oltre l'apprezzabile per un pubblico che sa quello che guarda.
Nel frattempo filatevi a guardare le puntate che vanno in onda questi giorni se non le avete mai viste!
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mercoledì 7 settembre 2011
Pensionati molesti
Svasco Rossi sta male.
Se vivessimo in una civiltà pre-industriale nessuno lo saprebbe e la nostra vita continuerebbe indisturbata e beata senza saperlo.
Purtroppo viviamo in un'epoca in cui qualunque coglione - me incluso - può rendere nota la propria inutile opinione.
Questo significa che se Svasco sta male io inevitabilmente lo vengo a sapere anche se di Vasco non me ne fotte una beata fava.
Insomma, Vasco sta male.
E ce lo vuole fare sapere. Non contento vuole anche farci sapere cosa prova in questo momento, vuole mostrarci come si veste in casa e farci anche sapere che, se avesse un tumore, non rispetterebbe la terapia oncologica.
E già mi girano un tantino le palle perchè - magari non ho le statistiche alla mano - sono sicuro che siano parecchi i pazienti oncologici che decidono (secondo me rispettabilmente) di andare a morire in pace senza medicinali invece che prolungare di poco la loro vita. Solo che quando lo fa una persona chiunque nessuno se ne frega, ma se lo fa Vasco lo devono sapere tutti.
Gli oncologi si sono arrabbiati in quanto non ha rispettato le loro prescrizioni e il suo esempio può essere diseducativo.
Grosso, grossissimo errore.
1) Se volevano evitare che venisse diffuso un messaggio diseducativo, non hanno fatto che diffonderlo meglio attaccandolo. Fra l'altro Vasco sostiene che non ha nessun tumore
2) Un esempio diseducativo ha effetto solo in chi stima la figura che ha dato tale esempio. Se ci sta un coglione col tumore che ascolta Vasco e che è talmente idiota da prenderlo come esempio per me può anche morire così la smette di sprecare ossigeno.
3) Hanno fornito un appiglio al quale Vasco si è attaccato per iniziare l'ennesimo suo intervento su facebook. Questa è la tragedia. Forse Vasco ha realmente rinunciato a fare musica. Fantastico!
Il problema è che ho come l'impressione che ora si riciclerà come opinionista di basso rango alla Beppe Grillo, tutt'al più una mezza imitazione scadente di Pino Scotto.
Vasco ha detto che se avesse un tumore se ne andrebbe nei mari del sud senza lasciare traccia. Nn ci credo neanche se me lo dice la Madonna.
Magari Vasco andasse in un altro paese per dedicarsi nell'unica cosa per la quale è realmente portato: il turismo sessuale.
Ma perchè darti al turismo sessuale quando hai le zoccole disturbate di mente e di udito italiane che te la danno dopo i concerti?
Secondo voi dove se l'è presa l'infezione se non da un'insospettabile (ma neanche troppo, data l'esperienza nel settore) tredicenne?
Vasco resterà qui ad ammorbarci non più con le sue canzoni, ma con le sue opinioni. Il che forse è anche peggio. Perchè se già è ridicolo vedere un suo fan esaltato deliziato da una sua canzone con quattro accordi a caso e due gargarismi, sarà ancora più ridicolo vedere un suo fan che lo esalta in quanto pensatore quando spara delle immani fesserie o al massimo delle estreme banalità.
Si spera che come opinionista duri meno che come cantante.
Magari all'inizio tutti i suoi fan cerebrolesi gli andranno appresso perchè ancora memori del suo talento o perchè poverino, Blasco sta male e si collega lo stesso su facebook. È UN EROE!
Ma forse fra un anno o due perfino i tre neuroni con piedi mani e orecchie che sono i suoi fan più fedeli si potrebbero rompere di lui.
Potrebbero.

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lunedì 22 agosto 2011
TotoGheddafi
Bello.
Della serie uno torna dalla sua vacanza culturale-turismo sessuale-musicale-in montanga-al mare- in collina-sott'acqua a seconda dei gusti e si trova questa sorpresina.
A me è andata anche bene, dato che me ne sono accorto quasi per caso, ma sono sicuro che un paio di quei fortunelli che si fanno tutta l'estate in vacanza cascheranno dalle nuvole quando torneranno il primo settembre.
Fra quanto lo vedremo in tribunale accusato di aver oppresso un popolo con la dittatura?
Mi riferisco al tizio nella maglietta, non a quello che la indossa.
Purtroppo.
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lunedì 18 luglio 2011
Cambiare nome alle piazze
Il cambiamento di nome che più di tutti sta facendo notizia è quello che riguarda il cambio da piazza Cadorna a piazza Unità d'Italia perchè si sa, quest'anno ci sentiamo più patriottici del solito.
Per chiunque ne sappia un pochino di storia è cosa nota che Luigi Cadorna era un idiota, un generale inetto che per poco non ci faceva perdere nella Grande Guerra, la cui mancanza di inventiva tattica ha anche causato migliaia di morti fino al culmine della sconfitta a Caporetto.
Già ho seri problemi a capire perchè gli abbiano voluto dedicare anche una sola piazza.
Il punto è questo. Fondamentalmente chissenefrega, una persona intelligente che non ha tempo da perdere se ne fotte altamente del nome della piazza in cui risulta residente, non credo che rifiuterei di prendere un appartamento in affitto solo perchè situato in via Silvio Berlusconi, credo che se potessi evitarlo non perderei neanche qualche ora a fare la fila per cambiare la residenza e il nome della via, in caso fosse stata cambiata.
Ma si sa, il mondo è pieno di gente che non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera e questo vale sia per gli idealisti indignati che si stanno prodigando per depennare Cadorna, sia per i ritardati che non riescono ad accettare di vivere in via Stalingrado.
Una notizia come questa è relativamente inutile, ma può fornirci un interessante spunto di riflessione.
Cadorna era un coglione, un incapace, un uomo che ha causato la morte di migliaia di uomini spediti a crepare per colpa sua.
Cadorna era un perdente e la storia non la scrivono i perdenti, perchè i perdenti non hanno neanche il diritto di essere ricordati in una piazza. Neanche quando il perdente in questione era una persona effettivamente capace.
Purtroppo quando giochi a calcetto e la tua squadra vince hai diritto a tenere la coppa per un attimo, anche quando hai giocato una partita di merda. Come ha fatto il vecchio Luigi.
Non mi risulta che a Berlino esista una via intestata a Erwin Rommel, eppure Rommel è uno dei generali migliori della Seconda Guerra Mondiale. Peccato che fosse tedesco e stesse dalla parte di chi poi ha perso.
Questo vuol dire che purtroppo Cadorna avrà diritto alla sua piazza, anche se ha discrete probabilità di cedere il passo al titolo ben più prestigioso dell'Unità d'Italia.
Per quanto riguarda i poveri ritardati perditempo che stanno frignando perchè abitano in via Stalingrado dipende da quanto sono fascisti quelli al potere nella loro città.
Ma ricordino bene che Stalingrado e la vittoria della Russia comunista rimangono ancora uno dei momenti di svolta della Seconda Guerra Mondiale e che se vogliono una versione diversa devono ancora aspettare che i testi storici siano riscritti dai vecchi compagni di banco a scuola della Gelmini.
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venerdì 17 giugno 2011
Essere monotematici
Alla veneranda età di 25 anni mi ritrovo ancora a convivere con i miei genitori, cosa neanche rara per i miei coetanei. Anzi.Tutto questo serve a darmi una giustificazione per il fatto che mi sono ritrovato a sfogliare L'Espresso che mio padre ha portato in casa. Inizio a odiare L'Espresso. Anche mio padre lo odia a volte ma, come quegli italiani che votano Berlusconi e ti dicono tanto gli altri sono peggio, al massimo ogni tanto lo critica pur continuando a comprarlo.
Insomma, oggi sfoglio L'Espresso e vedo la copertina che lascia presagire un articolo su Berlusconi. Sai che novità!
Fottendomene altamente della copertina sfoglio il giornale a caso e capito su quella che era la copertina inizialmente prevista per questa settimana: uno speciale sulle Università italiane, su come scegliere la migliore Facoltà in base alle proprie aspettative lavorative.
Non è la prima volta che fanno così.
Ultimamente decidono di cambiare la prima pagina in base agli ultimi eventi. E gli ultimi eventi riguardano sempre il solito stronzo.
La cosa che mi fa imbestialire era che l'articolo sulle Università non sarebbe stato niente male come alternativa!
Per me ormai è troppo tardi, dato che sono ormai laureato col mio bel pezzettino di carta da culo, ma era dannatamente sensato un articolo così, proprio in periodo di esami di maturità.
Uno studentello di liceo sufficientemente sveglio studia per l'esame, fa l'esame e mentre prepara la valigia per andare a godersi la famosa vacanza dopo il liceo dà una letta a un articolo simile.
Ok, dopo la Maturità neanche Lisa Simpson vuole sentire arlare di Università, diciamo allora che il ragazzino in questione (se non è così idiota da decidere di spegnere il cervello per il resto della vita perchè pensa di aver studiato abbastanza al liceo) potrebbe prendere la rivista, mettersela fra i bagagli e leggersela con calma durante il viaggio. E poi magari, in base a quanto letto, potrebbe scegliere con più criterio la giusta Facoltà.
Invece no.
Un articolo potenzialmente intelligente e che potrebbe alzare il livello delle nostre letture che viene surclassato dai soliti articoli scontati, moralisti e pieni di astio verso Berlusconi.
Io sono per l'antiberlusconismo, sono per l'odio, sono per il suo sputtanamento.
Ma a questo punto mi sono rotto il cazzo!
Possibile che, invece di scrivere qualcosa di costruttivo, continuate con la solita e inutile campagna contro la persona di Berlusconi?
Tanto non serve a un cazzo.
Sono mesi che credono di sputtanarlo dicendo quanti soldi spende e quante fiche compra o almeno affitta eppure, chissà perchè, continua imperterrito a fare così!
Ragazzi, continuate così e mi costringerete a dire una cosa bruttissima: HA RAGIONE BERLUSCONI A DIRE CHE LO PERSEGUITATE
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venerdì 3 giugno 2011
Dottor Morte (?)
Possiamo sopra ammirare il simpatico soprannome che gli hanno affibbiato i giornalisti del TIME.
Una graziosa coincidenza vuole che Dr. Morte fosse lo stesso soprannome che venne dato a Mengele, il medico tedesco reso famoso per i suoi esperimenti scientifici su cavie umane nei campi di concentramento.
Sarebbe interessante sapere se questo soprannome è stato scelto involontariamente per colpa di un giornalista particolarmente ignorante o se fu una scelta voluta e calcolata, volta ad accostare i due personaggi.
In ogni caso è una scelta idiota.
Mengele faceva esperimenti contro la volontà degli stessi partecipanti, il fatto che da nazista non li considerasse come esseri meritevoli di rispetto non vale, dato che i suoi crimini contro l'umanità furono condannati coi processi del dopoguerra; Kevorkian ha operato su pazienti consenzienti che gli chiedevano esplicitamente di morire invece di lottare senza speranza contro malattie che di li a poco li avrebbero distrutti.
Kevorkian ha subito svariati processi durante la sua carriera, uscendo dalla maggiorparte di essi come non colpevole. Risultò colpevole solo in uno di questi per cavilli legali che gli sfuggirono e per un simile scherzetto fu condannato a 25 anni, vedendosi anche revocata la licenza professionale. Mengele non ha mai passato neanche una notte in prigione, dato che fuggì in Brasile e morì di cause naturali, pur senza rinnegare neanche una delle sue malefatte.
Kevorian è morto poco dopo delle complicazioni mediche che hanno portato la malattia a una rapida degenerazione.
Qualche ritardato mentale può avere da ridire sul fatto che il paladino dell'eutanasia non abbia voluto applicare a sè stesso quello per cui si è battuto.
Peccato che il ritardato mentale in questione non si renda conto che le persone non la pensino allo stesso modo. Chi consiglia soluzioni drastiche a un paziente non è detto che le vorrebbe applicare per se stesso, anche perchè la natura della malattia di Kevorkian poteva essere di gran lunga differente dalla malattia dei pazienti che gli chiesero di - usiamo pure il termine poco diplomatico che ci vuole! - ammazzarli.
Ma i ritardati che hanno criticato in vita Kevorkian non capiscono simili sfaccettature.
Gli ci vorrebbe un parente in condizioni critiche per capire simili situazioni, dato che mancano di fantasia!
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giovedì 26 maggio 2011
Game of thrones
Poichè l'autore dell'originale ne è anche produttore siamo riusciti a scampare uno di quei tristi episodi in cui grandi prodotti vengono messi nelle mani di incompetenti che ne stravolgono la sostanza e la forma per proporre versioni diverse dal libro che risultano poco fedeli e scadenti.
Il romanzo di Martin è scritto in maniera cruda e realistica, con uno stile volgare, sessista, vagamente depressivo, misogino, sarcastico, con alcuni personaggi privi di qualsiasi forma di rispetto per l'altro, dignità o pudore. Lo adoro.
Avendo voluto - molto saggiamente - evitare condensare il tutto in un o un paio di film (del resto la saga è ancora in corso di scrittura!) hanno deciso di fare un telefilm che riuscisse a seguire nella maniera più esauriente l'intero corso degli episodi.
E è il primo punto a favore.
Il telefilm descrive le peripezie dei sette regni Westeron, un grande continente in cui all'inizio della saga vige una pace che già puzza di guerra.
Robert Baratheon (Mark Addy), re unificatore di questi regni, sente che qualcosa sta andando storto e decide di richiamare dal nord il suo vecchio e onorevole compagno d'arme, Eddard Stark. Quello che gli chiede è di diventare suo Primo Cavaliere, il suo braccio destro nel governo di un regno pieno di intrighi politici e pericoli che presto lo insidieranno da dentro e da fuori.
Mentre a est i discendenti dell'ultima casata spodestata da Robert stanno tramando per ricostituire un esrcito e reclamare di nuovo la corona, a nord dei misteriosi guerrieri, potenti e terribili, stanno attaccando i guardiani della notte, i guerrieri che sorvegliano le fredde frontiere orientali dalle incurisioni di barbari e altri pericolosi e sfuggenti nemici.
Veniamo al giudizio.
Eccellente.
Martin ha una maniera di scrivere sublime, i suoi dialoghi sono divertenti e ruvidamente realistici, cosa che è stata ereditata dal film, con numerose frasi che sono state fedelmente riportate.
Veniamo alle mie aspettative e alle relative conclusioni.
Mentre guardavo la prima puntata pensavo a quale dei seguenti momenti mi avrebbe fatto maggiormente saltare sulla sedia gridando un poderoso TANTA ROBA di apprezzamento
1) La prima volta in cui veniva pronunciato l'Inverno sta arrivando
2) L'ingresso di Robert Baratheon
3) La prima grande frase a effetto. Siccome parliamo di Martin le frasi a effetto sono tante, ma la prima fa sempre la sua porca figura. La frase migliore della puntata è quella sulla lingua Dohtraki, dove non esiste la parola grazie. Antropologicamente parlando è una frase a dir poco sublime. Ovviamente dovete guardare la puntata!
4) La prima apparizione dei membri della Casata Targaryen
5) La prima comparsa di Tyrion Lannister
Non c'è partita: Tyrion Lannister regna!
Veniamo agli attori.
Come già accennato, Tyrion regna e il suo personaggio è ben gestito da Peter Dinklage.
Eccellente anche il fratello Jaime, intrigante e di buona presenza, magari potevano evitare quel poco guerresco taglio alla Hugh Grant.
Cersei si è rivelata la più figa fino ad adesso.
Robert Baratheon guadagna punti solo per il fatto di essere recitato da Mark Addy.
Bravo anche Eddard Stark. Come personaggio nel libro mi piace meno di altri, ma Sean Benn è azzeccato per lui.
Deludente Catelyn, più che altro per motivi estetici: me la facevo più fica.
L'attore che interpreta Jeoffrey Baratheon è sufficientemente antipatico per rendere l'idea del personaggio, non vedo l'ora di vedere come se la cava nelle prossime puntate.
I figli della famiglia Stark ci stanno, per ora il più simpatico è Bran.
Grande chiusura della puntata.
Da vedere!
3) La prima grande frase a effetto. Siccome parliamo di Martin le frasi a effetto sono tante, ma la prima fa sempre la sua porca figura. La frase migliore della puntata è quella sulla lingua Dohtraki, dove non esiste la parola grazie. Antropologicamente parlando è una frase a dir poco sublime. Ovviamente dovete guardare la puntata!
4) La prima apparizione dei membri della Casata Targaryen
5) La prima comparsa di Tyrion Lannister
Non c'è partita: Tyrion Lannister regna!
Veniamo agli attori.
Come già accennato, Tyrion regna e il suo personaggio è ben gestito da Peter Dinklage.
Eccellente anche il fratello Jaime, intrigante e di buona presenza, magari potevano evitare quel poco guerresco taglio alla Hugh Grant.
Cersei si è rivelata la più figa fino ad adesso.
Robert Baratheon guadagna punti solo per il fatto di essere recitato da Mark Addy.
Bravo anche Eddard Stark. Come personaggio nel libro mi piace meno di altri, ma Sean Benn è azzeccato per lui.
Deludente Catelyn, più che altro per motivi estetici: me la facevo più fica.
L'attore che interpreta Jeoffrey Baratheon è sufficientemente antipatico per rendere l'idea del personaggio, non vedo l'ora di vedere come se la cava nelle prossime puntate.
I figli della famiglia Stark ci stanno, per ora il più simpatico è Bran.
Grande chiusura della puntata.
Da vedere!
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lunedì 2 maggio 2011
Ma questa è una di quelle notizie che andrebbero commentate subito.
Oltretutto mi ha stupito alquanto sapere che questa notizia ha avuto una risonanza tutto sommato mediocre.
Bin Laden è morto.
L'uomo che 10 anni fa ci ha stupiti con un attentato spettacoloso e ha inaugurato una fase storica di dieci anni di guerra al terrorismo e una lunga serie di psicosi collettive pare sia stato ucciso durante un'operazione di forze speciali.
La cosa che mi ha alquanto colpito è che praticamente ha fatto più notizia il matrimonio di quei due stronzi in Inghilterra.
Perchè?
Qualcuno forse l'ha addirittura dimenticato, dato che era da un bel po' che il vecchio Bin non si faceva sentire e sai com'è: se un personaggio una volta famoso è in fase calante, se non riesce ad andare sull'isola dei famosi è la fine.
Ma il motivo principale di questa indifferenza è il fatto che il responsabile di quest'azione sia Obama.
Obama in questo momento è un personaggio attaccato da Destra e da Sinistra.
È abbastanza facile capire perchè lo attacchino da Destr: sono idioti e perdipiù invidiosi.
Più complesso e idiota è il motivo per cui lo attaccano da Sinistra.
Il più grande nemico di Sinistra di Obama è il temibile deluso di Sinistra, quell'utopista infantile che si sente in dovere di criticarlo per darsi un tono da vero ribelle o che diventa un suo accerrimo detrattore dopo una breve fase di sfegatata ammirazione durante la quale aveva sperato che Barak potesse risolvere in 3 minuti tutti i problemi della Terra, dalla questione in Medio Oriente al 5 che si è ritrovato sulla pagella del primo quadrimestre.
L'altro genere di imbecille di Sinistra (ma ormai sta diventando anche questo un archetipo bipartisan) è il complottista: trattasi di una categoria di individui che vede complotti dappertutto e si dice scettico se legge una cosa sul giornale, specie se su internet ha trovato un sito sfigato di complottisti come lui che si sono presi la briga di vedere una congiura dappertutto, dallo sbarco sulla luna al duomo in faccia a Berlusconi.
Inutile dire che questo genere di complottista sta già imperversando su facebook con link che mostrano foto di Bin Laden prima e dopo l'uccisione volte a confutare scientificamente il suo decesso.
Nessuno nota che, scherzando scherzando, Obama in un solo mandato è riuscito a fare quello che Bush non è riuscito a fare, pur contando che Bush ha dovuto invadere ben due paesi e ci ha così messi in questo clima d'odio che ancora vivianmo!
NOTA: Ho appena letto che una zoccola del PdL ha affermato che la morte di Obama è l'ultimo miracolo di Giovanni Paolo II. Lascio a vi gli amari commenti
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giovedì 21 aprile 2011
Il Barone Rosso non morì sconfitto in cielo da un caccia alleato, non incontrò un avversario che lo vinse. L'ultimo volo di Richthofen gli fu fatale perchè, durante un duello prticolarmente prolungato, fece l'errore di inseguire il caccia nemico sorvolando le linee alleate. E a terra i fanti non avevano la sua idea cavalleresca di guerra, quei fanti non si fecero scrupoli nello sparargli addosso mentre era impegnto a inseguire un altro.
La guerra non funzionava come la vedeva lui, non era uno sport un po' violento fra gentiluomini, ma una carneficina in cui nessuno i faceva scrupoli se voleva vincere
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NEL NOME DELL'ODIO
Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.
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QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.