LO SCEMO DEL VILLAGGIO
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martedì 29 maggio 2012

A questo punto è meglio spenderli così

Avevo intenzione di glissare completamente l'argomento del terremoto, inclusa l'inutile richiesta del Popolo di internet di dirottare i soldi destinati alla parata del 2 giugno per i terremotati.
Ma poco fa mi trovavo in camera mentre altre persone guardavano la televisione.
E c'era la pubblicità per l'8 per mille.
Che, fra le tante sparate che faceva, menzionava l'opera di Don nonmiricordonemmenocomecazzosichiama e per la sua opera per i terremotati aquilani.
Questo è davvero un colpo basso.
Infilare in uno spot di pura propaganda l'idea che la Chiesa abbia fatto qualcosa di sostanzialmente significativo per i terremotati.
Proprio ora, che ci sono nuovi terremotati!
Questa è la più meschina manipolazione che possa esistere.
Diffondere idee false per avere soldi proprio mentre le persone sono più vulnerabili di fronte a una crisi emergente.
Cari italiani che state pensando a chi destinare questi dannati soldi dell'8 per mille.
Ogni anno accendete la televisione mentre avete la penna in mano e state per mettere una crocetta all'Ente a cui sganciare il soldo.
E ogni anno vi beccate il pippone pubblicitario della Chiesa Cattolica.
Svegliatevi!
Quando ci fu il terremoto all'Aquila, la Chiesa fece un paio di preghiere e destinò due spiccioli ai terremotati e lo farà anche con quelli di questi giorni.
Non vi fidate delle stronzate che dicono.
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sabato 26 maggio 2012

Grilli e grulli

Primi problemi per il Movimento 5 Stelle.
Si può a lungo disquisire sul fatto che siano o no gli unici vincitori delle Amministrative - cosa che francamente trovo sterile - fatto sta che a  Parma, una delle loro recenti conquiste, i grillini hanno deciso di silurare il loro candidato vincitore per problemi di poltrone.
Prima o poi sarebbe successo, dato che un evento simile era stato preventivato, ma magari non ci si aspettava che sarebbe successo così presto.
Quello che emerge è che il Movimento 5 stelle, in barba a tutte le pippe sulla democrazia di internet e la volontà popolare, è un Partito riconducibile a una sola persona che rende conto per tutti e decide quasi tutto da solo insieme a pochi altri.
Ed è un meccanismo che funziona, aldilà di tutte le indignazioni che possono nascere a riguardo.
In fondo Grillo ci ha messo gran parte dei soldi, gran parte delle idee, gran parte dei mezzi di comunicazione e d è stato abbastanza da metterci sopra un marchio di copyright.
Questo è ciò che differenzia il PD dal PdL. Il primo è un Partito nato dalla forzata unione di altri Partiti altamente diversi fra loro, con leader diversi ed equamente poco carismatici e ugualmente intenzionati a fare in modo che la loro corrente a prendere parola per tutti gli altri; il secondo è un Partito dato dalla riunione di più Partiti in un solo Partito governato da un leader ben più carismatico degli omologhi che riesce a oscurare i colleghi la maggior parte delle volte e, essendo l'unico disposto a mettere soldi di tasca propria, riesce a risolvere gran parte delle diatribe interne col portafogli quando non ce la fa con la personalità.
Guarda caso nel PD le crisi sono sempre state più frequenti che nel PdL.
Grillo questo l'ha capito.
L'organizzazione verticale di un Partito o di un Movimento è l'unico modo per evitare lo scatafascio.
Ma c'è un problema.
Grillo deve sperare di non superare il 10% alle prossime elezioni.
Il 10% è un numero perfetto in politica.
Ti permette di dire che sei una realtà politica significativa, ma non hai abbastanza potere da avere responsabilità, puoi continuare a criticare i grandi Partiti e tenerli per le palle con la tua minaccia di veto e se le cose vanno male puoi dare sempre la colpa agli altri. In più, più il Partito è grosso, più è probabile che ci siano scissioni.
Il PD regge ancora e reggerà a lungo, ma se non si spezzerà è perché gran parte dei suoi rappresentanti non hanno le palle e questa mancanza di palle impedisce loro di prendere il toro per le corna e di andare ciascuno per la propria strada, ricominciando tutto da capo.
Il PdL finché vivrà Berlusconi, che si candidi direttamente o resti nell'ombra, sarà unito dai suoi soldi e dal suo carisma.
Il Partito di Centro ci seppellirà tutti, col Vaticano che gli copre le spalle ha altri mille anno garantiti e i benefit in Paradiso, al pari dei più famosi mafiosi defunti del Dopoguerra.
Grillo?
Il Movimento 5 stelle resterà, ma le scissioni sono in agguato.
Si trova di fronte a un paradosso.
Se è vero la teoria grilliana secondo la quale internet è democrazia, allora inizieranno presto dei Movimenti omologhi che gli faranno concorrenza.
Se il Movimento resterà coeso e dimostrerà di essere simile a una comunità simil religiosa riunita intorno a una specie di guru,santone, allora vorrà dire che Grillo non ha capito un cazzo. O che ci ha preso tutti per il culo

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lunedì 21 maggio 2012

Troll di successo





Con il termine troll, nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali, si indica una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l'obiettivo di disturbare e fomentare gli animi (Fonte: Wikipedia)


Tanto di cappello.
Sgarbi è un troll, lo è sempre stato, ogni tanto è passato al flame al massimo.
Certo, Sgarbi non usa internet, in quanto intellettuale (LOL doveroso) lo usa poco e magari non sa neanche che cavolo è, ma resta il fatto che il suo comportamento è perfettamente assimilabile al trolling. E il trolling, si sa, in un paese ipocrita, molle e perbenista come l'italia ha terreno fertile.
Il trucco per fottere i troll è semplice: basta ignorarli e non ribattere alle cazzate (spesso volute) che dicono.
Io ho un discreto passato di troll, ma devo alzare la bandiera bianca.
Sgarbi è un troll di successo e, a differenza di tanti troll dilettanti su internet (me incluso) è pagato per farlo. 
Anche tanto.
Lui e tanti suoi amichetti sono dei troll di successo come Belpietro, Feltri, la Santanchè, Umberto Bossi, Sallusti e compagnia bella, andrebbero ammirati da parte di tutti i troll di internet. In quanto troll ovviamente, anche se formalmente sulla loro busta paga (ufficiale e non) figurano come politici, giornalisti o non precisati opinionisti.
Smettetela di dar loro degli idioti, perchè nel loro campo di troll hanno raggiunto l'apice.
E non cascate nel tranello in cui cascano molti secondo il quale loro non sono troll perché formalmente sono altro.
Probabilmente molti di loro non sanno nemmeno cos'è un troll, pur facendolo dannatamente bene.
Personalmente ho deciso di abbandonare il mondo del trolling.
Sarà dura scrivere di qualcos'altro, probabilmente ogni tanto ricadrò in questo vizio.
Trollare è bellissimo.
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venerdì 11 maggio 2012

Municipi, Comuni, Province, Regioni, Città, Stato Italiano. Guida al feudalesimo italiano del XXI secolo

 Prendiamola alla lontana.
Una volta c'erano i Franchi.
Questi signori dovevano governare un vasto regno le cui terre erano reduci da secoli di carestie, invasioni e crolli di imperi. Cosa fecero i re di questi signori?
Non potevano di certo governare tutto da soli una simile cosa e del resto dovevano tenere buoni i compagni d'arme che, insieme a loro, avevano permesso di  conquistare un sì vasto regno.
Questi signori decisero di dividere il regno in settori, chiamati feudi e affidarono questi feudi a grandi feudatari, chiamati vassalli; i vassalli a loro volta avevano ugualmente un area troppo grande da gestire e dovevano a loro volta tenere buoni i loro sottoposti, decisero così di dividere le loro terre e affidarle a loro volta ai cosiddetti valvassini; questi non potevano di certo lavorare la terra in quanto nobile e avevano bisogno di qualche fesso che gestisse la loro terra e si sporcasse le mani, i quali a loro volta avevano dei lavoratori senza terra che zappavano per un tozzo di pane.
Questo sistema era tenuto in piedi dall'usufrutto: colui che riceve un bene (in questo caso terriero) da un altra persona può goderne dei benefici e sfruttarlo impegnandosi poi a restituirlo.
Più grande è il bene, più alto il godimento.
La storia ci insegna che alla fine i grandi feudi smisero di essere restituiti al re e passarono agli eredi di vassalli e valvassori, cosa che non riguardò invece piccoli possidenti terrieri e servi della gleba.
Ma questa è un'altra storia.
Il sistema feudale non è ovviamente un'invenzione dei franchi, vi sono molte analogie con sistemi amministrativi di epoche e culture antecedenti che non sto a elencare.
Il suo punto debole è semplice: funziona all'inizio, ma poi finisce per crollare, rovinato da imperizia e corruzione.
Io ho un regno e non mi sento in grado di gestirlo da solo, lo divido fra 3 persone, ognuna delle quali a sua volta dividerà la sua parte in altre 3 per altri 3 sottoposti.
Facciamo finta che questa catena continua fino a raggiungere un numero di 27 persone.
Il mio regno è gestito da 27 persone. Che ovviamente non mi fanno da aiutanti per volontariato, ma vorranno una piccola quota su i soldi che gestiscono.
27 persone, contando me siamo 28.
Quante volte avete mangiato in pizzeria con altre 20-30 persone? Salvo i fobici sociali più pesanti è capitato a tutti. Quante volte vi è capitato che, di fronte al conto, vi siete accorti che mancava qualche soldo?
Su 20-30 perrone, c'è sempre qualcuno che, per distrazione o paraculaggine, paga meno del dovuto.
Io , re Edric Ant, ho il mio bel regno diviso in 27 distretti, contee, satrapie, feudi, quellochecazzovipare.
È inevitabile: se faccio i conti mi accorgerò che manca qualcosa, posso pure aver scelto bene i miei vassalli, ma non ho garanzie per coloro che sono stati scelti dai mei vassalli e almeno uno, statene certi, è uno che fa il furbo!
Forse sotto il mio regno i soldi scomparsi saranno pure pochi, ma statene certi che i miei successori avranno gli stessi problemi, probabilmente il deficit aumenterà in maniera esponenziale ogni generazione.
Questo è ciò che è successo a molti grandi imperi e nazioni: l'impero spagnolo, bizantino, romano, ottomano, l'Unione Sovietica. Tutte questi grandi Stati sono durati a lungo nonostante la grande estensione e le grandi difficoltà che hanno affrontato, ma ogni anno erano sempre più corrotti, la cresta che ogni volta la classe sociale dominante si metteva in tasca era sempre più alta.
Questo è il sistema del feudalesimo, è un sistema di divisione del potere che ha a suo modo una grande sensatezza, dato che un territorio ha diversi centri di potere. Tuttavia raramente evita la corruzione, perchè quasi chiunque abbia il suo orticello si fa gli affari suoi a discapito dell'organizzazione più vasta di cui fa parte.
Questo sistema feudale non ha più senso.
Carlo Magno non poteva andare su è giù per l'impero per gestire ogni questione politica ed economica, aveva bisogno di qualcuno che facesse le sue veci dall'altra parte dell'impero e in ogni sua parte.
Se, mentre Carlo Magno stava per essere incoronato imperatore a Roma, fosse scoppiata una rivolta in Pomerania, sarebbe stato indispensabile avere un vassallo di fiducia da quelle parti che facesse il culo ai rivoltosi. Se Carlo Magno non avesse adottato un sistema politico come quello feudale sarebbe morto a 20, non a 80.
Ma Carlo Mango non aveva un cellulare.
Il sistema feudale ha senso in un'epoca in cui le comunicazioni sono precarie, dove ovunque tu vada hai una persona competente impegnata a mantenere il sistema funzionante. Sempre che questa persona non sia un bastardo o un incapace.
Oggi viviamo in un'era di telecomunicazioni avanzate.
Sto scrivendo una cazzata a Roma e posso scrivere qualcosa di insultante a un leghista bergamasco senza prendermi il disturbo di salire su a dirglielo di persona, rischiando le botte oltretutto.
Il problema dell'Italia è che ancora si affida a un sistema feudale.
Vi sono una quantità improba di giurisdizioni territoriali e annessi uffici.
Provincia, Comune, Municipio, Regione, Circoscrizione.
Onguno di questi enti richiede imposte per mantenerli; ognuno di questi enti impone cavilli amministrativi che si incrociano con quelle degli altri e allungano qualsiasi procedura che abbia a che fare con permessi, richieste, pagamenti di tasse o multe; ognuno di questi enti riesce sempre a piazzare qualche amico o parente dove gente più valida di quest'ultimo potrebbe lavorare.
A cosa cazzo servono tutte queste cose?
A cosa cazzo servono tutte le pratiche burocratiche che le tengono in piedi?
A che cazzo servono tutte le tasse che vanno pagate ognuno di questi Enti?
A dare lavoro a un paio di impiegatucoli e 3 assessori che vivono grazie a una ridondanza amministrativa!
Tutti i soldi che ciucciano questi enti e persone sarebbero risparmiati se le loro mansioni fossero sostituite da una scimmia ammaestrata e un sistema informatico decente da una connessione capillare su tutto il territorio.
Una semplificazione VERA potrebbe tranquillamente sostituire tutta questa merda inutile.
Non dico di abbattere tutto, ma si dovrebbero eliminare almeno una buona metà di questi enti di riferimento.
Io, imprenditore, cittadino o professionista iscritto a un albo, devo avere a che fare col Municipio X della Circoscrizione Y della Provincia Z della regione ALFA, i quali possono essere gestiti da diversi amministratori politici di diverso livello, ognuno dei quali ha il proprio codazzo di burocrati e consulenti e pago gli stipendi questi qui. Magari al Municipio e alla Circoscrizione vi sono amministratori e uffici efficienti, ma che succede se, per esempio alla Provincia, c'è un problema, che potrebbe essere uno sbaglio della gestione, una lotta politica interna o contro i piani alti o delle procedure poco limpide? È altamente probabile che su quattro anelli di questa catena ve ne sia uno corrotto o comunque compromesso. Non avrebbe senso tagliare uno o due di questi enti, facendo in modo venga tutto gestito dai livelli più bassi della catena o solo da quelli alti?
Sì, si perderebbero posti di lavoro.
Ma vorrei far notare che, con tutti i soldi che si risparmierebbero in locali, stipendi e marche da bollo, ci si potrebbero costruire asili, ospedali, strutture del terzo settore, scuole, biblioteche, imprese.
Anche quelle cosette danno lavoro! Senza contare che producono ricchezza, sicurezza, cultura, servizi efficienti. Tutte cose che il burocrate non crea.
Perchè questo non viene fatto?
Ignoranza, dato che i costi e i benefici reali non sono calcolati, perchè non è vero che abbattendo un ente amministrativo inutile si aumenta la disoccupazione, probabilmente nascerebbero più posti di lavoro che prima erano bloccati per qualche ridicolo cavillo amministrativo.
E, francamente, se è vero che così finisce in mezzo alla strada un assessore incapace, meglio lui che una maestra d'asilo, un medico, un insegnante, bibliotecario, un imprenditore.
Ci vorrebbero le palle per dire a gran voce una cosa simile.
Cosa che manca.


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martedì 8 maggio 2012

Pessimismo e fastidio

Siamo in un momento buono?
Bho.
Troppo presto per dirlo.
In Francia la Sinistra vince, di poco ma vince.
Possiamo dire la stessa cosa dell'Italia?
Ni.
Nonostante le recenti e goduriose figure di merda di Lega e PdL, Pd e Sinistra e Libertà hanno risultati fiaccherelli, contando che avrebbero potuto/dovuto approfittare del momento.
Il perchè è spiegabile in base all'astensionismo e all'ascesa del Partito a 5 Stelle che, invece, ha approfittato alla grande del momento.
Il successo per Grillo è grande, anche se non ha ancora la maggioranza.
Il punto è questo.
Possiamo essere felici del successo di Grillo?
Grillo, dopo anni che non fa più ridere come comico, potrebbe finalmente buttarsi direttamente in politica.
Ma qui entrano in gioco tanti punti interrogativi.
1) Siamo sicuri che il suo Partito non subirà la corruzione che hanno subito anche gli altri? 20 anni fa un Partito nacque da un forte consenso popolare locale, nato contro gli sprechi della politica e molto radicato nel territorio. Quel partito era la Lega. Chi ci dice che fra 20 anni non ci ritroveremo la figlia o qualche nipote grilliano con una posizione di assessore strapagato?
2) Fondamentalmente Grillo può considerarsi di Sinistra, ma i suoi seguaci hanno una provenienza eterogenea, molti sono ferocemente anticomunisti per principio, mentre altri sono fra i più idealisti ex rifondaroli
3) Grillo non si alleerà con i Partiti che ha sempre attaccato, se lo farà andrà contro tutto quello che ha costruito fin'ora. Deve fare di meglio e dare prova di gestire bene le città che ha conquistato. Un conto è criticare una data gestione, un conto è accollarsela con tutte le responsabilità annesse. Ce la farà?
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sabato 5 maggio 2012

C'è chi così ci si diverte

L'altra settimana c'è stato a Roma il Critical Mass.
Un'ondata di autocompiacimento onanista si è sostituita allo smog romano, un po' come in un'omologa puntata di South Park di cui non ricordo il nome.
Solo per un giorno, fortunatamente. Questo significa che chiunque pensi di aver salvato il Pianeta quel giorno si sta gaiamente prendendo per il culo.
Se lo ha fatto, mi auguro che lo abbia fatto per sentirsi parte di qualscosa di importante, per conoscere gente, per fare moto, per rimorchiare, forse anche per fare qualcosa di sano (anche se dubito che lo smog romano sia compertamente scomparso e non sia stato respirato dai polmoni affannati dei ciclisti).
Tutti motivi rispettabili e logici.
Ma non mi vadano a dire che, grazie a loro, la Terra ora è un posto migliore, perchè per un giorno di Critical Mass non si smuove veramente un cazzo, a meno che le maledizioni degli automobilisti romani che i ciclisti si sono attirati non siano una valida fonte d'energia pulita.
Il tragico punto fondamentale è un altro.
Il Critical Mass ha Roma ha senso, in quanto è una manifestazione che attacca l'inquinamento automobilistico e Roma è una delle città italiane che più soffrono per questo motivo.
Ma pensare che questo convinca i romani a rinunciare alla macchina è pura psicosi.
I romani sono delle persone del cazzo.
Non perchè disprezzino la bicicletta, che è praticamente l'ultimo dei loro difetti, i romani sono delle persone del cazzo a livello globale. Uno dei più grandi problemi dei romani è che, anche se vivono in una città caotica e spietata, hanno una mentalità da paese, sono chiusi, attaccati alle loro abitudini, anche quelle immorali e illogiche.
I romani si lamentano in continuazione, ma non fanno nulla per cambiare la loro situazione, sono dei pessimi guidatori che raramente rispettano le regole stradali, eppure si lamentano del traffico che loro stessi creano; si lamentano che la benzina costa troppo e che non ci sono soldi, eppure prendono quasi sempre la macchina, quelli che si credono furbi cercano di prendere il Grande Raccordo Anulare per poter andare più veloce (sprecando così più benzina ovviamente), peccato che poi qualcuno di loro fa un incidente e rallenta anche quello; i romani stabiliscono delle ore precise in cui uscire tutti, solitamente per andare fuori Roma per 1-2 pomeriggi, tornando ovviamente alla stessa ora (sennò non c'è gusto!) oppure a fare shopping nei grandi centri commerciali, c'è chi va a comprare questo mondo e quell'altro con gli ultimi risparmi che ha, tanto un piano di risparmio o l'istruzione per i tuoi figli vanno in secondo piano o, peggio ancora, si va al centro commerciale solo per guardare che c'è senza poi comprare niente.
Questi sono i romani, gente con abitudini stupide, che si lamenta delle conseguenze di queste abitudini stupide e che dà giù a chiunque impedisca di ottemperare a queste abitudini durante manifestazioni politiche e ambientaliste come con la Critical Mass.
La domanda sorge spontantea.
Perchè lo fanno?
Perchè la maggiorparte dei romani non vede alternative. Il che da una parte è vero.
I trasporti pubblici a Roma sono una cacata rara.
Per carità, i romani sono troppo pigri da poter usare alternative ai mezzi pubblici che non siano i mezzi privati, tantomeno sono disposti a incazzarsi seriamente e prendere iniziative che non siano la semplice lamentela.
Ma va detto che i mezzi pubblici romani fanno pietà, il che giustifica in parte buona parte delle abitudini dei romani. I mezzi pubblici sono presi in gran parte da vecchi e immigrati a Roma, il cittadino medio ha smesso di prenderli da quando si è fatto la patente. E siccome fin'ora solo i poveracci prendevano i mezzi, ora che i prezzi dei biglietti sono anche saliti saranno pure meno gli utenti.
Torniamo sulla Critical Mass.
Come pensano di risolvere tutto questo i biciclettari?
Con la bicicletta.
Allora non avete capito un cazzo!
Questo è il problema di questi rivoluzionari d'accatto, credono di passare da 0 a 100.
Il che è impossibile se non ti prendi la briga di imbracciare un fucile e sparare a chiunque non ti voglia aiutare a comare quei 100 punti di divario in poco tempo.
Chi è abituato a percorrere 10 km al giorno in bici non riuscirà mai a convincere chi non ne percorre manco 1.
Forse ci potrebbe riuscire se ci fossero piste ciclabili a portata.
Ma non basta, perchè se tu vai in bici e respiri un litro di smog era meglio che te ne stavi a casa.
Non se ne rendono conto nè gli invasati del Critical Mass, nè quelli che ora postano su fb la palla sul fatto che i ministri danesi vanno in bicicletta, nè gli assessorucoli che in questi giorni si vantano di aver proposto di costruire un paio di piste ciclabili nel mio quartiere.
Che differenza c'è fra Roma, città inquinata e male organizzata e qualunque città del nord Europa?
La bicicletta?
Dire questo è come pensare al dito quando ti indicano la luna.
Nelle città del nord Europa la gente va in giro in bicicletta perchè sono città con dei mezzi efficienti, metropolitane, autobus con conducenti che fanno il loro lavoro, strade in buone condizioni e automobilisti che rispettano le regole, senza mettersi in doppia fila durante l'isteria da shopping, senza parcheggiare a cazzo, senza guidare come maiali.
Nel nord Europa, i poliziotti ti fanno la multa anche quando sei un ciclista che viene meno alle regole, cosa che in Italia non succede, dato che il ciclista italiano si sente autorizzato a fare quello che cazzo vuole perchè salva il pianeta e le sue scorregge odorano di ciclamini.
Senza contare che in Nord Europa l'età media della popolazione è bassa, mentre qui in Italia siamo circondati da vecchi col bastone e gli immigrati non hanno i soldi da permettersi una bici che, scherzando scherzando, non ti danno a gratis manco quella.
La bicicletta non è che l'ultima conseguenza di una catena ben oliata.
Finchè a Roma non si miglioreranno i mezzi pubblici, non si disciplineranno gli automobilisti che alzano la cresta e non si creeranno delle piste cilcabili decenti in ogni quartiere, ci sarà inquinamento e l'uso della bicicletta non sarà diffuso.
Non succederà mai.
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mercoledì 2 maggio 2012

The Avengers

Senza grande pretese sul film, al fine sono riuscito a vedere l'ultimo film della Marvel.
La tradizione degli ultimi film della Marvel impone che dopo i titoli di coda venga puntualmente accennato quello che dovrebbe essere il seguito del film: era successo precedentemente con Iron Man 1 e 2, con Capitan America e Thor. Tutti i seguiti dei suddetti film si sono susseguiti e riuniti per portare a questo, dove tutti i suddetti supereroi si riuniscono.
Del resto, durante il film sono numerose le citazioni ai precedenti film, arrivando addirittura a comprendere alcune scene tratte da essi.
Loki, il cattivo di Thor (il quale era peraltro risultato come il più scadente della serie), scacciato e scornato da Asgard, cerca di rifarsi sulla Terra, ipnotizzando alcuni terrestri e impadronendosi di uno strumento che possa aprire una breccia dimensionale che gli permetterebbe di far arrivare il suo esercito.
Nick Fury, preoccupato da questa minaccia e continuamente ostracizzato da capi pusillanimi e calcolatori, decide di attivare un vecchio progetto, fino a quel momento tenuto nel dimenticatoio: gli Avengers, i vendicatori.
I Vendicatori sono, come lui stesso dice un gruppo di disadattati riuniti con una buona motivazione.
Mai espressione si potrebbe definire tanto esatto.
Nel gruppo c'è di tutto, è una compagnia interessante sia per i poteri speciali e le difficili personalità che hanno, sia per la personalità e bravura degli attori che li interpretano.
C'è Thor (Chris Hemsworth), il semidio ardimentoso chiaramente fuori contesto sulla Terra; Capitan America (Chris Evans) il primo Vendicatore, un uomo degli anni'40 in tutto e per tutto, che parla come un uomo degli anni '40, che veste proprio come un uomo degli anni '40, che pensa come un uomo degli anni '40; la Vedova nera (Scarlett Johansson), una spia russa potente quanto bella e con un passato oscuro e pericoloso al tempo stesso; l'incredibile Hulk (Mark Ruffalo) timido biologo in veste umana, terribile mostro verde picchiatore quando si arrabbia; e Tony Stark ( Robert Downey Jr ), eccentrico miliardario ribelle e spaccone che distribuisce battutacce ai quattro venti e indossa magliette dei Black Sabbat, ancora più spaccone quando ha indosso l'armatura di Iron Man.
Un gruppo simile, per quanto tosto e fico, è altamente instabile.
La motivazione del gruppo è Loki, che come villain è alquanto intrigante, lo era nel mediocre Thor e lo ancor di più qui, specie se contiamo che  Tom Hiddleston lo interpreta alquanto bene.
Il film è completo, riesce ad alternare scene di azione pura e appassionante a dialoghi ben collaudati fra i personaggi, che formano un gruppo affiatato e per niente noioso.
Non c'è solo una gran quantità di effetti speciali, ma anche scene molto divertenti e battute valorizzate da attori che sanno il fatto loro.
Qualche buco logico c'è, a metà film la trama è lievemente forzata e il dialogo che porta il gruppo a scontrarsi nella battaglia finale è un po' fiacco e si regge su un gioco di parole intraducibile in italiano.
Ma il film mantiene quell'equilibrio aureo fra scene spaccone e quel minimo di intelligenza che non faccia scadere il tutto nel ridicolo.
Licenze cinematografiche rispetto al fumetto originale permettendo.

Voto 8/10

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martedì 1 maggio 2012

Oggi è il primo maggio.
Se le uniche cose che collegate a una simile data sono il concerto del primo maggio e la beatificazione di Giovanni Paolo II, si vede che non avete proprio capito un cazzo.
Buona festa dei lavoratori a tutti!

sabato 28 aprile 2012

Questa è cattiveria

Dal primo giugno l'ATAC non emetterà più tessere mensili, solo abbonamenti annuali. E niente riduzioni per gli under 26 o riduzioni per pensionati.
Io ho una mia teoria.
La mia teoria è che l'ATAC sia un'associazione dedita al male, che trae piacere dal fare soffrire i suoi poveri utenti.
Non c'è altra spiegazione sensata altrimenti.
Abolire le agevolazioni in un servizio che già si era previsto diventasse più costoso (i biglietti saliranno dal 1 a 1 euro e 50) senza che la qualità scadente accenni a migliorare, contando che tutto questo costringerà le persone a prendere più spesso la macchina e a peggiorare ulteriormente il traffico e l'inquinamento a Roma, può essere compreso solo se gli scopi di chi ha avuto un idea simile sono volti al sadismo.
In quel caso sarei disposto ad accettare l'ATAC come Istituzione, perchè in quel caso sarebbe perfettamente coerente con la sua mission.
Poi la gente si chiede perchè uno non timbra il biglietto...


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martedì 24 aprile 2012

C'è poco da festeggiare

 Domani è il 25 aprile, festa della Liberazione.
Per gran parte degli italiani sarà fondamentalmente una scusa per andare a fare il Ponte.
La maggiorparte si dedicherà a un patetico feticcio di vacanza, bruciandosi così quei pochi risparmi che avrebbe potuto gestire meglio e invece spenderà per trovarsi in mezzo al traffico per raggiungere una ridicola località di mare stranamente gettonata o imbastire un pic nic in mezzo alle formiche e/o le cartacce dei vicini.
Qualcuno resterà a casa. Un'altra significativa minoranza, avendo soldi a pacchi nonostante le lamentele contro Monti, potrà permettersi una vera vacanza e in ogni caso non credo che penserà al 25 aprile mentre subisce un massaggio tailandese con happy end. 
Sì, ci sarà chi ascolterà l'accorato discorso di Napolitano e scoprirà cosa ne pensa Monti. Probabilmente ci sarà anche il solito fascista che dirà l'inevitabile cazzata che scatenerà le polemiche.
Un grandissimo divertimento insomma!
C'è poco da festeggiare, basta aver studiato uno sputo di Storia.
Festa della liberazione dicono, pensando che una simile ricorrenza debba avere la stessa dignità delle omologhe feste in Francia, Ex Jugoslavia o qualunque altro teatro della Seconda Guerra Mondiale.
Bisognerebbe pensare alle imbarazzanti differenze fra noi e il resto d'Europa.
Purtroppo, la Liberazione d'Italia è completamente diversa da quelle avvenute in tutti gli altri paesi belligeranti. Innanzitutto, la Resistenza italiana avviene in un paese alleato con quelli contro cui la Resistenza combatteva.
In secondo luogo, se la Resistenza italiana è stata relativamente fiacca rispetto alle omologhe greche, jugoslave, francesi, polacche e compagnia bella, va anche detto che la parallela invasione degli alleati in Italia fu altrettanto fiacca.
Mentre lo sbarco in Normandia del '44 fu discretamente condotto a livello tattico e strategico e ben coordinato con la Resistenza Francese, l'invasione dell'Italia del '43 fu gestita da completi imbecilli. Per intenderci, nello sbarco a Salerno, ad Anzio e nella battaglia di Cassino, i tedeschi inflissero una marea di perdite agli anglo americani, che riuscirono ad avanzare di qualche metro solo grazie a una netta superiorità numerica e di mezzi e dopo aver distrutto quasi ogni cosa in zona con inutili bombardamenti a tappeto. Con la scusa che l'Italia era il ventre molle d'Europa, vennero mandati i generali più incompetenti, i cui errori servirono ai colleghi per fare qualcosa di meno idiota in Francia.
Se i comandanti alleati avessero avuto la lungimiranza di coordinarsi coi partigiani, dando loro armi e addestratori, magari le cose sarebbero andate meglio. Ma non è andata così.
I francesi hanno liberato Parigi con De Gaulle, gli jugoslavi hanno liberatoi territori occupati dai tedeschi sotto il comando di Tito.
Noi no.
Roma non è stata liberata dagli italiani, ma dagli americani. Certo, anche i francesi hanno liberato la Francia grazie agli americani, ma almeno Parigi l'hanno ripresa loro!
Perfino i francesi, che nell'ultima guerra sono stati militarmente inutili, perfino più incapaci di noi, possono dire di avercela fatta da soli.
Continuano le differenze fra noi e gli altri.
La Germania ha avuto il processo di Norimberga, tutti i gerarchi nazisti sono stati, in un modo o nell'altro fatti fuori dalla vita politica; i rigurgiti nazisti in Germania sono nati dopo 50 anni di RDT e sono in minoranza netta.
E noi?
I Savoia, principali sostenitori del fascismo non sono stati spazzati via come meritavano; Mussolini è stato fatto fuori, insieme ad alcuni componenti di spicco, ma chi non fu ammazzato durante i disordini ha vissuto senza problemi, per non parlare poi dei piccoli esecutori, dei gerarchi di basso calibro, di tutti coloro che appoggiarono il nazismo per meschinità e che, in virtù di questa meschinità non spiccavano.
Tutto a posto, chi si salvò durante la guerra potè stare tranquillo per tulla la sua iniqua vita.
Questa è l'Italia.
Possiamo perdere anche una guerra, ma al potere rimangono le stesse persone, al massimo fanno fuori gli esponenti di spicco, li si incolpa di tutte le colpe possibili e li si fa fuori.
Ma le cose continuano ad andare nello stesso modo.
Mussolini non fu destituito dal Popolo o dalla Resistenza nel '43, fu abbandonato dal Re, dal papa che fino a quel momento l'avevano appoggiato e fu fatto fuori dai suoi compagni di Partito.
Al suo posto venne scelto Badoglio, che avrebbe guidato il paese al posto suo.
Badoglio era, come dire...UN TECNICO!
Il problema degli italiani è che non hanno le palle per fare una Rivoluzione vera.
In quel caso ci siamo dovuti liberare di un dittatore grazie a una congiura di Palazzo e un'invasione da parte di un paese straniero, che poi abbiamo pure dovuto ringraziare per averci invaso, nonostante migliaia di morti, danni alle industrie e distruzione di monumenti.
Perverso, ma giusto: chi non ha le palle per fare una rivoluzione vera merita tutto questo!
Una rivoluzione seria consiste nell'abbattere chi la vuole impedire.
Chi la vuole impedire? È tutta colpa del pelato di turno? No.
La dittatura va avanti grazie a più elementi:
  1. Un dittatore (Mussolini)
  2. Un gruppo di persone senza senso di morale e giustizia che vuole e prende il potere (i fascisti e i Savoia, che speravano di controllarli)
  3. Un gruppo di persone che, per convenienza e/o stupidità, le vuole al potere (gli industrialotti incapaci, la borghesia retrograda e i soliti morti di fame che vedevano nel Fascismo un affare)
  4. Un gruppo di persone che non ha le palle per opporsi (quelli che accettarono il Fascismo senza fare niente per fermarlo)
  5. Un gruppo di persone di un altro paese o istituzione sufficientemente forte che vuole la dittatura (qualunque Paese che vedeva in Mussolini un alleato, e il Vaticano lo foraggiò ben prima della Germania nazista)
Mussolini ha avuto il potere per questo insieme di elementi.
La Resistenza si è limitata a colpire il punto primo, uccidendo Mussolini, ma Mussolini ormai era finito da quel dì, la guerra era quasi finita, il paese era ormai distrutto e avrebbe fatto una brutta fine in ogni caso. I fascisti e i perbenisti privi di testicoli possono frignare quanto vogliono di fronte alle immagini di piazzale Loreto, ma se lo meritava. Peccato che ci potevano pensare prima.
Questa non si chiama Rivoluzione, nello stesso modo in cui non possiamo chiamare torta la sola ciliegina.
Rivoluzione significa guerra civile.
Non ci vuole niente a maledire il dittatore, bisogna attaccare tutti i suoi compari, bisogna accusare quelli che hanno la faccia di culo di esaltarlo e appoggiarlo, bisogna attaccare chi non ha i coglioni per prendere una decisione chiara e schierarsi.
Il problema è che la gente deve capire che la dittatura non vive grazie al solo dittatore, ma grazie a tutti coloro che la perpetuano e in quel caso non c'è nenche bisogno di prendere a insulti il cretino che parla alla televisione, ma anche il vicino di casa, il vecchio rincoglionito alla fermata dell'autobus, il ragazzino confuso che parla di politca sul suo blog della mia fava, il tuo capo incapace che sfrutta le ingiustizie regolarizzate dal Governo.
Chi dice che non riesce a vivere sotto una dittatura dovrebbe farsi un cazzo di esame di coscenza e capire che la dittatura dura fino a quando uno non decide di prendere a calci in culo tutti coloro che la mandano avanti, dal dittatore al burocrate incapace che ne rappresenta il braccio esecutore, dal sostenitore tesserato al cittadino privo di spina dorsale che vota UDC e non fa altro che saltare sul carro del vincitore.
La Resistenza non si doveva limitare a far saltare un paio di bombe sui convogli di tedeschi e appendere il Puzzone a testa in giù.
È facile quando il nemico è di un altro paese o sta in un Palazzo del Governo irraggiungibile per tutti, quello che bisogna capire è che il nemico è più vicino di quanto sembri. Perchè il dittatore alla fine se ne va via, cacciato da uno straniero, da un suo stesso compare o perchè morto di vecchiaia, ma tutti coloro che lo sostenevano e che avevano ottenuto potere grazie a lui rimangono, e una volta fuori dalle palle il dittatore ci sono ancora.
Questo doveva fare la Resistenza: fare fuori tutti i gerarchi fascisti, i burocrati, gli intellettuali tesserati, i preti politicizzati, tutti coloro che tenevano in vita lui e che erano tenuti in vita da lui.
E non l'ha fatto, quindi tutta questa merda, insieme ai senzapalle che poi sarebbero diventati i sostenitori di Democrazia Cristiana, sono rimasti esattamente dove stavano. E ora ricicciano fuori.
La Resistenza ha perso il treno, avrebbe dovuto ammazzare molti più fascisti di quanti ne ha ammazzati. E per quei quattro maiali che hanno freddato allora i fascisti di oggi di oggi hanno pure la faccia di culo di farcelo pesare.
L'Italia ha avuto leader comunisti come Togliatti che non hanno avuto il polso necessario per cavalcare l'onda quando i fascisti erano in crisi, per questo l'Italia non è mai stata governata dai comunisti e se c'è qualcuno che lo pensa è perchè ha scambiato i film su Don Camillo e Don Peppone per dei documentari.
Vogliamo chiamare questa cosa Liberazione?

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lunedì 23 aprile 2012

Lo so io dove vi manderei...

Anche quest'anno si è scelto di andare a Budapest.
Non volendo fregature come l'anno scorso si è optato per una prenotazione mooolto in anticipo.
Prezzo comunque non indifferente.
Uno legge Budapest, volo a 19 euro, peccato che a questi 19 bisogna aggiungere una marea di tasse!
Il sito più sponsorizzato per i viaggi aerei è eDreams. Oltre alla visibilità ha il pregio di un semplice e comodo espediente che permette di vedere quanto si deve spendere per ogni passeggero, mentre molti altri siti mettono il prezzo totale.

Prima scoperta amara: la compagnia di bandiera ungherese non esiste più dall'inizio di quest'anno.
E noi italiani che frignavamo tanto per l'Alitalia!
Forse sbaglio, dato che per ora ho preso in considerazione solo il costo della vita, l'idea più esauriente ce l'avrò quando sarò lì e farò i paragoni a distanza di un anno che ci sono stato, ma per ora mi sembra che l'economia ungherese vada bene. Certo, politicamente stanno messi male a diritti civili, ma questo non si ripercuote sul livello economico. Almeno per ora.
In ogni caso si capisce quanto siamo diversi da loro.
Quando c'era Berlusconi stavamo sull'orlo del baratro economico, eppure Berlusconi fece di tutto pur di salvare una compagnia di bandiera scadente; loro, che ora stanno meglio di noi, appena vedono che la loro compagnia di bandiera perde colpi, la fanno fuori.
Dà da pensare.

Restano tutte le compagnucole aeree a basso costo, prima fra tutte RyanAir.
Questi simpaticoni si vantano tanto di essere a basso costo, peccato che, se vai a calcolare tutte le spese aggiuntive non coperte alle quali ti costringono, scopri che il risparmio si riduce a una decina di euro: se hai un bagaglio troppo grosso devi spendere 50 euro in più, col cazzo che ti danno da mangiare in aereo e l'areoporto all'andata e al ritorno e quello più scamuffo della zona e dovrai prendere in ogni caso i mezzi (che nella zona di Roma hanno prezzi degni di un volo a basso costo).
E qui viene il più grande e scontato nemico delle vacanze: i pochi soldi, che se combinati a gusti difficili rendono tutto impossibile.
Ultima sorpresina, scoperta proprio mente si stava per acquistare i biglietti, dopo aver storto il naso ed essendosi rassegnati a pagare i 50 euro per ogni bagaglio supplementare e a pianificare un lungo viaggio coi mezzi fino a Ciampino.
Altri 40 euro a persona per chi paga con carte di credito, qualsiasi carta di credito che non sia quella speciale eDreams. E, siccome non è possibile pagare in natura, col baratto o anche semplicemente in contanti, parliamo di un'ulteriore spesa supplementare.
Tanto per farsi 2 risate amare guardo il riepilogo costi: 50 euro a persona per il supplemento bagaglio a persona, 40 euro per il latrocinio-carta-di-credito, più un 100 e passa di tasse varie non specificate.
E 30 euro di sconto eDreams.
Non ho capito se questo l'hanno fatto perché ti stanno continuando a infinocchiare o perché ti stanno facendo capire che ti stanno prendendo per il culo e che ci provano pure gusto.
Risparmi 30 euro da una parte e te ne fottono 40 dall'altra.
Morale della favola: abbiamo prenotato Alitalia.
E abbiamo pure risparmiato.
Stupito e fomentato da quei prezzi che non mi sarei mai aspettato, vado alle preferenze dei pasti offerti dal volo e seleziono quello ebraico. Così per provare.
Ora speriamo di non venire dirottati da palestinesi che sparano a vista su tutti i sospetti cittadini israeliani...
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giovedì 19 aprile 2012

Frenate l'entusiasmo

L'UDC, il secondo Partito più merdoso dopo la Lega secondo il mio immodesto parere, si scioglie.
Non stappate lo spumante.
La cosa mi puzza.
Innanzitutto tutta la merda democristiana che ci troviamo in italia è peggio del T-1000 di Terminator 2: una volta morto si ricompone, sempre più letale.
Secondo motivo per cui frenare gli entusiasmi: sarà una coincidenza che si è sciolto ora, proprio dopo che Margherita e Lega sono state pizzicate da scandali finanziari imbarazzanti?
È ovvio che presto sarebbe emersa qualche magagna anche fra le loro fila e, se contiamo che lo scnadalo dei soldi della Lega era stato più pesante di quello della Margherita, è possibile che quello dell'UDC sarebbe stato ancora peggiore.
In fondo l'UDC è ammanicato coi preti e i preti hanno l'occhio lungo.
L'UDC smetterà di esistere mentre è ancora un partito grossomodo pulito.
Si ricomporrà in poco tempo perchè è nella sua natura, i soldi non mancano e chi sta nell'UDC è particolarmente flessibile e smart nell'uscire da un Partito ed entrare in un altro.
Un'occasione sprecata. Peccato.
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venerdì 13 aprile 2012

Piagnistei da filosofi

Incappando per sbaglio in un dibattito politico (di solito non li guardo per evitare un attacco d'ulcera) mi è capitato di imbattermi in un discorso trito già sentito, condotto dalla prototipica giovane precaria che parlava sulla condizione italiana.
L'invettiva in questione della tizia era concentrata sul fatto che gli esperti di selezione del personale nelle aziende ormai selezionano solo curriculum di laureati in Ingegneria ed Economia, scartando tutti gli altri percorsi universitari per la scelta.
E fin qui sono pienamente d'accordo con lei, dato che è abbastanza superficiale e stupido avere preferenze per sole due facoltà.
La selezione del Personale in Italia è fatta a cazzo anche quando non c'è di mezzo il nepotismo, fin qui siamo tutti d'accordo.
Dopodiché è arrivata la panzana: invece all'estero ti prendono a lavorare anche se sei lavorato in Filosofia.
Momento, frena un attimo.
È più che probabile che esista una persona valida laureata in Filosofia, come sicuramente esiste gente valida preparata in una lunga lista di altre Facoltà altrettanto ridicole.
Ma che senso ha affidare un ruolo aziendale a un laureato in Filosofia nel XXI secolo?
All'estero i laureati in Filosofia trovano lavoro. Perché all'estero sono più civili e sanno valutare le persone valide, mentre qui in Italia siamo troppo stupidi per valorizzare i laureati in Filosofia.
Questa mi sembra una fallacia bella e buona.
All'estero i laureati trovano lavoro perché all'estero QUASI CHIUNQUE trova lavoro se è riuscito ad ottenere un diploma universitario DI QUASI QUALSIASI TIPO in tempi ragionevolmente discreti.
Ma non c'entra un cazzo la Filosofia, all'estero assumerebbero in azienda un laureato in Filosofia come ne assumerebbero uno laureato in Giurisprudenza, Storia, Lettere, Psicologia, Sociologia.
Smettiamola di diffondere questa leggenda metropolitana secondo la quale chi ha una preparazione umanistica è più ricercato nelle aziende rispetto a chi ha conseguito lauree scientifiche perché chi viene da quel percorso è troppo inquadrato.
Questa è una pippa diffusa da chi studia materie umanistiche e deve convincersi di essere più fico dei colleghi che escono da Fisica, Matematica, Ingegneria, Biologia. Come quella che dice che chi ha fatto il Classico può iscriversi senza problemi a Medicina, Matematica, Ingegneria.
No, non funziona così, cari i miei piccoli filologi.
Viviamo in un paese umanistico che ancora crede di avere in tasca il modello vincente, mentre i laureati sono disoccupati e le imprese hanno livelli di concorrenzialità ridicoli.
Il fatto che in Italia un laureato in Filosofia non trovi posto in un'azienda perché ha una preparazione poco tecnica è una delle poche cose che ci permette di non stare al livello di Portogallo, Malta, Grecia o di quegli altri 2-3 paesi che possiamo ancora permetterci di prendere per il culo.

giovedì 12 aprile 2012

Nero Wolfe

Mi è capitato di vedere la prima puntata della nuova versione di Nero Wolfe.
Ciò che mi ha spinto a guardarla era fondamentalmente la presenza di Pannofino.
Sì, lo ammetto, non ho letto i libri da cui è tratta questa serie, nè visto uno sceneggiato meno recente e più fedele.
Sarà che sono una brutta persona...
Nero Wolfe (Francesco Pannofino) in questa versione all'italiana è un celebre investigatore che si è trasferito in Italia in seguito a dissapori in patria col capo dell'FBI.
La sua presenza a Roma attira inevitabilmente l'attenzione di procuratori, giornalisti, investigatori dilettanti e clienti.
Nero Wolfe è un burbero, un uomo con le sue abitudini, i suoi ritmi, i suoi capricci.
E odia le donne, troppo problematiche e ritenute da lui in grado di sconvoglere il suo equilibrio.
Wolfe è aiutato da Archie Goodwin (impersonato Pietro Sermonti) un assistente che segue pazientemente il capo nelle sue avventure e nelle sue bizzarrie e che, al contrario del datore di lavoro, adora le donne.
È buffo vedere questa coppia di personaggi, ancora più buffo se si pensa che qui le posizioni si sono invertite rispetto a Boris: a Boris è il personaggio di pannofino, quello che deve assecondare i capricci dell'attore prima donna impersonato da Sermonti, mentre qui le posizioni sono completamente invertite.
Veniamo alla qualità.
Anche se sono un grande estimatore di Pannofino, devo dire che mi sarei aspettato di meglio da lui, forse perchè sono abituato agli elevati standard di Boris e agli altissimi livelli di tutti gli attori doppiati da lui fino ad ora.
Meglio Sermonti contando che qui, al contrario, essendo abituato ai livelli di (finta) incapacità recitativa di Stanis a Boris, non ero partito con grandi pretese.
Altro punto dolente è che la fotografia del telefilm è molto artefatta. E lo dico io, che sono completamente ignorante nel campo!
Ultimo e più tragicamente importante punto: a parte Pannofino, Sermonti e un paio di altri attori degni di nota, la recitazione degli altri attori è pietosa.
Specialmente da parte delle donne, quasi tutte delle cagne senza appello, tanto per dirla alla Boris. E questo rende il film molto italiano, per dirla alla Stanis.
Credo di aver capito che il progetto non abbia avuto grande successo, almeno per quel poco che ho sentito.
Primi fra tutti sono i puristi di Nero Wolfe, che non hanno preso per niente bene questa trasposizione italiana. Personalmente credo che quella sia l'ultimo dei problemi.
Ritengo sia anche molto superficiale pretendere che un romanzo sia perfettamente fedele nella sua trasposizione in televisione. Se dovessimo storcere il naso a ogni licenza poetica non potremmo vedere quasi niente.
In fondo Montalbano nei libri di Camilleri non è pelato ed è più vecchio, ma sono pronto a fare a botte con chiunque si permetta di dire che Zingaretti non è adatto a impersonare il mitico commissario!
L'importante è che il protagonista sia fedele all'originale e pannofino, per quello che c'ho capito, se la cavicchia, magari non è stato il migliore dei suoi ruoli, specie se prendiamo in considerazione anche la carriera di doppiatore. Ma se la cava.
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giovedì 5 aprile 2012

Grandi notizie

A quanto pare questo è davvero un bel periodo.
Bossi si leva dalle palle.
Dopo i recenti scandali che hanno accomunato la Lega ai partiti di Roma Ladrona.
(Chissà perchè questi scandali saltano fuori proprio ora che Bossi non ha più l'appoggio del Governo del suo amico Silvio, col quale ha passato gli ultimi anni in un'alleanza talmente solida che si scambiavano le mutande).
Ora urge vedere se è una reale uscita di scena o se si è solo levato formalmente dalle scatole per continuare a tendere i fili sui suoi vassalli. Berlusconi lo fa tutt'ora con Alfano, ma bisogna vedere se Bossi sarà all'altezza, contando che Bossi ha l'handicap di non avere i soldi che ha il suo vecchio compagno di merendine. E contando anche che Bossi ha un handicap reale mentale e non metaforico, che quasi nessuno gli rinfaccia.
Se è vero che Bossi si è levato dalle scatole è la fine della Lega.
Certo Bossi è un ritardato, ma siccome la Lega è un Partito di ritardati, lui era il capobranco e probabilmente tutto si sfalderà.
In quel caso Monti avrà un nemico in meno e resterà giusto Di Pietro, che tanto è abituato a vivere isolato.
Sarebbe approfittasse del vuoto di potere lasciato da Bossi per continuare con le Riforme, ma probabilmente continuerà a rimanere impantanato, un po' per la pusillanimità che sta dimostrando, un po' perchè in ogni caso ha PdL e Terzo Polo pronti a pugnalarlo.
Il PD non conta, da anni usa coltelli di plastica e non fa male a nessuno che stia al potere.
In ogni caso, per ora CONGA.
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sabato 31 marzo 2012

Era ora

È successo.
Il primo maggio partirà il mio primo contratto.
1000 euro.
In virtù del mio stato di mantenuto impigiamato di 26 anni non sono molto pratico di pecunia, ma mi pare di aver capito per sentito dire che non sono molti per il costo della vita che c'è.
Ma tanto non credo che uscirò di casa, cosa peraltro neanche troppo strana per i miei coetanei.
Non mi lamento.
Essendo una persona che ha giocato coi soldatini fino a un'età imbarazzante, e avendo avuto la prima copula a un'età ancora più imbarazzante, ritengo con certezza di non essere una persona nota per la precocità.
Contando che ci sono ragazzini al giorno d'oggi che dopo aver fatto sesso vanno a guardare Dragonball per questioni di età anagrafica o mentale, non mi vergogno neanche troppo.
Un po sì.
Ma avendo ora saputo che avrò un lavoro inerente ai miei studi e in tempi difficili come questi, ora sono felice.
Ora che ho dei soldi miei potrò finalmente sposare su internet un'ucraina che si rivelerà in seguito un transessuale con una causa in corso per malpratica chirurgica.
Questi sì che sono progressi!

venerdì 30 marzo 2012

Feltrinelli fa schifo!

Ammetto che mi sono organizzato male oggi per fare le mie compere ed è stata stupida l'idea di andare al Feltrinelli in centro, quando potevo comodamente andare a un altro dalle mie parti.
Ricordando che un tempo era una vera libreria e che è più grande, pensavo che l'avrei trovato più fornito. Grosso errore.
Feltrinelli non è più una libreria. E temo che non sia l'unica che ha scelto questa triste politica
Ha deciso di prostituirsi, allargando il mercato e i prodotti che vende.
Ha allargato il reparto dove sono distribuiti film e musica, ha allargato quello per videogiochi, ha allargato il reparto cartolibreria E cosa secondo me più ridicola fra tutte, ha inserito un piano bar Si tratta di un bar, identico a tutti quelli che vedi in giro, magari un poco più pulito, dove le persone si siedono ai tavoli, spesso a leggere un libro appena comprato.
Ammetto di venire da una famiglia che dà una certa importanza alla cultura, con un padre per un amore per i libri che scade quasi nel feticismo e in aggressività per chi rischia di rovinargli un libro
Da noi se leggi, devi leggere e basta, solo raramente ti puoi permettere di fare qualcos'altro in contemporanea, al massimo sentire un po' di musica.
Fatto sta che il seguente scenario mi disturba
Persone con occhiali hipster, col cappuccino al ging-seng magari col Mac collegato al wi-fi, dall'abbigliamento ricercato, elegante o volutamente trasandato che sembrano gridare guardate, sono una persona colta che legge un libro!
Questo è la morte della cultura,una persona che vuole far sapere di essere colta, dando così più importanza a quello che gli altri pensano di lei piuttosto di quello che è lei veramente, è una persona che non ha capito un cazzo della cultura
In una libreria seria, non si mangia, non si beve, non si ascolta musica, non si rimorchia, si comprano libri da iniziare a leggere sul posto o da portare a casa!
Ulteriore cosa
Si sono prostituiti per allargare la clientela.
I primi sentori di questa cosa iniziarono a esserci quando accolsero fra i libri che vendono quelli di Moccia. Ma il business è business, purtroppo occorre abbassare i livelli.
Ma io dico, se proprio dovevate allargare la clientela, potevate farlo bene?
Oggi dovevo comprare un cazzo di biglietto d'auguri e l'ho cercato lì.
Ce n'erano 4 e facevano tutti cagare.
Un poster di un gruppo musicale non ce l'avevano, perché in zona li vendeva Ricordi (che in queste settimane è chiuso). Cerco di prendere l'ultimo libro di Martin per me e ci metto 10 minuti per trovarlo perché i 2 libri che hanno sono pure ordinati male.
(Vorrei anche aggiungere che chi compra il libro de Le cronache del ghiaccio e del fuoco con l'immagine in copertina del Telefilm Game of Thrones, fa un errore. In questo modo, i pochi eletti come me che conoscevano la saga da prima che il telefilm nascesse, si sentiranno in diritto di guardarlo dall'alto in basso).
Concludendo
Una volta Feltrinelli era un libreria, vendeva libri
Poi hanno deciso di dover vendere anche cassette, DVD, videogiochi, quaderni, caffè e cornetti
Hanno dovuto dare meno spazio ai libri, quindi ne avranno e ne venderanno di meno
Ma anche gli altri prodotti che cercano di piazzare non sono competitivi, perché ora Feltrinelli non sarà più né una libreria, né un negozio di musica, né un negozio di computer, né un bar Né carne né pesce
Ok, sarà pure vero che si vendono meno libri perché gli italiani sono più ignoranti, ma ora che vedo l'abilità nel darsi la zappata sui piedi da parte di chi cerca di vendere libri inizio a capire che non si può dare solo la colpa agli italiani!

giovedì 29 marzo 2012

Senza Fede non c'è salvezza

Cattive notizie per chi si ostina a guardare la televisione.
Il miglior comico della televisione italiana non c'è più: Fede non condurrà più il TG.
Cosa dovranno fare ora gli italiani per farsi quattro risate, saranno costretti a guardarsi Zelig e Colorado Cafe??
Vai a capire il perchè di questa sua uscita di scena.
Anche la Mediaset vive la crisi e ha deciso di tagliare un po' di gente.
Perchè anche Fede, il più fedele paladino del padrone?
Forse perchè, ora che il PdL deve baciare la mano di Monti, le uscite del fedelissimo Emilio Fido sono fuori luogo.
Chissà come la prenderà?
Si godrà la discreta pensione milionaria in silenzio o se la prenderà?
Chissà, magari in seguito a un simile tradimento lo troveremo entro un anno a criticare il suo vecchio datore di lavoro, ma è troppo presto per fare pronostici.
Di sicuro a molta genta non mancherà.
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mercoledì 28 marzo 2012

Libertà d'espressione: indietro tutta.

Si stava meglio quando si stava peggio?
Forse no, sicuramente bisognerebbe fare un bell'elenco dei pro e contro rispetto all'età di riferimento. Una cosa è però certa: su alcuni punti i progressi non sono tanti.
La libertà di espressione è uno di quei punti.
È un progetto riuscito a metà.
Un tempo il mondo era dannatamente pudico e moralista, l'esposizione pubblica del nudo era proibita anche nelle sue forme più accennate, ora molti di questi tabù sono stati abbattuti.
Si aprono una decina di discorsi su quanto questa sovraesposizione possa essere dannosa per i nostri figli e favorevole per il degrado dei valori...ma questi discorsi non mi interessano minimamente. Che sia un bene o un male, ora le persone sono libere di esporre pubblicamente le nudità proprie e altrui.
Personalmente non credo che la mia vita sia cambiata in meglio o in peggio grazie a questa cosa.
Gli uomini da sempre hanno avuto accesso o quantomeno la possibilità di assistere al nudo femminile, anche nelle ere più bigotte della storia. Solo che in quel caso lo si faceva di nascosto nelle case chiuse.
Resta il fatto che - ripeto che non mi interessa dire se sia un bene o un male - ora la libertà d'espressione per quanto riguarda la libertà dei costumi è permessa.
Ma questa libertà d'espressione non è completa.
La libertà d'espressione ha raggiunto il suo culmine fra gli anni' 60 e '80 e un pezzetto dei '90. Ed è stata mutilata dal politicamente corretto, che tutt'ora imperversa.
Siamo liberi di parlare di sesso, di dare la nostra opinione sul mondo, di improvvisarci esperti pur non essendolo in qualsiasi campo.
Ma dobbiamo stare attenti alle parole che utilizziamo.
Guai a chi offendere qualcuno o qualche minoranza etnica o sociologica a esso collegata!
E qui vorrei di nuovo sottolineare che gioca un ruolo fondamentale questo stucchevole pacifismo utopico di seconda mano che attanaglia migliaia di benpensanti.
Queste paure a volte raggiungono livelli estremi.
È successo in Inghilterra, che fino a poco tempo fa ero abituato a considerare come un paese civile. Un ragazzo è stato condannato a 56 giorni di prigione con l'accusa di istigazione all'odio razziale per aver esultato dell'arresto cardiaco di un giocatore nero (nero, belli miei, non di colore, che come termine a questo punto è anche più razzista!). Questo è davvero ridicolo.
Ridicolo perché è anche ovvio che a questo tifoso non gliene fotteva niente del colore della pelle del giocatore, ma più probabilmente lo odiava perché faceva parte di una squadra che va contro la sua!
Il suo gesto può essere pure di cattivo gusto, ma vi sembra possibile che io debba rischiare il carcere perché godo pubblicamente della morte di una persona che mi sta antipatica?!
Follia pura!
Questa non è libertà d'espressione.
Possiamo mostrare e osservare culi e tette a tutto spiano, abbiamo il diritto di dire pubblicamente stronzate inenarrabili (cosa secondo me di gran lunga più grave del diffondere immagini oscene!) e non possiamo dire cose che danneggiano verbalmente qualcuno?
Non parlo solo di insulti diretti, ma anche di termini che colloquiali che richiamano a un'immagine
dispregiativa di una particolare minoranza svantaggiata, quali spastico, frocio, grassone, zingaro, mongoloide, ritardato, cerebroleso, zoccola, negro e via dicendo.
A questo punto tappiamoci direttamente la bocca!
Non dico di essere in grado di dire solo cose negative sul mondo e sulle persone, ma in questo modo almeno metà dei discorsi che faccio non li potrei mai più fare!
Questa non è libertà d'espressione, la gente deve aver il diritto di dire quello che pensa, a prescindere da quanto sia fuori luogo.
Come la maglietta Fornero al cimitero. Ok, è di cattivo gusto. Ma chissenefrega! Invece ecco che stava per crollare la seconda Repubblica per una frase simile.
Ovviamente la gente fa casino per stronzate simili quando dall'altra parte della barricata se ne sono dette di molto peggiori. Ma questo è una cosa tipica di noi italiani: due pesi e due misure!

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venerdì 23 marzo 2012

Codardi

Si parla di articolo di 18 e relativo abbattimento.
Indignazione di tutti naturalmente.
A poco servono i pochi discorsi su quanto sia necessario fare un passo avanti, sul fatto che il posto fossi sia obsoleto e sul fatto che lo voglia l'Europa.
Tutte cazzate.
Potrà pure essere vero che molti (non tutti!) lavoratori italiani siano dei lavativi intoccabili grazie a questo articolo, ma delle tante cose che vanno fatte con urgenza in Italia questa è probabilmente agli ultimi posti in una lista di 10 riforme realmente necessarie.
L'abolizione dell'articolo 18 non ci aiuterà, poco ma sicuro, sarà la gioia di un paio di industriali incapaci che riescono a tirare avanti solo grazie a un costo del lavoro degno degli standard cinesi, senza contare il fatto che la concorrenza dei cinesi e degli altri paesi in via di sviluppo sarà sempre in grado di spazzarli via in ogni caso.
Ma andiamo in fondo alla cosa, invece che additare il nostro Governo di ladroneria.
Non è Monti che vuole abbattere il posto fisso.
Prima di lui ha cercato di farlo Berlusconi.
Da anni economisti e sociologi attaccano il posto fisso come genere di lavoro che genera il ristagno dell'economia, elogiando il posto fisso.
Non è una novità che Monti, abituato da una vita al posto fisso, si contraddica esaltando il lavoro precario.
Se gli italiani avessero avuto voglia di leggere un libro di economia, ma anche una pubblicazione divulgativa a prova di idioti, si sarebbero accorti che sono almeno 10 anni che economisti e sociologi spingono per il lavoro precario anche se sono loro dei classici esempi di lavoratori a posto fisso. Il problema è che gran parte degli italiani ha grossi problemi coi libri.
Certo, il mondo e l'Italia in particolare è pieno di laureati che muoiono di fame, ma questo dimostra una cosa nel caso degli italiani: l'ignoranza non paga.
C'è qualche speranza per quelli come me.
Forse.
Altro punto.
Come ho già detto, anche Berlusconi ha provato più volte a fottere l'articolo 18. E gli è andata male quando c'era bisogno dell'appoggio popolare. Ma ora c'è il Governo tecnico e il popolo, dopo aver fatto per 2 volte la cazzata di portare Berlusconi al potere, è stato per il momento messo da parte. Il problema è che il popolo si è già dimenticato che Monti non è il primo a voler attaccare l'Articolo 18 e non sarà l'ultimo. Ma gli italiani è come se non avessero capito che anche al prossimo momento succederà la stessa cosa se l'abolizione dell'Articolo non passa.
Qui viene l'altro grosso problema degli italiani: non ricordano il passato e non hanno la lungimiranza per guardare al futuro.
Ma non sempre.
A volte gli italiani guardano al futuro.
Quando si tratta di farsela sotto.
Perchè, diciamocelo, siamo in crisi.
Ma da quanto tempo diciamo che siamo in crisi?
Quand'è l'ultima volta che si è sentito in questo periodo l'Italia va a gonfie vele?
E non parlo delle dichiarazioni di Berlusconi e dei suoi pupazzetti dell'ultimo Governo, neanche di quelle fatte da Prodi.
Parlo delle dichiarazioni degli italiani.
Ebbene, gli italiani vivono la crisi da praticamente sempre.
C'è crisi.
Questa frase l'avrò sentita un migliaio di volte, da prima di Monti, da prima di Berlusconi, anche durante il Governo Prodi Bis.
Chi è secondo voi che dice questo tormentone più spesso degli altri?
Gli imprenditori, quelli che ti dicono questa simpatica cosetta quando ti presenti al colloquio.
A tutti i livelli, nelle imprese, nei progetti del sociale, nelle cooperative, nelle scuole, negli ospedali, nei negozi, nei supermercati.
Non possiamo assumerti, c'è crisi.
Ti dispiace se lavori anche questo pomeriggio? Non ho potuto assumere altre persone per aiutarti perchè c'è crisi.
No non possiamo fare questo progetto ora perchè c'è crisi.
Non possiamo licenziarti perchè la nostra azienda non può farlo per l'articolo 18, però se ti licenzi tu ti dò la liquidazione (o almeno gli stipendi arretrati) e stiamo tutti a posto come prima. Sai com'è: c'è crisi!
(Altro mito da sfatare. L'articolo 18 è già carta straccia in molte aziende che, anche se non fanno contratti ridicoli che rendono l'articolo 18 comunque inutile, trovano spesso in ogni caso qualche escamotage col quale fregarti senza apparire irregolari.)
Questo ti dicono, anche mentre alla televisione si vedo file chilometriche davanti a TRONY per il nuovo i-pad.
C'è crisi.
Questo tormentone ha avuto il boom con Monti, ma era già precedentemente presente, a prescindere dall'ottimismo irreale presentato da Emilio Fede sotto Berlusconi.
E a questo punto mi faccio delle domande.
Ma è vero che la crisi c'è sempre stata?
E anche se fosse vero, cosa impedisce a un'impresa di investire in un periodo di crisi e puntare, una volta tanto, sulla qualità?
Perchè è questa la situazione dell'Italia e dei suoi imprenditorucoli: sono così codardi che smettono di investire anche mesi prima di una presunta crisi.
E impresa, nella sua accezione etimologica, deriva proprio dal rischiare i propri investimenti in un'attività.
Un imprenditore codardo, piccolo, medio o grande che sia, ha sbagliato il suo lavoro.
Cosa fa in tutto questo il lavoratore?
Cerca di buttarsi sulla libera professione? No, per quello ci vuole un'istruzione e l'italiano è troppo ignorante per averla, oltretutto è un investimento ed è troppo codardo anche lui per investire.
Cerca di emigrare? No, mica posso lasciare mamma papà, la ragazzetta e gli amici del baretto!
Tira fuori il fucile e tenta la rivoluzione? No, io sono pacifista!
E allora che fa?
Si lamenta, posta link indignati contro monti su facebook, al limite ogni tanto fa una manifestazione in piazza.
E a quel punto si capisce abbastanza bene che il problema di tutto questo non è solo di Monti, non solo degli imprenditori, ma anche degli italiani stessi.
Perchè la maggiorparte di noi italiani è decisamente troppo codarda per smuoversi dalla crisi.
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NEL NOME DELL'ODIO

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