scopro ora che e' morto oggi enzo iannacci, cantautore, comico, comico, cardiologo
non lo seguivo molto ma ricordo con piacere quando ascoltavo da piccolo le sue musicassette.
mi ha portato la mente a un periodo lieto e mi addolora sapere che una persona valida come lui non ci sia piu'.
ciao enzo
Per lamentele, piagnistei, insulti e querele scrivete a tanci86@fastwebnet.it. Mandate anche una mail allo studio legale Culetti&Lopuppa & sons (mail: lopuppa.culetti@libero.it) da oggi anche su Facebook!
Padre, ho peccato: seguo questo blog!
sabato 30 marzo 2013
domenica 24 marzo 2013
Quando il saggio indica la luna, l'idiota guarda il dito
Dopo aver subito l'esagerato rompimento di palle per l'elezione del nuo, mitico, rivoluzionario e supercicciofigoso papa Francesco I, ecco un altro argomento che va fortissimo in questi giorni e altrettanto grottescamente inutile: i marò.
Anticipo subito che non sono un esperto di diritto penale indiano, ma arrivare a prendere in considerazione l'ipotesi della pena capitale, mi sembra eccessivo per un paese come l'India, in fondo non sono stae coinvolte mucche nella sparatoria!
Premettendo quanto sia l'ennesima dimostrazione di quanto siamo ridicoli noi italiani nel mostrare i muscoli con una nazione molto più muscolosa dell'Italia, per poi cercare di fare i furbi con le nostre solite guittate e infine sottomettersi nuovamente, vorrei precisare che, anche se la situazione è spassosa, la gente continua a schierarsi da una parte o dall'altra senza capire qual è il nodo centrale.
Il nodo centrale non è se i marò siano innocenti o meno, quello che bisogna capire è: in quale paese i marò dovranno essere processati.
Si tratta di una questione di potere.
Se l'Italia fosse un paese che conta, il processo si svolgerebbe in Italia, i marò se la caverebbero con una bacchettata sulle mani o cumunque i tempi del processo sarebbero così lunghi che avrebbero tutto il tempo di morire di vecchiaia nel frattempo.
Purtroppo l'Italia non è un paese importante e se va a crearsi una situazione come quella dei marò in India, il processo va asvolgersi in India, dove i tempi sono più corti o comunque, anche se fossero più lunghi dell'Italia e non si giungesse alla pena capitale, c'è abbastanza tempo perchè l'imputato possa morire a causa delle pessime condizioni igieniche in cui è tenuto un carcere indiano (basta coi provincialismi, le carceri italiane fanno schifo, ma sono sicuro che quelle indiane siano peggio!).
Se l'incidente fosse avvenuto in acque italiane, se il peschereccio fosse stato italiano e i soldati fossero stati americani, era chiaro che i soldati venivano presi e mandati a subire il processo negli USA e se noi italiani ci fossimo azzardati a fare il processo in Italia succedeva un casino.
E alla fine l'avrebbe spuntata la parte americana.
Ci sono accordi per questo, un caro regalino che ci siamo fatti dopo aver perso una guerra ed essere stati liberati da una nazione che, per farsi ripagare della liberazione disinteressata e dell'altrettanto disinteressato piano Marshall col quale ci ha ritirati su, ci ha fatto scrivere nero su bianco che l'Italia è la puttanella degli Stati Uniti.
Non ci sta un accordo simile sancito fra Italia e India, non sta scritto da nessuna parte che l'Italia è la puttanella dell'India. Ma neanche il contrario.
Ovviamente questo è un caso diplomatico dove gli equilibri vanno stabiliti a monte.
E se l'Italia spera di ottenere cioè che è giusto per lei facendo leva sul nazionalismo italiano e alzando la voce con l'India, ha ottenuto l'esatto contrario.
Primo, perchè l'India è forte sotto tutti i punti di vista se ci riferiamo alla sola manifestazione della forza bruta.
Secondo, perchè se in italia ci sta un fascista che difende a tutti i costi un italiano che ha sparato addosso a uno straniero perchè il prestigio italiano è sacro (anche se l'italiano aveva palesemente torto), state pure certi che troverete anche il sinistroide che accusa l'italiano che ha sparato per il semplice fatto che abbia sparato e quindi usato la forza ed essere andato meno ai dettami del pacimasochismo (anche se l'italiano aveva tutte le ragioni più logiche al mondo per sparare). Qualunque presa di posizione del Governo italiano a riguardo susciterà scontento in uno di questi due schieramenti.
La cosa più tragica è che questi due schieramenti, la difesa a tutti i costi dei marò o dei pescatori è quanto di più comico ci sia.
Non ha nessun senso indicare il colpevole prima che ci sia stato un processo equo.
I due marò ancora non hanno ancora neanche messo piede in un tribunale, perchè Italia e India stanno ancora decidendo dove si farà.
E va aggiunto che la possibilità che ci sia un processo equo in questo caso è nulla, già è difficile che ce ne sia uno equo in condizioni normali (sia in Italia che in India probabilmente), figuriamo ci quando c'è dietro un incidente diplomatico come questo!
Se i marò saranno giudicati in India, com'è più probabile che sia, verranno giudicati colpevoli, probabilmente non giustiziati per evitare la definitiva perdita di faccia dell'Italia nei confronti del Mondo, ma anche dell'India, nei confronti delle associazioni contro la pena di morte.
Se il processo verrà fatto in Italia, i due marò si prenderanno una sculacciata, con proteste da parte di tutto il mondo pacifista (ma non gliene importa a nessuno) e l'Italia, dopo essersi coperta di ridicolo con i suoi giochetti, ne uscirà decentemente.
Ma non succederà mai.
Anticipo subito che non sono un esperto di diritto penale indiano, ma arrivare a prendere in considerazione l'ipotesi della pena capitale, mi sembra eccessivo per un paese come l'India, in fondo non sono stae coinvolte mucche nella sparatoria!
Premettendo quanto sia l'ennesima dimostrazione di quanto siamo ridicoli noi italiani nel mostrare i muscoli con una nazione molto più muscolosa dell'Italia, per poi cercare di fare i furbi con le nostre solite guittate e infine sottomettersi nuovamente, vorrei precisare che, anche se la situazione è spassosa, la gente continua a schierarsi da una parte o dall'altra senza capire qual è il nodo centrale.
Il nodo centrale non è se i marò siano innocenti o meno, quello che bisogna capire è: in quale paese i marò dovranno essere processati.
Si tratta di una questione di potere.
Se l'Italia fosse un paese che conta, il processo si svolgerebbe in Italia, i marò se la caverebbero con una bacchettata sulle mani o cumunque i tempi del processo sarebbero così lunghi che avrebbero tutto il tempo di morire di vecchiaia nel frattempo.
Purtroppo l'Italia non è un paese importante e se va a crearsi una situazione come quella dei marò in India, il processo va asvolgersi in India, dove i tempi sono più corti o comunque, anche se fossero più lunghi dell'Italia e non si giungesse alla pena capitale, c'è abbastanza tempo perchè l'imputato possa morire a causa delle pessime condizioni igieniche in cui è tenuto un carcere indiano (basta coi provincialismi, le carceri italiane fanno schifo, ma sono sicuro che quelle indiane siano peggio!).
Se l'incidente fosse avvenuto in acque italiane, se il peschereccio fosse stato italiano e i soldati fossero stati americani, era chiaro che i soldati venivano presi e mandati a subire il processo negli USA e se noi italiani ci fossimo azzardati a fare il processo in Italia succedeva un casino.
E alla fine l'avrebbe spuntata la parte americana.
Ci sono accordi per questo, un caro regalino che ci siamo fatti dopo aver perso una guerra ed essere stati liberati da una nazione che, per farsi ripagare della liberazione disinteressata e dell'altrettanto disinteressato piano Marshall col quale ci ha ritirati su, ci ha fatto scrivere nero su bianco che l'Italia è la puttanella degli Stati Uniti.
Non ci sta un accordo simile sancito fra Italia e India, non sta scritto da nessuna parte che l'Italia è la puttanella dell'India. Ma neanche il contrario.
Ovviamente questo è un caso diplomatico dove gli equilibri vanno stabiliti a monte.
E se l'Italia spera di ottenere cioè che è giusto per lei facendo leva sul nazionalismo italiano e alzando la voce con l'India, ha ottenuto l'esatto contrario.
Primo, perchè l'India è forte sotto tutti i punti di vista se ci riferiamo alla sola manifestazione della forza bruta.
Secondo, perchè se in italia ci sta un fascista che difende a tutti i costi un italiano che ha sparato addosso a uno straniero perchè il prestigio italiano è sacro (anche se l'italiano aveva palesemente torto), state pure certi che troverete anche il sinistroide che accusa l'italiano che ha sparato per il semplice fatto che abbia sparato e quindi usato la forza ed essere andato meno ai dettami del pacimasochismo (anche se l'italiano aveva tutte le ragioni più logiche al mondo per sparare). Qualunque presa di posizione del Governo italiano a riguardo susciterà scontento in uno di questi due schieramenti.
La cosa più tragica è che questi due schieramenti, la difesa a tutti i costi dei marò o dei pescatori è quanto di più comico ci sia.
Non ha nessun senso indicare il colpevole prima che ci sia stato un processo equo.
I due marò ancora non hanno ancora neanche messo piede in un tribunale, perchè Italia e India stanno ancora decidendo dove si farà.
E va aggiunto che la possibilità che ci sia un processo equo in questo caso è nulla, già è difficile che ce ne sia uno equo in condizioni normali (sia in Italia che in India probabilmente), figuriamo ci quando c'è dietro un incidente diplomatico come questo!
Se i marò saranno giudicati in India, com'è più probabile che sia, verranno giudicati colpevoli, probabilmente non giustiziati per evitare la definitiva perdita di faccia dell'Italia nei confronti del Mondo, ma anche dell'India, nei confronti delle associazioni contro la pena di morte.
Se il processo verrà fatto in Italia, i due marò si prenderanno una sculacciata, con proteste da parte di tutto il mondo pacifista (ma non gliene importa a nessuno) e l'Italia, dopo essersi coperta di ridicolo con i suoi giochetti, ne uscirà decentemente.
Ma non succederà mai.
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giovedì 14 marzo 2013
L'unico papa buono è un papa morto
Modestamente, l'avevo detto che avrebbero scelto un papa latino americano.
Scelta mediamente prevedibile del resto, dopo un papa parruccone e poco fotogenico era necessario un papa un poco più presentabile per il XXI secolo.
Peccato che sia una battaglia sostanzialmente persa, dato che il cristianesimo è la più antica e pericolosa fra le ideologie occidentali ancora in vita.
Ovviamente i preti stanno più attenti dei reppresentanti di altre ideologie a rivendersi la loro come attuale, anche se piena di ragnatele e fondamentalmente ridicola. E purtroppo ci riescono, specie se consideriamo che l'umanità dispone della migliore materia prima di chi vuole inculare il prossimo: l'imbecillità.
La chiesa ha scelto un papa europeo, un papa dalla parte dei poveri, gli ha messo perfino il nome di San Francesco!
Hanno passato una bella mano di vernice nuova e fiammante su una ringhiera arrugginita.
Bergoglio sarà pure proveniente da una realtà dove regna degrado e povertà, ma questo non significa che sia per forza fra coloro che la combatte, magari è fra quelli che la crea!
Non basta dire di essere dalla parte dei poveri e assumere il nome di S. Francesco.
Già emergono porcate del suo passato remoto e vicino, le critiche al Governo argentino per le unioni degli omosessuali, dubbi su passate collusioni col regime dittatoriale argentino ed emergono a un giorno dall'elezione, in più durante una fase di esaltazione religiosa e fanatica che ha calato su tutti prosciutti sugli occhi e ha portato le televisioni di tutto il mondo a parlare sempre e solo bene di questo tizio, oscurando fra l'altro notizie molto molto più importanti!
E poi vorrei capire una cosa, non tanto per il presente e il passato.
Bergoglio è quel tipo di papa che serve a riaccalappiare le anime perdute, non più fiduciose nelle stronzate della religione. Quel genere di papa che personalmente ritengo molto più pericoloso di Ratzinger, perchè Ratzinger non sa essere simpatico, mentre lui sì, se non altro per il background.
Unpo' come Giovanni Paolo II.
Questo mi chiedo in particolare.
Bergoglio è un tipo di papa più simile al penultimo.
Cosa farà quando troverà un giornalista con un poco più di palle e cervello che gli farà domande sul suo passato?
Cosa risponderebbe se gli chiedessero che cosa pensa del fatto che il suo ex collega Papa Giovanni Paolo abbia benedetto un dittatore come Pinochet, che ha tiranneggiato su una nazione sudamericana come il Cile, che si trova a due passi dall'Argentina?
Sarebbe bello sapere cosa ne pensa.
Scelta mediamente prevedibile del resto, dopo un papa parruccone e poco fotogenico era necessario un papa un poco più presentabile per il XXI secolo.
Peccato che sia una battaglia sostanzialmente persa, dato che il cristianesimo è la più antica e pericolosa fra le ideologie occidentali ancora in vita.
Ovviamente i preti stanno più attenti dei reppresentanti di altre ideologie a rivendersi la loro come attuale, anche se piena di ragnatele e fondamentalmente ridicola. E purtroppo ci riescono, specie se consideriamo che l'umanità dispone della migliore materia prima di chi vuole inculare il prossimo: l'imbecillità.
La chiesa ha scelto un papa europeo, un papa dalla parte dei poveri, gli ha messo perfino il nome di San Francesco!
Hanno passato una bella mano di vernice nuova e fiammante su una ringhiera arrugginita.
Bergoglio sarà pure proveniente da una realtà dove regna degrado e povertà, ma questo non significa che sia per forza fra coloro che la combatte, magari è fra quelli che la crea!
Non basta dire di essere dalla parte dei poveri e assumere il nome di S. Francesco.
Già emergono porcate del suo passato remoto e vicino, le critiche al Governo argentino per le unioni degli omosessuali, dubbi su passate collusioni col regime dittatoriale argentino ed emergono a un giorno dall'elezione, in più durante una fase di esaltazione religiosa e fanatica che ha calato su tutti prosciutti sugli occhi e ha portato le televisioni di tutto il mondo a parlare sempre e solo bene di questo tizio, oscurando fra l'altro notizie molto molto più importanti!
E poi vorrei capire una cosa, non tanto per il presente e il passato.
Bergoglio è quel tipo di papa che serve a riaccalappiare le anime perdute, non più fiduciose nelle stronzate della religione. Quel genere di papa che personalmente ritengo molto più pericoloso di Ratzinger, perchè Ratzinger non sa essere simpatico, mentre lui sì, se non altro per il background.
Unpo' come Giovanni Paolo II.
Questo mi chiedo in particolare.
Bergoglio è un tipo di papa più simile al penultimo.
Cosa farà quando troverà un giornalista con un poco più di palle e cervello che gli farà domande sul suo passato?
Cosa risponderebbe se gli chiedessero che cosa pensa del fatto che il suo ex collega Papa Giovanni Paolo abbia benedetto un dittatore come Pinochet, che ha tiranneggiato su una nazione sudamericana come il Cile, che si trova a due passi dall'Argentina?
Sarebbe bello sapere cosa ne pensa.
venerdì 8 marzo 2013
Django
Settimana cinefila questa, 2 film in 2 giorni.
Do svariati contrattempi siamo riusciti a vedere Django, anche se mi mancano elementi parecchio importanti per avere un giudizio completo: devo ancora vedere l'originale, che ho visto a pezzi alla televisione esolo nella seconda parte e ho omrai capito che questi ultimi fim di Tarantino vanno visti anche in lingua originale per capire se il prodotto non filtrato dal filtraggio è esageratamente migliore o no.
Django è la versione riscritta da Tarantino sulle vicende dell'omonimo eroe. In versione ne*ra, con molto più sangue e parolacce. Il Django ne*ro (Jamie Foxx) è uno schiavo comprato da un cacciatore di taglie eccentrico e fondamentalmente di buon cuore (un grande Christoph Waltz) per poter individuare dei banditi su cui c'è una taglia. I due costruiscono un rapporto professionale e di amicizia che li porterà a incontrare il proprietario dellla moglie di Django (Leonardo di Caprio), ricco proprietario terriero che fra le varie cose possiede un maggiordomo ne*ro razzista verso i ne*ri (un truccatissimo e abile Samuel L. Jackson).
La trama, comunque avvincente e articolata, è fondamentalmente un pretesto per riempire questo film con virtuosismi, citazioni e colonne sonore.
Credo che sia uno dei film con più colonne sonore che abbia mai visto, spazia dal country al rap con disinvoltura, un po' troppo rap per i miei gusti, certo è un film su i ne*ri porca puttana, ma un pezzo rappato ci stava pure troppo, ma due o più sono fottutamente fuori posto!
Le citazioni, in pieno stile tarantiniano, si affollano in questo film, alcune mi sono sfuggite, altre possono essere colte come la presenza dell'originale Django di Franco Nero o il finale dell'insulto troncato alla buono il brutto e il cattivo. Chiamatemi pazzo, ma io ho la piena convinzione che il maggiordomo razzista sia stato recitato in maniera da essere un omaggio al Bif invecchiato di Ritorno al futuro II.
Le spacconate sono innumerevoli e c'è spazio per grasse grassissime risate, specie con la presa in giro del gruppo di antesignani membri del Ku Klux Klan.
Cristoph Waltz, il colonnello Landa del precedente film, questa volta sta dalla parte dei buoni, pur conservando un carattere di bizzarria e di stile dell'aristocratico e colto chiaramente fuori contesto in una terra di violenti razzisti. In Bastardi senza gloria c'erano i nazisti, qui i latifondisti del sud e le differenze sono davvero poche.
Il cattivo è passato fra le mani di Leonardo di Caprio, che ha preso il suo posto e si ritrova a gestire il ruolo del colonnello Landa, simile in alcuni punti ma non in tutti. Il personaggio di Di Caprio non ha la preparazione intellettuale del colonnello Landa, ma ha quella leggera vena sadica dell'omonimo e in più quella doppia faccia che lo porta a essere amabile e ospitale quando si trova di fronte a persone che ritiene amichevoli, passando poi a infame quando deve schiacciarli.
Il film, aldilà di tutti questi spunti mette a confronto grandissimi attori, la cui performance mi ha riempito di dubbi riguardo a chi fosse il più bravo da meritare l'Oscar a miglior attore non protagonista, Oscar che è andato per la seconda volta a Cristoph Waltz, che deve ringraziare Tarantino per i successi degli ultimi suoi film e viceversa.
Questo è anche l'ennesima prova che Leonardo di Caprio sia l'attore più fottutamente sfortunato di Hollywood, un ottimo attore che ogni volta si vede soffiare la statuetta perchè ha avuto la sfiga di capitare in gara con uno più bravo di lui. Avrei anche qualche dubbio su questa premiazione, dato che sono stati tuti e due eccezionali nel film e, francamente, io avrei candidato all'Oscar pure Samuel L. Jackson.
Il film procede in maniera eccellente fino alla fine, tranne che per gli ultimi venti minuti. Già nel secondo tempo il film subisce un chiaro rallentamento e una serie di contorte pianificazioni da parte di Django e il collega per liberare la moglie del primo, che poi si rivelano inutili. Questo rallentamento giustificava la preziosa e godibile entrata in scena di Di Caprio, bravissimo e con a disposizione un personaggio creato in maniera intrigante che ti permetteva di chiudere un occhio. Questi venti minuti in più sono stati un allungamento inutile del film, un'opportunità per ficcarci dentro altre citazioni che in gran parte non ho saputo apprezzare tranne l'ultima. Vedere il cameo di Tarantino non è valsa la pena, specie se vediamo un Dajngo che poco dopo, in virtù di una citazione che mi risulta oscura, decide di togliere la sella e le staffe e cavalcare a pelo.
Voto 7,5/10 (la versione originale probabilmente raggiunge l'8 pieno).
Do svariati contrattempi siamo riusciti a vedere Django, anche se mi mancano elementi parecchio importanti per avere un giudizio completo: devo ancora vedere l'originale, che ho visto a pezzi alla televisione esolo nella seconda parte e ho omrai capito che questi ultimi fim di Tarantino vanno visti anche in lingua originale per capire se il prodotto non filtrato dal filtraggio è esageratamente migliore o no.
Django è la versione riscritta da Tarantino sulle vicende dell'omonimo eroe. In versione ne*ra, con molto più sangue e parolacce. Il Django ne*ro (Jamie Foxx) è uno schiavo comprato da un cacciatore di taglie eccentrico e fondamentalmente di buon cuore (un grande Christoph Waltz) per poter individuare dei banditi su cui c'è una taglia. I due costruiscono un rapporto professionale e di amicizia che li porterà a incontrare il proprietario dellla moglie di Django (Leonardo di Caprio), ricco proprietario terriero che fra le varie cose possiede un maggiordomo ne*ro razzista verso i ne*ri (un truccatissimo e abile Samuel L. Jackson).
La trama, comunque avvincente e articolata, è fondamentalmente un pretesto per riempire questo film con virtuosismi, citazioni e colonne sonore.
Credo che sia uno dei film con più colonne sonore che abbia mai visto, spazia dal country al rap con disinvoltura, un po' troppo rap per i miei gusti, certo è un film su i ne*ri porca puttana, ma un pezzo rappato ci stava pure troppo, ma due o più sono fottutamente fuori posto!
Le citazioni, in pieno stile tarantiniano, si affollano in questo film, alcune mi sono sfuggite, altre possono essere colte come la presenza dell'originale Django di Franco Nero o il finale dell'insulto troncato alla buono il brutto e il cattivo. Chiamatemi pazzo, ma io ho la piena convinzione che il maggiordomo razzista sia stato recitato in maniera da essere un omaggio al Bif invecchiato di Ritorno al futuro II.
Le spacconate sono innumerevoli e c'è spazio per grasse grassissime risate, specie con la presa in giro del gruppo di antesignani membri del Ku Klux Klan.
Cristoph Waltz, il colonnello Landa del precedente film, questa volta sta dalla parte dei buoni, pur conservando un carattere di bizzarria e di stile dell'aristocratico e colto chiaramente fuori contesto in una terra di violenti razzisti. In Bastardi senza gloria c'erano i nazisti, qui i latifondisti del sud e le differenze sono davvero poche.
Il cattivo è passato fra le mani di Leonardo di Caprio, che ha preso il suo posto e si ritrova a gestire il ruolo del colonnello Landa, simile in alcuni punti ma non in tutti. Il personaggio di Di Caprio non ha la preparazione intellettuale del colonnello Landa, ma ha quella leggera vena sadica dell'omonimo e in più quella doppia faccia che lo porta a essere amabile e ospitale quando si trova di fronte a persone che ritiene amichevoli, passando poi a infame quando deve schiacciarli.
Il film, aldilà di tutti questi spunti mette a confronto grandissimi attori, la cui performance mi ha riempito di dubbi riguardo a chi fosse il più bravo da meritare l'Oscar a miglior attore non protagonista, Oscar che è andato per la seconda volta a Cristoph Waltz, che deve ringraziare Tarantino per i successi degli ultimi suoi film e viceversa.
Questo è anche l'ennesima prova che Leonardo di Caprio sia l'attore più fottutamente sfortunato di Hollywood, un ottimo attore che ogni volta si vede soffiare la statuetta perchè ha avuto la sfiga di capitare in gara con uno più bravo di lui. Avrei anche qualche dubbio su questa premiazione, dato che sono stati tuti e due eccezionali nel film e, francamente, io avrei candidato all'Oscar pure Samuel L. Jackson.
Il film procede in maniera eccellente fino alla fine, tranne che per gli ultimi venti minuti. Già nel secondo tempo il film subisce un chiaro rallentamento e una serie di contorte pianificazioni da parte di Django e il collega per liberare la moglie del primo, che poi si rivelano inutili. Questo rallentamento giustificava la preziosa e godibile entrata in scena di Di Caprio, bravissimo e con a disposizione un personaggio creato in maniera intrigante che ti permetteva di chiudere un occhio. Questi venti minuti in più sono stati un allungamento inutile del film, un'opportunità per ficcarci dentro altre citazioni che in gran parte non ho saputo apprezzare tranne l'ultima. Vedere il cameo di Tarantino non è valsa la pena, specie se vediamo un Dajngo che poco dopo, in virtù di una citazione che mi risulta oscura, decide di togliere la sella e le staffe e cavalcare a pelo.
Voto 7,5/10 (la versione originale probabilmente raggiunge l'8 pieno).
giovedì 7 marzo 2013
L'educazione siberiana
Finalmente ho trovato un film che mi aveva intrigato nel trailer e che non è venuto meno alle mie aspettative!
Questo film mi attirava grazie al contesto di ambientazione e all'attore principale, il vero protagonista sostanzialmente, nonno Kuzja, interprettato da un altrettanto tosto John Malkovich.
Sia il contesto che l'attore hanno fatto la loro parte, ma il film si rivela interessante e ben fatto per anche altri eccellenti motivi.
La storia è ambientata- grazie a numerosi salti temporali e flashback fra l'epoca prima, durante e dopo il Muro di Berlino - in diversi periodi nella storia dell'URSS, poi Federazione Russa e relativi ex staterelli satelliti e parla delle vicende di due importanti rappresentanti del clan-famiglia dei Siberiani. L'intreccio si svolge in uno di questi staterelli satelliti per l'appunto, la Moldova, un' area arretrata e selvaggia dell'Unione Sovietica, che continua a rispettare le sue trazioni violente e arcaiche, in aperto sfregio dei confronti delle istituzioni vecchie e nuove.
I Siberiani, il cui capostipite è per l'appunto nonno Kujza, non sono dei semplici briganti.
Uccidono, ma solo chi merita quando ha compiuto ladrocinio, spaccio, tradimento o assassinio di innocenti; rubano, ma solo i soldi di chi ha a sua volta rubato secondo loro; disprezzano il denaro, rifiutano di accumularlo in casa o in banca e se lo usano è per il sostentamento minimo.
Sono fieri, autoritari e rispettati e in perenna lotta contro lo Stato, capitalista o comunista che sia e contro i clan rivali, specie quelli che ricorrono a mezzi immorali per procacciare soldi e potere.
Oltre alla vita e agli insegnamenti del nonno, il film si dedica all'infanzia e, in seguito fanciullezza e maturità degli amici Gagarin, irruento e spregiudicato e Kolima, più pacato (ma aggressivo alla bisogna!) e scrupoloso. I due amici avranno destini e storie diverse per colpa di una serie di trascorsi, si separeranno, litigheranno e si ricongiungeranno alla fine del film.
Grande pregio della pellicola è la completa immersione nella realtà rurale di un ex stato sovietico. La Moldavia è una terra di frontiera, spietata, in continuo fermento, si trova a subire le pressioni da parte della storia, dal mondo al di fuori di essa, viene attraversata dal comunismo e poi dal capitalismo, subendo il peggio di entrambi.
I siberiani si pongono come unico baluardo nei confronti del progresso, progresso che vedono inevitabilmente come negativo, dato che quello che arriva della moderrnità in Moldova è in genere il peggio.
Klolima e Kujza si oppongono a tutto questo, mentre Gagarin assorbe come una spugna il peggio di entrambi i mondi, la furia cieca del comunismo e l'avidità senza valori del capitalismo.
Eppure l'amicizia di Kolima e Gagarin regge, sono due nemici che si rispettano, perfino Gagarin, che non crede in niente e passa sopra a tutto, riesce a vedere ancora Kolima come l'unico amico che abbia mai avuto.
Il tutto viene portato avanti da sequenze che mostrano cosa succede prima e dopo il crollo del muro di Berlino, mostrano Kolima e Gagarin e i loro amici quando erano piccoli e li mostra da adulti, il tutto accompagnato da una colonna sonora potente che accompagna le vicende dall'inizio alla fine, spaziando dalle ballate a suon di violino allegro, ma con un pizzico di malinconia, al rock pesante che non guarda in faccia a nessuno.
Qualche pezzo manca rispetto al libro, che non ho letto, spiccano alcuni ambiti che nel testo originale erano stati chiaramente approfonditi ma la loro mancanza non fa emergere un film deturpato, che invece procede in maniera liscia e intrigante dall'inizio alla fine.
Oltretutto un'ultima nota di merito è legata al fatto che il film, pur narrando di un ambiente assai spietato e in un periodo dove lo splatter va da paura, è relativamente poco violento.
Non che io sia particolarmente pauroso in questi casi, ma ho apprezzato questa sobrietà abbastanza in controtendenza.
Voto 9/10
Questo film mi attirava grazie al contesto di ambientazione e all'attore principale, il vero protagonista sostanzialmente, nonno Kuzja, interprettato da un altrettanto tosto John Malkovich.
Sia il contesto che l'attore hanno fatto la loro parte, ma il film si rivela interessante e ben fatto per anche altri eccellenti motivi.
La storia è ambientata- grazie a numerosi salti temporali e flashback fra l'epoca prima, durante e dopo il Muro di Berlino - in diversi periodi nella storia dell'URSS, poi Federazione Russa e relativi ex staterelli satelliti e parla delle vicende di due importanti rappresentanti del clan-famiglia dei Siberiani. L'intreccio si svolge in uno di questi staterelli satelliti per l'appunto, la Moldova, un' area arretrata e selvaggia dell'Unione Sovietica, che continua a rispettare le sue trazioni violente e arcaiche, in aperto sfregio dei confronti delle istituzioni vecchie e nuove.
I Siberiani, il cui capostipite è per l'appunto nonno Kujza, non sono dei semplici briganti.
Uccidono, ma solo chi merita quando ha compiuto ladrocinio, spaccio, tradimento o assassinio di innocenti; rubano, ma solo i soldi di chi ha a sua volta rubato secondo loro; disprezzano il denaro, rifiutano di accumularlo in casa o in banca e se lo usano è per il sostentamento minimo.
Sono fieri, autoritari e rispettati e in perenna lotta contro lo Stato, capitalista o comunista che sia e contro i clan rivali, specie quelli che ricorrono a mezzi immorali per procacciare soldi e potere.
Oltre alla vita e agli insegnamenti del nonno, il film si dedica all'infanzia e, in seguito fanciullezza e maturità degli amici Gagarin, irruento e spregiudicato e Kolima, più pacato (ma aggressivo alla bisogna!) e scrupoloso. I due amici avranno destini e storie diverse per colpa di una serie di trascorsi, si separeranno, litigheranno e si ricongiungeranno alla fine del film.
Grande pregio della pellicola è la completa immersione nella realtà rurale di un ex stato sovietico. La Moldavia è una terra di frontiera, spietata, in continuo fermento, si trova a subire le pressioni da parte della storia, dal mondo al di fuori di essa, viene attraversata dal comunismo e poi dal capitalismo, subendo il peggio di entrambi.
I siberiani si pongono come unico baluardo nei confronti del progresso, progresso che vedono inevitabilmente come negativo, dato che quello che arriva della moderrnità in Moldova è in genere il peggio.
Klolima e Kujza si oppongono a tutto questo, mentre Gagarin assorbe come una spugna il peggio di entrambi i mondi, la furia cieca del comunismo e l'avidità senza valori del capitalismo.
Eppure l'amicizia di Kolima e Gagarin regge, sono due nemici che si rispettano, perfino Gagarin, che non crede in niente e passa sopra a tutto, riesce a vedere ancora Kolima come l'unico amico che abbia mai avuto.
Il tutto viene portato avanti da sequenze che mostrano cosa succede prima e dopo il crollo del muro di Berlino, mostrano Kolima e Gagarin e i loro amici quando erano piccoli e li mostra da adulti, il tutto accompagnato da una colonna sonora potente che accompagna le vicende dall'inizio alla fine, spaziando dalle ballate a suon di violino allegro, ma con un pizzico di malinconia, al rock pesante che non guarda in faccia a nessuno.
Qualche pezzo manca rispetto al libro, che non ho letto, spiccano alcuni ambiti che nel testo originale erano stati chiaramente approfonditi ma la loro mancanza non fa emergere un film deturpato, che invece procede in maniera liscia e intrigante dall'inizio alla fine.
Oltretutto un'ultima nota di merito è legata al fatto che il film, pur narrando di un ambiente assai spietato e in un periodo dove lo splatter va da paura, è relativamente poco violento.
Non che io sia particolarmente pauroso in questi casi, ma ho apprezzato questa sobrietà abbastanza in controtendenza.
Voto 9/10
mercoledì 6 marzo 2013
Toto papa
Con Chazez morto, la mia iniziale ipotesi a scazzo del papa sudamericano inizia a farsi concreta.
Voi su chi scommettete? Il papa nero è un utopia per ora, al massimo sarà mulatto o creolo perchè gli africani sono troppo sfigati.
Apriamo il toto papa!
Voi su chi scommettete? Il papa nero è un utopia per ora, al massimo sarà mulatto o creolo perchè gli africani sono troppo sfigati.
Apriamo il toto papa!
martedì 5 marzo 2013
Un po' di storia
Siccome c'è tanta ignoranza in giro di questi tempi vorrei proporre un po' di ripasso di storia, dato che la gente parla e straparla senza avere idea di ciò che dice. E no, mi dispiace ma leggere la pagina su wikipedia non basta, bisogna sempre approfondire e non ridurre la ricerca di informazioni a un sito e al primo blog del cazzo che incontrate, compreso questo qui.
La storia è importante perchè può essere molto spassosa, se studiata con passione, intelligenza e lucidità. È spassosa perchè, quando succede qualcosa di importante nel mondo o nel proprio Paese, mentre tutti gli altri peones si strappano i capelli e pubblicano post apocalittici sulle proprie bacheche, come se fosse la più grande tragedia di tutti i tempi, voi sapete già che in genere è roba già vista.
La storia si ripete, cambiano i colori, i capelli, i vestiti e supporti grafici, ma spesso è sempre la stessa roba.
O almeno succede con l'italia, che rispetto a paesi che vanno sulla Luna a volte ricade nel sistema tolemaico.
Per farvela facile, vi dico subito le ricorrenze fondamentali. Alcune cose ricorrono alla perfezione, altre sono un po' forzate e vanno fatti i doverosi distinguo.
Anni '40.
Mussolini al potere. Capo carismatico, decisionista. trasformista e abile nel turlupinare milioni di fessi grazie ad acrobazie dialettiche e utilizzando i mezzi di comunicazione.
Tanto bravo a prendere il potere e a mantenerlo con altre acrobazie dialettiche e mediatiche, peccato che il ruolo di statista non se lo giochi tanto bene. In fondo è molto simile al nostro Berlusconi. Mussolini come Berlusconi è stato bravissimo a ottenere il potere e avrebbe probabilmente governato fino alla sua morte se non avesse fatto le cazzate che ha fatto.
Certo, almeno Mussolini è riuscito a bonificare l'Agro Pontino mentre Berlusconi non ha manco finito il suo inutile ponte sullo stretto, però possiamo dire che tutti e due hanno governato beati e felici, facendo danni all'economia del Paese e sono stati mandati affanculo non dagli italiani stessi, che erano troppo beoti per capirlo e/o avere la forza per farlo, ma da altri Paesi che hanno deciso di smuoversi perchè l'Italia era economicamente inutile, ma strategicamente fondamentale in Europa. Mussolini è stato cacciato dagli americani, Berlusconi dai tedeschi, sicuramente in questo modo siamo passati dall'essere schiavi di un dittatore a essere schiavi di altri nazioni, ma francamente io la vedo come un lieve progresso.
Come furono cacciati Mussolini e Berlusconi?
Un po' alla volta.
Entrambi avevano un paese alla sfascio che stava subendo pressioni esterne(militari nel caso degli americani ieri, economiche nel caso dei tedeschi oggi) e furono esautorati dai loro stessi luogotenenti incapaci e servili, incapaci e servili almeno fino a quando il capo era forte.
Cosa hanno fatto gli italiani a quel punto, sebbene in situazioni diverse fra quelli del '43 e quelli del 2011?
Niente, perchè il popolo italiano ha continuato a non fare niente, non ha avuto il coraggio di fare la rivoluzione, le forze politiche non hanno avuto le palle di creare un nuovo governo.
Cosa hanno fatto?
Hanno chiamato il tecnico, una persona convocata in tempi di crisi per risolvere problemi gravi in corso: Badoglio/Monti.
Tutti e due sono stati convocati perchè mancavano le palle per fare un nuovo Governo, tutti e due piacevano alla forza straniera che ci voleva schiavizzare al posto di Mussolini/Berlusconi.
Tutti è due non hanno minimamente risolto la situazione, hanno solo fatto una figura barbina. Certo, Monti si è dimostrato gravemente inadatto ,anche se non giungerà mai ai livelli di incompetenza del Maresciallo Badoglio.
Cosa succedeva nel frattempo?
Nasce il Movimento poi Partito dell'Uomo Qualunque.
Il termine qualunquista è oggi abusato senza cognizione di causa, ne parlano i politici, che sono ignoranti e lo menzionano i cittadini, altrettanto ignoranti.
Il qualunquismo è un movimento che si pone fra fascismo e comunismo, attaccandoli entrambi e puntando al rinnovamento morale prima che politico, parte come satira feroce nei confronti del mondo politico e qualcuno sostiene che comunque sia una maschera usata da fascisti che cercano di nasconderlo.
VI RICORDA QUALCUNO? Dai, questa la dovete indovinare voi.
A differenza del suo omologo contemporaneo il Partito dell'Uomo Qualunque non raggiungerà percentuali che gli permettano di governare, ma rimarrà un humus culturale che durerà a lungo, fino ai giorni nostri.
Questo famoso qualcuno che oggi si atteggia a leader anche se dice che non è un leader, che non vuole i Partiti anche se ha fatto un Partito, deve mettersi in testa che non ha fondato niente di nuovo. I politici che lo accusano di qualunquisto lo accusano di ciò che è veramente. Certo, il problema è che i politici dicono qualunquista senza avere idea di cosa dicono e senza prendersi la briga di spiegarlo, dato che gli italiani hanno bisogno dell'insegnante di sostegno. Cose che capitano.
Torniamo alle somiglianze.
La guerra finisce, si vota per decidere se restare con la monarchia o passare alla Repubblica.
La monarchia uscente è quella dei Savoia, una delle dinastie reale d'Europa più ridicole degli ultimi 100 anni.
I Savoia sono coloro che avevano accettato Mussolini, nel nome del quale avevano deciso di entrare in guerra facendo anche una lunga serie di figure di merda che ancora ci costano le prese per il culo da parte degli altri paesi del mondo, perfino da parte della Francia, che si dimostrò militarmente inetta anche più di noi, ma che ha avuto la fortuna di stare nell'Alleanza giusta.
La Repubblica vince, Ma di poco.
Da poco è successo qualcosa di molto simile, dato che la Coalizioneche ci ha causato tanti problemi la seconda in Parlamento.
Questa è l'Italia.
Un paese idiota che ricade in continuazione nell mani di colui che l'ha rovinato.
La storia è importante perchè può essere molto spassosa, se studiata con passione, intelligenza e lucidità. È spassosa perchè, quando succede qualcosa di importante nel mondo o nel proprio Paese, mentre tutti gli altri peones si strappano i capelli e pubblicano post apocalittici sulle proprie bacheche, come se fosse la più grande tragedia di tutti i tempi, voi sapete già che in genere è roba già vista.
La storia si ripete, cambiano i colori, i capelli, i vestiti e supporti grafici, ma spesso è sempre la stessa roba.
O almeno succede con l'italia, che rispetto a paesi che vanno sulla Luna a volte ricade nel sistema tolemaico.
Per farvela facile, vi dico subito le ricorrenze fondamentali. Alcune cose ricorrono alla perfezione, altre sono un po' forzate e vanno fatti i doverosi distinguo.
Anni '40.
Mussolini al potere. Capo carismatico, decisionista. trasformista e abile nel turlupinare milioni di fessi grazie ad acrobazie dialettiche e utilizzando i mezzi di comunicazione.
Tanto bravo a prendere il potere e a mantenerlo con altre acrobazie dialettiche e mediatiche, peccato che il ruolo di statista non se lo giochi tanto bene. In fondo è molto simile al nostro Berlusconi. Mussolini come Berlusconi è stato bravissimo a ottenere il potere e avrebbe probabilmente governato fino alla sua morte se non avesse fatto le cazzate che ha fatto.
Certo, almeno Mussolini è riuscito a bonificare l'Agro Pontino mentre Berlusconi non ha manco finito il suo inutile ponte sullo stretto, però possiamo dire che tutti e due hanno governato beati e felici, facendo danni all'economia del Paese e sono stati mandati affanculo non dagli italiani stessi, che erano troppo beoti per capirlo e/o avere la forza per farlo, ma da altri Paesi che hanno deciso di smuoversi perchè l'Italia era economicamente inutile, ma strategicamente fondamentale in Europa. Mussolini è stato cacciato dagli americani, Berlusconi dai tedeschi, sicuramente in questo modo siamo passati dall'essere schiavi di un dittatore a essere schiavi di altri nazioni, ma francamente io la vedo come un lieve progresso.
Come furono cacciati Mussolini e Berlusconi?
Un po' alla volta.
Entrambi avevano un paese alla sfascio che stava subendo pressioni esterne(militari nel caso degli americani ieri, economiche nel caso dei tedeschi oggi) e furono esautorati dai loro stessi luogotenenti incapaci e servili, incapaci e servili almeno fino a quando il capo era forte.
Cosa hanno fatto gli italiani a quel punto, sebbene in situazioni diverse fra quelli del '43 e quelli del 2011?
Niente, perchè il popolo italiano ha continuato a non fare niente, non ha avuto il coraggio di fare la rivoluzione, le forze politiche non hanno avuto le palle di creare un nuovo governo.
Cosa hanno fatto?
Hanno chiamato il tecnico, una persona convocata in tempi di crisi per risolvere problemi gravi in corso: Badoglio/Monti.
Tutti e due sono stati convocati perchè mancavano le palle per fare un nuovo Governo, tutti e due piacevano alla forza straniera che ci voleva schiavizzare al posto di Mussolini/Berlusconi.
Tutti è due non hanno minimamente risolto la situazione, hanno solo fatto una figura barbina. Certo, Monti si è dimostrato gravemente inadatto ,anche se non giungerà mai ai livelli di incompetenza del Maresciallo Badoglio.
Cosa succedeva nel frattempo?
Nasce il Movimento poi Partito dell'Uomo Qualunque.
Il termine qualunquista è oggi abusato senza cognizione di causa, ne parlano i politici, che sono ignoranti e lo menzionano i cittadini, altrettanto ignoranti.
Il qualunquismo è un movimento che si pone fra fascismo e comunismo, attaccandoli entrambi e puntando al rinnovamento morale prima che politico, parte come satira feroce nei confronti del mondo politico e qualcuno sostiene che comunque sia una maschera usata da fascisti che cercano di nasconderlo.
VI RICORDA QUALCUNO? Dai, questa la dovete indovinare voi.
A differenza del suo omologo contemporaneo il Partito dell'Uomo Qualunque non raggiungerà percentuali che gli permettano di governare, ma rimarrà un humus culturale che durerà a lungo, fino ai giorni nostri.
Questo famoso qualcuno che oggi si atteggia a leader anche se dice che non è un leader, che non vuole i Partiti anche se ha fatto un Partito, deve mettersi in testa che non ha fondato niente di nuovo. I politici che lo accusano di qualunquisto lo accusano di ciò che è veramente. Certo, il problema è che i politici dicono qualunquista senza avere idea di cosa dicono e senza prendersi la briga di spiegarlo, dato che gli italiani hanno bisogno dell'insegnante di sostegno. Cose che capitano.
Torniamo alle somiglianze.
La guerra finisce, si vota per decidere se restare con la monarchia o passare alla Repubblica.
La monarchia uscente è quella dei Savoia, una delle dinastie reale d'Europa più ridicole degli ultimi 100 anni.
I Savoia sono coloro che avevano accettato Mussolini, nel nome del quale avevano deciso di entrare in guerra facendo anche una lunga serie di figure di merda che ancora ci costano le prese per il culo da parte degli altri paesi del mondo, perfino da parte della Francia, che si dimostrò militarmente inetta anche più di noi, ma che ha avuto la fortuna di stare nell'Alleanza giusta.
La Repubblica vince, Ma di poco.
Da poco è successo qualcosa di molto simile, dato che la Coalizioneche ci ha causato tanti problemi la seconda in Parlamento.
Questa è l'Italia.
Un paese idiota che ricade in continuazione nell mani di colui che l'ha rovinato.
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martedì 26 febbraio 2013
La madre degli idioti è sempre incinta
Diciamo che le elezioni hanno fatto pena.
Certo, Berlusconi, non sta alla Camera, ma ha il Senato e il fatto che il PdL non sia stato stracciato è un'ennesima dimostrazione di quanto siano stupidi gli italiani.
Casini ha finalmente preso una sonora mazzata, probabilmente attribuibile alla mancanza del Papa proprio in questo periodo, che ha deciso di andarsene proprio quando i suoi piccoli cattolici avevano bisogno della poppata. Monti ce lo siamo levato per un paio di anni e sta bene dove sta.
Resta il fatto che le elezioni hanno fatto schifo.
Il M5S ha senz'altro delle proposte intelligenti nel suo programma, potrebbe essere la famosa salvezza d'Italia, ma potrebbe anche fare la fine della Lega, un partito popolare nato dal basso di ignoranti che andò in tilt appena ha messo il naso sui soldi dello Stato.
Il punto non è tanto il Movimento 5 Stelle.
Neanche Grillo, dato che ci rassicura in continuazione che non è il leader del partito e che non si occuperà della politica italiana (sì, come no, ci crediamo tutti).
Il problema sono i grillini, che si atteggiano a difensori della democrazia, ma finiscono a ripetere a manetta la lezioncina del capo.
Due giorni di elezioni e già li becchiamo a fare cappellate.
Ieri c'erano i geni che andavano a votare in cabina e leccavano la matita, il cui delirio paranoide è stato ben rappresentato da Grillo che si presenta al seggo con la sua matita perchè non si fida di quella che ti danno gli scrutatori.
A parte il fatto che essere così in malafede nei confronti delle istituzioni è una caratteristica di coloro che poi iniziano a cercare di metterlo nel culo delle istituzioni.
Facciamo finta che sia vero che la matita del seggio non sia indelebile.
Facciamo finta che uno vota Grillo con questa matita e tutti gli scrutatori del seggio si mettono a controllare le schede, a cancellare la x su Grillo e metterla sui Partiti.
Cancellare è un'operazione laboriosa, dove devi cancellare bene, ripulire i residue di gomma e stare attento a non lasciare il segno; e poi metti la x su un altro Partito o lasci in bianco.
È un lavorone!
Ti pare che ci siano degli addetti allo spoglio schede che, per la bellezza di 3 euro all'ora, si accollino il rischio di essere beccati da chi controlla e vadano perdipiù a fare un lavoro che impiega almeno il doppio del lavoro?
Follia completa.
Ora, Grillo avrà detto sta' cazzata per buttare benzina sul fuoco, lui non è cretino, ma i suoi seguaci sì.
Intere file di coglioni che escono dai seggi con la lingua nera come nel Nome della Rosa.
Che spettacolo!
Altra cappellata. Qualche coglione ha votato e, col petto gonfio d'orgoglio, ha voluto scattare una foto del suo voto, postandola sul suo profilo di fakebook. Per questa cazzatina la gente rischia un paio di mesi di prigione per sospetto voto di scambio. Francamente credo che una persona simile dovrebbe farseli un paio di mesi di prigione. Non per sospetto di voto di scambio, ma per stupidità profonda!
Ultima cappellata.
Nelle Regionali del Lezio c'era la possibilità di mettere la preferenza.
Una buona parte delle schede M5S (giustamente!) dovrebbe essere annullata perchè i geni in questione hanno scritto fra le preferenze il nome di Grillo.
E Grillo non sta nelle liste M5S, come dice spesso.
Ovviamente i grillini frignano, dicendo che non è giusto.
Cominciamo bene, ma non eravate per l'onestà?
Già dalla prima prova elettorale iniziate a compiere infrazioni alle regole e pretendete di avere ragione?
Che poi vogliamo parlare di quanto dimostrate di essere idioti nello scrivere Grillo, contravvenendo alle chiare istruzioni del boss.
Delle 2 l'una.
O Grillo ha uno stile di leader leggermente dittatoriale, per il quale la gente lo definisce leadr anche quando lui non lo chiede.
Oppure siete idioti.
Certo, Berlusconi, non sta alla Camera, ma ha il Senato e il fatto che il PdL non sia stato stracciato è un'ennesima dimostrazione di quanto siano stupidi gli italiani.
Casini ha finalmente preso una sonora mazzata, probabilmente attribuibile alla mancanza del Papa proprio in questo periodo, che ha deciso di andarsene proprio quando i suoi piccoli cattolici avevano bisogno della poppata. Monti ce lo siamo levato per un paio di anni e sta bene dove sta.
Resta il fatto che le elezioni hanno fatto schifo.
Il M5S ha senz'altro delle proposte intelligenti nel suo programma, potrebbe essere la famosa salvezza d'Italia, ma potrebbe anche fare la fine della Lega, un partito popolare nato dal basso di ignoranti che andò in tilt appena ha messo il naso sui soldi dello Stato.
Il punto non è tanto il Movimento 5 Stelle.
Neanche Grillo, dato che ci rassicura in continuazione che non è il leader del partito e che non si occuperà della politica italiana (sì, come no, ci crediamo tutti).
Il problema sono i grillini, che si atteggiano a difensori della democrazia, ma finiscono a ripetere a manetta la lezioncina del capo.
Due giorni di elezioni e già li becchiamo a fare cappellate.
Ieri c'erano i geni che andavano a votare in cabina e leccavano la matita, il cui delirio paranoide è stato ben rappresentato da Grillo che si presenta al seggo con la sua matita perchè non si fida di quella che ti danno gli scrutatori.
A parte il fatto che essere così in malafede nei confronti delle istituzioni è una caratteristica di coloro che poi iniziano a cercare di metterlo nel culo delle istituzioni.
Facciamo finta che sia vero che la matita del seggio non sia indelebile.
Facciamo finta che uno vota Grillo con questa matita e tutti gli scrutatori del seggio si mettono a controllare le schede, a cancellare la x su Grillo e metterla sui Partiti.
Cancellare è un'operazione laboriosa, dove devi cancellare bene, ripulire i residue di gomma e stare attento a non lasciare il segno; e poi metti la x su un altro Partito o lasci in bianco.
È un lavorone!
Ti pare che ci siano degli addetti allo spoglio schede che, per la bellezza di 3 euro all'ora, si accollino il rischio di essere beccati da chi controlla e vadano perdipiù a fare un lavoro che impiega almeno il doppio del lavoro?
Follia completa.
Ora, Grillo avrà detto sta' cazzata per buttare benzina sul fuoco, lui non è cretino, ma i suoi seguaci sì.
Intere file di coglioni che escono dai seggi con la lingua nera come nel Nome della Rosa.
Che spettacolo!
Altra cappellata. Qualche coglione ha votato e, col petto gonfio d'orgoglio, ha voluto scattare una foto del suo voto, postandola sul suo profilo di fakebook. Per questa cazzatina la gente rischia un paio di mesi di prigione per sospetto voto di scambio. Francamente credo che una persona simile dovrebbe farseli un paio di mesi di prigione. Non per sospetto di voto di scambio, ma per stupidità profonda!
Ultima cappellata.
Nelle Regionali del Lezio c'era la possibilità di mettere la preferenza.
Una buona parte delle schede M5S (giustamente!) dovrebbe essere annullata perchè i geni in questione hanno scritto fra le preferenze il nome di Grillo.
E Grillo non sta nelle liste M5S, come dice spesso.
Ovviamente i grillini frignano, dicendo che non è giusto.
Cominciamo bene, ma non eravate per l'onestà?
Già dalla prima prova elettorale iniziate a compiere infrazioni alle regole e pretendete di avere ragione?
Che poi vogliamo parlare di quanto dimostrate di essere idioti nello scrivere Grillo, contravvenendo alle chiare istruzioni del boss.
Delle 2 l'una.
O Grillo ha uno stile di leader leggermente dittatoriale, per il quale la gente lo definisce leadr anche quando lui non lo chiede.
Oppure siete idioti.
domenica 24 febbraio 2013
Pronostici
Ho votato, non dico per chi, come ha voluto fieramente sbandierare su fakebook in questi giorni facendomi due palle così invece che parlare di tette e maltrattamento degli animali come fanno le persone per bene durante tutto l'anno.
Il mio pessimismo a riguardo è medio e vorrei condividerlo con queste mie previsioni.
Iniziamo da chi ne soffrità di più e con più probabilità.
Fermiamo il declino e Rivoluzione civile in coda.
Trattasi dei due movimenti che, per ragioni esibizionistiche o più o meno valide, hanno deciso di correre da soli contro partiti più grandi. Il Partito di Giannino sarà probabilmente quello in fondo a tutti, Giannino si riciclerà come buffone di corte e lo rivedremo fra qualche anno.
Ingroia andrà sicuramente un po' meglio, probabilmente supererà lo sbarramento. Lui, che almeno una Laurea vera ce l'ha, se dovesse andare male dovrebbe riciclarsi più facilmente e in minor tempo. Salvo rappresaglie da parte dei vincitori, comunque poco probabili.
Forza Nuova/Casa Pound e cagate simili vs. Lista Civica per Monti.
È un autentico piacere per me menzionarli insieme, godo all'idea di quanto rosicherebbe un forzanuovista nell'essere inserito accanto alla lista montiana.
Li ho messi insieme perchè, anche se diametralmente opposti, avranno delle percentuali simili.
I fascisti, in quanto partito ridicolo, da sempre si attestano su percentuali significative, ma non alte per fortuna, probabilmente avranno attirato voti di parecchi disperati/sfigati/arrabbiati in questo periodo, anche se una parte importante di tali disperati/sfigati/arrabbiati è stata scippata dal M5S. Monti da parte sua, che nel suo Partitello ha messo insieme Fini e Casini e altri moderati del cazzo, deve fare i conti con l'essere attualmente la persona più odiata dopo Adolf Hitler e Pistorius. Del resto l'odio per Monti in larga parte meritato: il suo governo è stato effettivamente mediocre, senza contare che era stato chiamato come tecnico e non si è fatto da parte dopo quello o sbagliato, giusto o sbagliato che sia. Sicuramente Monti otterrà qualche voto in più degli sfigati neri, più che altro grazie al ritardo mentale degli elettori cattolici che ha portato casini ma lo stacco coi fasci sarà di 5-8 punti percentuali al massimo.
In caso di inevitabile sconfitta, Monti tornerà all'Università, Casini riesce sempre a stare a galla, Fini ha deciso di fare harakiri politico e di sparire per sempre. Ma non si annoierà, ve l'assicuro.
Veniamo ai primi 3 partiti, quelli con più incognite su chi prevarrà: PD, PdL e M5S.
Gli ultimi sondaggi li vedono nell'ordine in cui li ho nominati.
Ma io sono pessimista.
Il ritardo mentale degli italiani è da sempre il più grande alleato della Destra, quindi parlo sia di Berlusconi che di Grillo. E anche di una parte di qualche rappresentante del PD, solo che oltre a essere di Destra mancano di Carisma.
Lo scherzetto della restituzione dell'IMU è sicuramente qualcosa in cui i polli credono.
Nessuno del PD ha messo in chiaro che, grazie agli imbecilli che ci hanno creduto, le poste sono state intasate da ritardati che speravano di avere da subito il rimborso.
Qui non c'entra la polemica sul fatto che quello di Berlusconi è un voto di scambio, tutti i Partiti ricorrono al voto di scambio, solo che Berlusconi vi ricorre in mahiera aperta e più diffusa di altri. La cosa grave è che con questo suo scherzetto migliaia di persone hanno dovuto perdere tempo nelle già imbarazzanti file delle poste italiane per colpa di gente che non avrebbe il diritto di uscire di casa causa stupidità.
E se il PD non ha detto niente, manco Grillo l'ha fatto, dato che la stragrande maggioranza delle sue forze le usa per criticare la Sinistra e quasi mai Berlusconi.
Il peggiore scenario politico che immagino e non trovo neanche troppo improbabile è il seguente: Berlusconi rivince grazie ai soliti trucchetti, seguito da grillo e i suoi sfigati/disperati/arrabbiati e in fondo il PD, colpevole della solita poca incisività.
Una tragedia.
Il mio pessimismo a riguardo è medio e vorrei condividerlo con queste mie previsioni.
Iniziamo da chi ne soffrità di più e con più probabilità.
Fermiamo il declino e Rivoluzione civile in coda.
Trattasi dei due movimenti che, per ragioni esibizionistiche o più o meno valide, hanno deciso di correre da soli contro partiti più grandi. Il Partito di Giannino sarà probabilmente quello in fondo a tutti, Giannino si riciclerà come buffone di corte e lo rivedremo fra qualche anno.
Ingroia andrà sicuramente un po' meglio, probabilmente supererà lo sbarramento. Lui, che almeno una Laurea vera ce l'ha, se dovesse andare male dovrebbe riciclarsi più facilmente e in minor tempo. Salvo rappresaglie da parte dei vincitori, comunque poco probabili.
Forza Nuova/Casa Pound e cagate simili vs. Lista Civica per Monti.
È un autentico piacere per me menzionarli insieme, godo all'idea di quanto rosicherebbe un forzanuovista nell'essere inserito accanto alla lista montiana.
Li ho messi insieme perchè, anche se diametralmente opposti, avranno delle percentuali simili.
I fascisti, in quanto partito ridicolo, da sempre si attestano su percentuali significative, ma non alte per fortuna, probabilmente avranno attirato voti di parecchi disperati/sfigati/arrabbiati in questo periodo, anche se una parte importante di tali disperati/sfigati/arrabbiati è stata scippata dal M5S. Monti da parte sua, che nel suo Partitello ha messo insieme Fini e Casini e altri moderati del cazzo, deve fare i conti con l'essere attualmente la persona più odiata dopo Adolf Hitler e Pistorius. Del resto l'odio per Monti in larga parte meritato: il suo governo è stato effettivamente mediocre, senza contare che era stato chiamato come tecnico e non si è fatto da parte dopo quello o sbagliato, giusto o sbagliato che sia. Sicuramente Monti otterrà qualche voto in più degli sfigati neri, più che altro grazie al ritardo mentale degli elettori cattolici che ha portato casini ma lo stacco coi fasci sarà di 5-8 punti percentuali al massimo.
In caso di inevitabile sconfitta, Monti tornerà all'Università, Casini riesce sempre a stare a galla, Fini ha deciso di fare harakiri politico e di sparire per sempre. Ma non si annoierà, ve l'assicuro.
Veniamo ai primi 3 partiti, quelli con più incognite su chi prevarrà: PD, PdL e M5S.
Gli ultimi sondaggi li vedono nell'ordine in cui li ho nominati.
Ma io sono pessimista.
Il ritardo mentale degli italiani è da sempre il più grande alleato della Destra, quindi parlo sia di Berlusconi che di Grillo. E anche di una parte di qualche rappresentante del PD, solo che oltre a essere di Destra mancano di Carisma.
Lo scherzetto della restituzione dell'IMU è sicuramente qualcosa in cui i polli credono.
Nessuno del PD ha messo in chiaro che, grazie agli imbecilli che ci hanno creduto, le poste sono state intasate da ritardati che speravano di avere da subito il rimborso.
Qui non c'entra la polemica sul fatto che quello di Berlusconi è un voto di scambio, tutti i Partiti ricorrono al voto di scambio, solo che Berlusconi vi ricorre in mahiera aperta e più diffusa di altri. La cosa grave è che con questo suo scherzetto migliaia di persone hanno dovuto perdere tempo nelle già imbarazzanti file delle poste italiane per colpa di gente che non avrebbe il diritto di uscire di casa causa stupidità.
E se il PD non ha detto niente, manco Grillo l'ha fatto, dato che la stragrande maggioranza delle sue forze le usa per criticare la Sinistra e quasi mai Berlusconi.
Il peggiore scenario politico che immagino e non trovo neanche troppo improbabile è il seguente: Berlusconi rivince grazie ai soliti trucchetti, seguito da grillo e i suoi sfigati/disperati/arrabbiati e in fondo il PD, colpevole della solita poca incisività.
Una tragedia.
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venerdì 22 febbraio 2013
Flight
Questo film mi titillava, a parte le pressioni di un'amica con una passione per l'areonautica civile (che siano a terra, che siano in volo, che siano guidati perfettamente o portati al disastro aereo, basta veda un jet di linea ed è una persona felice), mi titillava personalmente.
Forse perchè ho saggiamente scelto di non approfondire la trama oltre la visione del ben gestito trailer che l'ha sponsorizzato.
Avverto subito tutti che, per spiegare il mio giudizio sul film, dovrò spoilerarne il finale verso la fine del post.
William Wittaker (Denzel Washington) è un comandante di aerei di linea tosto ma dalla vita coniugale al termine, dedito all'alcolismo e a occasionale consumo di cocaina.
Gli capita ti presentarsi abbastanza ciucco alla partenza del volo e - indipendentemente da lui - si ritrova in una situazione critica dove l'aereo rischia di fracasciarsi al suolo.
Disastro annunciato, inevitabile.
Inspiegabilmente, contro ogni razionale previsione, riesce a fare un atterraggio di fortuna e a cavarsela con parecchi contusi (lui incluso) e solo 6 morti.
A quel punto parte l'inchiesta.
Da una parte i rappresentanti dei piloti lo proteggono, sostenendo che grazie a lui si sono salvati i passeggeri che altrimenti sarebbero tutti morti; dall'altra i costruttori e fornitori di pezzi di ricambio dell'aereo che sperano di addossare tutta la colpa al pilota per un disastro che sostengono essere inevitabile.
A quel punto c'è un intreccio di diverse esistenze, apparentemente slegate: da una parte quella del pilota-eroe e capro espiatorio, dall'altra una donna tossicomane. E John Goodman, personaggio intrigante quanto sfuggente.
Il film scorre in maniera fluida, incalzante e piacevole con una colonna sonora che dà la carica, dialoghi interessanti, anche se a tratti un po' artificiosi e un'ottima recitazione, sorretta da un'eccellente doppiaggio nella versione italiana, alternando momenti impegnati a quizzi demenziali.
La seconda parte del film mette in secondo piano il disastro aereo e si concentra sulla dipendenza di Denzel.
Il suo alcolismo è descritto con acume psicologico, da manuale, viene descritto il suo carattere labile, le ricadute, le risalite con i suoi sforzi di volontà che poi falliscono, la sua aggressività, i suoi tentativi manipolatori.
SPOILER
Il finale è a sorpresa, ma era probabilmente obbligato.
Zemeckis si era ritrovato di fronte a una scelta critica: buon finale vs. cattivo finale.
Il finale buono, con la guarigione dalla dipendenza, il reinserimento e la vita felice rosa-e-fiori era troppo stucchevole. Denzel ha una ricaduta, la mattina stessa dell'inchiesta è beccato ubriaco.
E qui viene John Goodman, che si rivela essere il suo pusher, quello che a ogni sbornia arrivava con la striscia di coca per rimetterlo in moto al 100%. C'era la possibilità che Wittaker si presentasse impeccabile al processo, lindo e sobrio grazie alla cocaina. Questo finale avrebbe attirato critiche infervorate da tutto il mondo, sarebbe stato forte, ma eticamente immondo.
A quel punto, ecco la scelta: la redenzione mediante la punizione.
Wittaker confessa il suo alcolismo, decide di farsi processare, di farsi mandare in prigione.
Lui ha salvato i passeggeri, ha evitato il disastro, ha compiuto il miracolo dove nessuno sarebbe riuscito.
Ma decide di pagare lo stesso, non per le vite che ha stroncato grazie alla sua abilità (invece le ha salvate), ma per le vite rovinato di chi era vicino a lui mentre era un alcolista.
Non si scappa alle proprie colpe, neanche quando sei un eroe.
Questo è il messaggio che passa spiacevolmente con questo film.
Un fatalismo protestante dei peggiori, il film è intriso di riferimenti religiosi da far schifo, questa è la più grave caduta di stile di tutto il film. Vediamo un Denzel Washington, che aveva resistito a una lunga serie di bigotti lungo tutto il corso del film, cedere alla fine del film e ringraziare Dio mentre era in prigione.
Questa sua uscita da baciapile masochista è pesata parecchio nel mio giudizio finale.
Peccato, tanto per rimanere in tema.
Voto
7/10
lunedì 18 febbraio 2013
Carota in bocca e bastone nel...
Uno spera che Berlusconi si sia abbastanza rincoglionito da dire grosse stronzate.
Il problema è che le elezioni italiane sono come il poker: se ci sono giocatori troppo bravi o troppo stupidi diventa tutto imprevedibile.
Se parliamo delle elezioni alla porte è ovvio che stiamo parlando di gente troppo stupida.
Il fatto che Berlusconi stia dicendo delle immani stronzate non significa che perderà, perchè l'elettorato italiano è composto in gran parte da idioti.
Come ben sappiamo, dopo aver avuto un periodo di vacanze separate, PdL e Lega si sono ricongiunte felicemente, con la stessa nonchalance con la quale una ragazza si rimette con l'ex dopo 6 mesi di vacanza-studio trascorsi rispettivamente a Cuba e Bangkok.
Ora già ricominciano le frecciatine.
Silvione, se per caso la Lega darà qualche problema in futuro dopo la sua vittoria, penserà a rimuovere le loro regioni-giocattolo del nord.
Il che è più che sacrosanto, anche se personalmente preferirei una pulizia etnica dei leghisti.
Peccato che lo dica proprio lui che è alleato con loro!
A questo punto tocca vedere quanti sono gli imbecilli coinvolti in questo caso.
Lui o tutti quanti?
Vediamo un po' i diversi scenari che mi vegono in mente.
Teniamo presente che qualcunque cosa faccia avrà almeno 5 milioni di coglioni che votano centro-destra.
Lui è imbecille e così si gioca la Lega.
Lui sa quello che dice e i leghisti sono completamente idioti e continuano a stare con lui, anche se dimostrano di essere quello che sono sempre stati: un partito senza dignità oltre che intelligenza o coerenza.
Lui sa quello che fa e i leghisti ci stanno perchè sono pagati e così dimostrano di avere dignità e un poco più di intelligenza.
Ultima possibilità, la più probabile e tipica nello stile berlusconiano: negherà tutto entro 3 giorni.
In ogni caso ciò è molto triste.
Il problema è che le elezioni italiane sono come il poker: se ci sono giocatori troppo bravi o troppo stupidi diventa tutto imprevedibile.
Se parliamo delle elezioni alla porte è ovvio che stiamo parlando di gente troppo stupida.
Il fatto che Berlusconi stia dicendo delle immani stronzate non significa che perderà, perchè l'elettorato italiano è composto in gran parte da idioti.
Come ben sappiamo, dopo aver avuto un periodo di vacanze separate, PdL e Lega si sono ricongiunte felicemente, con la stessa nonchalance con la quale una ragazza si rimette con l'ex dopo 6 mesi di vacanza-studio trascorsi rispettivamente a Cuba e Bangkok.
Ora già ricominciano le frecciatine.
Silvione, se per caso la Lega darà qualche problema in futuro dopo la sua vittoria, penserà a rimuovere le loro regioni-giocattolo del nord.
Il che è più che sacrosanto, anche se personalmente preferirei una pulizia etnica dei leghisti.
Peccato che lo dica proprio lui che è alleato con loro!
A questo punto tocca vedere quanti sono gli imbecilli coinvolti in questo caso.
Lui o tutti quanti?
Vediamo un po' i diversi scenari che mi vegono in mente.
Teniamo presente che qualcunque cosa faccia avrà almeno 5 milioni di coglioni che votano centro-destra.
Lui è imbecille e così si gioca la Lega.
Lui sa quello che dice e i leghisti sono completamente idioti e continuano a stare con lui, anche se dimostrano di essere quello che sono sempre stati: un partito senza dignità oltre che intelligenza o coerenza.
Lui sa quello che fa e i leghisti ci stanno perchè sono pagati e così dimostrano di avere dignità e un poco più di intelligenza.
Ultima possibilità, la più probabile e tipica nello stile berlusconiano: negherà tutto entro 3 giorni.
In ogni caso ciò è molto triste.
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mercoledì 13 febbraio 2013
Sorprese
È veramente curioso che, fra le tante notizie - belle, brutte, importanti e inutili - si sono sentite ultimamente, fossi spronato a dire di nuovo la mia da una notizia riguardante Sanremo, che solitamente (ma anche tuttora) riconduco all'ambito dell'inutile.
Perchè Sanremo è inutile, come ha giustamente detto Berlusconi.
Giustamente, perchè effettivamente ha ragione.
Giustamente, perchè Sanremo è uno di quegli eventi che verrebbero definiti (usare tale espressione mi porta a uno stato emotivo fra il divertito e il disperato) di sinistra. Quindi sia lui che tutti i suoi peones sono profondamente coerenti quando dicono che Sanremo è inutile, del resto l'inutilità di tale festival è decantata come in tutti gli altri noiosissimi sproloqui astiosi che fanno i più sugli sprechi dei soldi pubblici, discorsi che fondamentalmente non si concretizzano in niente di concreto.
Sanremo è inutile dicevamo.
Peccato che se lo guardino ancora un sacco di persone.
Questo non significa che va difeso solo perchè è visto da un sacco di persone (anzi!) solo che se parliamo di spreco di soldi pubblici vuol dire che non abbiamo capito niente. In un'ottica banalmente aziendale, dove l'utilità dell'investimento è valutata sulla quantità di persone che ne fruiscono, se un programma viene ascoltato da 14 milioni di persone, vuol dire che l'investimento è stato più che buono.
Sono il primo che dice che Sanremo è una stronzata, ma non mi dite che sono soldi pubblici buttati, perchè a livello di investimento probabilmente uno dei migliori investimenti dello Stato italiano.
Crozza e la Littizzetto sono stati pagati troppo?
Non avete capito un cazzo.
Primo perchè sono anni che gli italiani frignano perchè un attore o un comico è pagato troppo per Sanremo.
Sanremo funziona così imbecilli, e non è neanche l'unico ambito pubblico dove la gente viene pagata troppo.
La tirata di Benigni sull'inno italiano, l'entrata della Littizzetto, lo show di Crozza, la patata della Rodriguez, potranno essere pure cose di cattivo gusto per qualcuno, ma finchè fanno buono share sono un investimento buono. Non saranno stati eccezionali i loro monologhi e performance, sono il primo a crederlo, ma lo share ha giustificato la loro paga.
Se non vi piacciono non guardate Sanremo, se non guardate Sanremo e vi scoccia di dover pagare il canone RAI anche se non accendete nemmeno la televisione...ecco, forse sarebbe più intelligente risparmiare le energie e protestare sull'ingiustizia dell'esistenza del canone RAI, non su quanto è ingiusto che Benigni o Crozza siano stati pagati troppo!
Ma torniamo a noi.
Crozza viene fischiato, da 4 imbecilli che evidentemente seguivano le direttive del capo, ma viene fischiato. Aveva intenzione di parlare di politica, con toni neanche tanto pesanti, aveva cominciato facendo il verso a Berlusconi, avrebbe finito con Bersani, quindi avrebbe sparlato di entrambi gli schieramente. Ma non è bastato a fermare gli indignati. Molto intelligente pagare fior di quattrini per un posto a un festival del cazzo per comportarsi da cafone, come dire ho pagato 100 euro per non sentir parlare di politica.
Cazzo, complimenti!
Inizio a capire perchè Sanremo fa cagare.
Perchè è l'essenza del contesto in cui è nato: la merda DC.
Una merda in cui si fa musichetta leggera, dove si spendono fior di quattrini per comici che sono sostanzialmente imbrigliati da un contratto che impone di fare una comicità assolutamente all'acqua di rose, senza dire verità scomode, senza presentare temi imbrigliati, senza fare quello che dai 4 fischiatori senza coglioni era definito propaganda.
Di cosa puoi parlare in un qualsiasi trasmissione se non puoi parlare di politica, non puoi parlare di temi sociali, di minoranze sociali, di omosessualità? Non ne puoi parlare perchè è su la televisione di tutti?
Bhe, a questo punto, finisce che in una trasmissione simile non puoi parlare di niente, perchè troverai sempre qualcuno che ha qualche particolare sensibilità e, travando altri 4 stronzi che la pensano come lui, sembrerà che mille persone si oppongono perchè altri 996 coglioni si sono fatti trascinare dai fischi. Questo è successo con Crozza: 4 coglioni che blaterano puttanate sulla democrazia come se fossero una maggioranza tiranneggiata.
Berlusconi critica Sanremo perchè fa cagare, ma protegge la sua essenza di inutile nullità di contenuto, perchè se se fosse un programma decente, dove si parla di politica e si parla della realtà, magari ridendoci sopra con la satira, lo metterebbe in pericolo.
Sanremo sarà sempre così, fino a quando uno non tirerà fuori i cojones e lo spazzerà via. Non succederà mai, forse si smuoverà qualcosa quando muorirà Pippo Baudo. Forse. Sanremo sarà sempre un festival DC, anacronistico, di buone intenzioni, edulcorato, apolitico, senza spina dorsale. Un po' come l'Italia democristiana e l'Italia meschina senza neanche il coraggio di essere bastarda che è emersa con Monti e che Berlusconi (che rappresenta la parte meschina e in più bastarda) attacca senza però avere il coraggio di abbattere.
Perchè i comici di Sanremo sono pagati tanto? Perchè così si stanno zitti, si vendono meglio, fanno comicità edulcorata, anche se solitamente tirano i coglioni. Questo poteva andar bene con Benigni, che detto fra noi ha smesso di fare il comico d'assalto da quando ha fatto successo con La vita è bella, è vero con la Littizzetto, che sta al gioco e fa la coppia con Fazio facendo la parte della testa calda tenuta sotto controllo dal compare riflessivo e un po' cacasotto; non è andata bene stavolta con Crozza, che è stao un po' (ma neanche troppo) sopra le righe e che probabilmente non verrà convocato il prossimo anno. Perchè il prossimo Sanremo ci sarà ,anche se Berlusconi vince le elezioni, perchè finchè si sta in campagna elettorale si fa la voce grossa, ma non ha le palle autentiche necessarie a eliminarlo.
Perchè Sanremo è inutile, come ha giustamente detto Berlusconi.
Giustamente, perchè effettivamente ha ragione.
Giustamente, perchè Sanremo è uno di quegli eventi che verrebbero definiti (usare tale espressione mi porta a uno stato emotivo fra il divertito e il disperato) di sinistra. Quindi sia lui che tutti i suoi peones sono profondamente coerenti quando dicono che Sanremo è inutile, del resto l'inutilità di tale festival è decantata come in tutti gli altri noiosissimi sproloqui astiosi che fanno i più sugli sprechi dei soldi pubblici, discorsi che fondamentalmente non si concretizzano in niente di concreto.
Sanremo è inutile dicevamo.
Peccato che se lo guardino ancora un sacco di persone.
Questo non significa che va difeso solo perchè è visto da un sacco di persone (anzi!) solo che se parliamo di spreco di soldi pubblici vuol dire che non abbiamo capito niente. In un'ottica banalmente aziendale, dove l'utilità dell'investimento è valutata sulla quantità di persone che ne fruiscono, se un programma viene ascoltato da 14 milioni di persone, vuol dire che l'investimento è stato più che buono.
Sono il primo che dice che Sanremo è una stronzata, ma non mi dite che sono soldi pubblici buttati, perchè a livello di investimento probabilmente uno dei migliori investimenti dello Stato italiano.
Crozza e la Littizzetto sono stati pagati troppo?
Non avete capito un cazzo.
Primo perchè sono anni che gli italiani frignano perchè un attore o un comico è pagato troppo per Sanremo.
Sanremo funziona così imbecilli, e non è neanche l'unico ambito pubblico dove la gente viene pagata troppo.
La tirata di Benigni sull'inno italiano, l'entrata della Littizzetto, lo show di Crozza, la patata della Rodriguez, potranno essere pure cose di cattivo gusto per qualcuno, ma finchè fanno buono share sono un investimento buono. Non saranno stati eccezionali i loro monologhi e performance, sono il primo a crederlo, ma lo share ha giustificato la loro paga.
Se non vi piacciono non guardate Sanremo, se non guardate Sanremo e vi scoccia di dover pagare il canone RAI anche se non accendete nemmeno la televisione...ecco, forse sarebbe più intelligente risparmiare le energie e protestare sull'ingiustizia dell'esistenza del canone RAI, non su quanto è ingiusto che Benigni o Crozza siano stati pagati troppo!
Ma torniamo a noi.
Crozza viene fischiato, da 4 imbecilli che evidentemente seguivano le direttive del capo, ma viene fischiato. Aveva intenzione di parlare di politica, con toni neanche tanto pesanti, aveva cominciato facendo il verso a Berlusconi, avrebbe finito con Bersani, quindi avrebbe sparlato di entrambi gli schieramente. Ma non è bastato a fermare gli indignati. Molto intelligente pagare fior di quattrini per un posto a un festival del cazzo per comportarsi da cafone, come dire ho pagato 100 euro per non sentir parlare di politica.
Cazzo, complimenti!
Inizio a capire perchè Sanremo fa cagare.
Perchè è l'essenza del contesto in cui è nato: la merda DC.
Una merda in cui si fa musichetta leggera, dove si spendono fior di quattrini per comici che sono sostanzialmente imbrigliati da un contratto che impone di fare una comicità assolutamente all'acqua di rose, senza dire verità scomode, senza presentare temi imbrigliati, senza fare quello che dai 4 fischiatori senza coglioni era definito propaganda.
Di cosa puoi parlare in un qualsiasi trasmissione se non puoi parlare di politica, non puoi parlare di temi sociali, di minoranze sociali, di omosessualità? Non ne puoi parlare perchè è su la televisione di tutti?
Bhe, a questo punto, finisce che in una trasmissione simile non puoi parlare di niente, perchè troverai sempre qualcuno che ha qualche particolare sensibilità e, travando altri 4 stronzi che la pensano come lui, sembrerà che mille persone si oppongono perchè altri 996 coglioni si sono fatti trascinare dai fischi. Questo è successo con Crozza: 4 coglioni che blaterano puttanate sulla democrazia come se fossero una maggioranza tiranneggiata.
Berlusconi critica Sanremo perchè fa cagare, ma protegge la sua essenza di inutile nullità di contenuto, perchè se se fosse un programma decente, dove si parla di politica e si parla della realtà, magari ridendoci sopra con la satira, lo metterebbe in pericolo.
Sanremo sarà sempre così, fino a quando uno non tirerà fuori i cojones e lo spazzerà via. Non succederà mai, forse si smuoverà qualcosa quando muorirà Pippo Baudo. Forse. Sanremo sarà sempre un festival DC, anacronistico, di buone intenzioni, edulcorato, apolitico, senza spina dorsale. Un po' come l'Italia democristiana e l'Italia meschina senza neanche il coraggio di essere bastarda che è emersa con Monti e che Berlusconi (che rappresenta la parte meschina e in più bastarda) attacca senza però avere il coraggio di abbattere.
Perchè i comici di Sanremo sono pagati tanto? Perchè così si stanno zitti, si vendono meglio, fanno comicità edulcorata, anche se solitamente tirano i coglioni. Questo poteva andar bene con Benigni, che detto fra noi ha smesso di fare il comico d'assalto da quando ha fatto successo con La vita è bella, è vero con la Littizzetto, che sta al gioco e fa la coppia con Fazio facendo la parte della testa calda tenuta sotto controllo dal compare riflessivo e un po' cacasotto; non è andata bene stavolta con Crozza, che è stao un po' (ma neanche troppo) sopra le righe e che probabilmente non verrà convocato il prossimo anno. Perchè il prossimo Sanremo ci sarà ,anche se Berlusconi vince le elezioni, perchè finchè si sta in campagna elettorale si fa la voce grossa, ma non ha le palle autentiche necessarie a eliminarlo.
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giovedì 17 gennaio 2013
Riposo del guerriero
E dopo una mattina a tirocinio ecco un compleanno come si deve.
Cena in pigiama, tranquillità, rutto libero, Mass Effect 3.
Le donne sono un sollazzo superato.
Cena in pigiama, tranquillità, rutto libero, Mass Effect 3.
Le donne sono un sollazzo superato.
martedì 15 gennaio 2013
Avendo da oggi iniziato il tirocinio in ospedale avrò finalmente una scusa per non postare roba con costanza. Intanto eccovi un video che riproduce fedelmente la mia attività futura
lunedì 7 gennaio 2013
3 giorni e 3 notti
Risultato: 3 città in 3 giorni, fra Milano, Bratislava e Vienna e probabilmente più di 1000 km percorsi fra treno, corriera, aereo, metro, tram e a piedi.
Una discreta ammazzatina.
Prima giornata: sveglia alle 5, partenza da Termini, freccia rossa fino a Milano.
Avanza del tempo all'arrivo in città, quindi decidiamo al volo di vederci anche Milano, fino ad allora non prevista nella tabella di marcia. Ci accontentiamo di una capatina al Duomo e una visitina alla Galleria lì vicino, con una breve incursione che ci permette di scroccare agli assaggini del mercato lì vicino ciò che si avvicina quasi a un antipasto completo.
Milano non è malaccio.
La metro è efficiente per quel poco che l'abbiamo vista e il biglietto costa quanto a Roma, solo che Roma ha meno linee metro pur essendo più grande.
Il Duomo fa effettivamente una discreta figura, anche se ho molto apprezzato anche la Galleria; non abbiamo avuto tempo per il Castello Sforzesco.
2 ore a Milano sono trascorse in maniera abbastanza piacevole.
È una città abbastanza rumorosa, anche se 2 ore sono poche per farsi un'idea e non so quanto sia generalizzabile la situazione che osservi alla stazione e vicino a via Montenapoleone e sembra che si respiri un'area di discreto benessere, ma forse sbaglio.
In metro trovo un bagno pubblico utilizzabile con solo 20 centesimi, cosa rara, dato che in genere costano di più in una metropolitana, tuttavia capisco subito il perchè di un prezzo così basso. Il cesso più sporco che abbia mai visto fin'ora. E io ne ho visti di cessi sporchi!
Bergamo, dopo un'oretta e passa di corriera (non ricordo bene, più o meno stavo cercando di dormire).
L'areoporto di Orio al Serio è sicuramente meglio organizzato di quella porcata inarrivabile di Fiumicino. Un areoporto decoroso, ha quasi tutto quello che serve a chi viaggia, l'unico appunto che posso fare è l'impossibilità di fare una ricarica telefonica una volta fatto il check-in. Nel complesso un areoporto efficiente e bellino, grazie al panorama montuoso.
Bratislava, la meta principale.
Bratislava è quello che si può definire come il classico prototipo della cittadina di confine.
Non malvagia, piccina, discretamente pulita e organizzata, piena di locali.
La Slovacchia confina con Repubblica Cieca, Ungheria, Austria, Polonia, Ucraina e, ottimo per i tempi in cui si preferiva viaggiare via fiume, la sua capitale è in riva al Danubio. Una posizione a dir poco strategica. È una città dove passano molte persone, che però non vi restano troppo tempo, dato che può essere visitata in maniera completa in 1-2 giorni.
Chi passa per Bratislava per affari, studio, piacere o qualsiasi altra cosa, la troverà una cittadina gradevole e ne avrà un bel ricordo. Dopodichè andrà avanti per la sua strada senza ripensarci troppo.
Del resto gli svaghi sono tanti, il lavoro è abbastanza scarso perchè uno straniero vi si stabilisca permanentemente. A meno che non sia un imprenditore che voglia trovarsi in un punto strategico equidistante da Repubblica Cieca, Austria, Ucraina, Polonia e Ungheria. Magari con un paio di strip club sotto casa che gli impediscano di annoiarsi.
Una cosa che è già riscontrato in Ungheria è che gli italiani sono rispettati e invidiati da queste persone. L'italia è collegata al mare, all'alta moda e, ancora non so come, al benessere. Gli italiani sono molto apprezzati da queste parti, specie quando portano soldi.
Gli slovacchi sono molto portati per le lingue e, oltre all'inglese, parlano anche l'italiano e in alcuni casi lo preferiscono. Ho anche saputo che in Slovacchia studiano il latino, in alcuni casi anche all'Università. Il che è sensato, dato che il latino aiuta a imparare meglio le lingue romanze, col latino impari più facilmente italiano, francese e spagnolo. Cosa invece abbastanza inutile per un italiano, dato che gli si chiede di studiare e dannarsi su una lingua che non gli fornisce nessun aiuto per imparare meglio altre lingue.
Una chicca.
L'Italia è un brand invincibile per quanto riguarda la qualità della moda e nella cucina. Peccato che in alcuni casi abbia sentito nomi che in italia non ho mai sentito nominare e che qui sono usati perchè italiano è fico. Questo famoso Antinori (peraltro lo stesso cognome di un tizio con cui lavoravo) non l'ho mai sentito in Italia e non è solo il nome di una sediciente casa d'alta moda, ma anche il nome di un famoso produttore di vini, tal conte Antinori. Famoso per modo di dire, ovviamente mai sentito in Italia, sia per il cognome sia per il titolo nobiliare.
Qui sotto c'è il pub che abbiamo visto l'ultimo giorno a Bratislava, una gran figata. Sembrava costruito dentro una chiesa e decorato con una marea di orpelli. Un'investimento davvero cazzuto e azzeccato, con prezzi fra l'altro molto convenienti.
Bratislava vive di notte, probabilmente se non ci fosse turismo ci sarebbe un tracollo. I prezzi sono buoni a meno che non ti vada a cacciare nelle classiche trappole per turisti e gli orari sono molto flessibili. Probabilmente, in quanto siamo sempre in una città nordica, i cittadini di Bratislava mangerebbero e cenerebbero molto sul presto, cosa che ho visto fare anche in Nord Italia, ritengo tuttavia che la presenza di turisti che vorrebbero mangiare più tardi abbia spinto i ristoratori a posticipare i loro consueti orari di pasto pur di venire incontro alle esigenze dei clienti.
Anche da turista mi è sembrato di notare qualche sintomo di crisi.
Siamo arrivati di Giovedì, che in un periodo simile dell'anno non sarebbe stato neanche troppo malvagio per quanto riguardava la movida. Eppure abbiamo trovato i locali piuttosto deserti, il che non è buona cosa, non solo per noi, ma anche per la città stessa. Poca gente significa pochi soldi e questo non piace a nessuno. Del resto questo è anche un punto a favore loro rispetto a noi. Qui la gente lavora per vivere, si spacca la schiena se è riuscita a trovare un lavoro, non è come da noi che si piange miseria, ma poi si esce anche nel bel mezzo della settimana.
Adesso parliamo di cose serie.
La patata.
Il motivo principale per cui una persona deve restare a Bratislava è questo.
Non solo le donne sono tutte belle, ma sono anche il più delle volte non accompagnate da uomini, è come se avessero preso tutte le racchie e i fidanzati di queste donne e li avessero rinchiusi in casa. Il che, per me, è cosa buona e giusta.
Non provate a dirvi di provarci con la bruttina stagionata perchè più accessibile perchè se entrate in un locale rischiate di restare a bocca a sciutta perchè non la trovate!
Qui possiamo anche dire un bel vaffanculo a tutti i vegani e salutisti che rompono le palle con la sana dieta vegetariana, il che è un fatto già acclimatato grazie al paradosso della donna nordica, in virtù del quale le ragazze hanno corpi e visi mozzafiato anche se seguono diete ipercaloriche a base di grassi animali, carni rosse e birra a tutto spiano.
Le donne slave sono una gioia per gli occhi e non solo perchè - come direbbe la solita frustrata figa di legno italiana - sono facili (per carità ci sono anche quel tipo di ragazze e Dio le benedica!) ma perchè hanno una grazia, una finezza e uno stile superiore. O quantomeno è quanto penso e non nego che in questa mia opinione ci sia l'influenza del fascino per l'esotico, fascino a cui non sono immuni neanche loro, dato che gli italiani abbastanza ambiti da quelle parti.
Ultimo scatto prima di partire con destinazione verso Vienna.
Qui sotto il palazzo presidenziale, cosetta non male specie se paragonato al Parlamento Slovacco che è una sciatta costruzione in cemento armato. Non so se questo la dice lunga sul tipo di concezione che hanno sul rapporto fra Presidente e Parlamento, argomento di cui non sono neanche troppo competente.
Vienna.
Dista a 60 km da Bratislava e ci si mette un pochino col treno, passando per una campagna pianeggiante che offre colpi d'occhio non male.
Sbagliamo fermata e scendiamo più tardi del dovuto, ritrovandoci praticamente in una città cantiere.
Gli austriaci, da bravi crucchi, non sanno starsi fermi e devono costruire qualcosa sennò si sentono male.
Noi italiani ci lamentiamo della costruzione della TAV, ma dobbiamo ammettere che siamo fortunati per il fatto che si tratta di un progetto fra Francia e Italia e non Italia e Germania o Italia e Austria, che non sono interessati.
Se ci fossero stati di mezzo i teutonici in Val di Susa, stai sicuro che avevano già costruito tutto in una notte mentre i manifestanti dormivano nei loro sacchi a pelo!
Mi ha stupito.
Ho sempre pensato che Vienna fosse una città che ancora risentiva della decadenza asburgica, molle, frustrata, troppo poco efficiente per essere paragonata a Berlino, troppo rigida per essere messa sullo stesso piano di città più a sud.
Invece mi sono ricreduto.
Vienna è una città cazzuta, smart e anche godereccia, non senza un fascino ben conservato delle vecchie glorie imperiali. La metro (ma questo me l'aspettavo pure) è ben tenuta, efficiente, con spazi ben gestiti per disabili e animali (cosa assolutamente assente a Budapest per esempio). Altra scoperta è il costo della vita, che mi aspettavo molto più carestosa. Il biglietto della metro costa solo 2 euro ed essendo una signora metro li spendi senza problemi e ti fai pure l'abbonamento giornaliero e se ricordo bene era molto più cara quella di Londra!
Vienna è una città che non bada a spese per l'illuminazione.
Da bravo pirlo avevo lasciato in albergo la macchinetta pensando che tanto non si vede niente di notte.
Invece no. Vienna vive di notte e per questo i viennesi non lesinano sulle spese per l'illuminazione. Vienna ospita anche molti casino, nonchè case d'appuntamento (mi pare si chiamino piano bar o qualcosa di simile) e vive di notte. Peccato che non si possa fare il giro dei locali, dato che dopo le 2 non ti fanno più entrare. Abbiamo anche mangiato ed eravamo molto guardinghi sui prezzi, tuttavia le spese sono state contenute.
Qui sotto vediamo l'Università e il Parlamento.
Vienna è una città dove tutto ti sembra più grande e lo dico io che vengo da Roma!
Sarà l'illuminazione, saranno le strade larghe, sarà la completa mancanza di cazzoni in doppia e tripla fila che ti fanno sembrare tutto più affollato e angusto, vai a capire. Va anche detto che ci sono un paio di differenze con le città italiani o almeno con Roma.
La prima è che il periodo di massimo splendore di Vienna è abbastanza fresco, quindi tutti gli edifici che richiamano a quel periodo sono ben conservati e trasmettono ancora in manier aabbastanza vivida quel senso di potenza, opulenza e bellezza; mentre Roma ha dato il meglio di sè almeno 1-2 secoli prima se escludiamo il periodo romano.
La seconda è che, mi spiace dirlo, ma la maggior parte delle grandi opere austriache è di natura civile, mentre a Roma, se escludiamo la parte romana, quasi tutte le costruzioni fighe sono chiese.
La terza è che tu puoi passare anche 5 anni di vita davanti al Colosseo per andare all'Università, ma se il colosseo è annerito dallo smog e tu ti trovi in un autobus brutto pieno di gente, vecchie e zingari non lo saprai mai abbastanza apprezzare quanto merita.
Giorno della partenza, museo Freud. Il famoso divano del suo studio non c'è, sta a Londra, Sigmund se lo portò dietro quando fuggì. E aggiungiamolo alla lista di cose che gli inglesi hanno e dovrebbero restituire...
È museo carino e ben tenuto, la parte migliore è guardare gli avventori e cercare di indovinare da quanti anni stanno in analisi. La sedia sotto è una riproduzione dell'originale, studiata appositamente per il suo modo particolare di leggere, ovvero appoggiando una gamba a uno dei braccioli e sbragandosi sbilenco. Non ce l'avrei mai visto in una posizione simile. Nel museo ti danno dei supporti audio con guida in lingua parlata italiana, da ascoltare selezionando la traccia indicata nelle diverse aree del museo. La parte che più mi ha colpito è la traccia di un'intervista fatta a Freud stesso dalla BBC a pochi anni dalla morte. Aveva una voce molto diversa da quella che ti immagineresti, autoritaria e severa. Del resto a quell'età era probabilmente molto diversa da quella di anni prima.
La vita notturna non è male, ma in una notte non si combina quanto si vorrebbe. Devo tornarci!
martedì 1 gennaio 2013
Perchè i soldi non fanno la felicità. Ma aiutano
Prezzo per il treno Freccia Argento: xxx euro. Con Mastercard.
Prezzo per il volo Bergamo-Bratislava: xxx euro. Con Mastercard.
Pernottamento in Hotel a tre stelle a Bratislava: xxx euro a notte. Con Matsercard.
Treno Bratislava-Vienna: prezzo ancora da definire. Con Mastercard.
Pernottamento in Hotel a tre stelle a Vienna: xxx euro a notte. Con Mastercard
Volo Vienna-Roma: xxx euro. Con Mastercard.
Sapere che hai pagato un viaggio con soldi onestamente guadagnati e che hai la possibilità di inserire davanti al tuo nome il titolo di Dott. quando stai andando a caccia di MILF...NON HA PREZZO!
Prezzo per il volo Bergamo-Bratislava: xxx euro. Con Mastercard.
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Treno Bratislava-Vienna: prezzo ancora da definire. Con Mastercard.
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Volo Vienna-Roma: xxx euro. Con Mastercard.
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venerdì 21 dicembre 2012
Lo hobbit: un viaggio inaspettato
Ricomincio a scrivere qualcosa perchè...mi va.
Non avevo enormi aspettative per questo film dato che, se le proporzioni non sono un opinione, mi faceva un po storcere il naso per il fatto che lo dividessero in tre film come hanno fatto per Il signore degli anelli quando quest'ultimo libro è lungo almeno il triplo appendici escluse. Era inevitabile che vi avrebbero aggiunto una quantità di pezzi non previsti nel libro originale spropositata. Non era neanche troppo grave, dato che il cinema inevitabilmente altera i testi originali da cui e preso e, se non altro, è molto meglio aggiungere che tagliare. Sempre che si aggiungano le scene giuste!
Fortunatamente la letteratura tolkieniana offre una sterminata quantità di testi sulla Terra di Mezzo, quindi qualunque regista minimamente capace di nerdare come si deve è perfettamente in grado di fornire aggiunte alla trasposizione di uno dei libri di Tolkien pur senza dire cose per cui Tolkien si rivolterebbe nella tomba, come del resto riuscirono a fare con un prodotto ben riuscito come la trilogia de Il signore degli anelli. Magari qualche spunto non lo si prende dal libro cui si fa riferimento, ma anche da altri testi che parlano della Terra di Mezzo arricchendolo senza snaturarlo. Personalmente non ritengo particolarmente grave se all'ultima trilogia hanno voluto attingere a spunti presi dalle appendici dei libri scritti da Tolkien (ad esempio la storia d'amore fra Arwen e Aragorn, assolutamente assente nella trilogia, ma presente in altri scritti), anzi, mi farebbe più che piacere, sempre che sia fatto con misura e saggezza.
Detto questo, possiamo dire che Jackson abbia fatto il bravo. Con qualche scivolone purtroppo fastidioso.
Questa prima parte della trilogia si ispira grossomodo a metà del libro, più qualche richiamo alla storia dei nani che ritengo più che giusto, primo perchè da sempre sono un sostenitore nanico, secondo perchè è più che giusto spiegare l'origine del nome di Thorin Scudodiquercia e le vicissitudine delle sue genti.
Peter Jackson ha deciso di introdurre un elemento a mio modo di dire coraggioso: l'inserimento di canzoni, assolutamente assenti nella precedente trilogia.
Scelta difficile perchè, anche se fedele rispetto all'originale, rischiava di rendere il tutto più noioso, tuttavia è stato inserita solo una piccola quantità di intermezzi musicali, il giusto secondo me.
Il fu doppiatore di Ian McKellen è stato egregiamente sostituito da Gigi Proietti, scelta saggia, data l'importanza che riveste Gandalf (un po' troppo tosto rispetto al libro).
I nani, anche se nell'aspetto sono a volte troppo macchiettistici e a volte troppo figaccioni, sono comunque ottimamente interpretati e il personaggio di Bilbo è interpretato molto bene, specie nel primo scambio di battute che ha con Gandalf.
Gollum, la cui doppia personalità era già stata gestita in maniera eccezionale nel capitolo de Le due torri è ottimamente realizzato e la scena in cui incontra Bilbo, che è probabilmente la migliore del film per resa grafica, recitazione e fedeltà all'originale.
Purtroppo Peter Jackson ha voluto anche pisciare fuori dal vaso. Innanzitutto la sua scelta di voler forzare la mano e di collegare le due trilogie, mostrando come già dall'epoca del viaggio di Bilbo le forze del Male stessero pianificando di riemergere.
Non è così.
Il libro del Lo Hobbit non è il prequel de Il signore degli anelli, è un libro a sè, scritto precedentemente rispetto al secondo, con uno stile meno fiabesco e senza pretese allegoriche sul potere, l'unica cosa che li lega è l'anello che, secondo me, all'epoca in cui venne scritto Lo hobbit l'autore non aveva la minima idea che in futuro avrebbe dedicato un altro libro a quell'anello.
Vi è poi la forzosa introduzione di personaggi che non c'entrano nulla nel libro.
Il personaggio la cui presenza mi ha infastidito più degli altriè quello che sarà probabilmente il villain della trilogia e non ci dovrebbe essere, dato che Peter ha deciso che non moriva, ma restava semplicemente mutilato.
La scena finale che lo ritrae è completamente gratuita e fondamentalmente inutile, stesso di scorso per quella di Radagast il Bruno e la scena in cui il gruppo passa a Gran Burrone.
Voto 7/10
Non avevo enormi aspettative per questo film dato che, se le proporzioni non sono un opinione, mi faceva un po storcere il naso per il fatto che lo dividessero in tre film come hanno fatto per Il signore degli anelli quando quest'ultimo libro è lungo almeno il triplo appendici escluse. Era inevitabile che vi avrebbero aggiunto una quantità di pezzi non previsti nel libro originale spropositata. Non era neanche troppo grave, dato che il cinema inevitabilmente altera i testi originali da cui e preso e, se non altro, è molto meglio aggiungere che tagliare. Sempre che si aggiungano le scene giuste!
Fortunatamente la letteratura tolkieniana offre una sterminata quantità di testi sulla Terra di Mezzo, quindi qualunque regista minimamente capace di nerdare come si deve è perfettamente in grado di fornire aggiunte alla trasposizione di uno dei libri di Tolkien pur senza dire cose per cui Tolkien si rivolterebbe nella tomba, come del resto riuscirono a fare con un prodotto ben riuscito come la trilogia de Il signore degli anelli. Magari qualche spunto non lo si prende dal libro cui si fa riferimento, ma anche da altri testi che parlano della Terra di Mezzo arricchendolo senza snaturarlo. Personalmente non ritengo particolarmente grave se all'ultima trilogia hanno voluto attingere a spunti presi dalle appendici dei libri scritti da Tolkien (ad esempio la storia d'amore fra Arwen e Aragorn, assolutamente assente nella trilogia, ma presente in altri scritti), anzi, mi farebbe più che piacere, sempre che sia fatto con misura e saggezza.
Detto questo, possiamo dire che Jackson abbia fatto il bravo. Con qualche scivolone purtroppo fastidioso.
Questa prima parte della trilogia si ispira grossomodo a metà del libro, più qualche richiamo alla storia dei nani che ritengo più che giusto, primo perchè da sempre sono un sostenitore nanico, secondo perchè è più che giusto spiegare l'origine del nome di Thorin Scudodiquercia e le vicissitudine delle sue genti.
Peter Jackson ha deciso di introdurre un elemento a mio modo di dire coraggioso: l'inserimento di canzoni, assolutamente assenti nella precedente trilogia.
Scelta difficile perchè, anche se fedele rispetto all'originale, rischiava di rendere il tutto più noioso, tuttavia è stato inserita solo una piccola quantità di intermezzi musicali, il giusto secondo me.
Il fu doppiatore di Ian McKellen è stato egregiamente sostituito da Gigi Proietti, scelta saggia, data l'importanza che riveste Gandalf (un po' troppo tosto rispetto al libro).
I nani, anche se nell'aspetto sono a volte troppo macchiettistici e a volte troppo figaccioni, sono comunque ottimamente interpretati e il personaggio di Bilbo è interpretato molto bene, specie nel primo scambio di battute che ha con Gandalf.
Gollum, la cui doppia personalità era già stata gestita in maniera eccezionale nel capitolo de Le due torri è ottimamente realizzato e la scena in cui incontra Bilbo, che è probabilmente la migliore del film per resa grafica, recitazione e fedeltà all'originale.
Purtroppo Peter Jackson ha voluto anche pisciare fuori dal vaso. Innanzitutto la sua scelta di voler forzare la mano e di collegare le due trilogie, mostrando come già dall'epoca del viaggio di Bilbo le forze del Male stessero pianificando di riemergere.
Non è così.
Il libro del Lo Hobbit non è il prequel de Il signore degli anelli, è un libro a sè, scritto precedentemente rispetto al secondo, con uno stile meno fiabesco e senza pretese allegoriche sul potere, l'unica cosa che li lega è l'anello che, secondo me, all'epoca in cui venne scritto Lo hobbit l'autore non aveva la minima idea che in futuro avrebbe dedicato un altro libro a quell'anello.
Vi è poi la forzosa introduzione di personaggi che non c'entrano nulla nel libro.
Il personaggio la cui presenza mi ha infastidito più degli altriè quello che sarà probabilmente il villain della trilogia e non ci dovrebbe essere, dato che Peter ha deciso che non moriva, ma restava semplicemente mutilato.
La scena finale che lo ritrae è completamente gratuita e fondamentalmente inutile, stesso di scorso per quella di Radagast il Bruno e la scena in cui il gruppo passa a Gran Burrone.
Voto 7/10
mercoledì 21 novembre 2012
Addio e grazie per il pesce
Addio.
Chissà, magari è un arrivederci.
Forse perchè non avendo più il google adsense non posso più avere quella fonte di sostentamento redditizia e soddisfacente quanto quella di un operaio minorenne del Ghana.
Va detto che, da quando mi hanno cacciato inspiegabilmente e senza preavviso da Oknotizie, le visite hanno avuto un tracollo verticale eh.
Forse lascio (o interrompo) perchè ho finito di dire cose intelligenti e originali o mi accontento di dirle nella vita reale o su facebook. Magari non ho mai detto cose intelligenti e originali e me ne sto pian piano rendendo conto.
Potrebbe essere una ripicca per il fatto che non sono riuscito a diventare un blogger di successo pieno di soldi e donne e ho quindi deciso di intraprendere un progetto più maturo e proporzionato alle mie capacità: potrei cercare di diventare un attore di successo pieno di solde e donne per esempio.
Probabilmente il mio narcisismo sta scemando e non mi impone più di dover comunicare qualcosa che tutti debbano conoscere. Oppure ritengo che il mondo sia così noioso che non valga la pena spendere un mio prezioso parere per analizzarlo.
Forse perchè mi sono reso conto che i cosiddetti 25 lettori sono VERAMENTE 25 lettori nel mio caso e io baro pure perchè ci sono inclusi pure i parenti.
Non so.
Ci devo pensare.
Magari cambio idea eh.
Che dite, restiamo amici?
Chissà, magari è un arrivederci.
Forse perchè non avendo più il google adsense non posso più avere quella fonte di sostentamento redditizia e soddisfacente quanto quella di un operaio minorenne del Ghana.
Va detto che, da quando mi hanno cacciato inspiegabilmente e senza preavviso da Oknotizie, le visite hanno avuto un tracollo verticale eh.
Forse lascio (o interrompo) perchè ho finito di dire cose intelligenti e originali o mi accontento di dirle nella vita reale o su facebook. Magari non ho mai detto cose intelligenti e originali e me ne sto pian piano rendendo conto.
Potrebbe essere una ripicca per il fatto che non sono riuscito a diventare un blogger di successo pieno di soldi e donne e ho quindi deciso di intraprendere un progetto più maturo e proporzionato alle mie capacità: potrei cercare di diventare un attore di successo pieno di solde e donne per esempio.
Probabilmente il mio narcisismo sta scemando e non mi impone più di dover comunicare qualcosa che tutti debbano conoscere. Oppure ritengo che il mondo sia così noioso che non valga la pena spendere un mio prezioso parere per analizzarlo.
Forse perchè mi sono reso conto che i cosiddetti 25 lettori sono VERAMENTE 25 lettori nel mio caso e io baro pure perchè ci sono inclusi pure i parenti.
Non so.
Ci devo pensare.
Magari cambio idea eh.
Che dite, restiamo amici?
giovedì 1 novembre 2012
Perchè odiamo le cose fatte a metà
Monti ha un gravissimo difetto
Non è quello che gli fa aumentare le tasse; non quello che lo porta ad aumentare l'età pensionabile; neanche la sua politica di tagli alle spese pubbliche; o le riforme del mercato del lavoro.
Queste sono tutte cose per le quale è stato convocato come tecnico, perchè nessun politico che sperava di mantenere la Maggioranza sarebbe riuscito a fare ( e comunque erano fatte anche prima che venisse Monti, solo che erano meno evidenti). Nel mandato implicito di Monti c'è quello di aumentare le tasse, aumentare l'età pensionabile, tagliare le spese pubbliche e riformare in maniera punitiva il mercato del lavoro.
È questo suo compito e lo sta svolgendo abbastanza bene. Arrabbiarsi con lui per questi motivi è come arrabbiarsi con un operaio che sta facendo lavorando in mezzo alla strada col martello pneumatico e ti sveglia ogni mattina.
Certo, dovresti magari arrabbiarti con la ditta appaltatrice, non con lui; fra l'altro, se ti svegli ogni mattina a mezzogiorno perchè non hai un cazzo da fare nella vita e te la prendi con l'operaio che lavora lì dalle 11, forse hai una strana concezione di ciò che è normale.
Fatto sta che Monti non può essere incolpato per la sua politica di lacrime e sangue (uso questo termine in maniera non casuale). Forse è l'unica cosa che può fare o comunque l'unica cosa che concepisce, anche perchè è la più semplice.
Il problema di Monti è un altro.
Monti lascia le cose fatte a metà.
Prende le decisioni più impopolari e pericolose, si attira critiche o colpi sotto la cintura da nemici e finti amici, ma poi non porta a termine quanto detto. A questo punto tanto vale starsi fermi!
Aveva promesso di abolire il vitalizio dei parlamentari , erano partite proteste su proteste da parte, ovviamente, dei parlamentari stessi. Poi si è scoperto che solo alcuni parlamentari ci avrebbero rinunciato, dopodichè si è scoperto che sostanzialmente non vi rinunciava nessuno.
Aveva promesso di mettere l'IMU sui beni della Chiesa. Fuoco incrociato da parte di organi papali, democristiani e altri senzapalle assortiti. Poi esce fuori che comunque per quest'anno la Chiesa non dovrà sborsare.
Perchè?
Perchè, se tutti ti accusano di essere tiranno, sul più bello ti tiri indietro per non sembrare un despota? Tanto tutti continueranno a pensarlo, a torto o a ragione.
Questo è ciò che Monti - ma fondamentalmente anche Prodi e tutto il Centro Sinistra italiano - non ha e che lo rende a questo punti inferiore a Berlusconi.
Perchè Berlusconi è una merda, ma almeno fa la merda fino in fondo.
Prende una decisione - in genere iniqua e sbagliata - ma la porta avanti fino alla fine, continuerebbe anche se avesse il popolo coi forconi sotto casa (magari), continuerebbe anche se venisse condannato dall'ONU o da tutti i suoi sostenitori.
Monti, che potrebbe avere torto o anche ragione, non porta i propri obiettivi al completo compimento.
E quando tu metti in atto una politica che dovrà togliere i soldi a qualcuno, ma poi la metti in atto per metà, finirà che solo una parte delle persone pagheranno. In genere quelli meno potenti per poterla impedire.
Esempio lampante di tutto questo.
Verranno accorpate svariate province.
Eliminare enti fondamentalmente superflui per risparmiare soldi è una cosa che ritengo più che giusta.
Come quasi tutte le scelte giuste richiede palle.
Che non ci sono.
Cosa dovevano fare?
O eliminare le Province oppure le Regioni.
Prima mancanza di palle: decidono di non eliminare le Regioni, probabilmente per fare contenti quelli della Lega. Cosa completamente idiota, perchè tanto la Lega non appoggerà mai Monti. Se Monti avesse le palle e si comportasse come il tiranno che descrivono, renderebbe la Lega illegale, cosa che fra l'altro io e tanta altra gente con più di 3 neuroni approverebbe. Invece no.
A quel punto restava l'eliminazione - anche quella sacrosanta - delle Province.
Invece di eliminarle le ha accorpate.
Ci sarà un risparmio, qualcosa di buono c'è.
Province storicamente rivali come Firenze e Siena verranno unite. E francamente di questo non me ne fotte niente. Se in tempi di crisi vogliono dar retta a ridicole rivalità culturali che risalgono al Medio Evo si ammazzassero in una nuova battaglia di Montaperti e non rompessero i coglioni. Se dovessimo separare tutte le aree rivali fra loro dovremmo creare pure la provincia di Roma Nord e quella di Roma Sud.
Il problema è un altro.
Si apriranno inutili giochi di potere. Dove ci saranno gli uffici della Provincia? Dove dovremo mantenere gli amministrativi per licenziare quelli dell'altra? Scegliamo Firenze o Siena? Probabilmente la prima, ma mai dire mai, magari faranno fifty fifty. Questo vuol dire anche che chi ha un progetto che va approvato in Provincia e vive a Siena, dovrà andare a Firenze, dove ci sarà il doppio della fila.
Inevitabilmente ci sarà qualcuno che lo prende nel culo. Non sarebbe stato più facile eliminare l'intero apparato delle Province? Sì più persone in mezzo alla strada, ma si tratterebbe di passacarte e assessorucoli, gente che in genere non ha talento, e in quel modo si potevano abolire un'infinità di procedure burocratiche inutile che ritardano l'efficienza dei servizi. In più si risparmiavano soldi che potevano essere dati a gente veramente utile: medici, insegnanti, ricercatori, operatori socio-sanitari.
Invece no.
Questo è il vero danno di Monti.
Se fotti soldi a qualcuno, cerca di farlo a tutti e non solo a metà perchè sei troppo ipocrita o codardo per inimicarti troppe persone. Perchè se finisci per penalizzare una sola parte della popolazione significa che stai facendo qualcosa di iniquo, a prescindere da quanto sia giusto il tuo progetto.
Non è quello che gli fa aumentare le tasse; non quello che lo porta ad aumentare l'età pensionabile; neanche la sua politica di tagli alle spese pubbliche; o le riforme del mercato del lavoro.
Queste sono tutte cose per le quale è stato convocato come tecnico, perchè nessun politico che sperava di mantenere la Maggioranza sarebbe riuscito a fare ( e comunque erano fatte anche prima che venisse Monti, solo che erano meno evidenti). Nel mandato implicito di Monti c'è quello di aumentare le tasse, aumentare l'età pensionabile, tagliare le spese pubbliche e riformare in maniera punitiva il mercato del lavoro.
È questo suo compito e lo sta svolgendo abbastanza bene. Arrabbiarsi con lui per questi motivi è come arrabbiarsi con un operaio che sta facendo lavorando in mezzo alla strada col martello pneumatico e ti sveglia ogni mattina.
Certo, dovresti magari arrabbiarti con la ditta appaltatrice, non con lui; fra l'altro, se ti svegli ogni mattina a mezzogiorno perchè non hai un cazzo da fare nella vita e te la prendi con l'operaio che lavora lì dalle 11, forse hai una strana concezione di ciò che è normale.
Fatto sta che Monti non può essere incolpato per la sua politica di lacrime e sangue (uso questo termine in maniera non casuale). Forse è l'unica cosa che può fare o comunque l'unica cosa che concepisce, anche perchè è la più semplice.
Il problema di Monti è un altro.
Monti lascia le cose fatte a metà.
Prende le decisioni più impopolari e pericolose, si attira critiche o colpi sotto la cintura da nemici e finti amici, ma poi non porta a termine quanto detto. A questo punto tanto vale starsi fermi!
Aveva promesso di abolire il vitalizio dei parlamentari , erano partite proteste su proteste da parte, ovviamente, dei parlamentari stessi. Poi si è scoperto che solo alcuni parlamentari ci avrebbero rinunciato, dopodichè si è scoperto che sostanzialmente non vi rinunciava nessuno.
Aveva promesso di mettere l'IMU sui beni della Chiesa. Fuoco incrociato da parte di organi papali, democristiani e altri senzapalle assortiti. Poi esce fuori che comunque per quest'anno la Chiesa non dovrà sborsare.
Perchè?
Perchè, se tutti ti accusano di essere tiranno, sul più bello ti tiri indietro per non sembrare un despota? Tanto tutti continueranno a pensarlo, a torto o a ragione.
Questo è ciò che Monti - ma fondamentalmente anche Prodi e tutto il Centro Sinistra italiano - non ha e che lo rende a questo punti inferiore a Berlusconi.
Perchè Berlusconi è una merda, ma almeno fa la merda fino in fondo.
Prende una decisione - in genere iniqua e sbagliata - ma la porta avanti fino alla fine, continuerebbe anche se avesse il popolo coi forconi sotto casa (magari), continuerebbe anche se venisse condannato dall'ONU o da tutti i suoi sostenitori.
Monti, che potrebbe avere torto o anche ragione, non porta i propri obiettivi al completo compimento.
E quando tu metti in atto una politica che dovrà togliere i soldi a qualcuno, ma poi la metti in atto per metà, finirà che solo una parte delle persone pagheranno. In genere quelli meno potenti per poterla impedire.
Esempio lampante di tutto questo.
Verranno accorpate svariate province.
Eliminare enti fondamentalmente superflui per risparmiare soldi è una cosa che ritengo più che giusta.
Come quasi tutte le scelte giuste richiede palle.
Che non ci sono.
Cosa dovevano fare?
O eliminare le Province oppure le Regioni.
Prima mancanza di palle: decidono di non eliminare le Regioni, probabilmente per fare contenti quelli della Lega. Cosa completamente idiota, perchè tanto la Lega non appoggerà mai Monti. Se Monti avesse le palle e si comportasse come il tiranno che descrivono, renderebbe la Lega illegale, cosa che fra l'altro io e tanta altra gente con più di 3 neuroni approverebbe. Invece no.
A quel punto restava l'eliminazione - anche quella sacrosanta - delle Province.
Invece di eliminarle le ha accorpate.
Ci sarà un risparmio, qualcosa di buono c'è.
Province storicamente rivali come Firenze e Siena verranno unite. E francamente di questo non me ne fotte niente. Se in tempi di crisi vogliono dar retta a ridicole rivalità culturali che risalgono al Medio Evo si ammazzassero in una nuova battaglia di Montaperti e non rompessero i coglioni. Se dovessimo separare tutte le aree rivali fra loro dovremmo creare pure la provincia di Roma Nord e quella di Roma Sud.
Il problema è un altro.
Si apriranno inutili giochi di potere. Dove ci saranno gli uffici della Provincia? Dove dovremo mantenere gli amministrativi per licenziare quelli dell'altra? Scegliamo Firenze o Siena? Probabilmente la prima, ma mai dire mai, magari faranno fifty fifty. Questo vuol dire anche che chi ha un progetto che va approvato in Provincia e vive a Siena, dovrà andare a Firenze, dove ci sarà il doppio della fila.
Inevitabilmente ci sarà qualcuno che lo prende nel culo. Non sarebbe stato più facile eliminare l'intero apparato delle Province? Sì più persone in mezzo alla strada, ma si tratterebbe di passacarte e assessorucoli, gente che in genere non ha talento, e in quel modo si potevano abolire un'infinità di procedure burocratiche inutile che ritardano l'efficienza dei servizi. In più si risparmiavano soldi che potevano essere dati a gente veramente utile: medici, insegnanti, ricercatori, operatori socio-sanitari.
Invece no.
Questo è il vero danno di Monti.
Se fotti soldi a qualcuno, cerca di farlo a tutti e non solo a metà perchè sei troppo ipocrita o codardo per inimicarti troppe persone. Perchè se finisci per penalizzare una sola parte della popolazione significa che stai facendo qualcosa di iniquo, a prescindere da quanto sia giusto il tuo progetto.
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lunedì 29 ottobre 2012
Niente di nuovo sul fronte occidentale
Immaginate che io decida un giorno di picchiare un ragazzino.
Magari il ragazzino se lo merita pure, magari fa qualche mossa scorretta, mentre io cerco solo di metterlo fuori combattimento facendogli il meno male possibile senza esserne ricambiato.
Auspicabilmente (spero) riuscirò a immobilizzare o stordire il piccolo bastardo, magari mettendoci più tempo del dovuto, facendomi male o comunque incontrando più difficoltà di quanto immaginassi se quello ha usato espedienti scorretti che io non ho voluto attuare.
La maggior parte delle persone tiferà per il ragazzino e, se ho incontrato una difficoltà anche minima nello scontro, potrà pure dire che sono un debole perchè mi sono fatto mettere in difficoltà da uno come lui.
In ogni caso, la maggior parte delle persone tiferà per il ragazzino, anche se io avevo una parte di ragione. Perchè me la sono presa con una persona più debole e, poichè sono in una posizione di forza, risulterò un perdente a meno di non riuscire a metterlo fuori combattimento con il minimo sforzo. O almeno questo sarà quello che dirà il ragazzino stesso, i suoi amici e molte delle persone che hanno assistito alla scena.
Quando il grande combatte con il piccolo il più delle volte vince, ma la vittoria morale spesso è data al piccolo sconfitto.
A volte la vittoria morale vale molto.
A volte non serve a un cazzo.
Il secondo caso è quello che si sta verificando in Sicilia.
Sì, il Partito 5 Stelle è il primo in Sicilia, ma per ora pare che comunque vincerà il tanto odiato Crocetta del PD. E anche se vincesse il Partito grillino ci sarebbe poco da festeggiare, dato che i livelli di astensione sono più che preoccupanti. E l'astensione è sempre una sconfitta in una democrazia, per vinti, vincitori e per gli astensionisti stessi.
Questo dimostra anche che la megalomane spedizione di Grillo per accaparrare voti e strapparli agli altri Partiti o al popolo degli indecisi e degli astensionisti (da sempre i suoi target più prelibati) è andata a rotoli.
Ma ripeto, quando il piccolo si mette a fare a botte con quelli più grandi di lui, spera sempre di attirare le simpatie di qualcuno.
Guardami, mamma dice il piccolo cretino mentre un ragazzo di 7 anni più grandi di lui gli rifila un calcio nelle costole da fargli sputare i denti.
Grillo, che vinca o perda, continuerà a gongolarsi di questo suo fantomatico successo, anche se per ora parliamo della sola Sicilia, che sarà pure importante, ma resta sempre una regione sola e un feudo della Mafia, quindi un discreto nido di vespe.
Grillo nel suo delirio di grandezza ha anche fatto paragoni fra la sua avventura siciliana e lo sbarco in Sicilia, preludio alla fine della Germania nazista in europa, sperando magari di cercare forzati paragoni con la teutonica Merkel. Peccato che Grillo, nella sua infinita ignoranza da becero che si spaccia per intelligente a forza di letture su wikipedia, non ha tenuto conto del fatto che lo sbarco in Sicilia e tutta la campagna d'Italia dal '43 al '45 fu un disastro strategico e perdipiù non portò a nessun cambiamento importante rispetto al conflitto mondiale.
Ma Grillo si gongola, si gongolano i suoi e attaccano il popolo dell'astensione che ha portato al potere i soliti volti noti dei Partiti corrotti.
Peccato che l'astensionismo è un altro fenomeno che Grillo contribuì ad alimentare, prima di fondare lui stesso un Partito che non riuscirà a emergere. E se emergerà è più che probabile che si farà corrompere esattamente come tutti gli altri.
Magari il ragazzino se lo merita pure, magari fa qualche mossa scorretta, mentre io cerco solo di metterlo fuori combattimento facendogli il meno male possibile senza esserne ricambiato.
Auspicabilmente (spero) riuscirò a immobilizzare o stordire il piccolo bastardo, magari mettendoci più tempo del dovuto, facendomi male o comunque incontrando più difficoltà di quanto immaginassi se quello ha usato espedienti scorretti che io non ho voluto attuare.
La maggior parte delle persone tiferà per il ragazzino e, se ho incontrato una difficoltà anche minima nello scontro, potrà pure dire che sono un debole perchè mi sono fatto mettere in difficoltà da uno come lui.
In ogni caso, la maggior parte delle persone tiferà per il ragazzino, anche se io avevo una parte di ragione. Perchè me la sono presa con una persona più debole e, poichè sono in una posizione di forza, risulterò un perdente a meno di non riuscire a metterlo fuori combattimento con il minimo sforzo. O almeno questo sarà quello che dirà il ragazzino stesso, i suoi amici e molte delle persone che hanno assistito alla scena.
Quando il grande combatte con il piccolo il più delle volte vince, ma la vittoria morale spesso è data al piccolo sconfitto.
A volte la vittoria morale vale molto.
A volte non serve a un cazzo.
Il secondo caso è quello che si sta verificando in Sicilia.
Sì, il Partito 5 Stelle è il primo in Sicilia, ma per ora pare che comunque vincerà il tanto odiato Crocetta del PD. E anche se vincesse il Partito grillino ci sarebbe poco da festeggiare, dato che i livelli di astensione sono più che preoccupanti. E l'astensione è sempre una sconfitta in una democrazia, per vinti, vincitori e per gli astensionisti stessi.
Questo dimostra anche che la megalomane spedizione di Grillo per accaparrare voti e strapparli agli altri Partiti o al popolo degli indecisi e degli astensionisti (da sempre i suoi target più prelibati) è andata a rotoli.
Ma ripeto, quando il piccolo si mette a fare a botte con quelli più grandi di lui, spera sempre di attirare le simpatie di qualcuno.
Guardami, mamma dice il piccolo cretino mentre un ragazzo di 7 anni più grandi di lui gli rifila un calcio nelle costole da fargli sputare i denti.
Grillo, che vinca o perda, continuerà a gongolarsi di questo suo fantomatico successo, anche se per ora parliamo della sola Sicilia, che sarà pure importante, ma resta sempre una regione sola e un feudo della Mafia, quindi un discreto nido di vespe.
Grillo nel suo delirio di grandezza ha anche fatto paragoni fra la sua avventura siciliana e lo sbarco in Sicilia, preludio alla fine della Germania nazista in europa, sperando magari di cercare forzati paragoni con la teutonica Merkel. Peccato che Grillo, nella sua infinita ignoranza da becero che si spaccia per intelligente a forza di letture su wikipedia, non ha tenuto conto del fatto che lo sbarco in Sicilia e tutta la campagna d'Italia dal '43 al '45 fu un disastro strategico e perdipiù non portò a nessun cambiamento importante rispetto al conflitto mondiale.
Ma Grillo si gongola, si gongolano i suoi e attaccano il popolo dell'astensione che ha portato al potere i soliti volti noti dei Partiti corrotti.
Peccato che l'astensionismo è un altro fenomeno che Grillo contribuì ad alimentare, prima di fondare lui stesso un Partito che non riuscirà a emergere. E se emergerà è più che probabile che si farà corrompere esattamente come tutti gli altri.
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NEL NOME DELL'ODIO
Sano, liberatorio, onesto, politicamente scorretto.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.
Qualcuno può rompere per gli argomenti che tratto e per come li tratto, ma ci stiamo dimenticando una cosa importante: chi crea un blog può scriverci quello che cazzo gli pare.
QUESTO BLOG NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA
QUINDI NON ROMPETE. GRAZIE.














