LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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Padre, ho peccato: seguo questo blog!

venerdì 3 settembre 2010

Papale papale


Grandi notizie per i papa boys.
Il posto fisso non è tutto, certate Dio.
Queste sono le parole di papa Penedetto, parole con le quali ha deliziato oggi il suo fan club di ritardati.
Auguro a questo papa altre 30 anni di vita, perchè la sua comicità involontaria è uno spassa e perchè ogni volta che parla la Chiesa Cattolica fa una somma figura di merda.
Curioso che il papa inciti a rinunciare al posto fisso quando il papa è la personificazione del posto fisso per antonomasia, peggio di un senatore!
Ma per i papa boys il posto fisso non è effettivamente una priorità, metà di loro è una banda di falliti che si rifugia nella religione, l'altra metà ha qualche zio vescovo che tanto il posto fisso glielo procura anche se hanno la terza media.
Lunga vita a papa Penedetto!
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giovedì 2 settembre 2010

Super concorso: crisi o non crisi?

Come sono andate le vostre vacanze?
Avete postato le vostre orribili foto su facebook?
Avete prenotato la visita medica per controllare quella strana macchia spuntata misteriosamente dopo un rapporto sessuale non protetto? (Come si dice, una vacanza che lascerà una segno!)
Ciò che conta è che ormai (purtroppo) siamo quasi tutti tornati a casa e siamo tornati con le nostre frenetiche faccende. Significa anche che, se vi avanza un po' di tempo fra un sito porno e l'altro, potete tornare a pullulare su questo insignificante blog.
La questione del giorno riguarda la crisi.
Siamo in crisi o non siamo in crisi?
Un giorno Tremonti dice che, grazie alla sua magnifica manovra finanziaria, stiamo uscendo dalla crisi.
Oggi la Gelmini tira fuori che siamo in crisi e che il Governo non può tutto. Ciononostante la sua riforme dei licei è epocale e quei quattro gatti che stanno facendo lo sciopero della fame sono in realtà spie cosacche ben nutrite e strumentalizzate dalla Sinistra.
A chi devo credere?
A Tremonti, che dice che siamo usciti dalla crisi (grazie a lui) o alla Gelmini, che dice che siamo ancora in crisi (ma che, nonostante tutto ha tirato fuori una riforma epocale)?
Cosa dice l'Opposizione? Cosa dice Bersani? Bersani non dice un cazzo, dev'essere uno di quelli che ancora non riesce a postare le foto di facebook e sta tutto il giorno davanti al computer, cercando di postare le foto di caricare le foto delle vacanze.

Mi viene questa curiosità: voglio sapere quante volte il Governo dice una cosa e quante volte la contraddice.
Di contraddizioni ce ne son tante, limitiamo questa ricerca per quanto riguarda le dichiarazioni sulla crisi.
D'ora in poi, ogni volta che viene menzionata la crisi, lo appunterò fra i commenti, sia che si dica che c'è ancora, sia che si dica che è scomparsa.
Siete tutti invitati a fare la stessa cosa: scrivete fra i commenti la dichiarazione di un politico del Governo sulla crisi, scrivete il nome e la data.

Chiunque partecipi a questo concorso avrà...un bel niente. Cavolo, siamo in tempo di crisi no??
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sabato 28 agosto 2010

Mamma li turchi!

Non mi posso lamentare, considerando che quest'estate sono riuscito a passare una buona vacanza. Dopo un viaggio ultra economico in un luogo che mi vergogno di confidare, sono riuscito ad avere la fortuna di unirmi ad altri in un viaggio a Istambul.


Già il paragone fra l'efficientissimo e pulitissimo areoporto turco dove siamo sbarcati all'andata e il tristissimo areodromo di Fiumicino dove siamo arrivati ieri notte, provoca in me grande nostalgia.


Del resto è andata anche bene, in 7 giorni di assoluto disinteresse per la politica italiana mi immaginavo che l'Italia fosse capace di fare ulteriori figuracce, tipo dichiarare guerra al Marocco e firmare un umiliante pace dopo 6 giorni.

Prima che la nostalgia mi attanagli vorrei riportare un paio di osservazione e chicca sui 7 giorni della mia vita ottimamente spesi a Costantinopoli (non chiamatela così di fronte a un turco).


Vorrei precisare che la Istambul che ho visto è la Istambul di fine agosto, durante il periodo del Ramadam. E movimentata dalla propaganda per l'abrogazione delle leggi fatte alla nascita della Repubblica Turca.
Anche se una città mediorentale a fine agosto può spaventare per il caldo vorrei far notare che il caldo di Istambul non mi è sembrato di molto superiore rispetto al caldo appiccicoso che ho trovato una volta sceso a Roma.
Per quanto riguarda il ramadam è interessante vedere come le strade si riempiono durante la sera, dopo la sua fine. Se durante il pomeriggio per strada vedete al massimo qualche turco a commerciare (mi riferisco almeno alle zone più turistiche) di sera, finito il digiuno, le strade si riempiono di gente del luogo. Istambul, forte dei suoi 15 e passa milioni di abitanti, è caratterizzata da un'altissima varietà di luoghi, completamente diversi l'uno dall'altro. Se nelle zone più periferiche e meno note vedete la vera Istambul e i suoi abitanti, nelle zone maggiormente battute dai turisti trovate i locali e le attrazioni più smussate e rese gradibili per il turista, come l'improbabile pub nordico che vedete sopra.
Istambul è una città non definibile in base a una sola carattestica.
È una città portuale, mercantile, turistica, industriale e culturale, ci sono strutture di tanti tipi, da quelle dai colori spenti che richiamano quasi le città nordiche alle moschee e i bazar più pittoreschi e inevitabilmente dal gusto orientale. Ci sono moschee bellessime affiancate da grattacieli e cantieri edili, minareti che spuntano ovunque, strutture di tante epoche diverse.

A fianco vedete la cosiddetta pide, la pizza turca.
Mi è capitato di mangiarla in una strada di poco distante dalla via principale e di facciata, ben guardandomi dal prenderla a portar via, dato che a pochi passi da me stavano pregando in mezzo alla strada. I locali in alcuni casi non offrono bevande alcoliche in altri sì; una ragazza del posto che ho conosciuto sull'aereo, mi ha detto anche che che durante il ramadam sarebbe vietato condire cibi con le salse. Ma anche in questo caso immagini che la scelta sia a discrezione del ristoratore, a seconda di quanto sia devoto e da quanti clinenti osservanti voglia avere.


La maggiorparte degli abitanti di Istambul è naturalmente musulmana, ma esistono molti musulmani non praticanti, che si concedono qualche strappo all'osservanza (la ragazza che ho conosciuto ne è un esempio). Nel mio gruppo c'erano delle ragazze, le quali si sono sentite a volte osservate, a volte forse per astio nei confronti degli occidentali, a volte perchè i maschietti locali volevano provarci semplicemente, spinti dal mito della donna occidentale facile.

Una caratteristica di Istambul che salta all'occhio sono i gatti. Sono tanti, tantissimi, ne ho visti più di quanti ne abbia mai visto. E sono diversi da quelli italiani: vi è più varietà nelle razze rispetto a noi e sono meno timidi, li vedi per strada sparapanzati al sole, si fanno per la maggiorparte accarezzare e scattare foto, alcuni si fanno anche prendere in braccio





Altra caratteristica di Istabul è la possibilità di trovare nella stessa zona sia luoghi particolarmente curati che aree degradate. A pochissimi passi di distanza. Questa è già una caratteristica tipicamente mediterranea, ma a Istambul è più evidente.
Ci siamo persi durante una notte e ci siamo trovati in questa zona male illuminata e popolata da tizi non proprio dall'aspetto amabile. Vai a capire che cazzo me l'ha fatto fare di scattare una foto per immortalare quello scorcio di degrado rischiando le botte o peggio. Sarà stata la nostalgia della monnezza Italiana...



Questo strano tag col pugno giallo è un simbolo particolarmente ricorrente nella zona di Beyoglu, una delle zone alte della città, raggiungibili con la funivia. Il gruppo ha abbondato in ipotesi sui significati politici e antropologici di questo pugno chiuso, finendo inevitabilmente per parlare del partito comunista Turco, impegnato con l'Opposizione turca in una battaglia contro l'abrogazione delle prime leggi delle repubblica di Ataturk. Tutta la città è tappezzata di manifesti con scritto Evett (sì, aboliamo la legge come vuole il Governo) e Hair (no, non aboliamola). La ragazza che ho conosciuto ha espresso il parere a riguardo: non gliene frega un cazzo, c'è troppa retorica e poca sostanza.
Piccolo il mondo!

A fianco vediamo uno scorcio del mercato delle spezie, detto anche bazar egizianio. Di norma, sia in questo che nel Gran Bazar si contratta, ma il nostro gruppo ne è uscito piuttosto deluso, dato che la convenienza delle merci lì dentro non è molta. Forse è dovuto più al fatto che la contrattazione alla vecchia maniera - con tanto di commerciante e acquirente che discutono bevendo e contrattando fino a quando non si giunge al migliore accordo per i due -è più conveniente quando si stanno acquistando merci di alto valore. Nonostante ciò, nessuno mi ha impedito di procurarmi un po' di abbigliamento locale, comodo e leggero.
La lira turca ora vale mezzo euro, ma ha un cambio che oscilla di parecchio e alcuni commercianti accettano ben volentieri valuta in euro e dollari.
Da queste parti va molto forte il cosiddetto occhio di Allah, una pietruzza che si trova su braccialetti, portachiavi, collanine e gioiellini vari venduti a prezzi vari. Teoricamente la lotta iconoclasta proibirebbe di dare ad Allah attributi antropomorfi. Ma alla fine il marketing ha preso il sopravvento. Nel bazar i mercanti parlano quasi tutte le lingue dei paesi che portano turisti con dinero, compreso l'italiano. Peccato che gli italiani siano inevitabilmente collegati a Berlusconi, al fascismo e a Mussolini, come ti fa notare qualunque commerciante quando cerca di parlare italiano.
Sono molto ospitali, spesso a pranzo e a cena ci hanno offerto in più dolci o tè.
Un'altra cosa che si nota nei turchi mentre passeggi per le loro strade è il loro modo di guidare: guidano come pazzi, scendono lungo straduzze strette a velocità incredibili e se ci sono pedoni che attraversano non rallentano, suonano il clacson.
Durante la permanenza ci è capitato di beccare qualche fregatura da turisti. Personalmente, al massimo mi è capitato di vedere un commesso che non mi restituiva per intero il resto (ma forse era una distrazione vera e propria) ma ad altri del gruppo è capitato di farsi fregare con una visita a pagamento chiaramente abusiva in un posto che era invece aperto a tutti. Del resto, ogni paese ha la sua percentuale x di furbacchioni. Nessuna truffa ha seriamente danneggiato le nostre finanze comunque, dato che al massimo hanno alzato le nostre spese di qualche euro...in ogni caso in Italia avremmo speso il doppio e probabilmente anche più!

Non credo che in Turchia sia molto presente lo stereotipo del levantino che fotte il turista, probabilmente il mediorientale marpione che vuole approfittarsi dello straniero è più diffuso in paesi del Nord Africa, credo che i turchi siano solitamente molto più orgogliosi e non ricorrono a simili mezzucci. A questo punto siamo più levantini noi in Italia e il brutto è che l'arte di fottere il ricco stupido turista da noi è ormai un'istituzione. Mentre a Roma qualsiasi buco minimamente caratteristico è sfruttato vergognosamente fino all'osso e i suoi prezzi pompati fino all'estremo, a Istambul ci è capitato di mangiare in posti bellissimi e centralissimi pagando una vera miseria, non solo contando che lì la vita costa generalmente molto di meno, ma ho constatato che la differenza di prezzo fra quei posti e luoghi più periferici era comunque poca.

Se entrano in Europa non so come gestiranno l'euro, noi l'abbiamo fatto molto mare e abbiamo raddoppiato i prezzi. Spero che imparino la lezione, ma non ci metterei la mano sul fuoco, per quanto io abbia visto turchi per la maggior parte onesti, non so se i commercianti resisteranno alla tentazione di alzare i prezzi col cambio per guadagnare qualche soldo in più nei primi mesi dopo il passaggio alla nuova valuta (per poi rimanere fottuti come tutti gli altri perchè hanno alzato il prezzo della vita).

Parlando di onestà, a uno del gruppo è capitato di perdere il portafogli con dei documenti importanti su un taxi. Il tassista è passato durante la notte e ci ha riportato il portafogli in albergo.

Non credo che un tassista italiano l'avrebbe fatto.

EPIC WIN per la Turchia.

Quello sopra è l'interno della moschea (mi pare quella vicino al bazar delle spezie). Le moschee hanno un bell'aspetto e ti danno la scusa di liberarti delle scarpe e di fare quattro passi a piedi nudi (coi calzini però). La chiesa bizantina di santa Chora, per quanto bellina, non può competere e il fatto che il suo biglietto costi quanto l'harem del Totkapi (infinitamente più grande e bello) non alleggerisce un rapporto qualità prezzo già scadente per chi non ha bisogno fisico di vedere una chiesa, specie se i suoi mosaici li puoi vedere anche a Ravenna e specie se contiamo che dentro quella chiesa fa un caldo bestiale. Evidentemente l'alto prezzo del biglietto è giustificato dal fatto che sia una delle pochissime strutture dei poveri bizantini che hanno voluto lasciare in piedi.



Vedete questo bello scorcio?
Non è un'opera d'arte antica, è una delle pitture che potete vedere nella metropolitana di Istambul, che a quella di Roma (ma anche a quella di Milano credo) gli fa il culo a strisce.
Abbiamo viaggiato in metro, filovia, bus e tram. È molto difficile salire su un mezzo pubblico senza pagare il biglietto e, per fortuna, i mezzi pubblici sono efficienti. Alm massimo abbiamo aspettato un po' di tempo alla fermata dell'autobus, ma si trattava di un autobus col capolinea in una zona di periferia, vicino a Santa Chora, nella zona delle mura teodosiane




Questo invece è uno scorcio del Mar Nero, che abbiamo raggiunto durante la crociera sul Bosforo. Una volta in cima c'era un forte sulla collina che abbiamo scalato c'era un forte, purtroppo sbarrato (probabilmente dall'esercito per esigenze strategiche) e da lì si vedeva il mar Nero e quello che, probabilmente è il confine Nord con gli altri stati, puntualmente evidenziato da delle bandiere 10x15 m che si vedevano garrire da chilometri.






Il villaggio presso il Mar Nero che abbiamo visitato (di cui non ricordo il nome), a parte i luoghi più ovviamente turistici(vedi sotto), non aveva prezzi esagerati, probabilmente perchè il villaggio campa con gli introiti fissi garantiti dai militari della base della zona.

Questa catapecchia in legno vista dal Bosforo è una fra le tante strutture in legno a Istambul. Mi sono chiesto perchè ce ne siano così tante, dato che col caldo si rischia che scoppi un incendio peggio di quello che c'è ora in Russia. Dopo qualche gionro ho realizzato: Istambul è una zona fortemente sismica, ci sono sistematicamenti violenti terremoti ogni tot di tempo ed è meglio avere almeno qualche struttura in legno, dato che le strafighe strutture moderne antisismiche non sono a portata.




Parliamo dei turchi.
I turchi sono un miscuglio ben riuscito di etnie varie, per cui vediamo sia il tipico levantino con la pelle olivastra e dal corpo tozzo, sia individui con la pelle e gli occhi chiari, magari anche qualche biondo, a meno che non fosse un turista dall'aspetto meno sospetto del solito.
Le donne, manco a dirlo sono molto belle, almeno quelle che non portano il velo e, siccome non volevo scatenare risse (ne ho visto una in 7 giorni, una ficata) mi sono ben guardato dallo scattare foto alle donne dall'aspetto più locale.
Gli uomini hanno questi baffoni alla turca in stile giannizzero, ucciderei per averne un paio. So che nessun turco se lo vorrebbe sentir dire, ma almeno i baffi sono molto simili ai baffi che hanno i russi, anche la lingua a volte a un suono simile al russo, a tratti mi sembrava assomigliasse addirittura al giapponese. L'arabo che parlano i muezzin dai minareti è incomprensibile per loro quanto lo è per me.

Vorrei anche capire se i turchi hanno complessi di inferiorità nei confronti del mondo arabo o viceversa. Politicamente parlando sono stati i turchi quelli che alla fine hanno preso il potere sugli altri con l'Impero ottomano, ma le radici religiose, da quando si sono convertiti all'Islam, sono saldamente nelle mani degli arabi.
Istambul, in fondo, non è una città santa per l'Islam e perdipiù non fu costruita dai turchi, ma dai tanti odiati bizantini.
I turchi sono molto nazionalisti, ho visto una marea di bandiere turche che sventolavano orgogliosamente dappertutto, per non parlare dei busti di Ataturk, fondatore dell'attuale nazione turca.
Qui sotto ci sta il palazzo Bucoleon dei bizantini. Non fu distrutto dai turchi durante l'assedio come pensavo, bensi gravemente danneggiato durante l'assedio precedente perpetrato dai parte dei veneziani e in seguito abbandonato. Negli ultimi decenni dell'impero bizantino non fu riparato perchè le casse dello Stato erano vuote, ma neanche i turchi pensarono di ripararlo, lasciandolo così. Non credo sia stata una scelta imposta da mancanza di risorse, dato che ne hanno spese molte per rimettere a nuovo la città e darle un imprinting più musulmano.



Molte cose sono state lasciate com'erano, come la torre di Galata dei genovesi (vedi sotto).
Ma un trattamento speciale è stato riservato ai bizantini.
A parte gli edifici religiosi, preservati in quanto i personaggi biblici rappresentati al loro interno sono comunque riconosciuti dall'Islam, le strutture della vecchia Costantinopoli sono state lasciate in disuso o addirittura coperte dalle nuove.
Il museo archeologico ha una piccolissima sezione dedicata ai bizantini e dal modo in cui era tenuto sembrava che fosse un'ala dedicata a una civiltà lontana e spazzata via misteriosamente migliaia di anni fa, non un impero che è stato occupato nemmeno cinque secoli fa.
I palazzi sono stati lasciati a se stessi e l'ippodromo, che si trova nella zona della Moschea Blu, è completamente coperto da una piazza sulla quale sorgono, come ultimo rigurgito bizantino, gli antichi obelischi.
Credo questo sia frutto di un profondo odio o più che altro di un grande imbarazzo dei turchi che, una volta trasferita la capitale in una città davvero maestosa quale Costantinopoli, hanno fatto di tutto per farla sembrare una città che era da sempre appartenuta a loro.

Del resto, questa voglia di occultare le carte della storia non si verifica solo coi munumenti, ma l'abbiamo visto anche nel museo militare, dove la storia turca era presentata in maniera vagamente faziosa. Le spiegazioni in inglese erano presenti, ma a momenti alterni e nella stanza dedicata all'assedio di Costantinopoli vi era solo la spiegazione in turco. La storia del popolo turco presentata nel museo, che conosco mediamente bene, ha qualche buco. Nel museo menzionano gli unni, coi quali i turchi vedono qualche parentela (non so se è un po' forzata) vi è poi un buco logico di quasi 700 anni, alla fine dei quali spunta Osman, vero e proprio capostipite dell'impero Ottomano. Ho notato la mancanza che non mi spiego dei sovrani Zenki e Noradino, che credevo turchi e ovviamente spicca la totale assenza di Saladino (era curdo).

La parte più scottante è ovviamente quella dell'ala moderna.

Mio padre ha trovato la sezione dedicata agli armeni, che io non ho visto perchè evidentemente era particolarmente difficile da trovare (un caso?) e in quella sezione gli armeni sono presentati come degli assassini gangsters stupratori.

In conclusione.

Premetto che la mia esperienza si limita a Istambul, alla gita sul Bosforo e a un tratto di Asia minore percorso mentre arrivavo a Istambul dall'areoporto e quindi ho visto solo una piccola parte del paese. Da quello che ho visto ho tratto un'opinione positiva dei turchi, magari influenzata dall'ospitalità che ho ricevuto, altra loro irrinuciabile caratteristica. Credo sia un paese dalle grandi potenzialità, anche se è anche un paese dove vi grande povertà. Purtroppo, nessuno lo ammette, ma questa seconda caratteristica è considerata dall'Europa come un'altra potenzialità, dato che i nostri industriali non vedono l'ora di piazzare nuove industrie in paesi poveri dove poter sfruttare i lavoratori. La Turchia se entrerà in Europa potrà offrirle un bacino di manodopera assai vasto e culturalmente potrebbe essere una svolta. Una svolta perchè sarebbe il segno che l'Europa si sta allargando e per davvero, riuscendo a unire Stati che fino a un secolo fa si prendevano a mazzate, riuscendo a mettere piede anche nel Medio Oriente e, cosa che conta più di tutte, facendolo in maniera pacifica. Altra grandissima cosa che porterebbe la Turchia in Europa: finalmente sarà impossibile per i preti arrampicarsi sugli specchi quando sparano stronzate sulle radici cristiane europee. Il problema è sul come la Turchia entrerà. Per ora l'Unione Europea non funziona, è un insieme di Stati formalmente uniti in un organismo sovranazionale le cui direttive sono rispettate una volta sì e una volta no, le rare volte che sono rispettate è quando si tratta di metterglielo nel culo ai lavoratori. Gli Stati continuano a fare come cazzo gli pare e non abbiamo ancora una linea estera comune.

Cosa può fare la Turchia? La sua entrata potrebbe essere un segno, potrebbe permetterci di dire che, se siamo riusciti a far entrare un paese così diverso dagli altri, il primo paese a stragrande maggioranza musulmano, allora possiamo per davvero riuscire a trovare una sinergia fra Stati diversi. D'altra parte, il nuovo paese potrebbe sconvolgere gli equilibri, dato che stiamo parlando di quello che sarebbe il paese più popoloso europeo e quindi quello con più voti. La Turchia ha i suoi difetti. È un paese musulmano che, per quanto moderato, potrebbe dare grane (del resto, qui in Italia non siamo messi tanto meglio a laicità); è un paese fortemente nazionalista, ha un esercito tutt'ora funzionante e tutt'ora in azione per tentare di ristabilire un primato internazionale e militare di cui ha evidentemente grande nostalgia; è un paese che ogni tanto spara qualche colpo sui curdi e ha ancora problemi di integrazione con gli armeni. Se entrasse nell'UE senza un'adeguata preparazione, la Turchia potrebbe metterci nei guai, potrebbe rallentarci economicamente se non riuscisse a gestire bene l'euro e potrebbe creare imbarazzanti situazioni per quanto riguarda i diritti umani, problema che si potrebbe ripercuotere sugli altri paesi europei e farci andare indietro dopo tanti sforzi, foraggiando i tanti partiti di ritardati contrari all'Europa. D'altra parte l'Ingresso della Turchia sarebbe un duro colpo per questi ultimi e la risoluzione dei problemi di integrazione che abbiamo loro e noi potrebbe subire una maggiore spinta ideologica proprio in virtù dell'ingresso di un nuovo paese.

Va ricordato che l'inserimento della Turchia nell'UE non è visto di buon occhio dagli americani. Gli USA ce l'hanno ancora con loro da quando negarono all'ultimo il loro passaggio in Turchia per l'attacco all'Iraq e fra l'altro, quando lasceranno definitivamente l'Iraq, il Medio Oriente sarà più facilmente accessibile agli europei piuttosto che agli americani. Un altro problema sarebbero i rapporti con lo Stato israeliano o, più specificatamente, con i vari legami che i partiti europei hanno con le associazioni con e contro di esso.

Ce ne sono di passi da fare, la Turchia è un grande paese in tutti in sensi, nel bene o nel male. Sarei molto felice se diventasse un paese europeo, ma dobbiamo andarci molto piano e con grande attenzione.


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martedì 17 agosto 2010

Tutti i TG d'Italia stanno esaltando questo inutile e depresso personaggio italiano, esaltato da vecchi alleati e nemici.

Del resto si sa, dei morti non si sparla mai. Specie in Italia. Mi è venuto in mente questo suo vecchio pensiero, parto di un cattivo uso di litio o di un'inevitabile demenza senile, risalente alle manifestazioni universitarie.

La sua allegra strategia consisteva nel lasciare stare gli studenti dei licei, quelli erano troppo piccoli, nonchè le maestre che protestavano per la creazione del maestro unico, quest'ultime non era bene picchiarle, nessun galantuomo può picchiare una donna. Ovviamente risparmiare anche i professori universitari, quelli anziani almeno, giù botte invece ai giovani professori e ricercatori a contratto.

E, naturalmente, giù botte agli studenti universitari, prima lasciarli fare, poi massacrarli per i disordini arrecati.

Questo è quello che rappresenta Cossiga. Una classe dirigente che se la prende con le fasce più deboli, risparmia i vecchi perchè quelli stanno abbastanza bene e sono coloro che sostengono questo tipo di potere, anch'esso composto da vecchie mummie; risparmia i ragazzini, che tanto non capiscono un cazzo; risparmia le maestrine, facendosi portatore di un ipocrita spirito cavalleresco vecchio di cent'anni e più.

Questo è Cossiga: un vecchio stronzo che rappresenta la vecchia classe politica, che ora si arricchisce, ma che prima o poi, per fortuna si esaurirà per vecchiaia. Una classe politica che ci ha derubati e che ora non è nemmeno in grado di godersi la ricchezza e le opportunità che ha tolto ai giovani.

Almeno Cossiga era un depresso, pieno di rimorsi com'era per tutte le porcate che ci ha fatto. Ma questo non lo rende tanto migliore.

giovedì 12 agosto 2010

Siam messi bene!

Questo è uno di quegli elementi che, se collego alle eventuali elezioni anticipate, mi dà una strizzata di culo che non potete immaginare.
Un lungo articolo che, tentando di dipingere Vendola quale salvatore dell'Italia, fiacca il mio morale a tal punto che mi sento fisicamente debilitato.
E già Vendola non mi stava simpatico da prima!
Vendola in questa entusiastica descrizione è descritto come pacifista, gay, ma cattolico, rivoluzionario , ma mite. E comunista.
Come se non ci fossero già abbastanza contraddizioni.
Quest'uomo è la sintesi di un masochismo confuso e contraddittorio della Sinistra italiana.
Una convivenza forzata fra istanze inconciliabili che mettono su un quadro imbarazzante.
La Destra italiana ha deciso di prendere una svolta ideologica a base di demagogia populista e tette, senza ovviamente smuovere il caro vecchio nazionalismo da quattro centesimi. È un mix vincente, destinato a durare mille anni, semplice, rozzo, pulito, efficiente.
La Sinistra italiana, orfana di uno stalinismo che non piace più a nessuno, ha deciso di rinnegare la vecchia ideologia comunista. Sostituendola con un qualcosa di cui nessuno ha idea cosa sia. Fondamentalmente la nuova Sinistra italiana è composta da giovani, giovani che si credono però questo gran cazzo. Certo, i vecchi sessantottini - altrettanto spocchiosi - stuccano anche me, ma almeno seguivano qualcosa di chiaro.
I ggiovani della Sinistra, rinnegando i boriosi e odiati genitori, hanno deciso di proporre qualcosa di nuovo. Qualcosa che sia estremamente paraculo come loro.
Cosa si sono inventati?
Una strategia superficiale quanto quella del populismo-tette, ma, a differenza della prima, destinata al fallimento.
Come facciamo prendere quanti più voti possibile?
La domanda che si sono posti le saggie menti della Nuova Sinistra, ha trovato una banale risposta, vecchia come il cucco e banalmente applicata. Come avere più voti: promettere tutto a tutti!
Avere un partito che riesca a fare l'occhiolino a qualsiasi target politico papabile.
Essere allettanti per la vecchia guardia comunista, ma anche per i giovani che non l'hanno conosciuta, non solo ex comunisti, ma anche delusi del PD, magari anche qualche fricchettone che stava coi Verdi; attirare sia pacifisti sia gente che non ne può più del Governo e che se vede qualche stronzo che la sta rovinando gli stacca le braccia; bisogna essere ambientalisti, ma anche ricordare gli operai che lavorano nelle fabbriche accusate di inquinamento.
Prendiamo come esempio quest'ultimo accostamento.
Le industrie inquinano: per gli ambientalisti è male; le industrie offrono posti di lavoro agli operai: per i comunisti è bene.
Cosa fa Vendola?
Si schiera coi comunisti o gli ambientalisti?
Con gli operai o con la Lega per la protezione del granchio sticazzi che vive nei pressi di Porto Marghera?
Gli astuti che hanno creato un personaggio come Vendola hanno fatto un ragionamento che vede un candidato jolly, dotato di qualsiasi caratteristica appetibile per quello che pensano sia l'elettore medio della Sinistra: se vuoi un pacifista Nichi è pacifista, se vuoi un rivoluzionario Nichi è rivoluzionario, se sei laico Nichi è laico, se sei un baciapile Nichi è un baciapile, se sei frocio Nichi è frocio.
COSA VUOI DI PIU', CARO ELETTORE MEDIO??
Questo ragionamento filerebbe se l'elettore medio di Sinistra fossero come se lo immagino, ovvero una persona che vota un candidato in base a ciò che ritiene lo renda meritevole.
Così hanno tralasciato un altro tipo di elettore medio di Sinistra, ovvero che vota il candidato che NON ha la caratteristicha che lo rende per lui ineleggibile. Basta che ci sia solo una sola caratteristica abbastanza sgradevole per far perdere un voto a un candidato, anche se ha un'infinità di caratteristiche positive contro l'unica, tanto disprezzata caratteristica negativa.
Questo vuol dire che un rivoluzionario alla vecchia maniera vuole Nichi rivoluzionario, ma non vuole un Nichi pacifista-masochista che prende le pizze in faccia da qualunque coglione di Forza Nuova; un ateo autenticamente laico vuole un Nichi laico e diffida se Nichi tira fuori stronzate immani come quella che la Bibbia è il libro più importante per un comunista; un cattolico apprezza il fervore religioso di Nichi, ma non i suoi gusti sessuali.
E siccome in questo periodo la Sinistra gode di una grandissima sfiducia, penso proprio che questo secondo tipo di elettore medio sia molto più frequente del primo.
La cosa veramente tragica è che questa nuova Sinistra non è tanto diversa dal PD che tanto critica, perchè come il PD, in virtù di un goffo tentativo di rinnovamento, ha finito per creare un partito che crede in tutto e nel contrario di tutto, è orgoglioso di non essere più comunista, ma ora non sa cosa cazzo sia.
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mercoledì 11 agosto 2010

Elezioni anticipate

Elezioni anticipate.
Temo queste 2 parole perchè mi danno la stessa sensazione di una roulette russa.
C'era da aspettarselo che, con una simile Opposizione, l'unico in grado di mettere in cresi il Governo fosse una lotta interna grazie a Fini.
Berlusconi minaccia le nuove correnti di ritornare all'ovile, altrimenti prima della fine dell'anno si ricomincia tutto da capo e si fanno le elezioni per l'appunto.
O con lui o senza di lui nel nuovo glorioso Governo Berlusconi-Bossi.
Molto coerente con la parola Libertà che pronuncia in continuazione.
Il pedopremier annuncia che, in vista delle suddette elezioni, ha intenzione di iniziare uno sbandieramento automasturbatorio dei successi del suo magnifico Governo, preannunciando una propaganda senza precedenti, addirittura porta a porta.
Con tutte le stronzate che mi devo già sorbettare in televisione, per strada, e su internet, orra esce fuori che devo addirittura rischiare di trovare un coglione che mi suona al campanello per dirmi quante belle cose sta facendo Silvione?
Piuttosto sono disposto ad aprire la porta a un testimone di Geova, gli lascio addirittura una donazione, invito pure tutti i suoi amici a cena!
Scherzi a parte, torniamo a queste elezioni anticipate.
Se perdono ce li leviamo dalle palle per un po', se vincono è la fine: ci troviamo Berlusconi e Bossi, un duo psudoliberal nazistoide che, senza Fini a tenerli a bada, ci riporta al Ventennio. Anche peggio.
Ho sentito varie teorie sui pronostici delle elezioni.
Quella ottimista si basa su una casistica a riguardo: i Governi in crisi che ricorrono alle elezioni anticipate lo fanno quando hanno bassi livelli di consenso e sono nella maggiorparte dei casi destinati alla sconfitta.
Secondo me è troppo ottimistica per alcuni motivi
  1. Non è detto che gli italiani si siano svegliati dato che, oltretutto, il ritardo mentale è in genere irrecuperabile
  2. Anche se fosse vero che i livelli di gradimento fossero imbarazzantemente bassi, non è detto che il Governo si comporti seguendo la casistica

Parliamo del secondo punto. Parliamo di Berlusconi. Silvione è uno che non segue le regole per definizione, è anche uno che ci prova in continuazione, è uno che quando sta alle strette passa all'attacco e la anche fa grossa, come scendere in campo quando ci si accorge di rischiare fallire e andare in prigione. È quindi capace di tentare il tutto: sta rischiando di perdere consensi, se però fa una campagna elettorale rincoglionente di quelle che solo lui sa fare può di nuovo vincere le elezioni e zittirci tutti. Di nuovo.

Se poi mettiamo in conto che, contro di lui si schiereranno un paio di destroidi pentiti che hanno deciso di non vendere il culo fino in fondo (saranno pochi comunque) e un'Opposizione che sta passando una lunga vacanza da almeno 3 anni, allora direi che stiamo veramente giocandocela con un tiro di dadi.


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venerdì 6 agosto 2010

La solita ministra

Certo, capisco che la Brambilla sia stressata e delusa dal suo incarico.
Mesi e mesi di spompinamento a Berlusconi e poi si deve accontentare di un Ministero alquanto mediocre quale quello del Turismo, trascurata dal pedopremier che preferisce la Carfagna.
Secondo la mia opinabile opinione, fra la Brambilla e la Carfagna con quel taglio di capelli da maestrina isterica, avrei preferito la Brambilla.
Ma questo è un altro discorso.
Tornando alla Brambilla, devo dire che forse sta dando una delle prove peggiori di Ministro del Governo, contando poi che si trova di fronte a dei concorrenti niente male.
Di fronte a degli imbarazzanti risultati sulle frequentazioni turistiche nelle località italiane di quest'estate, la Brambilla ha ben pensato di girare il coltello nella piaga, andando in vacanza in Francia e Spagna.
Non per vacanza, certo che no: lei è in missione, lei deve scoprire quali sono i segreti che hanno permesso a francesi e spagnoli di farci il culo sulle presenze turistiche.
Una vera storia di spionaggio industriale!
Peccato che la sua missione, esageratamente meticolosa e approfondita, abbia un effetto collaterale e trametta un messaggio abbastanza negativo: il turismo italiano fa così pena che neanche il Ministro del Turismo italiano passa le vacanze in Italia!
Fra l'altro, siccome la Ministra si occupa di turismo, dovrebbe come tutti gli operatori di turismo lavorare in stagione di vacanza e riposarsi quando gli altri lavorano e, siccome in quanto politica per definizione non fa un cazzo dalla mattina alla sera, perchè non pensava bene di anticipare le sue vacanze spionaggio prima dell'estate, magari così i preziosi segreti carpiti poteva sfruttarli per quest'estate e non tenerli presente per il prossimo periodo vacanziero!
Cazzo, occuparti di turismo fa parte del tuo lavoro, sei pagata per andare in vacanza, almeno rendi utile la tua vita e vattene in vacanza in Italia per dare il buon esempio!
Di fronte a tale pigrizia e inettitudine, Michelona ha deciso di fare qualcosa, in modo di tacciare le critiche di immobilismo. Era meglio se stava ferma.
La Brambillona ha deciso di attaccare il palio di Siena.
Forte del suo minuzioso studio del turismo spagnolo, ha deciso che, se in Catalogna aboliscono la Corrida, noi dobbiamo fare la stessa cosa con il palio, che è un esempio di maltrattamento degli animali e fa cattiva pubblicità per il il suo caro made in (magic)Italy.
Inutile dire che a Siena sono disperati, la cattiva pubblicità sarebbe proprio togliere uno degli elementi caratteristici di quella città, sarebbe come vietare le gondole di Venezia perchè la loro particolare forma disturba il volo dei piccioni e non permette loro di cacare in testa ai turisti com'è nella loro irrinunciabile natura.
Fra l'altro l'accostare la corrida a una corsa di cavalli mi fa venire dubbi perfino sul fatto che la Brambilla abbia idea di cosa sia una corrida.
La corrida è infinitamente più violenta nei confronti degli animali rispetto al palio.
E comunque io sarei favorevole anche alla corrida.
Ma questa è un altra mia opinabile opinione...
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giovedì 29 luglio 2010

Lega una sega

E mentre io mi accingo ad andare in una minuscola vacanza con prezzi da barboni, ecco che scopro che il Governo continua con successo a mandare avanti la sua strategia che consiste nel fare le leggi più inique e imbarazzanti per il paese proprio nel periodo in cui gli italiani sono ancora troppo storditi per la figura di merda ai mondiali e occupati a organizzare - come me - le loro vacanze in formato happy meal.
La seconda legge scandalo (dopo la porcata intercettazioni ovviamente) è la legge sulla Riforma Universitaria.
Hanno vinto, com'era inevitabile che fosse, dato che ci sono da una parte degli sfinteri anali parlanti come Rutelli che ormai riescono a fare parlare di sè solo quando danno una pugnalata ai vecchi alleati e dall'altra ci stanno i membri dell'Opposizione che probabilmente sono troppo impegnati a organizzare vacanze che noi italiani normali neanche ci sognamo.
Un successo per la Gelmini, all'università tutti la credevano una fallita e ora è riuscita a vendicarsi. Distruggendo l'università per l'appunto.
Leggetevi l'articolo linkato sopra a riguardo, è uno spiscio tragicomico.
La tale riforma è difesa a spada tratta da Mario Pittoni, Capogruppo Lega Nord per la Commissione per l'Istruzione pubblica e i Beni culturali.
Già il fatto che ci sia un capogruppo della Lega per l'istruzione Pubblica è un qualcosa che mi fa rabbrividire.
Magari, mi sono detto, mi sbaglio. Magari non è un ritardato ignorante come lo sono tutti i leghisti.
Controlliamo la sua biografia se trovo qualcosa su wikipedia.
Lacrime amare a parte, vediamo che cosa dice nel suo intervento.
La Riforma avrebbe il pregio di ridistribuire equamente le risorse, facendo in modo che queste arrivino alle università seguendo criteri di merito e qualità. Seguendo le sue parole questo è un metodo essenziale per garantire più risorse alle università padane, che secondo lui sono sottofinanziate.
Vorrei tanto fargli una domanda.
M a tu ci sei andato all'Università? E dove? E come?
No, perchè quando io non ho informazioni su una persona, tendo a usare l'immaginazione per immaginarmi cosa abbia mai fatto e ciò che immagino dipende dalla simpatia che provo per la suddetta persona. Ed essere un coglione della Lega non lo rende simpatico. Se poi aggiungiamo che è in una commissione per la pubblica Istruzione e la pubblica Istruzione in Italia vale quanto il due di briscola, allora deduco che abbiamo a che fare con un altro coglione degno della Gelmini.
Ma cerchiamo di essere generosi.
Facciamo finta che Mario abbia conseguito una laurea, ovviamente nel nord.
La tua esperienza di laureato in Padania ti autorizza a fare confronti con le Università del sud e a dire che quelle del nord sono sottofinanziate?
Vorrei ricordare che esistono un paio di Università al Sud che non sono male, la Federico II e - pare - quella di Palermo.
Ma il problema non è tanto questo, facciamo finta che sia vero come dice Pittoni che l'Università al sud ha più soldi che al nord. So che è difficile far finta di credere a una difficile stronzata, ma facciamo uno sforzo.
Va detto che comunque l'Università al sud è indubbiamente inferiore al nord, ma è anche comprensibile, perchè a che cazzo serve laurearti nella tua regione di nascita quando, una volta uscito dall'Università, non trovi lavoro?
L'uomo da una riga di biografia su wikipedia parla di meritocrazia.
Vogliamo fare un discorso meritocratico?
Magnifico, adoro la meritocrazia. Ma quella vera.
Ci sono delle Università che ricevono meno soldi perchè lo Stato perde tempo a finanziare Università di basso livello.
Vuoi risparmiare? Vuoi la meritocrazia?
Chiudi le Università di basso livello!
Mantieni nei piccoli centri Università con un numero limitato di Facoltà e vaffanculo.
Il diritto allo studio non va negato a nessuno.
Ma la possibilità di avere una laurea che ti permette di lavorare no, per quello ci vogliono sforzi.
E se lo studente di Cosenza vuole lavorare un giorno come avvocato, meglio che si iscriva all'Università di Napoli, forse addirittura a quella di Bologna.
Senza che vada a buttare soldi per un'università di merda come quella di Cosenza.
Vuoi risparmiare soldi alla Pubblica Istruzione?
Taglia l'Università di Cosenza!
Ma questo non lo fanno, se lo fanno a Cosenza si incazzano, magari le baronie sono forti anche lì. Meglio tagliare un po' dappertutto, così il livello di tutti crolla, ma almeno il Governo non ci fa brutta figura e mostra di voler risparmiare i piccoli centri. e poi in questo modo danno ai leghisti la scusa di lamentarsi!
Ma la questione d'oro è ben altra: i soldi spesi per l'Istruzione sono sempre di meno, perchè ogni anno - che ci sia la Destra O la Sinistra al Governo - tagliano qualcosa, c'è chi taglia di più, ma negli ultimi anni hanno sempre tagliato.
A questo punto, invece di prendercela con una fantomatica cattiva distribuzione di risorse, non dovremmo arrabbiarci perchè le risorse, distribuite bene o male che siano, sono sempre poche?
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martedì 27 luglio 2010

Non oso neanche immaginare quanto a lungo sfrutteranno questa notizia.
Il Governo taglia gli stpendi ai politici.
Del 5 %.
Sono commosso, basito ed eccitato, l'Italia è salva grazie a questa coraggiosa manovra!
Peccato che chi ci governa, solitamente così bravo nello sponsorizzarsi, abbia fatto un'evidente figura di merda.
C'è la crisi, forse c'è ancora, forse no, o forse l'Italia ha più difficoltà a uscirne fuori a differenza di paesi più civili e intelligenti. Fatto sta che hanno deciso di tagliare lo stipendio - finalmente! - anche a chi di sicuro non sta rischiando di doversi procurare la cena frugando nei cassonetti.
Peccato che il vecchio Tremontino Tremotino abbia dimenticato una cosa che ci differenzia da paesi migliori del nostro come, per esempio, l'Inghilterra: perchè la capitalista Inghilterra, sarà abitata pure da degli stonzi, ma da loro hanno ben pensato i tagliare da subito gli stipendi ai parlamentari.
Non come da noi, che il taglio ai parlamentari avviene dopo quello ai medici, ai poliziotti e agli insegnanti, tutte persone che per il taglio subito avranno veramente da soffrirne economicamente, non come i politici che dovranno rinuciare a qualche mese di vacanza ai tropici e qualche chilo di caviale!
E ora ecco che arriverà la solita, ormai stanca obezione sul fatto che almeno loro fanno qualcosa, mentre Prodi non aveva fatto niente.
No, belli miei, non vale!
Pr prima cosa Prodi ha gestito un'Italia ben diversa da quella di ora e non aveva a che fare con la crisi che viviamo ora e sotto sotto molti elettori di Destra segretamente vorrebbero tornare a 3 anni fa, anche se non lo ammetterebbero mai.
Prodi non aveva bisogno di fare i tagli che stanno facendo ora.
In secondo luoghi, cari miei pargoli dall'incerto neurone, Prodi provò al suo tempo a tagliare gli stipendi ai politici, cercò perfino di tagliare il famoso ICI che ancora abbiamo sul groppone e se lo togliamo sprofondiamo ancora di più. Peccato che quel progetto (come tanti altri tentati sotto il suo Governo e di cui ora l'attuale Maggioranza si prende il merito) non fu approvato
Del resto la Maggioranza di Prodi era risicata e osteggiata molto più di quanto lo sia questa. Come finì poi Prodi lo sappiamo tutti...
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sabato 24 luglio 2010

La FIAT ha qualcosa in SERBO per noi

Ho sempre pensato che la FIAT fosse gestita da una banda di idioti incompetenti, ammanicati e raccomandati, ma non ho mai pensato che fossero così idioti. O almeno pensano che gli italiani siano così ritardati da non cacciarli via a calci. E visto quanto successo negli ultimi tempi, forse hanno pure ragione.
La FIAT propone di spostare la produzione della nuova monovolume da Mirafiori alla Serbia per risparmiare sulla manodopera.
La cosa veramente spassosa è che quasi tutti si dicono scandalizzati di questa pugnalata ai lavoratori italiani, ma nessuno vuole fare notare quanto quelli della FIAT siano ritardati o credano che siano ritardati gli italiani e ci sta un elemento che lo prova chiaramente: questo stesso anno si era parlato di fare la stessa cosa con la Polonia.
È possibile che gli italiani siano così imbecilli da essersi già dimenticati quello che è successo qualche mese fa?
Non è improbabile effettivamente.
La cosa che mi fa ridere è che quello che sta succedendo ora è la stessa identica che è successa mesi fa. I dirigenti FIAT tirano fuori le solite quattro minchiate sul libero mercato, i sindacati si indignano, il PD si confonde e non sa se andare appresso agli industriali o agli operai, quasi tutti difendono i lavoratori italiani e le loro famiglie.
Non ho tempo per verificare, ma sono sicuro che se confrontassimo i dibattiti sull'argomento sarebbe molto difficile distinguere l'uno dall'altro se si omettessero le date e il luogo dove la FIAT vuole fare l'ennesimo trasferimento.
È tragicamente ridicolo, è come se gli italiani soffrissero di amnesia a breve termine.
A gennaio la FIAT propone di trasferire le industrie in Polonia e tutti si incazzano; qualche mese dopo propongono di trasferire le industrie in Serbia.
Che cazzo cambia?
È come se un diabetico andasse a cena da un amico che gli offre un profitterol da 4 kg.

- mi dispiace, non lo posso mangiare: ho il diabete
- ah peccato, ma non c'è problema se vuoi ho fatto anche la torta sacher!

Non cambia niente, se agli operai FIAT non va bene che si trasferisca in Polonia non va neanche che vadano in Serbia.
Perchè sia la Serbia che la Polonia sono 2 paesi di merda, abitati da una massa di poveracci che per una pagnotta e due euro ti vendono pure la loro figlia vergine e là te le scordi le trattative a sediate in testa che qui in Italia si fanno coi sindacati. Quindi, se alla FIAT può essere solo conveniente trasferire i loro stabilimenti in un paese europeo assolutamente sfigato e perfettamente sfruttabile, per gli operai può essere non altro che una somma fregatura.
Osservazione inevitabile e necessaria su quanto detto dal pedopremier

In una libera economia e in un libero stato un gruppo industriale è libero di
collocare dove è più conveniente la propria produzione. Mi auguro, però, che
questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti a cui la Fiat offre il
lavoro

Bello bello, molto bello. Se credi di parlare con un ragazzino di 8 anni. O con un italiano che ne dimostra un'equivalente età mentale.
Non volevo essere nè scontato nè esageratamente politicizzato, ma mi ci costringono.
Questa frase non ha senso al difuori della politica. Finchè devi leccare il culo sia agli industriali che ai lavoratori va bene, ma nella vita non funziona così: non puoi prima dire che gli industriali - in virtù del libero mercato - devono fare come cazzo gli pare e poi ricordare loro di tenere presenti i destini dei lavoratori italiani.
Se fossimo in una favoletta finirebbe che gli industriali vanno in Polonia o in Serbia o in Puffolandia E mantengono anche le industrie in Italia.
Ma nella realtà nessuno obbliga la FIAT di mantenere 2 stabilimenti in paesi diversi e - in virtù del libero mercato - Marchionne potrebbe tranquillamente fottersene dei lavoratori di Mirafiori e delle loro famiglie siccome gli costano di più degli sfigati di un altro paese.
Se fossimo in un paese che conta veramente e avessimo un premier che ha le palle che dice di avere, le chiacchiere starebbero a zero.
La FIAT è un industria italiana e perdipiù scadente, che non riesce a produrre auto di qualità e cerca quindi di produrre auto a basso costo con manodopera poco qualificata e pagata e siccome per anni è stata salvata dal tracollo grazie a miliardi pagati dagli italiani se li deve scordare tutti quei discorsi sul libero mercato del cazzo. Marchionne come capitalista non vale un cazzo e non si può atteggiare alla Bill Gates, perchè in realtà ha la dignità un impiegato del catasto e dovrebbe comportarsi come tale, scordandosi tutti quei discorsi pseudodarwiniani alla Wall Street e facendo quello che i suoi veri superiori - gli italiani che lo pagano a suon di tasse - gli dicono, ovvero che le industrie FIAT non schiodano dall'italia.
Ma purtroppo anche questa è una favoletta.
Nella vita reale noi siamo governati da Berlusconi, tanto sicuro di sè quando si tratta di palpeggiare una ragazzina tutto culo e niente neuroni, ma pronto a prostrarsi di fronte a chiunque, anche di fronte a dei capitalisti falliti.
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mercoledì 21 luglio 2010

Dura Lex? Non credo

Prima di tutto vorrei dire che su Google immagini sono sempre più rare le immagini satiriche contro Berlusconi. Prima erano molte di più e apparivano fra le prime pagine, ora bisogna andare molto avanti prima di trovarne una decente.
La seconda cosa che volevo dire è che Rai News 24 ha dei livelli di lecchinaggio degni quasi del TG2 o Emilio Fede: nell'editoriale hanno letto solo Libero e Il Giornale, hanno dato giù su una magagna di Bocchino (da silurare dolorosamente in quanto luogotenente finiano) e poi un bel primo piano di un Berlusconi affranto per il vilipendio alla (sua) privacy e alla (sua) libertà.
L'argomento era per l'appunto sulla questione del ddl intercettazini.
Dopo la bacchettata di Obama su quanto fosse poco democratica la legge bavaglio(che SICURAMENTE ricorderete a meno che i vostri neuroni non ritenessero di dovere sloggiare tale informazione per fare posto alla morte di un coglione morto da stronzo con il paracadute) il Governo si era dato da fare per modificare il testo. Ne è uscito un testo che permetterà la pubblicazione delle intercettazioni solo nel caso dei reati più gravi e impone che le intercettazioni siano pubblicate solo dopo il filtro del tribunale, che decide quali parti siano rilevanti rispetto al processo e quali no.
Se pensiamo che questo testo è stato bocciato dall'ONU pensate cosa doveva essere la versione originale!
In ogni caso gli unici che escono vittoriosi da questa faccenda sono i finiani, dalla parte della Maggioranza, ma non disposti fino alla fine a mettersi a 90.
I finiani fanno il lavoro di Opposizione che dorebbe essere svolto da quelli del PD, troppo impegnati nelle vacanze di luglio-agosto. Quando torneranno abbronzati in Parlamento e vedranno che Fini ha fatto quello che dovevano fare loro si diranno soddisfatti del passo fatto in avanti, ma non fino in fondo, perchè se accettavano le loro proposte era meglio. In fondo, quando non fai un cazzo, è più facile criticare gli altri.
Casini fa quello che ha sempre fatto, mettersi sul carro del vincitore, svolge il suo avoro in maniera eccellente. Peccato che sia un lavoro da merda d'uomo.
Premio merda per la Maggioranza.
Berlusconi piange per l'oltraggio alla democrazia, mna dimentica un particolare.
Il PdL fece marcia indietro quando Obama mostrò il suo ateggiamento critico.
Poteva continuare con la sua immane porcata, tanto Obama non è un cittadino italiano, siamo già abituati a essere sbeffeggiati e criticati da altri paesi, se Berlusconi avesse ignorato Obama non avrebbe rischiato troppo, tanto l'Opposizione sarebbe rimasta comunque flaccida nelle sue critiche. Invece Berlusconi ha deciso di ascoltare un leader straniero, di far valere la sua opinione.
Non fa valere le opinioni di una discreta feta di italiani, ma quando una sola persona, proveniente da un altro paese, si imnmischia negli affari italiani, Berlusconi cede, solo perchè la persona in questione rappresenta un paese che non solo adora a sua dire, ma anche un paese più potente.
Berlusconi con gli italiani fa come gli pare,ma appena vede uno più potente di lui si prostra.
E ci fa fare l'ennesima figura di merda: non solo ottusi, bigotti, mafiosetti e internazionalmente insignificanti, noi italiani ora appariamo pure come dei servili senz spina dorsale!
Quindi, caro Silvio Silvione, se ora il nuovo ddl non ti piace, non è colpa dei finiani, nè della magistratura maoista. Se ti piaceva tanto il ddl originale ti facevi rispettare prima e non facevi marcia indietro facendoci fare a tutti la figura dei codardi!
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lunedì 19 luglio 2010

Il mondo è vario. Prendi il più inutile e idiota degli uomini e stai sicuro che ci sta uno ancora più idiota che lo venera.
E prendi la persona più indiscutibilmente encomiabile e c'è qualcuno che la disprezza.
Così nel caso delle statue di Falcone e Borsellino distrutte a Palermo nel giorno dell'aniversario dalla morte. Perchè non c'è solo chi le ha distrutte per convenienza perchè se ci fosse solo un mafioso che vuole infliggere l'ennesimo sfregio ai due personaggi scomodi. No, non c'è solo un mafioso, ci sono gli omertosi che permettono un simile gesto, ci sono quelli che non se ne interessano, ci sono addirittura quelli che lo appoggiano, chi perchè palesemente mafioso e/o ritardato, chi perchè accampa contorti ragionamenti che giustificano tale azione perchè contro opere d'arte scadenti.
Non si parla solo di danno a personaggi eccezionali, si parla pure di atto vandalico a un'opera d'arte bella o brutta che sia, quindi il danno è doppiamente deprecabile.

martedì 13 luglio 2010

Al cinema per Toy Story 3

Non mi dilungo in una recensione su Toy Story 3 perchè onestamente non riuscirei a fare paragoni coi precedenti titoli in quanto sono tutti e tre dei sommi capolavori. Prendetelo come atto di fede e, se lo volete mettere in dubbio, filate a vederlo

9/10

Ho qualche dritta e osservazione che vanno oltre lo scontato elogio del film.
Primo: non guardatelo col 3d, è bellissimo anche senza e non ci sono abbastanza scene valorizzabili col 3d da rendere l'euro in più ben speso.
Riguardo agli occhialetti 3d, all'UCI ho scoperto che per il film in 3d gli occhiali non sono inclusi nel prezzo, ma si deve dare un euro n più. Anche giusta come mossa, dato che gli occhialetti prima erano raramente restituiti, tanto vale venderli. Se c'è qualcuno che non ha mai visto un film in 3d (strano che ci sia ancora, ma non si sa mai) non si metta a fare il furbo che, per risparmiare non prende gli occhialetti, o rischia di vedere un film schifoso e di perdere qualche grado.
Secondo punto, molto scontato, ma anche quello non si sa mai: mangiate prima del cinema.
Io avevo preso qualche orsetto gommoso e ci poteva anche stare, ma mio fratello ha fatto la stupida scelta di prendere 2, non una bottiglietta da bere. Risultato, con i soldi spesi potevamo mangiare una pizza al ristorante di fronte. Ce la siamo cercata.
Terzo punto (più un avvertimento che un consiglio): è ormai impossibile sfuggire alla pubblicità.
Prima di entrare avevo intravisto un cartello che avvisava che avrebbero iniziato la proiezione del film con 20 minti di ritardo rispetto all'orario di ingresso.
Già mi ha fatto paura.
Poi mi sono calmato dicendomi tanto è da un bel po' che fanno 20 minuti di pubblicità. Almeno ora ti avvisano prima.
Entriamo, masochisticamente puntuali.
Partono i trailer dei film.
Capisco subito che i gestori sono dei bastardi e scaltri cavalieri del marketing senza morale.
Prima li fregavamo entrando con qualche minuto di ritardo, perdevamo qualche minuto di inutili spot e poi ci godevamo i trailer che sono sempre belli da vedere.
Ora no, prima mettono i trailer e poi via con la pubblicità, in modo tale che chi vuole il trailer si sorbisca anche la merda dopo.
Finiscono i trailer, mi preparo alla sequela di merda pubblicitaria.
Lo spot contro la pirateria non lo considero pubblicità, lo trovo ingenuo e talmente ipocrita da risultare ridicolo e spassoso.
Vai con la pubblicità, stringo la mano sul bracciolo per incassare il colpo di milioni e milioni di messaggi promozionali.
Hanno fatto solo due pubblicità.
Ma sono durate 10 minuti.
La pubblicità più lunga e smielata di tutta la mia vita.
Nei primi 3 minuti mi alieno facendo un bilancio introspettivo sulla mia vita.
La cosa mi deprime.
Passo a qualcosa di più ozioso come immaginare a una conflitto etnico nel sacchetto dove tengo gli orsetti gommosi e gli altri dolciumi presi prima.
Gli orsetti gommosi hanno proclamato un governo centralizzato che proclama la superiorità della razza degli orsetti gommosi e si propone iniziare una violenta pulizia etnica nei confronti dei coccodrilletti alla menta e delle tartarughine.
La guerra procede violenta e senza tregua all'insegna dello slogan degli orsetti gommosi Potere gommoso, immagino anche un orsetto col cappello del sergente Hartman arringare le sue reclute con un maschio ti voglio gommoso, pezzo d merda oppure gommoso è giusto, gommoso è buono e altre tirate.
Gli orsetti vincono, ma non riescono a festeggiare la mia vittoria e cadono preda della fame mia e degli altri che mi hanno seguito al film.
Finisce il primo spot.
Il secondo spot, anch'esso della coca cola mi gtta nell'esasperazione.
Gli spot oltretutto sono del genere terzomondista africano che inneggiano all'Africa in occasione dei mondiali.
Peccato che la Coca Cola sia una delle multinazionali più ricche e inevitabilmente coinvolte nell'impoverimento dell'Africa. Peccato anche che nessuna nazione africana sia salita sul podio, occupato perlopiù da alcune delle potenze europee che hanno mazzolato a dovere gli africani.
Infine peccato che questo spot sia fatto in una multisala italiana, proprio il paese che ha fatto una delle figure più barbine ai mondiali.

Pensando a tutta questa pubblicità penso a 2 cose.
  1. Fanno seriamente venire voglia di scaricarsi la roba da internet. Una paga e in più deve beccarsi tutta questa merda?
  2. Parlando con mio padre ho scoperto che ai tempi DC e anche prima non c'era la pubblicità: c'erano i cinegiornali, inevitabilmente di parte rigorosamente DC o fascista (poche le sfumature fra i due comunque). Non è che ora li reintroducono con un bello stralcio del TG1, TG2, o tg4?

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domenica 11 luglio 2010

Google vs China

Di certo Google non vuole sbarcare in Cina per donare loro l'informazione libera, ma per i 400 milioni di utenti che si aggiudicherebbe in tal modo.
Dopo un lungo braccio di ferro nei mesi passati a colpi di bluff diplomtici e furiose lotte fra hackers, Cina e Google hanno raggiunto un accordo che permetterà al secondo di avere la sua ambita pagina cinese invece che bypassare la censura tramite il portale di Hong Kong, uno fra i tanti nemici della Cina.
Immagino che sostenitori di internet nella lotta contro la dittatura ne siano entusiasti.
Peccato che, per quanto mi possa ricordare, non ci siano dittature che negli ultimi 30 anni siano cadute grazie a internet.
Certo, prima c'era il 56 k e con quello non riusciresti a organizzare in tempo utile neanche una cena di classe.
Ma ora il 56 k non c'è più.
Ma non credo che ci sia molto da fare lo stesso.
Nel caso della Cina bisogna vedere anche quali saranno i siti permessi e quelli armonizzati, come amano dire i cinesi. Secondo me, una volta reintrodotto internet, la prima cosa che farebbe un popolo rimasto nel buio telematico per mesi sarebbe guardare se si vedono i siti porno. Ci saranno o saranno ancora oscurati?
A riguardo riporto un link che ho pescato su internet.
Non so se ho travisato, ma credo di aver capito che la teoria dietro a quell'articolo sia che se in Cina ridanno il porno ai cinesi nessuno pensa più a combattere la dittatura.
La vecchia idea stile 1984 secondo la quale gli uomini con un po' di sesso mercenario si zittiscono.
Secondo me una stronzata se la consideriamo come unico mezzo di coercizione di massa.
Garantire al popolo il sesso a pagamento tramite siti porno e prostituzione fiaccherebbe le masse? Non credo
  1. La giornata è composta di 24 ora durante le quali hai tutto il tempo per lavorare, mangiare, dormire, socializzare, trombare e impegnarti per migliorare il mondo che ti circonda, anche con la lotta politica. Se vai su un sito di appuntamenti a luci rosse paghi la donnina che ti interessa, se è vicina e disponibile consumi la prestazione con comodo e sei di nuovo a casa. Quanto tempo puoi perdere per una cosa simile contando un discreto bidet (che tanto in Cina non esiste) il viaggio, il tempo per consumare la prestazione e un poco di riposo per riprenderti dopo una scopata eccellente? 3, massimo 5-6 ore se è proprio stata una cosa divina. Ti restano nel peggiore ei casi altre 18 ore durante le quali puoi fare qualsiasi cosa, anche protestare contro il Governo. A questo punto perdi molto più tempo e risorse corteggiando una donna che non ti chiede soldi (anche se alla fine per lei spendi molti più soldi che per una escort a 4 stelle!). Non ti dico quanto tempo e soldi risparmi se vai sui siti porno!
  2. In Cina ci sta un miliardo e passa di persone, il che significa che grossomodo ci stanno 750 milioni di uomini e 750 milioni di donne. Questo punto è collegato col precedente perchè non credo che su 750 ilioni di uomini ci siano 750 milioni di single che vanno a donnine o vengono sulla tastiera. In ogni caso, anche se tutti i 750 milioni di cinesi fossero dei depravati che vanno a troie e vengono sulla tastiera nonostante abbiano la donna, vorrei ricordare che restano 750 milioni di donne, solitamente immuni al porno. Se fosse così noi avremnmo delle nazioni governate da donne informate e competenti di politica mentre tutti gli uomini starebbero sempre chiusi in casa o misteriosamente usciti a comprare le sigarette. Non è così.

Certo, è vero che il porno è qualcosa di assolutamente pregnante su internet, ma non l'unica (stranamente) sua attrattiva e sicuramente non è l'unico elemento il cui controllo da parte dello Stato blocca le reazioni del popolo. Ripeto che le donne dovrebbero essere immuni al porno, ma il fatto è che su internet esistono una marea di siti di merda che adorano e che le tengono occupate alla stessa maniera con cui i maschi sono occupati col porno.

Di fronte a tale situazione gli amanti della libertà di Rete sperano nei network sociali quali Youtube, Facebook e Twitter, anche'essi vietati dal Governo Cinese oltre al porno. Il problema è che anch'essi, anche se fossero permessi non permetterebbero la rivoluzione politica in stile Grillo che tutti vorrebbero. Ve l'immaginate l'evento su facebook?

Venite tutti a piazza Tiananmen il 19 luglio. 300 persone confermate, 500 che non confermano la presenza, e 32141345 in forse.

E alla fine vengono in 34.


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mercoledì 7 luglio 2010

Coppie in crisi

Una volta c'era il PD.
Dicono che esista ancora, ho sentito che sta all'Opposizione e che lo nasconde molto bene.
Quando crearono il PD pensarono di fare numero e di liberarsi di tutti quei partiti e partitini che si rompevano le scatole a vicenda.
Cavolo, dissero loro, se in America ha funzionato col Democratic Party perchè non dovrebbe funzionare da noi?
Peccato che sia un po' stupido imitare un paese dove a 14 anni non puoi comprare una bottiglia di vodka, ma puoi comprare un mitra uzi, mentre in Italia è l'esatto contrario.
Infatti, mentre in America sono riusciti a creare un Partito che riesce relativamente bene ad avere una poltica comune, in Italia il PD non riesce neanche a decidere dove fare una cena elettorale, perchè è abbastanza difficile mettere insieme i soliti democristiani riciclati a vecchi delusi del PC.
Il PD è stato la pistola con la quale la Sinistra italiana ha deciso di porre fine alla sua vita.
Magari fosse morta per sempre, almeno così si poteva ricominciare tutto da capo e fare tabula rasa degli errori fatti in passato.
No.
La Sinistra italiana è ancora viva, ma è paralizzata sulla seda a rotelle e il problema è che nessuno se la sentirebbe di dire che un paraplegico ha fatto una stronzata a comprare un paio di sci nuovi che non userà mai per ovvi motivi.
Berlusconi ringrazia vivamente la Sinistra per avergli fatto questo grande favore e ha avuto carta bianca per disruggerci nella stessa maniera in cui vincerebbe una persona in salute che ha sfidato un paraplegico a calcetto.
Non solo.
Berlusconi ha stracciato il PD usando la sua stessa strategia, ovvero creando un Partito che ha la stessa filosofidel PD e con il minimo sforzo di aggiungere una L alla sila: PdL!
Fin'ora gli è andata bene.
Gli elettori di Destra sono molto più facilmente omologabili di quelli di Sinistra, Berlusconi è un capo realmente carismatico e, specialmente (fondamentalmente!), ha tanti tanti soldi.
Ovvio che abbia vinto: il PdL aveva più coesione, più soldi, più gnocca, più carisma e anche una lussuosa L in più!
Ma quest'entusiasmo dovrà pur finire.
I soldi e la gnocca hanno permesso una lunga luna di miele, ma le lune di miele finiscono.
E il PdL inizia ad avere le crepe che ha avuto il PD.
Se non puoi mettere le mele con le carote lo stesso vale per finiani e berlusconiani.
La love story Fini-Berlusconi è agli sgoccioli, un po' come quelle coppie improponibili che vedevi male dall'inizio e dopo mesi ti chiedi ancora come cavolo fanno a stare ancora insieme. Ma sai che il giorno dopo o quello dopo potrebbero scoppiare.
E se Fini e Berlusconi sono una giovane coppia n crisi ora ci si mette in mezzo la Lega, ovvero quell'ex possessivo, ignorante, maltrattante ma tanto irresistibile che Silvio non ha mai dimenticato.
Ora stanno iniziando con le vere pratiche di divorzio e iniziano a dividere averi e figli: a Fini La Russa, Gasparri a Berlusconi, il cane di casa Fido Fede ovviamente a Silvio.
Cosa c sarà dopo questa rottura?
Silvio tornerà con la vecchia fiamma bossiana oppure ritornerà a essere lo scapolone d'oro?
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lunedì 5 luglio 2010

La papessa

Nonostante le varie tirate femministodi non è un film male e questo dimostra la mia teoria secondo la quale un bel film è quello che piace nonostante nonostanti abbia dietro ideologie diverse o contrarie a quelle dello spettatore.
Il film narra la storia della Papessa alias Jhoannes Anglicanus, argomento sul quale si dibatte se sia una semplice leggenda o una vera vicenda del IX secolo occultata dalla Chiesa.
Joanna, ragazza intelligente e appassionata di scienza, ha la sfortuna di vivere in una famiglia bigotta e violenta che non ne riconosce le doti e punta tutto sui fratelli maschi.
Lo spirito ribelle, l'intelligenza acuta e una serie di circostanze particolari la portano ad allontanarsi di casa ed entrare in una scuola ecclesiastica, per poi fuggire e fingersi maschio per poter rifugiarsi in convento come monaco e finire addirittura a Roma alla corte del Papa, interpretato da un tosto e azzeccatissimo John Goodman.
La prima parte del film è senz'altro buona e ben gestita, fluida, ben recitata, acuta e con delle buone ricostruzioni dell'epoca.
Peccato che a metà del film ci sia un errore logico abbastanza grossolano: un ragazzino preso in cura dal finto monaco dopo un tempo imprecisato che non dovrebbe comunque superare qualche mese nel film ha già i vent'anni superati e ha messo su famiglia.
La seconda parte del film è piuttosto sciatta rispetto alla prima parte e il tempo che è stato dedicato alla ricostruzione e al susseguirsi delle vicende nelle campagne desolate del nord non è dedicato agli intrighi della corte papale, che sarebbero stati altrettanto se non più interessanti; ho anche qualche dubbio sulla ricostruzione della Roma del IX secolo, ma forse sbaglio.
Peccato, probabilmente temevano che il film rischiasse di allungarsi troppo e hanno dato un finale frettoloso.
Il finale in particolare è il vero punto debole del film, avendo optato per una fine ben più all'acqua di rose rispetto a quella che pare sia avvenuta secondo la leggenda originale.
In più gli autori hanno voluto una di quelle conclusioni che ti mettono la classica pulce nell'orecchio e ti fanno venire dubbi su quanto possa esserci di vero in quello che ci dicono, ma queste teorie alla Dan Brown sono un po' folkloristiche, è più scomoda la descrizione delle superstizioni religiose fatta nella prima parte del film a questo punto.
Voto 7/10

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domenica 4 luglio 2010

Prestibiridirigizzazione fiscale

Gli italiani sono idioti.
Perchè? Per tanti motivi.
Uno di questi motivi che mi vengono in mente ha a che fare col fratello fortunato di Fantozzi di cui riporto sopra un felice scatto.
Perchè quando c'era Prodi tutti frignavano dalla mattina alla sera e criticavano Padoa Schioppa mentre ora, nonostante una finanziaria molto peggiore di quella prodiana, ancora non prendono le torce e i forconi?
Lo sapete che Tremonti ha addirittura provato a tagliare le tredicesime, ovvero uno dei pochi privilegi economici di cui godono i lavoratori italiani rispetto a molti altri paesi e che i tagli CASUALMENTE avrebbero riguardato magistrati, tutori dell'ordine, ricercatori e insegnanti?
Certo, il Governo è stato abbastanza sveglio da ritirare una simile proposta, ma il solo fatto che abbia pensato di proporla è inquietante.
Certo, siamo intempo di crisi e bisogna fare sacrifici. Ma Tremonti stesso on ha detto qualche giorno fa che la crisi è finita? Insomma, o ci prendeva per il culo prima o ci prende per il culo ora!

Eppure non vedo le manifestazioni d'odio e vittimismo che vedevo in piazza ai tempi di Prodi, perchè questo non succede? Che differenza c'è fra i due?
Padoa Schioppa è un economista laureato alla Bocconi e perfezionatosi all'Estero, uno tosto e con un curriculum niente male.
Tremonti, a differenza di quanto la vulgata pensi, non è un economista, ma è laureato in Giurisproudenza e, se a livello nazionale e internazionale passa per essere un esperto di economia, non è perchè lo sia necessariamente, ma perchè sotto 2 Governi (indovinate di chi??) è stato Ministro dell'Economia, il che non significa assolutamente che equivalga a essere competente in Economia o dovremmo considerare Mastella un esperto di Giustizia o la Gelmini un esperta di Istruzione.
Una persona normodotata non avrebbe problemi nel preferire il primo dei 2.
Ma l'italiano medio no.
Schioppa è un secchione, un antipatico cattedratico che sta sempre a pensare al vil denaro; Tremonti no, non è così preparato, è più accessibile ed è un mago di trucchetti, pazienza se spesso è stato sbugiardato da qualcuno che sa usare la calcolatrice, il mago Julio Tremonti è tanto simpatico quando con i suoi calcoli sembra che i conti tornino o siano così inesorabilmente danneggiati dal precedente Governo (indovinate di chi??) da imporre una Finanziaria lacrime e sangue!

Ma un'altra chicca di Tremonti è il modo in cui fotte soldi agli italiani e questo lo rende nettamente superiore a Schioppa. Quest'ultimo è stato reso famoso dalle pesanti tasse che ha imposto a detta degli italiani. In quanto tecnico e competente del suo specifico compito, Padoa Schioppa ha analizzato la situazione e proposto quella che era per lui la sua soluzione: le tasse.
Siccome è un tecnico e non un politico non si è preoccupato di indorare la pillola o creare un clima allarmistico per giustificare la sua proposta. Al che gli italiani giù botte, sia da Destra in quanto Opposizione, che da Sinistra, in quanto cronicamente divisa.
Tremonti no. Non solo lui ha esperienza politicante e una marea di colleghi che gli danno man forte nel creare un clima allarmistico per giustificare le sue strategie, ma ha anche un modo diverso per garantire il soldo allo Stato: i tagli.
Padoa Schioppa ha arricchito le casse dello Stato prendendo soldi ai cittadini per ridistribuirli in servizi; Tremonti ha abbassato le tasse.
Un tizio che non abbia il cervello di un ragazzino che si fa burlare dal mago a una festa di compleanno di seienni, potrebbe fare la fatidica doanda: ma se con Tremonti si pagano meno tasse, cosa fa lo Stato con le casse vuote?
Sciocchino, ecco perchè dicevo che con Julio Tremonti ci sono giochetti magici con le finanze: le casse dello Stato non rimangono vuote, perchè lo Stato risparmia sulle spese!
Tagliando i servizi.
E tagliando allo stipendio degli statali. Statali comi gli insegnanti, i medici, i poliziotti, i ricercatori, i magistrati.
Se ancora non ci siete arrivati, nel migliore dei casi Padoa Schioppa è equivalente a Tremonti.
Spiegazione per deficenti: Padoa Schioppa ti dà 10 mele e dopo te ne prende 3 come tasse, mentre Tremonti non chiede tasse, ma ti dà solo 7 mele.
E secondo me anche una carota nel culo, ma solo per i più fortunati!
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NEL NOME DELL'ODIO

Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.

QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

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QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.
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